{"id":46361,"date":"2018-11-29T10:30:12","date_gmt":"2018-11-29T09:30:12","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46361"},"modified":"2018-11-28T17:57:17","modified_gmt":"2018-11-28T16:57:17","slug":"jean-claude-michea-limpero-del-male-minore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46361","title":{"rendered":"Jean-Claude Mich\u00e8a, \u201cL\u2019impero del male minore\u201d"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>TEMPO FERTILE (Alessandro Visalli)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo importante, ed estremamente denso, <a href=\"https:\/\/amzn.to\/2DUKu4Q\">libro<\/a> di Jean-Claude Mich\u00e9a parte da una conferenza del 2007 e viene portato a compimento nello stesso anno. Si tratta di un insieme di saggi brevi sulla \u201ccivilt\u00e0 liberale\u201d che compiono un esercizio di storia ricostruttiva delle idee strettamente ed indissolubilmente intrecciata ad un giudizio sulla contemporaneit\u00e0. Come pi\u00f9 volte Mich\u00e9a ricorda, nessun autore del XVII secolo, o del XIX, sarebbe d\u2019accordo con questa analisi, la vedrebbe in effetti come una perversione di una teoria che voleva ottenere altro. Ma \u00e8 proprio questo il punto del nostro: la perversione, ovvero gli effetti radicalmente de-socializzanti della forma sociale liberale, \u00e8 nella matrice originaria per come si \u00e8 dispiegata nel suo sviluppo storico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/4.bp.blogspot.com\/-QwaFmPf4LUw\/W_16nT1q8ZI\/AAAAAAABehU\/nQbW187yLG4CQaxfCi1EpNs1B6IngxLXQCLcBGAs\/s1600\/l%2527impero%2Bdel%2Bmale%2Bminore_.jpg\" border=\"0\" data-original-height=\"307\" data-original-width=\"202\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mich\u00e9a definisce il suo lavoro sulla base di una scelta che potrebbe essere intesa come idealista<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, o come anti-materialista: per lui \u00e8 il progetto <em>filosofico<\/em> liberale, scaturito da uno specifico ambiente storico, ad aver portato alla sua \u2018realizzazione logica\u2019, ovvero alla verit\u00e0 secondo il suo concetto, nella societ\u00e0 moderna. E quindi \u00e8 questo ad essere l\u2019agente decisivo del movimento storico che ha trasformato, e continua a trasformare le societ\u00e0, conducendole alla modernit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019economia \u00e8 invece letta da Mich\u00e9a, secondo la lezione di Polanyi<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>, non come fondamento e sfera separata della societ\u00e0, tanto meno dipendente dallo sviluppo della tecnologia o delle \u2018forze produttive\u2019<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>, ma <em>incorporata<\/em> nelle condizioni ideologiche, negli ideali sociali.<\/p>\n<p>Naturalmente la filosofia liberale, nella forma storica che gli \u00e8 stata attribuita originariamente da Adam Smith, Ferguson, Bastiat, Locke, etc., non aveva come <em>intenzione <\/em>di produrre la societ\u00e0 moderna realmente esistente, con tutti i suoi effetti dissolventi il legame sociale e la sua contraddizione interna, ma ne \u00e8 stato <em>l\u2019effetto<\/em> secondo la logica del suo principio<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>. Il liberalismo di cui parla \u00e8, infatti, un ideale politico che rimanda al progetto di una trasformazione radicale dell\u2019ordine umano la cui attuazione necessariamente deve basarsi su precise politiche di governo. Come dir\u00e0 al termine del suo excursus: il liberalismo presume la naturalit\u00e0 della sua antropologia apparentemente minimalista (in realt\u00e0 in-umana), ma in realt\u00e0 deve forzarla attraverso il governo; ovvero attraverso la creazione dell\u2019ambiente sociale nel quale questo \u2018uomo nuovo\u2019 di fatto si crea.<\/p>\n<p>La novit\u00e0 storica del liberalismo \u00e8 di \u201cconsiderare il lavoro di modernizzazione compiuto dalle societ\u00e0 europee come una tappa storicamente necessaria dei progressi della Ragione (o dello \u2018sviluppo delle forze produttive\u2019) e quindi come un movimento ineluttabile e irreversibile al tempo stesso, al quale tutte le altre civilt\u00e0 esistenti non hanno (o non avevano) n\u00e9 il diritto, n\u00e9 il potere di opporsi\u201d (p.21). \u00c8 chiaro che questa concezione si radica profondamente anche nell\u2019invenzione della scienza sperimentale della natura, nella fisica galileiana e nei suoi risultati e nella sua assiomatica<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>.<\/p>\n<p>Il contesto storico nel quale questa <em>potente ideologia<\/em> prende forma \u00e8, come normalmente confermato, il ciclo drammatico di instabilit\u00e0 aperto nella lunga fase di nascita della modernit\u00e0 occidentale e che riassumiamo con il termine di \u2018guerre di religione\u2019<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>. Si tratta di un periodo drammatico, che rende manifesta la distruzione di ogni fiducia e la restrizione solo a \u2018simili\u2019 sempre pi\u00f9 ristretti.