{"id":46893,"date":"2018-12-12T10:00:02","date_gmt":"2018-12-12T09:00:02","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46893"},"modified":"2018-12-11T15:10:16","modified_gmt":"2018-12-11T14:10:16","slug":"il-controllo-totalitario-dellinformazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46893","title":{"rendered":"Il controllo totalitario dell&#8217;informazione"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>MARX XXI (Alessandro Pascale)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.marx21.it\/images\/generiche\/newscorporation.jpg\" alt=\"newscorporation\" width=\"300\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl Prof [Domenico Losurdo, ndr] mi aveva scelto come interprete de La societ\u00e0 dello spettacolo, ma dimostr\u00f2 anche a me, prove alla mano, che oggi l\u2019informazione \u00e8 solo spettacolo. Gli sono riconoscente. Da allora per me, niente \u00e8 mai stato pi\u00f9 come prima e sono finito ad ingrossare le fila, mio malgrado, di quei cospirazionisti ingenui che prima criticavo e che per\u00f2 \u2013 analizzati i fatti \u2013 dicono la verit\u00e0\u00bb. (Carlo Freccero, 2 luglio 2018) [1]<\/p>\n<p>La descrizione del mondo fatta da George Orwell in <strong>1984<\/strong> serviva a screditare il sistema socialista totalitario dell\u2019Unione Sovietica. In realt\u00e0 risulta perfetta per il mondo odierno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partiamo da una constatazione fondamentale: la \u201clibera\u201d informazione \u00e8 oggi in mano ad un pugno di capitalisti. Il capitalismo e la democrazia liberale propugnano da sempre l\u2019ideale della libert\u00e0 di stampa, della pluralit\u00e0 di fonti di informazione e della libert\u00e0 di pensiero. A parole. Nella realt\u00e0, sia a livello mondiale sia ai vari livelli locali, dove prospera il capitalismo si verificano concentrazioni di aziende anche nel settore delle telecomunicazioni, che comprendono quindi il vasto mondo delle televisioni, dei giornali, delle riviste, dell\u2019editoria, ecc. Tali concentrazioni, nell\u2019epoca della mercificazione totale e del tripudio dell\u2019ideologia neoliberista, logica conseguenza di un imperialismo che non ha pi\u00f9 freni, sono chiaramente detenute da un pugno pi\u00f9 o meno ampio di capitalisti.<\/p>\n<p>Vediamone alcuni esempi: nel maggio 2016 Michael Snyder [2] ha calcolato che il 90% del consumo \u201cmediatico\u201d medio (circa dieci ore al giorno) di un normale utente statunitense fosse di fatto proveniente da aziende affiliate o controllate sostanzialmente da sole sei grandi multinazionali: Comcast, The Walt Disney Company, News Corporation, Time Warner, Viacom e CBS Corporation. Queste, a loro volta, controllano altre aziende di varie dimensioni in un enorme gioco di scatole cinesi. Significativo \u00e8 l\u2019esempio della <strong>News Corporation<\/strong>, un vero e proprio impero mediatico che rimane essenzialmente tale nonostante l\u2019azienda sia stata di recente scorporata in due tronconi per ragioni organizzative.<\/p>\n<p>La <strong>News Corporation<\/strong> \u00e8 di propriet\u00e0 sostanziale di Rupert Murdoch, che ne detiene la quota di maggioranza relativa, facendo di lui uno degli uomini pi\u00f9 ricchi e potenti del mondo controllando organi di informazione e\/o intrattenimento in Australia, Regno Unito, USA, Fiji, Papua, India, Paesi Bassi, Russia, Bulgaria, Romania, Serbia, Turchia, Georgia, Polonia, Indonesia, Germania, Italia, praticamente tutto il Sud America e non solo. Oltre al controllo di centinaia di piccole riviste locali, questo enorme conglomerato mediatico detiene il controllo delle pi\u00f9 importanti aziende mondiali nel settore delle telecomunicazioni e dell\u2019editoria. Ne sono esempi i quotidiani britannici The Sun e The Times; gli statunitensi The Post e Wall Street Journal; la televisione satellitare di Sky in Italia e nel Regno Unito; la Fox Television e la casa cinematografica 20th Century Fox negli Stati Uniti. Si \u00e8 calcolato che il suo gruppo editoriale raggiunga ogni giorno circa 4,7 miliardi di persone, i tre quarti della popolazione globale. Forbes stima nel 2015 il suo patrimonio in 13,9 miliardi di dollari [3].