{"id":46595,"date":"2018-12-06T09:30:43","date_gmt":"2018-12-06T08:30:43","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46595"},"modified":"2018-12-06T09:26:02","modified_gmt":"2018-12-06T08:26:02","slug":"linvasione-degli-ultratabu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46595","title":{"rendered":"L&#8217;invasione degli ultratab\u00f9"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>IL PEDANTE<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni civilt\u00e0 ha i suoi tab\u00f9, perch\u00e9 di ogni civilt\u00e0 \u00e8 il sacro. Ci\u00f2 che \u00e8 sacro \u00e8 intoccabile, inavvicinabile, perch\u00e9 in origine maledetto. Scrive Pompeo Festo (<i>De verborum significatione<\/i>) che l&#8217;<i>homo sacer<\/i>\u00a0\u00e8 \u00abquem populus iudicavit ob maleficium&#8230; quivis homo malus atque improbus\u00bb. Tra le etimologie proposte, l&#8217;accadico\u00a0<i>sak\u0101ru<\/i>\u00a0rimanda appunto all&#8217;atto del bloccare, interdire, ostruire l&#8217;accesso. In una comunit\u00e0 di persone il sacro postula l&#8217;indiscutibile, i riferimenti invalicabili dell&#8217;identit\u00e0 e dei valori comuni di norma rappresentati nella sintesi di un simbolo o di una formula rituale. L&#8217;ambivalenza del sacro \u00e8 prospettica: nel tracciare un confine inviolabile discrimina ci\u00f2 che deve restare fuori &#8211; il\u00a0<b>tab\u00f9<\/b>\u00a0&#8211; da ci\u00f2 che sta dentro e attorno a cui ci si deve raccogliere &#8211; il\u00a0<b>totem<\/b>. Il binomio freudiano svela cos\u00ec i due volti del sacro: dove c&#8217;\u00e8 un totem c&#8217;\u00e8 un tab\u00f9, e viceversa. Se la Repubblica Italiana si rispecchia nel totem dell&#8217;antifascismo, il fascismo \u00e8 un tab\u00f9. Se una chiesa fissa il suo totem nel dogma, i tab\u00f9 sono l&#8217;eresia e la bestemmia che lo negano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si ha notizia di civilt\u00e0 senza tab\u00f9, perch\u00e9 il sacro soddisfa un fabbisogno spirituale che si riscontra ovunque. Sarebbe perci\u00f2 sciocco credere che i tempi laici in cui viviamo si siano emancipati dal sacro e quindi dai tab\u00f9. L&#8217;errore nasce dalla confusione di\u00a0<i>sacer\u00a0<\/i>e\u00a0<i>sanctus<\/i>, dove il secondo rimanda in modo specifico alla sacralit\u00e0 religiosa.\u00a0<i>Sanctus\u00a0<\/i>\u00e8 participio passato di\u00a0<i>sanc\u012bre<\/i>, attestato anche nel significato di interdire, separare, dedicare (a una divinit\u00e0), accomunato a\u00a0<i>sacer<\/i>\u00a0da una possibile radice comune\u00a0<i>sak-<\/i>. La convergenza e quasi sovrapposizione nell&#8217;uso dei due termini sembra illustrare un processo che dall&#8217;era classica a quella cristiana ha progressivamente \u00abrelegato\u00bb il sacro nelle cose ultraterrene, con il vantaggio di trattare pi\u00f9 pragmaticamente le cose umane e della terra, di schivare cio\u00e8 il rischio di sacralizzarle rendendole cos\u00ec inconoscibili perch\u00e9 inaccessibili al \u03bb\u1f79\u03b3\u03bf\u03c2. Un rischio che si sarebbe confermato e si sta pi\u00f9 che mai confermando reale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Ben lontano dall&#8217;essere desacralizzata, la nostra \u00e8 una societ\u00e0 desantificata che nel rinunciare al santo ha trascinato il sacro nel fango della storia<\/b>. Attaccando il divino nella speranza di guadagnarne una liberazione dagli \u00abschemi\u00bb, dagli \u00aberrori\u00bb e, appunto, dai tab\u00f9 del passato, lo ha frantumato in tante schegge