{"id":47044,"date":"2018-12-14T09:00:54","date_gmt":"2018-12-14T08:00:54","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47044"},"modified":"2018-12-14T09:37:44","modified_gmt":"2018-12-14T08:37:44","slug":"leuropa-una-crisi-senza-via-duscita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47044","title":{"rendered":"L\u2019Europa: una crisi senza via d\u2019uscita"},"content":{"rendered":"<p><strong>di OLTRELALINEA (Federico Bezzi)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-deadline-large-thumbnail size-deadline-large-thumbnail wp-post-image jetpack-lazy-image jetpack-lazy-image--handled\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.oltrelalinea.news\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/merkel-macron-907849.jpg?resize=590%2C350\" sizes=\"(max-width: 590px) 100vw, 590px\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.oltrelalinea.news\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/merkel-macron-907849.jpg?w=590 590w, https:\/\/i2.wp.com\/www.oltrelalinea.news\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/merkel-macron-907849.jpg?resize=300%2C178 300w\" alt=\"\" width=\"590\" height=\"350\" data-attachment-id=\"13375\" data-permalink=\"http:\/\/www.oltrelalinea.news\/2018\/12\/13\/leuropa-una-crisi-senza-via-duscita\/merkel-macron-907849\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.oltrelalinea.news\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/merkel-macron-907849.jpg?fit=590%2C350\" data-orig-size=\"590,350\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.oltrelalinea.news\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/merkel-macron-907849.jpg?fit=300%2C178\" data-large-file=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.oltrelalinea.news\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/merkel-macron-907849.jpg?fit=590%2C350\" data-lazy-loaded=\"1\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Unione Europea ha sempre avuto difficolt\u00e0 a venire incontro alle politiche democratiche dei suoi membri. Il problema \u00e8 diventato serio nel 1999, con la creazione di una unione monetaria senza che si accompagnasse un\u2019unione politica e fiscale. In seguito, all\u2019inizio del 2011, la crisi del debito sovrano dell\u2019eurozona ha trasformato quello che era un problema reale ma gestibile in una situazione dalla quale l\u2019Unione Europea non aveva via di scampo. Bloccata in una unione monetaria che non funziona, l\u2019UE non pu\u00f2 n\u00e9 adattarsi alle democrazie dei suoi membri, n\u00e9 sopprimerle. Il risultato sar\u00e0 la continuazione di ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto nell\u2019ultimo decennio: una crisi dopo l\u2019altra, senza nessuna soluzione a lungo termine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IL MALATO D\u2019EUROPA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il confronto tra il governo italiano e le autorit\u00e0 europee riguardo il deficit italiano \u00e8 l\u2019ultimo esempio dell\u2019incapacit\u00e0 dell\u2019Unione Europea di fare i conti con la democrazia. Entrambi i partiti della coalizione di governo, la Lega e il Movimento 5 Stelle, hanno fatto promesse elettorali basate sulle tasse e sulla spesa durante l\u2019ultima elezione. Ma non possono mantenerle, dal momento che farlo significherebbe aumentare il deficit. Ci\u00f2 andrebbe contro gli impegni che il precedente governo ha promesso alla Commissione Europea e le regole fiscali dell\u2019Eurozona. L\u2019Italia dipende in larga parte dalla Banca Centrale Europea per finanziare i propri prestiti, quindi non pu\u00f2 uscire facilmente dall\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E tuttavia, la maggior parte degli elettori italiani non vuole acconsentire al controllo europeo sulla politica italiana. Infatti, \u00e8 stato solo dopo il 2011, quando la BCE e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno spinto il presidente Giorgio Napolitano a licenziare il riluttante premier Silvio Berlusconi e mettere al suo posto un governo tecnocratico, che il M5S ha iniziato la sua spettacolare ascesa. Oggi, il governo italiano crede che, pi\u00f9 alza la testa contro l\u2019Unione Europea, pi\u00f9 voti attirer\u00e0 alle prossime elezioni di maggio per il Parlamento Europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante i problemi strutturali dell\u2019Euro, i suoi membri non riescono a mettersi d\u2019accordo su quali siano i suoi problemi \u2013 tanto meno a pensare a come sistemarli. Il presidente francese Emmanuel Macron ha presentato le sue proposte per la riforma dell\u2019Eurozona come necessarie per affrontare le future crisi. Ma la sua convinzione, sul fatto che queste proposte siano necessarie, presume che vi sia consenso su cosa sia necessario sistemare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di l\u00e0 