{"id":47195,"date":"2018-12-20T00:41:14","date_gmt":"2018-12-19T23:41:14","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47195"},"modified":"2018-12-18T22:42:41","modified_gmt":"2018-12-18T21:42:41","slug":"leuropa-sotto-il-merkel-iv-un-bilancio-di-impotenza-parte-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47195","title":{"rendered":"L&#8217;Europa sotto il Merkel IV: un bilancio di impotenza (parte 2)"},"content":{"rendered":"<p>di\u00a0<strong>WOLFGANG STREECK<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Traduzione a cura di Massimiliano Sist (FSI Latina)<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Passivit\u00e0 in scadenza<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tra i lasciti del Merkel III c&#8217;\u00e8 una frammentazione senza precedenti del sistema dei partiti politici tedeschi, con l&#8217;AfD che ottiene una presenza consistente nel Bundestag, e l\u2019FDP appena un po\u2019 minore. Entrambi sono arrivati \u200b\u200bsulla scia dell&#8217;apertura dei confini della Merkel nel 2015. Rispetto ad altri paesi, i sei o sette partiti parlamentari tedeschi (a seconda di come si conta la CSU) potrebbero non sembrare eccessivi. Ma due di loro, l&#8217;AfD e il Linkspartei, che insieme rappresentano il 22% dell&#8217;elettorato, sono trattati come emarginati dagli altri. Questo li esclude da qualsiasi maggioranza governativa ed \u00e8 una delle ragioni per cui la formazione del Merkel IV \u00e8 stata cos\u00ec difficile. (Nella Germania dell&#8217;Est, le due parti insieme rappresentano circa il 40 percento dei voti<a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>14<\/sup><\/a>)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il parlamento tedesco \u00e8 un organismo potenzialmente abbastanza potente, a condizione che utilizzi i suoi diritti. Sotto il Merkel III spesso non ci riusciva. Quando si trattava di Europa, in particolare, entrambi i partiti di opposizione, i Verdi e la Sinistra, erano ansiosi di proteggere la loro reputazione europeista evitando di essere troppo inquisitori. Ora, se l&#8217;AfD impara i meccanismi parlamentari, questo cambier\u00e0. E mentre l\u2019FDP, come partito liberale, \u00e8 chiaramente europeista, \u00e8 anche un portabandiera della tradizione ordoliberale tedesca. Non si stancher\u00e0 quindi di ricordare al governo dei principi, come quelli del trattato di Maastricht, che la cancelleria in pubblico si vanta di aver sottoscritto, ma che sono stati spesso disprezzati nella pratica. L&#8217;AfD, da parte sua, essendo clamorosamente anti-immigrazione, non perder\u00e0 l&#8217;opportunit\u00e0 di chiedere l&#8217;accesso a informazioni governative politicamente sensibili su questo argomento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per quanto riguarda l&#8217;Europa, il Merkel III ha raggiunto il suo obiettivo principale: il salvataggio dell&#8217;euro come valuta comune. Questo non \u00e8 un risultato secondario, visto il contributo essenziale dell&#8217;euro alla prosperit\u00e0 tedesca. A parte questo, tuttavia, l&#8217;eredit\u00e0 europea della Merkel \u00e8 piena di passivit\u00e0 potenzialmente distruttive.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;improvviso invito, nel settembre 2015, a quelli che sarebbero diventati circa un milione di migranti che entravano in Germania &#8211; e di fatto, nella zona Schengen e nell&#8217;Unione europea &#8211; ha soddisfatto le esigenze tedesche, nazionali e internazionali, ed \u00e8 stato esteso senza consultare i partner europei della Germania. A livello nazionale, era destinato a preparare un cambio di coalizione nel 2017, aiutando la Merkel a superare l&#8217;immagine della &#8220;regina di ghiaccio&#8221; che aveva contratto quando, all&#8217;inizio del 2015, spieg\u00f2 in diretta tv a una ragazza palestinese rifugiata che stava per essere rimpatriata che &#8220;non possiamo accogliere tutti&#8221;. A livello internazionale, ha risposto, &#8220;mostrando un volto amichevole&#8221;, alla polemica sull&#8217;ultimo diktat di austerit\u00e0 imposto alla Grecia nel giugno 2015, che aveva provocato un&#8217;ondata di vignette in tutta Europa ritraenti la Merkel e Sch\u00e4uble nelle uniformi della Wehrmacht adornate con svastiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tra le altre cose, l&#8217;apertura del confine ha causato una profonda spaccatura con l&#8217;Europa orientale, che \u00e8 diventata ancora pi\u00f9 profonda quando paesi come Ungheria e Polonia sono stati successivamente minacciati, sia dalla Merkel che da Schulz, con una riduzione delle sovvenzioni UE a meno che non abbiano accettato di prendere una quota fissa di un numero indefinito di nuovi immigrati. La politica tedesca sull\u2019immigrazione del 2015 potrebbe essere stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso in favore del \u201cleave\u201d nel referendum sulla Brexit di giugno 2016.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non meno distruttivo \u00e8 stato un altro aspetto della leadership europea della Germania. La politica tedesca \u00e8 stata a lungo giudicata dai suoi critici come eccessivamente basata sui principi e non flessibile, in linea con gli stereotipi di rigidit\u00e0 teutonica. Ma questo era basato principalmente sulla retorica della Merkel, del suo partito, della Bundesbank e del Consiglio tedesco dei consulenti economici (German Council of Economic Advisers). Quello che raramente si notava era che questi ultimi erano spesso ugualmente critici nei confronti del governo della Merkel, ma per essere troppo accomodante. Infatti, a ben vedere, il Merkel III aveva ripetutamente incoraggiato la BCE e la Commissione europea a guardare dall&#8217;altra parte quando, per esempio, la Francia superava il limite del debito, o lo stato italiano aveva bisogno di rifinanziare il suo sistema bancario flessibilmente eludendo le regole di Maastricht. <a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>15<\/sup><\/a> Per mantenere unito il campo politico della Merkel, tutto cio\u2019 non pu\u00f2 essere ammesso pubblicamente. Il costo di tale duplicit\u00e0 e\u2019 stato l\u2019accrescimento del malcontento popolare all&#8217;estero contro la rigidit\u00e0 tedesca, a volte culminando in richieste di riparazione per i crimini di guerra tedeschi, o in verdetti dei tribunali italiani