{"id":46277,"date":"2018-11-26T09:00:16","date_gmt":"2018-11-26T08:00:16","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46277"},"modified":"2018-11-26T08:59:30","modified_gmt":"2018-11-26T07:59:30","slug":"litalia-accontenta-russia-e-usa-e-adesso-sfida-gli-alleati-europei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46277","title":{"rendered":"L\u2019Italia accontenta Russia e Usa E adesso sfida gli \u201calleati\u201d europei"},"content":{"rendered":"<p><strong>di GLI OCCHI DELLA GUERRA (Lorenzo Vita)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Difficile accontentare tutti, soprattutto Russia e Stati Uniti, che in questo momento tendono a polarizzare il mondo. <span id=\"more-63032\"><\/span>Ma l\u2019Italia ci sta provando, sperando che possa riuscire a realizzare quello che potrebbe essere un vero e proprio capolavoro diplomatico.\u00a0L\u2019ultimo esempio, in ordine di tempo, \u00e8 arrivato\u00a0dal viaggio di Sergei Lavrov a Roma\u00a0e gli incontri con il suo omologo Enzo Moavero Milanesi e con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sul tavolo molti dossier aperti. La Libia, sicuramente, dove la Russia gioca un ruolo essenziale per la stabilizzazione della crisi, come confermato dallo stesso ministro degli Esteri italiano. Mosca ha un legame profondo con Khalifa Haftar: ed \u00e8 attraverso il canale del Cremlino che passa la possibilit\u00e0 del maresciallo della Cirenaica di scendere a patti con Roma. Ma oltre alle crisi internazionali, che vanno dall\u2019Africa settentrionale al Medio Oriente passando per l\u2019Ucraina e le sanzioni, c\u2019\u00e8 un tema che \u00e8 particolarmente caro a tutti: il gas.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Italia, come spiegato pi\u00f9 volte su questa testata, si trova al centro della sfida fra Russia e Occidente per\u00a0 l\u2019approvvigionamento energetico. Posta al centro del Mediterraneo, il nostro Paese \u00e8 importante per diverse ragioni. Innanzitutto per il suo mercato interno, molto ricco e in via di cambiamenti visto che il contratto con l\u2019Algeria scade tra pochi mesi. Poi come <strong>via d\u2019accesso del gas<\/strong> dai grandi giacimenti del Mediterraneo orientale, dell\u2019Africa e anche russi verso il continente europeo. Infine, \u00e8 essenziale anche per l\u2019importanza assunta da Eni e tutte le grandi aziende che operano nella costruzione delle pipeline e dei terminali. La tecnologia italiana \u00e8 all\u2019avanguardia. E gli accordi energetici fra Italia e Paesi produttori passano anche per questo tipo di contratti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In un\u2019intervista ad <em>Agi<\/em>,\u00a0Lavrov ha spiegato che la Russia sta valutando \u201cil coinvolgimento di aziende italiane nella costruzione dell\u2019infrastruttura per il trasporto del gas ai Paesi Ue\u201d. Due i due grandi progetti: il raddoppio del Nord Stream e il completamento del <strong>Turkish Stream<\/strong>. Infrastrutture che per Mosca sono fondamentali e che preoccupano, inevitabilmente, gli Stati Uniti e i Paesi aderenti al blocco economico e politico di Washington. Pi\u00f9 gas russo arriva in Europa, pi\u00f9 la Russia assume un peso rilevante all\u2019interno della politica del Vecchio Continente. E soprattutto aumentano i rapporti positivi fra il Cremlino e i diversi governi europei. Una possibilit\u00e0 che la Nato e gli Stati Uniti guardano con estrema preoccupazione, soprattutto in una fase di ritiro strategico dell\u2019America da molti settori del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come spiega <em>La Verit\u00e0<\/em>, fulcro dei progetti russi sull\u2019Europa \u00e8 <strong>Gazprom<\/strong> e tutte le societ\u00e0 a essa collegate. E l\u2019Italia \u00e8 pienamente coinvolta, come da tradizione, nella sfida del gas. \u201cA <strong>Saipem<\/strong>, quando era ancora controllata da Eni (che fu la prima societ\u00e0 occidentale a stringere accordi con commerciali con il Cremlino per la fornitura