{"id":46286,"date":"2018-11-28T00:24:03","date_gmt":"2018-11-27T23:24:03","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46286"},"modified":"2018-11-27T12:36:22","modified_gmt":"2018-11-27T11:36:22","slug":"leuropa-sotto-il-merkel-iv-un-bilancio-di-impotenza-parte-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46286","title":{"rendered":"L&#8217;Europa sotto il Merkel IV: un bilancio di impotenza (parte 1)"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>WOLFGANG STREECK<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Traduzione a cura di Massimiliano Sist (FSI Latina)<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;Europa organizzata, o disorganizzata, nell&#8217;Unione europea (UE), \u00e8 una strana bestia politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Consiste, in primo luogo, nelle politiche interne dei suoi stati membri che, nel tempo, si sono profondamente intrecciate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In secondo luogo, gli stati membri, che sono ancora Stati sovrani, perseguono interessi definiti a livello di singola nazione attraverso le politiche estere, ancora nazionali, all&#8217;interno di relazioni internazionali intraeuropee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui, in terzo luogo, possono scegliere tra fare affidamento su una variet\u00e0 di istituzioni sovranazionali o su accordi intergovernativi tra coalizioni selezionate di volontari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quarto luogo, dall&#8217;inizio dell&#8217;Unione Monetaria Europea (UME), che comprende solo diciannove dei ventotto stati membri della UE, \u00e8 emersa un&#8217;altra arena di relazioni internazionali europee, costituita principalmente da istituzioni informali e intergovernative, guardate con sospetto dalla sovranazionale Unione Europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quinto, tutto questo \u00e8 radicato nelle condizioni geopolitiche e negli interessi geostrategici di ogni nazione, che sono legate in particolare agli Stati Uniti da un lato e alla Russia, all&#8217;Europa orientale, ai Balcani, al Mediterraneo orientale e al Medio Oriente dall\u2019altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E sesto, c&#8217;\u00e8, in fondo al sistema statale europeo, una battaglia in corso per l&#8217;egemonia tra i suoi due maggiori paesi membri, Francia e Germania, una battaglia che entrambi negano. Ognuno dei due, a suo modo, considera la sua pretesa di supremazia europea come una realt\u00e0 giusta e assolutamente ovvia, la Germania tanto da non riconoscere nemmeno le sue ambizioni in quanto tali.<a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>1<\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, entrambi gli aspiranti egemoni sono consapevoli di poter realizzare i loro progetti nazionali solo incorporando l&#8217;altro al loro interno e per questo presentano le loro aspirazioni nazionali come progetti di &#8220;integrazione europea&#8221; basati su un rapporto speciale tra Germania e Francia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, almeno dalla crisi finanziaria del 2008, questo accordo \u00e8 stato caotico, e lo diventa sempre pi\u00f9. I sistemi politici nazionali si stanno trasformando sotto l&#8217;impatto dell&#8217;integrazione del mercato internazionale e della reazione &#8220;populista&#8221; contro di essa. Le disparit\u00e0 economiche tra i paesi membri sono in aumento, con un paese in particolare, la Germania, che raccoglie la maggior parte dei benefici della moneta comune, una condizione impossibile da correggere nell&#8217;ambito dell&#8217;UME come costituita dal trattato di Maastricht.