{"id":46128,"date":"2018-11-20T09:30:16","date_gmt":"2018-11-20T08:30:16","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46128"},"modified":"2018-11-20T09:18:58","modified_gmt":"2018-11-20T08:18:58","slug":"quando-il-capitalismo-e-senza-capitali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46128","title":{"rendered":"Quando il capitalismo \u00e8 senza capitali"},"content":{"rendered":"<p><strong>di DOPPIO ZERO (Roberto Ciccarelli)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricchezza non \u00e8 pi\u00f9 prodotta solo dalle fabbriche, dagli oleodotti o nei megastore che vendono Tv di cinquanta pollici. La ricchezza \u00e8 prodotta dalla nostra connessione alle piattaforme come Facebook. Un caso esemplare del capitalismo senza capitali tangibili dove la forza lavoro \u00e8 valorizzata senza essere ricompensata con un centesimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Capitalismo senza capitale. L\u2019ascesa dell\u2019economia intangibile<\/em>, di Jonathan Haskel e Stian Westlake (Franco Angeli): inchiesta sulla trasformazione del capitalismo globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricchezza non \u00e8 pi\u00f9 prodotta solo dalle fabbriche, dagli oleodotti o nei megastore che vendono Tv di cinquanta pollici. La ricchezza \u00e8 prodotta da chi \u00e8 interconnesso a una piattaforma \u2013 digitale e materiale, immateriale e logistica (i due aspetti sono inseparabili). Sempre, 24 ore su 24, sette giorni su sette, produciamo un valore. Siamo all\u2019oscuro di quanto valore produciamo perch\u00e9 la nostra forza lavoro \u00e8 occultata e la sua assenza \u00e8 stata colmata ricorrendo alla finzione di un capitale che produce anche il suo antagonista: la forza lavoro. E, sicuramente, chi ne beneficia, non ce lo dir\u00e0 mai e estrarr\u00e0 gratuitamente questo valore per moltiplicarlo per cento o per mille. Facebook, ad esempio, attraverso il quale avrete avuto accesso anche a questo articolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 un mistero. Questa realt\u00e0 \u00e8 nota nelle neuroscienze e in economia. \u00c8 il segreto della scuola neoclassica avere identificato, grazie alla\u00a0<em>Teoria dei sentimenti morali\u00a0<\/em>di Adam Smith, le emozioni, i piaceri, i dolori, i sentimenti di un soggetto concepito tuttavia come un uomo razionale, astratto dalla storia, oggetto di una continua modellizzazione matematica complessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il capitale umano \u00e8 socializzato<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parliamo di tre premi nobel in economia: Amos Tversky e Daniel Kahneman nel 2002, Richard H. Thaler nel 2017 che ne ha proseguito il lavoro, Jean Tirole nel 2014. Alla base del loro lavoro c\u2019\u00e8 la critica all\u2019economia che riduce le credenze e le decisioni alle regole logiche. Basano le loro teorie su un mondo ideale dove le persone agiscono come attori razionali che sfruttano ogni opportunit\u00e0 per accrescere il loro piacere o beneficio. Kahneman e Tversky hanno dimostrato nel 1974 e nel 1979 che in alcuni casi le scelte e i giudizi delle persone non possono essere spiegati secondo un modello logico predefinito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Richard H. Thaler si \u00e8 allontanato dall\u2019idea per cui l\u2019economia deve raggiungere la stessa precisione matematica delle scienze \u201cdure\u201d \u2013 sempre che queste ultime ne abbiano solo una. In caso contrario, i profeti della matematica economica si riducono a pensare ai loro soggetti come \u201cottimizzatori\u201d il cui comportamento \u00e8 prevedibile come la velocit\u00e0 della mela di Newton che cade dall\u2019albero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Thaler parla dell\u2019effetto di dotazione [<em>Endowment effect<\/em>]. In psicologia sociale e nell\u2019economia comportamentale, questo concetto descrive il valore che le persone attribuiscono alle cose solo perch\u00e9 le possiedono. Ci\u00f2 permette di valutare le cose che gi\u00e0 si possiedono molto di pi\u00f9 dell&#8217;oggetto identico nelle mani di qualcun altro. La legge \u00e8 equiparata a un modello comportamentale chiamato \u201cvolont\u00e0 di accettare o pagare\u201d [<em>Willingness