{"id":46324,"date":"2018-11-28T09:30:40","date_gmt":"2018-11-28T08:30:40","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46324"},"modified":"2018-11-27T14:33:27","modified_gmt":"2018-11-27T13:33:27","slug":"dissoluzione-del-linguaggio-e-della-comunita-lateismo-del-capitalismo-assoluto-in-preve","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46324","title":{"rendered":"La falsa sfida di Lega&#038;Cinquestelle all&#8217;Unione europea E la vera sfida da lanciare al governo, all&#8217;Ue e ai &#8220;mercati&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>SINISTRA IN RETE (Cuneo Rosso)<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories7\/shutterstock_102405310_custom_0.jpg\" alt=\"shutterstock 102405310 custom 0\" width=\"300\" height=\"231\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci siamo: la Commissione europea boccia la finanziaria del governo Salvini\/Di Maio e i due demagoghi a pettinfuori (o quasi) giurano: non retrocediamo di un millimetro. Su tutto possiamo transigere, sulla difesa dei poveri e dei pensionandi no. Prima i proletari! Salvini-Di Maio\/Lega-Cinquestelle in armi contro la perfida UE, dunque. Avanti fino in fondo, sia quel che sia. E boia chi molla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Che c&#8217;\u00e8 di vero in questa sceneggiata\u00a0<\/b><b>meneghino\/napoletana?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per l&#8217;essenziale, nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1) il Fiscal Compact, il patto strangolatorio inserito in Costituzione che impone il pareggio di bilancio e il dimezzamento del debito di stato, <i>non viene in alcun modo<\/i> <i>messo in discussione.<\/i> Anzi non viene neppure nominato;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2) perch\u00e9 il Def (Documento di economia e finanza) del governo in carica garantisce per i prossimi anni l&#8217;avanzo primario; garantisce cio\u00e8, <i>al pari dei precedenti governi<\/i>, che lo stato spender\u00e0 meno di quanto incasser\u00e0. E lo far\u00e0 per tutelare al meglio i suoi grandi creditori-piranha (quest&#8217;anno incassano 62 miliardi di interessi), cio\u00e8 proprio i famigerati mercati e\/o investitori, quelli di cui i &#8220;nemici&#8221; Juncker e Moscovici sono portaborse e portavoce;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3) perch\u00e9 lo stesso Def &#8220;sovranista&#8221; prevede, <i>esattamente come impongono le regole<\/i> <i>europee<\/i>, la riduzione progressiva del deficit annuale: 2,4% nel 2019, 2,1% nel 2020, 1,8% nel 2021. Con tanto di rassicurazioni da parte dei suddetti guerrieri di cartapesta che l&#8217;obiettivo \u00e8 comunque quello di ridurre l&#8217;indebitamento statale nell&#8217;arco del triennio (da non dimenticare che i 5S si sono impegnati ad abbatterlo dal 130% al 90% del pil in due legislature, con tagli da 800 miliardi di euro);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">4) perch\u00e9 nel Def \u00e8 stata inserita una <i>clausola di salvaguardia<\/i>, che obbliga il governo a intervenire nel corso del 2019 se, com&#8217;\u00e8 certo, non saranno rispettate le previsioni fatte e il deficit crescer\u00e0 pi\u00f9 del previsto. Ad intervenire con una manovra correttiva composta di nuove tasse (ad esempio l&#8217;aumento dell&#8217;Iva caro a Tria, e solo rinviato) e nuovi tagli al welfare (<i>Libero <\/i>del 15 novembre ipotizza addirittura un&#8217;altra &#8220;riforma&#8221; pensionistica pi\u00f9 dura della odiosa Fornero);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">5) perch\u00e9 si mette in cantiere una nuova megasvendita dei beni immobili di propriet\u00e0 statale per l&#8217;ammontare di 18 miliardi di euro &#8211; la cifra \u00e8 esagerata, l&#8217;intenzione per\u00f2 \u00e8 reale. Ancora privatizzazioni, quindi, <i>come impongono le direttive europee<\/i> agli stati pi\u00f9 indebitati. In ballo ci sono, oltre migliaia di immobili, terreni, spiagge, anche quote di Cdp, Poste, Ferrovie, Finmeccanica-Leonardo, Rai, Poligrafico, etc. In ogni caso, nuovi lucrosissimi affari in vista per i fondi di investimento, le banche e i grossi capitali esteri (a proposito di &#8220;sovranit\u00e0&#8221;&#8230;) ed interni;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">6) perch\u00e9 sulla scia dei vari Letta, Renzi e Gentiloni, che ottennero una flessibilit\u00e0 di 40 miliardi, anche gli attuali governanti pregano l&#8217;UE di considerare fuori deficit i 3,5 miliardi per gli interventi legati alle calamit\u00e0 naturali;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">7) perch\u00e9 contestualmente al varo del Def, il governo lega-stellato annuncia, con il suo socio di maggioranza Salvini, che <i>tutte<\/i> le &#8220;grandi opere&#8221; infrastrutturali messe in cantiere dai precedenti governi <i>d&#8217;accordo con l&#8217;Europa<\/i>, si faranno, e che si faranno anche una caterva di inceneritori: altri affaroni per le mega-imprese italiane ed estere, e per la criminalit\u00e0 organizzata (l&#8217;ha detto Di Maio, e una volta tanto gli \u00e8 scappato di dire il vero).