{"id":47122,"date":"2018-12-17T09:45:44","date_gmt":"2018-12-17T08:45:44","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47122"},"modified":"2018-12-17T09:35:57","modified_gmt":"2018-12-17T08:35:57","slug":"i-gilet-gialli-sono-il-simbolo-del-fallimento-della-politica-di-austerita-in-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47122","title":{"rendered":"I \u2018Gilet gialli\u2019 sono il simbolo del fallimento della politica di austerit\u00e0 in Europa"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>BUSINESS INSIDER ITALIA (Edoardo Toffoletto)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/12\/GettyImages-1067586752-619x368.jpg\" \/><\/p>\n<p><strong>Un dimostrante tra i lacrinogeni durante le proteste dei &#8216;Gilets jaunes&#8217; a Parigi. Theo Legendre\/AFP\/Getty Images<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 28 ottobre al Forum del Partito Democratico, <a href=\"https:\/\/www.partitodemocratico.it\/partito\/forum-pd-intervento-di-massimo-cacciari-europa-quale-democrazia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Massimo Cacciari chiarisce senza equivoci<\/a>: \u201c<strong><em>il popolo non esiste<\/em>\u201d.<\/strong> Gi\u00e0<strong> dagli anni \u201970<\/strong>, ci dice Cacciari, v\u2019erano studiosi e intellettuali che cercavano di indicare quanto era<strong> necessaria una ristrutturazione dei corpi intermedi e della rappresentanza politica<\/strong> <strong>per far fronte alle trasformazioni epocali dell\u2019automazione industriale<\/strong>, mero preludio e punta dell\u2019iceberg degli effetti che produrr\u00e0 la<strong> rivoluzione informatica<\/strong> a partire essenzialmente dagli anni 2000 con la \u201c<em>data economy<\/em>\u201d e le piattaforme e <strong>social network<\/strong> quali Amazon, Facebook e Twitter. Eppure, da almeno un trentennio, continua Cacciari, null\u2019altro si \u00e8 fatto che ciarlare di \u201c<em>societ\u00e0 liquida<\/em>\u201d,<strong> attaccandosi a facili sociologismi, senza interrogare le nuove tensioni<\/strong> e \u201c<em>faglie<\/em>\u201d su cui la societ\u00e0 si andava trasformando: cos\u2019\u00e8 questa liquidit\u00e0 se non il popolo stesso?, domanda retoricamente ancora Cacciari, \u201c<strong><em>possibile che queste faglie e queste divisioni siano state comprese da Trump e non da noi<\/em>\u201d?<\/strong><\/p>\n<div id=\"adv-Middle1-dev\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">E di questo <strong>popolo liquido<\/strong>, di queste moltitudini destrutturate, vediamo, ormai da mesi, se non anni,<strong> l\u2019irrompere sulla scena politica europea<\/strong> senza eccezioni: dal Regno Unito all\u2019Italia, e dalla Francia, passando per l\u2019austera Germania fino alla Polonia.<\/p>\n<div id=\"adv-Bottom\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per semplificare, <strong>si \u00e8 designato questo fenomeno come \u201cpopulismo\u201d.<\/strong> Sempre Cacciari invita a riflettere che la stessa incapacit\u00e0 dei partiti tradizionali di registrare i cambiamenti, ha<strong> permesso alle figure carismatiche<\/strong> \u2013 secondo la definizione weberiana \u2013 di porsi sul teatro politico <strong>rivendicando la capacit\u00e0 di esprimere immediatamente la volont\u00e0 del popolo, cio\u00e8 senza mediazione<\/strong> e simbolizzazione istituzionale, ci\u00f2 che entra<strong> in piena contraddizione con il principio di ogni democrazia rappresentativa.<\/strong><\/p>\n<div id=\"outplay\" style=\"text-align: justify;\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per mancanza ormai decennale di strutture e corpi intermedi che permettano la formazione politica degli interessi, i leader carismatici e i loro militanti si immaginano capaci di una comunicazione e trasmissione immediata tra eletti ed elettori come se fossero dotati dell\u2019 \u201c<em>intelletto degli angeli<\/em>\u201d \u2013 i soli, ci ricorda Cacciari, a poter comunicare immediatamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il carattere destrutturato e anonimo di questi movimenti fa s\u00ec che essi vengono salutati da tutti i fronti, in modo incoerente, come espressione delle proprie posizioni a <a href=\"https:\/\/www.bild.de\/politik\/ausland\/politik-ausland\/we-want-trump-trump-glaubt-dass-pariser-gelbwesten-ihn-feiern-58904972.bild.