{"id":47011,"date":"2018-12-14T11:00:30","date_gmt":"2018-12-14T10:00:30","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47011"},"modified":"2018-12-14T10:18:21","modified_gmt":"2018-12-14T09:18:21","slug":"arriva-lo-sciopero-nella-silicon-valley","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47011","title":{"rendered":"Arriva lo sciopero nella Silicon Valley"},"content":{"rendered":"<p>Di <strong>SENSO COMUNE (Domenica De Blasio)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-larus_justify_feature size-larus_justify_feature wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/gugol-850x462.jpg\" sizes=\"(max-width: 850px) 100vw, 850px\" srcset=\"https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/gugol-850x462.jpg 850w, https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/gugol-300x163.jpg 300w, https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/gugol-768x417.jpg 768w, https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/gugol-1024x557.jpg 1024w, https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/gugol-380x207.jpg 380w, https:\/\/www.senso-comune.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/gugol.jpg 1080w\" alt=\"\" width=\"850\" height=\"462\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il primo Novembre scorso, alle undici circa, migliaia di lavoratori sono scesi in piazza e hanno portato avanti una marcia di protesta contro le politiche aziendali.<\/strong>\u00a0No, non ci sono tute blu da metalmeccanico, nemmeno giubbotti catarifrangenti da rider, si tratta di una categoria di lavoratori che ha il privilegio di potersi vestire come meglio crede perch\u00e9 le aziende del settore, sulla carta, considerano la diversit\u00e0 culturale ed estetica un valore (vabb\u00e8 ci saranno stati pi\u00f9 Hipster che in qualsiasi altro posto ma non \u00e8 questo il punto).<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0\u00a0<\/span>Hanno manifestato contemporaneamente a San Fancisco, Sidney, Tokyo, Singapore, Dublino, Londra perch\u00e9 la compagnia opera nel mercato globale ed ha sedi in tutto il mondo. Si chiama Alphabet e il suo brand principale \u00e8 Google.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Se due anni fa mi avessero detto che il primo sciopero internazionale a cui avrei assistito invece di partire dagli operai cinesi o dai cittadini dei paesi arabi,<\/strong>\u00a0per non parlare del sottoproletariato precarizzato occidentale, sarebbe scaturito dall\u2019indignazione dei nerd e dei product manager organizzati uniti e interconnessi avrei pensato all\u2019inesistente coscienza politica di mio fratello e mi sarei fatto una grande risata, ma la storia \u00e8 bella anche perch\u00e8 riesce sempre a sorprenderci e cos\u00ec proprio come l\u2019URSS \u00e8 caduta a Mosca il modello liberale, privatistico e individualista di contrattazione del lavoro inizia ad essere mal digerito proprio nell\u2019Eldorado di qualsiasi laureato in marketing.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Al di la della cronaca dello sciopero (chiamiamo le cose col loro nome)<\/strong>\u00a0che \u00e8 anche difficile da ricostruire perch\u00e9 non si \u00e8 realizzata con i classici step, quello che colpisce e che va analizzato sono una serie di aspetti che in Italia sono stati ignorati anche perch\u00e9 apparentemente atipici e scollegati fra loro, quindi \u00e8 meglio procedere schematicamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>La notizia in Italia<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima curiosit\u00e0 riguarda le modalit\u00e0 di diffusione di questa vicenda sulle principali testate italiane. Sia\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2018\/11\/02\/google-laccusa-del-nyt-al-dirigente-accusato-di-molestie-sessuali-90-milioni-di-buonuscita-protesta-dei-dipendenti\/4737260\/\">Il Fatto Quotidiano<\/a>\u00a0che il\u00a0<a href=\"https:\/\/video.corriere.it\/googlewalkout-protesta-mondiale-dipendenti-google-scandalo-molestie\/9cfa7758-ddf3-11e8-8216-3f7e282dea98\">Corriere della