{"id":46652,"date":"2018-12-12T00:31:51","date_gmt":"2018-12-11T23:31:51","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46652"},"modified":"2018-12-11T11:46:08","modified_gmt":"2018-12-11T10:46:08","slug":"la-regionalizzazione-prove-di-smantellamento-dellistruzione-pubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46652","title":{"rendered":"La regionalizzazione: prove di smantellamento dell\u2019istruzione pubblica"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di FERNANDA MAZZOLI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Procede, con andamento ormai routinario, lo smantellamento progressivo dell\u2019Istruzione pubblica che rischia di perdere un altro dei suoi puntelli, vale a dire il suo carattere nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019indifferenza pressoch\u00e9 generale, la regionalizzazione del sistema scolastico sta compiendo piccoli, ma significativi passi, ultimo dei quali\u00a0<a href=\"https:\/\/www.orizzontescuola.it\/docenti-ed%20ata-assunti%20da%20regioni-donazzan-veneto-li-paghiamo-di%20pi%C3%B9\">una altisonante intervista<\/a>\u00a0rilasciata dall\u2019assessore all\u2019Istruzione e Lavoro del Veneto che rivendica per una regione virtuosa, con i conti in ordine e buoni servizi, la possibilit\u00e0 di gestire autonomamente organici e stipendi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ministro Bussetti che, a pochi giorni dalla sua nomina, aveva dichiarato la sua intenzione di evitare di intervenire sul tessuto della scuola con nuove riforme ed ulteriori strappi, in\u00a0<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/scuola\/secondaria\/18_ottobre-24\/iprfof-veneto-lombardia-assunti-regione-un-opportunita\">un\u2019intervista rilasciata al Corriere<\/a>\u00a0definisce la regionalizzazione un\u2019opportunit\u00e0, ma precisa che i tempi saranno lunghi e che si dovr\u00e0 rimanere nei limiti della Costituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le dichiarazioni dei due politici fanno seguito ad un\u2019iniziativa della regione Veneto (di cui Roars si\u00a0<a href=\"https:\/\/www.roars.it\/online\/entro-ottobre-avremo-la-regionalizzazione-di-scuola-e.universita\">\u00e8 gi\u00e0 occupato<\/a>) che, in nome dell\u2019 \u201cautonomia differenziata\u201d, prevede la sostanziale regionalizzazione di scuola ed universit\u00e0, in concomitanza con la richiesta di attribuzione di maggiori risorse finanziarie in base a parametri che prendono in considerazione il maggior gettito fiscale del Veneto rispetto ad altre regioni italiane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019\u201dautonomia differenziata\u201d e, dunque, alla possibilit\u00e0 di un passaggio alle regioni a statuto ordinario di alcuni servizi erogati sino ad adesso dallo Stato,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.orizzontescuola.it\/def-le-misure-sulla-scuola-cittadinanza-alternanza-trasferimenti-sostegno-formazione\">fa riferimento anche il DEF 2019<\/a>, richiamandosi alla necessit\u00e0 di dare piena attuazione all\u2019articolo 116, terzo comma, frutto della riforma costituzionale del 2001 che modific\u00f2 il Titolo V. Sul finire del 2006, durante il governo Prodi e su sollecitazione di due sentenze della Corte costituzionale, fu varato dalla Conferenza Stato Regioni il Master Plan, piano delle azioni per l\u2019attuazione del titolo V della Costituzione in materia di istruzione. Le travagliate vicende politiche susseguitesi, con frequenti cambi di governo e di legislatura, hanno ritardato fino ai giorni nostri l\u2019attuazione dell\u2019articolo 116.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel corso del 2017, primo ministro Gentiloni, tre regioni (Veneto, Lombardia ed Emilia) hanno avviato un percorso in tale direzione, creando i presupposti per il rilancio e la realizzazione di un progetto che l\u2019attuale governo sembra interessato a portare a termine, tanto da inserirlo nel DEF.