che autorizzavano il sequestro di propriet\u00e0 del governo tedesco, come le strutture dell&#8217;Istituto Goethe, in Italia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tra le \u00e9lite europee sembra che le concessioni non riconosciute della Merkel siano state apprezzate, poich\u00e9 hanno contribuito a mantenere i nuovi &#8220;populisti&#8221; fuori dal potere. Con il tempo, tuttavia, poich\u00e9 la situazione nel Mediterraneo ha continuato a deteriorarsi, la permissivit\u00e0 tedesca ha dovuto essere integrata con promesse informali di riforme nell&#8217;area dell&#8217;euro dopo il rinnovo del mandato della Merkel. Non c&#8217;\u00e8, ovviamente, alcuna registrazione pubblica che tali promesse siano state effettivamente fatte. Ma senza di loro \u00e8 difficile immaginare come le richieste europee di un cambiamento istituzionale fondamentale possano essere passate sotto silenzio per la durata della campagna elettorale tedesca. La strategia della Merkel potrebbe essere stata ispirata dalla memoria di Helmut Kohl, che era ampiamente venerato per aver aperto le borse quando non c&#8217;era altro modo di risolvere le tensioni tra gli stati membri dell&#8217;UE, in particolare le controversie che coinvolgevano la Germania. <a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>16<\/sup><\/a> \u00a0Quando i conti europei crebbero molto, in particolare dopo l&#8217;unione monetaria, la generosit\u00e0 tedesca raggiunse i suoi limiti e l&#8217;austerit\u00e0 di Sch\u00e4uble prese il posto della generosit\u00e0 di Kohl come il prototipo del contributo tedesco all&#8217;integrazione europea.<br \/>\nIl problema fondamentale con le promesse tedesche di fare futuri cambiamenti strutturali all&#8217;edificio europeo, a spese tedesche, era (ed \u00e8) che inevitabilmente divennero sempre pi\u00f9 irrealistiche, sia economicamente che politicamente. Lo stile personale di leadership della Merkel, che ha sempre fatto affidamento sul rendere poco chiari i problemi attraverso un&#8217;ambiguit\u00e0 abilmente elaborata e, pi\u00f9 spesso, di un linguaggio incomprensibile, potrebbe averla aiutata per un po &#8216;. Ma alla fine, quando la situazione diviene critica, il rischio \u00e8 che capacit\u00e0 limitate vengano prese per cattiva volont\u00e0, e l&#8217;incapacit\u00e0 di portare a termine le promesse venga vista come non volonta\u2019. La difesa di cio\u2019 che va oltre le proprie possibilita\u2019\u00a0 \u00e8 preclusa quando la disapprovazione morale ostacola un aggiustamento realistico delle aspettative. La distanza tra il promesso e il possibile viene identificata come un problema morale piuttosto che politico o economico, e la delusione si traduce in una retorica altamente infiammabile, emotiva ed ostile.<\/p>\n<p>Dall&#8217;epoca della crisi dell&#8217;euro dopo il 2008, la politica europea della Merkel \u00e8 consistita in aggiustamenti di corto respiro a quelli che erano e rimangono problemi strutturali, accompagnati da segnali di futuri rimedi strutturali quando le condizioni politiche in Germania sarebbero state adatte. La prospettiva di una coalizione con i Verdi \u00e8 stata utile in questo, cos\u00ec come i socialdemocratici come Gabriel e Schulz. Il primo come ministro degli Esteri e il secondo come candidato cancelliere cercarono di ottenere credibilita\u2019 tra gli elettori tedeschi di mentalit\u00e0 europea, annunciando ripetutamente contributi tedeschi pi\u00f9 elevati verso l\u2019Europa, da concedere unilateralmente e incondizionatamente e promettendo generalmente una fine all&#8217;austerit\u00e0 attraverso un aumento degli investimenti senza specificare di che tipo. Quando Schulz fece sapere che stava progettando di succedere a Gabriel come ministro degli esteri, i giornali italiani furono estasiati dalla prospettiva di un governo tedesco &#8220;veramente europeo&#8221;. Infine, la Germania sarebbe stata disposta a riciclare il surplus commerciale tedesco &#8211; presumibilmente situato nel seminterrato della Bundesbank &#8211; verso dove apparteneva legittimamente, in Italia. <a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>17<\/sup><\/a> (Alcuni giorni dopo, Schulz \u00e8 scomparso nel vortice del post-elezioni dell&#8217;SPD)<\/p>\n<p>Aspettative come queste fanno parte del difficile lascito europeo della Merkel e del suo partner di coalizione, l\u2019SPD, che ora dovranno essere approntate in modo doloroso. Dopo la scomparsa di Schulz, la nuova stella della SPD e\u2019 diventata Olaf Scholz, designato per essere ministro delle finanze e per rappresentare l&#8217;SPD nel gabinetto come vice cancelliere. Scholz, a differenza di Schulz, \u00e8 un politico esperto che era stato ministro del lavoro a Berlino e in precedenza era stato sindaco di Amburgo (un Land sotto la costituzione tedesca). Scholz, socialdemocratico fiscalmente conservatore, \u00e8 stato uno dei manager dell&#8217;agenda di Schr\u00f6der nel 2010. Nonostante abbia conosciuto in prima persona i problemi che i L\u00e4nder e le comunit\u00e0 locali hanno nel chiudere in pareggio i loro bilanci, Scholz \u00e8 un sostenitore vigoroso del &#8220;freno all&#8217;indebitamento&#8221; che la Germania si \u00e8 auto imposta, a livello nazionale e di L\u00e4nder. Tuttavia, dopo la scomparsa di Schulz, la stampa europea ha scelto di essere entusiasta di Scholz &#8211; nella convinzione che, con Schulz o Scholz, l&#8217;SPD nel governo si sarebbe attenuto alla sua retorica sulle responsabilit\u00e0 tedesche per l\u2019assorbimento degli shock, gli investimenti e la solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Dalla connessione francese. . .