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli interessi nazionali nei confronti delle istituzioni economiche dell&#8217;Unione divergono ampiamente a causa delle distintive variet\u00e0 di capitalismo esistenti. Mentre i conflitti che ne derivano sono stati per qualche tempo ostacolati da successive &#8220;operazioni di salvataggio&#8221; e misure di emergenza, adesso sembra che l&#8217;ora della verit\u00e0 sia arrivata. Il Regno Unito sta per uscire, cambiando gli equilibri di potere tra i paesi membri. Le pressioni per &#8220;fare le riforme&#8221; stanno crescendo, ma gli stati membri e le istituzioni sovranazionali sembrano essersi impantanate. Il vecchio &#8220;metodo comunitario&#8221; di rimandare le decisioni critiche sembra aver raggiunto i suoi limiti; nel frattempo, i rischi si stanno accumulando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo saggio si impegna a esplicare alcune delle complessit\u00e0 che sono alla base dello stallo europeo. Sostiene che la politica europea \u00e8 sospesa tra le realt\u00e0 nazionali e un&#8217;ideologia postnazionale. L&#8217;Europa soffre di un meccanismo di rimozione sul divario tra i due aspetti, in nome di una &#8220;Idea Europea&#8221;. E, poich\u00e9 si spinge sempre pi\u00f9 verso una maggiore &#8220;integrazione&#8221; nelle diverse societ\u00e0 nazionali, il divario tra ideologia e realt\u00e0 si allarga ulteriormente. Questa idea di Europa \u00e8 un futuro senza passato, una attraente innocenza per un continente carico di ricordi di guerra e genocidio. \u00c8, tuttavia, anche un futuro senza un presente: per essere accettabile dai suoi diversi componenti, pu\u00f2 essere solo vagamente definita in modo che tutti possano leggere ci\u00f2 che desiderano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le tensioni tra la diversit\u00e0 nazionale e l&#8217;unit\u00e0 sovranazionale non possono quindi essere affrontate in modo efficace, poich\u00e9 ci\u00f2 rivelerebbe sia la vacuit\u00e0 dell&#8217;ideologia che i conflitti nascosti al suo interno. Le crisi emergenti devono essere affrontate attraverso l&#8217;improvvisazione quotidiana, lasciandosi dietro un assortimento opaco e confuso di istituzioni scarsamente articolate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo, l&#8217;Europa \u00e8 divisa da interessi nazionali in competizione, investiti di contenuti nazionali divergenti e trasformati in un veicolo di ambizioni nazionali contrastanti, nessuna delle quali pu\u00f2 essere ammessa. Gli operatori politici sono diventati molto abili nel sostituire il simbolismo sentimentale con sobrie argomentazioni pubbliche. Il conseguente sistema politico europeo, che sostituisce sempre pi\u00f9 la democrazia nazionale, \u00e8 diventato imperscrutabile per i cittadini dei vari stati, un risultato che \u00e8 difficilmente casuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo saggio tenta di svelare le molte convulsioni della politica europea e di tracciare in maniera critica come l&#8217;interazione tra nazionale e sovranazionale si stia evolvendo in Europa. Il saggio si conclude affermando che \u00e8 giunto il momento in cui il modo col quale gli affari europei sono stati sempre gestiti non sar\u00e0 pi\u00f9 sufficiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>PRIMA PARTE<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Germania: il centro crolla<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Germania di Angela Merkel era solita considerarsi un brillante esempio di stabilit\u00e0 politica. Ma le stesse forze di frammentazione e divisione tra e all&#8217;interno dei campi politici, che hanno assillato altre democrazie capitaliste, erano presenti anche in Germania, operando al di sotto della superficie e apparendo in varie forme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle elezioni del 24 settembre 2017, i due partiti centristi, CDU \/ CSU e SPD (Unione democratica cristiana \/ Unione sociale cristiana e Partito socialdemocratico), che avevano formato la grande coalizione del Merkel III e avevano insieme dominato la politica tedesca dal 1950, hanno vinto con il 53,4 per cento dei voti. Di questo, solo il 20,5 percento \u00e8 andato alla SPD. Questo rispetto al 67,2 percento (SPD 25,7 percento) quattro anni prima. Nel 2005, nelle elezioni che hanno portato al Merkel I (anch&#8217;esso una grande coalizione), il loro totale di voti combinati era del 69,4% (SPD 34,2%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 indicativo della nuova volatilit\u00e0 della politica tedesca che un politico estremamente abile come la Merkel potrebbe aver frainteso in modo cos\u00ec grave l&#8217;elettorato nel 2017. La politica dei rifugiati della Merkel era stata pensata, tra le altre cose, per aprire la strada a una coalizione con i Verdi. <a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>2<\/sup><\/a> \u00a0Invece