{"id":46366,"date":"2018-11-29T09:45:14","date_gmt":"2018-11-29T08:45:14","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46366"},"modified":"2018-11-29T07:44:11","modified_gmt":"2018-11-29T06:44:11","slug":"spread-a-300-che-bello-che-bello-che-bello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46366","title":{"rendered":"Spread a 300, che bello che bello che bello"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> CARLO CLERICETTI<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi ha osservato in questi ultimi tempi l\u2019andamento dello spread ha notato una certa regolarit\u00e0 nel suo andamento. Spesso a inizio seduta si impenna, poi a met\u00e0 giornata torna gi\u00f9, poi fa qualche altro zigzag prima della fine della seduta. Da quando \u00e8 iniziato lo scontro fra il governo gialloverde e la Commissione europea si sta muovendo in una fascia che va grosso modo fra 270 e 330, e non sembra granch\u00e9 sensibile alle buone o cattive notizie che la cronaca propone, e anzi qualche volta sembra andare al contrario di quello che la logica farebbe supporre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una tesi per spiegare questo singolare comportamento l\u2019ha esposta Antonio Pedone, economista di lungo corso che molti chiamano \u201cmaestro\u201d e che nella sua carriera \u00e8 stato anche consulente di vari governi. Pedone ricorda una recente intervista a Jamie Dimon, il capo della potente banca d\u2019affari JP Morgan, uno di quegli istituti che \u201cfanno il mercato\u201d. Uno spread intorno ai 300 punti, ha detto Dimon, per l\u2019Italia \u00e8 largamente sostenibile: non crede al rischio di default, ma la situazione politica e lo scontro con l\u2019Europa sono una buona occasione per chiedere interessi pi\u00f9 alti sui prestiti. Senza esagerare: in pratica, Dimon ha detto che si spreme dalla mucca quanto pi\u00f9 latte possibile, ma farla morire non converrebbe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma uno spread a 300 \u2013 ha proseguito Pedone \u2013 almeno fino alle elezioni europee conviene anche al nostro governo, per alimentare la polemica e tenere alta la tensione contro \u201cil nemico esterno\u201d in modo da compattare i ranghi degli elettori. E quanto ai zigzag, che c\u2019\u00e8 di meglio per tutti gli operatori finanziari di attivit\u00e0 che si muovono in continuazione, ma restando all\u2019interno di una certa fascia? Poco rischio e possibilit\u00e0 di lauti guadagni. Insomma, uno spread cos\u00ec sembra convenire a tutti e quindi probabilmente cos\u00ec continuer\u00e0. E per\u00f2, ha proseguito l\u2019economista, per l\u2019Italia \u00e8 come tirare avanti con la febbre alta: non si muore, ma se resta su quei livelli troppo a lungo ci si debilita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pedone ha esposto questa tesi in occasione della presentazione del Rapporto Cer (il 3\/2018) dedicato alla manovra del governo. \u00a0Il giudizio del Cer \u00e8 decisamente negativo, ma con motivazioni diverse e ben pi\u00f9 articolate di quelle della Commissione europea. Bisogna ricordare che il Cer \u00e8 stato il primo a demolire la metodologia utilizzata dalla Commissione, e anche in questo rapporto ribadisce le sue critiche, riportando le conclusioni di uno studio di Fantacone, Garalova e Milani. In quello studio si evidenziano \u201ci molti limiti delle misurazioni proposte dalla Commissione, che risultano scarsamente significative in termini econometrici, troppo mutevoli nel tempo e fortemente condizionate dallo stato del ciclo economico. Una cattiva tecnica ha in tal modo imposto ad alcuni paesi dell\u2019Eurozona, tra cui l\u2019Italia, elevate perdite di prodotto e alti costi sociali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019analisi del Cer non si basa dunque sugli arzigogoli arbitrari del Pil potenziale e