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se il passaggio alle regioni di ambiti tradizionalmente di competenza dello Stato centrale \u00e8 nel DNA della Lega, formatasi sul finire del secolo scorso intorno alle bandiere dell\u2019autonomismo se non della secessione, non si pu\u00f2, tuttavia, nascondere che<strong>\u00a0la matrice legislativa di tale passaggio \u00e8 da ricercarsi nel Decreto Bassanini del 2001<\/strong>\u00a0che gi\u00e0 contemplava un decentramento dei servizi, ivi compreso quello scolastico.\u00a0<strong>Per non parlare dell\u2019autonomia introdotta nel 1998 dalla riforma Berlinguer, incunabolo di tutte le successive destrutturazioni del sistema scolastico<\/strong>\u00a0in senso aziendalistico<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La<strong>\u00a0\u201cbuona scuola\u201d<\/strong>, che di tale tendenza rappresenta il pi\u00f9 compiuto ed organico sviluppo, si \u00e8 mostrata particolarmente sensibile alle sollecitazioni provenienti \u201cdal mondo dell\u2019impresa e dalle comunit\u00e0 territoriali\u201d (si veda\u00a0<a href=\"https:\/\/labuonascuola.gov.it\/documenti\">qui<\/a>\u00a0p. 88), fino ad invitare le scuole a \u201cprodurre un\u2019offerta pi\u00f9 rispondente alle esigenze delle famiglie e dei territori\u201d. (si veda\u00a0<a href=\"https:\/\/labuonascuola.gov.it\/documenti\">qui<\/a>\u00a0p. 115).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nesso fra gettito fiscale ed erogazione di un servizio pubblico di qualit\u00e0 che emerge dalla via veneta all\u2019\u201cautonomia differenziata\u201d rivela una pi\u00f9 generale concezione aberrante che esautora il carattere di diritto sociale dell\u2019istruzione (o della salute) a vantaggio di una sua riconfigurazione come ricompensa morale dovuta ad una comunit\u00e0 virtuosa ed \u00e8, quindi, foriero di ulteriori attacchi a quello che resta di welfare, con forte impatto negativo sull\u2019intero tessuto sociale, oltre che sulla scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rischio, gi\u00e0 denunciato da alcuni esponenti sindacali, di una scuola a due velocit\u00e0, sintetizzata nell\u2019immagine di un Nord che corre sui binari ben oliati dall\u2019afflusso di risorse sempre rinnovate e di un Sud che arranca faticosamente in un \u2018impossibile rincorsa, \u00e8 sicuramente reale ed inaccettabile, ma non esaurisce la questione, perch\u00e9 non pone la domanda essenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dove corre, infatti, il Nord? Presumibilmente,\u00a0<em>sic stantibus rebus<\/em>, accelera verso una formazione per competenze, attenta alle richieste delle imprese locali. Non sfugga che il Veneto, nella bozza sottoposta all\u2019attenzione del governo centrale, chiede di intervenire anche in merito alla programmazione dell\u2019offerta formativa, dell\u2019orientamento e dell\u2019Alternanza scuola-lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 facilmente ipotizzabile, sulla scia dei percorsi resi possibili dalla L.107, la realizzazione di quello stretto raccordo tra \u201cscopi e metodi della scuola con il mondo del lavoro e l\u2019impresa\u201d (si veda\u00a0<a href=\"https:\/\/labuonascuola.gov.it\/documenti\">qui<\/a>\u00a0p. 8), che rappresenta l\u2019\u201dasse formativo\u201d della buona scuola. Tradotto:\u00a0<strong>le imprese del Veneto<\/strong>\u00a0(e, domani, di qualsiasi altra regione che vanti parametri di efficienza economica)\u00a0<strong>intendono essere parte attiva e propositiva in merito alla definizione dei curricula degli studenti<\/strong>. Non \u00e8 casuale che da anni l\u2019<strong>Associazione TreeLLLe<\/strong>, un think thank che si occupa della qualit\u00e0 dell\u2019<em>education<\/em>\u00a0e che conta fra i soci fondatori e i garanti noti imprenditori e fondazioni bancarie, insista nelle sue pubblicazioni sulla necessit\u00e0 per la scuola di \u201cfarsi interprete dei bisogni formativi locali\u201d (si veda\u00a0<a href=\"https:\/\/www.treelle.org\/una-scuola-autonoma-e-responsabile\">qui<\/a>\u00a0\u00a0p.31).