ha aiutato due nuovi partiti, Alternativa per la Germania (AfD) e il Partito Democratico Libero (FDP) <a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>3<\/sup><\/a>, che hanno ottenuto dei seggi\u00a0 al Bundestag, con rispettivamente il 12,6% e il 10,7% dei voti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre l&#8217;AfD \u00e8 appassionatamente anti-immigrazione, l&#8217;FDP si oppone principalmente ai richiedenti asilo e preferisce un regime di immigrazione orientato al mercato del lavoro. Dopo che la desiderata nuova maggioranza della Merkel con i Verdi non si \u00e8 materializzata, per sostituire la precedente grande coalizione l&#8217;FDP si \u00e8 unito al governo come terzo (o quarto) partner. <a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>4<\/sup><\/a> \u00a0La potenziale nuova coalizione venne colloquialmente chiamata &#8220;Giamaica&#8221;, riferendosi ai colori della bandiera del paese e al colore utilizzato per identificare le potenziali coalizioni (nero per CDU \/ CSU, verde per i Verdi e giallo per il FDP). La coalizione Giamaica ha fallito nel novembre 2017, dopo quattro settimane di intensi colloqui &#8220;esplorativi&#8221;, quando l&#8217;FDP si \u00e8 ritirato all&#8217;ultimo minuto. Apparentemente ci\u00f2 \u00e8 avvenuto a causa dell\u2019abitudine passata della Merkel di danneggiare i partner della coalizione disobbedienti &#8211; idea nata durante i colloqui dall&#8217;impressione che l&#8217;armonia profonda e pre-esistente tra la Merkel e i Verdi avrebbe messo in disparte i ministri dell&#8217;FDP in un futuro governo congiunto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ritiro dell&#8217;FDP ha lasciato solo l&#8217;SPD come possibile partner di una coalizione per la Merkel, ma la resistenza all&#8217;interno della SPD a un&#8217;altra grande coalizione \u00e8 stata intensa. L&#8217;SPD aveva sofferto di pi\u00f9 dalla grande coalizione 2013-17 e si stava riprendendo dalla peggiore performance elettorale di sempre. Aspettando che la coalizione &#8220;Giamaica&#8221; prendesse corpo, la dirigenza dell&#8217;SPD si \u00e8 impegnata subito dopo le elezioni per diventare partito di opposizione. Eppure questa posizione \u00e8 cambiata tre mesi dopo, quando il presidente federale, un socialdemocratico che aveva perso contro la Merkel nel 2009, ha ricordato alla SPD la sua &#8220;responsabilit\u00e0 nazionale&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sentendosi come se la scelta fosse tra la morte e il suicidio, l&#8217;SPD accett\u00f2 di dialogare con la CDU \/ CSU, dialogo che ha richiesto due settimane a gennaio 2018. Il congresso del 21 gennaio ha approvato con una maggioranza risicata negoziati formali. Due settimane dopo, questi negoziati hanno prodotto un progetto di accordo di coalizione, che doveva essere votato dalla base dell\u2019SPD.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su molti punti il \u200b\u200bprogetto di accordo tra i due partiti portava vantaggi alla SPD. La Merkel, indifferente come sempre sulla sostanza, fece concessioni di vasta portata per rendere l&#8217;accordo accettabile per i membri SPD. Il prezzo che ha pagato \u00e8 stato quello di dare l&#8217;impressione che lei fosse unicamente interessata a rimanere al potere. Il malcontento crebbe anche nel suo stesso partito quando concesse tre dei pi\u00f9 importanti ministeri alla SPD: finanza, affari esteri e lavoro. Con il ministero dell&#8217;Interno che andava alla CSU, erano rimasti solo ministeri minori per la CDU della Merkel (a parte la cancelleria, ovviamente). Per un po&#8217;, la situazione politica sembr\u00f2 sprofondare nella sua crisi pi\u00f9 profonda da quando la Merkel rimosse Helmut Kohl dalla presidenza onoraria nel 2000.