{"id":46659,"date":"2018-12-07T10:15:08","date_gmt":"2018-12-07T09:15:08","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46659"},"modified":"2018-12-07T00:04:59","modified_gmt":"2018-12-06T23:04:59","slug":"sacrifici-umani-per-il-moloc-del-crimine-finanziario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46659","title":{"rendered":"Sacrifici umani per il moloc del crimine finanziario"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>COMIDAD<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come era prevedibile (e previsto), il governo Conte si \u00e8 lasciato invischiare nella logica (o nell\u2019illogica) del negoziato con la Commissione Europea, offrendo di s\u00e9 un\u2019immagine di debolezza e remissivit\u00e0, ridando cos\u00ec fiato alla forsennata propaganda della lobby della deflazione con le sue fosche previsioni sulla crescita economica. Come era prevedibile (e previsto) <a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2018-12-04\/manovra-e-investimenti-tutte-richieste-imprese-104657.shtml?uuid=AEfpkcsG\">le previsioni apocalittiche<\/a> non provengono soltanto dalla solita Goldman Sachs, dato che la lobby della deflazione \u00e8 riuscita ad allineare contro il sostegno alla domanda interna anche congreghe di piccoli e medi imprenditori che si sono riuniti a Torino. La distinzione tra finanza ed economia reale \u00e8 valida sul piano astratto, ma sta di fatto che i mitici \u201cimprenditori\u201d rimangono un ceto del tutto privo di una propria coscienza di classe autonoma dal dominio imperialistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nSi dice spesso che oggi la distinzione tra destra e sinistra \u00e8 superata, ma le cose stanno un po\u2019 diversamente. Scomparsa la sinistra, attualmente il confronto \u00e8 tra una destra finanziaria, elitaria e mondialista da una parte ed una destra industrialista e nazionalista dall\u2019altra. Tra i tanti punti deboli di questa destra nazionalista c\u2019\u00e8 proprio l\u2019inaffidabilit\u00e0 nazionale dei padroncini, i quali vedono nella distribuzione del reddito sempre uno spauracchio insopportabile e quindi convergono sulle posizioni deflazionistiche della finanza mondialista, per la quale ogni prospettiva di \u201ccrescita\u201d \u00e8 come il fumo negli occhi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nUn aumento deciso del PIL incrementerebbe infatti le entrate fiscali e quindi renderebbe i governi meno dipendenti dai prestiti esteri. \u00c8 ovvio che queste cose i \u201cMercati\u201d (cio\u00e8 i grandi investitori istituzionali) non le ammettano apertamente ed, anzi, si dichiarino \u201cpreoccupati\u201d per la scarsa crescita. Sarebbe come pretendere che un tale che speri di ereditare dalla zia le dicesse candidamente di tirare le cuoia al pi\u00f9 presto per lasciargli i soldi. Al contrario, l\u2019avido nipote si dichiarerebbe \u201cpreoccupato\u201d per la salute della zia in modo da insinuarle subdolamente qualche pensiero negativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nLa sfida meramente velleitaria e ideologica del governo Conte ha sortito per\u00f2, indirettamente, degli effetti sociali anche all\u2019estero. I grandi moti di piazza in Francia indicano che basterebbero poche parole d\u2019ordine chiare per riattivare una stabile opposizione sociale. Manca per\u00f2 il soggetto in grado di lanciare queste parole d\u2019ordine, cio\u00e8 un movimento operaio e sindacale, che \u00e8 stato liquidato gi\u00e0 dagli anni \u201870. Tale liquidazione \u00e8 avvenuta ad opera della cosiddetta \u201csinistra\u201d ed il fatto curioso \u00e8 che ci\u00f2 sia stato ottenuto usando la mitologia operaia (la \u201coperaiolatria\u201d, come diceva Camillo Berneri) in funzione antioperaia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nStranamente i movimenti operai erano nati senza il \u201csupporto\u201d di una mitologia della classe operaia come \u201cclasse universale\u201d, una classe che, secondo il mito, sarebbe in grado di interpretare i bisogni dell\u2019umanit\u00e0 come genere e di succedere alla borghesia nel dominio del mondo in base ad una predeterminata linea di progresso. La nascita del movimento operaio fu in gran parte estranea a queste ubbie e tutto si centrava invece sulla questione del salario, il cui aumento costituiva il fattore principale di redistribuzione del reddito. Si poteva anche essere operaisti, socialisti e comunisti senza una mitologia operaia e senza neppure dover credere che esista una forma economica omogenea detta \u201ccapitalismo\u201d. Solo con la nascita alla fine dell\u2019800 dei grandi partiti socialdemocratici queste mitologie sono diventate dogma, salvo poi essere cancellate di colpo e senza rimpianti dalla \u201csinistra\u201d un secolo dopo. La cosa grave \u00e8 che nel corso degli anni \u201980 e \u201990 anche le sinistre cosiddette \u201cradicali\u201d hanno finito per considerare con orrore la lotta salariale, in quanto sospetta di \u201cdeficit etico\u201d.