{"id":46619,"date":"2018-12-06T10:00:48","date_gmt":"2018-12-06T09:00:48","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46619"},"modified":"2018-12-06T09:24:18","modified_gmt":"2018-12-06T08:24:18","slug":"le-ragioni-strutturali-del-debito-pubblico-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46619","title":{"rendered":"Le ragioni strutturali del debito pubblico italiano"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ALDO GIANNULI<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-full size-full wp-post-image\" src=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/wp-content\/uploads\/debito_pubblico_940.jpg\" sizes=\"(max-width: 940px) 100vw, 940px\" srcset=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/wp-content\/uploads\/debito_pubblico_940.jpg 940w, http:\/\/www.aldogiannuli.it\/wp-content\/uploads\/debito_pubblico_940-300x128.jpg 300w, http:\/\/www.aldogiannuli.it\/wp-content\/uploads\/debito_pubblico_940-150x64.jpg 150w\" alt=\"\" width=\"940\" height=\"402\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si sa, il debito pubblico italiano (per il rapporto debito-Pil) \u00e8 il terzo del Mondo con oltre 2.300 miliardi di euro e, nonostante i governi abbiano giurato di impegnarsi per ridurlo, da almeno 30 anni, non ha fatto che crescere, salvo la breve parentesi dei primi anni novanta, quando, con le privatizzazioni, qualcosa entr\u00f2 in cassa ma senza che il debito sendesse in modo apprezzabile. Dopo \u00e8 stato solo corsa in salita. <span id=\"more-9828\"><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Perch\u00e9? La ragione \u00e8 molto semplice: perch\u00e9 lo stato ogni anno spende pi\u00f9 di quel che incassa.<\/strong> E questo \u00e8 una banalit\u00e0, ma la vera domanda \u00e8 perch\u00e9 lo Stato spenda tanto, nonostante le diverse commissioni per il taglio della spesa pubblica (si pensi a Cottarelli)? Il punto \u00e8 che la nostra spesa \u00e8 molto anelastica e presenta diverse rigidit\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/finanza-e-mercati\/2018-10-18\/debito-pubblico-come-quando-e-perche-e-esploso-italia-172509.shtml?uuid=AEMRbSRG&amp;fromSearch\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">formatesi in epoche successive.<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La prima, storica, \u00e8 quella dell\u2019iper trofia della Pubblica amministrazione:<\/strong> siamo il paese europeo con il maggior numero di dipendenti per 100.000 abitanti e questo risale, per certi versi, gi\u00e0 all\u2019epoca liberale che gonfi\u00f2 alcuni organici sia per ragioni di consenso, legate alla necessit\u00e0 di riassorbire, per quanto possibile gli apparati burocratici e militari degli stati preunitari, sia per le esigenze del nuovo Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Poi una nuova spinta venne dal Fascismo<\/strong> che doveva assicurare sistemazione al suo seguito sociale e che si espresse essenzialmente nel dilatare la prassi giolittiana del \u201cgovernare per enti\u201d quel che gener\u00f2 la foresta del parastato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Poi la Dc, per organizzare una robusta cintura di ceti medi da opporre al mondo operaio orientato a sinistra,<\/strong> largheggi\u00f2 nelle assunzioni soprattutto nel sud ed a questo si aggiunse l\u2019apparato burocratico delle Regioni (una riforma di cui possiamo dire ora definitivamente fallita) che si somm\u00f2 agli altri apparati degli enti locali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Negli ultimi anni la tendenza all\u2019ipertrofia amministrativa si \u00e8 quasi arrestata<\/strong> ma i ranghi sono restati dilatati e l\u2019andata in pensione di una parte dei vecchi dipendenti non semopre rimpiazzati, da un lato ha ingrossato la spesa pensionistica, dall\u2019altro \u00e8 stata compensata dal ricordo al precariato ed alla folla dei consulenti ed esterni che affollano in particolare gli enti locali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Insomma la Pa continua ad essere la prima ragione dell\u2019eccesso di spesa<\/strong> e, ovviamente, \u00e8 possibile far poco perch\u00e9 in gran parte il personale \u00e8 illicenziabile per inderogabili principi giuridici. Di fatto le tensioni si scaricano sui precari, mentre i consulenti