{"id":47108,"date":"2018-12-17T08:00:27","date_gmt":"2018-12-17T07:00:27","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47108"},"modified":"2018-12-17T09:18:48","modified_gmt":"2018-12-17T08:18:48","slug":"una-coalizione-a-perdere-per-la-patria-europea-no-grazie-abbiamo-gia-dato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47108","title":{"rendered":"Una coalizione a perdere per la &#8220;Patria europea&#8221;? No grazie, abbiamo gi\u00e0 dato"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>MARX XXI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.marx21.it\/images\/personaggi\/varoufakisdemagistris.jpg\" alt=\"varoufakisdemagistris\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Proponiamo questa stimolante riflessione di Domenico Moro e Fabio Nobile<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Recentemente il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, si \u00e8 fatto promotore di un percorso che dovrebbe portare a una lista per le elezioni europee. Questo percorso sembra aver raccolto l\u2019interesse anche di alcuni partiti, tra cui il Partito della Rifondazione comunista e Sinistra italiana. Si tratta di una proposta all\u2019altezza delle difficolt\u00e0 di questa fase storica? La risposta va definita sulla base dell\u2019esperienza degli ultimi dieci anni. In questo periodo sono stati messi in campo molti progetti politici con esiti fallimentari. Non solo perch\u00e9 non hanno portato a eleggere, con l\u2019eccezione dell\u2019Altra Europa (tre deputati eletti al Parlamento europeo) ma soprattutto perch\u00e9 queste coalizioni hanno mostrato la corda o sono state superate all\u2019indomani delle elezioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Arcobaleno, la Federazione della sinistra, Rivoluzione civile, l\u2019Altra Europa, Potere al popolo sono solo alcune delle sigle succedutesi l\u2019una all\u2019altra. In mancanza di continuit\u00e0 non si sono accumulate forze, anzi quelle raccolte sono state disperse, riducendo progressivamente i consensi e il radicamento sociale. Certamente il difficile contesto economico e politico ha giocato un ruolo importante nell\u2019indebolimento progressivo. In primo luogo il quadro generale della crisi capitalistica ha determinato nuove condizioni oggettive sul piano dell\u2019articolazione di potere delle classi dominanti, nonch\u00e9 sul terreno della composizione di classe dei settori sociali subalterni. Tuttavia, come sempre, i risultati dipendono anche da come reagiamo soggettivamente alle condizioni oggettive. Inoltre, lamentarsi della coazione a ripetere non \u00e8 sufficiente, bisogna capirne le ragioni. Queste stanno nel fatto che si trattava di coalizioni puramente elettorali senza un progetto condiviso e di lunga durata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Erano coalizioni che riducevano la tattica al tatticismo elettorale, senza rapporto alcuno con una strategia politica e di radicamento sociale. A prevalere era la necessit\u00e0 di mettere insieme la massa critica sufficiente ad eleggere, garantendo la sopravvivenza delle formazioni che ne facevano parte. Formazioni spesso con posizioni diverse sia sul piano delle alleanze (e del rapporto con il Pd) sia sul piano delle tematiche dirimenti. Ritornando a De Magistris, la sua \u00e8 una proposta in discontinuit\u00e0 con il passato? Cos\u00ec sembrerebbe in apparenza, a giudicare dall\u2019enfasi sul richiamo alle realt\u00e0 della societ\u00e0 civile e all\u2019invito alle forze politiche \u2013 cio\u00e8 ai partiti &#8211; a mettersi in secondo piano. Un atteggiamento che, a ben guardare, \u00e8 un vecchio leitmotiv, praticato ad esempio da Rivoluzione civile, con i risultati che sappiamo e che sarebbe ingiusto attribuire unicamente alla personalit\u00e0 di Ingroia. Curioso \u00e8 che sia oggi sia nel 2013 il deus ex machina sia un ex magistrato, che ci si illude possa ricompattare la sinistra e farle spiccare il volo in termini di