{"id":46871,"date":"2018-12-12T09:00:46","date_gmt":"2018-12-12T08:00:46","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46871"},"modified":"2018-12-11T09:24:32","modified_gmt":"2018-12-11T08:24:32","slug":"litalia-al-centro-delleurotragedia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46871","title":{"rendered":"\u201cL\u2019Italia al centro dell\u2019Eurotragedia\u201d"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>GLI OCCHI DELLA GUERRA\u00a0 (Alessandra Bocchi)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"attachment-large size-large wp-post-image\" src=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Euro-1620x1080.jpg\" sizes=\"(max-width: 1140px) 100vw, 1140px\" srcset=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Euro-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Euro-768x512.jpg 768w, http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Euro-1620x1080.jpg 1620w, http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Euro-200x133.jpg 200w, http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Euro-952x636.jpg 952w, http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Euro-954x636.jpg 954w, http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Euro-636x424.jpg 636w, http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/Euro-360x240.jpg 360w\" alt=\"Euro\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ashoka Mody \u00e8 docente di economia politica internazionale all\u2019Universit\u00e0 di Princeton e, in passato, \u00e8 stato vice direttore del Dipartimento europeo per il Fondo monetario<span id=\"more-63861\"><\/span>internazionale e rappresentante per l\u2019Irlanda durante le negoziazioni per il bailout con la Troika. Autore del libro Eurotragedy, <i>A Drama in Nine Acts<\/i> (Eurotragedia, un dramma in nove atti), Mody \u00e8 un critico della gestione dell\u2019Eurozona e simpatizza con la manovra del nuovo governo italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><b>Professor Mody, su\u00a0<\/b><\/strong><a href=\"https:\/\/www.bloomberg.com\/opinion\/articles\/2018-10-26\/italy-s-budget-isn-t-as-crazy-as-it-seems\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em><i><u>Bloomberg<\/u><\/i><\/em><strong><u>\u00a0<\/u><\/strong><\/a><strong><b>ha dichiarato che l\u2019Italia ha bisogno di investimenti pubblici, aumentando la spesa per evitare una \u201ccrisi inimmaginabile\u201d. Come descriverebbe questa crisi?<\/b><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ultima recessione economica in Italia \u00e8 iniziata a gennaio, quindi prima che ci fosse il nuovo governo. L\u2019economia italiana \u00e8 strettamente legata alle tendenze globali. Quando il commercio globale cresce, l\u2019economia italiana fa altrettanto, e quando il commercio globale rallenta, l\u2019economia italiana segue lo stesso destino. Con l\u2019attuale tasso di crescita del commercio globale sotto il 4 per cento, l\u2019economia italiana subir\u00e0 inevitabilmente una recessione.<br \/>\nLa recessione economica aumenter\u00e0 quindi il gap tra il Gdp e il debito pubblico italiano, a prescindere da quello che far\u00e0 il governo. Il tasso di interesse del debito pubblico quindi aumenter\u00e0, causando quello che in economia si chiama \u201cdoom loop\u201d,\u00a0un termine che si usa per descrivere come un aumento del tasso di interesse pubblico riduce il valore dei titoli di stato posseduti dalle banche. In conclusione, una recessione in Italia \u00e8 probabile indipendentemente da quello che succeder\u00e0 a Bruxelles o a Roma, per il semplice fatto che il commercio mondiale sta rallentando. Sarebbe, dunque, un errore seguire l\u2019accordo stipulato in origine tra la Commissione europea e il precedente governo, poich\u00e9 richiederebbe un ulteriore inasprimento dell\u2019austerit\u00e0. Oggi, le misure di austerit\u00e0 non hanno alcun senso e se venissero attuate peggiorerebbero ancora di pi\u00f9 la recessione, e si entrerebbe in un circolo vizioso. L\u2019Italia ha bisogno di uno stimolo all\u2019economia, ma moderato, per sopravvivere a questa inevitabile recessione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><b>A proposito di recessione, quanto \u00e8 stato efficace, secondo lei, Mario Draghi con la manovra del quantative easing per risolvere la crisi nell\u2019Eurozona?