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Il &#8220;modello di societ\u00e0&#8221; legastellato<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, il Def e il governo Lega-Cinquestelle non rompono affatto con la logica del neo-liberismo a cui \u00e8 ferreamente legata l&#8217;UE; tanto meno rompono con i meccanismi di funzionamento fondamentali della societ\u00e0 capitalistica di cui la Commissione di Bruxelles \u00e8 il presidio istituzionale &#8211; a cominciare dallo sfruttamento intensivo e dalla precarizzazione della forza-lavoro. La loro &#8220;sfida&#8221; si riduce a qualche modesta misura di provvisorio tampone del malessere sociale prodotto da decenni di politiche di sacrifici imposti ai lavoratori; misura pagata &#8211; lo vedremo &#8211; dalla classe lavoratrice nel suo insieme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sostiene invece Jacques Sapir, uno dei guru dei &#8220;sovranisti&#8221;, che l&#8217;attuale confronto tra la Commissione europea e il governo italiano \u00e8 qualcosa di molto serio: non \u00e8 &#8220;un dibattito su cifre o percentuali&#8221;, bens\u00ec &#8220;un dibattito fondamentale per determinare <i>in che societ\u00e0 vogliamo vivere<\/i>&#8220;. Bum! Nel chiacchiericcio del momento su sovranit\u00e0 e sovranismi alimentato dallo stesso Sapir e da altri dotti fessi o fessi dotti del suo genere (fate voi), nel frastuono che ne deriva, si fa fatica a restare sul <i>terreno dei fatti <\/i>che rimane comunque, per noi, il terreno decisivo. Se ci atteniamo ai fatti, nulla, proprio nulla, dei pilastri della legislazione anti-operaia degli ultimi 40 anni \u00e8 stato toccato in questi mesi, n\u00e9 verr\u00e0 toccato in futuro, dall&#8217;alleanza Lega-Cinquestelle: dalla soppressione della scala mobile al Jobs Act. Il tipo di societ\u00e0 in cui vogliono vivere i Salvini&amp;Di Maio non differisce da quella esistente oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al contrario, le misure fiscali prese nel Def con le quali si privilegiano le partite Iva, le piccole imprese, le start-up innovative (mentre c&#8217;\u00e8 qualche piccola riduzione degli incentivi per le grandi imprese), confermano e perfino radicalizzano la scelta di fondo compiuta nei decenni passati dai governi di centro-destra (di cui la Lega era parte) e di centro-sinistra: il <i>modello di societ\u00e0 <\/i>ultra-capitalistica dell&#8217;asse Lega-Cinquestelle <i>punta sulla piccola<\/i>&#8211;<i>media impresa<\/i>, in specie su quella<i> esportatrice. <\/i>Punta quindi sull&#8217;<i>ulteriore abbassamento del costo medio della<\/i> <i>forza-lavoro, diretto e indiretto, e sulla scomparsa della conflittualit\u00e0 sui luoghi di lavoro e di ogni forma di organizzazione sindacale. <\/i>In modo implicito ma chiaro, Lega&amp;Cinquestelle hanno preso atto del ridimensionamento del capitalismo nazionale nel mercato mondiale avvenuto dai primi anni &#8217;90 in poi, e ritagliano per l&#8217;azienda-Italia un ruolo in cui gli investimenti e l&#8217;innovazione tecnologica avranno una parte di secondo piano rispetto allo schiacciamento sempre pi\u00f9 feroce della forza-lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 proprio a questo che serve l&#8217;aggressione ai rifugiati, ai richiedenti asilo, ai proletari immigrati incarnata dal decreto-Salvini. Un decreto che <i>si sposa totalmente con le direttive europee in materia<\/i>, confermando il ruolo dell&#8217;Italia come avanguardia del razzismo di stato europeo, assunto con la Bossi-Fini che anticip\u00f2 l&#8217;inasprimento delle politiche migratorie dell&#8217;intera Unione dopo il 2001. Per questa ragione slegare il Def dal decreto-Salvini \u00e8 da galoppini, volontari o no, del governo Conte. O da esperti settoriali che, avendo i paraocchi tipici degli &#8220;specialisti&#8221;, analizzano la politica del governo a spicchi, anziche