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche nell\u2019SPD hanno cominciato a manifestarsi delle fratture interne dopo la pubblicazione del progetto di accordo. L&#8217;opposizione a un&#8217;altra grande coalizione era forte a prescindere dall&#8217;esito dei negoziati. Molti temevano che, dopo altri quattro anni sotto la Merkel, il partito potesse finire dietro l&#8217;AfD. Mentre il referendum sull&#8217;adesione era ancora in corso, Martin Schulz, sfortunato candidato-cancelliere e leader inetto del partito dall&#8217;inizio del 2017, fu costretto a rassegnare le dimissioni sia come capo del partito che come futuro ministro degli esteri (il posto che aveva rivendicato per se stesso, dopo aver escluso categoricamente di poter partecipare ad un governo Merkel). Poco dopo, la Merkel nomin\u00f2 diversi nuovi personaggi, met\u00e0 dei quali donne, per i rimanenti sei ministeri in quota CDU. Per il momento questo ha messo a tacere i suoi avversari interni al partito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 4 marzo, \u00e8 stato annunciato che due terzi dei membri SPD (con un&#8217;affluenza del 78%) avevano votato a favore di un&#8217;altra grande coalizione, con molti che votavano per paura che nuove elezioni generali avrebbero provocato un&#8217;altra, persino pi\u00f9 grave, sconfitta. Il 14 marzo il Bundestag ha eletto la Merkel per un quarto mandato come cancelliere. <a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>5<\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tortuosa strada verso una nuova grande coalizione ha sollevato la questione del futuro della Merkel in maniera cruciale. Fino all&#8217;ondata migratoria del 2015, la Merkel aveva dominato il suo partito ancor pi\u00f9 di quanto avesse fatto Kohl, cambiando direzione a piacimento, vestendo la CDU con colori verdastri, di centro sinistra, eliminando chiunque avesse potuto sfidarla per la successione. Questo l&#8217;ha aiutata nella crisi post-elettorale quando, dopo il pensionamento del ministro delle Finanze Wolfgang Sch\u00e4uble, non \u00e8 rimasto nessuno che potesse realisticamente pretendere di succederle senza il suo consenso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, dopo i disastrosi risultati elettorali, il ritardo di un anno nella formazione di un governo e le scomode concessioni necessarie per radunare una coalizione, sembra improbabile che il suo partito la nominer\u00e0 per un quinto mandato nel 2021. Ci\u00f2 significa che il suo successore deve essere scelto al pi\u00f9 tardi nell&#8217;estate del 2020, per concedere tempo sufficiente alla campagna elettorale. In altre parole, all&#8217;incirca verso la met\u00e0 del suo quarto mandato, la Merkel si trasformer\u00e0 in una anatra zoppa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019Europa in Germania<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La politica nazionale tedesca \u00e8 un fattore cruciale nella politica europea, cos\u00ec come l&#8217;Europa \u00e8 una potente presenza domestica in Germania. L\u2019indulgente consenso che per diversi decenni ha permesso all&#8217;integrazione europea di procedere senza intoppi era pi\u00f9 forte in Germania che altrove, tranne forse in Italia. <a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>6<\/sup><\/a> Fino ad oggi, l\u2019\u201dEuropa&#8221;<a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>7<\/sup><\/a>\u00a0 porta in Germania ancora un&#8217;aura sacra, troppo elevata per essere collegata a concetti sporchi come l&#8217;interesse nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le principali roccaforti dell&#8217;europeismo tedesco sono le classi medie istruite e le giovani generazioni, per le quali l&#8217;Europa rappresenta tutto ci\u00f2 che \u00e8 allo stesso tempo virtuoso e piacevole: pace, diritti umani, tolleranza e &#8220;apertura&#8221; a un mercato del lavoro internazionale e viaggi convenienti attraverso le frontiere. Riflettendo le difficolt\u00e0 di identificarsi con una nazione tedesca dopo il 1945, il sentimento tedesco pro-europeo ha a lungo considerato ovvio che l&#8217;Unione Europea fosse in definitiva il vascello dentro cui le nazioni europee possono rinunciare ai loro stati, identit\u00e0 e interessi particolari. Mentre altri stati membri potrebbero essersi arruolati nell&#8217;UE per ripristinare o preservare la propria sovranit\u00e0 nazionale<a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>8<\/sup><\/a>, la Germania si trova nell&#8217;UE per sbarazzarsene, credendo fermamente che ci\u00f2 sia vero anche per tutti gli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2, ovviamente, non significa che l&#8217;europeismo tedesco non fosse (e non sia) guidato dagli interessi. L&#8217;adesione alla