{"id":46206,"date":"2018-11-23T11:00:08","date_gmt":"2018-11-23T10:00:08","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46206"},"modified":"2018-11-22T19:40:13","modified_gmt":"2018-11-22T18:40:13","slug":"liberi-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46206","title":{"rendered":"Liberi tutti"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ILPONTE (Lanfranco Binni)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E la Nato? E il ruolo geopolitico dell\u2019Italia? \u00c8 la questione centrale, l\u2019unico vero contesto in atto di quanto sta accadendo nel nostro paese. Perch\u00e9 il governo trumpiano degli Stati Uniti, rafforzato dalle elezioni di medio termine, riserva all\u2019Italia un ruolo di partner privilegiato, per esempio evitandole le limitazioni delle sanzioni commerciali all\u2019Iran nei prossimi sei mesi? E perch\u00e9 il governo giallo-verde aderisce senza condizioni a una linea di subalternit\u00e0 servile nei confronti delle politiche di guerra degli Stati Uniti nei confronti della Russia, dell\u2019Iran e della Cina, su una linea di \u201csovranismo\u201d senza sovranit\u00e0? Perch\u00e9 il Movimento 5 Stelle, che prima delle elezioni politiche del 4 marzo aveva sostenuto le lotte del movimento\u00a0No Tap\u00a0contro il gasdotto pugliese (fossili e affini), alternativa statunitense strategico-militare ed economica al gasdotto settentrionale dalla Russia all\u2019Europa, per poi aderire senza condizioni ai\u00a0diktat\u00a0trumpiani? Perch\u00e9, dopo aver sostenuto le lotte del movimento\u00a0No Muos\u00a0in Sicilia, oggi aderisce senza condizioni ai piani strategici della Nato? I termini della questione del Muos sono stati chiariti, come al solito, da Manlio Dinucci (\u00abil manifesto\u00bb, 6 novembre):<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">M5S diviso sul maxi radar siciliano, titola il \u00abCorriere della sera\u00bb, diffondendo una maxi\u00a0fake\u00a0news: non sul fatto che la dirigenza del M5S, dopo aver guadagnato in Sicilia consensi elettorali tra i No Muos, ora fa marcia indietro, ma sullo stesso oggetto del contendere. Definendo la stazione Muos di Niscemi \u00abmaxi radar\u00bb, si inganna l\u2019opinione pubblica facendo credere che sia un apparato elettronico terrestre di avvistamento, quindi difensivo. Al contrario, il Muos (Mobile User Objective System) \u00e8 un nuovo sistema di comunicazioni satellitari che potenzia la capacit\u00e0 offensiva statunitense su scala planetaria. Il sistema, sviluppato dalla Lockheed Martin per la U.S. Navy, \u00e8 costituito da una configurazione iniziale di quattro satelliti (pi\u00f9 uno di riserva) in orbita geostazionaria, collegati a quattro stazioni terrestri: due negli Stati uniti (nelle Hawaii e in Virginia), una in Sicilia e una in Australia. Le quattro stazioni sono collegate l\u2019una all\u2019altra da una rete terrestre e sottomarina di cavi in fibra ottica (quella di Niscemi \u00e8 direttamente connessa alla stazione in Virginia). Il Muos, gi\u00e0 in funzione, diverr\u00e0 pienamente operativo nell\u2019estate 2019 raggiungendo una capacit\u00e0 16 volte superiore a quella dei precedenti sistemi. Trasmetter\u00e0 simultaneamente a frequenza ultra-alta in modo criptato messaggi vocali, video e dati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sottomarini da attacco nucleare e navi da guerra, cacciabombardieri e droni, veicoli militari e reparti terrestri, statunitensi e alleati, saranno cos\u00ec collegati per mezzo a un\u2019unica rete di comando, controllo e comunicazioni agli ordini del Pentagono, mentre sono in movimento in qualsiasi parte del mondo, regioni polari comprese. La stazione Muos di Niscemi non \u00e8 quindi un \u00abmaxi radar siciliano\u00bb a guardia dell\u2019isola, ma un ingranaggio essenziale della macchina bellica planetaria degli Stati uniti. Se la stazione fosse chiusa, come ha promesso disinvoltamente il M5S in campagna elettorale, dovrebbe essere ristrutturata l\u2019architettura mondiale del Muos. Lo stesso ruolo svolgono le altre principali basi Usa\/Nato in Italia. La Naval Air Station Sigonella, a poco pi\u00f9 di 50 km da Niscemi, \u00e8 la base di lancio di operazioni militari principalmente in Medioriente e Africa, effettuate con forze speciali e droni. La Jtags, stazione satellitare Usa dello \u00abscudo anti-missili\u00bb schierata a Sigonella \u2013 una delle cinque su scala mondiale (le altre si trovano negli Stati uniti, in Arabia Saudita, Corea del Sud e Giappone) \u2013 serve non solo alla difesa anti-missile ma alle operazioni di attacco condotte da posizioni avanzate. Il Comando della Forza Congiunta Alleata, a