<\/b><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 molto difficile rispondere a questa domanda. Innanzitutto sono tutti concordi nel sottolineare che il quantative easing \u00e8 arrivato troppo tardi. La posticipazione di questa politica ha permesso che si verificasse un abbassamento dell\u2019inflazione. La Bce sembrava non nutrire alcuna speranza. Si era previsto, sin dal 2014, che l\u2019inflazione sarebbe aumentata al 2%, ma non si sono visti segnali di questo aumento. La Bce, inoltre, non \u00e8 riuscita ad usare il quantative easing, come fanno altre banche centrali nazionali, per svalutare l\u2019euro, il che avrebbe aiutato ad aumentare l\u2019inflazione e a generare una crescita economica. La Bce non \u00e8 mai sembrata veramente impegnata sul fronte del quantitative easing e voleva modificarlo gi\u00e0 nel 2017. Quindi, l\u2019euro rimane troppo forte per i Paesi pi\u00f9 deboli (come l\u2019Italia), e rimane relativamente debole per i Paesi pi\u00f9 forti (come la Germania). Questo \u00e8 il difetto originale dell\u2019Eurozona. In parole povere, economie diverse hanno necessit\u00e0 diverse e, in questo caso, i Paesi pi\u00f9 deboli devono avere a che fare con una politica monetaria che funziona solo per i Paesi pi\u00f9 forti. Inoltre, non vedo segnali che mostrino che il quantative easing della Bce abbia aumentato la crescita economica nell\u2019Eurozona. Nel 2015 e nel 2016, i primi due anni dopo l\u2019introduzione del quantative easing, la crescita dell\u2019Eurozona \u00e8 rimasta bassa perch\u00e9 il commercio mondiale era debole. Nel 2017,\u00a0l\u2019economia mondiale ha iniziato a riprendersi, e quindi la crescita dell\u2019Eurozona \u00e8 aumentata. La Bce\u00a0si \u00e8 presa il merito di\u00a0questa crescita, ma la realt\u00e0\u00a0\u00e8 un\u2019altra: nel 2017 era l\u2019intera economia globale ad essere cresciuta. Adesso la crescita nell\u2019Euozona sta rallentando perch\u00e9 il commercio mondiale \u00e8 pi\u00f9 debole \u00a0(la Bce parla di un evento temporaneo, ma \u00e8 solo\u00a0un modo\u00a0per negare il problema). La verit\u00e0 \u00e8 che il rallentamento dell\u2019economia europea non \u00e8 dovuto\u00a0a un evento temporaneo, e probabilmente continuer\u00e0, diventando pi\u00f9 evidente nei prossimi mesi. Quindi perch\u00e9 la Bce non fa di pi\u00f9?\u00a0Perch\u00e9 ha un problema fondamentale: gli interessi politici tra i Paesi del consiglio della Bce limitano le sue azioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><b>E quali sono gli interessi politici che non permettono alla Bce di risolvere questo problema che, come ha detto lei, danneggia soprattutto i Paesi pi\u00f9 deboli dell\u2019Eurozona?<\/b><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Paesi che dominano il consiglio della Bce rappresentano i loro interessi nazionali. Risolvere queste differenze raggiungendo un compresso rallenta il processo decisionale. Spesso, la Germania e gli interessi nordici hanno chiaramente dominato, per esempio tra il 2013 e il 2015, quando gli interessi tedeschi hanno rallentato le operazioni del quantative easing, necessario per aiutare i Paesi pi\u00f9 deboli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><b>Lei pensa che l\u2019Italia dovrebbe accontentare Bruxelles abbassando la differenza tra il suo Pil e il deficit (ora al 2,4%), anche solo fino al 2%?<br \/>\nO pensa che dovrebbe chiedere all\u2019Unione europea che accetti il suo programma, anche rischiando di incorrere nelle sanzioni previste dalla procedura di infrazione?