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">partire da un tweet di Trump<\/a>, che vede nei \u201c<em>gilets jaunes<\/em>\u201d francesi la prova che gli accordi di Parigi sul clima non piacciono a nessuno, fino a Beppe Grillo, che, come <a href=\"https:\/\/it.businessinsider.com\/i-gilet-gialli-come-i-grillini-uniti-in-nome-della-protesta-contro-la-casta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">riporta in queste pagine Giuliano Balestrieri<\/a>, \u201c<em>in un\u2019intervista al<\/em> Fatto Quotidiano <em>ha benedetto la rivolta dei lavoratori francesi<\/em>\u201d.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">La francia di Macron in balia dei gilet gialli: un simbolo delle moltitudini<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di approfondire le ragioni delle<strong> assonanze<\/strong> messe in luce da Balestrieri <strong>tra il movimento dei gilet gialli e le richieste dei 5Stelle,<\/strong> che esprimono pi\u00f9 il basso fondamentale di <strong>esigenze trasversali delle moltitudini in tutta Europa,<\/strong> che una specifica e determinata somiglianza programmatica tra i gilet gialli e i grillini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti, mentre i 5Stelle si sono costruiti attraverso il carisma di Grillo, che \u00e8 stato capace di far convergere il disagio dei pi\u00f9 disparati interessi e gruppi sociali e quindi di permetterne la simbolizzazione istituzionale, i gilet gialli sono l\u2019espressione del tradizionale e plurisecolare (almeno dalla Grande Rivoluzione del 1789) c<strong>arattere insurrezionale del disagio moltitudinario francese.<\/strong> Il carattere dei gilet gialli consiste precisamente nel non avere leader, per questo ci si richiama qui alla nozione di \u201c<em>moltitudine<\/em>\u201d coniata a suo tempo da Toni Negri, per descrivere il soggetto politico nella sua dimensione costituente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, mentre <strong>i grillini hanno un carattere pseudo-moltitudinario, e non riflettono che decisioni e proposte programmatiche decise dal vertice<\/strong> dell\u2019organizzazione, i <strong>gilet gialli non richiedono che un\u2019assemblea costituente dei cittadini,<\/strong> che permetta di instaurare un processo legislativo e governativo, includendo le questioni fiscali, che sia il risultato di un lavoro sinergico tra dimensione statale e nazionale e l\u2019iniziativa locale e regionale. Un\u2019idea questa, che era <strong>gi\u00e0 immaginata nel \u201966 dal generale de Gaulle<\/strong> all\u2019inaugurazione della fiera di Lille, per permettere di organizzare lo sviluppo economico integrando l\u2019iniziativa locale-regionale nella pianificazione statale. A questo fine, <a href=\"https:\/\/fresques.ina.fr\/de-gaulle\/fiche-media\/Gaulle00254\/voyage-a-lille.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Charles de Gaulle immaginava di costituire un\u2019assemblea degli interessi socio-economici <\/a>(un\u2019assemblea dei cittadini) che ne rappresentasse gli interessi dalle realt\u00e0 locali fino ai grandi gruppi industriali, da far interagire con l\u2019Assemblea Nazionale per la produzione legislativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo diventa grottesco ridurre la molteplicit\u00e0 delle istanze di un movimento, come quello dei gilet gialli, ad un unico possibile aspetto della sua compagine. <a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/it\/blog-post\/2018\/12\/03\/gilet-gialli-3-pregiudizi-da-sfatare-prima-di-parlarne\/27549\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Come osserva Federico Iarlori su <em>Linkiesta<\/em><\/a>, prima di poter parlare dei gilet gialli \u00e8<strong> necessario \u201c<em>sfatare<\/em>\u201d almeno tre pregiudizi<\/strong>: sono stati accusati dai media mainstream come<strong> violenti, fascisti ed anti-ecologisti.