{"id":46541,"date":"2018-12-05T09:30:48","date_gmt":"2018-12-05T08:30:48","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46541"},"modified":"2018-12-04T16:08:45","modified_gmt":"2018-12-04T15:08:45","slug":"introduzione-al-sistema-politico-cinese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46541","title":{"rendered":"Introduzione al sistema politico cinese"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>MARX XXI (Fabio Massimo Parenti)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.marx21.it\/images\/cina\/china-ngo.jpg\" alt=\"china ngo\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di<strong> Fabio Massimo Parenti*<\/p>\n<p><\/strong>da\u00a0<a href=\"http:\/\/www.beppegrillo.it\/introduzione-al-sistema-politico-cinese\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">beppegrillo.it<\/a><\/p>\n<p>Chi si occupa di Cina sa bene che lo sguardo dell\u2019Occidente sulla Repubblica popolare contemporanea \u00e8 stato spesso liquidatorio, pi\u00f9 che critico direi sprezzante, superficiale e distorto. Una sorta di sagra delle opinioni stereotipate, con giudizi di valore utilizzati costantemente per mettere in risalto quanto saremmo superiori rispetto al \u201cmodello cinese\u201d. Senza per\u00f2 conoscere cosa sta accadendo in quel paese, n\u00e9 approfondire la sua lunga e profonda storia di civilt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nPer altro verso, a livello strategico gli Usa hanno favorito, proprio negli anni dell\u2019ascesa cinese come potenza economica e politica internazionale, un clima da guerra fredda. O meglio, hanno mantenuto una mentalit\u00e0 da guerra fredda. Si vedano ad esempio le posizioni di Robert Kaplan, ma anche l\u2019ultimo discorso di Pence, tanto sul commercio e la tecnologia, quanto sulle questioni marittime e strategiche, con la condanna definitiva del sistema cinese come resistente ai migliori valori dell\u2019universalismo liberale. Da non dimenticare che da quando l\u2019universalismo liberale ha preso la forma dell\u2019egemonia liberale a livello internazionale, l\u2019universalismo si \u00e8 sempre tradotto nell\u2019imposizione del particolarismo dell\u2019egemone di turno (i riferimenti bibliografici sono troppi per essere ripresi qui).<\/p>\n<p>Per questo \u00e8 sempre pi\u00f9 urgente aprire spazi di approfondimento su come funziona la politica cinese, dipinta di volta in volta come autoritaria, rigida, antidemocratica\u2026 non si capirebbe come abbia fatto un sistema tanto chiuso e autoritario, secondo la vulgata popolare, ad avere il pi\u00f9 alto livello mondiale di soddisfazione popolare verso i propri governi, a siglare accordi di ogni genere in ogni continente senza mai utilizzare la leva militare, a contribuire, in media negli ultimi anni, al 30 per cento della crescita mondiale e, non in ultimo, ad ispirare l\u2019idea, derivante da analisi empirica, del Beijing consensus, in alternativa al Washington consensus. La Belt and Road Initiative, ad esempio, sta stimolando varie emulazioni, data la sua concretezza e ragionevolezza centrata sulla necessit\u00e0 di aumentare l\u2019interconnessione geografica come ricetta di sviluppo pacifico e cooperazione tra popoli. Sempre nel rispetto della sovranit\u00e0 e autonomia degli stati. Cosa dire poi del contributo alla riduzione della povert\u00e0 assoluta nel mondo, avendo sollevato da questa condizione 800 milioni di persone in pochi decenni.<\/p>\n<p>Secondo Martin Jaques &#8211; noto studioso britannico e tra i massimi conoscitori della realt\u00e0 cinese &#8211; non siamo preparati a capire le trasformazioni cinesi che avvengono sotto la guida di governi comunisti. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto sicuramente ad un ostacolo ideologico, per quella che \u00e8 stata la nostra esperienza del comunismo, altamente idealistica e legata ad un altro contesto storico-culturale. Tuttavia, l\u2019etnocentrismo di cui l\u2019Occidente \u00e8 campione, anche nell\u2019esperienza comunista, rappresenta a mio avviso la barriera pi\u00f9 rilevante. Essa non consente di aprirsi alla conoscenza e quindi al rispetto verso una civilt\u00e0 che, per quanto altamente modernizzata e capace di apprendere ed adattare elementi tipici dello sviluppo occidentale, rimane estremamente differente nella sua peculiare longevit\u00e0. Nella politica della Cina contemporanea prevalgono infatti continuit\u00e0 storiche, filosofiche e pratiche, incentrate nella tradizione confuciana, la quale si combina storicamente con taoismo e buddismo cinesi.<\/p>\n<p>Il sistema politico non \u00e8 stato occidentalizzato, diversamente da altri paesi in via di sviluppo, e ci\u00f2 ha creato confusione, irritando alcuni falchi. Nella letteratura sul cosiddetto modello cinese, si parla non a caso di capitalismo con caratteristiche cinesi, di socialismo con caratteristiche cinesi, di capitalismo autoritario, di socialismo di mercato non capitalista\u2026 In realt\u00e0 la Cina non \u00e8 nessuno di essi, ma contiene elementi delle varie formulazioni proposte da diversi studiosi. Per riferimenti e approfondimenti rimando a questi miei due testi: Il socialismo prospero. Saggi sulla via cinese, Novaeuropa, 2017; Geofinanza e geopolitica, Egea 2016.<\/p>\n<p>Ma come funzione e cosa caratterizza il sistema politico cinese? E\u2019 davvero un sistema centralizzato resistente al cambiamento? E\u2019 realmente un sistema politico antidemocratico? Come \u00e8 cambiato e come sta cambiando?<\/p>\n<p>Di seguito andiamo a sintetizzare alcuni punti per cominciare ad avere un\u2019idea della politica cinese pi\u00f9 corrispondente alla realt\u00e0. Secondo la tradizione confuciana, la pi\u00f9 longeva nella storia del paese, bench\u00e9 a fortune alterne, la politica si identifica nel governo-apparato statale. La separazione tra governanti e governati \u00e8 considerata una virt\u00f9 e la reattivit\u00e0 politica delle \u00e9lite ai bisogni popolari una responsabilit\u00e0 ed obbligo morale sempre vivo. Questa responsabilit\u00e0, che giustificherebbe il privilegio del governare, include una clausola di \u201clicenziamento\u201d: il ribellismo dei cinesi \u00e8 storicamente famoso\u2026 anche in questi anni di grande sviluppo i processi corruttivi, sugli abusi di potere, sulla speculazione fondiaria sono stati ampiamente contestati, con migliaia di manifestazioni.<\/p>\n<p>Peraltro, non si deve dimenticare che il funzionamento dell\u2019apparato statale, incardinato nel confucianesimo, ovvero la via etica, \u00e8 stato un riferimento fondamentale nelle esperienze politiche di Giappone, Vietnam e Korea, ed \u00e8 stato studiato nei secoli da inglesi e francesi e infine dagli americani, proprio per i numerosi spunti che offriva. Solo un esempio, le competizioni pubbliche aperte per il reclutamento degli ufficiali di stato sono state riprese dalla Cina e, in particolare, dal suo sistema di selezione degli impiegati pubblici e consiglieri di stato.<\/p>\n<p>Le principali istituzioni cinesi sono il governo, con unica leadership, e la famiglia, tanto da far parlare gli storici di uno stato vissuto dalla popolazione come un padre, un membro della famiglia. Nella politica cinese gli interessi collettivi prevalgono sui gruppi di interesse, tradizionalmente. Le selezioni sono dure ed altamente meritocratiche, per dipendenti dello stato, politici e membri di partito. Alti standard etici, forte credo nella famiglia e nell\u2019educazione, gerarchia, autorit\u00e0 e autodisciplina sono i fattori valoriali che producono una sorta, bench\u00e9 peculiare, di complementariet\u00e0 stato-societ\u00e0.<\/p>\n<p>Fin qui una introduzione generale. Nel prossimo articolo offrir\u00f2 una breve sintesi dei processi di democratizzazione, che potremmo definire con caratteristiche cinesi. Tali processi ruotano intorno ai concetti di democrazia a posteriori, ovvero esecutiva; democrazia consultiva e meritocrazia politica verticale.