<\/p>\n<p>Sul potere di <strong>Murdoch<\/strong> e sull\u2019intreccio tra potere mediatico e potere politico ha scritto nel 2012 una bella riflessione Vittorio Parsi su Avvenire [4], commentando l\u2019avvio di una commissione d\u2019inchiesta britannica sui rapporti tra la News Corporation e la politica inglese.<\/p>\n<p>\u00abCi\u00f2 su cui si cerca di far luce non si limita nemmeno all\u2019influenza \u2013 straordinaria secondo alcuni, eccessiva secondo altri \u2013 che il magnate australiano dei media avrebbe esercitato sulla politica britannica degli ultimi tre decenni. Lo scandalo in cui \u00e8 rimasto invischiato il gruppo News Corp, una delle maggiori concentrazioni mediatiche del mondo a cui fa capo anche l\u2019emittente televisiva Sky, ha messo in evidenza infatti una serie di contiguit\u00e0 tra forze di polizia, media e politici che neppure una figura controversa come Murdoch riesce ad esaurire. Ed \u00e8, evidentemente, qualcosa che non riguarda il solo Regno Unito. \u00c8 difficile dire chi sia il mazziere tra media e politica nel distribuire le carte di un gioco che con la democrazia ha davvero poco a che fare. In realt\u00e0, sembra di poter dire che questo ruolo pu\u00f2 cambiare da Paese a Paese e persino da fase storica a fase storica.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 su cui si possono purtroppo nutrire ben pochi dubbi \u00e8 il fatto che i sicuri perdenti siano i cittadini, i quali si ritrovano alla merc\u00e9 di due poteri, con la propria privacy data in pasto a chiunque, senza alcun rispetto sostanziale per la dignit\u00e0 individuale. Non \u00e8 da ieri che la romantica idea dei media come cani da guardia del potere politico fa acqua. Il giornalismo romantico e indipendente, che si nutre di inchieste e verifiche scrupolose, forse non \u00e8 mai davvero esistito o esiste solo nei film e nelle lezioni delle scuole di giornalismo. Ma viene da chiedersi quanto il crescente ruolo giocato dai media nelle nostre societ\u00e0 non abbia finito con lo snaturare ancora di pi\u00f9 una relazione che gi\u00e0 in partenza era fin troppo suscettibile di deragliare.<\/p>\n<p>La pervasivit\u00e0 e la potenza dei media sembrano aver fagocitato la stessa informazione, imponendo un ritmo e una finalit\u00e0 ben diversa da quella che sarebbero adeguate. La potenza dei media non poteva non allettare il potere della politica e, al contempo, non poteva essa stessa essere tentata dal trasformarsi in potere. La relazione tra media e politica, tra chi controlla i primi e chi vive della seconda, non si \u00e8 per\u00f2 articolata in quello scontro che alcune anime candide avevano ipotizzato. E neppure ha determinato la sudditanza degli uni agli altri. Troppo forti per essere dominati, troppo deboli per dominare. Ne \u00e8 emerso un compromesso non scritto, in cui ognuno cerca di trarre il suo vantaggio quando e dove pu\u00f2 farlo. Un accordo che produce equilibri contingenti, ma duraturo nell\u2019asservire quel cittadino che pure sarebbe il titolare ultimo del potere: una collusione permanente.