{"id":46158,"date":"2018-11-21T10:00:06","date_gmt":"2018-11-21T09:00:06","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46158"},"modified":"2018-11-21T08:26:08","modified_gmt":"2018-11-21T07:26:08","slug":"le-due-destre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46158","title":{"rendered":"Le due destre"},"content":{"rendered":"<p><strong>di MARX XXI (Lamberto Lombardi)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Riceviamo e pubblichiamo come contributo alla discussione<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Sullo sfondo delle prossime elezioni europee si acuisce, tra le numerose convulsioni economiche e politiche, uno scontro, quasi una resa dei conti, tra due schieramenti nel campo dei traballanti vincitori che si contendono la scena da trenta anni.<\/p>\n<p>Tra un europeismo decaduto e corrotto nella sua identit\u00e0 che, dal trattato di Maastricht, per competere a livello globale altro non sceglie che affidare le proprie sorti al libero mercato, e un anti-europeismo che ne deriva e che, nel medesimo contesto socio economico, preferirebbe giocare le proprie carte senza vincoli di vicinato, vincoli spesso odiosi e gretti, magari assecondando il disegno imperialistico di oltreoceano che non vede di buon occhio l&#8217;Europa stessa e che affida alla Nato il ruolo di stabilire direttive e assetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I primi propongono la cura da cavallo del risanamento continentale, costi quel che costi. Ne sia illuminante esempio la sorte della Germania Est ridotta a regione dormitorio per delle attivit\u00e0 produttive tutte spostate ad ovest dopo un fulmineo e fruttuoso processo di rapina.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un mistero che si veda di buon occhio, tra costoro, il medesimo destino per buona parte dell&#8217;Italia, dell&#8217;Europa meridionale ed orientale, aree dove la disoccupazione e sottoccupazione endemiche, pazientemente costruite con la sottrazione di garanzie e diritti, garantirebbero il buon funzionamento dei processi produttivi e uno smagliante ordine in cui a comandare sono i pi\u00f9 forti, sia che si parli di classi padronali o di nazioni come la Germania.<\/p>\n<p>E&#8217; questo lo sciagurato contesto in cui i secondi agitano la bandiera delle sovranit\u00e0 nazionali, transitoriamente in osservanza delle costituzioni adottate nel dopo guerra ma, di fatto, veicolando culture identitarie fasciste tanto care e utili a quella stessa Nato che non vede l&#8217;ora, come loro, di affossarle quelle costituzioni. Culture che sarebbero in grado di far saltare il banco di un&#8217;Europa unita tramutando per\u00f2 qualsiasi rivendicazione sociale in un&#8217;affermazione identitaria contro gli stranieri, non importa se immigrati o confinanti. Si lotta per lo spazio vitale, anche fosse costituito dai mercati della Russia o della Corea del Nord. Prova ne sia che qualsiasi passo avanti di una &#8216;sovranit\u00e0&#8217; di tale fatta suscita preoccupazioni e risentimenti nello stesso campo politico revanscista dei paesi limitrofi. Passaggi gi\u00e0 visti, parole gi\u00e0 sentite.<\/p>\n<p>Il vero scontro sull&#8217;Europa \u00e8 proprio tra queste due destre incontrastate, tra due borghesie, le une europeiste e le altre nazionaliste col solito unico denominatore comune: il mercato e la schiavit\u00f9.<\/p>\n<p>Difficile riconoscere venature di &#8216;sinistra&#8217; in chi, dopo i massacri sociali, dopo aver legalizzato il sopruso sul posto di lavoro non pu\u00f2 altro che additare come fascisti gli altri, magari avendo a lungo accarezzato e praticato la pacificazione col fascismo stesso. Oppure in questi altri che difendono i lavoratori italiani contro i \u201dnegri\u201d senza mai citare l&#8217;esistenza delle classi sociali e che aderiscono alla direttiva globale di costruire muri.<\/p>\n<p>Difficile, in definitiva, riconoscere un ruolo progressivo ad un europeismo o a un antieuropeismo che vedono nell&#8217;Europa o nell\u2019Italia solo mere identit\u00e0 geografico-produttive che ambiscono a porsi sulla ribalta dei mercati e che per farlo devono delegittimare le costituzioni, unica vera base politica comune, proponendo una coesione che troviamo solo nelle caserme.<\/p>\n<p>Si assiste cos\u00ec allo spettacolo costituito dalle due destre che si accusano a vicenda di essere pi\u00f9 a destra dell&#8217;altra, ultimo residuo di una lontana egemonia di sinistra.<\/p>\n<p>Messa cos\u00ec la scelta ha un sapore antico: quale sar\u00e0 il padrone pi\u00f9 buono o, sul versante opposto della scala sociale, quale l\u2019imperialismo pi\u00f9 redditizio?<\/p>\n<p>Col trattato di Maastricht \u00e8 finito un periodo di pace lungo quasi cinquant&#8217;anni e costruito sulle acquisizioni politiche e sociali del dopoguerra e ne inizia uno nuovo che assume come base la cancellazione di quelle stesse premesse. Il primo atto formale ne \u00e8 stato la guerra in Jugoslavia, approfittando di una crisi strutturale di quel Paese per fomentarne il massacro. Massacro che, per inciso, si \u00e8 perpetrato in una Europa allora governata da socialdemocrazie.<\/p>\n<p>Da l\u00ec nascono questi anni di declino carichi di incognite, di tensione e di una povert\u00e0 che ancora si riesce a nascondere sotto il tappeto, prossimi ad una resa dei conti interna al mondo del capitalismo la cui solida egemonia si sostanzia nell&#8217;accettazione che il campo complessivo della sinistra ha espresso rispetto a queste stesse premesse.<\/p>\n<p>E\u2019questa sinistra, variegatamente e contradditoriamente espressa, l\u2019unica variabile che tenta di rappresentare lo schieramento ampio di una protesta sociale ma che, avendo accettato supinamente il contesto, si qualifica come variabile subordinata e, in definitiva, legittimante l\u2019ordine costituitosi.<\/p>\n<p>E come con certi rompicapi in legno costituiti da cento pezzi, essa cerca di ricostruirli facendo finta di non saper che un pezzo manca perch\u00e8 gliel\u2019hanno tolto. Il rompicapo, naturalmente, non si risolve mai e si passa il tempo in autocritiche feroci, nuovi tentativi, cambi di nome, formule aggregative fantasiose, nuovi strumenti di comunicazione. Anni fantastici.<\/p>\n<p>Per decretare la fine dell\u2019epoca di Maastricht si potrebbe fare un convegno europeo: \u2018Quale \u00e8 il pezzo mancante?\u2019. Ma sarebbe inutile, la risposta la conoscono tutti e, evidentemente, non \u00e8 abbastanza divertente.<\/p>\n<p><strong>Lamberto Lombardi<\/strong><br \/>\nSegretario PCI Brescia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/europa\/29391-le-due-destre\">http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/europa\/29391-le-due-destre<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARX XXI (Lamberto Lombardi) Riceviamo e pubblichiamo come contributo alla discussione Sullo sfondo delle prossime elezioni europee si acuisce, tra le numerose convulsioni economiche e politiche, uno scontro, quasi una resa dei conti, tra due schieramenti nel campo dei traballanti vincitori che si contendono la scena da trenta anni. 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