come un tutto unitario quale in effetti \u00e8. E non riescono a vedere che il decreto-Salvini con i suoi dispositivi finalizzati a produrre immigrati irregolari e a stroncare le lotte, \u00e8 inseparabile dal Def e viceversa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Redistribuzione? No,\u00a0<\/b><b>\u00e8<\/b><b> una partita di giro<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto allo sbandierato reddito di cittadinanza, hanno detto bene G. Commisso e G. Sivini: tanto rumore per poi finire con l&#8217;adottare, riveduto in peggio per\u00f2, il sistema Hartz-IV. Infatti verr\u00e0 introdotto un armamentario di norme che servir\u00e0 ad <i>allargare l&#8217;area del lavoro<\/i> <i>sotto-pagato e\/o totalmente gratuito<\/i> (vedi le 8 ore obbligatorie alla settimana per i comuni). E servir\u00e0 anche a <i>ricattare i disoccupati pi\u00f9 deprivati<\/i> che non potranno rifiutare pi\u00f9 di tre lavoretti, avendo poi l&#8217;obbligo di cercare attivamente il lavoro per almeno due ore al giorno. Di pi\u00f9: se il burattino del padronato Renzi ha abolito anche formalmente, con l&#8217;art. 18, la giusta causa per i licenziamenti padronali, il suo degno erede Di Maio vuole introdurre la seguente clausola contro i proletari in gravi difficolt\u00e0 di sopravvivenza: perde il reddito di cittadinanza il salariato che &#8220;a seguito di impiego o reimpiego receda <i>senza giusta<\/i> <i>causa dal contratto di lavoro<\/i>, per due volte nel corso dell&#8217;anno solare&#8221; (cfr. www.money.it\/reddito-cittadinanza-come-funziona-date-importi). Dunque, ai lavoratori poveri con reddito di sudditanza sar\u00e0 concesso di &#8220;auto-licenziarsi&#8221; solo per giusta causa. Se questo non \u00e8 il pi\u00f9 abietto ordoliberismo europeista declinato al ribasso, diteci cos&#8217;\u00e8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;impianto grillino di questa misura \u00e8 poliziesco\/repressivo, da <i>sorvegliare-e-punire<\/i>: ricordate la minaccia dei 6 anni di carcere fatta da Di Maio per abusi in materia di reddito di sudditanza e le sanzioni per le spese &#8220;immorali&#8221;? ricordate l&#8217;assicurazione della Castelli: &#8220;incroceremo le banche dati per impedire truffe&#8221;? Su un impianto del genere, per i marpioni della Lega \u00e8 stato un gioco da ragazzi inserirsi per delineare le ancora fumosissime modalit\u00e0 di erogazione. Ed ecco Salvini proporre di conformarlo al reddito di autonomia della Lombardia che a suo dire &#8220;funziona bene&#8221; &#8211; 1.800 euro per 6 mesi da spendere in corsi di formazione, per i disoccupati da almeno 3 anni, privi di altra integrazione. Ma arrivati a questo punto, ha glossato il suo amico Siri, quello che ha al suo attivo una bancarotta fraudolenta, \u00e8 meglio darlo direttamente alle imprese, che le truffe non sanno neppure dove stanno di casa, cos\u00ec si pu\u00f2 essere certi che non sar\u00e0 sprecato in videogiochi, sigarette elettroniche, coca cola, o divani su cui stravaccarsi, etc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla edizione italiana di <i>Jacobin<\/i>, che a prima vista ci pare alquanto girondina, D. Corradi e M. Bertorello vedono nel Def alcuni aspetti di redistribuzione del reddito (dal capitale al lavoro). Non siamo d&#8217;accordo. Perch\u00e9 se assommiamo i molteplici condoni fiscali (che non beneficiano di certo i proletari), le agevolazioni fiscali per le imprese che investono in ricerca e\/o assumono a tempo indeterminato, un primo assaggio di flat tax, la cedolare secca per le locazioni commerciali e industriali, non ci pare proprio che il carico fiscale <i>complessivo<\/i> sul capitale (grande, medio e piccolo) crescer\u00e0, nonostante la soppressione dell&#8217;Ace (se davvero rester\u00e0). Tutt&#8217;al pi\u00f9 ci sono maggiori vantaggi per le piccole-medie imprese che per le grandi, le quali per\u00f2 si sono abboffate per decenni. La spesa per il reddito di sudditanza verr\u00e0 fuori, quindi, da <i>una partita di giro interna alla classe lavoratrice<\/i>, sar\u00e0 sottratta dalla quota complessiva del prodotto globale che va alla classe lavoratrice nel suo complesso. Misuriamone anzitutto l&#8217;esatto importo, ammesso che resti tale: si tratta di 9 miliardi di euro come sparano i professionisti delle <i>fake news<\/i> al potere? No. Perch\u00e9 bisogna sottrarre i 2,5 miliardi del Rei (il reddito di inclusione) e 1,5 miliardi della Naspi (l&#8217;indennit\u00e0 di disoccupazione). Si tratta perci\u00f2 di 5 miliardi nuovi, il resto \u00e8 gi\u00e0 nel bilancio per decisione dei governi precedenti. Dai 5 miliardi va detratta la quota, presumibilmente non piccola, che andr\u00e0 nelle tasche di tanti piccoli accumulatori che sono evasori totali &#8211; l&#8217;allarme l&#8217;hanno lanciato non i soliti tagliatori Boeri o Cottarelli, bens\u00ec il sindaco di Crotone, facendosi forse un autogoal nell&#8217;indicare un problema vero. L&#8217;Italia infatti \u00e8 l&#8217;unico paese in cui &#8211; a stare alla dichiarazione dei redditi &#8211; gli operai hanno un reddito pi\u00f9 alto degli imprenditori. Ovunque, e massimamente al Sud.