{"id":46976,"date":"2018-12-14T08:30:53","date_gmt":"2018-12-14T07:30:53","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46976"},"modified":"2018-12-13T12:59:30","modified_gmt":"2018-12-13T11:59:30","slug":"litalia-la-francia-e-le-radici-profonde-della-crisi-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=46976","title":{"rendered":"L\u2019Italia, la Francia e le radici profonde della crisi europea"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>FORMICHE (Gianfranco Polillo)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/formiche.net\/timthumb.php?src=https%3A%2F%2Fformiche.net%2Ffiles%2F2018%2F06%2FImagoeconomica_1097761.jpg&amp;h=580&amp;w=950&amp;a=c&amp;bid=10051&amp;zc=1\" alt=\"L\u00e2\u0080\u0099Italia, la Francia e le radici profonde della crisi europea\" \/><\/p>\n<header class=\"entry-header aa\">\n<h4 id=\"ec-excerpt\" style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 14pt;\">Il problema \u00e8 quello di capire come mai l\u2019Unione europea sembra costretta a comportarsi come Crono, che per sopravvivere doveva uccidere i suoi figli.\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 14pt;\">L&#8217;analisi di Gianfranco Polillo.<\/span><\/strong><\/h4>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"entry-content-wrapper\">\n<div id=\"ec-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 salvare la Francia e punire l\u2019Italia? Questo \u00e8 il dilemma che la Commissione europea dovr\u00e0 sciogliere ancor prima di entrare nel merito delle due diverse situazioni. Il problema di fondo \u00e8 sapere se le regole valgono per tutti i Paesi membri, o se, anche in Europa, vale quel che predicava il vecchio Giolitti. Le leggi si applicano ai nemici e si interpretano per gli amici. Considerazioni che gi\u00e0 si possono orecchiare nei dintorni di Parigi o di Bruxelles, dove si tenta di spaccare in quattro il capello: buttandola sulla procedura. Il maggior deficit francese emerger\u00e0 solo in seguito, mentre quello italiano \u00e8 conclamato. Quindi nel primo caso la Commissione non pu\u00f2 procedere, nel secondo s\u00ec. Che sar\u00e0 anche vero, ma del tutto irrilevante rispetto alla sostanza ed alla natura dei problemi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta superato questo passaggio, nel senso dell\u2019universalit\u00e0 della norma, si pu\u00f2 passare ad un secondo step. E cercare di capire analogie e differenze. Che non servono tanto per giustificare o meno i relativi comportamenti politici, quanto per andare alla radice pi\u00f9 profonda della crisi europea. Se il secondo ed il terzo Paese dell\u2019Unione, non riescono a tenere il passo, sebbene siano stati tra i padri fondatori, un campanello d\u2019allarme dovrebbe risuonare nella testa di tutto l\u2019establishment. Non si dimentichi che nel \u201857 a firmare il Trattato di Roma furono: Repubblica federale tedesca, Francia, Italia, Spagna, Lussemburgo, Olanda e Portogallo. Messe fuori gioco Italia e Francia, l\u2019Unione europea, per come la si \u00e8 conosciuta, specie dopo Brexit, non esisterebbe pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema \u00e8 allora quello di capire come mai l\u2019Unione europea sembra costretta a comportarsi come Cromo, che per sopravvivere doveva uccidere i suoi figli. Finch\u00e9 si trattava solo dell\u2019Italia: tanto tanto. Si poteva sempre pensare ad una tara atavica: italiani indisciplinati e amanti del bel vivere. Cicale spensierate che non pensano al domani. Ma i francesi? Forse anche loro sono stati contagiati dallo stesso male? Certo non hanno un debito cos\u00ec alto come quello italiano. Ma anche questa \u00e8 solo mitologia. In valore assoluto, il debito francese non \u00e8 poi cos\u00ec lontano. Recupera tutta la sua differenza, se rapportato al Pil (98 contro il 130 per cento), ma in questi ultimi 10 anni \u00e8 cresciuto con una velocit\u00e0 maggiore rispetto all\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di l\u00e0 di questi aspetti statistici, che pure contano, la riflessione va condotta sulle diversit\u00e0 delle politiche economiche, portate avanti dai due Paesi, e sul comune fallimento. Anche se quello del governo giallo-verde \u00e8 solo dato per scontato, in attesa di quel che verr\u00e0. In Francia, invece, il segno era stato ben evidente. Nel 2018 il calo delle imposte era stato pari allo 0,3 per cento del Pil: finanziato da una compressione della spesa in termini reali di pari importo. Sebbene la sua crescita in termini nominali fosse pari all\u20191,8 per cento. Ancora pi\u00f9 importanti gli interventi previsti per il 2019. Con il ripristino della Cice (cr\u00e9dit d\u2019imp\u00f4t pour la comp\u00e9titivit\u00e9 et l\u2019emploi) che avrebbe dovuto comportare un taglio permanente dei contributi sociali per lo 0,9 per cento del Pil. Taglio che doveva essere compensato, prima del diluvio dei gilet gialli, da un aumento delle imposte sui tabacchi e sui prodotti energetici per lo 0,2 per cento del Pil. Strategia, pi\u00f9 volte suggerita dalle Istituzioni internazionali (meno tasse sul lavoro e pi\u00f9 sui consumi) ma sotterrata dagli scontri di Parigi e dalla retromarcia di Macron.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Francia, in definitiva, una politica di sviluppo incontra le ira del ceto medio-basso, che scende in strada. In Italia si \u00e8 solo giocato d\u2019anticipo con una campagna elettorale, prima, ed un programma di governo poi, tutto centrato su promesse, che hanno solo evitato il peggio. Modalit\u00e0 diverse, ma stessi risultati: un deficit di bilancio che non rientra nei limiti canonici. E che quindi non pu\u00f2 che essere sanzionato. Se questo fosse l\u2019unico orizzonte a cui guardare. Ma quando il contrasto tra la regola ed il mondo diventa cos\u00ec evidente, non \u00e8 quest\u2019ultimo che pu\u00f2 cambiare. Ma l\u2019impianto complessivo della governance, su cui limiti \u00e8 giunto il momento di avviare una profonda riflessione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2018\/12\/italia-francia-deficit-europa\/\">https:\/\/formiche.net\/2018\/12\/italia-francia-deficit-europa\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Gianfranco Polillo) Il problema \u00e8 quello di capire come mai l\u2019Unione europea sembra costretta a comportarsi come Crono, che per sopravvivere doveva uccidere i suoi figli.\u00a0L&#8217;analisi di Gianfranco Polillo. Si pu\u00f2 salvare la Francia e punire l\u2019Italia? Questo \u00e8 il dilemma che la Commissione europea dovr\u00e0 sciogliere ancor prima di entrare nel merito delle due diverse situazioni. 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