CEE negli anni Cinquanta fu necessaria per il riemergere della Germania occidentale come stato sovrano. Inoltre, l&#8217;accesso garantito a un mercato europeo integrato e in continua espansione era ed \u00e8 indispensabile per la prosperit\u00e0 della sovra-industrializzata e pesantemente indirizzata verso le esportazioni economia tedesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, l&#8217;accesso al mercato \u00e8 assicurato dalla moneta comune, che inoltre riduce artificialmente il tasso di cambio per le industrie tedesche che esportano nel resto del mondo. <a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>9<\/sup><\/a> \u00a0Nella coscienza pubblica tedesca, tuttavia, gli interessi materiali tedeschi in &#8220;Europa&#8221; sono sovrapposti con un&#8217;immagine della UE, compresa l&#8217;unione monetaria, come una &#8220;comunit\u00e0 di valore&#8221; (<em>Wertegemeinschaft<\/em>). Ci\u00f2 offusca la questione strutturale di come l&#8217;Europa \u00e8, e dovrebbe essere, organizzata politicamente ed economicamente: come zona di libero scambio, una piattaforma per la cooperazione tra Stati nazionali sovrani, un&#8217;organizzazione internazionale dedicata alla &#8220;globalizzazione&#8221; delle economie nazionali, o un superstato sovranazionale &#8211; e come in particolare deve essere collegato alla democrazia nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal momento che qualsiasi discussione su questa questione potrebbe minare l&#8217;Europa come simbolo integrativo &#8211; svegliando i cani addormentati e mettendo a nudo la superficialit\u00e0 di un consenso europeista meramente idealistico &#8211; questa stessa discussione \u00e8 evitata accuratamente. In questo caso, l&#8217;ineguagliabile capacit\u00e0 della Merkel di parlare senza contenuti \u00e8 stata preziosa per preservare l&#8217;aspetto &#8220;verde&#8221; privo di interessi dell&#8217;europeismo tedesco, che \u00e8 cos\u00ec attraente per gli elettori della classe media.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un primo risultato \u00e8 che, in Germania, gli interessi nazionali tendono a essere confusi con gli interessi generali europei. <a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>10<\/sup><\/a> Quando altri paesi distinguono tra i due interessi, per non parlare di cosa abbia precedenza, i tedeschi sono onestamente confusi e la distanza dalla perplessit\u00e0 alla disapprovazione morale \u00e8 breve. In Germania, essere meno entusiasti della &#8220;sempre pi\u00f9 stretta unione dei popoli d&#8217;Europa&#8221; (Trattato di Maastricht) \u00e8 considerato indicativo di un deficit morale: ne \u00e8 testimone la condanna morale universale della decisione britannica di uscire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Affermare gli interessi nazionali di fronte a qualcosa di sacro come &#8220;l&#8217;idea europea&#8221; \u00e8 considerato un deplorevole abbandonarsi ad un passato screditato. Nel frattempo, l&#8217;insistenza tedesca su un mercato integrato in cui nessun paese \u00e8 autorizzato a tradire l&#8217;industria tedesca svalutando la sua moneta non \u00e8 vista come la difesa di un interesse nazionale ma come un rispetto di un imperativo morale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prospettiva di interessi nazionali tedeschi che si dissolvono in un comune interesse europeo, o una &#8220;idea europea&#8221;, \u00e8 sicuramente pi\u00f9 popolare tra i Verdi. Ma \u00e8 anche condiviso da una considerevole sezione di elettori e membri dell\u2019SPD, anche se il loro numero esatto rimane poco chiaro. Quando Sigmar Gabriel realizz\u00f2 all&#8217;inizio del 2017 che l&#8217;SPD ne aveva avuto abbastanza di lui come presidente e candidato cancelliere, chiam\u00f2 Martin Schulz, un ex presidente del Parlamento europeo che non era riuscito ad ottenere la presidenza della Commissione europea, a prendere in consegna entrambe le posizioni dell\u2019SPD. <a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>11<\/sup><\/a> \u00a0Dato che Schulz non aveva esperienza nella politica tedesca, l&#8217;idea, apparentemente, era che l&#8217;SPD beneficiasse della sua aura &#8220;europea&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 interessante notare, tuttavia, che