{"id":467,"date":"2009-10-05T01:05:23","date_gmt":"2009-10-05T00:05:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=467"},"modified":"2009-10-05T01:05:23","modified_gmt":"2009-10-05T00:05:23","slug":"dopo-i-partiti-i-neutrali-think-tank","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=467","title":{"rendered":"Dopo i partiti i \u00abNEUTRALI\u00bb Think Tank?"},"content":{"rendered":"<p>Presentiamo un breve e interessante articolo di Gianni Vattimo che dovrebbe convincere anche i pi&ugrave; tenaci sostenitori delle teorie del &quot;voto utile&quot; o della &quot;scelta del meno peggio&quot; o del &quot;Berlusconi non lo si pu&ograve; far governare&quot; che in Italia si &egrave; formato un &quot;partito unico delle due coalizioni&quot;, del quale hanno fatto parte &#8211; &egrave; bene precisare &#8211; , prima di esserne espulsi, anche i partiti della cosiddetta sinistra radicale. Condividiamo l&#39;analisi di Vattimo. Non&nbsp;il timore&nbsp;secondo&nbsp;il quale le cose resteranno a lungo cos&igrave; come sono adesso. In noi prevale la speranza (che non &egrave; pi&ugrave; irragionevole del timore) che gli spiriti forti e liberi del popolo italiano, anche superando false e artificiali differenze, residuo del passato, formino, in tempi non troppo lunghi, il partito alrnativo al partito unico delle due coalizioni e caccino i mercanti dal tempio.<\/p>\n<p>di Gianni Vattimo<\/p>\n<p>Fonte <a href=\"http:\/\/www.ilmanifesto.it\">Il Manifesto<\/a><\/p>\n<p>Sabato 26 settembre si &egrave; tenuto a Torino un convegno in ricordo di Ugo Spagnoli, un grande giurista comunista che fu anche membro della Corte costituzionale.<\/p>\n<p>Alla tavola rotonda che concludeva la mattinata (tema &laquo;Politica e cultura&raquo;) parlano Martinazzoli (un intervento &laquo;fuori dal coro&raquo;, molto personale e intenso) e poi D&#39;Alema e Fini. Le voci del futuro, si pensa. Ma che futuro. Il futuro delle fondazioni, anzitutto quelle che fanno capo all&#39;uno e all&#39;altro dei due interlocutori. Non si capisce per&ograve; perch&eacute; non potrebbero essere una fondazione sola (o forse lo stanno diventando?). Sia D&#39;Alema sia Fini parlano della necessit&agrave; di lasciarsi alle spalle l&#39;epoca delle ideologie, convocando uomini di cultura a un lavoro di riflessione che aiuti a trovare soluzioni per i problemi concreti del paese. Il modello sono i think-tank statunitensi, da cui provengono &#8211; dice D&#39;Alema &#8211; le idee che ispirano i due grandi partiti, democratico e neo-conservatore; e che ora hanno travasato alcuni dei loro cervelli migliori (quelli democratici, si suppone) anche nel governo Obama.<\/p>\n<p>Anch&#39;io quando sono andato al governo, dice D&#39;Alema, mi sono portato alcune persone della mia fondazione. Ma perch&eacute; sono meglio dei partiti? Perch&eacute;, secondo entrambi gli interlocutori, le fondazioni sono centri di studio non inficiati da appartenenze, ideologie prestabilite, ortodossie di alcun genere. Insomma, un terreno dove domina una sorta di neutralit&agrave; &laquo;scientifica&raquo;. Ci&ograve; che si chiede alla cultura &egrave; elaborare soluzioni &#8211; giuridiche, economiche, sociali &#8211; che possano diventare progetti di legge capaci di mettere il paese in grado di rispondere alle &laquo;nuove sfide&raquo; (Fini), supponiamo principalmente tecnologiche e non certo relative alla qualit&agrave; della vita, giacch&eacute; in questo campo non ci sfida mai nessuno.<\/p>\n<p>Naturalmente l&#39;idea di unificare le due fondazioni &#8211; Italianieuropei e Fare futuro &#8211; non &egrave; stata presa in considerazione. Ma perch&eacute;, visto che il solo criterio post-ideologico che le ispira &egrave; l&#39;efficacia &laquo;tecnica&raquo; delle soluzioni che riescono a inventare? Non siamo pi&ugrave; nell&#39;epoca delle ideologie, dicono tutti e due. &Egrave; un&#39;epoca definitivamente tramontata, inutili le nostalgie. Siamo, si capisce, nell&#39;epoca del potere personale: una fondazione &egrave; mia o tua, chi ci lavora ed eventualmente ci fa carriera (fino a seguire il capo al governo) non &egrave; soggetto che al beneplacito di chi la dirige (e che procaccia i fondi per fondarla), niente meccanismi di partito, elezioni primarie o terziarie. Non &egrave; una fondazione (sua) anche Forza Italia o Pdl che si chiami?<\/p>\n<p>L&#39;assoluta sincerit&agrave; di D&#39;Alema e Fini in questo dialogo non &egrave; davvero in questione, diversamente da quello che possiamo pensare del Cavaliere. Ma &egrave; tanto pi&ugrave; preoccupante perch&eacute; quello a cui pensano &egrave; una progressiva neutralizzazione di ogni conflitto politico, in cui tra l&#39;altro (n&eacute; D&#39;Alema n&eacute; Fini hanno accennato alla politica estera) il quadro mondiale in cui stiamo viene dato per normale, immutabile, e noi (intellettuali, destra, sinistra, confindustria, Vaticano&#8230;) abbiamo solo il compito di far funzionare &laquo;meglio&raquo;, il &laquo;sistema Italia&raquo; cos&igrave; come &egrave; e, temiamo, sempre (ancora a lungo) sar&agrave;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentiamo un breve e interessante articolo di Gianni Vattimo che dovrebbe convincere anche i pi&ugrave; tenaci sostenitori delle teorie del &quot;voto utile&quot; o della &quot;scelta del meno peggio&quot; o del &quot;Berlusconi non lo si pu&ograve; far governare&quot; che in Italia si &egrave; formato un &quot;partito unico delle due coalizioni&quot;, del quale hanno fatto parte &#8211; &egrave; bene precisare &#8211; , prima di esserne espulsi, anche i partiti della cosiddetta sinistra radicale. 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