{"id":46491,"date":"2018-12-03T11:00:45","date_gmt":"2018-12-03T10:00:45","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46491"},"modified":"2018-12-03T08:43:31","modified_gmt":"2018-12-03T07:43:31","slug":"che-succede-alla-sinistra-e-alla-societa-italiana-il-viejo-topo-intervista-giorgio-cremaschi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46491","title":{"rendered":"Che succede alla sinistra e alla societ\u00e0 italiana? El viejo topo intervista Giorgio Cremaschi"},"content":{"rendered":"<p><strong>di EUROSTOP\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rivista\u00a0<em>El viejo topo<\/em>\u00a0\u00e8 una delle riviste storiche della sinistra spagnola. Nel paese \u00e8 molto letta e in qualche misura orienta la discussione di una vasta area politica. Joaqu\u00ecn Arriola ha intervistato Giorgio Cremaschi per dare agli spagnoli un quadro della situazione italiana, effettivamente un po\u2019 complicata da far capire anche qui da noi\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">*****<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>1. Recentemente in Spagna c\u2019\u00e8 stato un dibattito un po\u2019 confuso tra i settori della sinistra riguardo alla caratterizzazione del governo di coalizione italiano. Alcuni leader (Julio Anguita, Manolo Monereo, Hector Illueca) sostengono che il \u201cDecreto dignit\u00e0\u201d che limita i contratti precari, stabilisce alcune sanzioni fiscali per la delocalizzazione delle imprese e sopprime la pubblicit\u00e0 del gioco, \u00e8 il pi\u00f9 rappresentativo della performance politica del governo; e riflette uno scontro tra il governo italiano con le politiche di aggiustamento promosse da Bruxelles, risultato di una \u201cribellione popolare\u201d che si sarebbe manifestata nelle elezioni italiane del 4 marzo. A questo \u00e8 stato risposto che quello \u00e8 in Italia \u00e8 un governo \u201cpopulista autoritario\u201d, di\u201destrema destra\u201d xenofoba e fiscalmente regressiva, e che in ogni caso il decreto dignit\u00e0 \u00e8 semplicemente la concessione ottenuta dal M5S contro la politica fiscale regressiva promossa da Salvini. Come pensi che i recenti movimenti elettorali in Italia debbano essere interpretati e come possiamo caratterizzare il nuovo governo?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicuramente il voto ha rappresentato una volont\u00e0 di rottura popolare con il vecchio establishment, con due componenti fondamentali. La prima \u00e8 \u00a0stata il rifiuto delle politiche di austerit\u00e0 ed in particolare delle due leggi emblema di esse, la legge Fornero che ha portato l\u2019eta pensionabile a 67 anni e oltre, il Jobsact che ha concesso la piena flessibilit\u00e0 e libert\u00e0 di licenziamento. La seconda componente \u00e8 stata quella legge ed ordine, rifiuto dei migranti, sicurezza nelle case. Questa seconda componente viaggiava su una colossale campagna mediatica, che spesso ha oscurato tutti gli altri temi. Il M5S ha cercato di interpretare soprattutto la prima componente, con delle incursioni nella seconda, la Lega di Salvini soprattutto quella legge ed ordine, con incursioni nella prima. La questione europea \u00e8 stata assente nella campagna elettorale di questi due partiti. O meglio il M5S si \u00e8 proclamato europeista e filo NATO convinto, euroatlantico \u00e8 la vecchia definizione \u00a0della guerra fredda che il loro leader Di Maio ha rispolverato e vestito. La lega di Salvini ha considerato questione il carico eccessivo di migranti addossato all\u2019Italia, e niente altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo diversi giochi politici si \u00e8 giunti ad un patto di governo che contiene istanze di destra e fascistoidi, armare i cittadini e la polizia, pugno di ferro contro i migranti, garanzia poliziesca della propriet\u00e0 privata, assieme ad alcune istanze sociali alquanto confuse. \u00c8 bene ricordare il governo italiano \u00e8 nato gi\u00e0 sotto il condizionamento dei poteri europei interpretato dal Presidente Mattarella. Il governo quindi fin dalla sua nascita ha tre anime, Lega, Cinquestelle, e tecnici di fiducia UE, il ministro dell\u2019economia Tria e quello degli esteri Moavero. Il presidente