semidivine disseminando il sacro in ogni forma e in ogni dove. Da questo schianto \u00e8 sorto un politeismo i cui feticci non portano pi\u00f9 le insegne della divinit\u00e0 ma ne preservano l&#8217;inattaccabilit\u00e0 e il dogmatismo. Se l&#8217;esperimento novecentesco dell&#8217;ateismo di Stato ha colmato il vuoto del sacro religioso con il suo rimpiazzo politico mantenendo e possibilmente aumentando i corollari presidi di repressione e censura degli eterodossi, il fenomeno \u00e8 letteralmente esploso negli ultimi anni in seno alle democrazie occidentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Svincolati dalla sorveglianza di una dottrina riconosciuta e centrale, i nodi del sacro si sono moltiplicati e hanno infestato il discorso pubblico e privato, e quindi anche il pensiero. Ai richiamati totem laici dell&#8217;antifascismo e della democrazia si sono aggiunti quelli dell&#8217;Unione Europea, Gerusalemme babelica portatrice e promettitrice di pace, dei suoi padri e profeti, de \u00abi mercati\u00bb giusti, onnipotenti e severi, dell&#8217;internazionalizzazione di popoli e capitali in cui sciogliersi per rinascere fortificati (Gv, 24-25), dell&#8217;accoglienza di ogni diversit\u00e0 purch\u00e9 non di pensiero, del laicismo, del riscaldamento globale, della parit\u00e0 di generi e orientamenti sessuali e della loro moltiplicazione, di cose, persone e organizzazioni che \u00absalvano vite\u00bb, della storia non pi\u00f9 solo patria ma di qualunque angolo di mondo purch\u00e9 scritta dai vincitori, del progresso che si autoavvera nella condanna acritica di tutto ci\u00f2 che \u00e8 trascorso. L&#8217;ultimo totem \u00e8 insieme il pi\u00f9 promettente e potente: \u00abla scienza\u00bb e l&#8217;innovazione tecnologica in cui si celebrano non gi\u00e0 gli strumenti, ma i fini di un&#8217;evoluzione di cui portarci all&#8217;altezza espungendo ogni incomputabile residuo di umanit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai totem rispondono pi\u00f9 numerosi i tab\u00f9: non solo \u00abi fascismi\u00bb ma anche \u00abi nazionalismi\u00bb e le stesse nazioni, le identit\u00e0 tradizionali (il colore locale \u00e8 ammesso, purch\u00e9 vendibile), la discriminazione anche solo come distinzione di generi e genti, \u00abodio\u00bb, razzismo, sessismo, antisemitismo, omofobia, transfobia, xenofobia, islamofobia e tutte le nostalgie di un passato ontologicamente peggiore. Dal totem scientifico discendono i tab\u00f9 dell&#8217;antiscientismo, di chi non si lascia cullare da \u00abgli esperti\u00bb circolarmente espressi da \u00abla scienza\u00bb come sistema gerarchico e finisce negli antri di \u00abmaghi\u00bb e \u00abstregoni\u00bb, della superstizione, dell&#8217;antivaccinismo, delle cure alternative e \u00abciarlatanesche\u00bb, della critica darwiniana, delle scie chimiche, della terra piatta, cubica o dodecaedrica e di qualsiasi altro dubbio non corroborato dai media o dalle\u00a0<i>peer review<\/i>. Non serve che il soggetto si affili direttamente a un tab\u00f9: basta che non si dissoci dalla sua lettera e dai suoi latori con la dovuta veemenza. Allora sar\u00e0 detto revisionista, negazionista, complottista o reazionario, dato in pasto al gregge schiumante e accusato della stessa bestialit\u00e0 con cui lo si attacca. Non potendolo pi\u00f9 chiamare eretico, dell&#8217;eretico subir\u00e0 la sorte sociale, fin quando il sognato tramonto delle garanzie costituzionali non render\u00e0 lecita anche quella