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La regionalizzazione favorir\u00e0 una maggiore apertura del sistema dell\u2019istruzione verso le richieste del mercato, affrettando la liquidazione di quella formazione generale, attraverso i saperi disciplinari, dell\u2019uomo e del cittadino che spetterebbe alla scuola curare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso ruolo istituzionale \u2013 di strumento precipuo di formazione alla cittadinanza- che ad essa assegna la nostra Costituzione (non a caso oggetto di attacchi ripetuti da parte di schieramenti politici diversi) si trova fortemente compromesso da un\u2019impostazione mirante ad adattare l\u2019impianto scolastico ad esigenze privatistiche. Malgrado le prudenti parole del ministro Bussetti, che ha tutto l\u2019interesse ad evitare per ora uno scontro aperto all\u2019interno del governo su un tema che potrebbe divenire scottante,\u00a0<strong>\u00e8 il carattere nazionale e unitario di tutto il sistema che \u201cl\u2019autonomia differenziata\u201d rischia di fare saltare<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Programmi scolastici e modalit\u00e0 di reclutamento del personale sono gli obiettivi principali della possibile destrutturazione. La regione Veneto ha gi\u00e0 ottenuto di insegnare storia e cultura veneta. Si potrebbe, quindi, assistere nei prossimi anni ad una progressiva introduzione nei percorsi disciplinari di materie e temi legati a particolarismi comunitari, privi di qualsiasi fondamento epistemologico e ai quali verrebbe sacrificata una visione pi\u00f9 complessa e di ispirazione universalistica. E\u2019, qui, presente in nuce il rischio di una deriva culturale che va ben oltre il caso preso in esame, le cui conseguenze sul lungo periodo potrebbero essere devastanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Relativamente agli organici, la bozza messa a punto dal Veneto prevede non tanto che i docenti e gli Ata passino alle dirette dipendenze della Regione, ma che le regioni possano assumerli direttamente, pagandoli con propri fondi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019assessore all\u2019Istruzione, nella sua intervista, assicura che ci\u00f2 comporter\u00e0 una rivalutazione del trattamento economico dei beneficiari delle assunzioni regionali. Rimangono aperte perlomeno tre questioni fondamentali: quali saranno i criteri di reclutamento, quale sar\u00e0 l\u2019inquadramento giuridico di questi lavoratori e quale la loro posizione rispetto al contratto nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sono questioni di poco conto, soprattutto se vengono rapportate ai suggerimenti in merito forniti dal <em>think thank<\/em> di matrice confindustriale Treelle ai \u201cdecisori politici\u201d e da questi prontamente recepiti nella ideazione della buona scuola. In un quaderno uscito nel 2014, si denuncia la (presunta) inadeguatezza della scuola italiana rispetto a quella anglosassone, indicandone le cause \u201cnelle vetuste e inadeguate regole del gioco entro le quali il personale scolastico \u00e8 costretto ad operare (stato giuridico, contratto di lavoro, formazione iniziale e in servizio, reclutamento, assenza di valutazione esterna\u201d) (<a href=\"https:\/\/www.roars.it\/online\/la-regionalizzazione-prove-di-smantellamento-dellistruzione-pubblica\/www.trelle\/org\/filesIII\/quaderno%20Q_10web\">p. 18<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La soluzione proposta per creare nuove \u201cregole del gioco\u201d all\u2019insegna dell\u2019efficienza e della sinergia fra mondo della scuola e mondo del lavoro risiede nell\u2019inserimento, soprattutto nell\u2019ambito della formazione professionale, di \u201c<strong>personale esterno, non ruolizzato<\/strong>\u201d (<a href=\"https:\/\/www.roars.it\/online\/la-regionalizzazione-prove-di-smantellamento-dellistruzione-pubblica\/www.trelle\/org\/filesIII\/quaderno%20Q_10web\">p. 143<\/a>), cio\u00e8 con contratti a tempo determinato. Ancora non ben chiaro quali modalit\u00e0 concrete saranno messe in atto relativamente ad assunzioni e retribuzioni dei docenti scelti dalla regione, ma il rischio che , assieme ai programmi, saltino anche i contratti nazionali non sembra poi cos\u00ec infondato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto, la regionalizzazione funzioner\u00e0 da leva eversiva sul binario parallelo (e spesso intersecantesi) dei percorsi