del consiglio Conte fa il \u00a0democristiano che cerca di rappresentare \u00a0tutte le anime. In \u00a0questi mesi la campagna anti migranti di Salvini ha mediaticamente travolto i cinquestelle, che nei sondaggi hanno subito una brusca caduta e sono stati scavalcati dalla Lega. Sinora il provvedimento pi\u00f9 ampio del governo \u00e8 il decreto Salvini, che istituisce lager per migranti e 6 anni di galera per i picchetti sindacali. Ma soprattutto Salvini ha conquistato la scena con una pedagogia reazionaria di massa martellante. Per meglio capire \u00e8 bene sapere che Salvini ha esultato per il risultato di Bolsonaro in Brasile e si \u00e8 paragonato a lui. I poveri cinque stelle, con una leadership particolarmente incolore e con il terrore di una rottura che porterebbe ad elezioni anticipate che vedrebbero Salvini avanzare e loro arretrare, hanno ingoiato il signoraggio politico di Salvini sul governo e hanno cercato di caratterizzarsi con i singoli provvedimenti. Qui per\u00f2 hanno incontrato i vincoli europei impersonati da Tria e dal blocco sociale, in cui sono centrali gli imprenditori medi del nord, rappresentato dalla Lega. Il Decreto Dignit\u00e0 \u00e8 aria fritta, in Italia \u00e8 scomparso da qualsiasi attenzione. Le timide proposte di modifica del Jobsact sono state rese quasi nulle in parlamento dalla Lega, che \u00a0ha stretto un patto di ferro con la Confindustria. I limiti alle delocalizzazioni sono diventati ridicoli, e infatti le aziende \u00a0chiudono come prima. Dopo il crollo del ponte Morandi a Genova, \u00a0in mano a Benetton, \u00a0i cinque stelle avevano rilanciato il tema delle nazionalizzazioni. Scomparso. Poi ora con la legge finanziaria hanno lanciato il reddito di cittadinanza, che servirebbe di pi\u00f9 al sud, mentre Salvini sponsorizza la modifica della Fornero ed il condono fiscale, che interessano il suo elettorato del nord. Non sono per\u00f2 cambiamenti di indirizzo nella politica economica ma mance elettorali. Come aveva fatto Matteo Renzi che nel momento di maggior consenso aveva distribuito un bonus di 80 euro mensili a tutti i lavoratori dipendenti. Ripeto la politica economica \u00e8 quella liberista di sempre, con una spinta reazionaria sul piano dei diritti civili ed umani e con qualche mancia la cui dimensione sar\u00e0 quella che uscir\u00e0 dal conflitto con la UE. Conflitto politico che Salvini alimenta in vista delle elezioni europee, speculare in questo a chi vorrebbe contrapporre alla destra populista un fronte da Macron a Tsipras. Alla luce di quanto avviene in Italia \u00e8 chiarissimo che la sconfitta devastante delle vecchie forze di governo, PD e Berlusconi, di centrosinistra e centro destra, non e un vero cambiamento, ma una radicalizzazione reazionaria di tutte le scelte precedenti. Il popolo si \u00e8 ribellato nelle urne, ma non nel paese, dove anzi regnano una passivit\u00e0 e rassegnazione sociale senza precedenti. Cos\u00ec la scelta Lega e Cinque stelle \u00e8 stata fatta sulla base di quel voto utile che finora nel passato aveva premiato PD e Berlusconi. Votiamo chi serve a cacciarli, tutto qui. Chi lotta contro il capitalismo e l\u2019ingiustizia sociale e si illude che il governo giallo verde sia un passo avanti rispetto ai precedenti \u00e8 destinato ad amare catastrofiche delusioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Che cosa \u00e8 successo per far scomparire la sinistra italiana come attore rilevante, e che spazio hanno le forze di opposizione oggi? Qual \u00e8 la rappresentanza politica e culturale delle classi subalterne oggi in Italia?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eravamo il paese con la pi\u00f9 forte sinistra di Europa, ora siamo con la pi\u00f9 debole. Forse siamo vittime della \u201clegge del contrappasso\u201d , come nella Divina Commedia, di Dante. Tanti fenomeni hanno concorso a questa tempesta perfetta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il neoliberismo del PD, erede dei riformisti del PCI e della sinistra DC, in primo luogo. Oggi in Italia la parola sinistra \u00e8 semplicemente squalificata, a livello popolare la sinistra \u00e8 chi sta con le banche e ti manda in pensione a settant\u2019anni. \u00a0Sono quasi trent\u2019anni che il nostro campo \u00e8 devastato da una sinistra che fa politiche di destra. Oggi la migliore assicurazione sulla vita del governo attuale \u00e8 l\u2019opposizione che ad esso fa un PD che insegue a destra imprese e logiche di mercato.