<\/p>\n<p>Il liberalismo \u00e8 interamente attraversato da questo potente spirito: <em>il rifiuto del fanatismo religioso e l\u2019aspirazione ad una vita tranquilla. <\/em><\/p>\n<p><em>La soluzione<\/em>, che \u00e8 naturalmente coeva alla presa di centralit\u00e0 di altri ceti e di altre forme sociali, \u00e8 di <em>dirottare le energie verso il lavoro e l\u2019industria<\/em>. Si tratta di una configurazione indissolubilmente politica e psicologica che si connette alla rimozione della morte. Come voleva Lasch<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a> la fiducia nel progresso, che \u00e8 centrale nello spirito liberale, non \u00e8 quindi tanto una \u201cversione secolarizzata del millenarismo cristiano\u201d, ma il segno di una aspirazione a vivere semplicemente in pace, dedicandosi ai <em>propri affari<\/em>. Come dice Mich\u00e9a, \u201cin questo senso l\u2019ideale moderno del progresso \u00e8 <em>originariamente<\/em> radicato molto pi\u00f9 nel desiderio di sfuggire <em>a tutti i costi<\/em> all\u2019inferno della guerra civile e ideologica, cio\u00e8 di sottrarsi finalmente al \u2018peggiore dei mali\u2019, che nell\u2019attrazione verso qualsiasi paradiso terrestre\u201d (p.29).<\/p>\n<p>Come si vede continuamente ancora oggi, quando la retorica dell\u2019apertura commerciale \u00e8 contrapposta al fantasma della guerra, la questione della pacificazione ideologica della societ\u00e0 \u00e8 ci\u00f2 che rende originale il progetto moderno e istituisce un\u2019antropologia ben specifica, radicata nelle due forme principi del <em>Mercato<\/em> e del <em>Diritto<\/em>.<\/p>\n<p>Il secolo ritiene che le cause della guerra sono radicate in due essenziali predisposizioni culturali e nell\u2019antropologia che le forma: il desiderio di gloria dei Grandi<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>, e la pretesa di detenere la Verit\u00e0 sul Bene<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/1.bp.blogspot.com\/-gQiQXnOXJOw\/W_16rodcMTI\/AAAAAAABehY\/BnwqUNwtAcEWZ7HYX9FHNZafAs-pjm-JACLcBGAs\/s320\/1505396272803_1505396284.jpg--le_guerre_di_religione_tra_cattolici_e_protestanti_sono_finite__e_non_ha_vinto_nessuno.jpg\" width=\"320\" height=\"107\" border=\"0\" data-original-height=\"315\" data-original-width=\"940\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si tratta, quindi, con la centralit\u00e0 della formazione sociale borghese, ed il suo tipo umano, di scoprire o inventare meccanismi in grado di generare ordine ed armonia senza appellarsi alla virt\u00f9 dei soggetti.<\/p>\n<p>L\u2019idea \u00e8 espressa in modo chiarissimo ed esemplare da Kant, in \u201c<em>Per la pace perpetua<\/em>\u201d, quando annota che la meccanica del Diritto pu\u00f2 essere sufficiente, in condizioni ideali, ad assicurare la coesistenza pacifica <em>persino per un popolo di demoni<\/em>.<\/p>\n<p>Ma qui sorge il problema, perch\u00e9 <em>il popolo di demoni<\/em> evocato rischia di essere provocato proprio dal dominio del Diritto. La cui autorit\u00e0 \u00e8 legittima in quanto si limita ad arbitrare il movimento delle libert\u00e0 concorrenti facendo esclusivo riferimento alle risorse delle libert\u00e0 astratta. La libert\u00e0, nel senso liberale, \u00e8 ridotta, infatti, alla sola necessit\u00e0 di non nuocere al prossimo. Si tratta di un criterio di difficilissima applicazione. Ad esempio, si apre la questione di come, ed in che termini, si potrebbe criticare l\u2019uso delle droghe, o, in altro caso, la commercializzazione del corpo<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>.<\/p>\n<p>Come dice Mich\u00e9a: \u201cche cosa autorizza un liberale autentico a credere che per gli uomini compiranno da soli le scelte pi\u00f9 auspicabili e che non preferiranno piuttosto adottare un comportamento egoista, se non additassero decidere cinicamente di comportarsi da \u2018demoni\u2019?\u201d La liberazione degli scambi economici si incarica da sola di questo straordinariamente difficile compito, tramite un processo puramente meccanico.<\/p>\n<p>Su questo sfondo si apre lo scontro ideologico con i socialisti che, secondo la visione di Bastiat riportata da Mich\u00e9a, \u201ccredono nell\u2019antagonismo essenziale degli interessi\u201d, mentre i liberali \u201ccredono all\u2019armonia naturale, o piuttosto all\u2019armonizzazione necessaria e progressiva degli interessi\u201d.<\/p>\n<p>La differenza \u00e8 essenziale: il progetto di pacificazione del liberalismo prevede di appoggiarsi solo sul \u201cdolce commercio\u201d e per questo necessita del requisito complementare che l\u2019autorit\u00e0 stia entro limiti stretti. \u00c8 solo l\u2019economia, per i liberali conseguenti, che rende felici, fraterni e anche buoni (p.49).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/2.bp.blogspot.com\/-6CuZyNFJF3M\/W_16vJd5UWI\/AAAAAAABehc\/FfwecD8AKNQINjwwpnfRY_zX574wcN_UACLcBGAs\/s1600\/Le_nouveau_Cynee_ou_Discours_%255B...%255DLa_Croix_bpt6k823107.PNG\" border=\"0\" data-original-height=\"173\" data-original-width=\"128\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questa idea si vede anche ai suoi esordi, gi\u00e0 con il primo \u201cprogetto di pace universale\u201d, \u201c<em><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2zqWY0o\">Il nuovo Cinea<\/a><\/em>\u201d, del 1623, di Emery de Lacroix, \u00e8 la libert\u00e0 di commercio, che prevede la rivalutazione dei mercanti, e la messa di accordi de \u201cil turco e il persiano, il cristiano e l\u2019ebreo o il maomettano\u201d. Il mercante \u201caccresce legittimamente i propri mezzi a rischio della propria vita, senza danneggiare n\u00e9 offendere alcuno: <em>in quanto egli \u00e8 degno di maggior lode del soldato, la cui avanzata dipende dalle spoliazioni e dalle rovine inflitte al prossimo<\/em>.\u201d Quando <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/pierre-le-pesant-de-boisguilbert\/\">Boisguilbert<\/a><a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>, che precorrer\u00e0 i fisiocratici, opponendosi al mercantilismo di Colbert enuncer\u00e0 il concetto di ordine economico naturale, trasponendo la fisica cartesiana, con il quale i due temi moderni de ruolo pacificatore del commercio e del meccanismo di autoregolazione del mercato si congiungessero. A questo punto arriva il progetto di Adam Smith, che dimostra come il gioco delle leggi del mercato pu\u00f2 generare di per se stesso un mondo pacificato, prospero e felice.