Sera<\/a>,\u00a0che\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/sito\/notizie\/tecnologia\/tlc\/2018\/11\/01\/i-lavoratori-di-google-marciano-contro-gli-abusi-sessuali_00fa9d9b-6fd3-44f2-a479-6e205a888493.html\">ANSA<\/a>, che il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/finanza-e-mercati\/2018-10-29\/caso-andy-rubin-problema-silicon-valley-le-donne-215558.shtml?uuid=AEBbunXG\">Sole24Ore<\/a>\u00a0riportano la notizia adducendo come unico motivo le presunte frequenti molestie sessuali che le dipendenti di sesso femminile denunciano in Google come in tutti i principali player del settore. Alcuni di questi network, se non tutti, ricollegano la battaglia dei lavoratori del settore alla campagna #metoo svuotandola automaticamente di qualsiasi significato inerente al mondo del lavoro. Eppure tutti loro citano come fonte principale, oltre ai comunicati dell\u2019azienda, il New York Times che in ogni articolo in merito non si dimentica di accennare a varie tematiche che hanno portato alla manifestazione, come la richiesta di non ricorrere pi\u00f9 ad un arbitrato privato per risolvere le controversie sul lavoro o la pretesa da parte dei dipendenti di poter determinare alcune politiche di budget (tipo la buonuscita dei dirigenti) nonch\u00e9 politiche aziendali (il coinvolgimento delle aziende nelle attivit\u00e0 del Pentagono). Sono tutti argomenti di cui questa vicenda \u00e8 piena anche si si vuole restare nell\u2019ambito della cronaca dell\u2019episodio principale.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel 2014 Andy Rubin, il creatore di Android, si congeda dall\u2019azienda e riceve un encomio pubblico da Larry Page<\/strong>\u00a0e una buonuscita di novanta milioni di dollari. I dipendenti sanno bene che l\u2019allontanamento, pi\u00f9 che a questioni lavorative, \u00e8 dovuto ad una accusa di molestie sessuali ed iniziano a protestare non digerendo che Google faccia di tutto per insabbiare la vicenda. Si parla di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2018\/10\/31\/technology\/google-sexual-harassment-walkout.html?module=inline\"><i>sexual harrassement<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/i><\/a>,ma anche di razzismo, pressioni che sfiorano gli atti di bullismo, nessuno accetta la gigantesca ingiustizia\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2018\/11\/09\/technology\/facebook-arbitration-harassment.html\">che un crimine passi impunito,\u00a0<\/a>nessuno lo riesce a sopportare sopratutto nel mondo dorato della silicon valley, da qui alla presa di coscienza su importanti tematiche legate alla regolamentazione del lavoro il passo sarebbe breve, quasi scontato, se non fosse istantaneamente seppellito sotto l\u2019hashtag #metoo. Perch\u00e9? Vuoi vedere che parlare di regolamentazione dei rapporti di lavoro e responsabilizzazione d\u2019azienda in piena febbre neoliberale equivale quasi a svegliare il can che dorme? Anche uno allergico ai retroscena, di questo passo, rischia di diventare complottista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Questione etica e giuridica<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal momento che l\u2019episodio di Andy Rubin \u00e8 stato quello che pi\u00f9 di tutti ha fatto scoppiare lo scandalo \u00e8 bene soffermarsi su alcuni degli aspetti che sono passati in secondo piano sulla nostra stampa. In particolare i dipendenti di Google non hanno digerito che la cosa venisse insabbiata e che il colpevole non solo la facesse franca, ma guadagnasse anche un discreto gruzzoletto. A leggere alcune delle dichiarazioni dei manifestanti emerge la volont\u00e0 di determinare come e quando i novanta milioni di buonuscita sarebbero potuti essere investiti meglio e sopratutto il senso di ingiustizia e di delusione per il fatto che l\u2019azienda abbia praticamente contribuito a coprire un crimine. In uno stato di diritto degno di tale nome i dirigenti aziendali informati dei fatti dovrebbero essere sul banco degli imputati insieme al carnefice, colpevoli quanto e forse anche pi\u00f9 di lui per il semplice fatto che \u201cla legge \u00e8 