{"id":46198,"date":"2018-11-22T10:00:09","date_gmt":"2018-11-22T09:00:09","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46198"},"modified":"2018-11-22T07:18:43","modified_gmt":"2018-11-22T06:18:43","slug":"libia-idee-per-una-politica-estera-del-mediterraneo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46198","title":{"rendered":"Libia, idee per una politica estera del Mediterraneo"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>FORMICHE (Giancarlo Elia Valori)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/formiche.net\/timthumb.php?src=https%3A%2F%2Fformiche.net%2Ffiles%2F2018%2F11%2FImagoeconomica_1154808.jpg&amp;h=580&amp;w=950&amp;a=c&amp;bid=10051&amp;zc=1\" alt=\"Libia, idee per una politica estera del Mediterraneo\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<header class=\"entry-header aa\">\n<div id=\"ec-excerpt\" style=\"text-align: justify;\">La Conferenza di Palermo \u00e8 stata una buona idea, in linea di principio, ma fatta da un Paese che prima era una potenza di secondo livello e, oggi, nemmeno quello. L&#8217;opinione di Giancarlo Elia Valori<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"entry-content-wrapper\">\n<div id=\"ec-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 \u00e8 fallita la Conferenza sulla Libia organizzata dal governo Conte alla Villa Igiea di Palermo? In primo luogo, \u00e8 stata una conferenza caotica, affrettata e organizzata quasi all\u2019impronta, con evidenti segni di fretta semplificatrice, che si sono resi visibili sia nella logistica che nella linea politica. Ai tempi di Moro, Cossiga, Craxi la conferenza sarebbe stata certamente un vero successo. Perch\u00e9? Perch\u00e9 l\u2019Italia contava ancora molto nel Mediterraneo, e veniva presa molto sul serio da tutti. E sapeva quali erano i suoi interessi, non le solite \u201cseduzioni alcinesche\u201d della pace, dello sviluppo e altro, per dirla con Benedetto Croce. Non sarebbe stata possibile la pressione e il ricatto, da parte di Francia e Gran Bretagna, verso l\u2019Italia, per bombardare un Paese, la Libia di Gheddafi, che era la nostra banca d\u2019affari sempre aperta, il nostro partner strategico nel Maghreb, la garanzia militare contro la Fran\u00e7afrique e il difensore degli equilibri con l\u2019Egitto e l\u2019Algeria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E la protezione dei pozzi Eni dai tanti pericoli. Oggi, l\u2019attuale governo italiano ha ridotto la questione libica ad un problema di semplice riunificazione tra i due tronconi, quello cirenaico e l\u2019altro, tripolino, tanto amato dall\u2019Onu ma non si sa perch\u00e9. Manca poi tutto il Fezzan, area di trib\u00f9 autonome in cui interessi si intersecano con i traffici illeciti e con quelli dei migranti. E il Fezzan era controllato da Gheddafi con un efficacissimo sistema del bastone (tanto) e della carota(talvolta). Pensare che tutto ci\u00f2 sparisca per il semplice buon volere e buon cuore di Al Serraj a Tripoli o di Haftar a Bengasi \u00e8 una cosa del tutto impensabile. Poi, non si imposta mai una grande operazione di politica estera, e cos\u00ec delicata, per la sola questione dei migranti. I migranti sono soprattutto l\u2019effetto del cretinismo di Londra e Parigi sulla Libia, della loro voglia di far fuori un \u201ctiranno\u201d (\u00e8 la loro retorica politica settecentesca) che era invece un meraviglioso asset per l\u2019odiata Italia. Certamente, Haftar non poteva poi accettare nemmeno che l\u2019Italia fosse il finanziatore unico della guardia costiera di Tripoli, che coordinava l\u2019\u201dOperazione Nauras\u201d, per bloccare le navi dei migranti e le Ong che li proteggevano. Non si pu\u00f2 finanziare uno dei contendenti e aspettare che l\u2019altro ne sia contento. Ma i migranti sono un\u2019emergenza