{"id":47222,"date":"2018-12-19T09:30:39","date_gmt":"2018-12-19T08:30:39","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47222"},"modified":"2018-12-19T12:12:24","modified_gmt":"2018-12-19T11:12:24","slug":"la-questione-sino-americana-o-della-lunga-transizione-multipolare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47222","title":{"rendered":"La questione sino-americana, o della lunga transizione multipolare"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>PIERLUIGI FAGAN<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019articolo dialoga con il libro di G. Allison \u201cDestinati alla guerra\u201d (Fazi editore 2018), un testo ben costruito in termini di intelligenza storico-strategica e con l\u2019ultimo numero della rivista Limes \u201cNon tutte le Cine sono di Xi\u201d (<span class=\"skimlinks-unlinked\">Dic.re<\/span>\u00a02018).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/12\/destinati-alla-guerra-691x1024.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5998 alignleft\" src=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/12\/destinati-alla-guerra-691x1024.jpg?w=202&amp;h=300\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"300\" data-large-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/12\/destinati-alla-guerra-691x1024.jpg?w=640\" data-medium-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/12\/destinati-alla-guerra-691x1024.jpg?w=202&amp;h=300\" data-image-description=\"\" data-image-title=\"destinati-alla-guerra-691\u00d71024\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-comments-opened=\"1\" data-orig-size=\"691,1024\" data-orig-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/12\/destinati-alla-guerra-691x1024.jpg\" data-permalink=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/12\/15\/la-questione-sino-americana-o-della-lunga-transizione-multipolare\/destinati-alla-guerra-691x1024\/\" data-attachment-id=\"5998\" \/><\/a>Mettendo su una retta le traiettorie di potenza della Cina e degli Stati Uniti d\u2019America, come possiamo aspettarci continuer\u00e0 la storia? Abbiamo tre possibili esiti principali. Il primo \u00e8 che in onore alla regola data dalla \u201ctrappola di Tucidide\u201d, le traiettorie portino al conflitto aperto, la terza guerra mondiale. Il secondo \u00e8 che uno dei due contendenti imploda come implose l\u2019URSS terminando il bipolarismo della guerra fredda e lasciando campo libero all\u2019altro contendente. Il terzo \u00e8 che la retta continui il processo per il quale la Cina si affiancher\u00e0 a gli USA come potenza principale del mondo per poi diventare un polo di tale magnitudo da condizionare l\u2019intero mondo dove \u201ccondizionare\u201d non \u00e8 \u201cdominare\u201d. Diamoci un quadro di contesto ed analizziamo meglio \u00a0le tre possibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LA NUOVA ERA COMPLESSA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si stima che all\u2019anno convenzionale zero, nel mondo ci fossero 250 milioni di persone. Diventiamo 1.250 negli ultimi decenni del XIX secolo, quasi due millenni per quadruplicarci. Poi, dal 1880 al 1950 raddoppiamo diventando 2.500 milioni. Poi ci triplichiamo nei successivi settanta anni arrivando a gli attuali 7.500 milioni. In questa seconda ondata di crescita, ci siamo quadruplicati non pi\u00f9 in quasi due millenni, ma in soli centoventi anni. Negli ultimi settanta anni, si sono anche quadruplicati gli stati, passati in breve tempo da 50 a 200. Negli ultimi quaranta anni, tutti gli stati hanno preso a convergere verso un modello sociale simile basato sullo sviluppo di una economia potenziata da tecno-scienza e capitali e lievitata da scambi internazionali. L\u2019aumento cos\u00ec importante ed in tempi davvero brevi delle variet\u00e0 ed interrelazioni di un