{"id":46842,"date":"2018-12-11T08:30:40","date_gmt":"2018-12-11T07:30:40","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46842"},"modified":"2018-12-11T07:50:17","modified_gmt":"2018-12-11T06:50:17","slug":"non-tutte-le-cine-sono-di-xi-non-tutto-il-mondo-e-degli-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46842","title":{"rendered":"Non tutte le Cine sono di Xi. Non tutto il mondo \u00e8 degli USA"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>PIERLUIGI FAGAN<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"_46-i img\" src=\"https:\/\/scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net\/v\/t1.0-9\/s720x720\/47681975_10216668900930517_4261895768647925760_o.jpg?_nc_cat=108&amp;_nc_eui2=AeHjbTZPSp35o-6ogXRufDdBiM2NdY81PQLsZuffSJLJWKFbacqplrtBFpYMmsx5D9-yHnB1Ur0UI15Hd9hR75Jwy_2yUKYQg3t3W4vJc9524g&amp;_nc_ht=scontent-mxp1-1.xx&amp;oh=f9e51ad9facad51b1494b0726931b9ae&amp;oe=5CB1C789\" alt=\"L'immagine pu\u00f2 contenere: testo\" width=\"510\" height=\"720\" \/><\/p>\n<div class=\"_1dwg _1w_m _q7o\">\n<div id=\"js_e\" class=\"_5pbx userContent _3576\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\" data-ad-preview=\"message\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho letto un buon 40% degli articoli dell\u2019ultimo Limes, soprattutto gli articoli dei cinesi poich\u00e9 \u00e8 raro legger la loro voce qui da noi. Serpeggia un punto di vista che fa da filo rosso a tutto il numero: a che punto \u00e8 la competizione tra USA e Cina per la leadership mondiale? La risposta sembra essere: la Cina mostra difficolt\u00e0, gli USA sono in ripresa di potenza. E se la domanda fosse sbagliata?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tesi che chi scrive unitamente ai pochi multipolaristi esistenti propugna \u00e8 che il mondo \u00e8 diventato e viepi\u00f9 diventer\u00e0 troppo complesso per avere una struttura gerarchica piramidale con a capo un Uno. Non si pone quindi il problema di chi avr\u00e0 la leadership mondiale, come scriveva Charles A. Kupchan in un libro del 2012, \u201cNessuno controlla il mondo\u201d o come meglio risulta in originale \u201cNo One\u2019s World\u201d. Ne conseguirebbe una lettura pi\u00f9 complessa del sistema mondo, lettura che non \u00e8 facile trovare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se nell\u2019immediato dopoguerra, gli USA mostravano un Pil che era circa il 50% di quello mondiale, oggi la percentuale \u00e8 al 25%. Dice Fabbri sull\u2019ultimo numero e da un po\u2019 di tempo ripete, che l\u2019economia non \u00e8 tutto e non si trasforma immediatamente in potenza geopolitica. Ha ragione a mio avviso come principio ma a grana grossa, le cifre danno senso della distribuzione dei pesi e questi pesi vedono in traiettoria, il declino del peso percentuale occidentale e la crescita di un variegato mondo che ha il suo baricentro in Asia, Asia, il cui baricentro \u00e8 la Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel mio libro Verso un mondo multipolare introducevo una triplice nota metodologica:<br \/>\na) la desinenza \u201cgeo\u201d di geopolitica, per evitare di cascare nel determinismo geografico, va intesa come geo-storia. Va bene lo logica degli spazi ma quegli spazi sono abitati da uomini i quali modificano in parte o meglio interpretano i vincoli geografici, la loro storia indica \u201ctendenzialmente\u201d come;<br \/>\nb) ostracizzata lungo tutto il Novecento, la geopolitica si \u00e8 fatta ma non si \u00e8 teorizzata pubblicamente. Sconfitti i tedeschi-nazisti, i teorici di International Relations e Geopolitics sono stati quasi tutti americani, per lo pi\u00f9 coinvolti in attivit\u00e0 di formazione dell\u2019immagine di mondo che avevano pi\u00f9 a che fare con la costruzione ideologica che con l\u2019autonomia disciplinare. Nel dopoguerra la si \u00e8 continuata a fare ma a scala ridotta poich\u00e9 tutto era bloccato in un ordine bipolare assai poco dinamico. Il quadro si \u00e8 sbloccato dagli anni \u201890 e gli eventi del mondo nuovo hanno meno di venticinque anni. Tutto ci\u00f2 per dire che se la radice storica della geo-storia ha valore, poich\u00e9 la storia si svolge su tempi di lunga durata (poi con strati a media durata e strati a rapida fenomenologia), anche le traiettorie osservate in geopolitica vanno tarate sulla lunga durata, almeno le fondamentali;<br \/>\nc) la geopolitica per me, come le Relazioni Internazionali per Morghentau, sono la disciplina ideale per riuscir a forzare il sistema di logica causale che abbiamo nella nostra cultura, il principio erroneo della \u201ccausa unica\u201d. Limes in effetti ospita articoli sul fatto militare e sulla evoluzione del digital-infomativo-AI, analisi di sociologia sinica e sguardi sul circostante e quindi lo spettro d\u2019analisi \u00e8 abbastanza ampio. Eppure mi rimane un sensazione di \u201cnon ancora abbastanza ampio\u201d, c\u2019\u00e8 da fare di pi\u00f9 forse per una corretta comprensione. La Cina \u00e8 dentro un sistema, il sistema asiatico, mancano analisi della sua propagazione in Africa, dei rapporti con il mondo arabo, con l\u2019Europa. Com\u2019\u00e8 d\u2019uso a Limes, la parte di analisi economico-finanziaria \u00e8 molto contenuta, praticamente relegata ad un solo articolo di un americano che insegna anche a Pechino (Pettis). Per carit\u00e0, rispetto all\u2019elementarit\u00e0 degli articoli sulla grande stampa siamo gi\u00e0 molti passi avanti ma forse ne vanno compiuti altri per fare di Limes qualcosa di pi\u00f9 che non una collezione di articoli disparati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Piuttosto animoso l\u2019articolo di Diego Fabbri che sembra vedere solo ridicole formichine che s\u2019agitano all\u2019ombra del dogma centrale per cui l\u2019Impero americano domina e dominer\u00e0 ancora a lungo perch\u00e9 segue la teoria di Mahan e le leggi bronzee della logica geografica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggere Limes dunque? Senz\u2019altro s\u00ec, per\u00f2 \u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<\/div>\n<div class=\"_3x-2\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;H&quot;}\">\n<div data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;H&quot;}\">\n<div class=\"mtm\">\n<div class=\"_1ktf\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;E&quot;}\">\n<div class=\"_46-h _517g\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/pierluigi.fagan\">https:\/\/www.facebook.com\/pierluigi.fagan<\/a><\/strong><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div>\n<form id=\"u_0_12\" class=\"commentable_item\" action=\"https:\/\/www.facebook.com\/ajax\/ufi\/modify.php\" method=\"post\" data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;]&quot;}\">\n<div class=\"_4299\">\n<div class=\"_5vsi\"><\/div>\n<div class=\"_78bu\">\n<div class=\"_68wo\" data-testid=\"fbFeedStoryUFI\/feedbackSummary\">\n<div class=\"_3vum\">\n<div class=\"_66lg\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/form>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di PIERLUIGI FAGAN Ho letto un buon 40% degli articoli dell\u2019ultimo Limes, soprattutto gli articoli dei cinesi poich\u00e9 \u00e8 raro legger la loro voce qui da noi. 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