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbene, l&#8217;autorizzazione contenuta nel Def Lega-Cinquestelle ad accrescere i tributi locali, che sono i meno progressivi di tutti, si manger\u00e0 ampiamente questa cifra (i 5 miliardi scarsi). I tributi locali erano nel 1975 appena lo 0,9% del carico fiscale totale; sono cresciuti al 5,4% nel 1995, per poi esplodere fino al 16,5% nel 2014. Un percorso inverso a quello seguito dalle tasse incamerate dal governo centrale scese dal 62,7% del 2005 al 53,4% nel 2015 (<i>il sole 24 ore<\/i>, 30 novembre 2016). Si tratta della normale conseguenza del federalismo fiscale che comporta, attraverso i tributi locali, un aggravio fiscale sui lavoratori salariati. I tributi locali erano rimasti fermi per un triennio; il governo Conte ne ha deciso lo sblocco, ed \u00e8 parecchio curioso che i commentatori di Jacobin analizzino il Def e i suoi effetti senza tener conto di questo &#8220;particolare&#8221;, che incider\u00e0, e come, sui bilanci delle lavoratrici e dei lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto alla quota 100 per andare in pensione, staremo a vedere come andr\u00e0 a finire. Difficile che con le penalizzazioni previste (dal 5 al 34%) risulti appetibile agli operai comuni. \u00c8 molto pi\u00f9 probabile che lo sia invece per i dipendenti statali o para-statali con stipendi medio-alti (i medici delle Asl, per esempio). Di sicuro non dispiace a un certo numero di industriali che contano di disfarsi di dipendenti anziani con vecchi contratti collettivi di lavoro e produttivit\u00e0 declinante per soppiantarli con stagisti o precari da superspremere e sottopagare. Una sostituzione che <i>riduce<\/i> comunque la massa totale dei salari operai a favore della massa totale dei profitti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando parliamo di partita di giro, intendiamo dire che un certo numero di proletari\/e in condizioni di povert\u00e0 (vedremo quanti) ricever\u00e0 qualche modesta integrazione, molto condizionata e molto condizionante, del proprio magrissimo reddito; alcune decine di migliaia di operai logorati dallo sfruttamento padronale potranno anticipare la loro meritatissima pensione (con una decurtazione della stessa); ma la copertura delle relative spese statali sar\u00e0 comunque a carico della classe lavoratrice <i>nel suo insieme<\/i>, della <i>massa totale dei salari, diretti e indiretti<\/i> poich\u00e9 il governo non ha accresciuto il prelievo sul capitale. Anzi, il dono alle partite IVA e i con-doni per gli accumulatori evasori seriali sono anticipi di futuri abbattimenti di tasse generalizzati per questa platea di non proletari, molto spesso aggressivamente anti-proletari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E scommettiamo che nel passaggio in parlamento le lobbies dei grandi padroni, delle banche, delle assicurazioni sapranno ungere le ruote giuste per ottenere parte almeno dei &#8220;miglioramenti&#8221; che vogliono. Sentite cosa dice uno dei due demagoghi: &#8220;siamo pronti a dismissioni di immobili (&#8230;), siamo pronti a maggiori tagli agli sprechi, siamo eventualmente anche pronti a clausole di salvaguardia che mettano al riparo dallo sforamento del deficit. (&#8230;) Noi con la nostra ricetta stiamo cercando di andare incontro a quello che Draghi vuole come obiettivo: se riusciamo a abbassare il debito, riusciremo anche a tranquillizzare i mercati&#8221; (intervista di Di Maio al <i>Corriere della sera<\/i>, 18 novembre). Fin qui le parole, seguiranno i fatti. Si \u00e8 gi\u00e0 visto cos&#8217;\u00e8 diventato, per strada, il celebre decreto-dignit\u00e0 che doveva incenerire il Jobs Act e ridare dignit\u00e0 ai lavoratori (!?) &#8211; a proposito, qualcuno se lo ricorda pi\u00f9?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Ma allora, perch\u00e9 tutto questo casino?