penale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questi tab\u00f9 generali ciascuno aggiunge i propri e quelli della propria fazione, in un proliferare senza freni di\u00a0<i>caveat<\/i>\u00a0dialettici dove l&#8217;elaborazione verbale e concettuale diventa un campo minato, un percorso a ostacoli irto di cose da non dire, o da dire avendo reso devoto omaggio al loro contrario (\u00abpremesso che personalmente\u00bb, \u00abben lungi dal difendere\u00bb e via escusando). Si instaura cos\u00ec la \u00abdittatura del politicamente corretto\u00bb denunciata e descritta da molti autori, che nell&#8217;incarcerare il discorso toglie spazio al pensiero e lo impoverisce, lo confina in un cono di luce sempre pi\u00f9 angusto dove pu\u00f2 solo balbettare e ridursi alla litania degli slogan e degli hashtag, fino all&#8217;afasia. Ci\u00f2 che resta \u00e8 un pensiero minimo e lobotomico asservito alla sua negazione, un intelletto tutto teso allo spegnimento si s\u00e9: proprio e altrui, presente, futuro e persino passato, con la pretesa di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2017-10-08\/perche-l-italia-ha-ancora-cosi-tanti-monumenti-fascisti-new-yorker-provoca-rete-stronca-121459.shtml?uuid=AEiYSLhC\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">distruggere<\/a>\u00a0o\u00a0<a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/2018\/01\/08\/giusto-cambiare-il-finale-di-carmen-che-non-muore-per-denunciare-la-violenza-sulle-donne-bufera-su-nardella-questa-e-follia_a_23327209\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">riscrivere<\/a>\u00a0le testimonianze sgradite alle nuove dottrine.\u00a0<b>L&#8217;epoca presente si candida cos\u00ec a diventare non solo la pi\u00f9 bigotta e fanatica, ma anche quella intellettualmente pi\u00f9 povera, la pi\u00f9 sterile e puerile degli ultimi secoli<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\">***<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel rompere gli argini del sacro, l&#8217;eclissi del santo ne ha liberalizzato anche i sacerdoti, conoscitori e guardiani del tab\u00f9, il cui soglio vacante si \u00e8 lasciato occupare da chi gi\u00e0 occupava il trono secolare dell&#8217;economia e delle armi, dai vincitori del mondo e da chi ne accetta la legge. Ecco un&#8217;ascoltata intellettuale enunciare, con\u00a0<a href=\"https:\/\/www.einaudi.it\/approfondimenti\/michela-murgia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">apposito test<\/a>, un lungo elenco di\u00a0<i>propositiones<\/i>\u00a0in odore di \u00abfascismo\u00bb per misurare l&#8217;omodossia dei lettori. Eccone\u00a0<a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/it\/article\/2018\/09\/03\/il-populismo-di-oggi-laveva-spiegato-umberto-eco-parlando-del-fascismo\/39295\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un altro<\/a>\u00a0che nel\u00a0<i>\u00ab<\/i>populismo\u00bb vede non gi\u00e0 l&#8217;etichetta storica di un momento storico ma la colpa eterna del \u00abfascismo eterno\u00bb\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nybooks.com\/articles\/1995\/06\/22\/ur-fascism\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">formulata<\/a>\u00a0da un\u00a0<i>pater ecclesiae<\/i>. Ecco\u00a0<a href=\"http:\/\/blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it\/?p=16804\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l&#8217;analisi<\/a>\u00a0di un \u00abmaschilismo\u00bb che sedurrebbe le anime per \u00abvie insidiose\u00bb e invisibili ai non iniziati. Ed ecco il giornalista di un grande giornale che, al contrario, distribuisce dispense dal tab\u00f9 atavico dell&#8217;infanzia sofferente spiegando \u00ab<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/18_aprile_10\/siria-mostrare-foto-un-bimbo-che-muore-b4fd6eca-3c2f-11e8-b32d-1ffee392ceeb.