<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli inglesi non si sono mai preoccupati molto dell&#8217;UE, a patto che non diventasse eccessivamente unita e che ottenessero il loro sconto annuale. Ma assicurarono nei suoi ranghi un minimo di diversit\u00e0 e multipolarit\u00e0 che fu segretamente apprezzato dal segmento meno francofilo e pi\u00f9 &#8220;atlantista&#8221; della classe politica tedesca, specialmente la sua ala ordoliberale. Dopo la Brexit, tuttavia, \u00e8 rimasto solo uno Stato membro dell&#8217;UE che \u00e8 una potenza nucleare e che detiene un seggio permanente nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Quello stato non \u00e8 la Germania, e non ci sono indicazioni che la Francia considerer\u00e0 l&#8217;europeizzazione del proprio veto nel Consiglio di sicurezza o della<em> Force de frappe <\/em>(la forza di dissuasione nucleare francese), o comunque condividendole con la Germania. In Germania ci sono correnti politiche che possono tollerarlo, in primis gli eredi della tradizione &#8220;gollista&#8221; degli anni &#8217;60 che considerano il rapporto speciale tra Francia e Germania come motore e obiettivo dell&#8217;integrazione europea. <a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>18<\/sup><\/a> \u00a0Per quanto riguarda la Merkel, la sua principale priorit\u00e0 \u00e8 la sopravvivenza del mercato unico europeo e dell&#8217;euro, per cui \u00e8 disposta a pagare qualsiasi prezzo finch\u00e9 potr\u00e0 permetterselo politicamente. <a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>19<\/sup><\/a> N\u00e9 sembra essere impressionata o offesa dallo sfarzo militare e diplomatico di stampo francese. Dal 2017, tuttavia, lei e il suo governo stanno affrontando un nuovo, molto ambizioso sforzo da parte della Francia sotto il presidente Macron per rilanciare l&#8217;integrazione europea sotto la leadership francese, uno sforzo che cresce ed \u00e8 inseparabilmente legato al progetto di &#8220;riforma&#8221; interno di Macron.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le idee francesi sullo stato, sull&#8217;Europa e sulla legittimit\u00e0 degli interessi nazionali differiscono significativamente da quelle tedesche. Dalla fine della seconda guerra mondiale, l&#8217;obiettivo principale della politica francese \u00e8 stato quello di vincolare la Germania, o ci\u00f2 che ne \u00e8 rimasto, in un&#8217;Europa a guida francese. <a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>20<\/sup><\/a> \u00a0Mentre la Francia fornirebbe alla Germania una rappresentanza internazionale attraverso le istituzioni europee, la Germania fornirebbe alla Francia, o ad una Europa guidata dalla Francia, la sua abilit\u00e0 economica. L&#8217;Europa che doveva essere unita al piu\u2019 presto \u00e8 stata concepita, di fatto, come un&#8217;estensione dello stato francese, cos\u00ec come la Commissione di Bruxelles \u00e8 stata concepita come un sotto-dipartimento della tecnocrazia francese. Che la Francia insistesse nel difendere la propria sovranit\u00e0 nazionale non era, da una prospettiva francese, mai un problema. <a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>21<\/sup><\/a> Ad esempio, quando l&#8217;adesione britannica minacciava di interferire con la concezione di un&#8217;Europa integrata come una specie di Grande Francia, Charles de Gaulle pose il veto. La successiva riluttanza da parte dei governi francesi a discutere la <em>finalit\u00e9 <\/em>dell&#8217;integrazione europea sembra essere dovuta in parte alla mai risolta questione se sia possibile creare una costruzione europea che possa includere gli stati europei del nord senza compromettere il dominio francese. Il federalismo tedesco del dopoguerra rimase estraneo alle idee politiche francesi come l&#8217;ordoliberalismo economico, nonostante l&#8217;ammirevole esposizione di Foucault. <a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>22<\/sup><\/a> Per molto tempo le differenze furono insabbiate dalla felice acquiescenza dei tedeschi all&#8217;abitudine francese di rassicurarsi sulla loro supremazia generale attraverso elaborati ritualismi, compresi test nucleari, e l&#8217;evocazione della loro tradizione imperiale.<u><sup>23<\/sup> <\/u><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un altro aspetto delle relazioni franco-tedesche divenne particolarmente importante dopo l&#8217;unificazione tedesca. Per alcune parti della classe dirigente francese a quel tempo, compresi i socialisti dopo la rinuncia di Fran\u00e7ois Mitterrand al keynesismo, l&#8217;economia tedesca non era solo una risorsa utile per una potente Europa guidata dalla Francia, ma un modello per la Francia da emulare attraverso &#8220;riforme strutturali&#8221; ad aumentare la competitivit\u00e0 francese. Per forzare tali riforme sulla loro riluttante societ\u00e0, i governi francesi dalla met\u00e0 degli anni &#8217;80 hanno cercato di ottenere l&#8217;aiuto della Bundesbank collegando il franco al marco tedesco. <a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>24<\/sup><\/a> \u00a0Ma questo non poteva che essere poco pi\u00f9 di un espediente temporaneo poich\u00e9 il\u00a0 &#8220;vincolo esterno&#8221; cos\u00ec\u00a0 creato rischiava di essere troppo forte e troppo debole: troppo forte, perch\u00e9 probabilmente avrebbe creato problemi di aggiustamento ingestibili per l&#8217;industria francese; troppo debole, perch\u00e9 non escludeva del tutto la svalutazione. Per questo Mitterrand mand\u00f2 il suo ministro delle finanze, Jacques Delors, a Bruxelles per preparare, come presidente della Commissione europea, l&#8217;introduzione di una moneta comune europea. <a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>25<\/sup><\/a> \u00a0Quando Kohl sent\u00ec di aver bisogno dell&#8217;assenso francese per la riunificazione tedesca, Mitterand chiese in cambio l&#8217;unione monetaria e Kohl ha forzatamente esautorato la Bundesbank e ha aperto la strada all&#8217;euro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fin dall&#8217;inizio, la politica francese sull&#8217;unione monetaria era afflitta da una contraddizione fondamentale. Quando la Banca centrale europea ha sostituito la Bundesbank come banca centrale de facto dell&#8217;Europa, l&#8217;unione monetaria \u00e8 stata venduta in Francia e nei paesi mediterranei, con due obiettivi allo stesso tempo contrastanti, a seconda del pubblico e delle occasioni: da un lato, aiutare le economie europee a riformare se stesse, per diventare competitive quanto la Germania; d&#8217;altra parte, per porre fine una volta per tutte alla dittatura della stabilit\u00e0 tedesca. Quest&#8217;ultimo ha significato un passaggio verso una politica fiscale e monetaria pi\u00f9 &#8220;orientata all&#8217;occupazione&#8221; e socialmente accomodante &#8211; in effetti, un approccio politico pi\u00f9 guidato dalla politica piuttosto che guidato dalle regole. Analogamente al suo ritiro dalla Comunit\u00e0 di Difesa Europea nel 1954, la Francia &#8211; sempre all\u2019erta sulla sua sovranit\u00e0 nazionale &#8211; si \u00e8 tirata indietro dall&#8217;incorporare l&#8217;unione monetaria nell&#8217;unione politica, come suggerito da Kohl. Di conseguenza, i paesi le cui \u00e9lite non erano in grado di sostenere le &#8220;riforme strutturali&#8221; richieste da una moneta forte in stile tedesco erano condannati a soffrire economicamente, poich\u00e9 non avevano pi\u00f9 la possibilit\u00e0 di ripristinare la propria competitivit\u00e0 adeguando occasionalmente il loro tasso di cambio. Quando ci\u00f2 caus\u00f2 la resistenza &#8220;populista&#8221; all&#8217;euro, i governi nazionali iniziarono a incolpare della loro situazione il quadro giuridico teutonico-germanico del trattato di Maastricht. Alla fine ci\u00f2 port\u00f2 alla richiesta ai fanatici dell&#8217;austerit\u00e0 tedesca di compensare i paesi meno fortunati per i costi che dovevano sopportare a causa dell&#8217;ossessione tedesca per la stabilit\u00e0 monetaria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>. . . all&#8217;abbraccio francese<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;ascesa di Macron ha aggiunto nuovi aspetti alle relazioni franco-tedesche che creano ulteriori complicazioni. Dopo che Macron ha ottenuto l&#8217;incarico nel maggio 2017, \u00e8 diventato un luogo comune nel mainstream politico tedesco che, dopo due presidenti ad un solo mandato, Nicolas Sarkozy e Fran\u00e7ois Hollande, lui fosse l&#8217;ultima difesa della Germania contro un\u2019anti-tedesca, un\u2019anti-europea e forse anche anti-euro Francia. Se Macron dovesse fallire, per essere sostituito da Jean-Luc M\u00e9lenchon o Marine Le Pen, o da altri &#8220;populisti&#8221; di sinistra o di destra, l&#8217;euro fallirebbe. E come la Merkel non si stanca mai di ripetere: &#8220;Se l&#8217;euro fallisce, l&#8217;Europa fallisce&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Paradossalmente, \u00e8 proprio la sua vulnerabilit\u00e0 politica interna, dovuta alla sua sottile base elettorale e alla fragilit\u00e0 del suo personale partito, che conferisce a Macron un potere contrattuale senza precedenti in relazione alla Germania. <a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>26<\/sup><\/a> Ci\u00f2 si rifletteva nella prominente presenza di dichiarazioni europeiste di Macron in Germania durante l&#8217;interregno postelettorale. Ogni volta che i colloqui della coalizione minacciavano di bloccarsi, la Merkel, i Verdi, e, in seguito, la dirigenza dell&#8217;SPD insistevano che la Germania &#8220;doveva una risposta&#8221; alle &#8220;lungimiranti&#8221; e &#8220;coraggiose&#8221; visioni europee di Macron e alla sua &#8220;mano tesa&#8221; (una frase ripetuta ancora e ancora).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non pu\u00f2 essere sottovalutato il modo in cui l\u2019Europa e la Germania sono fondamentali per Macron, anche per la sua politica interna. Per esprimere il suo senso di urgenza, Macron ha programmato un discorso pubblico sull&#8217;Europa per il 25 settembre 2017, il giorno dopo le elezioni tedesche, ovviamente aspettandosi che la Merkel avrebbe ottenuto un altro mandato certo per allora. Se il contenuto del discorso, dato agli studenti della Sorbona, fosse stato discusso con la Merkel in anticipo, non si pu\u00f2 sapere; certamente, \u00e8 stato elaborato con cura per adattarsi all\u2019europeismo tedesco, nascondendo i conflitti dietro la retorica decifrabile, se non del tutto, solo agli iniziati. Nel discorso, Macron pi\u00f9 apertamente di prima si \u00e8 impegnato verso una versione tedesca dell&#8217;europeismo francese, basato sulla credenza nell&#8217;effetto salutare che la riforma economica tedesca avrebbe avuto sulla Francia. In questa visione, le concessioni tedesche sarebbero assicurate non attraverso un&#8217;alleanza politica con altri paesi mediterranei, formando una maggioranza strutturale in una zona euro &#8220;democratizzata&#8221; (come previsto dalla sinistra francese), ma dalla restaurata fede tedesca nel riformismo francese. Come una prima misura di rafforzamento della fiducia, Macron sugger\u00ec che Francia e Germania rinnovassero il trattato sulla cooperazione franco-tedesca, firmato il 22 gennaio 1963 da Konrad Adenauer e Charles de Gaulle, noto anche come trattato dell&#8217;Eliseo o (in particolare in Germania) il Trattato di amicizia franco-tedesco. Questo \u00e8 stato accolto entusiasticamente in Germania per il suo valore cerimoniale e sentimentale. Per riempire il vuoto durante l&#8217;interregno della Merkel, il Bundestag ha celebrato il cinquantacinquesimo anniversario (!) del Trattato nel gennaio 2018, con un discorso del presidente dell&#8217;<em>Assembl\u00e9e nationale<\/em>, consegnato, in perfetto tedesco, a un&#8217;assemblea piena. Pi\u00f9 tardi quello stesso giorno, una delegazione di membri del Bundestag ha partecipato a una sessione parallela a Parigi, dove Wolfgang Sch\u00e4uble ha parlato come presidente neoeletto del Bundestag. Questa volta, tuttavia, l&#8217;auditorium era quasi vuoto, qualcosa che i media tedeschi cercarono di nascondere come meglio potevano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La risoluzione congiunta dei due parlamenti approvata in occasione dell\u2019 &#8220;anniversario&#8221; del trattato presenta una lista pressoch\u00e9 infinita di progetti comuni &#8220;pratici&#8221; (cio\u00e8 di facile realizzazione), ad esempio per facilitare ogni tipo di scambio e cooperazione transfrontaliera a livello locale; come gli asili nido franco-tedeschi nelle zone di confine. Molti di questi progetti compaiono anche nel discorso della Sorbona di Macron, ma l\u00ec servono come imbottiture per una serie di iniziative di alta politica che sono, a vari livelli, difficili per la parte tedesca. Questi ultimi comprendono la cooperazione militare contro il terrorismo, accompagnati da un aumento degli aiuti allo sviluppo economico. In particolare, Macron propone una &#8220;capacit\u00e0 operativa autonoma&#8221; della UE, &#8220;in complemento alla NATO&#8221;, sulla base e l&#8217;estensione della cosiddetta cooperazione strutturata permanente (PESCO) tra gli stati membri della UE inaugurata nel 2016. A differenza della NATO, la nuova forza di difesa europea potrebbe essere schierata ovunque, per qualsiasi motivo e indipendentemente dagli Stati Uniti. Per la Germania, questo probabilmente implicher\u00e0 