{"id":46891,"date":"2018-12-12T10:30:31","date_gmt":"2018-12-12T09:30:31","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46891"},"modified":"2018-12-11T14:32:08","modified_gmt":"2018-12-11T13:32:08","slug":"guerra-commerciale-cina-usa-bolsonaro-in-brasile-vox-in-andalusia-prossima-recessione-gilet-gialli-che-succede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46891","title":{"rendered":"Guerra commerciale Cina-Usa, Bolsonaro in Brasile, Vox in Andalusia, prossima recessione, gilet gialli: che succede?"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>ALDO GIANNULI<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-full size-full wp-post-image\" src=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/wp-content\/uploads\/crisi_terza_ondata_940.jpg\" sizes=\"(max-width: 940px) 100vw, 940px\" srcset=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/wp-content\/uploads\/crisi_terza_ondata_940.jpg 940w, http:\/\/www.aldogiannuli.it\/wp-content\/uploads\/crisi_terza_ondata_940-300x128.jpg 300w, http:\/\/www.aldogiannuli.it\/wp-content\/uploads\/crisi_terza_ondata_940-150x64.jpg 150w\" alt=\"\" width=\"940\" height=\"400\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 un filo che lega cose distanti fra loro come lo scontro (ed il momentaneo armistizio) Trump-Xi Jinping, il caso Huawei, i gilet gialli, le vittorie elettorali della destra in Brasile ed Andalusia e i segnali di una prossima recessione?\u00a0<span id=\"more-9831\"><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vediamo le cose pi\u00f9 da vicino iniziando dal conflitto Cina Usa.<\/strong> Contrariamente alle attese, quindici anni fa, l\u2019apertura mondiale dei mercati non giov\u00f2 all\u2019industria dell\u2019auto americana, ma, al contrario, ne caus\u00f2 una crisi profonda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prodotti troppo costosi sia per l\u2019acquisto che per l\u2019uso, ed in presenza di un forte rialzo dei prezzi del petrolio e l\u2019auto diesel europea, da un lato, e l\u2019economica auto cinese, dall\u2019altro, mordevano via via fette di mercato al dominio automobilistico americano gi\u00e0 intaccato dai giapponesi. Il sopraggiungere della crisi rischiava di dare il colpo di grazia a marchi storici come la Ford e la Gm a malapena sorretti dall\u2019intervento statale, in cambio della cessione di quote del capitale sociale (alla faccia dei dogmi neo liberisti).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un primo contrattacco venne nel 2014<\/strong> con il <a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/mondo\/2018-01-30\/un-caso-che-riscrive-storia-dell-auto-063541.shtml?uuid=AEzdQDrD\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">diesel-gate che azzoppava la Volkswagen,<\/a> ma anche questo, come anche l\u2019assorbimento della Fiat nell\u2019orbita americana attraverso la Chisler, non risolveva i guai dell\u2019auto americana e la run belt ormai sembrava avviata ad una irresistibile decadenza che lasciava sul campo schiere di disoccupati. Fu questo lo scenario che consegn\u00f2 stati tradizionalmente democratici come il Michigan a Trump determinandone la vittoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora Trump deve onorare le promesse fatte in campagna elettorale e per questo scatena una ondata protezionistica contro Europa e Cina che colpisce molti prodotti ma soprattutto (e guarda caso) le auto. Dopo il summit di Buenos Aires si \u00e8 profilata una tregua (per almeno un anno) fra Cina ed Usa e le borse hanno respirato. Per\u00f2, un giorno dopo \u00e8 giunta la notizia di un possibile <a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/motori\/2018-11-20\/volkswagen-e-ford-accordo-i-veicoli-commerciali-ma-niente-fusione-160221.shtml?uuid=AEvYfHkG\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">accordo Ford-Volkswagen per formare il supercolosso mondiale dell\u2019auto.<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il punto \u00e8 che la principale fabbrica di auto cinese \u00e8 la Vw di Shanghai e non si capisce come vada letta questa notizia:<\/strong> \u00e8 un accordo euro americano anti cinese con l\u2019appendice di Shanghai come punta di lancia per penetrare il mercato cinese? O \u00e8 un tentativo di consociazione euro-sino-americano in un supercolosso in condizioni di dettare legge all\u2019intero mercato mondiale? O un ballon d\u2019essai in vista di una pax automobilistica mondiale? Lo capiremo dalle prossime mosse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In compenso non c\u2019\u00e8 da spremersi troppo per capire il senso <a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/mondo\/2018-12-06\/huawei-nodi-giudiziari-e-diplomatici-dell-arresto-meng-wanzhou-172337.shtml?uuid=AEMi9WuG\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dell\u2019arresto della figlia del padrone della Huawei<\/a> (ce ne occuperemo) che \u00e8 un evidente inizio di <strong>ostilit\u00e0 sul terreno delle telecomunicazioni, settore strategico decisivo e qui saremmo curiosi di sapere quale sar\u00e0 la reazione cinese in tema di terre rare.<\/strong> Comunque sia il tempo dell\u2019equilibrio fra una Cina in ascesa ed degli Usa allo zenith della loro fortuna mondiale (quello che aveva fatto parlare di \u201cChimerica\u201d e di una intesa cordiale desinata a durare molto a lungo come nuovo ordine mondiale) sembra ormai remoto.<\/p>\n<blockquote><p>L\u2019equilibrio si \u00e8 spezzato e la globalizzazione non \u00e8 pi\u00f9 il \u201cpranzo di gala\u201d di cui si era favoleggiato.