<\/p>\n<p>La <em>compresenza di un\u2019autorit\u00e0 giusta e di demoni in libert\u00e0<\/em>, l\u2019aporia costitutiva del liberalesimo, richiede questa fede, messa in forma da Smith. Senza di essa si rischia di non tenere ferma \u201cl\u2019idea che lo Stato che si trattenga dal pronunciare alcun giudizio sulla morale e la vita retta sia il solo di cui si pu\u00f2 avere la certezza che non tenter\u00e0 mai di imporre la salvezza o la felicit\u00e0 agli individui contro il loro volere\u201d. Si rischia, cio\u00e8, di ricadere negli incubi, per i borghesi, delle guerre di fazione o, peggio, nel terrore giacobino.<\/p>\n<p>Ma \u2018l\u2019ordine morale\u2019 \u00e8 davvero espulso in questo modo? Cacciato dallo Stato non c\u2019\u00e8 rischio che esso rientri attraverso il Mercato? Come la mette Mich\u00e9a:<\/p>\n<p>\u201cperch\u00e9 se l\u2019economia ha ormai la vocazione, in luogo e a nome di antiche teologie, di definire la via da seguire per l\u2019umanit\u00e0 \u2013 quella della Crescita illimitata, questo nuovo \u2018balsamo per tutte le ferite\u2019 \u2013 in realt\u00e0 \u00e8 perch\u00e9 sotto la maschera intimidatoria della \u2018necessit\u00e0\u2019 essa sin dall\u2019inizio non costituisce null\u2019altro che un\u2019ideologia invisibile e una religione incarnata. Infatti non \u00e8 forse il Mercato che ora monopolizza \u2013 attraverso la sua immensa industria del divertimento e la sua onnipresente propaganda pubblicitaria \u2013 il diritto di insegnare a tutti gli esseri viventi, a cominciare dai bambini, ci\u00f2 che possono sapere, cio\u00e8 che debbono fare e ci\u00f2 che \u00e8 a loro consentito sperare?\u201d<\/p>\n<p>Questo <em>modello dell\u2019equilibrio autoregolato<\/em>, fondamentalmente incarnato nel liberalesimo, al punto di congiunzione della sua politica con la sua economia, o del processo senza soggetto<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>, \u00e8 alla fine presente in ogni sua versione: politica, economica o scientifica. Ad esempio, nel secondo dopoguerra Norbert Wiener svilupp\u00f2 con l\u2019espresso appoggio delle autorit\u00e0 americane una nuova scienza il cui verso scopo era di liberare l\u2019umanit\u00e0 dalle \u2018ideologie\u2019, ponendo le condizioni per un governo \u2018scientifico\u2019 dell\u2019umanit\u00e0 e quindi la pace universale<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>. Di seguito il programma cibernetico trova una sua espressione mimetica nello strutturalismo<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>, e da questo, sempre a parere di Mich\u00e9a, transita nella nuova estrema sinistra.<\/p>\n<p>Qui la questione filosofica centrale diventa l\u2019articolazione tra il determinismo (creato da leggi di mercato cui i singoli devono inchinarsi, ad esempio alla concorrenza) ed il libero arbitrio. La vera libert\u00e0, con Spinoza, sta nella <em>intelligenza della necessit\u00e0<\/em>.<\/p>\n<p>Dunque il liberalismo si presenta sulla scena come il progetto di una societ\u00e0 minima in cui il Diritto determinerebbe la forma e l\u2019Economia il contenuto, senza poggiare affatto su valori morali e culturali condivisi. \u00c8 necessaria anche una clausola ad hoc, <em>la \u2018societ\u00e0 aperta\u2019 o \u2018meticcia\u2019<\/em>, interpretata a questo punto come <em>unico possibile esempio di progresso morale dell\u2019umanit\u00e0<\/em> e quindi l\u2019unico riferimento accettabile per una persona che possa dirsi <em>moderna<\/em>.<\/p>\n<p>Anche qui si ripresenta ancora la \u201c<em>strategia del male minore<\/em>\u201d: per vivere in pace bisogna astrarsi dalle proprie convinzioni, secondo una sorta di metafisica della necessit\u00e0 (p.74) che porta all\u2019arte di gestire in maniera strumentale l\u2019insieme dei problemi, producendo in definitiva solo la \u201cmeno peggiore delle societ\u00e0 possibili\u201d.<\/p>\n<p>La cosa sta in questi termini:<\/p>\n<p>\u201cessere \u2018moderni\u2019 significa fondamentalmente essere convinti che le nuove risorse della Ragione (di cui la Scienza fornisce il modello privilegiato) sono ormai in grado di risolvere tale problema, indicando le linee di una duplice strategia: da una parte la destituzione di tutte le figure tradizionali dell\u2019autorit\u00e0 politica e dall\u2019altro la collocazione progressiva dell\u2019esistenza collettiva degli individui sotto il controllo di meccanismi impersonali e ideologicamente \u2018neutri\u2019, meccanismo il cui libro gioco potr\u00e0 produrre automaticamente tutto l\u2019ordine politico auspicabile, senza che questi individui debbano mai venire convocati a titolo di soggetti\u201d (p.88).<\/p>\n<p>La logica ferrea di questa modernit\u00e0 porta allora, come disse Hobbes, al <em>diritto di tutti su tutto<\/em>. Ovvero al continuo gioco di scoprire un nuovo \u2018diritto\u2019 nella lotta contro \u201ctutte le discriminazioni e tutte le esclusioni\u201d. Ad esempio la discriminazione ed esclusione a far crescere un bambino, di cui ci si assicurato a mezzo contratto i diritti, nel ventre di una madre-veicolo<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a>. Peccato che nel <em>Leviatano<\/em> Hobbes descrivesse questo stato come<em> guerra di tutti contro tutti<\/em>.<\/p>\n<p>Una guerra priva di <em>limite<\/em>.