<\/p>\n<p>*L&#8217;autore \u00e8 professore associato di studi internazionali, docente presso l&#8217;Istituto Internazionale Lorenzo de &#8216;Medici, Firenze. \u00c8 anche membro del think tank CCERRI, Zhengzhou, e membro di EURISPES, Laboratorio BRICS, Roma. Il suo ultimo libro \u00e8 Geofinance and Geopolitics, Egea. Su twitter @fabiomassimos<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<strong>Democrazia con caratteristiche cinesi (II)<\/strong><\/p>\n<p>di <strong>Fabio Massimo Parenti*<\/strong><\/p>\n<p>da\u00a0<a href=\"http:\/\/www.beppegrillo.it\/democrazia-con-caratteristiche-cinesi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">beppegrillo.it<\/a><\/p>\n<p>Proseguiamo l\u2019approfondimento sul sistema politico cinese, troppo spesso oggetto di brutali semplificazioni. Rispetto alle nostre pur diversificate esperienze europee, la Repubblica popolare funziona in accordo a mentalit\u00e0, attitudini e pratiche legate a coordinate culturali proprie, come gi\u00e0 dimostrato nel primo articolo dedicato all\u2019argomento.<\/p>\n<p>I concetti, le procedure e i risultati<\/p>\n<p>Tre termini posso aiutare a comprendere gli sviluppi democratici in Cina, a patto per\u00f2 che si sia capaci di relativizzare la nostra esperienza di democrazia rappresentativa, centrata sul suffragio universale e assunta come modello politico superiore.<\/p>\n<p>Il primo termine riguarda la democrazia a posteriori, esecutiva. I processi di democratizzazione di un sistema politico non vanno identificati con l\u2019aspetto procedurale, la cui eventuale essenza democratica non ne garantisce l\u2019efficienza esecutiva. In altre parole la democraticit\u00e0 procedurale, a monte, non assicura in alcun modo la democraticit\u00e0 delle politiche, a valle, ovvero il perseguimento di obiettivi comuni, per il benessere collettivo, e il loro conseguimento. Pertanto, l&#8217;efficacia delle politiche volte a soddisfare i bisogni del maggior numero di persone \u00e8 un parametro non secondario. Se le autorit\u00e0, i rappresentanti del popolo, sono selezionate con altri metodi (differenti dal suffragio universale), al fine di garantire, ad esempio, qualit\u00e0 etiche e competenze, potremmo avere risultati straordinari per il soddisfacimento dei bisogni delle masse.<\/p>\n<p>La Cina \u00e8 emblematica in questo senso: la procedura di selezione della classe politica non avviene, nella maggior parte dei casi, secondo il principio \u201cuna testa, un voto\u201d, a eccezione del livello di villaggio, ma attraverso la valutazione delle esperienze pregresse dei candidati, dei risultati conseguiti e dei processi di sperimentazione. Queste differenti procedure sono spesso associate a un efficientismo strategico ed amministrativo che ha prodotto, nella sostanza, risultati democratici (si vedano ad esempio le indagini su fonti primarie condotte dal Pew Reasearch, le quali confermano gli alti livelli di consenso popolare). Per tale ragione potremmo parlare in generale di democrazia a posteriori. Si badi bene che non solo la selezione delle autorit\u00e0, a tutti i livelli amministrativi, \u00e8 estremamente rigida, ma lo stesso esercizio delle proprie responsabilit\u00e0 viene costantemente monitorato, da subordinati, pari e superiori, al fine di garantire l\u2019applicazione e la reale implementazione nel tempo delle principali politiche e strategie.<\/p>\n<p>Peraltro, nei villaggi cinesi abbiamo assistito, a partire dalla fine anni Ottanta, all\u2019applicazione genuina di procedure di selezione politica basate sul suffragio universale. Queste pratiche, che prevedono anche la partecipazione di candidati indipendenti, in numero superiore ai posti disponibili, non hanno garantito per\u00f2 risultati sempre soddisfacenti. Proprio a questo livello amministrativo, infatti, si registrerebbero i pi\u00f9 diffusi e frequenti fenomeni di corruzione (si vedano le pi\u00f9 aggiornate ricerche empiriche riprese da Daniel Bell, 2015).