Lago Patria (Napoli), \u00e8 agli ordini di un ammiraglio statunitense, che comanda allo stesso tempo le Forze Navali Usa in Europa (con la Sesta Flotta di stanza a Gaeta in Lazio) e le Forze Navali Usa per l\u2019Africa con quartier generale a Napoli-Capodichino. Camp Darby, il pi\u00f9 grande arsenale Usa nel mondo fuori dalla madrepatria, rifornisce le forze Usa e alleate nelle guerre in Medioriente, Asia e Africa. La 173a Brigata aviotrasportata Usa, di stanza a Vicenza, opera in Afghanistan, Iraq, Ucraina e altri paesi dell\u2019Europa Orientale. Le basi di Aviano e Ghedi \u2013 dove sono schierati caccia statunitensi e italiani sotto comando Usa, con bombe nucleari B61 che dal 2020 saranno sostituite dalle B61-12 \u2013 fanno parte integrante della strategia nucleare del Pentagono. A proposito, si ricordano Luigi Di Maio e gli altri dirigenti del M5S di essersi solennemente impegnati con l\u2019Ican [International Campaign to Abolish Nuclear Weapons] a far aderire l\u2019Italia al Trattato Onu, liberando l\u2019Italia dalle armi nucleari Usa?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il caso del Muos di Niscemi \u00e8 drammaticamente esemplare. Perch\u00e9 la politica estera del \u201cgoverno del cambiamento\u201d aderisce senza condizioni e senza incertezze alla corsa alla guerra dell\u2019imperialismo statunitense nelle attuali condizioni di panico finanziario determinato dal cambiamento climatico in atto, dalla crisi di ogni prospettiva di sviluppo capitalistico \u201csostenibile\u201d, dalla necessit\u00e0 di raschiare il fondo del barile delle risorse fossili, di contendere alla Cina (il vero antagonista) i mercati dell\u2019Asia, dell\u2019Africa e dell\u2019Europa, di riaffermare il proprio dominio nel \u201ccortile\u201d dell\u2019America Latina?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per la politica estera italiana l\u2019atlantismo non \u00e8 certo una novit\u00e0, e tutti i governi, di destra e di \u201csinistra\u201d, che hanno preceduto l\u2019attuale \u201cgoverno del cambiamento\u201d, hanno sempre professato la loro fedelt\u00e0 al padrone americano. Oggi l\u2019unica novit\u00e0 \u00e8 un appiattimento rafforzato e senza riserve sulla linea dell\u2019aggressivit\u00e0 trumpiana, sullo stesso terreno della disarticolazione strategica dell\u2019Unione europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E gli F35? I loro contratti non dovevano essere disdetti? E la vendita di armamenti all\u2019Arabia Saudita, con cui viene massacrata la popolazione civile in Yemen, non doveva essere interrotta? E la riduzione delle spese militari, che costano all\u2019Italia 37 miliardi l\u2019anno e dovranno aumentare per accordi Nato? Sono bastati pochi mesi di governo per alterare profondamente il mandato dell\u2019area di sinistra dell\u2019elettorato 5 Stelle. Ma \u00e8 proprio sul terreno geopolitico che si gioca il presente e il futuro dell\u2019Italia, come ricorda puntualmente \u2013 dicendo e non dicendo, ma sapendo \u2013 il presidente della Repubblica, capo delle forze armate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche sul piano dell\u2019economia di sistema la partita \u00e8 eterodiretta: nessuna regola europea sar\u00e0 messa in discussione e la pretesa indipendenza dell\u2019Italia \u00e8 puntualmente regolata dalle minacce sella Commissione europea e del Fondo monetario internazionale, il braccio armato della finanza internazionale a guida statunitense. Le campagne dei media arruolati (praticamente tutti) insistono, \u00a0giorno dopo giorno, sui pericoli di una pretesa autonomia italiana, suscitando allarmi e diffondendo timori nei sudditi \u201cconsumatori\u201d e \u201crisparmiatori\u201d, mettendo in guardia contro i \u201csovranisti\u201d; il loro vero bersaglio sono gli elettorati che il 4 marzo hanno determinato la crisi profonda del sistema politico della destra e di una sinistra che si \u00e8 fatta destra, e che devono essere puniti, frustrati, impauriti, ricondotti all\u2019interno di un sistema insostenibile ma unico possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo il disegno: tutti prigionieri di un sistema politico in pezzi, in cui nessuna forma di democrazia rappresentativa \u00e8 credibile, frammentato in sempre pi\u00f9 ristretti gruppi di potere e di opinione al servizio della dittatura multinazionale di un capitalismo finanziario in crisi che di fronte al fallimento di ogni prospettiva di \u201csviluppo sostenibile\u201d del modo di produzione capitalistico, cerca scampo nella guerra economica tra Occidente, Oriente e sud del mondo, preparandosi a uno scontro militare globale. Il cambiamento climatico in