<\/p>\n<p>Quando gli intellettuali del ceto medio erano andati incontro alla classe operaia, si erano portati dietro l\u2019avarizia materiale e morale del loro ambiente sociale, per cui avevano concepito il socialismo in chiave \u201caustera\u201d, cio\u00e8 punitiva e pauperista. Una volta che il pauperismo della lobby della deflazione aveva vinto all\u2019inizio degli anni \u201890, si poteva anche abbandonare il socialismo e le relative mitologie operaie, diventate inutili. Si pu\u00f2 esser certi che queste mitologie verrebbero tirate fuori di nuovo non appena si risvegliasse la lotta salariale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nUn\u2019interpretazione economica del capitalismo \u00e8 del tutto problematica e spesso fuorviante: in molti casi il codice penale sarebbe decisamente pi\u00f9 illuminante dei manuali di economia (ovviamente se non ci fossero i magistrati ad \u201cinterpretarlo\u201d). Basti pensare a quante e quali frodi oggi la finanza ricorra per risolvere i problemi derivanti dallo scoppio di una delle sue bolle di debito privato. I costi sono tutti scaricati sui debiti pubblici, costretti a pagare interessi esorbitanti perch\u00e9 una campagna mediatica li presenta pretestuosamente a rischio. L\u2019aggiotaggio giornalistico fa quindi parte integrante del cosiddetto \u201ccapitalismo\u201d, che \u00e8 il nome d\u2019arte per la truffa sistematica ai danni del contribuente. Nell\u2019800 Balzac e Maupassant consideravano non solo la finanza, ma anche il giornalismo, come fenomeni di criminalit\u00e0 comune. Ci vorrebbe oggi altrettanta lucidit\u00e0, anche nei confronti delle sedicenti teorie economiche. Mentre il liberismo \u00e8 solo un alibi ideologico per criminali finanziari, il keynesismo \u00e8 stato invece un tentativo di compromesso, in modo da riparare i danni senza per\u00f2 dover scoprire troppo gli altarini. Peccato che il compromesso non abbia funzionato.<\/p>\n<p>Verso la fine degli anni \u201970 in Italia i sindacati confederali riuniti all\u2019EUR proclamarono come superata la lotta salariale. Il Partito Comunista dell\u2019epoca esortava gli operai ad abbandonare la lotta salariale ed a \u201cfarsi Stato\u201d, cio\u00e8 ad ereditare il \u201cpotere\u201d: cos\u00ec veniva spacciata l\u2019entrata del PCI nella maggioranza di governo. La mitica \u201cmissione storica\u201d della classe operaia diventava cos\u00ec lo strumento per fregare gli operai ed i poveri in genere, perch\u00e9 \u00e8 attraverso il salario ed i relativi consumi che il reddito si redistribuisce a tutti gli strati sociali pi\u00f9 poveri. Il welfare ne \u00e8 solo una conseguenza, poich\u00e9 \u00e8 un modo in cui il ceto politico cerca di recuperare un ruolo di mediazione sociale.<br \/>\nNel gennaio del 1978, il segretario della CGIL Luciano Lama rilasciava un\u2019intervista ad Eugenio Scalfari, nella quale spiegava la svolta ed i motivi per cui i sindacati chiedevano \u201csacrifici\u201d agli operai. L\u2019intervista \u00e8 impressionante per la totale sudditanza che Lama dimostrava nei confronti delle fiabe della lobby della deflazione: si misconosceva completamente il ruolo della domanda interna per rilanciare la produzione e la lotta alla disoccupazione veniva delegata ad ipotetici \u201cinvestimenti\u201d. Proprio le stesse fesserie che ci raccontano adesso, per cui, non a caso, Pietro Ichino conserva <a href=\"https:\/\/www.pietroichino.it\/?p=17569\">l\u2019intervista<\/a> sul suo blog come una reliquia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nMa l\u2019intervista \u00e8 impressionante anche per un altro motivo: leggendo dei \u201csacrifici\u201d che Lama aveva intenzione di imporre agli operai, si comprende anche che quella linea non sarebbe mai potuta passare senza un vero sacrificio umano al Moloc dei \u201cMercati\u201d. Di l\u00ec a due mesi veniva infatti rapito Moro e successivamente ucciso. L\u2019assassinio rituale (Moro, Biagi) \u00e8 un meccanismo fondamentale del cosiddetto capitalismo, ma non \u00e8 roba che si trova sui manuali di economia, perci\u00f2 nessuno se ne accorge.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.comidad.org\/dblog\/articolo.asp?articolo=873\">http:\/\/www.comidad.org\/dblog\/articolo.asp?articolo=873<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di COMIDAD &nbsp; Come era prevedibile (e previsto), il governo Conte si \u00e8 lasciato invischiare nella logica (o nell\u2019illogica) del negoziato con la Commissione Europea, offrendo di s\u00e9 un\u2019immagine di debolezza e remissivit\u00e0, ridando cos\u00ec fiato alla forsennata propaganda della lobby della deflazione con le sue fosche previsioni sulla crescita economica. 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