\u00a0 In secondo luogo la deriva moderata del movimento sindacale, cui non \u00e8 finora riuscito a fare argine l\u2019impegno generoso del sindacalismo di base e conflittuale. Sono anni che in Italia \u00a0CGIL CISL UIL educano i lavoratori alla rassegnazione e purtroppo hanno ottenuto vasti risultati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine gli errori e l\u2019 incapacit\u00e0 di ripartire davvero della sinistra radicale. Rifondazione Comunista si \u00e8 autodistrutta nel 2008 partecipando al governo Prodi. Da allora la sinistra radicale non entra pi\u00f9 in parlamento. I movimenti sociali ed ambientali hanno tentato una interlocuzione con il M5S e ora ne sono scornati. Insomma la situazione \u00e8 molto dura e ci vorranno tempo e scelte diverse dal passato, altre organizzazioni e altri gruppi dirigenti per risalite la china. Potere al Popolo \u00e8 un tentativo in questa direzione e per questo ogni tanto deve subire i colpi dei dirigenti della vecchia sinistra radicale, che hanno dimostrato di essere incapaci di costruire, ma capacissimi di distruggere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Deve essere chiaro per\u00f2 che la ricostruzione di una forza sociale e politica anticapitalista e per il socialismo, in Italia pu\u00f2 avvenire solo in totale rottura con il mondo del PD e \u00a0in opposizione politica e morale al governo che noi chiamiamo gialloverde. Le sinistre che in nome dell\u2019antifascismo accettano il fronte da Macron Tsipras o che in nome della contestazione alla UE dialogano con Salvini &amp;C sono giustamente destinate al nulla. Le due anime della UE liberista, quella di Macron e quella di Orban Salvini, si legittimano reciprocamente cercando di occupare tutto lo spazio politico. Si pu\u00f2 ricostruire il nostro campo solo contro di loro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>3. In che misura ritieni rilevante quello che sta succedendo in Italia per il resto dei paesi europei?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ho detto noi siamo il primo paese europeo con un governo integralmente populista, e quello con la sinistra pi\u00f9 devastata. \u00c8 evidente che ci\u00f2 che accade da noi conta. Conta per le forze che hanno sottoscritto il patto di Lisbona, da France Insoumise a Podemos a altri a cui il nostro piccolo Potere al Popolo ha aderito. Per ora noi possiamo solo mettere in guardia dal rischio di farsi assorbire da uno dei due fronti, quello da Macron a Tsipras, quello da Salvini a Le Pen a Orban. La nostra stessa esistenza, la stessa possibilit\u00e0 della ripresa del socialismo in Europa si fonda sulla nostra capacit\u00e0 di essere fuori e contro entrambi i fronti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019osservatorio italiano si capisce meglio che il populismo reazionario, o quello giustizialista anti casta politica, non intendono affatto mettere in discussione la UE, ma ne sono solo una variante che si sta gi\u00e0 oggi affermando. I poteri forti italiani ed europei stanno seriamente chiedendosi se cambiare di spalla al fucile, dopo che quello dei governi socialdemocratici, conservatori, tecnici, non spara pi\u00f9. L\u2019Austria \u00e8 la perfetta dimostrazione di un governo che adotta la politica sui migranti di Salvini, prima gli austriaci come prima gli italiani, e poi continua con le politiche liberiste classiche, euro compreso. Stiamo andando verso una UE nazionalista e xenofoba. Contro di essa la nostra opposizione deve essere totale senza neanche accostarci alla UE di Junker e Merkel.