di alcune questioni tecniche riguardo l\u2019unione bancarie, riformare l\u2019euro \u00e8 una questione politica, e qualunque cambiamento dovr\u00e0 essere legittimato democraticamente dai paesi che intendono assumersi la responsabilit\u00e0 delle riforme. Macron, per esempio, vuole un budget dell\u2019Eurozona che sia finanziato dai contribuenti dell\u2019Europa settentrionale e centrale. Ma quei paesi non intendono farlo. Molti di loro hanno formato un\u2019alleanza, la New Hanseatic League, che include Estonia, Finlandia, Irlandia, Lituania, Lettonia e Olanda (e, per questioni esterne all\u2019euro, Danimarca e Svezia). Questi paesi chiedono controlli pi\u00f9 stretti sui budget nazionali, il che coinvolgerebbe i paesi dell\u2019Europa settentrionale e probabilmente anche la Francia. Il conflitto non sar\u00e0 risolto finch\u00e9 una parte o l\u2019altra spiegher\u00e0 ai propri elettori che, finch\u00e9 l\u2019Eurozona includer\u00e0 paesi con economie diverse, una parte dei suoi membri dovr\u00e0 farsi carico di un fardello maggiore degli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019EUROPA NON FUNZIONA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I problemi dell\u2019eurozona sono strutturali. Un\u2019Europa con diverse valute pu\u00f2 avere un sindacato efficiente grazie alla libert\u00e0 di movimento. E il suo centro finanziario, a Londra, resta fuori. La strada verso la maggiore frattura dell\u2019UE, la Brexit, \u00e8 iniziata a causa dei problemi che queste falle strutturali hanno causato al primo ministro inglese David Cameron durante il suo primo governo. Una volta che \u00e8 iniziata la crisi dell\u2019Eurozona nel 2011, i destini economici di una larga parte dell\u2019Eurozona si sono separati da quelli del Regno Unito grazie alla differenza della politica monetaria tra la BCE e la Bank of England. L\u2019approccio conservatore della BCE ha spinto l\u2019Eurozona in recessione, mentre la Bank of England ha aiutato l\u2019economia britannica a consolidare la sua ripresa dalla crisi finanziaria. Il Regno Unito, quindi, \u00e8 diventato la destinazione delle persone che non riuscivano a trovare lavoro nei paesi dell\u2019Europa meridionale, dove la disoccupazione \u00e8 rimasta altissima. Le politiche democratiche inglesi dovevano assorbire le conseguenze. Il risultato \u00e8 che il referendum sull\u2019Unione Europea si \u00e8 trasformato, in buona parte, in un quesito sull\u2019immigrazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli squilibri strutturali dell\u2019UE sono stati aggravati dal modo in cui la crisi dell\u2019eurozona ha spostato il potere politico all\u2019interno dell\u2019UE. L\u2019Unione Europea sostiene che non ci fossero membri dell\u2019Eurozona che non dovessero cambiare le cose per fronteggiare la pi\u00f9 grave crisi esistenziale che l\u2019Europa avesse mai visto. Oltretutto, la posizione della Germania come principale creditore dei salvataggi degli altri membri dell\u2019Eurozona \u2013 e il fatto che la BCE \u00e8 stata trattenuta dal compiere acquisti di bond su larga scala per paura di una reazione della Germania e della Corte Costituzionale tedesca \u2013 ha drammaticamente aumentato l\u2019influenza tedesca all\u2019interno della UE. Per molti anni, le politiche europee sono dipese da cosa la Merkel decideva o meno di fare. Avrebbe espulso la Grecia dall\u2019euro? Avrebbe accolto i migranti e i rifugiati o avrebbe negoxiato con il presidente turco Erdogan per tenerli in Turchia? Avrebbe fatto delle concessioni alla Gran Bretagna per evitare una potenziale Brexit?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insieme, questi due fattori \u2013 la concentrazione del potere nelle mani della Merkel e le contraddizioni strutturali di una Unione Europea con economie diverse \u2013 ha dato la spinta finale alla campagna del Leave. Gli ultimi sforzi di Cameron per rinegoziare la posizione del Regno Unito prima del referendum erano volti a reclamare alcuni aspetti della sovranit\u00e0 britannica, pur rimanendo all\u2019interno dell\u2019Unione. Cameron ha investito le sue speranze nell\u2019influenza della Merkel.