{"id":46242,"date":"2018-11-24T10:30:42","date_gmt":"2018-11-24T09:30:42","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46242"},"modified":"2018-11-24T09:41:54","modified_gmt":"2018-11-24T08:41:54","slug":"diritto-alla-citta-e-questione-della-casa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46242","title":{"rendered":"\u201cDiritto alla citt\u00e0\u201d e questione della casa."},"content":{"rendered":"<p>di <strong>TEMPO FERTILE (Alessandro Visalli)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che \u00e8 urgente fare \u00e8 <em>ri-collocare lo sguardo<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi uscire da quella lunga fascinazione per la <em>trazione esterna<\/em> come via allo sviluppo ed alla crescita sociale e civile che ha contraddistinto l\u2019ultimo trentennio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come parte di un pi\u00f9 generale ripensamento della logica mercantilista che ha contraddistinto il progetto europeo dagli anni novanta ad oggi bisogna avere il coraggio e l\u2019orgoglio di <em>pensarsi a partire dalle proprie caratteristiche<\/em>, dal proprio <em>valore<\/em>. Ci\u00f2 non impedisce di conservare e coltivare, come prezioso, lo spirito di apertura e di connessione, ma implica fare leva su un ben fondato spirito di s\u00e9 e sulla propria legittima capacitazione<a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/4.bp.blogspot.com\/-_wX3HXJhJIU\/W-MnAn--_nI\/AAAAAAABea4\/cx_YLcQ37SkPrVz8p6c1-2E86g3hEuwkgCLcBGAs\/s320\/diritto%2Balla%2Bcitt%25C3%25A0%2B1.jpg\" width=\"320\" height=\"188\" border=\"0\" data-original-height=\"941\" data-original-width=\"1600\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il territorio<\/em> nel quale viviamo, \u00e8 caratterizzato dall\u2019essere in esso inseparabili urbanit\u00e0 e socialit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La citt\u00e0, in particolare, \u00e8 un\u2019opera sociale, prodotta collettivamente, nel tempo. Non \u00e8 una collezione di merci e valori di scambio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La citt\u00e0 <em>esprime sempre un proprio profilo<\/em>, propri assetti sociali, proprie forme istituzionali, rapporti di potere, posizione nella divisione nazionale ed internazionale del lavoro, \u00e8 uno snodo di flussi di informazione, capitale, merci, di persone \u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La citt\u00e0 \u00e8 anche <em>frutto del proprio percorso<\/em>, le cui tracce sono incorporate nella sua fisica materialit\u00e0, ma la trascendono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La citt\u00e0 \u00e8 anche Patria (o Madre, se si preferisce)<\/em>. Non \u00e8 una unit\u00e0 amministrativa ed istituzionale, ma quel che le sta dietro, logicamente e cronologicamente. Il luogo fisico nel quale ambiente e paesaggio costruiti e modificati dalla <em>vita activa<\/em> delle generazioni trascorse e della presente svolgono un essenziale ruolo socializzante. Una funzione di protezione e rassicurazione esistenziale, e quindi affinit\u00e0, consonanze, <em>essere parenti<\/em>. Il territorio \u00e8 anche luogo immaginario, dei miti e delle storie, delle tradizioni, di ci\u00f2 che ci rende un \u201cnoi\u201d, e mitiga la solitudine di tanti \u201cio\u201d spesso individualmente espulsi, vittimizzati, inutili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 andare alla lezione di Hannah Arendt<a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>, magari ripresa da Richard Sennett<a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><sup>[3]<\/sup><\/a>, per comprendere il legame etico, culturale e psicologico con il territorio come solida realt\u00e0 fatta di manufatti, ambienti, realt\u00e0 (res), con la \u201ccit\u00e8\u201d, con lo stile di vita ed il senso del comune. Anche quando \u2018storta e sbilenca\u2019 (Sennett), abitata da migranti di tutti i tipi e secondo tutte le direzioni, quando contiene intollerabili disuguaglianze, la citt\u00e0 \u00e8 sempre un laboratorio aperto che viene sempre rimontato, ma ha sempre un suo carattere. \u00c8 sempre un luogo individuale, singolare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/2.bp.blogspot.com\/-B8j2IGurCNk\/W-MnFY6EulI\/AAAAAAABea8\/E6P3VTUsDHkoNeky5NE5RxVD5fapmp6QACLcBGAs\/s320\/Spaccanapoli_da_s_Elmo_1050131.JPG\" width=\"320\" height=\"240\" border=\"0\" data-original-height=\"900\" data-original-width=\"1200\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad esempio, Napoli.