<\/p>\n<p>L\u2019espressione Grande Fratello a una parte crescente di giovani (e anche meno giovani, in realt\u00e0) evoca ormai un noto (e pessimo) format televisivo globale e sempre meno \u00e8 associata al grande romanzo di Orwell e alla sua disperata denuncia del totalitarismo e della sua menzogna. Eppure, questa confusione \u00e8 in realt\u00e0 una perfetta metafora dello stato delle relazioni tra media e politica, del fatto che non sia necessario determinare un vincitore affinch\u00e9 la democrazia sia sotto scacco [\u2026].<\/p>\n<p>Chi si aspetti rivelazioni clamorose sul rapporto tra Murdoch e Margaret Thatcher rester\u00e0 probabilmente deluso. L\u2019attuale baronessa Thatcher non fu e non potr\u00e0 mai essere ridotta a una invenzione del suddito di un lontano Dominion. Ma \u00e8 proprio anche grazie alle politiche thatcheriane, al mantra delle liberalizzazioni e privatizzazioni, che il potere dei tycoon dei media \u00e8 cresciuto in maniera cos\u00ec preoccupante. Al punto da fare interrogare tutti noi sulla perdurante capacit\u00e0 delle istituzioni democratiche di difendere i cittadini dalle conseguenze negative sul piano politico delle gigantesche concentrazioni di ricchezza. \u00c8 un tema [\u2026] su cui tutte le democrazie si giocano la loro credibilit\u00e0 e, in ultima analisi, il loro e il nostro futuro\u00bb.<\/p>\n<p>(estratto dal cap. 4 di A. Pascale, <em>Il Totalitarismo \u201cliberale\u201d. Le tecniche imperialiste per l&#8217;egemonia culturale<\/em>, La Citt\u00e0 del Sole, Napoli 2019. Per averlo in anticipo lo si pu\u00f2 acquistare in prevendita scrivendo a <a href=\"mailto:storiasocialismo@lacittadelsole.net.\">storiasocialismo@lacittadelsole.net.<\/a> L&#8217;Introduzione del libro si trova su <a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/storia-teoria-e-scienza\/marxismo\/29390-presentazione-de-qil-totalitarismo-liberaleq.\">http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/storia-teoria-e-scienza\/marxismo\/29390-presentazione-de-qil-totalitarismo-liberaleq.<\/a> Ulteriori materiali utili su <a href=\"http:\/\/intellettualecollettivo.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">intellettualecollettivo.it<\/a><\/p>\n<p><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p>[1] C. Freccero, <em>Carlo Freccero: La resistenza di Losurdo al Pensiero Unico, L&#8217;Antidiplomatico<\/em>, 2 luglio 2018.<\/p>\n<p>[2] M. Snyder, <em>6 Giant Corporations Control The Media, And Americans Consume 10 Hours Of \u2018Programming\u2019 A Day<\/em>, <em>Theeconomiccollapseblog.com<\/em>, 26 maggio 2016.<\/p>\n<p>[3] Fonti usate: Autore Ignoto, <em>Rivoluzione nell&#8217;impero Murdoch News Corp si divide in due societ\u00e0<\/em>, <em>La Stampa (web)<\/em>, 28 giugno 2012; Autore Ignoto, <em>L&#8217;impero globale di Rupert Murdoch, Corriere della Sera (web)<\/em>, 31 luglio 2007; Wikipedia, <em>News Corporation<\/em>; Wikipedia, <em>Rupert Murdoch<\/em>.<\/p>\n<p>[4] V. E. Parsi, <em>Il caso Murdoch a Londra, metafora di un problema globale. Media e politica, la collusione che danneggia la democrazia, Avvenire (web)<\/em>, 26 aprile 2012.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/storia-teoria-e-scienza\/marxismo\/29433-il-controllo-totalitario-dellinformazione\">http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/storia-teoria-e-scienza\/marxismo\/29433-il-controllo-totalitario-dellinformazione<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARX XXI (Alessandro Pascale) &nbsp; \u00abIl Prof [Domenico Losurdo, ndr] mi aveva scelto come interprete de La societ\u00e0 dello spettacolo, ma dimostr\u00f2 anche a me, prove alla mano, che oggi l\u2019informazione \u00e8 solo spettacolo. Gli sono riconoscente. 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