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se le cose stanno cos\u00ec, viene da chiedersi perch\u00e9 mai il FMI, la BCE, la Commissione europea, la ventina di banche e fondi di investimento che comandano sullo spread (insieme a Draghi), le agenzie di rating statunitensi, la Confindustria, Macron, il governo olandese, gli amici di Salvini Orban e Kurz, etc., abbiano inviato a Roma una serie di minacce, moniti e consigli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La preoccupazione che unisce questi circoli e funzionari del capitale \u00e8 la seguente: l&#8217;economia mondiale \u00e8 seduta su un campo minato di bombe disseminate ovunque e pronte ad esplodere a catena &#8211; i segni che vengono da almeno un mese da Wall Street, e proprio dalle regine del web (Google, Facebook, Apple), sono inequivocabili. Il debito di stato italiano \u00e8 una di queste bombe. La situazione generale globale \u00e8 cos\u00ec critica che pu\u00f2 bastare una manovra speculativa di una qualche entit\u00e0 sull&#8217;Italia per provocare una sequenza incontrollabile di reazioni tali da precipitare il mondo, che gi\u00e0 soffre di una gigantesca sovrapproduzione nascosta, in una recessione globale pi\u00f9 devastante di quella del 2008-2009. Per cercare di evitarlo, la ricetta quasi-universale \u00e8 comprimere, comprimere, comprimere il valore e i diritti democratici della forza-lavoro. In questo modo, \u00e8 fuori dubbio, si accresce la sovrapproduzione, che si pu\u00f2 tentare, per\u00f2, di tamponare con l&#8217;indebitamento privato, utile anche ad incatenare i salariati a una fatica crescente. Gli apprendisti stregoni si ingegnano a rinviare lo <i>show down<\/i>, non disponendo di altre soluzioni ai propri guai. Queste sono le leggi, <i>sovrane<\/i> (qui il termine \u00e8 appropriato) e cieche, di funzionamento antagonistico del capitalismo. Leggi che non \u00e8 dato cambiare con decisioni politiche, pure se portano con certezza matematica al caos generalizzato. Che \u00e8 sempre pi\u00f9 dietro l&#8217;angolo. Dunque il governo Lega-Cinquestelle deve stare molto attento a non essere l&#8217;innesco dell&#8217;esplosione a catena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fin qui la preoccupazione comune dei pescecani sopra elencati. Siamo tuttavia ben lontani da un assedio globale al farlocco &#8220;sovranismo&#8221; del duo Salvini-Di Maio per la loro difesa intransigente del &#8220;popolo italiano&#8221;. Dalla Russia e dalla Cina sono arrivate aperture di credito, e caute disponibilit\u00e0 ad acquistare un po&#8217; di Bot (ma non certo per perderci). Da Washington, che conta ancora qualcosa nel mondo, giusto?, n\u00e9 minacce, n\u00e9 moniti, n\u00e9 consigli. Al contrario, un incoraggiamento. E un premio speciale: essere esentati per 6 mesi dalle sanzioni contro l&#8217;Iran. Forse l&#8217;amministrazione Trump \u00e8 intervenuta anche sulle corrottissime agenzie di rating yankee perch\u00e9 non calcassero troppo la mano con gli <i>Italian good boys <\/i>dal momento che per Trump, Bannon e i sagaci ministri di Goldman Sachs sono un utile grimaldello per logorare e scassare l&#8217;UE. A tutt&#8217;oggi pure i padroni dello spread hanno agito con una certa moderazione. L&#8217;impennata vorticosa dello spread a 400 punti e oltre, invocata a gran voce da <i>Repubblica<\/i>, dal Pd e da Forza Italia, non c&#8217;\u00e8 stata. Non c&#8217;\u00e8 stata grazie anche alla posizione presa dalla BCE, dove Draghi sta dando un buon aiuto al governo italiano con il prospettare la continuazione del QE. Quanto al padronato di Confindustria, ha alternato aperture a posizioni pi\u00f9 dure delle strutture provinciali del Nord che temono la rottura con il nucleo forte dell&#8217;UE dove esportano le loro merci. Una rottura che gli industriali del Nord Est non vogliono, ma potrebbe avvenire per effetto di processi che sfuggono di mano a chi li ha attivati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, c&#8217;\u00e8 tensione tra Roma e la Commissione europea, in particolare con alcuni suoi membri. Ad esempio l&#8217;Austria del governo &#8220;sovranista&#8221; e fascisteggiante di Kurz \u00e8 in prima fila nel chiedere sanzioni all&#8217;Italia perch\u00e9 aspira, nel caso il caos aumenti, a rimettere le mani sul Trentino-Alto Adige, mentre manovra per portare in Carinzia, con offerte di agevolazioni fiscali da sballo, intere fette dell&#8217;apparato produttivo del Nord Est. L&#8217;Olanda, che