<\/strong><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Per quanto riguarda la \u201c<strong>violenza\u201d, essa non \u00e8 che un aspetto fisiologico delle manifestazioni,<\/strong> \u00e8 sufficiente avere un minimo di consapevolezza storico-politica per non storcere il naso davanti agli atti di vandalismo avvenuti. Come commenta Iarlori, questi atti \u201c<em>sono dipesi dall\u2019infiltrazione dei cosiddetti<\/em> \u2018casseurs\u2019 <em>(delinquenti), che non sono creature mitologiche, ma sono anche essi i prodotti di decenni di malgoverno e di costante aumento delle disuguaglianze sociali<\/em>\u201d. Sono i loro \u201c<em>volti coperti a finire in prima pagina al posto di quelli scoperti e ben visibili<\/em>\u201d di studenti, pensionati e operai, continua Iarlori. Eppure,<a href=\"https:\/\/www.francetvinfo.fr\/economie\/transports\/gilets-jaunes\/replay-gilets-jaunes-regardez-en-integralite-l-allocution-d-emmanuel-macron_3094273.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> se Emmanuel Macron nella sua allocuzione alla nazione dall\u2019Eliseo di luned\u00ec 10 dicembre 2018<\/a>, definiva il movimento dei gilet gialli come un \u201c<em>misto di rivendicazioni legittime e violenze inammissibili<\/em>\u201d, v\u2019\u00e8 <strong>da interrogarsi se senza l\u2019aspetto spettacolare di violenza e vandalismo Macron si sarebbe sentito veramente costretto a ritrattare<\/strong>, almeno simbolicamente, su alcune sue proposte di riforma e in particolare sulla spinosa tassa sul carburante e sull\u2019aumento del salario minimo. Sono stati gli aspetti vandalici della manifestazione ad indurre negozianti, soprattutto di grandi catene dai supermercati al lusso di massa (da Monoprix a Yves Rocher), e i ristoratori a chiudere i battenti durante questi ultimi quattro sabati. <a href=\"https:\/\/www.wsj.com\/articles\/rioting-in-france-cuts-growth-forecast-1544432110\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">E questo, secondo quanto riporta <em>The Wall Street Journal<\/em><\/a>, avrebbe indotto una riduzione dell\u2019ultima stima di crescita fatta dalla Banca di Francia: nell\u2019ultimo quarto del 2018, si stimava una crescita dello 0,4% rispetta al quarto precedente, ora l\u2019ultima stima \u00e8 del solo 0,2% \u2013 colpiti risultano i trasporti, la ristorazione e le automobili.<\/li>\n<li>I gilets gialli sono <strong>fascisti<\/strong>? Ancora Iarlori osserva quanto<strong> ci dovrebbe stupire se non ve ne fossero<\/strong> all\u2019interno della loro compagine, dopotutto la Le Pen alle presidenziali \u201c<em>ha preso quasi otto milioni di voti<\/em>\u201d, quindi \u00e8 <strong>inevitabile che vi siano derive di estrema destra<\/strong> all\u2019interno del movimento. Ci\u00f2 non permette tuttavia di schiacciarlo sulla compagine \u201c<em>fascista<\/em>\u201d.<\/li>\n<li>Infine, l<strong>\u2019anti-ecologismo<\/strong>? Sempre Iarlori afferma \u201c<em>la maggior parte dei \u2018gilets gialli\u2019 non \u00e8 neanche ecologista, nel senso che loro dell\u2019ecologia se ne fregano altamente, <strong>terrorizzati dall\u2019idea di non riuscire ad arrivare a fine mese<\/strong><\/em>\u201d. Un pensiero ecologico esige la capacit\u00e0 di abitare il tempo in termini diacronici e percepire il proprio presente proiettandolo sul lunghissimo termine: sui prossimi decenni, se non secoli. Se <strong>non si arriva a fine mese,<\/strong> il proprio orizzonte temporale si misura in settimane o al massimo di mese in mese.