{"id":46972,"date":"2018-12-13T12:00:54","date_gmt":"2018-12-13T11:00:54","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46972"},"modified":"2018-12-13T11:57:01","modified_gmt":"2018-12-13T10:57:01","slug":"deutsche-bank-salvata-dallo-stato-se-lo-fa-berlino-lue-non-apre-bocca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46972","title":{"rendered":"Deutsche Bank salvata dallo Stato? Se lo fa Berlino l\u2019Ue non apre bocca"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>GLI OCCHI DELLA GUERRA (Andrea Muratore)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"attachment-large size-large wp-post-image\" src=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/LP_5976962-1515x1080.jpg\" sizes=\"(max-width: 1140px) 100vw, 1140px\" srcset=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/LP_5976962-300x214.jpg 300w, http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/LP_5976962-768x547.jpg 768w, http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/LP_5976962-1515x1080.jpg 1515w, http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/LP_5976962-200x143.jpg 200w, http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/LP_5976962-892x636.jpg 892w, http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/LP_5976962-636x453.jpg 636w\" alt=\"LP_5976962\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La surreale vicenda che sta circondando il caso del deficit francese dopo l\u2019annuncio televisivo di <strong>Emmanuel <span id=\"more-64384\"><\/span>Macron<\/strong> di nuove misure, in larga parte cosmetiche, destinate a venire incontro alle rivendicazioni dei gilet gialli la dice lunga sul caso dell\u2019ipocrisia regnante nei palazzi dell\u2019Unione europea. Ipocrisia che non solo si accompagna all\u2019assenza di qualunque tentativo di correzione dei limiti intrinseci del costrutto comunitario, ma rappresenta un fattore di distanziamento di Bruxelles dalle istanze di centinaia di milioni di abitanti del continente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il\u00a0 ministro per i Conti pubblici G\u00e8rald Darmanin ha precisato che il deficit di Parigi toccher\u00e0 la quota del 3,4% del Pil, sfondando il tetto dei parametri di Maastricht. Da Bruxelles hanno ostentato tranquillit\u00e0. \u201cBisogna tenere a mente che nel caso dell\u2019Italia abbiamo un documento programmatico di bilancio, mentre in quello della Francia abbiamo un discorso. E che cosa possiamo fare davanti ad un discorso?\u201d, hanno fatto\u00a0trapelare fonti comunitarie citate dall\u2019<em>Huffington Post<\/em>, che poi fa il paragone con le dichiarazioni irritate e minacciose dei commissari Moscovici e Dombrovskis dopo l\u2019annuncio del governo italiano di voler portare il deficit al 2,4% del Pil, esplicitato il 27 settembre scorso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cNessun documento ufficiale \u00e8 stato ancora inviato a Bruxelles ma il giorno dopo i Commissari Ue mostrano una loquacit\u00e0 che oggi sembra andata perduta\u201d, prosegue l\u2019<em>Huffington<\/em>. \u201cRispettare le regole non \u00e8 per noi, ma \u00e8 per loro, perch\u00e9 quando un Paese si indebita, si impoverisce\u201d, avvertiva Pierre Moscovici. \u201cQuando siamo indebitati siamo inchiodati, non possiamo agire. Fare rilancio economico quando uno \u00e8 indebitato si ritorce sempre contro chi lo fa, ed \u00e8 sempre il popolo che paga alla fine\u201d. Un doppiopesismo sconcertante.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">La battaglia dei deficit<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non c\u2019\u00e8 dubbio che anche da parte di certi esponenti del governo italiano si sia, a pi\u00f9 riprese, trasceso nelle dichiarazioni contro Bruxelles. Ma i vari Moscovici, Juncker, Dombrovskis non hanno fatto mancare dichiarazioni controverse e polemiche che, pronunciate in pi\u00f9 occasioni a borse aperte, hanno contribuito a destabilizzare i mercati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il governo Cinque Stelle-Lega pu\u00f2 non piacere, ed \u00e8 legittimo criticare i contenuti di una manovra finanziaria ancora incompleta: ma l\u2019atteggiamento punitivo ostentato dagli euroburocrati in pi\u00f9 occasioni \u00e8 risultato straordinariamente privo di ragionevolezza. Secondo Moscovici, la sua Francia \u201cpu\u00f2 superare il limite del 3%. Macron ha sentito la sofferenza dei francesi, queste misure sono essenziali e urgenti per ridare potere d\u2019acquisto ai francesi\u201d, ma per l\u2019Italia nessuna strada \u00e8 ammessa se non quella di una nuova austerit\u00e0 fiscale. L\u2019ipocrisia galoppa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ipocrisia delle strutture comunitarie \u00e8 stata anche fatta notare, nel contesto dell\u2019opposizione al governo Conte, dall\u2019associazione Patria e Costituzione, legata al deputato di Sinistra Italiana Stefano Fassina, favorevole al mantenimento al 2,4% del deficit. In un post su Facebook, infatti, <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/andrea.muratore.9\/posts\/1965646523526641:76\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l\u2019associazione ha preso nettamente posizione<\/a>: \u201cPer misure prodotte per dare risposta ad una piazza infuriata (e giustificata) si pu\u00f2 allargare la borsa, senza costringere Macron a ridurre da qualche altra parte (ad esempio revocando i regali al grande capitale). Invece per l\u2019Italia per misure prodotte per dare risposta ad un chiarissimo mandato elettorale ricevuto, invece, bisogna stare nei limiti insuperabili e avere saldi zero (per ogni euro in pi\u00f9 un euro tolto da qualche altra misura). Un\u2019altra prova della distruzione della democrazia che il progetto europeo prevede scientemente\u201d.