{"id":47099,"date":"2018-12-15T10:00:19","date_gmt":"2018-12-15T09:00:19","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47099"},"modified":"2018-12-15T09:36:36","modified_gmt":"2018-12-15T08:36:36","slug":"sapir-e-colleghi-e-leuro-argomento-tabu-la-causa-principale-dei-gilet-gialli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47099","title":{"rendered":"Sapir e colleghi \u2013 \u00c8 l\u2019euro, argomento tab\u00f9, la causa principale dei \u201cgilet gialli\u201d"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>VOCI DALL&#8217; ESTERO (Henry Tougha)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/euro1-11.2-1200x500.jpg\" alt=\"http:\/\/vocidallestero.it\/wp-content\/uploads\/euro1-11.2-1200x500.jpg\" \/><\/p>\n<p><strong><em>Un gruppo di economisti, tra cui Jacques Sapir, pubblica un <a href=\"https:\/\/www.les-crises.fr\/lexistence-de-leuro-cause-premiere-des-gilets-jaunes-tribune-de-todd-sapir-gomez-rosa-hureaux-werrebrouck\/\">articolo<\/a> sul blog francese \u201cLes Crises\u201d in cui cerca di riassumere in pochi paragrafi il grande argomento \u201ctab\u00f9\u201d di cui in Francia (come e forse pi\u00f9 che in Italia) nessuno parla: l\u2019euro. Con la conseguenza del tasso di cambio fisso, l\u2019euro impone di aggiustare gli squilibri tramite svalutazione interna, causando disoccupazione e riduzione del potere d\u2019acquisto. La rivolta, in Francia, \u00e8 cominciata, sebbene la consapevolezza sulle sue ragioni profonde sia ancora limitata.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A quasi vent\u2019anni dal lancio dell\u2019euro, avvenuto il primo gennaio 1999, la situazione della moneta unica \u00e8 paradossale. Da un lato, il fallimento di questo progetto \u00e8 palese, ed \u00e8 stato riconosciuto dalla maggior parte degli economisti competenti, tra cui molti premi Nobel. Dall\u2019altro lato, questo argomento continua a restare un tab\u00f9 in Francia, tanto che nessun politico di rilievo osa affrontarlo a testa alta. Come si spiega una situazione del genere?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessuno sembra ricollegare l\u2019attuale movimento dei \u201cgilet gialli\u201d al fallimento dell\u2019euro. Eppure, l\u2019impoverimento della maggior parte della popolazione, di cui esso \u00e8 il segno pi\u00f9 manifesto, \u00e8 la conseguenza diretta delle politiche messe in atto per tentare di salvare a qualsiasi costo la moneta unica europea. Non si sta parlando, qui, dell\u2019allentamento della politica monetaria da parte della Banca Centrale Europea col suo quantitative easing, peraltro inefficace nel rilanciare la produzione. Si sta parlando piuttosto delle politiche fiscali di aumento delle tasse e di diminuzione degli investimenti pubblici che vengono richiesti, ovunque, da parte della Commissione Europea di Bruxelles. Questi hanno, \u00e8 vero, raddrizzato i conti con l\u2019estero di alcuni paesi che erano in deficit. Al prezzo, per\u00f2, di una \u201csvalutazione interna\u201d, vale a dire di una drastica diminuzione dei redditi disponibili, associata a un crollo della domanda interna. Come conseguenza c\u2019\u00e8 stata una drammatica caduta della produzione nella maggior parte dell\u2019Europa del Sud, associata a un tasso di disoccupazione molto elevato e a un massiccio esodo di forza lavoro da questi paesi verso l\u2019estero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La zona euro \u00e8 ormai diventata quella con la pi\u00f9 bassa crescita economica al mondo. Le differenze tra i paesi membri, lungi dall\u2019essere state ridotte, si sono invece amplificate molto. Anzich\u00e9 favorire la creazione di un mercato europeo dei capitali, la \u201cmoneta unica\u201d si \u00e8 accompagnata a un aumento dell\u2019indebitamento pubblico e privato nella maggior parte delle nazioni. Eppure, l\u2019esistenza stessa dell\u2019euro, di cui si potrebbero ancora discutere gli effetti, \u00e8 diventato un argomento assolutamente tab\u00f9. Nonostante sia ovvio il suo legame con l\u2019attuale scontento, i sostenitori dell\u2019euro continuano a sventolare di fronte ai francesi i suoi illusori vantaggi (l\u2019unico reale \u00e8 la facilitazione nei viaggi in Europa). Essi disegnano quadri apocalittici della situazione economica in caso di uscita dalla \u201cmoneta unica\u201d, nel tentativo di terrorizzare i francesi che non conoscono bene la questione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte a tali argomenti dobbiamo ribadire tutto ci\u00f2 che la Francia ha perso in materia di crescita economica, il crollo della sua quota di mercato in Europa e nel mondo, il drammatico indebolimento del suo sistema industriale. I francesi stanno gi\u00e0 subendo la diminuzione del loro potere di acquisto, dell\u2019occupazione, del pensionamento, della qualit\u00e0 dei servizi pubblici e via dicendo. Le politiche di \u201csvalutazione interna\u201d, che sono essenziali per mantenere in vita l\u2019euro, non sono ancora state pienamente attuate qui da noi, al contrario che in altri paesi dell\u2019Europa del Sud, eppure stanno gi\u00e0 provocando forti reazioni contrarie. Il movimento dei \u201cgilet gialli\u201d ne \u00e8 la conseguenza