insieme al Lussemburgo \u00e8 il paradiso fiscale n. 1 in Europa (\u00e8 l\u00ec che la Exor della famiglia Agnelli ha trasferito la sua sede legale e fiscale), non intende permettere a Roma di contenderle tale primato facendo deficit. La Parigi di Macron, della Total, di Axa e Soci\u00e9t\u00e9 G\u00e9n\u00e9rale ha ingaggiato una lotta a coltello con l&#8217;Italia e l&#8217;Eni per il controllo della Libia e altri grandissimi affari di petrolio, e sogna, accrescendo la destabilizzazione della situazione italiana, di arraffare Mediobanca e, soprattutto, Generali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un&#8217;Europa in stagnazione, in continua perdita di colpi e di spazi sul mercato mondiale, in un&#8217;Europa che nonostante tutto continua a essere <i>una giungla di<\/i> <i>nazionalismi<\/i>, sono in molti a giocare contro il governo Lega-Cinquestelle. Ma l&#8217;oggetto del contendere non \u00e8 lo scontro tra differenti politiche economiche, ordoliberismo contro keynesismo, e meno ancora tra amici dei padroni (la UE) e amici dei lavoratori (i fasciostellati): \u00e8 tra interessi nazionali (dei rispettivi capitali nazionali) e delle grosse imprese\/banche che sono divergenti e sempre pi\u00f9 difficili da conciliare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se la Commissione di Bruxelles sanziona l&#8217;Italia dopo aver socchiuso gli occhi su simili violazioni da parte di Germania e Francia, \u00e8 solo perch\u00e9 prevale al suo interno l&#8217;interesse di pi\u00f9 paesi a creare tensioni in Italia. Noi &#8220;<i>lavoriamo affinch\u00e9 ci sia pace sociale nella societ\u00e0<\/i>&#8220;, sostiene Di Maio nella sua intervista al <i>Corriere. <\/i>Lo dice in riferimento al vasto e profondo malcontento sociale che si \u00e8 accumulato per decenni tra i proletari e in vaste aree dei ceti medi, e ne teme la possibile reazione nel caso in cui i due pilastri del successo grillo-leghista, reddito di sudditanza e superamento della Fornero, dovessero crollare. Ma l&#8217;identico problema, impedire che esploda lo scontento sociale diffuso ovunque e in via di acutizzazione (vedi Francia), turba i sonni degli altri governi europei. Quindi: mors tua, vita mea. La regola vale pure per i cosiddetti &#8220;sovranisti&#8221;. Orban non accetta un solo immigrato approdato in Italia. Kurz strepita perch\u00e9 l&#8217;Italia venga punita (a vantaggio dell&#8217;Austria). Le Pen e Melenchon abbozzano ma &#8211; sia chiaro &#8211; in nome della Francia-prima-di-tutto, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>N\u00e9 &#8220;sovranismo&#8221;, n\u00e9 europeismo&#8230;<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma ai due demagoghi professionali (Salvini fa politica di mestiere da trenta anni trenta, Di Maio \u00e8 il figlioccio di un demagogo professionista quale Grillo, e pure lui non ha fatto altro nella vita) strepitare contro l&#8217;UE serve da un lato a difendere gli interessi del capitalismo italiano, dall&#8217;altro ad attribuire a nemici esterni la colpa per il mancato miglioramento della situazione degli &#8220;strati popolari&#8221; che li hanno investiti di fiducia. Per i lavoratori, invece, questo &#8220;sovranismo&#8221; da pagliacci \u00e8 insieme <i>truffa<\/i> e <i>veleno<\/i>. Perch\u00e9 truffa ci sembra di averlo spiegato. Ma anche veleno perch\u00e9 serve esclusivamente a scatenare ostilit\u00e0 tra proletari autoctoni e immigrati, tra proletari italiani e proletari degli altri paesi europei, mentre abbiamo interesse ad unirci, per <i>lottare insieme<\/i> contro gli sfruttatori nazionali, la BCE, la Commissione UE, il FMI e quant&#8217;altri succhiano il nostro sangue. L&#8217;investitura di fiducia (in prevalenza passiva) data da molti proletari ai Salvini e ai Di Maio per la giusta disillusione verso tutti gli altri, e anzitutto verso il Pd, \u00e8 mal posta. Il loro finto &#8220;sovranismo&#8221; gli far\u00e0 solo del male. \u00c8 il caso di rottamarlo il prima possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rottamarlo sia nelle versioni di destra che in quelle di sinistra. Abbiamo ascoltato la registrazione dell&#8217;intervento di Sapelli, un altro guru dei &#8220;sovranisti&#8221; nostrani, al convegno milanese di Patria&amp;Costituzione dell&#8217;ex-Pd Fassina. Sembrava di stare negli anni &#8217;50 del secolo scorso. Ah, quanto \u00e8 stata grave la perdita del Pci. Ah, quanto \u00e8 attuale la politica di Togliatti e Amendola di blocco tra classe