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto Euromediterraneo che come Eurostop, forza che fa convintamente parte di Potere al Popolo, abbiamo lanciato, rappresenta una scelta di fondo. Bisogna uscire da una critica alla UE fatta con il metro degli amministratori delegati delle imprese che non fanno sufficienti profitti, questa \u00e8 la critica alla UE di una destra che sta per entrare nella stanza dei bottoni, non la nostra. Noi dobbiamo rompere con la UE e con la NATO per costruire pace e democrazia, per dialogare con i popoli del nord africa e e dell\u2019asia, per un nuovo sviluppo sulle sponde del mediterraneo che oggi si riempie di morti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Italia \u00e8 in corso un risveglio di coscienze, sui temi della solidariet\u00e0, dell\u2019antifascismo, della lotta allo sfruttamento che ancora non rovescia, ma incrina la cappa della rassegnazione. \u00c8 su questa base che dobbiamo ricostruire, come ho detto navigando tra la Scilla della vecchia sinistra e la Cariddi del populismo reazionario. Ci\u00f2 che riusciremo a fare servir\u00e0 a tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>4. Il risveglio della coscienza richiede una pratica, un\u2019esperienza di confronto di classe. Tuttavia, sembra che in Europa il populismo venga offerto nella sua versione reazionaria \u2013 ma penso anche nella versione del populismo progressista \u2013 come una specie di balsamo contro i mali dell\u2019austerit\u00e0, che richiede solo l\u2019adesione incondizionata delle masse e la gestione della spesa pubblica per risolvere i problemi di povert\u00e0 e disuguaglianza che hanno rafforzato le politiche neoliberali. Di fronte a ci\u00f2, come tu fai notare, le proposte della sinistra conflittuale, la politica di classe, appaiono confuse sia a livello sia programmatico che pratico. Quali spazi intravedi nell\u2019attuale scenario europeo per ricostruire un discorso e una pratica emancipatori?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Condivido il tuo giudizio di fondo sul populismo, anche perch\u00e9 in Italia le sue due componenti, quella reazionaria e quella riformista progressista sono al governo assieme. In questi giorni stanno subendo il teppismo della UE e gli avvertimenti mafiosi dello spread.. Cosa ovviamente che non c\u2019\u00e8 minimamente stata quando Salvini ha chiuso i porti ai migranti o varato le sue leggi speciali xenofobe e poliziesche. Direi che sulla sensibilit\u00e0 di classe del potere economico capitalista e del sistema ordoliberista noi siamo un campione. E questo avviene, lo ripeto non perch\u00e9 il governo contesti le direttrici di fondo delle politiche di austerit\u00e0, cio\u00e8 l\u2019avanzo primario nel bilancio pubblico, al netto degli interessi, che dura da pi\u00f9 di venti anni in Italia con una sottrazione globale \u00a0alla spesa pubblica di 600\/700 miliardi di euro. Il governo non contesta il fiscal compact n\u00e9 tantomeno l\u2019euro. \u00a0No il governo Lega-Cinquestelle chiede semplicemente qualche margine in pi\u00f9 per la distribuzione di risorse, come hanno fatto, e ottenuto, tutti i suoi predecessori europeisti. Distribuzione, non redistribuzione di risorse perch\u00e9 il governo, da un lato promette un sempre pi\u00f9 confuso e ristretto reddito di cittadinanza, in realt\u00e0 una carta acquisti per poveri sulla quale i cinque stelle si sono sprecati a dichiarare che perseguiteranno i \u201c furbi\u201d con 6 anni di galera e che gli acquisti dovranno essere \u201cmorali\u201d. Se questo \u00e8 il populismo \u00a0progressista, poi nello stesso governo quello reazionario mette in programma la flat tax per i ricchi ed il condono per gli evasori fiscali. Questo coesistere di tutte e due le anime del populismo nello stesso governo \u00e8 chiaramente efficace sul piano dell\u2019 immediato consenso, soprattutto come ho gi\u00e0 detto \u00a0se l\u2019opposizione ufficiale resta quella del PD e di Berlusconi. Ma diventa sempre pi\u00f9 ingestibile sul piano delle scelte di fondo, \u00a0una delle quali \u00e9 destinata a soccombere, i sondaggi gi\u00e0 dicono quale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E qui arriviamo al punto di fondo. L\u2019 esperienza italiana delinea gi\u00e0 la crisi del populismo progressista, di fronte alla prima reazione dei poteri veri, che non sono quelli della casta politica, ma delle classi dominanti economiche con la loro egemonia culturale. Si pu\u00f2 sfidare il capitalismo e le sue rigidissime compatibilit\u00e0 senza dirlo?Senza creare adeguata coscienza nelle