sistema, il sistema-mondo, configura una vera e propria inflazione di complessit\u00e0, tanto da spingerci a definire la nostra era come nuova ed appunto, complessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019inizio di questo tratto di storia, dal 1880 circa, assistiamo anche al formarsi del primo impero-mondo, quello britannico a cui subentrer\u00e0 prima come leader del sistema occidentale, poi dopo le due guerre non a caso dette \u201cmondiali\u201d come leader mondiale, gli Stati Uniti d\u2019America. La storia del\u2019avvicendarsi delle leadership del sistema economico occidentale che si riverbera poi in potenza geopolitica cos\u00ec nitidamente descritte da G. Arrighi<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/?fbclid=IwAR1-O-9gfj9E9xpwWWW-f4OE1vRnBcjAf7Ia5bCwGd4K-gXbI9EkZCE51rs#_edn1\" name=\"_ednref1\">[1]<\/a>\u00a0sulla scorta della prima sistemazione fatta da F. Braudel, da Genova-Venezia alle Province Unite, da queste alla Gran Bretagna e da questa a gli USA, vede sempre sfidanti tendenzialmente pi\u00f9 grandi, demograficamente parlando, dei detentori di leadership. Il grande subentra al piccolo sembra dire la regola basata su sempre pi\u00f9 ampie platee di produttori-consumatori che lievitano la ricchezza da trasformare in parte in potenza militare. \u00a0Siamo sempre a regole, non leggi, ovviamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel dopoguerra, gli USA si assestano come stella principale in un sistema binario con la stella di minor massa sovietica e come nei sistemi binari, esercitano una forza dissipativa costante fino a far implodere il sistema minore. Risolto il condominio geopolitico, si dedicano subito ad ampliare il sistema economico e finanziario mondiale di cui sono perno, globalizzando il sistema. Nel 1989-\u201991 collassa l\u2019URSS, nel 1994 si inaugura il WTO. Mossi dall\u2019intenzione di dar condizioni espansive alla loro economia ed alla loro finanza (questo \u201cloro\u201d in molte analisi che usano come unit\u00e0 metodologica l\u2019astratta entit\u00e0 del \u201ccapitalismo\u201d, \u00e8 poco notato, ma tutto ci\u00f2 che chiamiamo globalizzazione \u00e8 precisamente definito in una decalogo che si chiama \u201cWashington Consensus\u201d e del resto le sue necessarie formulazioni giuridiche applicate ed imposte all\u2019IMF e WB, nonch\u00e9 WTO sono state promosse e contrattate tra stati, non tra \u201ccapitalisti\u201d), gli americani permettono ad una entit\u00e0 fuori radar dotata storicamente della massima demografia planetaria, la Cina, di convertirsi al modo economico di cui tengono saldamente le redini. Nel 2001, la Cina entra nel WTO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma applicando condizioni simili a sistemi di massa diversa, prima o poi s\u2019impone il sistema pi\u00f9 massivo. Capita cos\u00ec che la Cina rispetto al 1980 oggi non sia pi\u00f9 il 7% dell\u2019economia USA ma approssimativamente il 66%, due terzi e l\u2019ha gi\u00e0 superata se il Pil si conta a parit\u00e0 di potere d\u2019acquisto (PPA). La Cina cresce oggi sopra il 6%, gli USA a stento intorno la 2%. La Cina \u00e8 iscritta naturalmente in un sistema asiatico che colletta il 60% della popolazione mondiale ed \u00e8 sua volta in crescita, gli USA in un sistema occidentale che pesa sempre meno. Le importazioni cinesi sono due terzi di quelle americane ma il 50% in pi\u00f9 sono le esportazioni essendo ormai la Cina il principale partner commerciale per ben 130 paesi. Le riserve cinesi che quaranta anni fa erano il 16% di quelle americane oggi sono il 3.140%. La Cina \u00e8 leader in moltissime produzione sopratutto industriali, \u00e8 il pi\u00f9 grande consumatore del mondo, \u00e8 il motore principale dell\u2019economia mondo ed \u00e8 leader quantitativo nel sistema delle conoscenze