Schulz scelse di non condurre una campagna sull\u2019 &#8220;Europa&#8221; &#8211; su consiglio del suo staff non menzion\u00f2 mai l&#8217;argomento &#8211; ma piuttosto sulla &#8220;giustizia sociale&#8221;, una decisione che in seguito consider\u00f2 uno dei suoi molti errori. Probabilmente per correggere questo errore percepito, Schulz, inaspettatamente, ha chiesto un voto sugli &#8220;Stati Uniti d&#8217;Europa&#8221; al congresso dell\u2019SPD del 7 dicembre 2017, da completare &#8220;al pi\u00f9 tardi nel 2025&#8221;. I paesi che non vogliono aderire avrebbero dovuto lasciare l&#8217;UE. (La frase &#8220;Stati Uniti d&#8217;Europa&#8221; non \u00e8 mai riemersa).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo i colloqui sulla coalizione &#8220;Giamaica&#8221; sono falliti, non ultimo a causa dei sospetti dell\u2019 FDP che la Merkel e i Verdi avessero gi\u00e0 raggiunto un tacito accordo per offrire consistenti concessioni fiscali alla Francia. <a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>12<\/sup><\/a> \u00a0In risposta, e incoraggiati dalle loro connessioni francesi, Schulz e Gabriel hanno insistito sul fatto che, il capitolo dell&#8217;accordo sull&#8217;Europa della coalizione doveva venire per primo, ed \u00e8 stato celebrato dai media mainstream come un importante passo in avanti. <a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>13<\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Presumibilmente Schulz e il suo vecchio compagno d\u2019avventura, Jean-Claude Juncker della Commissione europea, hanno scritto insieme la parte dell&#8217;accordo sull\u2019Europa, con la Merkel, programmaticamente agnostica come sempre, che lo ha fatto passare invariato. La speranza, tuttavia, che questo avrebbe generato entusiasmo tra i membri SPD per Schulz e un&#8217;altra grande coalizione venne presto delusa. Quando Schulz, nel suo discorso alla convention di gennaio, parl\u00f2 ancora una volta di Emmanuel Macron che lo aveva chiamato per chiedere che la formazione del nuovo governo fosse accelerata, i delegati ridevano con disprezzo, con sorpresa dei giornalisti <em>mainstream<\/em> tedeschi di mentalit\u00e0 europea.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1 Herfried M\u00fcnkler, <em>Macht in der Mitte: Die neuen Aufgaben Deutschlands in Europa<\/em> (Hamburg: K\u00f6rber-Stiftung, 2015).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2 Questo \u00e8 stato un secondo tentativo dopo la &#8220;svolta energetica&#8221; (<em>Energiewende<\/em>) in seguito al disastro di Fukushima Daiichi del 2011. Sorprendentemente, nel 2013 questo non \u00e8 stato sufficiente per fare in modo che l&#8217;ala sinistra dei Verdi rinunciasse ai piani per la riforma fiscale come condizione per aderire al governo. Da allora, e per questo motivo, l&#8217;ala centrista dei Verdi ha preso il sopravvento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3 L&#8217;FDP \u00e8 tornato dopo essere quasi scomparso del 2013 quando, in qualit\u00e0 di socio minore della Merkel per quattro anni, ha fallito, al 4.8 percento, nel superare la soglia del 5 percento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4 CDU e CSU sono formalmente due partiti separati. Ma i CSU sono candidati solo in Baviera, e il CDU solo al di fuori della Baviera, il che li rende, nel loro gergo, &#8220;feste gemelle&#8221;. Dagli anni &#8217;50, la CSU ha governato il Land della Baviera, quasi sempre a maggioranza assoluta. In parte ci\u00f2 \u00e8 dovuto alla sua particolare presenza a livello federale, dove rappresenta aggressivamente gli interessi e i sentimenti bavaresi, se necessario, in conflitto con la CDU. In effetti, questo partito contiene tutte le tendenze separatiste che possono ancora esistere in Baviera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5 Dei 399 voti combinati di CDU \/ CSU e SPD,la Merkel ha ricevuto 364 voti, una differenza di 35 e solo 9 in pi\u00f9 del necessario per la maggioranza assoluta richiesta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6 Leon N. Lindberg and Stuart A. Scheingold, <em>Europe\u2019s Would-Be Polity: Patterns of Change in the European Community<\/em> (Englewood Cliffs, N.J.: Prentice-Hall, 1970).