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>reca importanti tracce della <em>citt\u00e0 classica<\/em> (una delle pi\u00f9 importanti del mondo), compatta perch\u00e9 costruita in sistemi tecnologici ed economici a basso tenore energetico, gerarchica e comunitaria, fortemente prospettica,<\/li>\n<li>vi si sovrappone la <em>citt\u00e0 industriale<\/em> primo-moderna (es. Bagnoli), oggi ridotta a tracce e memorie storiche disperse,<\/li>\n<li>la sua principale sostanza \u00e8 <em>fordista<\/em>, con l\u2019enorme espansione per quartieri specializzati che la contraddistingue e quindi le vaste aree industriali, le nuove aree residenziali,<\/li>\n<li>ma \u00e8 anche fortemente presente la <em>citt\u00e0 post-fordista<\/em> (ad es. il Nuovo Centro Direzionale), che ha visto l\u2019area urbana campana perdere nella nuova distribuzione del lavoro, nelle reti lunghe che si sono affermate, nella dominazione dalla finanza predatoria il cui centro \u00e8 inesorabilmente altrove, la deregolazione e la fuga fiscale,<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">A fronte di questa complessa stratificazione oggi siamo davanti a sfide nuove. Stiamo uscendo, accelerando dal 2007-10, dalla forma e \u2018piattaforma tecnologica\u2019<a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><sup>[4]<\/sup><\/a> post-fordista e dobbiamo ripensare l\u2019urbanit\u00e0 insieme alla societ\u00e0. Abbiamo un\u2019ulteriore intensificazione del dualismo e dell\u2019ineguaglianza, l\u2019arretramento violento dei ceti medi, in alcune citt\u00e0 turistiche o in alcune citt\u00e0 ad alta attrattivit\u00e0 una massiccia presenza di capitali speculativi e\/o di <em>economia delle piattaforme<a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftn5\" name=\"_ftnref5\"><sup><strong>[5]<\/strong><\/sup><\/a><\/em> che alterano in modo diverso, ma rilevante, i valori e la composizione sociale urbana. Emergono in piena luce nuove tensioni nelle periferie e siamo di fronte ad una sensazione di perdita di senso e di stato di assedio che coglie la societ\u00e0 (con le conseguenze securitarie e l\u2019irrompere di reazioni identitarie difensive che ne consegue).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi ci\u00f2 che vediamo, nel paesaggio fisico e sociale e nel tessuto economico-urbano, sono oggi <em>divaricazioni.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/3.bp.blogspot.com\/-ispInwCWvZ8\/W-MnKVbqz6I\/AAAAAAABebA\/se47ic7fMxkVIdvtHdG0ZlJIvMiCjd0NwCLcBGAs\/s320\/harvey.jpg\" width=\"320\" height=\"167\" border=\"0\" data-original-height=\"614\" data-original-width=\"1170\" \/><\/p>\n<table style=\"height: 32px; width: 116px;\">\n<tbody>\n<tr style=\"height: 10px;\">\n<td style=\"height: 10px; width: 105px;\"><\/td>\n<\/tr>\n<tr style=\"height: 22px;\">\n<td style=\"height: 22px; width: 105px;\">David Harvey<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">La contraddizione che sta facendo saltare dall\u2019interno la citt\u00e0 \u2018post-fordista\u2019 alla quale eravamo abituati nasce in ultima analisi dal conflitto tra il movimento di messa in competizione dei soggetti, il cuore del paradigma neoliberale, attraverso:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>da una parte la <em>neutralizzazione dello spazio<\/em> e la <em>compressione del tempo<\/em> (e dunque dei sistemi d\u2019ordine normativo e sociale ad essi connessi, incluso in primo luogo le forme statuali democratiche che si definiscono su spazio e tempo), e la continua invasione di nuovi \u2018ambiti della vita\u2019 fino ad ora non soggetti al mercato,<\/li>\n<li>dall\u2019altra la <em>resistenza del sociale<\/em>, radicato nel bisogno di reciprocit\u00e0 e sicurezza.