una presenza pi\u00f9 forte delle truppe di terra tedesche nelle guerre postcoloniali di quella che si chiamava Fran\u00e7afrique. <a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>27<\/sup><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;avversione pubblica nei confronti di spedizioni militari in luoghi lontani e\u2019 molto radicata in Germania. Sebbene i Verdi e l\u2019FDP insisteranno su una severa supervisione parlamentare, e l&#8217;AfD e il Linkspartei saranno contrari tout court, alla fine Macron otterr\u00e0 quello che vuole, se non altro perch\u00e9 questo \u00e8 qualcosa che deve ottenere. Lo stesso pu\u00f2 essere vero per la sua richiesta di porre fine all&#8217;immigrazione clandestina attraverso le frontiere esterne della UE. Dopo vari episodi terroristici all&#8217;inizio del 2018, Macron ha adottato una serie di misure per ridurre drasticamente il numero di immigrati che entrano in Francia. Ottenere l&#8217;Europa per sigillare il confine europeo sarebbe un&#8217;estensione della sua politica nazionale e renderla pi\u00f9 efficace. Tale politica \u00e8 tuttavia incompatibile con quella tedesca dell&#8217;immigrazione senza tetto per i richiedenti asilo, anche con la versione annacquata che \u00e8 entrata a far parte dell&#8217;accordo di coalizione del 2018. Ma mentre la protesta dei socialdemocratici, dei verdi e della sinistra \u00e8 certa, la CSU &#8211; ora responsabile del ministero degli Interni &#8211; e anche la leadership dell\u2019SPD saranno grati ai francesi per aver precluso la ripetizione della politica sui rifugiati del 2015 della Merkel e sar\u00e0 felice di pagare per controlli di frontiera europei pi\u00f9 severi.<a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>28<\/sup><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le cose sono molto diverse rispetto all&#8217;altra grande iniziativa di Macron, molto probabilmente quella pi\u00f9 a lui cara, che richiede un rapido completamento dell&#8217;unione bancaria con un budget separato, un ministro delle finanze europeo e un parlamento per la zona euro. Quel pacchetto esiste da un po&#8217; di tempo, in vari formati.<a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>29<\/sup><\/a>\u00a0 La Merkel, in modo tipico, l&#8217;aveva accolto pubblicamente mentre lavorava internamente per ridefinirlo in base alle esigenze e agli interessi tedeschi. Ci\u00f2 che l&#8217;ha aiutata \u00e8 che Macron si era astenuto dall&#8217;essere eccessivamente specifico su dettagli cruciali, almeno in pubblico. Si diceva, tuttavia, che l&#8217;unione bancaria avrebbe in qualche modo distribuito la responsabilit\u00e0 per i crediti inesigibili, in particolare quelli accumulati dalle banche italiane, a livello europeo<a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>30<\/sup><\/a>. \u00c8 stato anche riferito che il bilancio della zona euro, finanziato da tasse e, forse, debito, sarebbe arrivato fino al 3% del PIL della zona euro.<a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>31<\/sup><\/a> Inoltre, questo budget sar\u00e0 speso dal ministro delle finanze europeo per investimenti e per &#8220;solidariet\u00e0 europea&#8221; di un tipo ancora non specificato, come determinato da una maggioranza parlamentare della zona euro.<a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>32<\/sup><\/a> E\u2019 facile vedere che, da una prospettiva tedesca, questo potrebbe sembrare aprire un percorso per eludere i limiti del debito nazionale e consentire alle istituzioni dell&#8217;eurozona di avere un debito garantito, in ultima analisi, dagli stati membri economicamente forti. La Merkel, cercando di non rendere la vita politica domestica di Macron ancora pi\u00f9 difficile, sembra essere stata pronta a concedere il ministero delle finanze e il bilancio, ma solo a condizione che il primo si impegni a far rispettare il Fiscal Compact, in particolare il suo limite di debito. Il budget, nel frattempo, rimarrebbe piccolo e potrebbe essere dedicato solo a scopi specifici, dettagli da risolvere successivamente.<a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>33<\/sup><\/a> In molti modi, ci\u00f2 avrebbe trasformato la proposta francese nel suo opposto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Come indicato, un tema ricorrente durante l&#8217;interregno della Merkel era che la Germania aveva bisogno di un nuovo governo il pi\u00f9 presto possibile, per essere in grado di rispondere alle proposte di Macron per la riforma europea. Tuttavia, solo nella primavera 2018 i piani francesi iniziarono a essere seriamente studiati in Germania, e discussi con la Francia.<a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>34<\/sup><\/a> Quanto difficile fosse la politica postelettorale tedesca si pu\u00f2 vedere confrontando i vari documenti emersi dai discorsi su una nuova coalizione. La bozza &#8220;Giamaica&#8221; del 15 novembre 2017 prometteva &#8220;un adeguato contributo tedesco al bilancio dell&#8217;UE&#8221;, escludendo esplicitamente &#8220;strumenti per i trasferimenti automatici o la mutualizzazione del debito&#8221;. Questo era tutto, poche righe su sessanta pagine densamente scritte. Due mesi dopo, CDU, CSU e SPD hanno cercato di trovare un equilibrio tra le concessioni all&#8217;UE e alla Francia. All&#8217;Unione europea hanno promesso, tra le altre cose, maggiori poteri al Parlamento europeo e maggiori contributi tedeschi al bilancio generale dell&#8217;UE. A vantaggio della Francia, hanno aggiunto &#8220;il rafforzamento e la riforma della zona euro affinch\u00e9 l&#8217;euro possa meglio resistere alle crisi globali&#8221;. A tal fine hanno previsto di sviluppare &#8220;il meccanismo europeo di stabilit\u00e0 attraverso un Fondo Monetario Europeo, sotto il controllo parlamentare e ancorato a livello di legge comunitaria&#8221;. (Le istituzioni separate, formali o informali, per la zona euro sono anatemi per la Commissione.) Hanno anche impegnato la Germania ad &#8220;andare avanti con la sola Francia&#8221; in aree in cui l&#8217;UE a 27 Stati membri non \u00e8 in grado di agire.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Solo un mese dopo, tuttavia, i venti avevano iniziato a cambiare.