diretta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo dunque spiegare ai nostri compatrioti quale sia lo svantaggio principale dell\u2019euro per la Francia, ossia un tasso di cambio troppo elevato che porta, inevitabilmente, a una perdita di competitivit\u00e0 della nostra economia, facendo aumentare i prezzi e il costo del lavoro in Francia rispetto alla maggior parte dei paesi stranieri. Dobbiamo evitare di confondere le idee parlando di una eventuale coesistenza tra un nuovo franco e una \u201cmoneta comune 2.0\u201d, dotata di tutti i suoi attributi, perch\u00e9 sarebbe un vicolo cieco. Una simile moneta potrebbe essere concepita semplicemente come una \u201cunit\u00e0 di conto\u201d, analogamente al vecchio ECU. Per quanto riguarda la perdita di sovranit\u00e0 a causa dell\u2019euro, sebbene essa sia indubitabile, \u00e8 per\u00f2 un argomento teorico, lontano dalle preoccupazioni dei francesi, che sono invece sensibili soprattutto alla loro situazione concreta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A causa della mancata comprensione dei problemi reali, molti dei nostri compatrioti continuano, per il momento, ad avere paura di un qualsiasi sconvolgimento dello status quo, e nel frattempo i sostenitori dell\u2019euro alzano grida ogni volta che il loro feticcio viene messo in discussione. Cosa fare, in questa situazione? Di fronte al malcontento dei francesi, \u00e8 evidente che non potr\u00e0 essere condotta alcuna politica di recupero dell\u2019economia in Francia se non si ristabilir\u00e0 una moneta nazionale il cui tasso di cambio sia adeguato al nostro paese. Ma \u00e8 altrettanto certo che questo cambiamento dovr\u00e0 essere fatto in condizioni che siano praticabili e accettate dal popolo francese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima di queste condizioni sarebbe quella di preparare una transizione graduale verso un dopo-euro, possibilmente discutendo coi nostri partner l\u2019organizzazione di uno smantellamento concertato. Nel caso ci\u00f2 non sia possibile, bisogner\u00e0 prendere l\u2019iniziativa in modo unilaterale, dopo avere messo in atto le opportune misure di protezione. La seconda condizione \u00e8 quella di far comprendere ai nostri compatrioti i vantaggi di una \u201csvalutazione monetaria\u201d del nuovo franco, accompagnata a una politica economica coerente, che mantenga un controllo sull\u2019inflazione, come avvenne nel 1958 col generale De Gaulle e poi nel 1969 con Georges Pompidou. Oggi l\u2019inflazione va temuta meno che allora, a causa della sottoutilizzazione delle nostre capacit\u00e0 produttive. L\u2019inevitabile perdita di potere di acquisto, derivante dall\u2019aumento dei costi di alcune delle importazioni, sar\u00e0 modesta e passeggera, e sar\u00e0 rapidamente compensata dalla ripresa della produzione nazionale. Il debito pubblico del nostro paese non aumenterebbe, perch\u00e9 verrebbe automaticamente convertito in nuovi franchi (secondo la cosiddetta regola della lex monetae, che prevale in materia di finanza internazionale). La Francia e i francesi recupereranno brillanti prospettive di crescita futura che l\u2019euro ha, finora, costantemente soffocato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forum collettivo firmato da Guy BERGER, H\u00e9l\u00e8ne CL\u00c9MENT-PITIOT, Daniel FEDOU, Jean-Pierre GERARD, Christian GOMEZ, Jean-Luc GREAU, Laurent HERBLAY, Jean HERNANDEZ, Roland HUREAUX, G\u00e9rard LAFAY, Jean-Louis MASSON, Philippe MURER, Pascal PECQUET, Claude ROCHET, Jean-Jacques ROSA, Jacques SAPIR, Henri TEMPLE, Jean-Claude WERREBROUCK, Emmanuel TODD.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2018\/12\/13\/sapir-e-colleghi-e-leuro-argomento-tabu-la-causa-principale-dei-gilet-gialli\/\">http:\/\/vocidallestero.it\/2018\/12\/13\/sapir-e-colleghi-e-leuro-argomento-tabu-la-causa-principale-dei-gilet-gialli\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VOCI DALL&#8217; ESTERO (Henry Tougha) &nbsp; Un gruppo di economisti, tra cui Jacques Sapir, pubblica un articolo sul blog francese \u201cLes Crises\u201d in cui cerca di riassumere in pochi paragrafi il grande argomento \u201ctab\u00f9\u201d di cui in Francia (come e forse pi\u00f9 che in Italia) nessuno parla: l\u2019euro. Con la conseguenza del tasso di cambio fisso, l\u2019euro impone di aggiustare gli squilibri tramite svalutazione interna, causando disoccupazione e riduzione del potere d\u2019acquisto. La rivolta,&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":36726,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/12\/Voci-dallestero.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-cfF","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47099"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=47099"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47099\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":47100,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47099\/revisions\/47100"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/36726"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=47099"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=47099"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=47099"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}