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma nasce anche dal lavoro disarticolante del capitale finanziario, facente leva sulla valorizzazione fine a se stessa propria della sua tecnica<a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftn6\" name=\"_ftnref6\"><sup>[6]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/2.bp.blogspot.com\/-3Tx8bbBzIAQ\/W-MnRlZhYyI\/AAAAAAABebE\/9DFpa6A67YkVt-HzxW1_bGkZxokVa_5tACLcBGAs\/s1600\/images%2B%25281%2529.jpg\" border=\"0\" data-original-height=\"164\" data-original-width=\"307\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Come dobbiamo rispondere?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di una domanda di grande difficolt\u00e0, ma bisogna porla in un\u2019ottica di quel \u201c<em>diritto alla citt\u00e0<\/em>\u201d<a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftn7\" name=\"_ftnref7\"><sup>[7]<\/sup><\/a>, che dobbiamo rivendicare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessun traino esterno verr\u00e0 a salvarci, nessuna competizione interurbana, nessun buon vincolo,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La forza di rivendicare il \u201cdiritto alla citt\u00e0\u201d lo dobbiamo trovare <em>dentro<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il deposito di valore che pu\u00f2 fare da contrappeso a questa logica atopica, ed a questa \u201crapidit\u00e0\u201d violenta, \u00e8 proprio il territorio fisico: fatto da mille mani nel tempo, sedimento della cura e del \u201cfar bene\u201d le cose (una saggezza che perdiamo), lentamente, perch\u00e9 duri. Ma, soprattutto, perch\u00e9 sostenga con il suo <em>senso<\/em> le vite delle generazioni che arrivano. Nella costituzione materiale tradizionale il territorio \u00e8 in effetti\u00a0<em>la matrice<\/em>\u00a0dalla quale scaturisce la legittimit\u00e0 del potere e che produce insieme il valore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il \u201c<em>diritto alla citt\u00e0<\/em>\u201d, \u00e8 in modo del tutto evidente, un \u201csignificante vuoto\u201d<a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftn8\" name=\"_ftnref8\"><sup>[8]<\/sup><\/a>, ma \u00e8 quello che serve rivendicare per dare un\u2019unit\u00e0 alle sparpagliate soggettivit\u00e0 e ai dispersi bisogni che si divaricano oggi nella citt\u00e0 fisica e sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possiamo dire quel che <em>non \u00e8<\/em>:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><em>non possiamo<\/em> recuperare la vecchia risposta burocratica fordista, la cui crisi \u00e8 irreversibile e ben giustificata,<\/li>\n<li><em>dobbiamo <\/em>contrastare la dinamica concentrazione\/diradamento che la macchina valorizzante del capitalismo finanziarizzato offre spontaneamente,<\/li>\n<li><em>\u00e8 indispensabile<\/em> sfuggire anche alla logica del controllo e della sicurezza che la piattaforma tecnologica in arrivo offre, alla versione tecnocratica delle <em>smart cities<\/em>, che vanno sottoposte a critica radicale<a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftn9\" name=\"_ftnref9\"><sup>[9]<\/sup><\/a>;<\/li>\n<li><em>dobbiamo opporci <\/em>all\u2019estensione di un sostegno individualistico che riprende, anche inconsapevolmente modelli antichi di controllo debilitante<a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftn10\" name=\"_ftnref10\"><sup>[10]<\/sup><\/a>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La direzione nella quale cercare risposte deve vedere <em>capacitazione e sicurezza<\/em>, rivendicare il diritto di rimettere le mani nella macchina urbana per riorientare le forze socializzanti incorporate nell\u2019urbano, attivando forme di inclusione <em>non guidate dal mercato<\/em>, rivendicando il pubblico ed il comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che ci