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma l\u2019UE non \u00e8 stata capace di venire incontro ai problemi interni del Regno Unito, e tutto ci\u00f2 che Cameron ha mostrato agli inglesi era la perfetta dimostrazione dei limiti della politica britannica all\u2019interno dell\u2019Unione. Cameron ha chiesto alla Merkel di decidere come sarebbero dovuti essere i rapporti dell\u2019Inghilterra con la UE. Ma l\u2019UE non poteva affrontare il rischio di una secessione dell\u2019Inghilterra dal momento che era, in termini pratici, incapace di ridurre la disoccupazione nell\u2019Europa meridionale e, in termini costituzionali, incapace di permettere al Regno Unito di porre un limite ai trattati che donavano libert\u00e0 di circolazione a tutti i cittadini dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora la Brexit ha nuovamente diviso l\u2019Unione Europea. Anche se l\u2019UE \u00e8 rimasta unita, la prospettiva dell\u2019uscita del Regno Unito ha contribuito a produrre la New Hanseatic League, spingendo i paesi che prima erano alleati con Londra per la regolamentazione del mercato unico ad allearsi con i due restanti stati nord europei non euro, Danimarca e Svezia. Questo nuovo gruppo \u00e8 una delle nuove difficolt\u00e0 politiche dell\u2019Unione Europea. Quando Macron \u00e8 salito al potere, nel 2017, sembrava che la nuova priorit\u00e0 della politica dell\u2019Eurozona fossero le concessioni che il governo tedesco avrebbe dovuto fare per ristabilire una partnership franco-tedesca funzionante. Ora, tuttavia, l\u2019Eurozona ha trovato un nuovo giocatore dotato di veto, la New Hanseatic League.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Francia ha reagito all\u2019emergenza della NHL rendendo esplicito ci\u00f2 che prima non si osava dire ad alta voce: la vecchia presunzione francese che l\u2019Unione Europea si basa su una gerarchia in cui Francia e Germania conducono il gioco, e gli altri paesi devono evitare alleanze che possano mettersi di traverso. Ma l\u2019UE \u00e8 basata, almeno a parole, sull\u2019unit\u00e0 europea, quindi i governi faranno fatica a spiegare al loro elettorato perch\u00e9 dovrebbero sottomettersi alla Francia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un modo in cui l\u2019UE pu\u00f2 porre fine alla sua crisi perpetua sarebbe quello di formare un\u2019unione fiscale capace di rispondere alle politiche democratiche. Ma non c\u2019\u00e8 abbastanza supporto pubblico all\u2019interno dell\u2019UE per un\u2019ulteriore perdita di sovranit\u00e0 sul budget nazionale e sulla condivisione del debito, come un\u2019unione richiederebbe. Oltretutto, la crisi dell\u2019Eurozona ha dimostrato che l\u2019UE \u00e8 politicamente incapace di effettuare cambiamenti che richiedano la revisione dei propri trattati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In risposta alla crisi, le istituzioni europee hanno dovuto adottare misure di emergenza ad hoc. L\u2019esempio pi\u00f9 evidente \u00e8 il programma di quantitative easing della BCE, che ha fornito un supporto cruciale al debito dei paesi dell\u2019Europa meridionale. Il programma ha lasciato la BCE in una situazione scomoda, in quanto i suoi nuovi poteri non sono stati legittimati dai governi nazionali. Quando le politiche deliberative non si adattano al mutamento delle circostanze, le risposte improvvisate che emergono riflettono l\u2019attuale distribuzione del potere ed evitano la responsabilit\u00e0 democratica, alimentando ulteriormente il discontento presso l\u2019elettorato degli stati pi\u00f9 deboli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma l\u2019UE non pu\u00f2 nemmeno tornare indietro \u2013 ridare alcuni poteri ai governi nazionali per ristabilire l\u00ec la risposta democratica. Fare cos\u00ec richiederebbe dei cambiamenti dei trattati che sono difficili da ottenere senza un consenso politico che, attualmente, non esiste. Oltretutto, l\u2019UE \u00e8 gi\u00e0 durata abbastanza da compromettere la legittimit\u00e0 democratica dei suoi paesi costituenti, specialmente quando le elezioni dei paesi escludono i cittadini UE che non posseggono la cittadinanza in quello specifico paese, ma sono liberi di vivere e lavorare l\u00ec. L\u2019inevitabile conclusione \u00e8 che l\u2019Unione Europea \u00e8 in trappola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel suo stato attuale, non pu\u00f2 rispondere efficacemente alle politiche democratiche perch\u00e9 le sue regole devono essere applicate indipendentemente da ci\u00f2 che gli elettori decidono; ma la gente si aspetta naturalmente che i propri politici abbiano l\u2019ultima parola sulle decisioni degli eurocrati. Dal momento che l\u2019UE non pu\u00f2 n\u00e9 muoversi verso un\u2019unione pi\u00f9 stretta, n\u00e9 ridare sovranit\u00e0 ai propri stati membri, ogni tentativo di risolvere le sue intrinseche contraddizioni finir\u00e0 soltanto per distruggerla ancora di pi\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <\/strong><a href=\"http:\/\/www.oltrelalinea.news\/2018\/12\/13\/leuropa-una-crisi-senza-via-duscita\/\">http:\/\/www.oltrelalinea.news\/2018\/12\/13\/leuropa-una-crisi-senza-via-duscita\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OLTRELALINEA (Federico Bezzi) L\u2019Unione Europea ha sempre avuto difficolt\u00e0 a venire incontro alle politiche democratiche dei suoi membri. Il problema \u00e8 diventato serio nel 1999, con la creazione di una unione monetaria senza che si accompagnasse un\u2019unione politica e fiscale. 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