STEM (scienza, tecnologia, ingegneria, matematica), nonch\u00e9 nel numero di domande di brevetto. La forza militare \u00e8 ancora profondamente asimmetrica in favore USA ma si sta lentamente riequilibrando, il dollaro \u00e8 ancora saldamente al centro del sistema mondiale ma dalla composizione del basket valutario IMF ai nuovi future sul petrolio, alla percentuale di presenza nelle riserve per chi fa affari con i cinesi, lo yuan crescer\u00e0 di peso in modo naturale. Il soft power cinese \u00e8 molto limitato ma quello americano \u00e8 in declino verticale anche per aperto auto-sabotaggio da parte della nuova amministrazione. Quello cinese poi, quando si presenta sotto forma di prestiti a tasso contenuto e tempi dilazionati o investimenti esteri, sar\u00e0 meno glamour di Hollywood ma forse \u00e8 anche pi\u00f9 convincente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In forme lineari, la traiettoria cinese, promette di superare quella americana nei punti in cui ancora non l\u2019ha fatto, in alcuni casi a breve (2020), altri a medio (2030), definitivamente e per tutti gli item fondamentali al 2050 se non prima. \u00a0La crescita di potenza complessiva cinese, sfida la leadership americana, non c\u2019\u00e8 alcun dubbio a riguardo. Altres\u00ec, \u00e8 la prima volta che l\u2019ambiente di contesa \u00e8 davvero \u201cmondiale\u201d ed \u00e8 la prima volta che il mondo \u00e8 cos\u00ec denso (7,5 mld di individui per 200 stati tutti votati all\u2019economia di mercato) ed \u00e8 la prima volta che i soggetti coinvolti -non solo i due principali-\u00a0 sono tanti e rappresentano altrettanti potenziali poli. Per la prima volta quindi abbiamo un vero \u201csistema-mondo\u201d, nel quale si affacciano diversi attori che ruotano in danza multipolare intorno alla danza binaria sino-americana che pu\u00f2 collassare in guerra o dissipare l\u2019uno in favore dell\u2019altro o rimanere il nuovo centro gravitazionale del sistema-mondo per i prossimi decenni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LA TRAPPOLA DI TUCIDIDE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Formalizzata da uno studioso americano, Graham Allison<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/?fbclid=IwAR1-O-9gfj9E9xpwWWW-f4OE1vRnBcjAf7Ia5bCwGd4K-gXbI9EkZCE51rs#_edn2\" name=\"_ednref2\">[2]<\/a>, il concetto \u00e8 tratto da una considerazione di Tucidide fatta nel racconto della Guerra del Peloponneso, per la quale la traiettoria dell\u2019ambizione di Atene, incrociando i timori di perdita di condizioni di possibilit\u00e0 per il sistema di Sparta, port\u00f2 alla guerra catastrofica. Furono i due \u201csistemi\u201d e non solo i due perni ad esser coinvolti nello scontro. Sebbene pacificati con gli spartani in un trattato, gli ateniesi non poterono fare a meno di venir coinvolti in attriti con due alleati di Sparta (Corinto e Megara) e questa non pot\u00e9 fare a meno di sentirsi minacciata nel suo sistema che si basava sul controllo delle vaste piane del Peloponneso ovvero il sistema degli iloti tributari a Sparta. Allison ne trae uno schema di dominante vs sfidante che ritrova ripetuto in sedici casi di cui dodici con conflitto e quattro no. La guerra come esito finale dell\u2019incrocio tra le due traiettorie non \u00e8 quindi legge ma regola variabile a condizioni. Sul piano delle metodologie e dell\u2019epistemologia specifica dell\u2019argomento, ci sarebbero da fare lunghi discorsi sulla costruzione del modello di Allison ma non siamo qui per questo, siamo qui solo per scrivere un articolo a grana grossa sul problema posto dal titolo.