<a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>35<\/sup><\/a> L&#8217;accordo di coalizione, concluso il 7 febbraio e firmato il 12 marzo, dedic\u00f2 solo 4, sebbene le prime 4, di 179 (!) Pagine a &#8220;Un nuovo inizio per l\u2019Europa &#8220;, seguendo il protocollo ma con modifiche significative. Pi\u00f9 prudente rispetto al suo predecessore, prevedeva &#8220;specifiche disposizioni di bilancio per la stabilizzazione economica e la convergenza sociale, anche per sostenere le riforme strutturali nell&#8217;Eurozona, come possibile punto di partenza per un futuro bilancio di investimento dell&#8217;Eurozona.&#8221; Inoltre, a differenza del protocollo, l&#8217;accordo ha sottolineato l&#8217;importanza del patto di stabilit\u00e0 e crescita e ha chiesto che &#8220;assunzione di rischi e responsabilit\u00e0&#8221; non siano separati. Riguardo a un futuro Fondo monetario europeo, ha mantenuto il punto del protocollo, ma ha aggiunto come condizione che &#8220;i diritti dei parlamenti nazionali rimangano integrali&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 sobrio \u00e8 stato il lungo avvio ufficiale del Merkel IV. Euro-entusiasti e, senza dubbio, l\u2019Eliseo avevano reagito con entusiasmo al fatto che la SPD si era assicurata sia il ministero degli esteri sia il ministro delle finanze. Ma ci volle solo un giorno in ufficio per il nuovo peso massimo dell\u2019SPD, Olaf Scholz, per dichiarare in un&#8217;intervista a un quotidiano con riferimento all\u2019Europa che, &#8220;Un ministro delle finanze tedesco \u00e8 un ministro delle finanze tedesco&#8221;. <a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>36<\/sup><\/a> Scholz non perse nemmeno l&#8217;opportunit\u00e0 di impegnarsi pubblicamente sul lascito del suo predecessore di uno schwarze Null (uno &#8220;zero nero&#8221;), ovvero un bilancio in pareggio, per l&#8217;intera durata. Per assicurarsi che fosse correttamente capito, rinomin\u00f2 l&#8217;architetto della politica di bilancio equilibrata di Sch\u00e4uble, Werner Gatzer, come uno dei suoi quattro segretari di stato.<a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>37<\/sup><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quanto siano distanti le posizioni franco-tedesche \u00e8 ulteriormente indicato dalle sezioni della politica di bilancio del protocollo CDU \/ CSU \/ SPD e dall&#8217;accordo di coalizione, che riflettono la crescente influenza di Scholz dopo la scomparsa di Schulz. Qui \u00e8 prevista un&#8217;eccedenza di bilancio di 46 miliardi di euro per i quattro anni del mandato (2018-21), tutti assegnati a vari progetti di politica interna.<a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>38<\/sup><\/a> Non sono previste disposizioni per contributi pi\u00f9 elevati al bilancio UE post-Brexit,<a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>39<\/sup><\/a> figuriamoci per un Fondo monetario europeo o un bilancio separato per la zona euro. Se, come sembra, il budget dell&#8217;area dell&#8217;euro dovesse avere la funzione\u00a0 di eludere i limiti del debito nazionale, qualcosa di simile agli Eurobond, sar\u00e0 respinto dal Ministero delle Finanze, se non altro perch\u00e9 si pu\u00f2 ritenere che violi la costituzione tedesca. Poich\u00e9 i finanziamenti a livello europeo con imposte armonizzate tra i vari stati sono lontane da venire, tutta la Germania pu\u00f2 concedere qui un piccolo contributo fiscale, per lo pi\u00f9 simbolico, con, forse, una promessa di ulteriore finanziamento in futuro. Si pu\u00f2 dubitare che questo sar\u00e0 sufficiente per Macron. Inoltre, la resistenza tedesca sarebbe stata sostenuta e richiesta da una &#8220;Alleanza del Nord&#8221; organizzata dai Paesi Bassi e comprendente l&#8217;Irlanda, i tre paesi scandinavi, i tre Stati baltici e l&#8217;Austria, un gruppo che si \u00e8 incontrato all&#8217;inizio di marzo per esprimere la propria preoccupazione per un possibile riavvicinamento tra Germania e Francia.<a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/#notes\"><sup>40<\/sup><\/a> D&#8217;altro canto, se le modifiche al Trattato non dovessero passare, la Francia potrebbe esortare la Germania ad aderire comunque alle sue riforme, come espressione dell&#8217;amicizia franco-tedesca, invitando altri paesi a unirsi pi\u00f9 tardi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Allo stato attuale, qualsiasi spesa aggiuntiva per l&#8217;Europa richiesta alla Germania deve essere reperita nel bilancio generale e quindi ridurre la spesa interna. Trasferimenti segreti agli Stati membri dell&#8217;UE attraverso la BCE, la Banca europea di sviluppo o un Fondo monetario europeo sono a rischio di essere denunciati pubblicamente dai due partiti meno europeisti all\u2019opposizione, FDP e AfD. Lo stesso vale per i finanziamenti statali della BCE in caso di elusione di Maastricht, per i quali il governo tedesco dovr\u00e0 passare al vaglio della Corte Costituzionale pi\u00f9 spesso di quanto non sia successo in passato. Ovviamente si possono immaginare tutti gli altri tipi di manovre fiscali con cui fare assegnazioni all\u2019Europa, specialmente nel nome dell&#8217;amicizia franco-tedesca. Ma con la nuova composizione del Bundestag e del SPD che cerca disperatamente di ritrovare il favore degli elettori della classe operaia e della classe medio-bassa, le possibilit\u00e0 di manovra della Merkel sembrano estremamente ridotte.<\/p>\n<p>Note:<\/p>\n<p>14 Il reddito pro capite della Germania dell&#8217;Est \u00e8 stato per molti anni circa tre quarti della media tedesca, nonostante i trasferimenti finanziari annuali per circa il 4% del PIL tedesco. Le implicazioni della tenace persistenza delle disuguaglianze regionali persino in uno stato federale come la Germania per la politica e l&#8217;economia della zona euro sono raramente discusse. Guarda Wolfgang Streeck and Lea Els\u00e4sser, \u201cMonetary Disunion: The Domestic Politics of Euroland,\u201d Max Planck Institute for the Study of Societies, Cologne (2014), Discussion Paper 14\u201317.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>15 Johannes Becker and Clemens Fuest, \u201cDeutschlands Rolle in der EU: Planloser Hegemon. Ein Gastbeitrag,\u201d Frankfurter Allgemeine Zeitung, December 13, 2016.