dell\u2019output gap tanto cari ai tecnocrati di Bruxelles. Ma non per questo le conclusioni sono meno negative. La frase chiave \u00e8 questa: Per avere efficacia, l\u2019espansione del bilancio pubblico deve realizzarsi in un contesto di limitato rialzo dei tassi e di non deterioramento della fiducia degli operatori. Solo in questo caso l\u2019aumento del deficit pu\u00f2 configurare un recupero di autonomia decisionale della politica economica. L\u2019esito \u00e8 altrimenti opposto, con un aumento del grado di dipendenza del sistema economico dalle valutazioni dei mercati finanziari\u201d. E questa manovra, fatta per due terzi di aumento della spesa corrente finanziata in deficit, non \u00e8 certo di quelle che piacciono agli operatori finanziari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/cdn.gelestatic.it\/repubblica\/blogautore\/sites\/873\/2018\/11\/Graf-Cer-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-769\" src=\"http:\/\/cdn.gelestatic.it\/repubblica\/blogautore\/sites\/873\/2018\/11\/Graf-Cer-1.jpg\" alt=\"Graf-Cer-1\" width=\"660\" height=\"304\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/cdn.gelestatic.it\/repubblica\/blogautore\/sites\/873\/2018\/11\/Graf-Cer-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-770\" src=\"http:\/\/cdn.gelestatic.it\/repubblica\/blogautore\/sites\/873\/2018\/11\/Graf-Cer-2.jpg\" alt=\"Graf-Cer-2\" width=\"660\" height=\"312\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tanto pi\u00f9 che negli stessi documenti governativi \u00e8 scritto che la produttivit\u00e0 stimata dal quadro tendenziale (DEF) con la manovra (NADEF) ottiene aumenti insignificanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/cdn.gelestatic.it\/repubblica\/blogautore\/sites\/873\/2018\/11\/Tab-Cer660.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-771\" src=\"http:\/\/cdn.gelestatic.it\/repubblica\/blogautore\/sites\/873\/2018\/11\/Tab-Cer660.jpg\" alt=\"Tab-Cer660\" width=\"660\" height=\"312\" \/><\/a>Ma allora non si doveva intervenire contro la povert\u00e0 e la disoccupazione, non si dovevano toccare le norme sulle pensioni? E\u2019 del tutto legittimo, osserva il rapporto, che il governo voglia perseguire modifiche del sistema di welfare, ma queste misure \u201cdovrebbero trovare il proprio finanziamento all\u2019interno del processo distributivo\u201d: in altre parole, se si vogliono aiutare alcune categorie di cittadini in difficolt\u00e0, le risorse bisogna prenderle da qualche altra categoria che sia in condizioni pi\u00f9 prospere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, non si pu\u00f2 dar torto all\u2019economista Claudio De Vincenti, ministro nel governo Gentiloni e sottosegretario nei tre precedenti, chiamato anch\u2019egli a commentare la manovra. \u201cIl problema \u2013 ha detto \u2013 \u00e8 che questo governo non sembra avere una linea di politica economica\u201d. Il che dipende anche dal fatto che gli eventi hanno fatto coalizzare due forze politiche non omogenee, che per giunta avevano preso impegni elettorali costosi promettendo insieme (almeno la Lega con la flat tax) di ridurre le tasse. Ma le politiche di austerit\u00e0 e poi quella delle mance non hanno fatto meno danni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/?fbclid=IwAR0Z5S5Oxu9RjonO7rA1IEO2zKST5Smry9tsiev6EjcFK1hbLC9rqEPabbM\">http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/?fbclid=IwAR0Z5S5Oxu9RjonO7rA1IEO2zKST5Smry9tsiev6EjcFK1hbLC9rqEPabbM<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CARLO CLERICETTI &nbsp; Chi ha osservato in questi ultimi tempi l\u2019andamento dello spread ha notato una certa regolarit\u00e0 nel suo andamento. Spesso a inizio seduta si impenna, poi a met\u00e0 giornata torna gi\u00f9, poi fa qualche altro zigzag prima della fine della seduta. 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