serve sono quindi <em>nuove politiche urbane<\/em> e <em>nuove politiche della casa<\/em>, e servono <em>nuovi soggetti politici<\/em> che le pretendano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La \u2018<em>questione della casa<\/em>\u2019, che si pone oggi come si poneva all\u2019epoca dell\u2019avvio della citt\u00e0 industriale, di fronte all\u2019immane polarizzazione in corso, va ripensata, insieme alla \u2018<em>questione ambientale<\/em>\u2019, come rifunzionalizzazione e innalzamento di densit\u00e0 ed efficienza, in primo luogo energetica ed ambientale ma anche sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La direzione nella quale tentare di <em>sperimentare<\/em> nuove soluzioni dovrebbe essere, in funzione degli obiettivi e delle valutazioni fatte, di <em>mettere in comune<\/em> dimensioni dell\u2019abitare e dell\u2019informazione che si genera in essa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/3.bp.blogspot.com\/-3vmgWtd9clU\/W-MnfimXFlI\/AAAAAAABebQ\/O_pBQh_GXII0fW2H7m4fKp7UiYdFLYnZwCEwYBhgL\/s320\/diritto%2Balla%2Bcitt%25C3%25A02_o.jpg\" width=\"320\" height=\"213\" border=\"0\" data-original-height=\"683\" data-original-width=\"1024\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Per fare un esempio<\/em>, sfruttando le potenzialit\u00e0 del tutto nuove della \u2018piattaforma tecnologica\u2019 in corso di consolidamento potrebbe diventare possibile abitare condividendo il regime energetico<a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftn11\" name=\"_ftnref11\"><sup>[11]<\/sup><\/a> e mettendo insieme il proprio tempo e le potenzialit\u00e0 di lavoro in comune, di servizi reciproci, sulla base, magari di un\u2019unit\u00e0 di conto di scambio che potrebbe essere registrata sulla piattaforma stessa<a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftn12\" name=\"_ftnref12\"><sup>[12]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece della risposta burocratica propria della \u2018citt\u00e0 fordista\u2019, con i quartieri operai costruiti dallo Stato Provvidenza novecentesco, bisogna, in altre parole, puntare ad un <em>investimento di capitale pubblico diffuso<\/em>, con una variet\u00e0 di strumenti possibili, che diffonda nella citt\u00e0 esistente:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>offerte di <em>alloggi sociali<\/em> di diversa taglia e specializzazione, ricavati sostanzialmente dalla rifunzionalizzazione del gi\u00e0 costruito<a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftn13\" name=\"_ftnref13\"><sup>[13]<\/sup><\/a>,<\/li>\n<li>ma <em>connessi in rete<a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftn14\" name=\"_ftnref14\"><sup><strong>[14]<\/strong><\/sup><\/a><\/em>,<\/li>\n<li>serviti da \u2018<em>comunit\u00e0 energetiche cooperative<\/em>\u2019<a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftn15\" name=\"_ftnref15\"><sup>[15]<\/sup><\/a>,<\/li>\n<li>attivanti pratiche sociali volontarie e forme in comune di <em>messa a disposizione reciproca<\/em> di servizi e di lavoro (su \u2018piattaforme\u2019 pubbliche<a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftn16\" name=\"_ftnref16\"><sup>[16]<\/sup><\/a>, in grado di erogare anche \u2018<em>beni come servizio<\/em>\u2019<a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftn17\" name=\"_ftnref17\"><sup>[17]<\/sup><\/a>).<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Provo a dirlo diversamente:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nLa questione della casa incrocia molte altre questioni, essendo il risultato di una polarizzazione sociale ed economica che \u00e8, a sua volta, il prodotto della trasformazione della nostra societ\u00e0 sotto la potente spinta di una \u2018piattaforma tecnologica\u2019 altamente orientata al controllo<a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftn18\" name=\"_ftnref18\"><sup>[18]<\/sup><\/a>. Rispondere con un programma di edilizia popolare, sul vecchio modello dei quartieri omogenei, che facilmente si traducono