{"id":47,"date":"2009-06-07T07:49:23","date_gmt":"2009-06-07T05:49:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=47"},"modified":"2009-06-07T07:49:23","modified_gmt":"2009-06-07T05:49:23","slug":"garibaldi-fu-ferito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47","title":{"rendered":"Garibaldi fu ferito"},"content":{"rendered":"<p><strong>In onore di Giuseppe Garibaldi.<br \/>\n\tdi Fabio Gallese<\/strong><\/p>\n<p><em>Mario Isnenghi, Garibaldi Fu Ferito, collana Saggine, Donzelli Editore.<\/em><\/p>\n<p>Lettori, non fatevi fuorviare dal sottotitolo dell&#39;opera, edita nel 2007 in occasione del 200&deg; dalla nascita dell&#39;Eroe.&nbsp;<br \/>\n\tInfatti, &quot;storia e mito di un rivoluzionario disciplinato&quot; potrebbe preludere ad un&#39;opera retorica o favolistica sulle gesta di uno degli italiani pi&ugrave; noti al mondo, l&#39;unico generale italiano vincente in due secoli.<\/p>\n<p>Al contrario, questo agile volumetto (209 pagine formato pocket) esplora con sommo rigore storico, ma non senza un filo continuo di ironia, l&#39;uso ma soprattutto l&#39;abuso che si &egrave; fatto dell&#39;immagine dell&#39;Eroe dalla sua fuga dall&#39;Italia nel 1834 al 1950, abuso accompagnato o meno dal mutare delle parole d&#39;ordine imposte dalle mode politiche che si sono succedute in questi secoli.<\/p>\n<p>Dagli scritti e dalle lettere dell&#39;Eroe riportate nel secondo capitolo di quest&#39;opera, al contrario traspare la sua originale idea di Italia: libera, repubblicana, volontaristica, laica.&nbsp;<\/p>\n<p>Sia i professionisti della politica a lui contemporanei, che i successivi, hanno da sempre ironizzato o gettato fango su questa idea, troppo &quot;semplice&quot;, troppo cristallina, irrealizzabile perch&eacute; presupponente il disinteresse del politico per il potere e la ricchezza, un servizio laico dell&#39;uomo per il suo simile, come fu per lui.<\/p>\n<p>Infatti, pur se fu sempre sostenuto da donazioni generose, non si arricch&igrave; mai, e non per inettitudine: a New York fond&ograve; una fabbrica di candele che, fin quando fu da lui diretta, and&ograve; benissimo!<\/p>\n<p>La retorica rinascimental-savoiarda e poi fascista ne esaltarono l&#39;immagine marziale per dannarne la memoria politica, rimasta per&ograve; viva nei discorsi delle minoranze parlamentari ottocentesche e nei numerosi studi storici del risorgimento sino a riprendere corpo durante la lotta partigiana, quando altre schiere di garibaldini ripercorsero le stesse strade, versarono nuovo sangue spinti dalla forza rivoluzionaria e laica del suo pensiero, fatto di parole d&#39;ordine semplici ma ancora valide.<\/p>\n<p>Un libro da leggere per conoscere e ri-conoscere le idee originali che trasformarono i mille in cinquantamila, per rivivere i momenti di esaltazione ideale ma anche di disillusione intorno al concetto di patria che spiega molto dei vizi civici degli italiani.<\/p>\n<p>Il tradimento dello spirito garibaldino nella creazione dello stato italiano (e nel suo governo dal 1861 ad oggi), infatti, spiega chiaramente al mondo la pessima visione di s&eacute; che affligge l&#39;italiano, il quale, per riassumere, non si sente cittadino ma suddito.<\/p>\n<p>Nel corso della narrazione, nelle citazioni dei discorsi e delle opere di illustri politici italiani traspare evidente il rapporto ambiguo e duale dei detentori del potere politico in Italia, nell&#39;ottocento come nel novecento, rispetto alla figura ed al pensiero di Garibaldi, buono fin quando &egrave; statua, figurina, mostrina, ma pericoloso per il potere costituito perch&eacute; rivoluzionario non infatuato del potere n&eacute; abbagliato dai privilegi.<br \/>\n\tI politici italiani sono sempre stati di un&#39;altra pasta: incendiari per ottenere il potere e poi pompieri, a rinnegare idee, amicizie, alleanze e dichiarazioni al momento della acquisizione della posizione dominante, vivono una sorta di stadio larvale rivoluzionario prodromico alla nascita di vanesie farfalle conservatrici incapaci di portare a termine un progetto, qualsiasi progetto, anche la dittatura fascista, naufragata nella totale incapacit&agrave; e nella immensa voracit&agrave; dei suoi gerarchi.<\/p>\n<p>Anche il progetto costituzionale del secondo dopoguerra si &egrave; arenato quando un minimo di benessere diffuso ha fatto dimenticare ai protagonisti della stesura di quel testo &quot;rivoluzionario&quot; le tensioni ideali e l&#39;impegno politico maturati nell&#39;immediatezza del conflitto mondiale.<br \/>\n\tOra siamo schiavi di tecnoplutocrati che con un dito possono toglierci tutto, schiavi di catene invisibili fatte di bisogni inutili, costretti al moto perpetuo come criceti in gabbia.<\/p>\n<p>Garibaldi redivivo tornerebbe in Aspromonte, ripartirebbe da Quarto, riattraverserebbe la Romagna, ma soprattutto chiamerebbe ancora a raccolta i giovani disposti a dare il loro fattivo contributo per il miglioramento della res publica, per dare loro unit&agrave; di intenti ed obiettivi.<br \/>\n\tNoi per questo lo eleviamo a simbolo del nostro progetto di Risorgimento della Repubblica.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In onore di Giuseppe Garibaldi. di Fabio Gallese Mario Isnenghi, Garibaldi Fu Ferito, collana Saggine, Donzelli Editore. 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