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">La Germania salva Deutsche Bank?<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non c\u2019\u00e8 solo il nodo del deficit italiano. Il nuovo fronte riguarda le banche tedesche. Nella giornata del 10 dicembre le azioni di Deutsche Bank, <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/la-vera-minaccia-per-leconomia-europea-si-chiama-deutsche-bank\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">colosso in pieno affanno<\/a>, hanno chiuso a\u00a0 7,52 euro per azione con una capitalizzazione di borsa di circa 15,5 miliardi di euro (a fronte di oltre 1500 miliardi di asset).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Deutsche Bank, che affonda sotto i colpi di una gestione scriteriata e di un fardello di decine di trilioni di derivati, molti dei quali tossici, \u00e8 ora monitorata con interesse dal governo tedesco, che ha allo studio una sua fusione con un altro colosso creditizio, Commerzbank.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.bloomberg.com\/news\/articles\/2018-12-07\/germany-willing-to-merge-deutsche-bank-commerzbank-focus-says\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Come riporta\u00a0<\/a><em><a href=\"https:\/\/www.bloomberg.com\/news\/articles\/2018-12-07\/germany-willing-to-merge-deutsche-bank-commerzbank-focus-says\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Bloomberg,<\/a>\u00a0<\/em>pi\u00f9 volte il ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz ha paventato l\u2019ipotesi di una fusione, sottolineando la necessit\u00e0 di un sistema creditizio stabile. Lo Stato tedesco, che con il 15% delle quote \u00e8 il maggiore azionista di Commerzbank, potrebbe essere il regista di una fusione da compiersi o attraverso un acquisto o per mezzo della costituzione di una holding comune. La seconda ipotesi \u00e8 assecondata dal fatto che numerosi fondi come Cerberus Capitali hanno acquistato quote di partecipazione in entrambi gli istituti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Germania, dunque, si muove per costruire un colosso nazionale del credito che rimarrebbe in ogni caso pieno zeppo dei titoli tossici, dei derivati instabili e dei crediti deteriorati che rischiano di fungere da <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/verso-una-nuova-crisi-finanziaria-i-sintomi-di-un-rischio-non-piu-remoto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">detonatore per una nuova crisi finanziaria<\/a>. Non risultano, sino ad ora, allarmi della Vigilanza bancaria Ue su un rischio di questo genere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E come sul caso deficit, sembrano lontani i giorni degli allarmi quotidiani lanciati su Monte dei Paschi e gli altri istituti italiani in difficolt\u00e0. Lo stesso ex ministro dell\u2019Economia <strong>Pier Carlo Padoan<\/strong> nel dicembre 2016 rinfacci\u00f2 alla vigilanza la sua postura filotedesca e il fatto di aver\u00a0imposto a Mps un aumento di capitale gigantesco di 8,8 miliardi di euro, senza spiegare bene perch\u00e9 soltanto pochi mesi prima era stata chiesta una ricapitalizzazione pi\u00f9 modesta, attorno a 5 miliardi di euro. E sono ancora d\u2019attualit\u00e0 le parole scritte ai tempi da\u00a0<em><a href=\"https:\/\/www.panorama.it\/economia\/aziende\/mps-tutte-le-colpe-della-bce\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Panorama<\/a>:\u00a0<\/em>\u201cPer i vigilanti di Francoforte\u00a0 \u00e8 pi\u00f9 importante mettere sotto torchio le banche piene di sofferenze come Mps, piuttosto che quelle che hanno invece in pancia una montagna di derivati. \u00c8 il caso di Deutsche Bank che, tra l\u2019altro, \u00e8 anche nel mirino di una lunga sfilza di multe e cause legali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ipocrisia \u00e8 una norma nell\u2019Unione di oggi, ma \u00e8 anche la misura della rilevanza degli Stati nel continente. Francia e Germania, il cui asse nel continente \u00e8 palese, sono riuscite a permettersela, l\u2019Italia no. E per questo motivo dobbiamo ringraziare una narrazione politica e mediatica impostata a un europeismo acritico che, martellando per anni, ha condotto le classi dirigenti italiane a ritenere che\u00a0il migliore interesse di Roma nell\u2019Ue fosse rinunciare a qualunque prerogativa e ad accodarsi al carro del vincitore, nel caso quello tedesco da cui<strong> <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/germania-crisi-guadagno\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">derivano numerose delle nostre problematiche odierne<\/a><\/strong>. Con la conseguente irrilevanza di cui oggi scontiamo le conseguenze.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/due-pesi-e-due-misure-lipocrisia-della-commissione-con-deutsche-bank-e-la-francia\/\">http:\/\/www.occhidellaguerra.it\/due-pesi-e-due-misure-lipocrisia-della-commissione-con-deutsche-bank-e-la-francia\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GLI OCCHI DELLA GUERRA (Andrea Muratore) &nbsp; La surreale vicenda che sta circondando il caso del deficit francese dopo l\u2019annuncio televisivo di Emmanuel Macron di nuove misure, in larga parte cosmetiche, destinate a venire incontro alle rivendicazioni dei gilet gialli la dice lunga sul caso dell\u2019ipocrisia regnante nei palazzi dell\u2019Unione europea. 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