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">quando \u00e8 necessario mostrare la foto di un bimbo che muore<\/a>\u00bb. Quando? Solo in casi estremi: quelli cio\u00e8 decisi da lui e dai suoi editori per attaccare i governi a s\u00e9 nemici, perch\u00e9 l\u00ec \u00abnon pu\u00f2 esistere il sospetto che sia un modo di speculare sui minori\u00bb.\u00a0<b>Chi controlla i tab\u00f9 controlla il pensiero<\/b>, ne traccia i confini e l&#8217;orizzonte, alza gli argini dentro cui deve fluire per imporgli l&#8217;unico corso possibile: il proprio.\u00a0<a href=\"https:\/\/www.maurizioblondet.it\/politicamente-corretto-come-psicopolizia-suggestionare-sorvegliare-censurare-punire\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Scrive<\/a>\u00a0Roberto Pecchioli:<\/p>\n<blockquote><p>Il XXI secolo, tecnologico e permissivo, ha bisogno di un sistema di potere allucinogeno: le masse devono essere convinte di godere di ampie libert\u00e0, nonch\u00e9 di avere grandi possibilit\u00e0 individuali. Un esercito di finti pezzi unici, sospinti per\u00f2 verso comportamenti, gusti, reazioni assolutamente comuni e previste. \u00c8 il principio del soft power, che agisce per linee interne, a livello subliminale, persuasivo, per coazione a ripetere, mostrando e imponendo modelli, ottenendo senza violenza fisica comportamenti o attitudini di proprio gradimento.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">E ancora:<\/p>\n<blockquote><p>Ci\u00f2 che chiamiamo politicamente corretto \u00e8 una accattivante confezione di preconcetti basata su un unico postulato: l\u2019uguaglianza quasi paranoica, ossessiva, superstiziosa, che diventa uniformit\u00e0, gabbia inviolabile. Timoroso di se stesso, l\u2019uomo mette a confronto la sua percezione di fatti, il proprio principio di realt\u00e0, inevitabilmente diverso dalla visione ufficiale, e censura se stesso, si considera cattivo, malvagio in quanto giudica altrimenti, e, nella maggioranza dei casi, si conforma, sino a introiettare come giusto e vero quello che il suo proprio convincimento rifiuterebbe.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">I frutti del condizionamento\u00a0<i>a contrariis<\/i>\u00a0sono strabilianti, non ottenibili con tecniche di propaganda \u00abpositiva\u00bb.\u00a0<b>Emmanuel Macron<\/b>, gi\u00e0 banchiere presso i Rotschild e misteriosamente catapultato al Ministero dell&#8217;economia nel 2014, dove fece approvare con procedura d&#8217;urgenza la legge ferocemente padronale che porta il suo nome, lo stesso Macron contro cui oggi le classi popolari francesi manifestano mettendo a ferro e fuoco il Paese, si aggiudic\u00f2 le elezioni presidenziali del 2017 contro\u00a0<b>Marine Le Pen<\/b>\u00a0perch\u00e9 quest&#8217;ultima era tab\u00f9, figlia di un neofascista, dimostrando cos\u00ec che lo stigma sacrale si trasmette anche per via di sangue, non solo ideologica. Per lo stesso motivo qualcuno \u00e8 riuscito a scrivere che non si possono criticare le idee e le iniziative politiche di\u00a0<b>George Soros<\/b>\u00a0senza violare il tab\u00f9 dell&#8217;\u00abantisemitismo\u00bb, vantando il finanziere ungherese un&#8217;ascendenza ebraica. Associando tab\u00f9 lontani si creano e si governano i \u00abmoderati\u00bb, che non essendo mai tali negli atti e nelle idee si definiscono cos\u00ec perch\u00e9 abbracciano gli atti e le idee del manovratore di turno collocandosi con prevedibile diligenza tra gli \u00abestremismi\u00bb, cio\u00e8 i tab\u00f9, che ha fabbricato per loro. L&#8217;intransigenza del metodo generale produce, per imitazione, parrocchie e sottogruppi ancora pi\u00f9 intransigenti, in reciproca guerra per aggiudicarsi la palma dei \u00abpuri\u00bb. Nasce cos\u00ec il fenomeno del \u00abmai con\u00bb, infallibile nel soffocare in culla le possibili alleanze tra dissenzienti, tutti impegnati a restringere ulteriormente il gi\u00e0 ristretto recinto sacrale per bearsi della propria incontaminazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andrebbe chiaramente detto &#8211; e qui lo diciamo &#8211; che non \u00e8 possibile rendere omaggio al complicato olimpo dei totem e dei tab\u00f9 contemporanei per guadagnarsi il diritto di esprimersi, e insieme esprimere un pensiero libero e originale, figuriamoci critico. Perch\u00e9 le minuziose mappe del sacro servono precisamente<i>\u00a0<\/i>a sopprimere la libert\u00e0 di pronunciare ci\u00f2 che dispiace a chi ha la forza di imporle. Non si pu\u00f2 vincere rispettando le regole degli avversari. Quando parlo del\u00a0<a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/immunita-di-legge\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">libro che ho recentemente pubblicato<\/a>\u00a0con Pier Paolo Dal Monte sui rischi di avere reso coercitive e indiscutibili diverse vaccinazioni per l&#8217;infanzia, mi guardo bene dal prendere le distanze dai \u00abno vax\u00bb. Non perch\u00e9 io lo sia o non lo sia, ma perch\u00e9 quel tab\u00f9 serve proprio ed esclusivamente &#8211; lo ripeto: esclusivamente, mancandogli ogni fondamento analitico &#8211; a squalificare ogni posizione critica sul tema, e quindi anche ci\u00f2 che ho scritto nel libro. Sicch\u00e9 mi sconfesserei gi\u00e0 in partenza. N\u00e9 sarebbe intelligente esercitarsi in distinzioni diffinitorie di scuola questista su quale sia il \u00abvero\u00bb oscurantismo, il \u00abvero\u00bb razzismo, il \u00abvero\u00bb negazionismo o, viceversa, la \u00abvera\u00bb Europa, il \u00abvero\u00bb internazionalismo, il \u00abvero\u00bb progresso e via dicendo, perch\u00e9 si \u00e8 gi\u00e0 visto che il sacro \u00e8 postulato in ontologia, esiste proprio per mettere i cardini fondanti dell&#8217;identit\u00e0 al riparo dalla dialettica. Il suo essere indeclinabile \u00e8 cio\u00e8 sostanziale, non accidentale. L&#8217;unica strategia costruttiva \u00e8 quindi quella di disconoscere i tab\u00f9 vulgati, di allontanarsene e di rimuoverli dalla propria agenda per costruire un pensiero altro e ancorato ai propri, personali tab\u00f9: meglio se pochi e meglio ancora, per quanto possibile, se non inquinati dal mondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/ilpedante.org\/post\/l-invasione-degli-ultratabu\">http:\/\/ilpedante.org\/post\/l-invasione-degli-ultratabu<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL PEDANTE &nbsp; Ogni civilt\u00e0 ha i suoi tab\u00f9, perch\u00e9 di ogni civilt\u00e0 \u00e8 il sacro. Ci\u00f2 che \u00e8 sacro \u00e8 intoccabile, inavvicinabile, perch\u00e9 in origine maledetto. Scrive Pompeo Festo (De verborum significatione) che l&#8217;homo sacer\u00a0\u00e8 \u00abquem populus iudicavit ob maleficium&#8230; quivis homo malus atque improbus\u00bb. 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