<\/b><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima di tutto, non ci saranno mai delle sanzioni. La cancelliera Angela Merkel una volta le aveva definite \u201cidiote\u201d. I leader europei non aggiungeranno delle sanzioni economiche a un problema che gi\u00e0 esiste, andando ad aggravarlo. Poi, di fatto, la riduzione di questo 2.4% di un qualche zero-virgola-qualcosa non cambia nulla. Non siamo in un laboratorio chimico, a misurare particelle sub-atomiche. In economia, questa precisione \u00e8 ridicola. Il governo italiano dovrebbe concentrarsi sulle stime di crescita, che sono fin troppo ottimiste. Visto che la crescita economica sar\u00e0 pi\u00f9 lenta, le entrate saranno minori, e dunque il deficit sar\u00e0 pi\u00f9 alto del 2.4%. L\u2019attuale governo italiano dovrebbe rivedere i suoi piani di spesa, non perch\u00e9 lo richiede la Commissione europea, ma perch\u00e9 la crescita economica, che sar\u00e0 pi\u00f9 bassa di quella stimata, creerebbe un deficit troppo alto. Detto questo, uno stimolo \u00e8 necessario. Per principio simpatizzo con la proposta di questo governo, perch\u00e9 so che pi\u00f9 austerit\u00e0 sarebbe un disastro. Gli investimenti sono necessari per compensare la minore crescita del commercio mondiale, ma devono essere fatti sulla base di una crescita economica realistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><b>Viste le attuali difficolt\u00e0 nel raggiungere un accordo, quanto pensa sia realistica la possibilit\u00e0 che l\u2019Italia esca dall\u2019euro? Quali sarebbero i rischi e i benefici se l\u2019Italia dovesse prendere questa decisione?<\/b><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel mio libro, ho spiegato chiaramente che se l\u2019Italia uscisse dall\u2019euro sarebbe un enorme errore sia per l\u2019Italia, che per il resto d\u2019Europa. Tutti ne pagherebbero le conseguenze, perch\u00e9 se l\u2019economia italiana ritornasse alla lira, ripagare i suoi debiti, che sono dovuti in euro, sarebbe praticamente impossibile. So che molti pensano che ci siano dei trucchi per evitare un default, ma non penso che questi trucchi funzionino. Ci sarebbero semplicemente una serie di grandi fallimenti e, viste le dimensioni dell\u2019economia italiana, questo creerebbe un effetto domino in cui i creditori dell\u2019Italia fallirebbero a loro volta. Le conseguenze sarebbero estremamente dannose per l\u2019economia italiana, europea e mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><b>Che cosa dice alle persone che sono nostalgiche della lira e di tempi migliori?<\/b><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nostalgia non \u00e8 molto utile quando si parla di politiche economiche. Uscire dall\u2019euro sarebbe un costo troppo grande. Anche quella di creare una moneta parallela sarebbe un\u2019idea ridicola: nella pratica non ha mai funzionato. Con una moneta parallela, il problema principale, ovvero quello di dover ripagare i debiti dovuti in euro, rimarr\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><b>Pensa che l\u2019Italia, continuando su questa strada, finir\u00e0 come la Grecia?<\/b><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si continua con l\u2019imposizione dell\u2019austerit\u00e0, a questo punto, visto le condizioni di recessione in cui l\u2019Italia gi\u00e0 si trova, non c\u2019\u00e8 alcun dubbio che la storia greca sar\u00e0 tragicamente ripetuta. L\u2019austerit\u00e0 peggiorer\u00e0 la recessione, la differenza tra il Pil e il debito pubblico aumenter\u00e0, e quindi la Commissione richieder\u00e0 ancora pi\u00f9 austerit\u00e0.\u00a0\u00c8 il circolo vizioso che ha vissuto la Grecia, e ripeterlo sarebbe un errore catastrofico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><b>Che cosa pensa della nuova proposta fatta dalla cancelliera tedesca Angela Merkel e dal presidente francese Emmanuel Macron su un nuovo budget dell\u2019Eurozona, a cui possano accedere solo i membri che \u201crispettano le regole\u201d?