in aree di marginalizzazione e nuove periferie, \u00e8 incompatibile con l\u2019esigenza di avere una <em>citt\u00e0 pi\u00f9 efficiente e di proteggere l\u2019ambiente naturale<\/em>. Siamo usciti da tempo dalla fase della crescita urbana, ed al contempo la vulnerabilit\u00e0 del territorio \u00e8 arrivata a livelli non pi\u00f9 sopportabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il criterio al quale sottoporre la nuova politica urbana deve essere di <em>arrestare il consumo di suolo<\/em> e nello stesso momento <em>ostacolare i processi di formazione della rendita<a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftn19\" name=\"_ftnref19\"><sup><strong>[19]<\/strong><\/sup><\/a><\/em>, facilmente colonizzabili dal modo di produzione della finanza predatoria<a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftn20\" name=\"_ftnref20\"><sup>[20]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma<em>\u00a0la questione della casa \u00e8 anche una questione sociale<\/em>, \u00e8 la questione dell\u2019inclusione sociale e del lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il capitale pubblico deve essere impiegato quindi per riscattare e rifunzionalizzare l\u2019edilizia esistente, in modo diffuso, evitando concentrazioni e polarizzazioni (ma favorendo, al contrario, l\u2019integrazione e la messa in contatto di classi e ceti), operando sui valori immobiliari e la dinamica delle rendite attraverso i fitti (calmierandola), e rendendo occasione per integrare nella societ\u00e0 le persone, <em>attivandole e sostenendole<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tecnologia stessa qui pu\u00f2 essere occasione, intervenendo attraverso la creazione di <em>piattaforme pubbliche<\/em>, inizialmente connesse con il progetto di inclusione e di attivazione dell\u2019abitare, ma successivamente aperte a tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque queste piattaforme dovrebbero essere \u2018comunitarie\u2019 ed essere la base sulla quale si condivide, nella <em>rete delle case sociali<\/em> e in quella generale, l\u2019accesso all\u2019energia, la condivisione dei consumi, l\u2019acquisto in comune e la messa a disposizione reciproca di servizi su una rete di scambio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La soluzione di problemi cos\u00ec complessi pu\u00f2 derivare solo dall\u2019allargamento dello sguardo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> &#8211; Il termine rimanda alla proposta teorico-politica avanzata da Amartya Sen, ma ovviamente qui \u00e8 usato in modo aspecifico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> &#8211; Il gi\u00e0 citato \u201c<em><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2F7EZRZ\">Vita Activa<\/a><\/em>\u201d,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> &#8211; Richard Sennett, \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2017\/03\/richard-sennett-luomo-artigiano.html\">L\u2019uomo artigiano<\/a><\/em>\u201d, \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2016\/10\/richard-sennett-insieme-rituali-piaceri.html\">Insieme<\/a><\/em>\u201d, ma soprattutto \u201c<em>Costruire ed abitare<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> &#8211; Cfr. \u201c<a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/05\/appunti-sul-mutamento-della-piattaforma.html\">Appunti sul mutamento della \u2018piattaforma tecnologica\u2019 del capitalismo contemporaneo<\/a>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> &#8211; Si possono vedere, per un inquadramento, il libro di Marta Fana \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/03\/marta-fana-non-e-lavoro-e-sfruttamento.html\">Non \u00e8 lavoro, \u00e8 sfruttamento<\/a><\/em>\u201d, oppure la raccolta \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/01\/platform-capitalism-e-confini-del.html\">Platform capitalism<\/a><\/em>\u201d, o anche il libro di Benedetto Vecchi, \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/01\/benedetto-vecchi-il-capitalismo-delle.html\">Il