<\/p>\n<p>Non sar\u00e0 dunque per Mich\u00e9a un caso se Deleuze e Guattari, in \u201c<em><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2ScMGIg\">L\u2019anti-Edipo<\/a><\/em>\u201d, 1972, scriveranno <em>la formulazione filosofica pi\u00f9 coerente del programma liberale contemporaneo<\/em>:<\/p>\n<p>\u201cquale via rivoluzionaria, ce ne \u00e8 forse una? Ritirarsi dal mercato mondiale, come consiglia Samir Amin ai Pesi del terzo Mondo, in un curioso rinnovamento della \u2018soluzione economica fascista\u2019? Oppure andare in senso contrario? <em>Cio\u00e8 andare ancora pi\u00f9 lontano nel movimento del mercato,<\/em> della decodificazione e della deterritorializzazione? Forse, infatti, i flussi non sono ancora abbastanza deterritorializzati, abbastanza decodificati, dal punto di vista di una teoria e di una pratica dei flussi ad alto tenore schizofrenico. Non ritirarsi dal processo, ma andare pi\u00f9 lontano, \u2018accelerare il processo\u2019, come diceva Nietzsche: in verit\u00e0, su questo capitolo, <em>non abbiamo ancora visto nulla<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Ora, pu\u00f2 benissimo essere che nel 1972 non si fosse visto molto, <em>ma ora abbiamo visto a sufficienza<\/em>. Il secolo \u00e8 diventato Deleuziano, come profetizzava Foucault. Sfortunatamente, <em>per la maggior parte degli uomini<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\"><strong>[16]<\/strong><\/a><\/em>, questo non ha portato emancipazione.<\/p>\n<p>Mentre abbiamo oggi visto, possiamo anche apprezzare come Mercato e Diritto siano insufficienti per fondare le proprie basi<a href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[17]<\/a>, perch\u00e9 non basta incanalare l\u2019energia dei vizi privati e liberare l\u2019egoismo razionale per avere una societ\u00e0 ordinata. Almeno non appena uno dei due simulacri del sacro posti a guardia della costruzione viene meno: <em>la crescita<\/em>.<\/p>\n<p>Mercato e Diritto <em>sono solo forme di socializzazione secondarie<\/em>, si basano infatti, e presuppongono, la capacit\u00e0 di essere leali oltre l\u2019interesse e l\u2019egoismo. Di <em>avere fiducia<\/em>, una cosa che non pu\u00f2 per sua propria definizione essere fondata sul calcolo egoistico. La societ\u00e0, per essere in grado di produrre la sua coesione, deve stare su basi culturali ed antropologiche diverse, su quelle che Mauss chiamava \u201c<em>ciclo del dono<\/em>\u201d<a href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref18\">[18]<\/a> e Orwell la \u201c<em>common decency<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Il liberalismo, quando trionfa, come volevano Deleuze e Guattari, dunque non porta alla societ\u00e0 in cui le forze produttive sono pienamente dispiegate e quindi il socialismo \u00e8 realizzabile, ma ad una societ\u00e0 della modernizzazione integrale della vita che smantella <em>inconsapevolmente, ma necessariamente<\/em>, le stesse precondizioni antropologiche che impediscono di precipitare nella hobbesiana lotta di tutti contro tutti. Precondizioni che sono l\u2019esistenza di figure oggi per lo pi\u00f9 derise, e giudicate impossibili, come il giudice incorruttibile, i funzionari integri, gli educatori che si dedicano comunque alla loro vocazione, gli operai professionali\u2026<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che diventa allora indispensabile tenere in costante servizio, ed accelerante, la macchina per fabbricare comunque dei sostitutivi: <em>la crescita<\/em> come scopo del Mercato e conferma della sua divina bont\u00e0, e <em>i diritti<\/em>, come appoggio di un indispensabile moralismo del \u2018politicamente corretto\u2019<a href=\"#_ftn19\" name=\"_ftnref19\">[19]<\/a>.<\/p>\n<p>E\u2019 questa la doppia mistica del liberalismo.<\/p>\n<p>Ma resta al contempo ineludibile un lavoro continuo di \u2018autoistituzione\u2019 che si deve appoggiare su moralit\u00e0 gi\u00e0 esistenti, che cerca di radicalizzare, interiorizzare e universalizzare in nome di una continua lotta \u2018progressista\u2019 contro le figure della tradizione.<\/p>\n<p>A questo punto Mich\u00e9a compie, nel saggio \u201c<em>L\u2019inconscio delle societ\u00e0 moderne<\/em>\u201d, che da solo vale l\u2019acquisto, una digressione di alta densit\u00e0 sulle forme di autorit\u00e0 che presiedono all\u2019evoluzione dall\u2019egoismo originario del bambino (e bambina) allo sviluppo compiuto dell\u2019adulto, in grado di prendere e mantenere il proprio posto nell\u2019ordine umano, ovvero \u201cdi entrare a sua volta nelle catene socializzanti del dono e della reciprocit\u00e0\u201d (p.159). Quando si manifesta il desiderio di onnipotenza \u00e8 perch\u00e9 sono fallite le funzioni \u2018paterne\u2019 o \u2018materne\u2019 in grado di incoraggiarlo verso l\u2019emancipazione e lo sviluppo. Un simile individuo resta \u201cuna monade egoista, incapace di <em>dare, ricevere e ricambiare<\/em>, se non in maniera del tutto formale\u201d<a href=\"#_ftn20\" name=\"_ftnref20\">[20]<\/a>.<\/p>\n<p>Se la tradizione anarchica, con la sua attenzione specifica e approfondita alla educazione antiautoritaria, \u00e8 valorizzata dall\u2019autore, si chiede perch\u00e9 la sua giusta critica si sia <em>fermata a met\u00e0 strada<\/em>:<\/p>\n<p>\u201cDal XIX secolo tutte le forme \u2018patriarcali\u2019 del dominio sono state abbondantemente descritte e ricusate, fino a diventare un luogo comune trito e ritrito della critica sociale e dei gender studies. Viceversa non si potrebbe dire altrettanto di quelle forme di assoggettamento e manipolazione del prossimo che trovano il loro modello inconscio nell\u2019influenza materna.