{"id":46956,"date":"2018-12-13T09:00:34","date_gmt":"2018-12-13T08:00:34","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46956"},"modified":"2018-12-13T09:00:16","modified_gmt":"2018-12-13T08:00:16","slug":"il-terrorista-di-strasburgo-non-ha-niente-a-che-fare-con-lislam","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46956","title":{"rendered":"Il terrorista di Strasburgo non ha niente a che fare con l\u2019Islam"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LINKIESTA (Alberto Negri)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"irc_mi\" src=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/photos\/MED\/62\/67\/4166267_0025_cherif.jpg\" alt=\"Risultati immagini per attentatore strasburgo\" width=\"620\" height=\"339\" \/><\/p>\n<p>Handout \/ AFP<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 class=\"subtitle\">La cosiddetta \u201cGenerazione Isis&#8221; \u00e8 fatta di giovani di seconda generazione che non conoscono le tradizioni dei paesi d\u2019origine. \u00c8 un impulso non religioso ma nichilista. Ed \u00e8 staccato dai posti in cui il fanatismo religioso \u00e8 radicato territorialmente<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"lf-col1 typography  lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-padding-auto lf-text lf-block\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Perch\u00e9 lo fanno? E\u2019 la domanda che viene posta dopo ogni attentato di stampo jihadista<\/strong> o comunque riconducibile a elementi radicali che si ispirano all\u2019Islam estremista o all\u2019Isis.<strong> \u00c8 anche il caso di Strasburgo e di Cherif Chekak, 29 anni, cittadino francese<\/strong>, origini algerine e di cui la polizia sapeva tutto, al punto che lo aveva inserito insieme al fratello nella famose schede \u201cS\u201d, quelle dei radicalizzati e dei possibili terroristi, sfuggito all\u2019arresto il giorno stesso in cui ha sparato nel cuore di Strasburgo. Uno scacco tremendo per la gendarmeria francese che lo cercava per tentato omicidio durante una rapina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cherif appartiene a quella che lo studioso francese Olivier Roy definisce la Generazione Isis. <\/strong>Il profilo emerge dalle centinaia di casi esaminati in questi anni a partire dal 1995, anno in cui ci furono i primi attentatori, fino ai responsabili delle stragi di Charlie Hebdo e del Bataclan del 2015. <strong>Olivier Roy propone una chiave di lettura sconcertante: non \u00e8 l\u2019integralismo islamico la prima causa di questo terrorismo ma un disagio tutto giovanile<\/strong>, un\u2019esigenza folle, violenta e fuori controllo di <strong>rottura generazionale<\/strong>. Certo per compiere questa rottura c\u2019\u00e8 bisogno di un pretesto. E questi giovani lo trovano facilmente nell\u2019odio puro ostentato dall\u2019Isis, che ha ormai perso la propria territorialit\u00e0 in Siria e in Iraq ma che continua a mantenere una sua fascinazione, attraverso il web o la radicalizzazione in carcere.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"advSmartclip\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"lf-quote-type1 typography  lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-padding-auto lf-quote lf-block\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<blockquote>\n<div>\n<p>Nei jihadisti francesi, ma non solo tra loro, il fine non \u00e8 una societ\u00e0 ideale come quella del Califfato ma dare un senso alla loro vita, una sorta di nichilismo<\/p>\n<\/div>\n<\/blockquote>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lf-col1 typography  lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-padding-auto lf-text lf-block\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<p><strong>La sconfitta militare dell\u2019Isis, annunciata dopo la caduta di Mosul in Iraq e di Raqqa in Siria, non ha messo fine n\u00e9 alla minaccia degli attentati<\/strong>, n\u00e9 soprattutto all\u2019appeal che questa sigla sembra possedere agli occhi di un certo numero di giovani, anche europei. Cos\u00ec come del resto in passato la sconfitta di Al Qaida in Afghanistan nel 2011 e l\u2019uccisione in Pakistan del suo fondatore Osama bin Laden non mise fine all\u2019esistenza di un\u2019organizzazione terroristica e di guerriglia che ispira ancora diversi gruppi tra cui quelli asserragliati a Idlib nella Siria del Nord.