sociale, politica, economica che non pu\u00f2 essere, da sola, l\u2019oggetto di una conferenza per la pace in Libia. \u00c8 da troppo tempo, infatti, che in Italia si confonde la politica estera con quella interna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza peraltro venire mai a capo di nessuna delle due. Non si dimentichi nemmeno l\u2019atto, del tutto offensivo, che ha organizzato Macron sulla difesa europea il 12 novembre, con Trump, Putin, la Merkel. La \u201cdifesa europea\u201d \u00e8 una immane sciocchezza inventata dalla tardiva infanzia di Emmanuel Macron, che voleva addirittura fondere le armate francesi con quelle tedesche, all\u2019inizio del suo mandato. Alcune parole di Cambronne degli altri gradi francesi hanno, finora, bloccato questo processo, evitando che le FF.AA. francesi si uniscano con l\u2019attuale disastro cronico della Bundeswehr. La presenza russa alla Conferenza era comunque di rilievo, con un vice-ministro di peso, Bogdanov. Cosa voleva dalla Conferenza siciliana Mosca? Ovvio, un riconoscimento del suo ruolo nuovo nel Mediterraneo orientale. La Russia non pensa pi\u00f9 al Mare Nostrum come ai tempi della guerra fredda, per dividerlo in due aree, ma lo immagina come unitario e, probabilmente, con una sola egemonia: la propria. Mentre Mosca ha ottimi rapporti con gran parte dell\u2019Africa, solidificati da trattati economici, cos\u00ec non accade certo con l\u2019Europa Unita, mentre la ribellione contro il franco Cfa da parte dei 14 Paesi che sono costretti ad adottarlo monta sempre di pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fa peraltro sorridere l\u2019idea di non aver invitato la Cina, alla Conferenza palermitana. \u00c8 strana questa dimenticanza. La Cina \u00e8 il maggior partner commerciale dei Paesi africani, con l\u2019eccezione dello Swaziland. Un paese donatore, investitore, finanziatore. Con una massa di investimenti, nell\u2019intera Africa, che per quest\u2019anno \u00e8 arrivata a 600 milioni di dollari, oltre a una presenza storica nelle infrastrutture in Nigeria e Angola che \u00e8 oggi senza pari. Sono tra i Paesi che, insieme ad altri, generano il flusso di migranti che arrivano alle spiagge libiche. L\u2019idea di non invitare la Cina \u00e8 quindi autolesionistica. E sarebbe anche interessante sapere chi sta dietro ai tanti raccoglitori di uomini che si vedono nelle piazze africane. Certamente, molti \u201coperatori\u201d dell\u2019Occidente e qualche manutengolo dei capi locali, che vogliono togliersi dai piedi ex-galeotti e \u201cmasse pericolose\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9, quindi, la Cina non \u00e8 stata invitata? Per provincialismo. Perch\u00e9 non si riesce a immaginare come un Paese di quella estensione possa interessarsi alla pace in Africa, e, probabilmente, non si sa cosa voglia. Semplice: Pechino vuole l\u2019assoluta stabilit\u00e0 di tutto il continente nero. Ma noi possiamo dargliela? No. La Francia mantiene ancora la sua Operation Barkhane, tra il Ciad e la Mauritania, che serve soprattutto a far passare i migranti verso la Libia. Le truppe nordamericane di Africom sono poi ovunque, nel continente nero. In funzione anticinese. Si pensi anche al caso di Gibuti, dove una nuova base cinese \u00e8 stata costruita vicinissima a quella Usa. Dopo la fase degli investimenti economici, ci sar\u00e0 anche, sicuramente, quella delle postazioni militari di Pechino, e non sono tanto sicuro che non venga fuori una base cinese anche sulle coste del Maghreb. E la Cina, poi, \u00e8 un\u2019amica di Israele, non dimentichiamolo. Insomma, \u00e8 stata una vera follia eliminare il peso della Repubblica Popolare Cinese dalla Conferenza di Palermo. Perch\u00e9? Perch\u00e9 non si vuole disturbare l\u2019America? Inutile. Perch\u00e9 pu\u00f2 essere