atto \u2013 ed \u00e8 un dato ormai strutturale \u2013 sta accelerando la corsa agli armamenti e alla loro dislocazione strategica nei vari scenari di scontro, a est, sulle frontiere con la Russia e con la Cina, e a sud, in Medio Oriente e in Africa. Le migrazioni di intere popolazioni, da sud a sud, da sud a nord, da est a ovest, sono determinate dalle rapine economiche del neocolonialismo occidentale, dalle desertificazioni provocate dal cambiamento climatico e dalle guerre in corso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quanto sta accadendo nella ristretta area di governo, l\u2019unica realt\u00e0 rappresentata dai media, \u00e8 tutto interno alla crisi del sistema politico. La riduzione dello scontro politico alle competizioni contrattuali tra M5S e Lega, prive di qualsiasi visione strategica se non l\u2019esaurimento della forza contrattuale del M5S, in ambiti parziali e limitati (i costi della politica, un\u2019astratta legalit\u00e0, l\u2019invenzione della guerra agli immigrati), trasformano i conflitti tra competitori in piccoli accordi al ribasso e a vantaggio del gruppo dirigente della Lega, l\u2019unico partito con un certo radicamento territoriale, \u201cil partito\u201d oggi riconosciuto nelle regioni \u201crosse\u201d da buona parte dell\u2019antica base gregaria del Pci. Le parole perdono i loro contenuti originari: il reddito di cittadinanza del M5S, un possibile inizio di redistribuzione del reddito per una lotta alla povert\u00e0 e alla precariet\u00e0 dell\u2019esistenza, in assenza di una politica attiva del lavoro esaurir\u00e0 molto presto il suo senso; il cinico realismo della \u201cgovernabilit\u00e0\u201d sta gi\u00e0 producendo i suoi danni (dai condoni fiscali ed edilizi, alle minacce di espulsione dei parlamentari che dissentono dai \u201ccapi politici\u201d). Perde il suo senso anche la parola \u201clavoro\u201d, ridotto alle sue degradanti condizioni servili in cambio di mance miserabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non questo hanno voluto gli elettori del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 che hanno determinato la crisi del Pd renziano, e del 4 marzo 2018, che hanno determinato la crisi dell\u2019intero sistema politico. Non l\u2019hanno voluto e non lo vogliono. Come tutti sanno, in una \u201cdemocrazia liberale\u201d da sempre illiberale e oligarchica il potere degli elettori \u00e8 limitato al consenso che possono delegare a qualche \u201crappresentante\u201d ogni cinque anni. Ma gli elettorati del 4 dicembre 2016 e del 4 marzo di quest\u2019anno, soprattutto l\u2019elettorato del M5S, hanno rivelato una precisa volont\u00e0 di cambiamento radicale: non solo un grande NO al golpismo renziano, non solo una forte spinta della forza di opposizione pi\u00f9 radicale in una posizione di governo, ma anche precisi contenuti alternativi di altra societ\u00e0 e di altra economia, convogliando tante esperienze di base, ambientaliste (No Tav, No Triv, No Tap, No Muos\u2026), sociali (associazionismo, sindacalismo di base, centri sociali, esperienze di autogestione di fabbriche fatte fallire per speculazioni finanziarie, reti contro le mafie, reti contro la guerra ecc.), che da molti anni si pongono l\u2019obiettivo di sperimentare e organizzare nuove relazioni sociali, avendo chiara la questione del potere \u00abdal basso\u00bb: non per partecipare in maniera subalterna ai traffici dei gruppi di potere ma per rovesciare la piramide sociale. Le attivit\u00e0 di queste realt\u00e0 territoriali, scollegate e disperse, spesso limitate dai loro temi settoriali, stanno costruendo un processo collettivo trasversale all\u2019intera societ\u00e0 italiana. In \u201calto\u201d i governi e i gruppi di potere che li esprimono, in \u201cbasso\u201d cittadini che, forti della progettualit\u00e0 di una Costituzione inattuata e delle loro esperienze, praticano un\u2019altra politica, con una visione radicalmente diversa dalla politica dei gruppi di potere politici, economici e culturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il governo M5S-Lega ha recepito in parte \u2013 nella componente M5S \u2013 questa pressione dal basso, soprattutto nella fase pre-elettorale. Ma che fine ha fatto la \u201cdemocrazia diretta\u201d? Intanto la Lega ha facile gioco ad aumentare consensi securitari, speculando sull\u2019assenza cronica di politiche dell\u2019immigrazione e su una linea di guerra ai migranti gi\u00e0 attuata da Minniti, con il risultato di incrementare il numero dei migranti \u201cirregolari\u201d e di impestare con i veleni del razzismo e della xenofobia le relazioni sociali tra nativi e migranti. L\u2019area di governo e la