<\/p>\n<p>Un altro termine per cogliere gli elementi di democraticit\u00e0 esistenti nel sistema politico cinese \u00e8 la pratica della consultazione, della democrazia consultiva. Si tratta dell\u2019esistenza di una procedura di consultazione con la societ\u00e0, che \u00e8 organizzata in modo strutturale e sistematico (CPPCC). La Conferenza consultiva politica del popolo \u00e8 composta da circa 3000 membri ed \u00e8 stata significativamente riformata per garantire un meccanismo di interazione qualitativa tra le istanze provenienti da una societ\u00e0 in profondo mutamento e il partito. Questa consultazione \u00e8 finalizzata a definire ed affinare strategie di sviluppo consone ai nuovi problemi, alle reali necessit\u00e0 del popolo e ai nuovi bisogni emergenti. In che modo funziona? I membri del partito ricevono consigli elaborati da vari rappresentanti della societ\u00e0 civile, appartenenti a diversi settori professionali (scienze, media, industria). Si creano gruppi che elaborano analisi e proposte per le autorit\u00e0 del partito. Da qui discendono i piani di sperimentazione di nuove politiche, esperimenti pilota, ma anche la correzione di politiche vigenti, lo sviluppo di strategie di lungo termine e, in generale, i processi di pianificazione.<\/p>\n<p>La terza ed ultima componente di democrazia cinese \u00e8 rappresentata dalla meritocrazia politica verticale ed \u00e8 legata al primo punto (democrazia a posteriori). L\u2019efficientismo esecutivo ed i buoni risultati discendono da un sistema che premia il conseguimento degli obiettivi strategici, l\u2019acquisizione di competenze e il soddisfacimento dei bisogni popolari. In qualsiasi posizione statale si \u00e8, amministrativa o politica, si ascende a una posizione superiore, di maggiori responsabilit\u00e0, solo se si fa bene. Viceversa, in caso di mala gestione si retrocede. Ci\u00f2 riguarda ad esempio gli obiettivi strategici, come la riduzione della povert\u00e0 e la conversione ecologica. Sul piano procedurale, la selezione politica a livelli politico-amministrativi superiori al villaggio prevede pertanto una valutazione complessiva dei risultati e delle esperienze pregresse, oltre al superamento di esami per quadri di partito e ufficiali di stato.<\/p>\n<p>Il privilegio di guidare un paese di 1,4 miliardi di persone, oppure essere parte della mega-macchina di governance della Repubblica popolare, apparterrebbe solo a coloro che dimostrano competenze ed affidabilit\u00e0. Il governo \u00e8 gerarchico e laterale allo stesso tempo. Basti pensare che i funzionari governativi, come i responsabili di partito e di governo al livello locale, servono fino a due mandati di cinque anni e sono valutati da colleghi, subordinati e superiori, oltrech\u00e9 dal pubblico, a cui si chiede conto delle loro prestazioni. In questo caso l\u2019ampliamento delle piattaforme pubbliche di micro-blogging ha fornito uno spazio straordinario di trasparenza amministrativa. Agli amministratori locali viene chiesto di stabilire un rapporto diretto con la cittadinanza, la quale pu\u00f2 usare questi canali per denunciare problemi, malcontento e insoddisfazione, oltrech\u00e9 avanzare proposte. Importante notare che questo processo di decentralizzazione dei rapporti stato-societ\u00e0 e delle dinamiche comunicative \u00e8 stato fortemente voluto dal governo centrale che vi ha investito enormi risorse finanziarie.