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">7 Qualsiasi distinzione tra Europa, continente e &#8220;Europa&#8221; come forma idealizzata dell&#8217;Unione europea \u00e8 qualcosa che gli appassionati di quest&#8217;ultima fanno tutto ci\u00f2 che possono per offuscare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">8 Alan Milward, <em>The European Rescue of the Nation-State<\/em> (London: Routledge, 1992).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">9 Fritz W. Scharpf, \u201cForced Structural Convergence in the Eurozone\u2014Or a Differentiated European Monetary Community,\u201d MPIfG Discussion Paper 16\/15, Max Planck Institute for the Study of Societies, Cologne (2016).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">10 Sotto questo aspetto, se non altro, la politica interna tedesca assomiglia a quella di un paese (potenzialmente) egemonico. Lo stesso vale, ovviamente, per la Francia &#8211; solo che i francesi immaginano gli interessi europei come identici agli interessi francesi, mentre i tedeschi immaginano che gli interessi europei negano o superano tutti gli interessi nazionali, compresi quelli tedeschi. Finch\u00e9 entrambe le parti si astengono con tatto dal sollevare la questione, i due concetti possono coesistere pi\u00f9 o meno comodamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">11 Su questa e la successiva campagna elettorale, vedi Markus Feldenkirchen, <em>Die Schulz-Story: Ein Jahr zwischen H\u00f6henflug und Absturz<\/em> (M\u00fcnchen: Deutsche Verlags-Anstalt, 2018).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">12 Si noti che Macron avrebbe dichiarato prima delle elezioni che &#8220;se l&#8217;FDP entrer\u00e0 nel governo tedesco, sar\u00f2 morto&#8221;. Di pi\u00f9 su questo di seguito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">13 Entrambi avevano lavorato duramente tutto l&#8217;anno per migliorare la propria immagine incontrando Macron e occasionalmente pranzando con il filosofo J\u00fcrgen Habermas, almeno una volta insieme allo stesso Macron. Gabriel arriv\u00f2 a dichiarare Macron un socialdemocratico e Habermas fece sapere che Macron stava per abolire &#8220;la tragica divisione tra destra e sinistra nella politica francese&#8221;. Quando l&#8217;SPD si stava preparando a scartare Gabriel come ministro degli Esteri, Habermas ha chiesto in un articolo di un settimanale, Die Zeit, di essere trattenuto in carica, a causa del suo europeismo visionario. Sulle buffonate di Gabriel vedi Feldenkirchen, <em>Die Schulz-Story<\/em> (2018).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/?fbclid=IwAR2CgMzMynQpcSBY7G0gRwwJcpRvohMeJjP7lrO3vdP3Ple_Nc6VgrVqkRc\">Qui<\/a> la versione originale dell&#8217;articolo<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di WOLFGANG STREECK Traduzione a cura di Massimiliano Sist (FSI Latina) &nbsp; Introduzione L&#8217;Europa organizzata, o disorganizzata, nell&#8217;Unione europea (UE), \u00e8 una strana bestia politica. Consiste, in primo luogo, nelle politiche interne dei suoi stati membri che, nel tempo, si sono profondamente intrecciate. In secondo luogo, gli stati membri, che sono ancora Stati sovrani, perseguono interessi definiti a livello di singola nazione attraverso le politiche estere, ancora nazionali, all&#8217;interno di relazioni internazionali intraeuropee. Qui, in&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":68,"featured_media":46287,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[5101],"tags":[5525,227,133,134,5673,3069,135],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/merkel.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-c2y","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46286"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/68"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=46286"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46286\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":46318,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46286\/revisions\/46318"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/46287"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=46286"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=46286"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=46286"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}