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di l\u00e0 dei volti coperti o scoperti, ci\u00f2 che salta all\u2019occhio \u00e8 il giallo fluorescente dei gilet di soccorso, ormai simbolo del movimento. <a href=\"https:\/\/www.liberation.fr\/debats\/2018\/12\/05\/michel-pastoureau-le-jaune-est-la-couleur-des-trompeurs-mais-aussi-des-trompes_1696222\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il 5 dicembre <em>Lib\u00e9ration<\/em> rilascia un\u2019intervista allo storico Michel Pastoureau<\/a>, che ha dedicato i suoi studi e ricerche sulle <strong>metamorfosi dei significati simbolici dei colori<\/strong> e ora si sta cimentando proprio sul colore \u201c<strong>giallo<\/strong>\u201d. Pastoureau osserva <strong>quanto assente sia il giallo sulla scena politica<\/strong>, in genere sono i colori primi o secondi a dominare: il blu per i conservatori, il rosso per communisti e rivoluzionari, il bianco per monarchici, il nero per gli anarchici o ancora il verde per gli ecologisti. Con l\u2019avvento del primato dell\u2019oro, che si prende gli aspetti positivi di gioia, bellezza e ricchezza, ci ricorda lo storico, <strong>il giallo viene relegato a tutta una semantica negativa<\/strong>: dall\u2019invecchiamento autunnale alla \u201c<em>menzogna, ipocrisia e tradimento<\/em>\u201d. <strong>L\u2019unico partito che ha questo colore come simbolo \u00e8 la FDP<\/strong> (Il Partito liberal-democratico tedesco di Lindner), che come l\u2019archetipo del suo colore vuole \u00e8 sempre passato da alleanze col centro-sinistra al centro-destra \u2013 incarnando il cinismo della tattica politica. Si noti peraltro anche la <strong>centralit\u00e0 del colore giallo nel simbolo dei 5Stelle,<\/strong> le cui simboliche stelle sono gialle. Gialla \u00e8 anche la scritta \u201c<em>Salvini. Premier<\/em>\u201d sul simbolo della Lega.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pastoureau riassume: \u201c<em>Il giallo \u00e8 il colore dei traditori, ma anche dei traditi<\/em>\u201d \u2013 traditori, forse i partiti, tradite le fiumane di gente che indossano il gilet giallo, che rimarca il carattere moltitudinario, anonimo e ambivalente dei loro raggruppamenti. I media si sono concentrati su Parigi come grande teatro di scontro tra 89.000 uomini della gendarmeria e oltre 120.000 manifestanti che irroravano i grandi boulevards parigini e i famosi <em>Champs \u00c9lys\u00e9es<\/em>, ma le proteste disseminano non solo l\u2019Esagono, e le sue principali citt\u00e0, <a href=\"https:\/\/www.wsj.com\/articles\/paris-girds-for-violence-as-yellow-vest-protesters-mass-1544266245?mod=hp_lead_pos7&amp;mod=article_inline&amp;mod=article_inline\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ma anche le sue arterie ferroviarie e autostradali, fino ai possedimenti d\u2019oltre-mare<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La<strong> questione ecologica \u00e8 strettamente legata alla questione fiscale<\/strong>. Il generale anti-ecologismo del movimento va letto a monte attraverso la questione della fiscalit\u00e0.<strong> La rivolta si dirige essenzialmente contro la spiegazione ecologista per l\u2019aumento della tassa sul carburante,<\/strong> che dovrebbe finanziare la fantomatica \u201c<em>transizione ecologica<\/em>\u201d quando, come precisa inequivocabilmente Iarlori, \u201c<em><strong>nel 2019 lo Stato prevede di prelevare 37,7 miliardi di euro di tasse sui carburanti<\/strong>, cio\u00e8 quattro miliardi in pi\u00f9 rispetto al 2018. <strong>Ma la somma diretta al dossier speciale dedicato alla \u2018transizione ecologica\u2019 resta incredibilmente la stessa dello scorso anno, cio\u00e8 7,2 miliardi<\/strong>, ovvero il 19% della somma totale<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.humanite.fr\/la-taxe-carbone-en-question-gilets-jaunes-capitalocene-et-oligarchie-eco-technocrate-664776\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Su l\u2019<em>Humanit\u00e9<\/em> un antropologo del CNRS, Benoit Hazard<\/a>, chiarisce che\u00a0la questione ecologica e la posta in palio di una tale tassa su carburante, e l\u2019onda di proteste che ha causato, consistono nella<strong> sfida di concepire interamente un altro modello di produzione, di organizzazione sociale e politica<\/strong> che permetta di \u201c<em>produrre energia sana e durabile<\/em>\u201d. Le proteste sono il sintomo che la popolazione \u00e8 stata <strong>soggetta a tanti strumenti tecnici e fiscali<\/strong> come mezzi verso la \u201c<em>transizione ecologica<\/em>\u201d senza che gli fosse <strong>proposta anche un\u2019immagine di societ\u00e0 e un modello alternativo di produzione ai quali si vorrebbe tendere.