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La crisi del 2008 ha travolto l\u2019equilibrio del sistema:<\/strong> l\u2019alluvione di liquidit\u00e0 delle banche centrali (Fed e Bce in testa) ha fermato il crollo per impedire un effetto di reazioni a catena, ma il tentativo \u00e8 riuscito parzialmente ed \u00e8 tutto da dimostrare che la baracca si manterr\u00e0 in piedi fra due mesi, quando finir\u00e0 il Qe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anzi, <a href=\"https:\/\/www.huffingtonpost.it\/2018\/09\/15\/nouriel-roubini-10-segnali-di-nuova-crisi-nel-2020-possono-portare-litalia-fuori-dalleuro_a_23527906\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Roubini prevede una prossima recessione assai vicina<\/a> e i segnali sembrano dargli ragione: il 5 dicembre scorso, Il Sole 24 ore ha pubblicato un articolo di Massimiliano Cellino (<a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/finanza-e-mercati\/2018-12-04\/la-curva-pericolosa-tassi-usa-che-suona-l-allarme-recessione-171815_PRV.shtml?uuid=AEDq5ysG\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cLa curca pericolosa dei tassi Usa che suona l\u2019allarme recessione\u201d<\/a>) <strong>che segnalava un andamento anomalo dei tassi dei Treasury Bond americani:<\/strong> i tassi dei bond a 2 e 3 anni hanno superato, anche se solo di 1 centesimo, quelli dei bond a 5 anni e sono ad una manciata di centesimi da quelli a 10.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questo \u00e8 accaduto in tempi recenti sono tre volte:<\/strong> alla fine degli anni ottanta, nel 2000 e nel 2007 e, in tutti tre i casi, \u00e8 seguita una recessione pi\u00f9 o meno grave. Questo significa che il costo del denaro sta iniziando a salire gi\u00e0 dai prestiti a breve. Brutto segno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E se dovesse abbattersi una nuova recessione sarebbe un gran brutto affare, decisamente peggiore di quello di dieci anni fa.<\/strong> In primo luogo perch\u00e9 la bolla del debito mondiale \u00e8 cresciuta a dismisura, proprio per effetto del Qe in gran parte reinvestito in usi finanziari, per cui, siamo in totale sotto il livello di consumi e di produzione industriale degli anni ante crisi. A questo punto, anche una virata delle banche centrali per un ritorno al Qe, realisticamente avrebbe poco effetto e saremmo in quello che gli economisti chiamano \u201cmomento Minsky\u201d: pompare liquidit\u00e0 forse eviterebbe il fallimento di un po\u2019 di banche, ma rimetterebbe in moto l\u2019economia ancor meno di quanto i precedenti anni di Qe abbiano fatto consentendo una fiacchissima ripresa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In secondo luogo, a questo giro non abbiamo pi\u00f9 la \u201clocomotiva\u201d:<\/strong> dieci anni fa la Cina immise nel mercato mondiale qualcosa come 600 miliardi di dollari. Ora la Cina non se la vede tanto bene, sia perch\u00e9, a quanto pare, il suo debito pubblico \u00e8 decisamente pi\u00f9 alto di quanto non fosse dichiarato sino a pochissimo tempo fa, sia perch\u00e9 da ormai 6 anni il tasso di screscita del Pil \u00e8 decisamente al di sotto di quell\u20198% che era ritenuto, dalle stesse autorit\u00e0 cinesi, la soglia minima per tenere in equilibrio i conti con i massiccio trasferimento dalle campagne nelle citt\u00e0, sia perch\u00e9 ormai siamo alla svolta epocale per la quale la popolazione non attiva supera quella attiva. Dunque, \u00e8 difficile che la Cina sia in grado di sostenere la domanda aggregata mondiale come fece 10 anni fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In terzo luogo, perch\u00e9 in Usa ed Europa \u00e8 partita una rivolta dei ceti medi che ha assunto il colore di un violento populismo a prevalente carattere di destra<\/strong> (Brexit, elezione di Trump, parziale successo della destra populista in Francia ed Austria, governo giallo-verde in Italia, vittoria di Bolsonaro, forti affermazioni locali della destra di Vox in Andalusia e di Afd in Germania, rivolta dei gilet gialli in Francia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intendiamoci: in grande maggioranza questi movimenti politici non chiedono un diverso ordine mondiale ma esprimono solo il malessere dei ceti medi impoveriti dalla crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il punto \u00e8 che dal 2008 si \u00e8 aperta una crisi che va al di l\u00e0 dell\u2019aspetto finanziario ed investe lo stesso processo gli globalizzazione,<\/strong> il filo che lega la serie di avvenimenti qui accennati \u00e8 semplicemente questo: siamo all\u2019inizio di una ondata di rigetto della <a href=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/appunti-per-una-discussione-su-modernita-modernizzazione-globalizzazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">globalizzazione neo liberista.<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.aldogiannuli.it\/guerra-commerciale-prossima-recessione-gilet-gialli-crisi-globalizzazione\/\">http:\/\/www.aldogiannuli.it\/guerra-commerciale-prossima-recessione-gilet-gialli-crisi-globalizzazione\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ALDO GIANNULI &nbsp; C\u2019\u00e8 un filo che lega cose distanti fra loro come lo scontro (ed il momentaneo armistizio) Trump-Xi Jinping, il caso Huawei, i gilet gialli, le vittorie elettorali della destra in Brasile ed Andalusia e i segnali di una prossima recessione?\u00a0 Vediamo le cose pi\u00f9 da vicino iniziando dal conflitto Cina Usa. 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