to Accept or Pay<\/em>], una formula usata per scoprire quanto un consumatore o una persona \u00e8 disposto a sopportare o perdere per diversi risultati. Per l\u2019accademia di Svezia Thaler ha dimostrato il modo in cui alcune caratteristiche umane, i limiti della razionalit\u00e0 e delle preferenze sociali, \u201cinfluenzino sistematicamente le decisioni individuali e gli orientamenti di mercato\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cuore di questa visione del mercato \u00e8 la possibilit\u00e0 dell\u2019errore. La norma \u00e8 soggetta a una continua revisione perch\u00e9 riconosce in s\u00e9 l\u2019errore e cerca di razionalizzarlo attraverso un percorso di adeguamento continuo a una verit\u00e0 che si trova sul mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLe stesse scelte possono dipendere dal nostro umore del momento, dal nostro stress o dalla nostra fatica \u2013\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ieif.fr\/revue_de_presse\/jean-tirole-lhomo-economicus-a-vecu\">ha scritto Jean Tirole<\/a>\u00a0\u2013 Possono soffrire di procrastinazione, la tendenza a massimizzare il nostro benessere ad un certo punto a spese del nostro benessere futuro, a volte a costo di una riduzione del nostro benessere generale: non smettiamo di fumare o bere, guardiamo troppo gli schermi, facciamo troppo poco esercizio fisico e mangiamo troppo, non sempre risparmiamo abbastanza e non investiamo abbastanza nelle relazioni umane. Siamo vittime di molti errori cognitivi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In queste teorie il protagonista non \u00e8 pi\u00f9 l\u2019<em>homo oeconomicus<\/em>, ma un soggetto molto pi\u00f9 mobile e contraddittorio, vissuto e dolente che ha inglobato un\u2019altra creatura delle scienze umane:\u00a0<em>l\u2019homo socialis<\/em>. All\u2019individuo \u00e8 riconosciuta l\u2019appartenenza a una societ\u00e0. L\u2019economia comportamentale oggi ragiona su un\u2019antropologia che apre l\u2019esperienza dell\u2019essere al mondo alla trasmissione della cultura e delle convinzioni, alla ricerca dell\u2019identit\u00e0 e alla cura dei problemi derivanti dall\u2019appartenenza a un gruppo; al rompicapo della fiducia negli altri e persino alle \u201cnarrazioni\u201d che circolano nelle reti sociali e modificano l\u2019idea di autorit\u00e0, influenzando la politica e il discorso pubblico, anche quello economico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cosa pu\u00f2 la nostra forza lavoro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conoscere l\u2019economia comportamentale \u00e8 necessario per comprendere il segreto del capitalismo contemporaneo. La psicologia, e le passioni, del soggetto sono al centro della scena economica e di quella politica. Le scelte imprevedibili rispetto alla classica analisi costi-benefici sono il risultato di una facolt\u00e0 specialissima di cui le teorie analizzate non tengono in conto. \u00c8 la\u00a0<em>forza lavoro<\/em>, la facolt\u00e0 a disposizione di ogni essere umano. Di solito \u00e8 considerata solo come una\u00a0<em>capacit\u00e0 di lavoro<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La declinazione che ne ha dato Marx \u00e8 affascinante. La forza lavoro \u00e8:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; la facolt\u00e0 che produce tutti i valori d\u2019uso;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; \u00e8 incarnata nella \u201cpersonalit\u00e0 vivente\u201d di ogni essere umano;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; \u00e8 la potenza generatrice incarnata nell\u2019unit\u00e0 del corpo e della mente di ogni singolo eccede l\u2019appartenenza sociale e il ruolo produttivo ed \u00e8 sussunta;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; considera la vita come un mezzo per esprimere la sua potenza, non come strumento per appropriarsi di un oggetto, un bene, una merce sul mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La\u00a0<em>filosofia della forza lavoro<\/em>\u00a0permette di comprendere l\u2019intuizione degli economisti comportamentali su basi completamente diverse. La forza lavoro \u00e8 il soggetto delle loro teorie, ma nella forma rovesciata di un capitale umano da valorizzare nel mercato, considerato