sue vittime, anzi frastornandole con messaggi opposti: i migranti, la sicurezza, la burocrazia, le imprese\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le masse in questo populismo cosiddetto progressista non son protagoniste, ma seguaci sul web e poi nelle cabine elettorali. Non c\u2019\u00e8 protagonismo diretto, ma delega passiva. Come si fa a scontrarsi con il potere senza alcuna concezione e pratica di conflitto con il potere? Qui c\u2019\u00e8 il punto di crisi strategica dei cinque stelle in Italia. \u00a0Non della Lega che \u00e9 un partito liberista e padronale dentro il potere da sempre; e non a caso la Confindustria ha recentemente dichiarato il proprio completo sostegno al partito di Salvini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per\u00f2 come dici tu di fronte a questa crisi del populismo progressista la sinistra conflittuale e di classe \u00e8 fuori fuoco. Io direi di invertire il rapporto causa effetto. La distruzione in Italia ed in tanta Europa della stessa ipotesi del socialismo, la piena \u00a0assunzione a livello di massa del capitalismo reale \u00a0come unico orizzonte possibile delle scelte e dei comportamenti, ha creato lo spazio, precario, per il populismo progressista. La contraddizione di fondo \u00e8 che mai come oggi si sente il vuoto di una sinistra anticapitalista e nello stesso tempo questo vuoto permane. Qui c\u2019\u00e8 anche la questione soggettiva. Le forze residue comuniste e socialiste di sinistra non possono riproporre s\u00e9 stesse e basta. Occorre anche nel mondo della sinistra pi\u00f9 radicale una autocritica spietata, come diceva Rosa Luxembourg nel 1914. Occorre ricostruire e \u00a0misurarsi con il senso comune della critica al capitalismo, che oggi sfocia nel populismo. Per me bisogna affrontare il tema del socialismo del 21simo secolo, che non \u00e8 davvero la riproposizione di principi, ma l\u2019individuazione di un programma, di un percorso, di una pratica. Non si pu\u00f2 volere il socialismo ed accettare la UE, \u201cper la contraddizion che nol consente\u201d ..\u00e8 la seconda volta che cito Dante, stop. Senza la rottura politica e culturale con l\u2019europeismo liberale la sinistra sociale e di classe non comincia neanche ad esistere. Per questo c\u2019\u00e8 bisogno di una nuova fondazione culturale, oltre che pratica dell\u2019anticapitalismo e del socialismo e tutto ci\u00f2 che la ritarda questa va combattuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>5. In precedenza tu hai sottolineato la deriva moderata dei sindacati di maggioranza come uno dei principali fattori di indebolimento organico dei lavoratori in Europa. Ricordo una conversazione con te, in cui hai sottolineato che una \u201copinione\u201d rimasta, distaccata dalle organizzazioni sindacali, finisce sempre per adottare il discorso del possibilismo social-liberale. Quali sono, secondo te, le caratteristiche principali che deve avere il sindacalismo che vuole davvero confrontarsi con le politiche di aggiustamento neoliberista?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io continuo a pensare che il socialismo non torna senza grandi conflitti del e sul lavoro e questi oggi sono assenti, esplodono solo e no sempre di fronte ai licenziamenti, cio\u00e8 quando il rapporto di lavoro finisce. \u00a0Il moderatismo sindacale delle grandi confederazioni, in Italia con Cgil Cisl Uil ed in Europa con la CES, \u00e8 la totale accettazione delle compatibilit\u00e0, a livello macroeconomico come a quello della singola impresa, nel trattato di Maastricht come nelle finanziarie dei singoli stati. In Italia questo processo \u00e8 durato circa trenta anni ed ora ha prodotto il suo risultato: dopo molte contestazioni la classe operaia in grande maggioranza si \u00e8 convinta che avere il posto di lavoro basta e che se si chiede di pi\u00f9, lo si perde. Quindi prima il padrone del sindacato. In Italia abbiamo la desindacalizzazione per opera sindacale. E il populismo, senza distinzione tra le sue anime, \u00e8 antisindacale e interclassista e rifiuta come il diavolo il conflitto tra lavoro ed impresa. Roba vecchia han sempre detto i cinquestelle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io