sedicente opposizione di destra e di ex-sinistra sono completamente interne alla crisi del sistema politico, e tutti ne sono prigionieri, aumentando la separazione tra \u201cpolitici\u201d, vecchi e nuovi, e cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qui dovevamo arrivare. La crisi del sistema politico in tutte le sue articolazioni, in alto e in basso, rende necessaria un\u2019intensificazione delle esperienze di autorganizzazione con l\u2019obiettivo di costruire coalizioni sociali \u00abdal basso\u00bb, in relazioni di confronto aperto con quelle componenti degli elettorati del M5S e della Lega, e delle varie formazioni della diaspora di sinistra (da Potere al popolo a Rifondazione comunista, a Leu), dello stesso Pd, che fanno comunque parte \u2013 con tutti i loro limiti e disastri \u2013 di quella vasta area che dagli anni sessanta in poi ha svolto un ruolo attivo \u201cdi sinistra\u201d nella societ\u00e0 italiana. In questi giorni si stanno riattivando gli studenti, in difesa della scuola pubblica nazionale, e il movimento delle donne contro le politiche oscurantiste e familistiche della Lega, mentre si vanno moltiplicando le iniziative contro il decreto sicurezza, incostituzionale, di Salvini. Tutto \u00e8 in movimento. \u00c8 in movimento la stessa societ\u00e0 americana nonostante il consolidamento del potere autocratico trumpiano. Nel grande caos del presente, la storia si chiude e si apre convulsamente, e nei vicoli ciechi \u2013 come insegn\u00f2 Brecht in\u00a0Me-ti. Il libro delle svolte, avviene il cambiamento. In quali direzioni? Qui siamo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E il governo giallo-verde? Se l\u2019area di governo si chiude in un vortice di vecchie pratiche politiche, condoglianze al M5S. Tutti prigionieri del sistema politico in crisi? No, liberi tutti, per costruire insieme quel \u00abpotere di tutti\u00bb che ci ha insegnato Capitini: l\u2019\u00abomnicrazia\u00bb come sviluppo storico, teorico e pratico, della democrazia inattuata e del socialismo libertario. I temi pi\u00f9 urgenti di una rivoluzione sociale e politica nonviolenta? La creazione e la sperimentazione di relazioni interpersonali, faccia a faccia, in situazioni di concreta socialit\u00e0, per costruire strumenti di potere dal basso e nuove relazioni tra territori ed enti locali spostando in basso il baricentro decisionale. L\u2019autorganizzazione di processi di altra economia alternativa al modo di produzione capitalistico. La progettazione di interventi pubblici per un lavoro socialmente necessario e garantito da diritti collettivi, sui terreni prioritari dell\u2019ambiente e dei beni culturali, in un paese che sta andando in pezzi. La costruzione di relazioni di cooperazione tra nativi e migranti, tutti da regolarizzare e da inserire in percorsi legali di nuova cittadinanza attiva. Il socialismo come visione strategica internazionalista di cooperazione tra i popoli, per un pianeta di tutti. L\u2019opposizione alla guerra globale e alla devastazione del pianeta con tutti gli strumenti \u2013 legali e illegali \u2013 della non collaborazione, della disobbedienza civile, del boicottaggio, del sabotaggio, sapendo che la pace non \u00e8 soltanto opposizione alle guerre ma \u00e8 soprattutto progettazione e organizzazione di nuove realt\u00e0 che ne superino le cause.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 a un bivio: farsi distruggere dagli orrori di una storia che gronda sangue, oppure costruire \u2013 con alta visione e altra passione \u2013 realt\u00e0 liberate dalla schiavit\u00f9 economica, dall\u2019isolamento dei sudditi, dai poteri oligarchici. Creare e organizzare societ\u00e0 di tutti non \u00e8 un\u2019utopia, \u00e8 una necessit\u00e0. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo. Ognuno si faccia centro di un processo corale (relazionale, sociale, culturale e politico), ognuno sviluppi il proprio potere per il potere di tutti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2018\/11\/14\/liberi-tutti\/\">https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2018\/11\/14\/liberi-tutti\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ILPONTE (Lanfranco Binni) &nbsp; E la Nato? E il ruolo geopolitico dell\u2019Italia? \u00c8 la questione centrale, l\u2019unico vero contesto in atto di quanto sta accadendo nel nostro paese. Perch\u00e9 il governo trumpiano degli Stati Uniti, rafforzato dalle elezioni di medio termine, riserva all\u2019Italia un ruolo di partner privilegiato, per esempio evitandole le limitazioni delle sanzioni commerciali all\u2019Iran nei prossimi sei mesi? 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