operaia e piccole-medie imprese. Ah, quanto sarebbe da recuperare il concetto rivoluzionario di patria. Peccato che il corso storico del capitalismo abbia spianato in Europa i partiti riformisti a base operaia ovunque; che la politica di Togliatti e Amendola abbia contribuito a questo risultato; che le basi di un &#8220;nuovo compromesso&#8221; tra capitale e lavoro in Europa, e in specie in Italia, siano venute meno per la concorrenza spietata degli Stati Uniti e per l&#8217;avanzata travolgente della Cina e dei nuovi capitalismi; che siamo entrati da decenni nell&#8217;era del capitale finanziario globale al cui feroce dominio non si pu\u00f2 sfuggire creandosi un cantuccio protetto, da cosa poi, da barriere doganali? Il passato totalmente idealizzato da Sapelli e altri minori di lui, <i>non pu\u00f2 tornare<\/i>, non torner\u00e0. Il terreno dello scontro tra capitale e lavoro \u00e8 pi\u00f9 che mai internazionalizzato, e lungi dall&#8217;essere alla vigilia di un nuovo spettacolare &#8220;miracolo economico&#8221;, siamo dentro la pi\u00f9 profonda e sconvolgente crisi dell&#8217;intera storia del capitalismo, che un po&#8217; alla volta sta erodendo le basi anche del &#8220;miracolo cinese&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto basterebbe vedere come sta affondando nel caos e nel ridicolo quella Brexit che, a stare ai suoi promotori, doveva riportare Londra ai fasti dell&#8217;impero coloniale. E si ritrova invece con ministri dimissionari o in lacrime, furiosi accoltellamenti nel partito conservatore, rinnovate pulsioni separatiste di Scozia e Irlanda del Nord, pil ai minimi in Europa, il crollo della sterlina, banche che traslocano a Francoforte, famosi atenei che temono perdite miliardarie, gente comune che comincia a fare scorta di medicinali, cibo, carburanti, con gli infermieri che scarseggiano a causa della stretta sull&#8217;immigrazione e la Spagna che s&#8217;impunta su Gibilterra. Ovviamente, \u00e8 ci\u00f2 che pi\u00f9 ci interessa, dei formidabili benefici promessi ai lavoratori britannici non si vede neppure l&#8217;ombra. \u00c8 stata <i>una truffa in<\/i> <i>piena regola<\/i>, come avevamo predetto. E sembra che settori di lavoratori se ne stiano rendendo conto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ripudiare allora il sovranismo per una qualche forma di europeismo? Un europeismo che abbia nel suo programma di democratizzare l&#8217;Europa, di trasformare l&#8217;autocratica e autoritaria Europa germano-centrica delle banche e delle super-burocrazie in una Europa dei popoli, rappresentativa, partecipata, federale, portatrice al mondo di un &#8220;New Deal internazionalista&#8221;, capace di generare dalla propria testa, come Minerva, una nuova &#8220;Primavera europea&#8221;, l&#8217;Europa mitica che \u00e8 nei sogni di Varoufakis e De Magistris? Neanche per idea. Si tratta solo di illusioni senza sostanza e senza futuro, gi\u00e0 bruciate dalla storia <i>reale<\/i> della costruzione europea degli ultimi 70 anni, andata non per caso nella direzione diametralmente opposta, e dalla storia del tardo-capitalismo <i>reale <\/i>che prepara e annuncia catastrofi, altro che primavere!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8230;<b>internazionalismo di lotta!<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto della storia dell&#8217;Europa e del mondo capitalistico la sola primavera possibile \u00e8 quella della <i>rivoluzione sociale anti-capitalista <\/i>che sradichi i molteplici antagonismi di cui si nutre il capitale: l&#8217;antagonismo capitale-lavoro, capitale-natura, capitale-genere femminile, capitale imperialista-supersfruttati di colore. E la sola via che pu\u00f2 realmente farci incamminare in questa direzione e uscire dall&#8217;interminabile tunnel dei sacrifici \u00e8 quella della <i>lotta<\/i>: la lotta contro il governo Lega-Cinquestelle, contro l&#8217;Unione europea e contro i &#8220;mercati globali&#8221; <i>incardinata nella prospettiva dell&#8217;internazionalismo proletario<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fantasie? Ai nostri critici &#8220;sovranisti&#8221; a cui questa prospettiva appare come qualcosa di idealistico, di astratto, obiettiamo: orbi, non vedete che sono gi\u00e0 iniziati gli scioperi internazionali dei lavoratori di Amazon, di Ryanair, di Google? non vedete che da due anni esiste un movimento internazionale delle donne partito dalle due Americhe? non vedete come si \u00e8 internazionalizzata la marcia