<\/p>\n<p>Si possono cos\u00ec rintracciare alcune caratteristiche. <strong>La prima \u00e8 che quasi tutti gli attentatori, circa il 60%, sono di seconda generazione<\/strong>, nati in Francia e francofoni. Due gli aspetti fondamentali. Il primo \u00e8 che <strong>sono giovani non inseriti in comunit\u00e0 sociali, politiche o religiose<\/strong>, in poche parole non frequentano molto neppure le moschee. Si tratta di<strong> individui in cerca di una rivincita nei confronti di una societ\u00e0 che non li considera abbastanza<\/strong> e che si costruiscono un\u2019immagine di loro stessi eroica rispetto a una realt\u00e0 ben diversa.<\/p>\n<p>La seconda caratteristica \u00e8 la <strong>\u201cdeculturazione\u201d: parlano poco arabo e non praticano la religione con regolarit\u00e0.<\/strong> Anzi forse questo \u00e8 l\u2019aspetto pi\u00f9 interessante: non c\u2019\u00e8 stata una trasmissione della tradizione culturale religiosa di origine tra padri e figli.<\/p>\n<p>In poche parole si rifanno a un Islam ridotto all\u2019osso e a slogan semplici e ripetitivi ma non hanno legami veri e profondi con il mondo musulmano. La loro \u00e8 una religione senza cultura. \u00c8 interessante osservare che<strong> in Germania dove la maggioranza di musulmani sono turchi \u00e8 assai difficile trovarne uno di loro che compia attentati<\/strong>: quasi tutti i figli dei turchi parlano e leggono il turco, seguendo gran parte delle tradizioni. Paradossalmente ma non troppo <strong>\u00e8 proprio un forte legame culturale con le origini che frena il terrorismo o le derive radicali.<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lf-quote-type1 typography  lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-padding-auto lf-quote lf-block\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<blockquote>\n<div>\n<p>Si rifanno a un Islam ridotto all\u2019osso e a slogan semplici e ripetitivi ma non hanno legami veri e profondi con il mondo musulmano. La loro \u00e8 una religione senza cultura<\/p>\n<\/div>\n<\/blockquote>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"lf-col1 typography  lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal  lf-padding-auto lf-text lf-block\">\n<div class=\"lf-inner\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In Francia i protagonisti del terrorismo di marca islamica spesso sono passati per la criminalit\u00e0 e le gang giovanili prima di conoscere una rapida conversione religiosa<\/strong>: la loro traiettoria di adesione all\u2019Isis o al jihadismo si accompagna, e si nutre, di un&#8217;evidente fascinazione per la morte che, non a caso, rappresenta spesso l\u2019epilogo del loro percorso che si conclude con un attentato suicida o con l\u2019uccisione, cui non cercano di sottrarsi, da parte delle forze dell\u2019ordine. <strong>E la stessa finalit\u00e0 del loro terrorismo si esaurisce nel gesto, soprattutto se ha contenuti simbolici ed \u00e8 ripreso dai social media e dalla rete.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nei jihadisti francesi, ma non solo tra loro, il fine non \u00e8 una societ\u00e0 ideale come quella del Califfato ma dare un senso alla loro vita<\/strong>, una sorta di <strong>nichilismo<\/strong> che nasce dal vuoto individuale e da quello lasciato dal fallimento delle vecchie ideologie novecentesche. Macron \u00e8 un nemico vago, simbolico, e non possono neppure trovare riferimenti nel movimento dei gilet gialli. Il jihadismo nichilista e la protesta sociale sono destinati a non incrociarsi.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/it\/article\/2018\/12\/13\/strasburgo-terrorismo-cherif-chekak-gilet-gialli-estremismo-islamico\/40422\/\">https:\/\/www.linkiesta.it\/it\/article\/2018\/12\/13\/strasburgo-terrorismo-cherif-chekak-gilet-gialli-estremismo-islamico\/40422\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LINKIESTA (Alberto Negri) &nbsp; Handout \/ AFP &nbsp; La cosiddetta \u201cGenerazione Isis&#8221; \u00e8 fatta di giovani di seconda generazione che non conoscono le tradizioni dei paesi d\u2019origine. \u00c8 un impulso non religioso ma nichilista. Ed \u00e8 staccato dai posti in cui il fanatismo religioso \u00e8 radicato territorialmente &nbsp; Perch\u00e9 lo fanno? 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