{"id":46657,"date":"2018-12-07T10:30:19","date_gmt":"2018-12-07T09:30:19","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46657"},"modified":"2018-12-06T23:57:10","modified_gmt":"2018-12-06T22:57:10","slug":"haftar-ha-incontrato-conte-litalia-sta-vincendo-la-partita-in-libia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46657","title":{"rendered":"Haftar ha incontrato Conte L\u2019Italia sta vincendo la partita in Libia"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>GLI OCCHI DELLA GUERRA (Lorenzo Vita)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"attachment-large size-large wp-post-image\" src=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/LAPRESSE_20181112231104_27755133.jpg\" sizes=\"(max-width: 1140px) 100vw, 1140px\" srcset=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/LAPRESSE_20181112231104_27755133-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/LAPRESSE_20181112231104_27755133-768x512.jpg 768w, http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/LAPRESSE_20181112231104_27755133-200x133.jpg 200w, http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/LAPRESSE_20181112231104_27755133-952x636.jpg 952w, http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/LAPRESSE_20181112231104_27755133-954x636.jpg 954w, http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/LAPRESSE_20181112231104_27755133-636x424.jpg 636w, http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/LAPRESSE_20181112231104_27755133-360x240.jpg 360w, http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/LAPRESSE_20181112231104_27755133.jpg 1500w\" alt=\"italia libia\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il colloquio fra <strong>Giuseppe Conte<\/strong> e <strong>Khalifa Haftar<\/strong> \u00e8 durato circa un\u2019ora e mezza. <span id=\"more-63912\"><\/span>Il presidente del Consiglio ha ricevuto il leader della Cirenaica a Palazzo Chigi. La nota del governo italiano parla di conferme del dialogo avviato a Palermo e di sostegno al piano delle Nazioni Unite. Ma \u00e8 Un incontro di fondamentale importanza anche per capire la strategia italiana sulla Libia, non solo per l\u2019importanza di Haftar ma anche per la cadenza ormai regolare con cui il maresciallo incontra i funzionari italiani e va in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 la terza volta in poco meno di due mesi che il generale mette piede nel nostro Paese. Prima per decidere la road-map su Palermo, poi per la conferenza di Palermo, infine, marted\u00ec sera, per incontri con Conte e con l\u2019ambasciatore americano a Tunisi, in visita a Roma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019incontro \u00e8 un segnale chiarissimo del fatto che l\u2019Italia consideri ormai il generale quale interlocutore necessario per la libia. Ma \u00e8 vero anche l\u2019esatto opposto: che <strong>Haftar non pu\u00f2 prescindere dall\u2019Italia<\/strong>. La Francia, mai cos\u00ec debole dal punto di vista interno, non pu\u00f2 essere pi\u00f9 ritenuta il principale partner europeo per la transizione libica. Mentre l\u2019Italia, grazie anche al sostegno contemporaneo di Russia e Stati Uniti, pu\u00f2 essere ritenuto un alleato molto pi\u00f9 solido, anche grazie all\u2019avvento del nuovo governo giallo-verde.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Il tema migranti<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due le direttrici fondamentali del dialogo fra il maresciallo e il governo italiano: migranti e petrolio. Come spiega <em>La Verit\u00e0<\/em>,\u00a0Haftar, prima di partire per Roma, ha incontrato a Bengasi <strong>Alan Bugeja<\/strong>, l\u2019ambasciatore dell\u2019Unione europea in Libia. La mossa \u00e8 molto interessante, perch\u00e9 fino a qualche mese fa, il maresciallo non prometteva nulla sul fronte migranti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non prometteva perch\u00e9, fondamentalmente, non poteva farlo: almeno nei confronti dell\u2019Italia. Ma adesso le cose sono cambiate. L\u2019esercito nazionale libico sta rafforzando il suo controllo diretto e indiretto su <strong>Sabrata<\/strong> e <strong>Zawiya<\/strong>, due porti fondamentali di partenza dei barconi. <strong>Fayez Al Serraj<\/strong> appare un leader sempre pi\u00f9 debole e senza capacit\u00e0 di controllare non solo la parte occidentale della libia ma anche la stessa capitale. E di certo non pu\u00f2 garantire pi\u00f9 alcun controllo sulle coste e sul traffico di migranti verso le coste italiane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019idea di Haftar \u00e8 quella di riattivare gli accordi fra Libia ed Europa e Libia ed Italia siglati nel <strong>2007<\/strong>, con cui il governo di <strong>Muhammar Gheddafi<\/strong> si impegnava al controllo delle frontiere in un sistema integrato di sorveglianza fra Tripoli e Roma. La guerra ha sospeso la sua applicazione. Ma adesso le cose possono cambiare se Haftar e il suo esercito prendono il controllo delle coste della Libia.