o pretesi tali sono spesso galoppini elettorali protetti dai partiti che li hanno inseriti e, dunque, manca la volont\u00e0 politica per ridurli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La seconda ragione strutturale \u00e8 la spesa pensionistica<\/strong> su cui si scaricano molte scelte del passato, a cominciare dalla sciagurata norma di marca democristiana che consentiva ai dipendenti della Pa di andare in pensione dopo 19 anni, sei mesi ed un giorno di lavoro. Norma poi abolita, ma c\u2019\u00e8 ancora una discreta quota da smaltire, come, peraltro per le troppo facili pensioni di invalidit\u00e0 concesse a piene mani nelle regioni meridionali per contribuire al bacino elettorale della Dc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altra parte, il metodo retributivo concedeva un trattamento pensionistico pi\u00f9 generoso di quanto non fosse giustificato dalla contribuzione, questo perch\u00e9 si immaginava una economia in costante espansione, per cui le pensioni, pi\u00f9 che dai contributi di chi andava in pensione, erano sostenute dalle trattenute pensionistiche di chi era in servizio e che, a sua volta, avrebbe goduto del gettito assicurato dalle generazioni successive, ma le cose sono andate meno ottimisticamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui non \u00e8 il caso di sviluppare questo che \u00e8 uno degli argomenti pi\u00f9 complessi del dibattito politico, ci basta solo osservare che si pu\u00f2 fare molto poco, oltre non rimpiazzare una parte di quelli che vanno in pensione dal pubblico impiego. Non sono possibili neanche tagli o riduzioni a chi gi\u00e0 \u00e8 in pensione o passare al contributivo quelli che sono andati in quiescenza con il metodo retributivo perch\u00e9 la pensione \u00e8 un debito vitalizio dello Stato non rinegoziabile. E questo per ragioni giuridiche di rango costituzionale, almeno sino a quando ci sar\u00e0 una Costituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al massimo si pu\u00f2, come una tantum, corrispondere una parte della pensione sotto forma di buoni di stato a basso rendimento, non cedibili ad a scadenza decennale, ma, oltre una soglia molto modesta questo potrebbe scatenare proteste molto vivaci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il terzo motivo dell\u2019alta spesa pubblica \u00e8 l\u2019elevato costo del sistema sanitario:<\/strong> va detto che, per il livello di preparazione dei medici, per ampiezza di prestazioni e costi contenuti \u00e8 uno dei migliori sistemi sanitari del Mondo, anche se organizzativamente \u00e8 un disastro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 non toglie che il costo sia eccessivo rispetto alla prestazioni che vorremmo mantenere e migliorare, qui ci sarebbe da scavare soprattutto sul tanfo di corruzione che deriva da molti accordi con Big Farma con l\u2019acquisti di farmaci a prezzi decisamente spropositati, e che deriva anche dagli acquisti di macchinari e da alcuni appalti di costruzione di nuovi ospedali. Magari una commissione parlamentare di inchiesta non ci starebbe cos\u00ec male.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Altra voce tradizionalmente molto pesante \u00e8 quella delle opere pubbliche<\/strong> (che, negli ultimi anni della prima repubblica arriv\u00f2 a sfiorare il 30% sul totale) e dell\u2019odore di tangenti in questo campo non c\u2019\u00e8 bisogno di dire. Per di pi\u00f9, negli ultimi anni la frenesia delle \u201cgrandi opere\u201d ha peggiorato le cose, soprattutto a danno della manutenzione che ormai \u00e8 la cenerentola della spesa nel settore. Va da s\u00e9 che di opere pubbliche di grandi dimensioni c\u2019\u00e8 bisogno sia per modernizzare il paese sia per sostenere la domanda nel settore delle costruzioni e del relativo indotto, ma c\u2019\u00e8 da chiedersi se siamo necessarie proprio tutte anche per il consumo di territorio (in 15 anni sono state costruite strade per una superficie pari all\u2019estensione di una media provincia) e se il costo sia davvero congruo. Ed anche dopo una analisi molto attenta non sarebbe una cosa eccessiva, soprattutto in comparazione con i costi delle stesse opere negli altri paesi europei. Qui ci sarebbe davvero molto da risparmiare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A queste voci \u201ctradizionali\u201d della spesa pubblica, negli ultimi anni se ne sono aggiunte altre due pi\u00f9 recenti.