<\/p>\n<p>In sostanza il sistema politico cinese \u00e8 strutturato secondo tre assi che interagiscono costantemente. Il primo, in basso, attiene ai comitati di villaggio, ove si svolgono ogni cinque anni elezioni libere e aperte, con candidati indipendenti. Queste elezioni sono sempre pi\u00f9 frequentemente osservate da rappresentatati di decine di paesi stranieri, i cui report premiano le procedure elettorali dei villaggi cinesi. Il secondo asse, intermedio, riguarda i livelli amministrativi superiori, dalle citt\u00e0 alle province, passando per le prefetture. In questi casi il partito seleziona i candidati tramite procedure interne e secondo metodi meritocratici, che combinano esperienze ed esaminazioni. In questi ambiti amministrativi si svolgono il maggior numero delle sperimentazioni di nuove politiche, su input del governo centrale o dei governi locali, che vengono eventualmente estese ad altri territori e infine all\u2019intero paese nel caso risultassero efficaci e di successo. Nella circostanza in cui si riscontrassero problemi, il processo di sperimentazione subisce interventi, aggiustamenti e ridefinizioni, pi\u00f9 o meno radicali. Lo si \u00e8 fatto per le zone economiche speciali, per la internazionalizzazione dello yuan, per le politiche familiari\u2026 parliamo di qualsia ambito, dalle politiche demografiche a quelle produttive, dalla gestione fondiaria alle attivit\u00e0 finanziarie. Il terzo e ultimo asse, in alto, attiene al governo e alle massime autorit\u00e0 del partito. Come nel caso precedente, anche qui si pone un\u2019enfasi particolare sul merito e le esperienze accumulate. Queste caratteristiche hanno dimostrato di aumentare l\u2019efficacia esecutiva delle nuove politiche e pi\u00f9 in generale il consenso da parte del pubblico. Per avere esempi \u00e8 sufficiente prendere visione dei curricula dei rappresentanti del politburo.<\/p>\n<p>Ricapitolando, nella parte inferiore abbiamo il suffragio universale, in quella intermedia la valutazione meritocratica e la forte propensione alla sperimentazione, nella parte alta l\u2019avanzamento meritocratico, cio\u00e8 successivo all\u2019accumulazione di esperienze a livelli di governance inferiori.<\/p>\n<p>Il sistema politico cinese possiede dunque diverse caratteristiche essenzialmente democratiche e l\u2019ulteriore avanzamento in questo senso dipender\u00e0 anche dal livello di pacificazione internazionale. La sicurezza geopolitica \u00e8 infatti uno dei fattori determinanti per far avanzare lo stato di diritto e i processi di democratizzazione.<\/p>\n<p>Con questi due articoli abbiamo fornito nozioni sul sistema politico-culturale cinese, e il suo funzionamento, che rimangono sconosciute ai pi\u00f9. Pertanto, coerentemente all\u2019obiettivo che ci siamo posti (il superamento delle banalizzazioni e l\u2019apprendimento di realt\u00e0 complesse e in continuo mutamento), speriamo di aver sollecitato curiosit\u00e0 per ulteriori approfondimenti.<\/p>\n<p>Siamo persuasi che una migliore conoscenza reciproca costituisca il requisito minimo per promuovere relazioni cooperative virtuose, pacifiche e lungimiranti. Il binomio conoscenza-rispetto dovrebbe essere acquisito come riferimento comune, minimo e basilare, nel funzionamento della governance globale.<\/p>\n<p>*L&#8217;autore \u00e8 professore associato di studi internazionali, docente presso l&#8217;Istituto Internazionale Lorenzo de&#8217; Medici, Firenze. \u00c8 anche membro del think tank CCERRI, Zhengzhou, e membro di EURISPES, Laboratorio BRICS, Roma. Il suo ultimo libro \u00e8 Geofinance and Geopolitics, Egea. Su twitter @fabiomassimos<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/cina\/29416-introduzione-al-sistema-politico-cinese\">http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/cina\/29416-introduzione-al-sistema-politico-cinese<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARX XXI (Fabio Massimo Parenti) &nbsp; di Fabio Massimo Parenti* da\u00a0beppegrillo.it Chi si occupa di Cina sa bene che lo sguardo dell\u2019Occidente sulla Repubblica popolare contemporanea \u00e8 stato spesso liquidatorio, pi\u00f9 che critico direi sprezzante, superficiale e distorto. Una sorta di sagra delle opinioni stereotipate, con giudizi di valore utilizzati costantemente per mettere in risalto quanto saremmo superiori rispetto al \u201cmodello cinese\u201d. 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