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/foreignpolicy.com\/2018\/12\/01\/the-technocratic-king-and-the-guillotine\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Su <em>Foreign Policy<\/em>, James Traub\u00a0ricorda<\/a> che <strong>Macron<\/strong> \u00e8 giunto al potere essenzialmente come antidoto alla Le Pen e sottolinea quanto il suo arrivo alla presidenza sia semplicemente l<strong>\u2019espressione del voto dei francesi che hanno scelto la \u201c<em>repubblica<\/em>\u201d, in luogo di derive sconosciute, il che non implica un\u2019adesione piena al programma<\/strong> di Macron. \u201c<em>I francesi lo considerano come un elitario<\/em>\u201d, scrive Traub, \u201c<em>che<strong> porta avanti politiche che favoriscono le \u00e9lite<\/strong> a spese di una compressa classe media. Essi <strong>ripudiano sia i suoi modi, sia le sue prospettive,<\/strong> che stipulano che la Francia debba incoraggiare gli investimenti nel diminuire i regolamenti e il peso fiscale sulle imprese e sui ricchi<\/em>\u201d. Nonostante ci\u00f2, secondo Traub, Macron non cadr\u00e0 di fronte alle insistenze dei manifestanti. Eppure, il presidente sembra riconoscere che \u201c<em>le misure economiche<\/em>\u201d lo hanno reso impopolare, per\u00f2 predice anche che esse dovrebbero mostrare i loro effetti positivi nei prossimi 18\/24 mesi. Nel caso non dovessero, allora Macron \u201c<em>\u00e8 condannato<\/em>\u201d, afferma Traub.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante la grande cantonata nel definire come l\u2019\u201c<em>irrisolvibile contraddizione francese<\/em>\u201d il fatto di volere al contempo meno tasse e servizi sociali migliori,<a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/f0b113e0-fc5f-11e8-ac00-57a2a826423e\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> l\u2019opinionista Gideon Rachman evidenzia sul <em>Financial Times<\/em>\u00a0<\/a>le conseguenze geopolitiche del movimento dei gilet gialli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su <em>Le Monde Diplomatique<\/em> di dicembre 2018, Alexis Spire ci rammenta che<strong> la \u201c<em>collera contro le tasse<\/em>\u201d<\/strong>, da cui muove il movimento dei gilets gialli, <strong>nasce proprio a causa della mancata visibilit\u00e0 degli effetti positivi del pagamento delle tasse negli strati pi\u00f9 poveri<\/strong>, e pi\u00f9 decentrati, della popolazione. \u201c<em>Dal 2005 al 2017<\/em>\u201d, scrive Spire, \u201c<em>i governi hanno <strong>soppresso pi\u00f9 di 35.000 posti di lavoro<\/strong> nell\u2019insieme dell\u2019amministrazione delle finanze pubbliche, e soprattutto tra il personale agli sportelli<\/em>\u201d, con una riduzione inoltre degli orari d\u2019apertura degli enti pubblici nelle zone rurali. Ci\u00f2 comporta per i meno integrati nella rivoluzione informatica, una percezione non soltanto simbolica, ma anche reale, di un allontanamento siderale dello stato dalla propria vita quotidiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale <strong>sfiducia verso l\u2019utilit\u00e0 delle tasse per il contribuente<\/strong> aumenta esponenzialmente dallo scalpore mediatico sollevato attorno ai vari <strong>\u201c<em>Panama Papers<\/em>\u201d, \u201c<em>Paradise Papers<\/em>\u201d e \u201c<em>Swiss-Leaks<\/em><\/strong>\u201d, grazie a cui le moltitudini si rendono conto quanto il principio di imposizione fiscale non si conforma al sommo principio costituzionale dell\u2019uguaglianza: specie con l\u2019ossimoro incarnato dallo \u201c<strong><em>scandalo J\u00e9r\u00f4me Cahuzac<\/em><\/strong>\u201d, il ministro incaricato da Hollande di lottare contro l\u2019evasione che aveva<strong> messo da parte 600.000 \u20ac in Svizzera.