<\/p>\n<p>Questa \u201cdimenticanza\u201d \u00e8 particolarmente strana. Infatti proprio nel preciso istante in cui la dinamica delle societ\u00e0 moderne cominciava a minare il fondamento culturale degli antichi dispositivi patriarcali<a href=\"#_ftn21\" name=\"_ftnref21\">[21]<\/a> \u2013 screditando tutti i riferimenti alla legge simbolica a vantaggio dei meccanismi del Diritto e del Mercato \u2013 l\u2019attenzione della critica sociale \u00e8 giunta a focalizzarsi quasi esclusivamente su quest\u2019unica modalit\u00e0 di dominio\u201d (p.162)<\/p>\n<p>Come ricorda anche Zizek, il riflusso dell\u2019autorit\u00e0 patriarcale, ovvero della sua legge simbolica, ha come effetto la liberazione del suo doppio, il super-io. Questa figura che si lascia identificare nel <em>tipo<\/em> della madre possessiva (che pu\u00f2 benissimo anche essere un uomo<a href=\"#_ftn22\" name=\"_ftnref22\">[22]<\/a>) e castrante. Invece di comandare l\u2019obbedienza, paternalisticamente, si trova la traccia nascosta, e quindi tanto pi\u00f9 potente, di una medesima volont\u00e0 di potenza basata sulla colpevolizzazione ed il ricatto affettivo. Le modalit\u00e0 non sono <em>l\u2019ordine<\/em>, ma la <em>lamentela, il rimprovero e l\u2019accusa<\/em>.<\/p>\n<p>Se la forma di volont\u00e0 di potenza \u2018patriarcale\u2019 pretende il disciplinamento tramite la sottomissione del comportamento esteriore, la volont\u00e0 di potenza \u2018matriarcale\u2019, istituisce un controllo ancora pi\u00f9 radicale: \u201cesige che il soggetto ceda al suo desiderio e aderisca con tutto se stesso alla sottomissione richiesta, dietro la minaccia di vedersi distrutto nella propria autostima, poich\u00e9 il rifiuto di accettare quell\u2019influenza totale sulla sua vita significherebbe solo un\u2019inettitudine colpevole a ricambiare adeguatamente i \u2018sacrifici\u2019 compiuti per lui\u201d.<\/p>\n<p>Questo dominio \u00e8 enormemente pi\u00f9 difficile a riconoscere come tale.<\/p>\n<p>La rivolta verso il primo, l\u2019ordine \u2018patriarcale\u2019, si esprime verso l\u2019esterno, ovvero nella modalit\u00e0 della consapevolezza, mentre l\u2019ordine \u2018matriarcale\u2019, che si nasconde, spinge a rivolgere verso s\u00e9 l\u2019insuccesso, attribuendosi ingratitudine e indegnit\u00e0 morale. La volont\u00e0 di potenza si percepisce, dal lato dell\u2019emittente, come forma di amore esemplare e di abnegazione sacrificale, e dal lato del ricevente come indegnit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/2.bp.blogspot.com\/-TCz4C5z1Mq8\/W_168nRUpvI\/AAAAAAABehk\/IaWcR16aREEG6xJgmwnstLq8jl3KNUhowCLcBGAs\/s320\/518aISoTeTL._SX312_BO1%252C204%252C203%252C200_.jpg\" width=\"201\" height=\"320\" border=\"0\" data-original-height=\"499\" data-original-width=\"314\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo \u201c<em>impero delle madri<\/em>\u201d<a href=\"#_ftn23\" name=\"_ftnref23\">[23]<\/a> ha qualcosa a che fare, ad un livello piuttosto profondo, con la logica liberale, che destituisce tutti i meccanismi normativi costruiti, nel \u2018vecchio mondo\u2019, in riferimento alla legge simbolica, ovvero all\u2019ordine \u2018patriarcale\u2019 dell\u2019autorit\u00e0 esplicita e frontale, a vantaggio di dispositivi nascosti e \u201cassiologicamente neutri\u201d, fondati su Mercato e Diritto.<\/p>\n<p>\u201cDi conseguenza \u00e8 condannata a determinare in cambio lo sviluppo selvaggio di nuovi meccanismi normativi, questa volta ancorati in via prioritaria all\u2019immaginario dei soggetti, cio\u00e8 direttamente <em>governati dall\u2019inconscio stesso<\/em> (e pi\u00f9 particolarmente da quello che Zizek definisce, dopo Melanie Klein e Christopher Lasch, le \u2018figure superegoiche feroci\u2019). Ecco perch\u00e9 il lento smantellamento storico delle <em>societ\u00e0 disciplinari<\/em>, che costituisce l\u2019opera principale della modernit\u00e0 avanzata, non si traduce mai nell\u2019accesso della collettivit\u00e0 alla bella autonomia promessa. In mancanza di una critica <em>integrale<\/em> dei meccanismi di dominio, che il materialismo liberale vieta per principio, questo smantellamento metodico porta al contrario alla progressiva installazione di societ\u00e0 di controllo, sottoposte all\u2019autorit\u00e0 crescente degli \u2018esperti\u2019 e immerse in uno strano clima di autocensura, di pentimento e di colpa generalizzati. Il che in definitiva corrisponde alla guerra di tutti contro tutti, alla quale si aggiunge la nuova guerra di ciascuno contro se stesso. In ultima analisi sembra proprio questa la base antropologica <em>inconscia <\/em>di questa civilt\u00e0 regressiva del \u2018progresso\u2019 che Christopher Lasch era stato tra i primi a saper riconoscere come la <em>civilt\u00e0 del narcisismo<\/em>\u201d (p.167).<\/p>\n<p>Anche attraverso questi strani dispositivi diagonali, ormai il vecchio \u201cimpero del male minore\u201d, che intendeva essere solo un pessimismo dell\u2019intelligenza, chiede, come farebbe una madre possessiva, di essere accettato come <em>il migliore dei mondi<\/em>, ed il pi\u00f9 generoso.