consensi, in virt\u00f9 della sua esposizione mediatica. Si tratta di una valutazione ingenua. Da una parte, testimonia la crisi di legittimit\u00e0 e di vitalit\u00e0 dei partiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019altra parte, l\u2019affidarsi a un personaggio carismatico (che lo sia effettivamente o no nulla cambia) non pu\u00f2 compensare la mancanza di un posizionamento politico adeguato. Ci\u00f2 risulta particolarmente evidente con De Magistris, in particolare da quanto appare da una intervista rilasciata a Argiris Panagopoulos. Qui la coalizione in progetto viene definita come parte di \u201cun fronte popolare paneuropeo contro la destra\u201d. Infatti, oggi la contraddizione principale, per De Magistris, sarebbe quella tra il nazionalismo e il sovranismo, da una parte, e l\u2019Europa, dall\u2019altra. La sua collocazione \u00e8, senza dubbi di sorta, nel campo europeo: \u201cOggi la nostra patria \u00e8 l\u2019Europa, il mondo intero\u201d. Si tratta di un approccio vecchio, come dimostrato dalla storia recente. Dopo dieci anni di crisi, sedici di euro e oltre venti di convergenza sui vincoli europei dovrebbero essere ormai chiari due fatti. Il primo \u00e8 che l\u2019Europa di oggi non \u00e8 la patria di nessuno ma uno strumento di ribaltamento dei rapporti di forza a favore delle \u00e9lite, o, per un usare un termine pi\u00f9 preciso, del grande capitale e con il procedere della crisi economica mondiale ha accentuato questi aspetti. Non esiste alcuna Europa, esistono la Commissione europea, la Bce e l\u2019euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul piano economico l\u2019euro \u00e8 lo strumento della deflazione salariale, impedisce la realizzazione di politiche economiche e industriali, e forza alla disciplina di bilancio e alla distruzione del welfare state. Sul piano politico l\u2019euro rappresenta una regressione di portata storica, perch\u00e9 comporta l\u2019eliminazione della sovranit\u00e0 democratica, mediante la neutralizzazione delle istituzioni della democrazia rappresentativa, a partire dai parlamenti. Il secondo dato di fatto \u00e8 che l\u2019integrazione europea aumenta le divergenze e i divari tra Paesi e, all\u2019interno di essi, la polarizzazione sociale e la povert\u00e0. Abbiamo chiaro che non tutto dipende dall\u2019Europa, nel senso che il tema sia il modo di produzione capitalistico ed il suo superamento, ma la domanda \u00e8 se rimuovendo gli ostacoli che impone l\u2019Europa ci siano condizioni pi\u00f9 favorevoli per una battaglia di cambiamento. Su questo crediamo che la risposta sia affermativa. Se assistiamo ad una recrudescenza del nazionalismo e delle rivalit\u00e0 tra stati-nazione e ad uno sviluppo, senza precedenti nel secondo dopoguerra, della xenofobia e del razzismo, lo dobbiamo in gran parte proprio all\u2019Europa. Del resto sappiamo bene che la fortuna politica di Salvini \u00e8 un effetto diretto dell\u2019integrazione economica e valutaria europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pensare di articolare una strategia contro la destra di Salvini, di Orban, e di Le Pen senza avere chiaro questo contesto, vuol dire continuare a permettere a questi soggetti di accumulare consensi, proprio perch\u00e9 strategicamente ci si subordina al Pd e soprattutto ci si mette alla coda del grande capitale multinazionale europeo che ha ideato e strutturato questa Europa. Il fallimento del Pd e del centro-sinistra europeo \u00e8 legato proprio alla loro adesione ai vincoli europei e all\u2019integrazione europea, anzi all\u2019esserne stati agenti promotori come e forse pi\u00f9 del centro-destra, utilizzando la copertura dell\u2019ideologia europeista. La mancanza di chiarezza su questo aspetto lascia molti spazi a convergenze politiche che nel passato si sono rivelate devastanti per la sinistra e per i lavoratori. Insomma, ci sono tutte le condizioni per l\u2019ennesima coalizione a perdere, difficilmente in grado di eleggere