<\/strong> Non sono tanto i 600.000 \u20ac di Cahuzac quanto la <strong>raggiunta consapevolezza che il grande capitale viaggia liberamente da paese a paese esentasse<\/strong> a sollevare l\u2019insurrezione contro le imposte e reclamare (coerentemente) migliori servizi sociali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rachman mette in luce che tutto il progetto di Macron di un ritorno della grandeur francese in seno ad una grande Europa come trampolino per porre la Francia tra i protagonisti della geopolitica globale poggiava sul tacito patto che se fosse riuscito a riformare la Francia, la Germania avrebbe acconsentito a riformare l\u2019architettura europea. Il dilagare dei gilet gialli e la loro delusione di fronte all\u2019allocuzione presidenziale di luned\u00ec <strong>infrangano in partenza ogni mania di grandezza dell\u2019enarca Macron.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Tra l\u2019Italia e il collasso della merkel: dall\u2019ipocrisia dello spread al sommovimento dei sindacati tedeschi<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 parlato molto dell\u2019<strong>abisso davanti al quale si trova la Germania, e del naufragio inevitabile della Merkel.<\/strong> Come <a href=\"http:\/\/caffeopinione.com\/merkel-migranti-europa-akk\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">commenta Simone Bonzano su <em>il Caff\u00e8 et l\u2019Opinione<\/em><\/a>, sarebbe meglio tuttavia riconoscere che \u201c<em>le notizie sulla fine politica di Angela Merkel sono sempre state alquanto esagerate<\/em>\u201d. Ciononostante, rimane il suo inevitabile collasso. Bonzano ci fornisce gli elementi del suo astuto <strong>piano per passare il testimone e non destare alcun \u201c<em>caos politico<\/em><\/strong>\u201d per assicurare alla Germania \u201c<em>il governo e la continuit\u00e0 in politica estera<\/em>\u201d, che si concretizza in un sapiente equilibrio: da una parte, la <strong>promozione di un ultra-conservatore<\/strong>, Manfred Weber della CSU (l\u2019Unione Cristiano-Sociale), per essere <strong>candidato Presidente della Commissione Europea dei Popolari Europei<\/strong>; dall\u2019altra la <strong>nomina<\/strong>, poco pi\u00f9 di un anno fa, alla Segreteria della CDU (l\u2019Unione Cristiano-Democratica) della sua <strong>beniamina: Annegret Kamp-Karrenbaue<\/strong>r (detta AKK), la quale se si rivela pi\u00f9 conservatrice sui diritti civili (es. verso la comunit\u00e0 Lgbtiq) e sulla questione migratoria, rimane da un punto di vista economico pi\u00f9 aperta verso i liberali e i progressisti ponendosi \u201c<em>alla sinistra dello spettro<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo, seppur sapiente, precario equilibrio che riunisce gli elementi per rilanciare il progetto europeo nella AKK, con un bilanciamento conservatore, attraverso Weber, in materia di diritti civili e di asilo, per accogliere, arginando le istanze espresse dalla AfD, fa s\u00ec che la nuova parabola della politica tedesca pu\u00f2 aprire ad abbandonare \u201c<em>proprio il fiore all\u2019occhiello dell\u2019amministrazione Merkel: le politiche sui migranti<\/em>\u201d. Attraverso Weber, a livello europeo si arriva a dialogare con \u201c<em>l\u2019austriaco Sebastian Kurz, astro nascente del conservatorismo UE<\/em>\u201d, al fine di <strong>depotenziare Visegrad.<\/strong> Sulla carta risulta una festa per la \u201c<em>lega anseatica<\/em>\u201d (Benelux, Olanda, Scandinavia, Irlanda e Baltici), incentrata sulla Germania, e promotrice, attraverso gli spauracchi del fiscal compact e dello spread, delle politiche ordo-liberali deflattive che ne garantiscono il dominio geo-economico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I recenti scontri tra l\u2019Italia e l\u2019Ue<\/strong> a proposito del debito sovrano, del deficit e dello spread in crescita dei tassi dei titoli italiani rispetto ai tassi tedeschi, non\u00a0sono\u00a0che l\u2019ennesima <strong>testimonianza<\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.foreignaffairs.com\/articles\/europe\/2018-12-10\/broken-europe?cid=int-flb&amp;pgtype=hpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">commenta Helen Thompson su <em>Foreign Affairs<\/em>, <\/a><strong>dell\u2019incapacit\u00e0 delle istituzioni europee<\/strong> di accogliere nei loro processi decisionali non soltanto i pesi e contrappesi della democrazia, ma soprattutto i suoi tempi e costi. <a href=\"http:\/\/www.spiegel.de\/politik\/deutschland\/cdu-mit-annegret-kramp-karrenbauer-hat-sich-die-partei-unwiderruflich-veraendert-a-1242828.