uguale per tutti\u201d, come \u00e8 scritto in tutte le aule di tribunale occidentali. Ma i contratti che hanno firmato i rampanti impiegati di Alphabet li vincolano a questa sottospecie di giustizia arbitrale in cui qualsiasi misfatto pu\u00f2 essere sanato con una serie di rispettive compensazioni. Come se non bastasse molti dipendenti di Microsoft, Facebook, Amazon e tanti altri iniziano a non mandar gi\u00f9 la collaborazione con l\u2019intelligence di vari paesi e il coinvolgimento nelle operazioni di guerra, almeno in quest\u2019epoca si tratta di un approccio pionieristico, ed\u2019\u00e8 singolare che provenga dall\u2019ambiente di lavoro meno politicizzato in assoluto, ma se si diffondesse a macchia d\u2019olio renderebbe sicuramente il mondo un posto migliore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Lo sciopero<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si vede dai tanti video in rete i dipendenti di Google sono semplicemente usciti dagli uffici, non c\u2019era polizia nei paraggi, probabilmente non era stato organizzato alcun corteo, non c\u2019erano cordoni e magari, dopo la manifestazione, sono anche tornati a lavoro. Non stupirebbe sapere che la partecipazione \u00e8 semplicemente aumentata col passaparola, basta guardare le occorrenze Instagram di #googlewalkout, il vero hashtag della protesta. Si tratta di una rappresentazione scenica del conflitto a cui non siamo abituati: composta, condivisa, decorosa, niente picchetti e camion con l\u2019intenazionale. Una rappresentazione che potrebbe essere quella giusta per unire la nuova working class, fondata non su totem identitari ma<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0\u00a0<\/span>sull\u2019appartenenza a determinate condizioni esistenziali: una forte discrepanza fra il livello di istruzione e le condizioni salariali, la drammatica scarsit\u00e0 di tempo libero, l\u2019instabilit\u00e0 delle condizioni contrattuali.\u00a0<b>Vedere sfilare gli impiegati di Google ci ricorda il vero motivo per cui si porta avanti una azione politica: migliorare le proprie condizioni e il mondo, di qualunque mondo e condizioni si tratti.<\/b>\u00a0Ci ricorda che non esistono livelli di presunto benessere (che poi, guarda caso, \u00e8 sempre dichiarato da altri soggetti) oltre i quali non \u00e8 lecito impegnarsi per spostare pi\u00f9 in su l\u2019asticella, e sopratutto ci insegna che il pi\u00f9 potente catalizzatore di empatia e solidariet\u00e0 sono le condizioni e non le identit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Prendere coscienza di S\u00e9<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Crescere, si sa, porta anche a delle consapevolezze dolorose, ed evidentemente trentasette anni non sono ventidue anche se vivi a San Francisco, la pazienza tende inevitabilmente a diminuire, cos\u00ec come la leggerezza con cui si affrontano gli avvenimenti e magari un cambio di lavoro o di citt\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 foriero di tutte le entusiastiche aspettative che avevi dieci anni prima. Cos\u00ec si impara che la flessibilit\u00e0 tanto sbandierata dal credo liberal finisce per essere sempre e solo quella del pi\u00f9 debole, uno a caso, proprio te\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una delle richieste emerse dalle interviste del New York Times \u00e8 quella di poter ottenere un\u2019altra sede di risoluzione delle controversie lavorative che non sia una arbitrato aziendale,<\/strong>\u00a0in buona sostanza una procedura privata stragiudiziale in cui le parti vengono ad un accordo. Si tratta del modo pi\u00f9 efficace per rendere l\u2019azienda quel porto franco giuridico in cui qualsiasi contenzioso viene risolto dentro le mura come se si trattasse di un qualsiasi contratto commerciale; un non luogo del diritto dove capita che al molestatore, per tornare al caso di Rubin, venga riconosciuta una sostanziale immunit\u00e0 penale e una ricompensa ben pi\u00f9 alta di quella che spetta alla vittima, non fa una piega del resto, il manager per l\u2019azienda \u00e8 stato molto