credo che la questione sindacale sia una delle grandi questioni strategiche di una sinistra sociale e di classe che voglia tornare ad esistere. La questione sindacale, cio\u00e8 il conflitto sociale, dove nasce, come si organizza, quali sbocchi ha, era il tema di fondo di tutte le discussioni e degli scontri nel movimento operaio di cento e pi\u00f9 anni fa. Poi si \u00e9 data per acquisita la divisione del compiti, il sindacato fa il suo mestiere, i partiti il loro. Solo negli anni 70 del secolo scorso in Italia questa divisione dei compiti venne ribaltata da un grandioso movimento di emancipazione e conflitto di classe. Poi un po\u2019 alla volta con la restaurazione di classe \u00e8 stata restaurata anche essa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi che siamo all\u2019anno zero della sinistra sociale e di classe occorre affrontare anche a livello politico la questione sindacale, senza timori di invasioni di campo. Cosa \u00e8 oggi un sindacalismo conflittuale, come si misura con le compatibilit\u00e0, quali sono le condizioni di lavoro, da dove si pu\u00f2 \u00a0ripartite per combattere l\u2019oppressione di classe e lo sfruttamento dilagante e devastante. Se non si lavora teoricamente, politicamente e praticamente su \u00a0questo si \u00e8 sempre nel rischio di essere risucchiati nel radicalismo liberale, ancora una volta l\u2019esperienza italiana serve molto. Penso ad un partito come Rifondazione comunista, che nel 1996 raggiunse quasi il 10% dei voti, \u00a0ma che non ha mai avuto una posizione comprensibile sulla questione sindacale, al di l\u00e0 ovviamente delle declamazioni e delle raccomandazioni. Forse anche per questo ha subito una lunga ed ininterrotta parabola discendente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un sinistra che vuole stare con gli sfruttati e che \u00e9 indifferente o opportunista sulla questione sindacale secondo me non ha futuro o viene assorbita in altro. La questione sindacale \u00e8 un nodo centrale, non l\u2019unico della questione sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>6. Pensi che ci sia spazio, in Italia e in Europa, per un sindacalismo anticapitalista o rivoluzionario, o l\u2019affermazione della visione sindacale come un grado meno evoluto nella coscienza politica delle classi subalterne \u00e8 ancora vera? Nelle attuali condizioni in cui viene stipulato il contratto salariale e il processo lavorativo (subappalto, precarizzazione \u2026) il sindacalismo \u00e8 il modo elementare di inquadrare i lavoratori nel conflitto capitale-lavoro? Non dovremmo esplorare altre forme di organizzazione di massa legate a questo conflitto centrale?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo che c\u2019\u00e8 spazio, anzi le compagne i compagni quello spazio se lo stanno conquistando. Innanzitutto la USB \u00e9 un sindacato in grande crescita e oramai non pu\u00f2 pi\u00f9 essere considerato un sindacato di base, ma una organizzazione sindacale a tutti gli effetti. Non certo delle dimensioni di Cgil Cisl Uil, ma competitiva con esse in diverse realt\u00e0. Vedi nel mondo sindacale vale oggi ci\u00f2 che vale in politica, non basta avere buone idee e propositi devi avere un minimo di forza credibile perch\u00e9 chi vuol lottare si rivolga a te. Altri sindacati di base hanno trovato forza in processi di organizzazione del lavoro sfruttato, penso al SiCobas nel settore cardine della logistica, ove i facchini di Amazon e di tutte le consegne a domicilio, spesso migrante, stanno costruendo un ritorno della pi\u00f9 antica delle lotte di classe. La sindacalizzazione dei lavoratori nella logistica, \u00a0e ora anche dei braccianti nelle campagne dove \u00e9 tornato un caporalato ottocentesco, soprattutto ma non tutti migranti, \u00e8 una lotta intrapresa da USB con evidenti ed immediate ripercussioni politiche nell\u2019Italia governata da Salvini. Qui c\u2019\u00e8 il ruolo centrale e politico del conflitto sociale, se la questione liberale dell\u2019accoglienza diventa lotta di classe contro lo sfruttamento, Salvini balbetta o tace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso vale per le grandi questioni sociali, casa, servizi pubblici, sanit\u00e0. Lo