capitalismo delle piattaforme<\/a><\/em>\u201d, o il recente libro di Riccardo Staglian\u00f2 \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/10\/riccardo-stagliano-lavoretti.html\">Lavoretti<\/a><\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> &#8211; Fondare questa affermazione richiederebbe un enorme apparato che qui non si pu\u00f2 certo richiamare compiutamente, si tratta di un tema sul quale da diverse direzioni siamo tornati molto spesso, ed a sostenerla c\u2019\u00e8 in pratica l\u2019intera tradizione marxista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> &#8211; Il termine come \u00e8 noto \u00e8 stato formulato da Henri Lefebvre nel suo libro del 1968 \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/05\/henri-lefebvre-il-diritto-alla-citta.html\">Il diritto alla citt\u00e0<\/a><\/em>\u201d ed indica il diritto di ciascuno di disporre, ma collettivamente, come diritto sociale, di una esperienza spaziale adeguata a sostenere una vita decente e dignitosa e non segregante o controllata. Indica un mutamento del soggetto che \u00e8 legittimato a porre la domanda circa il tipo di citt\u00e0 che vogliamo, il tipo di persone che vogliamo essere, i rapporti sociali cui aspiriamo, il rapporto che intendiamo promuovere con la natura, e, naturalmente, con le tecnologie che riteniamo convenienti. Dunque il \u201cdiritto alla citt\u00e0\u201d non \u00e8 un diritto individuale di accesso alle risorse originariamente concentrate nella citt\u00e0 stessa: piuttosto \u00e8 il diritto a cambiare insieme alla citt\u00e0, in modo da renderla conforme ai desideri, insieme scoprendoli. \u00c8 un\u00a0diritto collettivo\u00a0(sociale) e\u00a0non individuale\u00a0(civile), e si traduce necessariamente nell\u2019esercizio di un potere collettivo sul processo di urbanizzazione. Il \u201cdiritto alla citt\u00e0\u201d, insomma, ossia il controllo della stretta relazione fra urbanizzazione, produzione e uso delle eccedenze di capitale, \u00e8 quindi essenziale per riportare sotto controllo sociale la dinamica del capitalismo. Perch\u00e9 gli attori sociali imparino, attraverso le lotte per il riconoscimento, a riferirsi gli uni agli altri non come strumenti del reciproco egoismo (sotto l\u2019egemonia del valore di scambio), ma come soggetti di bisogni. Agendo l\u2019uno-per-l\u2019altro, intrecciando i piani di vita condividendo la comune preoccupazione per l\u2019autorealizzazione. La libert\u00e0 non \u00e8, in questa visione che sar\u00e0 sconfitta, realizzabile dai singoli ma da una formazione collettiva adeguata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> &#8211; Si veda Ernesto Laclau, \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2017\/04\/ernesto-laclau-la-ragione-populista.html\">La ragione populista<\/a><\/em>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> &#8211; Per un inquadramento, certo provvisorio, del tema si veda \u201c<a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2016\/05\/smart-cities-territorio-zero-e-tracce.html\">Smart cities, territorio zero e tracce di futuro<\/a>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> &#8211; Si tratta, qui, di un riferimento ai progetti di reddito di cittadinanza, almeno in alcune forme, si veda \u201c<a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2017\/05\/piani-di-lavoro-garantito-o-redditi-di.html\">Piani di lavoro garantito e redditi di cittadinanza<\/a>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> &#8211; Provo a definire \u201cregime energetico\u201d le modalit\u00e0 di approvigionamento, connesse con la produzione, dell\u2019energia elettrica e termica facendo uso di \u2018aggregatori\u2019 e \u2018centrali virtuali\u2019 o di \u2018contratti di lungo periodo\u2019 (peraltro previsti e incoraggiati dalle fonti di diritto europee, ma osteggiati per evidenti motivi in ambito nazionale), e di strumenti giuridici di grande valenza sociale come i gruppi di acquisto comunitari. Lo scopo non \u00e8 soltanto