dei coraggiosi emigranti centro-americani che sta ora sfidando la fortezza di Trump? non vedete che in Italia il pi\u00f9 energico movimento di lotta, quello dei proletari della logistica stretti intorno al SI Cobas, \u00e8 internazionale gi\u00e0 nella sua stessa composizione e sempre pi\u00f9 si sta proiettando verso iniziative internazionaliste? non vi dice nulla che sei-sette anni fa, istintivamente, le masse oppresse del mondo arabo cercarono di muoversi insieme all&#8217;unisono contro i propri tiranni interni sostenuti dai satrapi del capitale globale, perch\u00e9 solo su questa grande scala possono avere chance di vittoria? e c&#8217;\u00e8 forse una soluzione che non sia globale al precipitoso degrado dell&#8217;ambiente? si pu\u00f2 fermare il montante militarismo altro che con una battaglia internazionalista delle classi sfruttate contro il montante pericolo di una nuova spaventosa cerneficina mondiale?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venendo all&#8217;Europa di Bruxelles e alle sue pluridecennali politiche anti-operaie, come si fa a non capire che la battaglia per spezzare le catene del Fiscal Compact, del debito di stato, delle politiche di sacrifici senza fine, \u00e8 una battaglia da dare unitariamente come proletari che vivono in Europa? All&#8217;europeismo che, in un modo o nell&#8217;altro, mette in concorrenza e contrappone i proletari dell&#8217;Europa a quelli degli Stati Uniti, della Cina, della Russia; al &#8220;sovranismo&#8221; che scaglia i proletari italiani contro i proletari immigrati, e accentua la loro concorrenza con i proletari delle altre nazioni, in Europa e fuori; opponiamo la prospettiva del <i>fronte unico di lotta degli sfruttati internazionale e internazionalista<\/i> per riconquistare il terreno perduto in termini di salari, orari, diritti, dignit\u00e0, organizzazione della nostra forza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una prospettiva di attesa fin che non si decidono tutti i proletari a partire nello stesso istante con gli orologi sincronizzati? Che obiezione puerile (fu fatta da Cremaschi)! Sosteniamo al contrario che non sar\u00e0 mai troppo presto tornare alla lotta per rompere la pace sociale cara a Salvini\/Di Maio, al padronato italiano e alla UE, per imporre forti aumenti salariali egualitari sganciati dalla produttivit\u00e0 e dalla competitivit\u00e0, per conquistare altrettanto forti riduzioni generalizzate di orario, per tagliare il nodo scorsoio del debito di stato, per rimandare al mittente l&#8217;assalto ai pi\u00f9 elementari diritti strappati con la lotta dalle donne, per segare le spese militari e ritirare tutte le missioni di guerra attive nel mondo, per imporre la sola &#8220;grande opera&#8221; utile alla societ\u00e0, la messa in sicurezza del fragile territorio, e per tutto il resto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualcosa ha iniziato a muoversi dopo la forte manifestazione del 27 ottobre a Roma. Non accontentiamoci di risposte parziali, della sola lotta al razzismo di stato o al ritornante patriarcalismo. Battiamoci per una risposta generale, unitaria all&#8217;intero fronte dei nostri nemici. Che stanno anzitutto lungo l&#8217;asse Roma\/Milano, palazzo Chigi\/Viminale\/Borsa. E poi, certo, a Francoforte, a Bruxelles, a Washington, ovunque ci sono presidii militarizzati del capitale globale (i circoli dominanti di Mosca e Pechino ben inclusi nel mazzo). Una risposta, perci\u00f2, internazionale e internazionalista, che si saldi con le altre spinte di lotta che stanno in pi\u00f9 paesi manifestandosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 questa la vera sfida da lanciare e da vincere!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/europa\/13783-il-cuneo-rosso-la-falsa-sfida-di-lega-cinquestelle-all-unione-europea.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/europa\/13783-il-cuneo-rosso-la-falsa-sfida-di-lega-cinquestelle-all-unione-europea.html<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRA IN RETE (Cuneo Rosso) &nbsp; Ci siamo: la Commissione europea boccia la finanziaria del governo Salvini\/Di Maio e i due demagoghi a pettinfuori (o quasi) giurano: non retrocediamo di un millimetro. Su tutto possiamo transigere, sulla difesa dei poveri e dei pensionandi no. Prima i proletari! Salvini-Di Maio\/Lega-Cinquestelle in armi contro la perfida UE, dunque. Avanti fino in fondo, sia quel che sia. E boia chi molla. 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