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> &#8211; La scelta \u00e8 compiuta in modo pienamente cosciente, ed \u00e8 oggetto del secondo capitolo, \u201c<em>Questioni di metodo<\/em>\u201d. La linea di impostazione non segue il \u2018materialismo storico\u2019 nella misura in cui per questa locuzione si intende la tesi secondo la quale, almeno in ultima analisi, <em>i processi storici sarebbero determinati dal movimento necessario dell\u2019economia<\/em>, condizionata a sua volta dalla tendenza della tecnica a progredire secondo il proprio moto. Ma questa idea \u00e8, alla sua radice, una sistemazione in altra forma ancora una volta dei postulati essenziali dell\u2019immaginario moderno. Su questa strada si incontra <em>necessariamente <\/em>l\u2019esaltazione della stessa globalizzazione (e l\u2019ascrizione di chi sfugge a questa conseguenza alternativamente tra le schiere degli ignoranti o dei retrogradi) come espressione del futuro dell\u2019umanit\u00e0, in quanto legata ai vincoli della crescita economica dipendente, a sua volta, dal progresso incessante delle tecnologie. Del resto lo stesso Lenin, nel 1913, in \u201c<em>Tre fonti e tre parti integranti del marxismo<\/em>\u201d, dichiarava (come del resto Kautsky nel 1907), che Marx \u00e8 nella linea intellettuale di Smith e Ricardo, ovvero del liberalismo originale. Erede di questa linea \u00e8 oggi Toni Negri (nota 3 a pag.62) che recupera le affermazioni marxiste sistematicamente secondo le loro implicazioni liberali.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> &#8211; Si veda ovviamente \u201c<em>La grande trasformazione<\/em>\u201d, ma anche autori come Pierre Clastres, Marshall Shalins, Cornelius Castoriadis.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> &#8211; La recente ricerca storica ha fornito numerosi esempi, non noti al tempo di Marx, per i quali si nota una tecnologia potenzialmente distruttiva, come il mulino ad acqua in Asia minore nel I sec. A.c. o la macina semiautomatica romana vicino Arles, che serviva ottantamila persone, la macchina a vapore di Erone di Alessandria nel II secolo, etc. che non sono state implementate a livello globale perch\u00e9 non sussistevano le <em>altre<\/em> condizioni necessarie. Per come conclude Mich\u00e9a, \u201cun\u2019innovazione tecnica non ha mai la capacit\u00e0 di mettere in moto da sola effetti storici determinanti (economici o di altro genere), a meno che non sia gi\u00e0 in atto un certo numero di condizioni culturali e politiche ben precise. Si veda anche Aldo Schiavone \u201c<em><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2PXkSuH\">La storia spezzata: Roma antica e l\u2019occidente moderno<\/a><\/em>\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> &#8211; Mich\u00e9a usa come esempio del suo pensiero la mossa retorica che compie Platone nel Gorgia, quando per mostrare la logica interna in potenza presente nel discorso dei sofisti inventa Callicle, che porta alle sue estreme conseguenze logiche l\u2019assiomatica presentata all\u2019inizio del dialogo da Gorgia (e che lo stesso mai si sarebbe sognato di affermare).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> &#8211; Negli indimenticabili saggi di Koyr\u00e8 sulla rivoluzione scientifica si trova il senso di quel che succede: \u201cspiegare ci\u00f2 che \u00e8 partendo da ci\u00f2 che non \u00e8, da ci\u00f2 che non \u00e8 mai. E anche partendo da ci\u00f2 che non pu\u00f2 mai essere. . . . spiegazione, o meglio ricostruzione del reale empirico partendo da un reale ideale. [la geometria e la matematica] . . . necessit\u00e0 di una conversione totale, di una sostituzione totale, di una sostituzione radicale di un mondo matematico, platonico, alla realt\u00e0 empirica \u2013 poich\u00e9 solo in questo modo valgono e si realizzano le leggi ideali della fisica classica-\u201d Alexander Koyr\u00e8,\u00a0<em>Studi galileiani<\/em>, pag. 210.<\/p>\n<p>Lo scopo delle ricerche empiriche di Galileo diventa, quindi, scoprire le leggi matematiche del moto, cio\u00e8 dimostrare come il moto della caduta segue \u201cla legge del numero\u201d. Legge, bisogna notare, \u201castratta\u201d nel senso che non ha validit\u00e0 in senso stretto per i corpi reali; ma, all\u2019opposto, poggia su di una realt\u00e0 ideale interamente costruita dall\u2019uomo. Galileo arriver\u00e0 a rifiutare una teoria come quella di Gilbert, capace di spiegare la gravit\u00e0 attraverso il paragone con la calamita, perch\u00e9 non era matematizzabile; era, cio\u00e8, una spiegazione basata su di una forza animata: \u201cVis magnetica animata est, aut animatam imitatur, quae humanam animam dum organico corpori alligatur, in multis superat\u201d. Da questo illuminante rifiuto possiamo comprendere la natura della piega epistemica che si viene a creare rispetto al pensiero precedente. Da ora <em>ci\u00f2 che non si riesce a matematizzare (o geometrizzare) non esiste<\/em>, non \u00e8 utilizzabile e non costituisce fenomeno osservabile. Ovviamente, la caratteristica di sistemi di conoscenza \u201cdall\u2019alto\u201d (come proponeva di dire Gargani), come questi, \u00e8 che a tutti i possibili problemi sono gi\u00e0 state fornite le risposte; nel senso che esiste solo un insieme di risposte \u201clegali\u201d, quelle che si conformano alle regole date. In altre parole, come ha sottolineato anche Foucault con una controversa affermazione, in queste teorie filosofiche o scientifiche si possono riscontrare non tanto procedure cognitive ma strutture d\u2019ordine, statuti di disciplinamento nei quali vengono distribuiti gli oggetti, i termini di riferimento di una cultura. Tali teorie, proprio per questo, non accettano e non legittimano problemi che non siano gi\u00e0 previamente risolti nelle assunzioni di partenza del sistema. Sono perci\u00f2 concepibili come vere e proprie strategie di orientamento della vita umana, tecniche per dirigere i processi della vita intellettuale entro percorsi gi\u00e0 assegnati e definiti; in quanto tali restano funzionali a procedure di regolamentazione e disposizione in qualche modo dall\u2019alto. Per concludere: il punto di vista della matematica classica e della geometria euclidea \u00e8 fondato su questo lungo processo di astrazione e selezione dei \u201cfatti\u201d, oggetto legale di conoscenza. In questo processo intervengono argomentazioni di tipo metafisico in notevole quantit\u00e0 ed \u00e8 inoltre pervaso, in ogni sua parte, di spirito di autorit\u00e0. Ci\u00f2 pu\u00f2 essere mostrato e compreso anche se si guarda al quadro socio \u2013 politico che fa da sfondo agli eventi dei quali abbiamo parlato: si ha, in questo periodo, infatti un grandioso processo di concentrazione del potere negli stati assoluti e la ripresa di un\u2019economia di scambio che esigeva nuovi strumenti di controllo e legittimazione. In altre parole si crea insieme lo Stato nazionale e il capitalismo.