<\/b><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non capisco come le persone possano prendere seriamente questa proposta. Evidentemente, quando \u00e8 impossibile fare veri progressi, le persone si inventano qualcosa per dare l\u2019impressione che stiano facendo qualcosa di utile. Prima di tutto, l\u2019entit\u00e0 della quota richiesta a ogni Paese \u00e8 ridicolmente bassa. In pi\u00f9, l\u2019idea che vadano rispettate delle regole per accedere a questo fondo \u00e8 totalmente irragionevole. Per esempio, se il governo italiano potesse ricevere dei finanziamenti solo \u201cseguendo le regole\u201d, ci sarebbe un dibattito lungo sei mesi per verificare se queste regole siano state realmente seguite. A quel punto per\u00f2 sarebbe troppo tardi e il finanziamento avrebbe gi\u00e0 perso la sua utilit\u00e0. Per essere utile, il versamento deve essere automatico, se no non sarebbe pi\u00f9 un versamento. Tutta la questione sembra pi\u00f9 uno scherzo che altro. Dubito che quest\u2019idea possa sopravvivere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><b>Quanto \u00e8 forte, secondo lei, l\u2019economia italiana a confronto di altre potenze europee, come la Germania e la Francia?<\/b><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019economia italiana \u00e8 affetta da tanti problemi: tasso di produttivit\u00e0 molto basso, banche molto fragili e un governo molto indebitato. Il problema pi\u00f9 grande \u00e8 il tasso di produttivit\u00e0, che negli ultimi due decenni \u00e8 stato negativo (la produttivit\u00e0 italiana \u00e8 infatti scesa del 10 per cento). In questo ambito, l\u2019Italia ha una valutazione pi\u00f9 bassa rispetto a quella di qualsiasi altra economia dell\u2019Eurozona. Il problema resta nella debolezza delle scuole e delle universit\u00e0, che si traduce in un livello di ricerca, sviluppo e innovamento estremamente basso. I governi italiani hanno solo da incolpare se stessi per questa mancanza. Il risultato \u00e8 che quando l\u2019economia italiana sta per entrare in una recessione, come sta accadendo ora, ha poche risorse interne per rimettersi in piedi. L\u2019economia ha bisogno di una politica monetaria pi\u00f9 flessibile e di un tasso di cambio pi\u00f9 debole. Ma questo non \u00e8 possibile in un\u2019unione monetaria. Ecco perch\u00e9 penso che l\u2019Italia sia al centro dell&#8217;\u201dEurotragedia\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/mody-euro-italia\/?fbclid=IwAR2Pqw7tyenzl_mo-XDGX-1CLk4i7RuMCYpPQtrUGvtCvNuu9At8DJ0aPLI\">http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/mody-euro-italia\/?fbclid=IwAR2Pqw7tyenzl_mo-XDGX-1CLk4i7RuMCYpPQtrUGvtCvNuu9At8DJ0aPLI<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GLI OCCHI DELLA GUERRA\u00a0 (Alessandra Bocchi) &nbsp; Ashoka Mody \u00e8 docente di economia politica internazionale all\u2019Universit\u00e0 di Princeton e, in passato, \u00e8 stato vice direttore del Dipartimento europeo per il Fondo monetariointernazionale e rappresentante per l\u2019Irlanda durante le negoziazioni per il bailout con la Troika. Autore del libro Eurotragedy, A Drama in Nine Acts (Eurotragedia, un dramma in nove atti), Mody \u00e8 un critico della gestione dell\u2019Eurozona e simpatizza con la manovra del nuovo&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-cbZ","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46871"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=46871"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46871\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":46872,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/46871\/revisions\/46872"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=46871"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=46871"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=46871"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}