\u00a0 Tale problema dice che, al di l\u00e0 della consistenza del modello \u201ctrappola di Tucidide\u201d, se un secondo in ascesa e con ampie possibilit\u00e0 nel suo futuro, tende ad incrociare la traiettoria del dominio di un primo, questo avvertir\u00e0 come oggettiva o potenziale la restrizione delle sue comode condizioni di possibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei quattro casi di contesa non sfociata in guerra, tre non sembrano dirci poi molto secondo l\u2019invito dello stesso Allison a sviluppare un nuovo metodo di Storia applicata. Poche le analogie, molte le differenze. Quello che invece riguarda la guerra fredda tra URSS ed USA qualcosa ci dice sebbene in quel caso la sfida fosse geopolitica-ideologica mentre l\u2019attuale \u00e8 geopolitica-geoeconomica ed i quadri di contesto siano radicalmente difformi. In quel quadro, comparve gi\u00e0 all\u2019inizio (anni \u201950) la famosa Mutual Assured Distruction, quella posizione che annulla i principi del vantaggio e della prevalenza militare in base ad armamenti atomici che rendono la risposta, altrettanto devastante del primo attacco. Le teorizzazioni sul \u201cfirst strike\u201d, un primo attacco talmente devastante da inibire ogni facolt\u00e0 di risposta dell\u2019avversario, rimangono meramente teoriche in quanto chi pu\u00f2 mai sapere effettivamente dove il nemico tenga tutte le sue carte da gioco? Errori di calcolo in questi giochi si prestano a risultati rovinosi al punto da rendere inutile lo stesso calcolo del rischio. Nel caso di Cina ed USA si potrebbe teorizzare un conflitto tradizionale e limitato sulle cui forme di dilettano gli analisti, ad esempio come molti hanno ipotizzato, nel Mar Cinese Meridionale o Orientale, innescato via Giappone, Taiwan o Coree, ma USA ed URSS hanno sempre evitato con attenzione il confronto militare diretto pur limitato poich\u00e9 esso si sa come inizia ma si sa anche come finirebbe, la scalata a gli armamenti \u00e8 logica inesorabile in questi casi. Strategicamente, data la straordinaria lunghezza della catena logistica americana, un conflitto \u201ctradizionale\u201d voluto nei mari cinesi non avrebbe semplicemente senso. Solo un \u201cconfitto per caso\u201d acceso per imperizia e fondamentalmente non voluto davvero da nessuno dei due contendenti potrebbe esser terminato presto con un sostanziale pareggio, almeno in teoria. In pratica, stante lo stato dei rapporti, darebbe via a sequenze interminabili di accuse e controaccuse e deterioramento dei rapporti foriero magari di una seconda scintilla<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/?fbclid=IwAR1-O-9gfj9E9xpwWWW-f4OE1vRnBcjAf7Ia5bCwGd4K-gXbI9EkZCE51rs#_edn3\" name=\"_ednref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il caso \u201cconflitto atomico\u201d vedrebbe la Cina duramente colpita vista l\u2019altissima densit\u00e0 abitativa che ha, e perdurantemente devastata visto il fall-out. Gli USA forse avrebbero meno danni ma difficile immaginare una dirigenza politica che nel XXI secolo sopravvive a tale onta. Al di l\u00e0 della meccanica esibita e di quella sotterranea, al di l\u00e0 delle capacit\u00e0 narrative di gestire il fatto, stante che i cinesi staranno ben attenti a dare sempre feed-back negativi alle provocazioni americane, uno scontro atomico USA-Cina sarebbe responsabilit\u00e0 oggettiva degli americani poich\u00e9 sono loro presenti nei mari cinesi ovvero dove non dovrebbero stare e sarebbe impossibile da gestire in termini di soft power anche non tenendo quest\u2019ultimo pi\u00f9 in gran conto. Per non dire degli effetti economici catastrofici negli USA e nel mondo che a quel punto supererebbe la sua inerzia rifondandosi in forme multipolari istituzionalizzate (fine dell\u2019UN, IMF, WB per come li conosciamo) e segnando cos\u00ec la fine del dominio americano, comunque. Come detto, quel conflitto i cinesi non lo vogliono e cercheranno di evitarlo in tutti i modi, incluse risposte asimmetriche alle eventuali provocazioni apertamente belliciste americane. I dodici esempi di potenziale conflitto poi trasceso che cita Allison vedevano sempre tutte le parti in causa pronte all\u2019evenienza. La guerra si fa almeno in due e nelle intenzioni cinesi, non ci sembra questo il caso, anche ricordando l\u2019impostazione millenaria della sua cultura strategica che \u00e8 lenta ed avvolgente, piuttosto che rapida e percussiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IMPLOSIONE CINESE e WISHFUL THINKING.