di ridurre l\u2019incidenza del costo di approvvigionamento e quindi ridurre la \u2018povert\u00e0 energetica\u2019, ma anche di creare l\u2019occasione per l\u2019autonomizzazione e l\u2019indipendenza e determinare occasioni di socialit\u00e0 fondate su una base di reciprocit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> &#8211; Qui per \u2018piattaforma\u2019 intendo abbastanza banalmente un servizio informatico, erogato in cloud, e utilizzabile da pi\u00f9 device, che metta in contatto, contabilizzandoli, diversi schemi di servizi e scambi secondo la logica del \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2017\/03\/marcel-mauss-saggio-sul-dono.html\">Saggio sul dono<\/a><\/em>\u201d, di Marcel Mauss e del M.A.U.S.S.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> &#8211; Gli alloggi sociali potrebbero essere acquisiti tra quelli inutilizzati (almeno il 20% del Patrimonio edilizio esistente), previa una norma di legge che rafforzi la posizione negoziale pubblica, ed intanto tra quelli acquisiti al patrimonio perch\u00e9 abusivi (possibilmente sostenendo i comuni e sostituendosi ad essi se inadempienti in un termine ragionevole).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> &#8211; L\u2019offerta di alloggi sociali, pubblici o privati in convenzione, deve essere organizzata da un ente pubblico alla scala idonea secondo reti coerenti e funzionali, in grado di interagire, secondo il genere, nella Piattaforma comune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> &#8211; Ovvero, rimandando alla nota 11, gruppi connessi giuridicamente di acquirenti in comune di energia, o di prosumers\/produttori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a> &#8211; La \u201cPiattaforma\u201d di cui alla nota 12 \u00e8 necessario sia pubblica, perch\u00e9 altrimenti di fatto diventerebbe un ulteriore anello di controllo subalterno alla logica valorizzante del capitale, che da tempo ed essenzialmente valorizza informazione. Su questo punto enorme letteratura e spesso frequentata, segnalo per\u00f2 il libro di Emanuele Leonardi \u201c<em><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2D6wK5Y\">Lavoro, natura, valore<\/a><\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a> &#8211; I \u201c<em>Beni come servizio<\/em>\u201d, sono una modalit\u00e0 largamente usata nell\u2019economia delle piattaforme, un esempio \u00e8 il car-sharing, o molte politiche commerciali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a> &#8211; Anche qui notevole letteratura, in parte gi\u00e0 citata, si pu\u00f2 leggere, per un esempio il post \u201c<a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2015\/03\/cooperativa-sensibili-alle-foglie-mal.html\">Mal di lavoro<\/a>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftnref19\" name=\"_ftn19\">[19]<\/a> &#8211; Rinvio per comodit\u00e0 al post \u201c<a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/01\/qualche-nota-sulla-rendita-urbana-ed-il.html\">Qualche nota sulla rendita urbana e il consumo di suolo<\/a>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/blogger.g?blogID=646573177484513263#_ftnref20\" name=\"_ftn20\">[20]<\/a> &#8211; Una descrizione sintetica ed efficace in Saskia Sassen, \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2015\/11\/saskia-sassen-espulsioni-brutalita-e.html\">Espulsioni. Brutalit\u00e0 e complessit\u00e0 nell\u2019economia globale<\/a><\/em>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/11\/diritto-alla-citta-e-questione-della.html\">https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/11\/diritto-alla-citta-e-questione-della.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TEMPO FERTILE (Alessandro Visalli) &nbsp; Ci\u00f2 che \u00e8 urgente fare \u00e8 ri-collocare lo sguardo. Quindi uscire da quella lunga fascinazione per la trazione esterna come via allo sviluppo ed alla crescita sociale e civile che ha contraddistinto l\u2019ultimo trentennio. 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