<\/p>\n<p>In risposta a queste sollecitazioni l\u2019epistemologia newtoniana unifica l\u2019universo, costruendo un quadro coerente in cui ogni cosa pu\u00f2 essere inserita e trovarvi il suo posto, ma realizza tale miracolo ad un alto prezzo: lo realizza, cio\u00e8, come sostiene Koyr\u00e8 \u201csostituendo al nostro mondo delle qualit\u00e0 e delle percezioni sensibili; il mondo che \u00e8 teatro della nostra vita, delle nostre passioni e della nostra morte, un altro mondo, il mondo della quantit\u00e0, della geometria reificata, nel quale, sebbene vi sia posto per ogni cosa, non vi \u00e8 posto per l\u2019uomo\u201d. Ogni campo del sapere umano converge, da ora, sul principio fondante della ragione umana e sul suo strumento principe, quello controllabile e scientifico della matematica e della geometria. Intorno alla fisica vincente, quella di Newton, e al suo \u201cSpazio Assoluto\u201d si former\u00e0, cos\u00ec, anche un sapere geografico perfettamente formalizzato e \u201cneutro\u201d; capace di giustificarsi a posteriori attraverso la sua potente capacit\u00e0 performativa.<\/p>\n<p>La rivoluzione compiuta in questo secolo consiste, in effetti, nella possibilit\u00e0 (che aveva visto gi\u00e0 Galilei) di studiare le \u201cleggi\u201d di un fenomeno anche senza darne una spiegazione. \u00c8 sufficiente assumere che le forze che vai a studiare agiscano secondo leggi matematiche per poi cercare queste leggi ed applicarle alle forze reali.<\/p>\n<p>Newton compir\u00e0, infatti, proprio questa operazione per un principio cardine della nuova fisica, <em>la gravit\u00e0<\/em>. Secondo le sue stesse parole: \u201cIn generale assumo qui la parola attrazione per significare una qualsiasi tendenza dei corpi ad accostarsi l\u2019uno all\u2019altro; \u2026.. in quanto in questo trattato esamino, come ho spiegato nelle definizioni, non le specie delle forze e le qualit\u00e0 fisiche, ma le quantit\u00e0 e le proporzioni matematiche. In matematica vanno investigati quelle quantit\u00e0 e quei rapporti delle forze che discendono dalle qualsiasi condizioni poste\u201d [Isaac Newton,\u00a0<em>Philosophiae naturalis principia mathematica<\/em>, 1729 (traduzione inglese), (traduzione italiana,\u00a0<em>Principi matematici della filosofia naturale<\/em>, Utet 1965), pag. 339]. La \u201cfilosofia naturale\u201d di Newton, in altre parole, non esclude affatto enti inspiegati, e nemmeno inspiegabili come il suo \u201cSpazio Assoluto\u201d, ma rinuncia solo alla discussione sulla loro natura. \u201cLe tratta \u2013 essendo una filosofia naturale matematica \u2013 come cause matematiche o forze, cio\u00e8 come concetti o relazioni matematiche\u201d [Alexandre Koyr\u00e8,\u00a0<em>Dal mondo chiuso all\u2019universo infinito<\/em>, pag. 163]. Si pu\u00f2, infatti, leggere nei\u00a0<em>Principi<\/em>. . . \u201cd\u00f2 qui uno stesso significato alle attrazioni e alle impulsioni acceleratrici e motrici. E adopero indifferentemente i termini attrazione, impulso o tendenza qualsiasi verso un centro, poich\u00e9 considero tali forze non fisicamente ma matematicamente\u201d [Newton, p.39].<\/p>\n<p>Ci\u00f2 comporta, come ha giustamente rilevato Koyr\u00e8, l\u2019espulsione dalla legalit\u00e0 scientifica di tutti i ragionamenti e delle esperienze basate su concetti come: perfezione, armonia, significato, fine. Da Newton in poi questi concetti sono semplicemente soggettivi e non trovano posto nella nuova ontologia. \u201cIn altre parole, le cause finali o formali, come criteri di spiegazione spariscono \u2013 o vengono respinte \u2013 dalla nuova scienza mentre subentrano al loro posto le cause efficienti e materiali\u201d [Alexandre Koyr\u00e8,\u00a0<em>Studi Newtoniani<\/em>, pag. 8]. Abbiamo, quindi, la sostituzione di un mondo di qualit\u00e0 con uno di quantit\u00e0 e di uno del divenire con uno dell\u2019essere \u201cnon c\u2019\u00e8 mutamento o divenire nei numeri e nelle figure\u201d.<\/p>\n<p>Tutto questo, come mostra anche Taylor ricostruendo con altri strumenti ed altre fonti il lungo percorso della secolarizzazione, \u00e8 una lunga scala, la nostra scala. Non \u00e8 naturale, non \u00e8 ovvio, non \u00e8 necessario. E\u2019 il nostro mondo, non quello di tutti.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> &#8211; Si tratta di una serie di guerre combattute in Europa pi\u00f9 o meno per un secolo, tra il 1559 (Pace di Cateau-Cambr\u00e9sis tra Francia e Spagna), e la fine della Guerra dei trenta anni (1618-48), e che risale ad una complessa serie di cause nella quali per i contemporanei spicca la riforma protestante, con il conseguente polarizzarsi delle politiche dinastiche e degli scontri di potere intorno alle bandiere religiose. Si tratta in effetti di almeno una trentina di focolai di conflitto che coinvolgono tutte le aree principali dell\u2019Europa dell\u2019epoca.