{"id":46543,"date":"2018-12-05T10:00:44","date_gmt":"2018-12-05T09:00:44","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46543"},"modified":"2018-12-04T16:14:23","modified_gmt":"2018-12-04T15:14:23","slug":"gilet-gialli-i-giacobini-del-web","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46543","title":{"rendered":"Gilet gialli, i giacobini del web"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>CARLO FORMENTI<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-591\" src=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/files\/2011\/05\/cformenti.jpg\" alt=\"cformenti\" width=\"70\" height=\"70\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spulciando le cronache sulla rivolta dei gilet gialli che sta sconvolgendo la Francia mi \u00e8 capitato di imbattermi in quella che ritengo la definizione pi\u00f9 azzeccata del fenomeno: in un articolo sul Corriere del 2 dicembre Massimo Nava li ha battezzati i sanculotti del web.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span id=\"more-26314\"><\/span>Perch\u00e9 mi piace questa definizione? Mettendo fra parentesi il riferimento alla mobilitazione online (che \u00e8 ormai caratteristica scontata di tutte le mobilitazioni), mi piace perch\u00e9 evoca quella che \u00e8 senza dubbio un\u2019analogia forte fra la rabbia delle plebi parigine di fine del Settecento contro gli aristocratici e quella delle plebi postmoderne contro le \u00e9lite economiche, politiche e professionali delle societ\u00e0 neoliberiste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rivolte di cittadini impoveriti allora \u2013 quando non esisteva ancora un proletariato industriale in grado di egemonizzare il movimento \u2013 rivolte di cittadini impoveriti oggi \u2013 dopo che decenni di offensiva padronale hanno disarticolato il proletariato moderno, riducendolo a massa informe di individui senza una comune identit\u00e0 sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo parliamo di blocchi sociali assai diversi: ieri una massa di piccoli artigiani, miserabili, servi della gleba, piccolo borghesi insofferenti dei privilegi di clero e nobilt\u00e0, oggi un miscuglio di disoccupati e sotto occupati, piccoli risparmiatori rovinati dalla crisi, lavoratori e ceti medi impoveriti. Ieri ceti urbani progressisti contro province vandeane, oggi ricchi parigini che si possono permettere di rinunciare a certi consumi senza subire riduzioni di status e di reddito in nome di \u201cvalori immateriali\u201d come il miglioramento dell\u2019ambiente, contro una provincia che considera come un lusso e un privilegio quelle rinunce, che per loro significano ulteriore impoverimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma un giacobinismo \u201crovesciato\u201d dove termini come progresso e conservazione assumono connotati inediti. Ed \u00e8 per questo che il populismo, grazie alla sua capacit\u00e0 federare una sommatoria di minoranze perdenti e indifese e di portarle alla soglia del potere, si rivela di gran lunga la forma pi\u00f9 efficace di mobilitazione contro il sistema esistente, ed erode sempre di pi\u00f9 lo spazio politico delle sinistre, che quella capacit\u00e0 politica hanno perso da tempo, o perch\u00e9 si attardano a rappresentare una realt\u00e0 sociale che non esiste pi\u00f9, o perch\u00e9 sono passate armi e bagagli dalla parte dei vincitori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il filosofo argentino Ernesto Laclau ha descritto assai bene questo meccanismo di aggregazione che, in situazioni di gravi crisi sistemica qual \u00e8 quella che l\u2019intero mondo capitalistico occidentale sta oggi vivendo, consente di costruire una catena equivalenziale fra domande inevase \u2013 anche assai diverse fra loro \u2013 che il potere non riesce a soddisfare. Ma ha anche spiegato perch\u00e9 questa aggregazione pu\u00f2 diventare un popolo, pu\u00f2 cio\u00e8 passare da jacquerie a rivoluzione cittadina, solo in presenza di forze politiche organizzate \u2013 di un partito giacobino appunto \u2013 in grado di guidarla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le \u201ctecniche\u201d populiste per ottenere tale risultato sono pi\u00f9 d\u2019una: populismi\u00a0 di destra come quelli di Salvini e Marine Le Pen, seguono logiche diverse da quelle dei populismi di sinistra come quelli di Sanders, Corbyn, Podemos e M\u00e9lenchon, e anche gli esponenti del regime liberista (vedi Berlusconi, Renzi e Macron) possono provarci. Ma siccome il popolo non \u00e8 una massa passiva e facilmente manipolabile, capisce presto quando qualcuno cerca di prenderlo per il naso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La partita che decider\u00e0 chi riuscir\u00e0 a prevalere nella sfida per conquistare l\u2019egemonia politica su questi processi \u00e8 appena iniziata ed \u00e8 destinata a durare a lungo. Non c\u2019\u00e8 alcuna necessit\u00e0 storica (diversamente da quanto pensano certi marxisti) che possa regalare la vittoria ai nuovi Giacobini, oppure ai Girondini, o alla Restaurazione, quel che \u00e8 certo \u00e8 che non si torna indietro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=26314\">http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=26314<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CARLO FORMENTI &nbsp; Spulciando le cronache sulla rivolta dei gilet gialli che sta sconvolgendo la Francia mi \u00e8 capitato di imbattermi in quella che ritengo la definizione pi\u00f9 azzeccata del fenomeno: in un articolo sul Corriere del 2 dicembre Massimo Nava li ha battezzati i sanculotti del web. Perch\u00e9 mi piace questa definizione? 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