e comunque non in grado andare oltre l\u2019effimero appuntamento elettorale. Tutto ci\u00f2 ci lascia ancora pi\u00f9 perplessi se consideriamo le vicende degli ultimi mesi di Potere al popolo. Si poteva lavorare per far crescere quella esperienza e, se lo si riteneva, per superarne i limiti. Invece Pap \u00e8 stata indebolita da serie di diatribe di carattere organizzativistico formale (in particolare sullo statuto), che hanno portato alla scissione del Prc e che di recente sembrerebbe si stiano addirittura trasferendo sul terreno legale dell\u2019uso del nome e del simbolo. Se, invece, la discussione si fosse incentrata sui contenuti e sulla prospettiva strategica forse non si sarebbe arrivati alla scissione. E, anche se ci si fosse arrivati, il dibattito sarebbe stato pi\u00f9 utile e ci avrebbe fatto crescere tutti di pi\u00f9, definendo meglio le rispettive posizioni anzich\u00e9 demoralizzare molte persone. Ad ogni modo, la liquidazione da parte del Prc dell\u2019esperienza di Pap \u00e8 stata un errore, visibile anche per il fatto che i compagni rimasti in Pap, proprio sulla base del lavoro pregresso, sono riusciti a progredire sul piano programmatico proprio in vista delle elezioni europee. \u00c8, infatti, sull\u2019Europa, che la posizione di Pap risulta, a nostro avviso, pi\u00f9 avanzata e molto pi\u00f9 adeguata alla fase storica di quella che emerge dalla visione di De Magistris. Il programma delle europee di Pap \u2013 i cinque punti &#8211; prevede un \u201cpiano B\u201d, cio\u00e8 la possibilit\u00e0 di una alternativa politica allo stare in una Europa irriformabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di una posizione che si aggancia ai livello pi\u00f9 avanzato del dibattito politico europeo, rappresentato dai partiti del Patto di Lisbona, e che costituisce una base molto pi\u00f9 realistica su cui costruire un movimento antagonista al capitale su base continentale. In definitiva, \u00e8 un orientamento internazionalista invece che di mera riproposizione di un approccio astratto e cosmopolita da \u201cpatria europea\u201d. Inoltre, Pap si sforza di inquadrare la questione europea in un percorso, per quanto abbozzato, di trasformazione sociale complessiva, che implica una chiara rottura con le tradizionali e compromesse forze della pseudo sinistra. A questo scopo Pap pone l\u2019obiettivo di misurarsi sulla lunga durata e sull\u2019accumulo delle forze, una discontinuit\u00e0 positiva per una coalizione nata in occasione di una competizione elettorale. Sarebbe stato saggio, una volta tanto, darsi la possibilit\u00e0 di mettere alla prova e confrontarsi su una prospettiva strategica e contenuti pi\u00f9 definiti, piuttosto che liquidare definitivamente una esperienza, gettando a mare il lavoro gi\u00e0 fatto. Sarebbe opportuno, riaprire un confronto di merito prima di tutto tra Pap e Prc al fine di costruire anche sul piano elettorale un\u2019opzione coerente ad un progetto di lungo periodo. In special modo, se l\u2019alternativa \u00e8 un percorso le cui basi e le cui prospettive appaiono particolarmente deboli e contrassegnate dagli stessi errori del passato.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/italia\/quadro-politico\/29439-una-coalizione-a-perdere-per-la-qpatria-europeaq-no-grazie-abbiamo-gia-dato\">http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/italia\/quadro-politico\/29439-una-coalizione-a-perdere-per-la-qpatria-europeaq-no-grazie-abbiamo-gia-dato<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARX XXI Proponiamo questa stimolante riflessione di Domenico Moro e Fabio Nobile Recentemente il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, si \u00e8 fatto promotore di un percorso che dovrebbe portare a una lista per le elezioni europee. Questo percorso sembra aver raccolto l\u2019interesse anche di alcuni partiti, tra cui il Partito della Rifondazione comunista e Sinistra italiana. 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