<\/strong> In primo luogo la spesa politica che non \u00e8 riducibile (come pensano i 5stelle) ad indennit\u00e0 e vitalizi ci parlamentari e consiglieri regionali, retribuzioni sicuramente molto alte, ma che riguardano poche migliaia di persone, quindi, voce di spesa in complesso non molto alta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema pi\u00f9 serio \u00e8 stato il massiccio aumento dei gettoni per i consiglieri degli enti locali, retribuendo stabilmente persino i consiglieri di municipi e quartieri. Poi c\u2019\u00e8 la voce delle profumatissime retribuzioni dei consiglieri di amministrazione delle 1.760 societ\u00e8\u00e0 collegate o controllate da enti pubblici locali e nazionali . Qui si tratta di circa 30.000 persone che percepiscono spesso compensi maggiori di quelli dei parlamentari, cui vanno sommati i compensi per le aziende comunali (anche sei comuni non capoluogo) ed i non miseri compensi della pletora di consulenti a vario livello, di cui dicevamo poco prima. Infine le retribuzioni di segretarie, portaborse, dipendenti di nasso livello a vario titolo collegati all\u2019indotto della spesa politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Complessivamente, lo Stato retribuisce in forma diretta o indiretta fra le 300. 000 e le 500.000 persone (si tratta di stime, non di dati precisi) e con retribuzioni in genere pi\u00f9 alte della media a corrispondente livello. In Italia spesa politica \u00e8 sempre stata la pi\u00f9 altra di tutti i paesi europei, ma la tendenza ha proceduto al galoppo negli ultimi venti anni con la spesa politica occulta degli enti e delle consulenze. E qui c\u2019\u00e8 da tagliare e molto, riducendo il numero delle persone ai vari livelli (siamo sicuri che un consiglio comunale della avere ben 80 consiglieri? Che i consigli di quartiere siano davvero cos\u00ec fondamentali? Che le societ\u00e0 controllate non possano essere la met\u00e0?), sia l\u2019entit\u00e0 delle retribuzioni. Se ci limitassimo a ridurre di 100.000 persone questa armata di burocrati e riducessimo mediamente di un quinto le loro retribuzioni \u00e8 realistico pensare un taglio di circa 5-7 miliardi l\u2019anno che non \u00e8 poco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Infine l\u2019altra voce che ha preso il volo \u00e8 quella della <\/strong><a href=\"https:\/\/www.truenumbers.it\/costo-del-debito-pubblico\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">spesa per gli interessi sul debito.<\/a> Se consideriamo sia il debito dello Stato centrale, sia quello degli enti locali, sia la Cassa Depositi e Prestiti, superiamo di slancio gli 80 miliardi l\u2019anno. Qui \u00e8 necessario fermare la tendenza ad un ulteriore indebitamento e recuperare il controllo delle dinamiche debito-interessi- Pil, magari introducendo forme di prestito forzoso a basso rendimento per buoni a scadenza decennale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerando un intervento anche contenuto su tutte queste voci di spesa, senza incidere sulla spesa sociale se non marginalmente, \u00e8 credibile un taglio della spesa di 60-70 miliardi l\u2019anno \u00e8 credibile. Magari discutiamone dati alla mano e non raccontandoci favole come la flat tax ed il reddito di cittadinanza. Beninteso, la pressione fiscale su imprese e ceti medi deve calare ragionevolmente e un intervento assistenziale limitato nel tempo e nella platea sono misure necessarie, ma non raccontiamo balle alla gente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/le-ragioni-strutturali-del-debito-pubblico-italiano\/\">http:\/\/www.aldogiannuli.it\/le-ragioni-strutturali-del-debito-pubblico-italiano\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALDO GIANNULI &nbsp; &nbsp; Come si sa, il debito pubblico italiano (per il rapporto debito-Pil) \u00e8 il terzo del Mondo con oltre 2.300 miliardi di euro e, nonostante i governi abbiano giurato di impegnarsi per ridurlo, da almeno 30 anni, non ha fatto che crescere, salvo la breve parentesi dei primi anni novanta, quando, con le privatizzazioni, qualcosa entr\u00f2 in cassa ma senza che il debito sendesse in modo apprezzabile. 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