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Lo <em>Spiegel<\/em>\u00a0sembra sostenere<\/a> che l\u2019arrivo di AKK alla CDU ha \u201c<em>messo una fine definitiva alla CDU, come noi la conosciamo<\/em>\u201d e questa trasfigurazione il periodico tedesco la sancisce affermando che \u201c<em>finalmente (la CDU) \u00e8 arrivata al presente<\/em>\u201d: lo stile politico della Merkel, si dice, ha fatto il suo tempo, bench\u00e9 tramonter\u00e0 non prima della fine del suo mandato, cio\u00e8 non prima del 2021.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste anticipazioni di un possibile cambiamento, sono ancora elementi di un comportamento della Germania che ci potrebbe stupire, <a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/economia-e-finanza\/2018\/11\/17\/scenario-sapelli-con-larrivo-della-crisi-la-germania-ci%20stupira\/1808020\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">come scriveva a met\u00e0 novembre Giulio Sapelli.<\/a> Ma tali cambiamenti sono gi\u00e0 in atto: di fronte alla profonda <strong>crisi della <em>Deutsche Bank<\/em><\/strong>, gravida di derivati e titoli deteriorati, si mormora da mesi di una<strong> possibile fusione con la <em>Commerzbank<\/em>,<\/strong> della quale lo stato partecipa ancora con ingenti capitali. <a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/05bc5bce-fa4d-11e8-8b7c-6fa24bd5409c\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sul <em>Financial Times<\/em> si commenta<\/a> tuttavia che \u201c<em>combinarsi con un tale debole rivale in un mercato domestico disfunzionale non risolverebbe niente<\/em>\u201d. Si conclude, insomma, che la <em>Deutsche Bank<\/em> con il suo bilancio da \u201c<em>1.400 miliardi di euro<\/em>\u201d \u201c<em>un tempo il campione nazionale \u00e8 gi\u00e0 diventato piuttosto un<strong> imbarazzo nazional<\/strong>e. Non deve essere permesso che questa crisi sonnambuli in una collasso sistemico<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non stupisce quindi che Marco Zanni commenti su twitter:<\/p>\n<div class=\"media-image\" style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2018\/12\/qq-1024x261.jpg\" \/><\/p>\n<dl>\n<dd>twitter<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec \u00e8 tempo forse di<strong> smascherare l\u2019ipocrisia dello spread basato sui tassi d\u2019interesse dei titoli di stato,<\/strong> poich\u00e9 \u00e8 soltanto<strong> un parametro tra i tanti<\/strong> possibili, come <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=ieqLGZGfVIk\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">spiega Sapelli in un\u2019intervista radiofonica<\/a>,\u00a0la sui scientificit\u00e0 non \u00e8 assolutamente dimostrata: perch\u00e9 non basare lo spread, per esempio, tra i volumi di investimenti tra un paese e l\u2019altro? Perch\u00e9 proprio quello sui tassi di interesse dei titoli di stato dovrebbe essere il metro di paragone per giudicare la qualit\u00e0 di un sistema economico?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti, <strong>se si passa alla questione degli investimenti si apre un abisso in Germania,<\/strong> per quanto si possa avere la percezione diversa se si legge la Germania attraverso la sua capitale, Berlino, in cui si concentrano la maggior parte dei cantieri e migliorie infrastrutturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.eurointelligence.com\/public.