pi\u00f9 produttivo della sua impiegata. Ecco, prendere coscienza di se significa capire che chi subisce un trattamento del genere, qualunque sia il costo del suo silenzio, sta subendo un enorme processo di downgrading umano. Da qui si pu\u00f2 iniziare a combattere per pretendere che lo stato e il diritto tornino ad essere protagonisti della vita lavorativa rendendo le aziende responsabili delle conseguenze dei propri<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0\u00a0<\/span>comportamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Due considerazioni<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Superando il registro discorsivo tenuto fin qui ci sono due considerazioni che non dovrebbero attendere oltre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La prima riguarda la riuscita di una manifestazione cos\u00ec atipica, e allo stesso tempo cos\u00ec ad alto impatto,<\/strong>\u00a0in un\u2019epoca in cui i \u201clavoratori normali\u201d (per chiarezza: i lavoratori ancorati ad un sistema di produzione del valore poco organico alle trasformazioni sociali dovute alle cosiddette nuove tecnologie) spesso rischiano di essere licenziati anche per un post su Facebook. Cosa ha dato ai partecipanti la sicurezza di s\u00e9 necessaria per esporsi in prima linea? Una delle possibili risposte potrebbe venire dalle caratteristiche del proprio lavoro: il settore delle ITC (e qualunque altro settore in cui possa rientrare Google) \u00e8 caratterizzato dalla sua nascita dalla piena occupazione, figuriamoci poi le prospettive di chi esce da un colosso come Alphabet in una delle grandi capitali del mondo. Assumendo questa ipotesi come verosimile \u00e8 possibile concludere che\u00a0<b>la piena occupazione pone all\u2019ordine neoliberale delle domande fondamentali<\/b>\u00a0e lo obbliga a posizionarsi davanti allo specchio per rispondere. Accettare il dissenso o cercare di reprimerlo? Migliorare costantemente le condizioni di lavoro o rivolgersi al mercato (migliorando comunque la situazione occupazionale complessiva e perdendo \u201cvalore umano\u201d rispetto ai competitor)? Adeguare gli obiettivi di produzione alle aspirazioni della massa di lavoratori\/consumatori o cercare di influenzarle? In questa prospettiva le politiche di austerit\u00e0 e<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0\u00a0<\/span>in generale di precarizzazione della vita pi\u00f9 che giovare alla crescita economica complessiva aiutano i profitti e le \u00e9lite eliminando il catalizzatore principale di qualsiasi anelito evolutivo sia collettivo che individuale. Chi \u00e8 costretto a correre da solo ogni giorno e non vede alternative plausibili alla propria condizione sar\u00e0 di sicuro meno propenso a socializzare un malessere, allo stesso modo sar\u00e0 eccessivamente prudente nell\u2019assumersi un rischio, vale a dire compiere il primo passo per cambiare la propria condizione personale. In conclusione sembra ridondante affermare che qualsiasi politica che non abbia la piena occupazione, e pi\u00f9 in generale la sicurezza collettiva, come obiettivo finisce inevitabilmente per rafforzare i centri di potere attuali indebolendo ogni potenziale meccanismo di ascensore sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La seconda considerazione \u00e8 tutta incentrata sull\u2019idea di societ\u00e0 che traspare dal comportamento dei colossi dell\u2019informatica coinvolti in questa vicenda.<\/strong>\u00a0Assumendo che gli azionisti di maggioranza (e quindi i proprietari, e quindi i responsabili) di queste aziende siano, in qualche misura o pienamente, consapevoli della frequenza di comportamenti deplorevoli da parte del proprio management nei confronti dei subalterni, perch\u00e9 non hanno mai messo in atto nessuna iniziativa per migliorare questa condotta o, in estrema ratio, per inibirla sanzionandola? Viene in mente il vecchio concetto di\u00a0<i>homo sacer<\/i>\u00a0riportato in auge da Agamben qualche anno fa. Il filosofo riprendeva la condizione di\u00a0<i>sacert\u00e0\u00a0<\/i>propria del diritto romano: la condizione di colui che ha perso il favore degli degli dei e quindi il diritto alla protezione che la\u00a0<i>civitas\u00a0<\/i>garantiva a tutti i componenti, una sfera di incolumit\u00e0 e cittadinanza individuale inferiore a quella di qualsiasi altro normale cittadino. Con un generoso slancio intellettuale ci sforziamo di riprendere dal diritto romano un\u2019altra condizione individuale che attingeva a piene mani ad una significazione di tipo religioso: la\u00a0<i>sacrosantit\u00e0.