di gas naturale), erano stati assegnati i lavori del <strong>South Stream<\/strong>, il gasdotto sotto il Mar Nero, pensato da Gazprom per portare il metano dalla Russia direttamente in Europa centrale aggirando l\u2019Ucraina e con la Bulgaria come punto d\u2019 acceso, che per\u00f2 \u00e8 stato bloccato dall\u2019Unione europea\u201d spiega il quotidiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa bocciatura da parte dell\u2019Europa ha colpito dunque in maniera molto incisiva gli interessi italiani. Una perdita di introiti che aveva anche un carattere politico: la Russia doveva essere esclusa dal gas europeo e nessuno poteva entrare a far parte della galassia dell\u2019oro blu di Mosca. <em>In primis<\/em> l\u2019Italia, che in questo modo avrebbe influito sensibilmente sull\u2019approvvigionamento di gas verso la <strong>Germania<\/strong>. Che proprio grazie al blocco del South Stream si \u00e8 consolidata come hub del gas russo in tutto il continente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma in questi mesi, con il completamente della parte off-shore del <strong>Turkish Stream<\/strong>, che collega i giacimenti russi alla Turchia passando per i fondali del Mar Nero, si torna a parlare insistentemente di una rotta meridionale del gas russo. E Saipem \u00e8 di nuovo interessata. Saipem ma anche <strong>Snam<\/strong>, che gi\u00e0 ad aprile ha iniziato a discutere con Gazprom di un coinvolgimento nei progetti russi nel bacino del Mediterraneo per le nuove rotte del gas verso l\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo coinvolgimento di aziende italiane nei progetti russi \u00e8 fondamentale per capire il ruolo assunto dall\u2019Italia in questa grande guerra che si sta consumando per l\u2019approvvigionamento energetico in Europa. Un mercato ricco e sempre pi\u00f9 privo di risorse. Quindi un mercato in cui la domanda crescer\u00e0 di pari passo con la diminuzione dell\u2019offerta interna. Ed \u00e8 qui di essenziale capire non solo la sfida tra gli esportatori, ma anche fra i Paesi che avranno i<strong> terminali dei diversi gasdotti<\/strong>, cos\u00ec come le commesse su chi li realizzer\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019interesse russo \u00e8 quello di rispondere alle sanzioni europee e dell\u2019Occidente attraverso gli accordi energetici. La convinzione di Mosca \u00e8 che, in qualsiasi caso, il gas russo \u00e8 molto pi\u00f9 conveniente, allo stato attuale, di quello di qualsiasi altro Paese. Ma la sfida lanciata da Unione europea, Stati Uniti e altri Paesi esportatori \u00e8 molto accesa. E l\u2019Italia sta cercando di accontentare tutti per evitare non solo di rimanere esclusa dagli accordi sull\u2019energia, ma anche per non inimicarsi nessuno. Non pu\u00f2 dipendere esclusivamente da nessuno: ma per farlo, \u00e8 obbligata a giocare da equilibrista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019esempio \u00e8 dato dalla quasi contemporanea approvazione del Tap (che collegher\u00e0 l\u2019Azerbaigian all\u2019Europa ed \u00e8 fortemente sponsorizzato dagli Stati Uniti), del progetto East Med (che collegher\u00e0 i giacimenti del gas orientale, israeliani in particolare, con Grecia e Italia) e con il viaggio di Lavrov a Roma e conseguenti accordi sul gas russo. Un gioco complesso in cui l\u2019Italia ha tre obiettivi: diversificare, accontentare le grandi potenze e strappare fette di mercato contro gli avversari interni all\u2019Unione europea, Germania in testa.<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<\/strong><a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/tap-east-med-turkish-stream-italia\/\">http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/tap-east-med-turkish-stream-italia\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GLI OCCHI DELLA GUERRA (Lorenzo Vita) Difficile accontentare tutti, soprattutto Russia e Stati Uniti, che in questo momento tendono a polarizzare il mondo. 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