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>16 La Germania paga la maggior parte dei costi della politica agricola comune (PAC), di cui ha beneficiato principalmente la Francia, in cambio di mercati aperti per il suo settore manifatturiero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>17 Si potrebbe sospettare che ci\u00f2 sia stato in gran parte per impedire una maggioranza anti-euro nelle prossime elezioni italiane. Se lo fosse, ha fallito in modo spettacolare. Vedi sotto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>18 L&#8217;esponente pi\u00f9 importante di questa tradizione \u00e8 Sch\u00e4uble. Si pu\u00f2 dire che i &#8220;gollisti&#8221; tedeschi provengono per lo pi\u00f9 dal sud-ovest tedesco, l&#8217;area vicina al confine francese. Qui i ricordi dell&#8217;occupazione dopo il 1918 e il 1945 possono ancora persistere, dando origine a un desiderio di precludere una ripetizione una volta per tutte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>19 \u00c8 un argomento a s\u00e9 stante perch\u00e9 la Merkel non ha fatto di pi\u00f9 per prevenire Brexit. Forse per compiacere i paesi dell&#8217;Europa orientale, ha rifiutato le concessioni sulla migrazione intra-UE a David Cameron che pensava di poter vincere il referendum. In seguito lasci\u00f2 i negoziati sulla Brexit ad un alto funzionario francese, Michel Barnier, che apparentemente era desideroso di rendere l&#8217;uscita della Gran Bretagna dall&#8217;UE il pi\u00f9 dolorosa possibile. Si noti che una volta che la Brexit sar\u00e0 efficace, gli Stati membri dell&#8217;Europa settentrionale rappresenteranno solo il 30% della popolazione complessiva dell&#8217;UE, cinque in meno del necessario per un veto ai sensi del Trattato di Maastricht. La quota dei paesi mediterranei aumenter\u00e0 al 43%: vedi Hans-Werner Sinn, \u201cBrexit, Deutschland und die Zukunft der EU,\u201d Frankfurter Allgemeine Zeitung, February 23, 2018.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>20 Wolf Lepenies, Die Macht am Mittelmeer: franz\u00f6sische Tr\u00e4ume von einem anderen Europa (M\u00fcnchen: Carl Hanser Verlag, 2016).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>21 Tuttavia, ha impedito all&#8217;ultimo minuto la Comunit\u00e0 europea di difesa (CED) negoziata nel 1952 da Francia, Germania occidentale, Italia e paesi del Benelux. Due anni dopo, l&#8217;Assemblea nazionale francese non ha ratificato il trattato, per le preoccupazioni sulla sovranit\u00e0 nazionale francese. Di conseguenza, la Germania occidentale entr\u00f2 a far parte della NATO e l&#8217;EDC fu sostituita dalla Comunit\u00e0 economica europea (CEE), creata dal trattato di Roma nel 1957.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>22 Michel Foucault, The Birth of Biopolitics: Lectures at the Coll\u00e8ge de France, 1978\u201379 (London: Palgrave Macmillan, 2008).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>23 I tedeschi, che sono probabilmente pi\u00f9 austeri di chiunque altro quando si tratta di manifestazioni simboliche di potere, perdonano ai loro amici francesi eventi come le parate militari che celebrano le sconfitte tedesche nel 1918 e nel 1945 notando, con un sorriso, che non ci si puo\u2019 arrabbiare con loro perch\u00e9 sono una &#8220;grande nazione&#8221;. La barzelletta \u00e8 che i francesi stessi non sembrano mai usare quel termine. Ci\u00f2 che rimane nella memoria collettiva tedesca e viene citato solo con un po &#8216;di imbarazzo \u00e8 il discorso di de Gaulle sulla sua prima visita di stato nella Germania occidentale nel settembre 1962, quando in una manifestazione pubblica a Bonn ha esortato i presenti, in uno stile retorico caratteristico, a considerarsi &#8220;figli e figlie di eines gro\u00dfen-jawohl, eines gro\u00dfen Volkes&#8221; (di un grande, s\u00ec, un grande popolo).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>24 Bruno Amable, Structural Crisis and Institutional Change in Modern Capitalism: French Capitalism in Transition (Oxford: Oxford University Press, 2017).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>25 Le \u00e9lite politiche ed economiche italiane consideravano anche l&#8217;euro un vincolo esterno desiderabile che li avrebbe aiutati a disciplinare i loro cittadini indisciplinati, in particolare i sindacati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>26 Nel primo turno delle elezioni del 2017, Macron ha ricevuto non pi\u00f9 del 24% dei voti, seguito da Le Pen (21.3), Fillon (un centristo conservatore, 20.0) e M\u00e9lenchon (19.6).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>27 Non si sa bene se l&#8217;UE avrebbe potuto essere coinvolta per questo con il Regno Unito ancora membro. Si noti che Macron all&#8217;inizio del suo mandato indicava la sua volont\u00e0 di aumentare la spesa per la difesa complessiva della Francia al 2% del PIL. La soglia del 2% era stata concordata anni prima in un meeting del vertice della NATO nel 2014, come obiettivo per tutti i membri della NATO, dopo la pressione degli Stati Uniti. L&#8217;aumento \u00e8 stato e continua ad essere altamente impopolare in Germania. Nell&#8217;agosto 2017, l&#8217;allora ministro degli esteri e leader SPD, Sigmar Gabriel, dichiar\u00f2 che l&#8217;obiettivo del 2% era completamente pazzo, accusandolo Trump, sebbene in realt\u00e0 fosse stato adottato sotto Obama. Nell&#8217;accordo di coalizione &#8220;Merkel IV&#8221;, i partner si sono impegnati a &#8220;raggiungere l\u2019obiettivo degli accordi nella NATO&#8221;. Non vi \u00e8, tuttavia, alcuna dotazione di bilancio per questo oltre a un simbolico 2 miliardi di euro per i prossimi quattro anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>28 In effetti, per la stessa Merkel, l&#8217;intervento di Macron potrebbe essere una soluzione per salvare la faccia da una situazione autoinflitta. Al vertice UE del 22-23 marzo 2018, non ha pi\u00f9 insistito sulle quote di rifugiati per l&#8217;Europa orientale e ha invece accettato contributi finanziari per maggiori controlli alle frontiere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>29 Per una critica dettagliata della proposta francese nella forma &#8220;pro-europea&#8221; del prossimo accordo di coalizione &#8220;Merkel IV&#8221;, si veda la lettera del Comitato consultivo scientifico del Ministero degli Affari economici al Ministro della Difesa del 20 dicembre , 2017, e l&#8217;articolo di un membro del consiglio direttivo, Martin Hellwig, in Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung dell&#8217;11 marzo 2018, intitolato &#8220;Viel Vages zu Europa&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>30 La risposta di Scholz fu rapida ed identica a quella di Sch\u00e4uble nell&#8217;ultimo decennio: un&#8217;unione bancaria impiegherebbe molti anni per essere messa in piedi, e in ogni caso avrebbe dovuto attendere fino a quando i rischi che risiedevano nei sistemi bancari nazionali pi\u00f9 deboli fossero stati presi in considerazione. Politicamente, il problema era l&#8217;alto tasso di risparmio delle famiglie tedesche e la paura degli elettori tedeschi che i loro risparmi sarebbero stati utilizzati per coprire le passivit\u00e0 di istituzioni finanziarie scarsamente regolamentate in altri paesi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>31 L&#8217;attuale bilancio dell&#8217;UE nel suo insieme ammonta a poco pi\u00f9 dell&#8217;1 percento del PIL dei membri. I trattati stabiliscono un limite massimo dell&#8217;1,2 percento. Sembra che questo sia ci\u00f2 che la Commissione ha in mente per l&#8217;UE post-Brexit.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>32 Nell&#8217;indirizzo della Sorbona, la proposta si legge come segue: &#8220;Se vogliamo ridurre le nostre differenze e sviluppare i nostri beni comuni&#8230; , tra le quali la nostra moneta, [loro ]devono essere finanziati. E quindi abbiamo bisogno di maggiori investimenti, abbiamo bisogno dei mezzi per fornire stabilit\u00e0 di fronte agli shock economici, in quanto nessuno Stato pu\u00f2 affrontare da solo una crisi economica quando non controlla pi\u00f9 la sua politica monetaria. Quindi, per tutti questi motivi, s\u00ec, abbiamo bisogno di un bilancio pi\u00f9 forte all&#8217;interno dell&#8217;Europa, nel cuore dell&#8217;Eurozona&#8230; Le tasse europee nel campo digitale o ambientale potrebbero quindi costituire un&#8217;autentica risorsa europea per finanziare la spesa comune. E oltre a questo, dobbiamo discutere in parte assegnando almeno una tassa a questo bilancio, come la tassa sulle societ\u00e0 una volta che \u00e8 stata armonizzata. &#8220;Ovviamente in previsione dell&#8217;opposizione tedesca, Macron ha continuato:&#8221; La solidariet\u00e0 richiesta per un budget deve essere combinata con un aumento responsabilit\u00e0, che inizia osservando le regole che ci siamo dati e attuando le riforme essenziali. Un bilancio deve essere posto sotto la forte guida politica di un ministro comune ed essere soggetto a un rigoroso controllo parlamentare a livello europeo &#8220;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>33 Anche se sarebbe probabilmente pi\u00f9 grande di quello che la Commissione sotto Juncker \u00e8 disposta a mettere da parte per l&#8217;UEM, che sembra essere solo 300 milioni di euro all&#8217;anno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>34 Poco prima del vertice UE previsto per il 22 marzo 2018, \u00e8 stato reso noto che l&#8217;annunciata presentazione di una proposta di riforma congiunta dell&#8217;UE da parte di Macron e Merkel \u00e8 stata annullata. Il motivo addotto era che il personale dei ministeri tedeschi competenti non aveva avuto abbastanza tempo per i preparativi finch\u00e9 i negoziati di coalizione erano ancora in corso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>35 Forse anche perch\u00e9 la formulazione del protocollo deve aver allarmato gli stati membri dell&#8217;Europa settentrionale che in passato si erano schierati con la Germania contro i tentativi del Mediterraneo di trasformare l&#8217;UEM in una &#8220;unione di trasferimento&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>36 Cerstin Gammelin e Nico Fried, &#8220;Olaf Scholz nell&#8217;Intervista: &#8216;Politik ist keine Vorabendserie,'&#8221; S\u00fcddeutsche Zeitung, 16 marzo 2018. Scholz ha aggiunto che &#8220;Non possiamo e non vogliamo pagare per tutti&#8221;. Questo attegiamento non \u00e8 cambiato negli addetti ai lavori. Il 3 marzo, il Frankfurter Allgemeine rifer\u00ec che Pierre Moscovici, ex ministro delle finanze francese e ora membro della Commissione europea responsabile degli affari economici e valutari, aveva fatto notare che Scholz sarebbe stato esattamente come Sch\u00e4uble.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>37 Gatzer, che aveva lasciato le elezioni per il consiglio direttivo della Deutsche Bahn, sar\u00e0 responsabile del bilancio, come era sotto Sch\u00e4uble. Un segretario di stato \u00e8 un funzionario di grado pi\u00f9 elevato, che riferisce direttamente al ministro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>38 Sono previsti ulteriori 8 miliardi di euro, nascosti nel testo, per aiutare i L\u00e4nder e le comunit\u00e0 locali per gli immigrati del 2015-16.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>39 Sebbene Scholz e Schulz abbiano ripetutamente affermato che la Germania avrebbe pagato generosamente. Il deficit di entrate dopo la Brexit ammonter\u00e0 a circa dieci miliardi di euro netti all&#8217;anno, nel 2020. Contributi politicamente pi\u00f9 alti in Germania possono essere presentati come pagamento di migliori controlli sull&#8217;immigrazione alle frontiere esterne dell&#8217;UE, segnalando agli elettori che l&#8217;apertura dei confini del 2015 non puo\u2019 essere ripetuta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>40 Hanno inoltre insistito affinch\u00e9 i contributi dell&#8217;UE venissero tagliati piuttosto che aumentati dopo la Brexit.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Link all&#8217;articolo originale:\u00a0<a href=\"https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/?fbclid=IwAR2CgMzMynQpcSBY7G0gRwwJcpRvohMeJjP7lrO3vdP3Ple_Nc6VgrVqkRc\">https:\/\/americanaffairsjournal.org\/2018\/05\/europe-under-merkel-iv-balance-of-impotence\/?fbclid=IwAR2CgMzMynQpcSBY7G0gRwwJcpRvohMeJjP7lrO3vdP3Ple_Nc6VgrVqkRc<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0WOLFGANG STREECK Traduzione a cura di Massimiliano Sist (FSI Latina) &nbsp; Passivit\u00e0 in scadenza &nbsp; Tra i lasciti del Merkel III c&#8217;\u00e8 una frammentazione senza precedenti del sistema dei partiti politici tedeschi, con l&#8217;AfD che ottiene una presenza consistente nel Bundestag, e l\u2019FDP appena un po\u2019 minore. Entrambi sono arrivati \u200b\u200bsulla scia dell&#8217;apertura dei confini della Merkel nel 2015. 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