il luogo dove le passioni del soggetto trovano cittadinanza. Ci\u00f2 che vivo \u00e8 il capitale (umano), non la personalit\u00e0 vivente della forza lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In\u00a0<a href=\"https:\/\/www.deriveapprodi.com\/prodotto\/forza-lavoro\/\">Forza Lavoro, il lato oscuro della rivoluzione digitale<\/a>\u00a0e in\u00a0<a href=\"http:\/\/www.manifestolibri.it\/il-capitale-disumano-dal-10-ottobre-in-libreria-lultimo-lavoro-di-roberto-ciccarelli\/\">Capitale Disumano, la vita in alternanza scuola lavoro<\/a>\u00a0ho operato un contro-rovesciamento: ci\u00f2 che oggi \u00e8 viva la facolt\u00e0 di produrre tutti i valori d\u2019uso in una vita, l\u2019individualit\u00e0 sociale che eccede la mera capacit\u00e0 di calcolo, e di quantificazione, in un valore di scambio. Il capitale\u00a0<em>deve mettere al lavoro<\/em>\u00a0la facolt\u00e0 della forza lavoro, la base del processo di valorizzazione che eccede ogni possibile quantificazione e, anzi, ne \u00e8 la base produttiva, logica e storica. A sua volta la forza lavoro cerca modi non sempre lineari, n\u00e9 felici, per opporsi e resistere in uno scenario di impoverimento radicale, drammatica crescita delle differenze di classe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Capitalismo senza capitali<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema della creazione del valore in un capitalismo che valorizza la forza lavoro \u00e8 affrontato nel libro di Jonathan Haskel e Stian Westlake che definiscono il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.francoangeli.it\/Ricerca\/scheda_libro.aspx?CodiceLibro=1802.10\"><em>Capitalismo senza capitale<\/em><\/a>\u00a0una \u201ceconomia intangibile\u201d (Franco Angeli). Gli autori cercano di rispondere a queste domande: chi crea il valore? Chi lo estrae, chi lo distrugge e come lo si distribuisce in un\u2019economia che ha individuato una nuova sorgente del valore nelle attivit\u00e0 immateriali, cognitive, simboliche, linguistiche dell\u2019essere umano?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono attivit\u00e0 che non possono essere riducibili a cose, propriet\u00e0 o beni materiali, n\u00e9 possono essere semplicemente scambiate come merci fisiche, ancorate a giurisdizioni specifiche, difficili da regolamentare e tassare. Per Haskel e Westlake il capitalismo \u00e8 senza capitali\u00a0<em>tangibili<\/em>. Ci\u00f2 non esclude che i capitali siano ben pi\u00f9 numerosi di quelli che rinviano a un immaginario che lo identifica con un oggetto: il denaro sonante in cui nuota zio Paperone. Questa ontologia del capitale, la sua astrazione o iper-realt\u00e0 che integra e modifica il capitalismo reale, \u00e8 stata definita come capitalismo cognitivo, capitalismo immateriale, capitalismo dell\u2019astrazione, finanz-capitalismo, e molte altre formule suggestive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo amplissimo dibattito permette di comprendere il senso del titolo del libro di Haskel e Westlake: un processo che ha deformato, e messo in crisi, i meccanismi familiari di un\u2019economia di mercato. Prendiamo il caso dell\u2019economia digitale: un prodotto o processo digitale intangibile pu\u00f2 essere replicato e condiviso un numero infinito di volte senza costi aggiuntivi. Ci\u00f2 ha reso possibile la rapida espansione commerciale dei giganti della rete come Facebook: l\u2019azienda che non produce contenuti, ma guadagna sulla capacit\u00e0 della nostra forza lavoro di produrli in maniera gratuita. Un caso esemplare del \u201ccapitalismo senza capitali\u201d dove la forza lavoro \u00e8 valorizzata al massimo senza essere ricompensata nemmeno con un centesimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Haskel e Westlake raccontano anche le politiche urbane a cui porta questo modello economico basato sulla cooperazione produttiva e la fecondazione incrociata delle idee nelle metropoli diffuse di cui la Silicon Valley in California \u00e8 il modello. I pionieri di un&#8217;economia immateriale traggono beneficio dall&#8217;intimit\u00e0 geografica, anche se il loro lavoro vola nella rete globale. Questo modello accelera radicalmente la polarizzazione sociale e l\u2019impoverimento di massa. I padroni