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Eurointelligence<\/em> \u00a0pone l\u2019attenzione <\/a>su un breve <strong>sciopero di sole 4 ore dei ferrovieri<\/strong> durante la rush-hour del luned\u00ec 10 dicembre mattina: esso ha \u201c<em>prodotto una delle peggiori esperienze di congestione del traffico nella memoria recente. I treni pendolari erano severamente in ritardo. Treni nazionali sono stati cancellati. Le stazioni ferroviarie erano incapaci di tenere i passeggeri informati. Le persone hanno provato a usare le loro macchina, producendo una <strong>congestione del traffico di almeno 400 km<\/strong><\/em>\u201d. Un sindacato dei ferrovieri \u201c<em>era molto contento del<strong> grande impatto dello sciopero, considerando la sua irrisoria durata<\/strong>. L\u2019esperienza potrebbe ora portare l\u2019operatore ferroviario ad accettare le richieste salariali del sindacato<\/em>\u201d. Tali eventi sono il riflesso di \u201c<strong><em>anni di sotto-investimento<\/em><\/strong>\u201d che si ripercuote su tutte le reti di trasporto, inclusi gli aeroporti, ma non solo. Altri sindacati \u201c<em>stanno minacciando ulteriori scioperi da parte dei controllori del traffico aereo per l\u2019anno nuovo<\/em>\u201d. Pure i sindacati tedeschi sono in pieno sommovimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E se \u00e8 vero che la Francia \u00e8 il cuore politico dell\u2019Europa e che<strong> i gilet gialli sono un\u2019anticipazione dei movimenti europei<\/strong>, come afferma altrove <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=vnPbPU6zx-I\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sempre Sapelli<\/a>, essi sono il<strong> chiaro sintomo dell\u2019inizio della crisi dell\u2019Europa ordo-liberale<\/strong>, rivelata anche dall\u2019inevitabile cambio di rotta e nuova politica economica, che saranno necessarie per non far collassare <em>Deutsche Bank<\/em> \u2013 ma i tempi potrebbero ancora essere lunghi. Il 72% dei francesi dice \u2018no\u2019 a Macron nei sondaggi, bench\u00e9 non tutti scendano in piazza, le manifestazioni sono la chiara eco di tale <a href=\"https:\/\/www.ilsussidiario.net\/news\/esteri\/2018\/12\/4\/dalla-francia-i-gilet-gialli-sono-la-fine-di-macron\/1818256\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">maggioranza che si interroga sull\u2019operato e la direzione di governo espressa dal suo presidente<\/a>: \u00e8 un\u2019ennesima espressione del <a href=\"https:\/\/it.businessinsider.com\/lausterita-in-europa-e-stata-un-grave-errore-e-la-bce-dovrebbe-continuare-il-qe-parlano-gli-economisti-di-iif\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201c<em>fallimento dell\u2019austerit\u00e0<\/em>\u201d.<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/it.businessinsider.com\/i-gilet-gialli-certificano-la-crisi-della-politica-di-austerita-in-europa\/\">https:\/\/it.businessinsider.com\/i-gilet-gialli-certificano-la-crisi-della-politica-di-austerita-in-europa\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di BUSINESS INSIDER ITALIA (Edoardo Toffoletto) &nbsp; Un dimostrante tra i lacrinogeni durante le proteste dei &#8216;Gilets jaunes&#8217; a Parigi. Theo Legendre\/AFP\/Getty Images &nbsp; Il 28 ottobre al Forum del Partito Democratico, Massimo Cacciari chiarisce senza equivoci: \u201cil popolo non esiste\u201d. Gi\u00e0 dagli anni \u201970, ci dice Cacciari, v\u2019erano studiosi e intellettuali che cercavano di indicare quanto era necessaria una ristrutturazione dei corpi intermedi e della rappresentanza politica per far fronte alle trasformazioni epocali dell\u2019automazione&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":40332,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/20604581_495184997485622_9119657138731508361_n.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-cg2","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47122"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=47122"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47122\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":47126,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47122\/revisions\/47126"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/40332"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=47122"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=47122"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=47122"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}