\u00a0<\/i>Si tratta di una forma di inviolabilit\u00e0 da parte di chiunque per determinate figure pubbliche, venne pretesa a suon di rivolte per i Tribuni della Plebe, che dovevano essere giudicati esclusivamente dalle proprie assemblee di provenienza. Ecco, tirando una linea che va dalla\u00a0<i>sacert\u00e0,\u00a0<\/i>dei romani come dei dipendenti bistrattati, alla\u00a0<i>sacrosantit\u00e0,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/i>\u00a0dei tribuni ma anche dei manager, emerge una concezione di comunit\u00e0 pronta a sacrificare il principio cardine dello stato di diritto,<b>\u00a0\u201cla legge \u00e8 uguale per tutti\u201d\u00a0<\/b>in nome di qualcosa di pi\u00f9 importante che per gli antichi romani era la pace sociale (<i>pax deorum<\/i>) ma per i capitalisti di oggi cos\u2019\u00e8?<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giuseppe Di Vittorio diceva sempre che la Costituzione non si deve fermare all\u2019ingresso della fabbrica ma deve entrare nei luoghi di lavoro,<\/strong>\u00a0per questo aveva tentato di scriverne una che prevedesse ampi margini di agibilit\u00e0 politica all\u2019interno di essi. A me pare che la richiesta che queste persone hanno espresso con la loro moderatezza venga esattamente dalla stessa esigenza. Non a caso lo slogan pi\u00f9 bello visto alle manifestazioni, nonch\u00e9 la migliore risposta alle semplificazioni della stampa nostrana, \u00e8 senza<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0\u00a0<\/span>dubbio quello che recita\u00a0<b>\u201cworker\u2019s rights are woman\u2019s rights\u201d<\/b>\u00a0e in un attimo qualsiasi tentativo di rinchiudere quello che \u00e8 stato #googlewalksout in #metoo svanisce: bisogna tornare a parlare di diritti dei lavoratori, sappiamo farlo, possiamo farlo, dobbiamo solo crederci. Dobbiamo capire come si passa da #googlewalkout a #googleonestepmore e riconoscerci tutto sommato molto pi\u00f9 uguali di quanto sembri.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.senso-comune.it\/rivista\/oltreconfine\/arriva-lo-sciopero-nella-silicon-valley\/\">https:\/\/www.senso-comune.it\/rivista\/oltreconfine\/arriva-lo-sciopero-nella-silicon-valley\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di SENSO COMUNE (Domenica De Blasio) Il primo Novembre scorso, alle undici circa, migliaia di lavoratori sono scesi in piazza e hanno portato avanti una marcia di protesta contro le politiche aziendali.\u00a0No, non ci sono tute blu da metalmeccanico, nemmeno giubbotti catarifrangenti da rider, si tratta di una categoria di lavoratori che ha il privilegio di potersi vestire come meglio crede perch\u00e9 le aziende del settore, sulla carta, considerano la diversit\u00e0 culturale ed estetica un&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":92,"featured_media":33207,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Senso-Comune.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-cef","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47011"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/92"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=47011"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47011\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":47063,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47011\/revisions\/47063"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/33207"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=47011"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=47011"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=47011"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}