della rete si riuniscono in fortini ad alto reddito dove i costi degli alloggi salgono vertiginosamente e milioni di persone perdono la possibilit\u00e0 di accedere alla casta superiore in una societ\u00e0 organizzata gerarchicamente. Sempre di pi\u00f9 le cronache raccontano San Francisco, ad esempio. Una citt\u00e0 dove si sono moltiplicati i miliardari digitali insieme a una crisi sociale e abitativa mai vista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa organizzazione del capitale \u00e8 lo straordinario motore che alimenta una diseguaglianza radicale e una profonda frustrazione tra gli esclusi. La destabilizzazione del patto tra gli istituti della democrazia liberale e costituzionale e quelli del capitalismo industriale \u00e8 definitiva e irreversibile. La rabbia delle comunit\u00e0 che si sentivano lasciate indietro nella marcia verso la globalizzazione \u00e8 stato un fattore significativo nell&#8217;elezione di Donald Trump negli Stati Uniti e nel referendum sul Brexit nel Regno Unito. Questa analisi, largamente sopravvalutata, va messa alla prova della crescita straordinaria registrata negli Stati Uniti sin dagli anni di Obama, e oggi di Trump. Se la disoccupazione \u00e8 ai minimi termini, la crescita dei salari reali \u00e8 molto in ritardo e irrilevante, in un\u2019economia che produce precari a tempo indeterminato. Ovvero: riproduce le premesse della crisi di cui Trump \u00e8 la continuazione, non il rimedio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tanto meno l\u2019alternativa va individuata nel messaggio contraddittorio della Silicon Valley. Quel mix di libero spirito hippie e zelo imprenditoriale yuppie degli imprenditori alla Steve Jobs o Mark Zuckerberg \u00e8 impotente, anzi \u00e8 una delle cause, della produzione di diseguaglianze nel capitalismo senza capitali. Anche le sperimentazioni di un reddito di base universale condotte nella Baia di San Francisco non risolvono le contraddizioni dell\u2019anarco-capitalismo di questa cultura che predica una libert\u00e0 dell\u2019individuo e la sua contemporanea dipendenza dall\u2019economia delle piattaforme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Haskell e Westlake si soffermano sulla democratizzazione della\u00a0<em>governance<\/em>\u00a0in uno stato innovatore che collabora con le multinazionali dell\u2019innovazione, non sui rapporti di potere che impediscono tale democratizzazione. E nemmeno sulle cause di ci\u00f2 che produce la ricchezza estorta alla forza lavoro costretta a inseguire la propria sopravvivenza in condizioni disperate. L\u2019abisso tra chi ha e chi non ha, tra chi si percepisce imprenditore di s\u00e9 e chi non \u00e8 all\u2019altezza di questo modello \u2013 la \u201cdisuguaglianza della stima\u201d la definiscono Haskell e Westlake \u2013 colpisce tanto le condizioni di lavoro quanto quelle sociali e morali che devastano l\u2019individuo costretto a stare sul mercato, valutato e punito a seconda della sua capacit\u00e0 di auto-governare la possibilit\u00e0 di errore ricorrente nelle sue condotte sul mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il riconoscimento della centralit\u00e0 della forza lavoro \u00e8 la premessa di una trasformazione radicale che antepone all\u2019impresa le donne e gli uomini che producono il suo valore. Prima del capitale umano, ovvero dell\u2019incarnazione del corpo in un capitale fisso dotato di protesi come l\u2019Iphone, viene la forza lavoro che\u00a0 mette in relazione chi usa smartphone, Pc o i post su Facebook.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/materiali\/quando-il-capitalismo-e-senza-capitali\">https:\/\/www.doppiozero.com\/materiali\/quando-il-capitalismo-e-senza-capitali<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DOPPIO ZERO (Roberto Ciccarelli) &nbsp; La ricchezza non \u00e8 pi\u00f9 prodotta solo dalle fabbriche, dagli oleodotti o nei megastore che vendono Tv di cinquanta pollici. La ricchezza \u00e8 prodotta dalla nostra connessione alle piattaforme come Facebook. Un caso esemplare del capitalismo senza capitali tangibili dove la forza lavoro \u00e8 valorizzata senza essere ricompensata con un centesimo. Capitalismo senza capitale. 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