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Il fronte del petrolio<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul fronte del petrolio, invece, la partita \u00e8 molto pi\u00f9 complessa. E ovviamente \u00e8 Eni a giocare un ruolo essenziale. L\u2019obiettivo di Haftar \u00e8 quello di prendere il controllo del terminale di <strong>Mellita<\/strong>, fondamentale non solo per il petrolio ma anche per il gas destinato al\u2019Italia. La citt\u00e0 il vero hub dell\u2019Eni nel Paese nordafricano. Ed \u00e8 chiaro che chiunque riesca a prendere il controllo del polo del cane a sei zampe in Libia, diventa immediatamente l\u2019interlocutore privilegiato di Roma nel Paese. Non c\u2019\u00e8 alternativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I rapporti non sono solo a due fra Italia e Libia, ma rientrano anche nel pi\u00f9 complesso scacchiere dei rapporti di Eni (e quindi dell\u2019Italia) con i diversi Stati dell\u2019Africa settentrionale, del Medio Oriente e della altre superpotenze coinvolte nella guerra: <strong>Russia<\/strong> e <strong>Stati Uniti<\/strong> in primis.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I buoni rapporti fra Conte e <strong>Donald Trump<\/strong> rendono pi\u00f9 agevole il compito dell\u2019italia in Libia. E non va mai dimenticato che Haftar, da sempre considerato l\u2019uomo di Vladimir Putin in Libia, ha passaporto statunitense e intrattiene con i servizi americani rapporti molto profondi, che nascono dalla sua posizione al governo di Gheddafi.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Russia, Egitto ed Emirati<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la partita \u00e8 molto pi\u00f9 ampia e va letta alla luce dei recenti sviluppi nei rapporti fra l\u2019Italia e gli alleati di Haftar. La Russia ha rafforzato i rapporti con Roma anche grazie alle aperture del nuovo governo italiano rispetto ai precedenti. Inoltre, proprio in Libia e sul fronte energetico, Eni e <strong>Novatek<\/strong> hanno costruito un asse di primaria importanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma l\u2019Italia \u00e8 riuscita a raggiungere anche altri due importanti risultati. Il primo (nonostante le bizze di Roberto Fico) \u00e8 stato quello di riallacciare i rapporti con l\u2019Egitto di <strong>Abdel Fattah Al Sisi<\/strong>, partner strategico di Putin, alleato di Trump, ma soprattutto sponsor ufficiale del generale Haftar nella transizione in Libia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 l\u2019Egitto, al confine orientale della Cirenaica, a rappresentare la barriera protettiva della strategia del generale. E la contrariet\u00e0 del maresciallo e di Al Sisi ai Fratelli Musulmani \u00e8 una caratteristiche che consolida l\u2019asse con il Cairo. L\u2019Italia ha con l\u2019Egitto dei fondamentali rapporti economici che nascono dalla scoperta dall\u2019immenso giacimento <strong>Zohr<\/strong> al largo di Alessandria d\u2019Egitto. Ed Eni ha un ruolo da protagonista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Pi\u00f9 a oriente, l\u2019ultimo contratto siglato fra Eni e gli<strong> Emirati Arabi Uniti<\/strong> consegnano infine a Roma un nuovo importantissimo partner per blindare l\u2019alleanza con Haftar. La partnership fra Roma e Abu Dhabi \u00e8 fondamentale per capire anche le recenti aperture dell\u2019uomo forte dell\u2019Est della Libia rispetto all\u2019Italia.\u00a0 Ma anche le dinamiche dello scontro fra Eni e Total, e quindi fra Italia e Francia. Strappare contratti significa strappare posizioni. E Macron, per adesso, \u00e8 stato battuto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/haftar-conte-italia-libia\/\">http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/haftar-conte-italia-libia\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GLI OCCHI DELLA GUERRA (Lorenzo Vita) &nbsp; Il colloquio fra Giuseppe Conte e Khalifa Haftar \u00e8 durato circa un\u2019ora e mezza. Il presidente del Consiglio ha ricevuto il leader della Cirenaica a Palazzo Chigi. La nota del governo italiano parla di conferme del dialogo avviato a Palermo e di sostegno al piano delle Nazioni Unite. 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