stesso vale per una scuola pubblica sempre pi\u00f9 dominata dal \u00a0mercato e dalla selezione di classe. Se le \u201cperiferie\u201d \u00a0diventano solo sede della guerra tra i poveri per spartirsi risorse sempre pi\u00f9 scarse, Salvini e il suo \u201cprima gli italiani\u201d trionfano. Se invece si riesce ad organizzare la lotta contro i tagli sociali che colpiscono tutti, allora prevale il nostro: \u201cprima gli sfruttati\u201d. Questa \u00e8 oggi la grande funzione democratica del conflitto di classe: o prima gli italiani, \u00a0o prima gli sfruttati, in mezzo oramai c\u2019\u00e8 sempre meno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ci\u00f2 significa ragionare ed impegnarsi su una dimensione che esce dal conflitto di lavoro tradizionale, o meglio lo circonda. Come ho gi\u00e0 detto, la svolta sociale ed economica arriver\u00e0 quando tutto il mondo del lavoro si sar\u00e0 rimesso in moto, ma non possiamo stare in attesa quasi messianica di quell\u2019evento. Anche sulla UE ci sono le stesse posizioni messianiche a sinistra: ci vuole la rottura della gabbia dei trattati europei, ma tutti assieme. Sincronizziamo bene gli orologi allora, ho detto una volta polemicamente in una discussione con questi compagni. La rottura del sistema, come ci insegna Lenin, avviene per vie impreviste, spezzando l\u2019anello pi\u00f9 debole di esso, spesso in contrasto con i manuali delle giovani marmotte del marxismo ortodosso. Oggi questa rottura va praticata per vie di conflitto sociale territoriale che spesso individuano le prime fragilit\u00e0 del sistema. Il ricatto della precarizzazione e della disoccupazione, la frantumazione delle condizioni di lavoro ed il loro disporsi in una piramide di diritti, richiedono una astuzia particolare nel conflitto. Non \u00e8 vero che i proletari hanno solo da perdere le catene, tutti e allo stesso modo. In centocinquant\u2019anni il sistema capitalista ha imparato ad amministrare quelle catene, sia nel loro diverso peso, sia rispetto alle diverse condizioni degli sfruttati. Quindi occorrono un sindacalismo ed una politica eterodossi, almeno rispetto agli ultimi decenni, sul piano del conflitto sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E quello che sta sperimentando la USB con la sua Federazione del Sociale che organizza le lotte sociali nelle periferie ed \u00e8 anche ci\u00f2 che vogliamo fare come Potere al Popolo, che vuole essere contemporaneamente un movimento politico e sociale., che cerca di unire solidariet\u00e0 e mutualismo con conflitto e partecipazione politica. Il 20 ottobre manifestiamo a Roma assieme contro le privatizzazioni e per il ritorno del pubblico, le nazionalizzazioni e lo stato sociale. Questa \u00e8 la nostra piattaforma \u201calta\u201d, poi ogni giorno essa va riempita di pratiche ravvicinate, con i problemi immediati delle persone in carne ed ossa. Ripeto, il nostro obiettivo \u00e8 ricostruire il conflitto di tutti gli sfruttati e \u00a0sappiamo che fino a che non si metteranno in moto le grandi masse del lavoro, svegliando anche i grandi sindacati addormentati nella complicit\u00e0, fin \u00a0allora sar\u00e0 pi\u00f9 resistere che avanzare. Ma questa organizzazione della resistenza per l\u2019alternativa \u00e8 la premessa di tutto. Bisogna prendere atto della dura realt\u00e0 e partire da essa, solo cos\u00ec si pu\u00f2 riprendere il cammino della emancipazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.eurostop.info\/che-succede-alla-sinistra-e-alla-societa-italiana-il-viejo-topo-intervista-giorgio-cremaschi\/\">http:\/\/www.eurostop.info\/che-succede-alla-sinistra-e-alla-societa-italiana-il-viejo-topo-intervista-giorgio-cremaschi\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di EUROSTOP\u00a0 &nbsp; La rivista\u00a0El viejo topo\u00a0\u00e8 una delle riviste storiche della sinistra spagnola. Nel paese \u00e8 molto letta e in qualche misura orienta la discussione di una vasta area politica. Joaqu\u00ecn Arriola ha intervistato Giorgio Cremaschi per dare agli spagnoli un quadro della situazione italiana, effettivamente un po\u2019 complicata da far capire anche qui da noi\u2026 ***** 1. 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