formativi degli studenti e del profilo professionale e giuridico dei docenti a favore di interessi privatistici, in continuit\u00e0 con gli interventi legislativi in materia scolastica degli ultimi venti anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ispirati alla razionalit\u00e0 neoliberista, tali interventi hanno trasformato la scuola in un\u2019azienda incaricata di reperire e gestire risorse \u2013 fondi di varia provenienza e \u201ccapitale umano\u201d- e il dialettico processo di insegnamento-apprendimento in una performance riconducibile a predeterminate procedure e misurabile nell\u2019immediato quanto ai risultati ottenuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019architrave su cui poggia tutto l\u2019edificio \u00e8 l\u2019assunzione della concorrenza come principio fondante dell\u2019ordinamento scolastico: concorrenza fra regioni, concorrenza fra scuole della stessa regione, concorrenza fra docenti all\u2019interno della stessa scuola, nel pieno sviluppo di quella logica aziendalistica che dall\u2019autonomia varata da Berlinguer fino al bonus per gli insegnanti \u201cmigliori\u201d introdotto dalla L.107 sta svuotando la scuola della sua dimensione culturale, formativa ed etica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non sappiamo, ad oggi, quale risposta il Parlamento dar\u00e0 alla bozza di disegno di legge delega presentato dalla regione Veneto; \u00e8 possibile che, sulla scia delle preoccupazioni del ministro, si opti per una soluzione prudente che resti entro i limiti formali della Costituzione ( a meno che non si modifichi la Costituzione stessa , come gi\u00e0 \u00e8 avvenuto per il titolo V o l\u2019articolo 81\u2026).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Resta che la logica sottesa alla regionalizzazione va in direzione opposta allo spirito del dettato costituzionale , poich\u00e9 si pone in palese contrasto con l\u2019articolo 3, minando la possibilit\u00e0 di un effettivo accesso alla cittadinanza garantito dall\u2019 istruzione per tutti, a prescindere da sesso, razza, lingua, religione e gettito fiscale.<br \/>\nSe le richieste del Veneto saranno sostanzialmente accolte, altre regioni seguiranno e non \u00e8 difficile prevedere l\u2019esito, in termini culturali ed istituzionali, di una progressiva ma inarrestabile frammentazione del sistema scolastico nazionale che, dato l\u2019attuale assetto socio-economico, non pu\u00f2 che favorire l\u2019affermazione di forti interessi privati nel campo dell\u2019istruzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Informare e aprire un ampio dibattito pubblico sulla questione \u00e8 prioritario, coinvolgendo i docenti innanzitutto, molti dei quali sono all\u2019oscuro di questa nuova controriforma che non suona la grancassa della buona scuola, ma indossa i panni anonimi e rassicuranti dei bravi cittadini che pagano di pi\u00f9 e pretendono di pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Studenti e famiglie dovrebbero sapere che dietro le sirene dell\u2019efficienza e del merito si nascondono gli avvoltoi della diseguaglianza e della concorrenza, terreno infido dove , di fronte a pochissimi che vincono, i pi\u00f9 perdono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono ancora margini di manovra, l\u2019accordo fra la regione Veneto e il Parlamento non \u00e8 ancora stato siglato: attraverso prese di posizione pubblica, appelli, petizioni (in rete ne circola gi\u00e0 una), cittadini e organizzazioni culturali, politiche, sindacali potrebbero e dovrebbero fare pressione sul governo, approfittando delle evidenti contraddizioni e dei crescenti contrasti in seno alla compagine governativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>FONTE:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.roars.it\">https:\/\/www.roars.it<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FERNANDA MAZZOLI Procede, con andamento ormai routinario, lo smantellamento progressivo dell\u2019Istruzione pubblica che rischia di perdere un altro dei suoi puntelli, vale a dire il suo carattere nazionale. 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