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> &#8211; Cfr. Cristopher Lasch, \u201c<em>Il paradiso in terra<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> &#8211; Ovvero l\u2019etica dell\u2019onore propria degli aristocratici.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> &#8211; Quindi le convinzioni religiose.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> &#8211; Si veda ad esempio <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/Arcilesbica\/photos\/a.173992542709222\/1801402556634871\/?type=3&amp;eid=ARCTJoglJidamDcxURCHDWzcch2b4a7ovVSEr-22cwIx1AFhbYM7whFCcMHpCL7srnfCPhdQt3UKT4K4&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARBlWRrVfdtwHqEoPrLQY6Vmcs6WVra2mB9rNrj5yG5uJ_XYWtPIUDIgUKF0xrJSBoXCwXObFciepan9jpc66kmH0byacvvpSqIC8biMEM2xjr4L-Jqn6oGbjuSX_3CCE_WowOqmgFk0NMsvKLJfzAZxCmwNLaB029n5tIgACmRboH_DPuXN5SV2DAW5Oe-Z8Zg0UDMXo1q93rhFT7nTvSGDc2mqIsVUFVyOKOmu0sXWnKHaouSvbt7lXmgt6V8YN5Q20wrrpXlJxwqC9p4Wtw95T2gYwunyEIdMl1T0_trwkSiohJc5GAkNQOLBBHd2lnbcgqZw11xsJ-Erkaah0Hms&amp;__tn__=EEHH-R\">questa<\/a> polemica sull\u2019utero in affitto.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> &#8211; Autore di \u201c<em><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2TOrR7E\">Dissertazione sulle ricchezze<\/a><\/em>\u201d e del \u201c<em><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2DM5Y2U\">Testamento<\/a><\/em>\u201d, 1705.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> &#8211; Espressione ricondotta ad Althusser.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> &#8211; Cfr C\u00e9line Lafontaine, \u201c<em><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2DMfweh\">L\u2019empire cybern\u00e9tique<\/a><\/em>\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> &#8211; Sullo scientismo dello strutturalismo e le linee genealogiche che lo caratterizzano (in base ad una rilettura filosofica kantiana, che si allontana da Hegel) si pu\u00f2 ascoltare Finelli in <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/FondazioneMicheletti\/videos\/385548291985822\/\">questo<\/a> intervento.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> &#8211; Come nella famosa vicenda di Nichi Vendola ed Ed Testa, sul quale avevo scritto <a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2016\/03\/nichi-vendola-e-ed-testa-circa-tobia.html\">questo<\/a> post.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a> &#8211; E\u2019 del tutto evidente, ma normalmente invisibile, che <em>per alcuni <\/em>\u00e8 emancipativo, ma a svantaggio <em>di altri<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a> &#8211; Comincia ad accorgersene anche Habermas, si veda ad esempio \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2016\/04\/jurgen-habermas-verbalizzare-il-sacro.html\">Verbalizzare il sacro<\/a><\/em>\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a> &#8211; Cfr Marcel Mauss, \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2017\/03\/marcel-mauss-saggio-sul-dono.html\">Saggio sul dono<\/a><\/em>\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref19\" name=\"_ftn19\">[19]<\/a> &#8211; Si veda Jonathan Friedman \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/06\/jonathan-friedman-politicamente-corretto.html\">Politicamente corretto<\/a><\/em>\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref20\" name=\"_ftn20\">[20]<\/a> &#8211; E\u2019 una simile personalit\u00e0, valorizzata dall\u2019ethos liberale, che si spende per avere sempre una maggiore rivincita rigorosamente <em>personale<\/em>, trasformando automaticamente la propria vita in una carriera, \u201cpatologicamente strutturata dal desiderio di arrivare, o semplicemente di vivere in una perpetua rappresentazione\u201d (p.160).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref21\" name=\"_ftn21\">[21]<\/a> &#8211; Mich\u00e9a ricorda che gi\u00e0 nel Manifesto del Partito Comunista, del 1848, Karl Marx e Frederich Engels, ricordano che \u201cdove ha raggiunto il dominio\u201d la borghesia ha \u201ccalpestato i rapporti patriarcali\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref22\" name=\"_ftn22\">[22]<\/a> &#8211; Onde evitare ridicole conseguenze sessiste, giova ricordare che (scolio F, p.178) che la \u2018madre possessiva\u2019 non domina affatto i suoi \u2018giocattoli umani\u2019 in quanto donna, ma come \u2018madre\u2019. Che si esprime verso tutti e che si pu\u00f2 applicare questo modello essendo uomini biologici. Inoltre la presenza di questo modello di dominio non implica non ci sia anche <em>l\u2019altro<\/em>. N\u00e9, tantomai, implica che questo non vada combattuto con la massima determinazione.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref23\" name=\"_ftn23\">[23]<\/a> &#8211; Descritto in un modo che Freud stesso giudic\u00f2 un capolavoro incomparabile, nel romanzo di Ludwig Lewinsohn \u201c<em><a href=\"https:\/\/amzn.to\/2E2NgVG\">Il caso Crump<\/a><\/em>\u201d, pubblicato in ritardo nel 1931.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/11\/jean-claude-michea-limpero-del-male.html\">https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/11\/jean-claude-michea-limpero-del-male.html<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TEMPO FERTILE (Alessandro Visalli) &nbsp; Questo importante, ed estremamente denso, libro di Jean-Claude Mich\u00e9a parte da una conferenza del 2007 e viene portato a compimento nello stesso anno. Si tratta di un insieme di saggi brevi sulla \u201ccivilt\u00e0 liberale\u201d che compiono un esercizio di storia ricostruttiva delle idee strettamente ed indissolubilmente intrecciata ad un giudizio sulla contemporaneit\u00e0. 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