troppo grande e quindi potrebbe affermare quia sum Leo? La diplomazia cinese \u00e8 talmente sottile da non permettere tali deduzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo me, la base di questa esclusione \u00e8, lo ripetiamo, l\u2019ignoranza. I nostri diplomatici vengono infatti da anni di \u201criforme\u201d che li hanno trasformati in rappresentanti di commercio. Tutti ossessionati da un\u2019economia che non conoscono. E quindi si saranno persi la evoluzione degli affari cinesi in Africa. Per quanto riguarda la Francia e la Gran Bretagna, esse sono venute a utilizzare la Conferenza per i loro scopi. Il ministro degli Esteri francese, <strong>Jean Yves Le Drian<\/strong>, \u00e8 un vecchio mitterrandiano bretone di ampia esperienza. La stessa organizzazione per incontri bilaterali, come stabilito dal regolamento, favoriva gli accordi riservati e gli incontri \u201ccoperti\u201d. Per uno come Le Drian, che \u00e8 membro del Grande Oriente di Francia, la copertura \u00e8 facile. L\u2019interesse primario dei francesi \u00e8 quello di limitare al massimo la presenza dell\u2019Eni. Ed escludere l\u2019Italia dai giochi africani. Gli inglesi hanno poi lo stesso stile degli Usa: portano la democrazia da qualche parte e poi, subito dopo, se ne dimenticano. E\u2019 stato quindi favorito il rapporto a due, fuori da uno schema generale, come invece sarebbe stato interesse dell\u2019Italia. E sarebbe stato utilissimo avere un summit comprensivo di tutti, per dirimere gli eventuali blocchi e rifiuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma l\u2019idea del governo italiano non era di politica estera, ma di politica interna: far cessare, lo ripetiamo, i flussi di migranti. Poi, nessuna altra idea, per la Libia, se non il \u201cdialogo\u201d o la solita \u201cpace\u201d. Banalit\u00e0 da giornali. Come si fa, infatti, a mettere insieme Al Serraj e Haftar, che vogliono un dominio sulla Libia costiera e su quella produttiva che implica il solito principio di Francesco I e Carlo V, \u201cio e mio fratello vogliamo la stessa cosa\u201d. Era il ducato di Milano. Perch\u00e9 Al Serraj poi si dovrebbe suicidare, forse solo politicamente, per Haftar? E, certo, Haftar sta a sentire solo i russi e i servizi francesi, che lo sostengono nelle sue azioni. E perch\u00e9, poi, si dovrebbe tentare una \u201cLibia Unita\u201d, quando oggi nessuna fazione ha difficolt\u00e0 solo a vedere l\u2019altra? Diciamocelo chiaramente: l\u2019unico modo di unificare la Libia, \u00e8 quello di ridarle un vero rais. Solo chi minaccia credibilmente una forza massima pu\u00f2 bloccare le forze pi\u00f9 piccole in fase di insurrezione. Se si leggessero pi\u00f9 spesso i volumi del Machiavelli, invece dei politologi cuorinfranti, forse andrebbe meglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, la Conferenza di Palermo \u00e8 stata una buona idea, in linea di principio, ma fatta da un Paese che prima era una potenza di secondo livello e, oggi, nemmeno quello. Decenni di distruzione della nostra politica estera, che sono poi tutto il periodo che va dalla fine della \u201cprima repubblica\u201d ad oggi, hanno lasciato il segno.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/formiche.net\/2018\/11\/libia-mediterraneo-conferenza\/\">https:\/\/formiche.net\/2018\/11\/libia-mediterraneo-conferenza\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Giancarlo Elia Valori) &nbsp; &nbsp; La Conferenza di Palermo \u00e8 stata una buona idea, in linea di principio, ma fatta da un Paese che prima era una potenza di secondo livello e, oggi, nemmeno quello. L&#8217;opinione di Giancarlo Elia Valori Perch\u00e9 \u00e8 fallita la Conferenza sulla Libia organizzata dal governo Conte alla Villa Igiea di Palermo? 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