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analisti americani, da molto tempo, scrutano le contraddizioni interne ed esterne alla Cina per vedere se possibile la sua frantumazione nella pi\u00f9 classica applicazione del divide et impera del codice imperiale. Le due faglie che di solito attraversano gli stati, soprattutto quelli grandi, cio\u00e8 etnie e religioni, non sembrano disponibili da chi mai pensasse di usarle per disordinare la Repubblica popolare. La religione non \u00e8 mai stata oggetto di contesa sociale in Cina, il sincretismo \u00e8 la sua vocazione secolare, i cinesi annettono e mischiano tutto, un po\u2019 come fanno in cucina. Quanto alle etnie, l\u2019etnia \u201chan\u201d, conta pi\u00f9 del 90% della popolazione, le altre sono frantumate in pi\u00f9 di 50 ceppi quindi ognuna di esse \u00e8 composta da troppo pochi individui. Alcuni di questi, i Tibetani o gli Uiguri, sono in effetti parzialmente ribelli ma da tempo, risultano annegati in processi di sinizzazione che hanno trasferito ingenti quote di popolazione han nei due stati periferici. In pi\u00f9, c\u2019\u00e8 la \u201crepressione alla cinese\u201d che lascia ben poco spazio all\u2019eventuale ribellione. L\u2019etnia han, invero, \u00e8 ben meno omogenea di quanto qui da noi denoti il termine \u201cetnia\u201d, ma non sembrano esserci comunque gli estremi per una sua manipolazione divisiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/12\/cover_1118-370x522.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5999 alignleft\" src=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/12\/cover_1118-370x522.jpg?w=213&amp;h=300\" alt=\"\" width=\"213\" height=\"300\" data-large-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/12\/cover_1118-370x522.jpg?w=370\" data-medium-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/12\/cover_1118-370x522.jpg?w=213&amp;h=300\" data-image-description=\"\" data-image-title=\"cover_1118-370\u00d7522\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-comments-opened=\"1\" data-orig-size=\"370,522\" data-orig-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/12\/cover_1118-370x522.jpg\" data-permalink=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/12\/15\/la-questione-sino-americana-o-della-lunga-transizione-multipolare\/cover_1118-370x522\/\" data-attachment-id=\"5999\" \/><\/a>Rimane la ribellione sociale. L\u2019ultimo numero di Limes \u201cNon tutte le Cine sono di Xi\u201d, affronta da pi\u00f9 punti di vista, i nodi potenzialmente critici della condizione cinese. C\u2019\u00e8 la faglia citt\u00e0-campagna, l\u2019eventuale scontento della nuovo borghesia costiera arricchitasi col commercio ed ora in possibile sofferenza per una eventuale contrazione economica oltretutto forzata dalla politica dei dazi di Trump, il malumore di quella che ha perso soldi nei saliscendi di Borsa. C\u2019\u00e8 il paventanto-auspicato scoppio della bolla immobiliare e di quella del debito privato, nonch\u00e9 un sistema bancario opaco che si troverebbe messo peggio del dichiarato. Gli epurati ed i perdenti della recente riforma dell\u2019Esercito Popolare potrebbero meditar vendetta. Gli imprenditori privati preoccupati dalla svolta statalista di Xi e gli epurati dal partito nella recente ri-sistemazione delle cariche e dei processi anti-corruzione, masticano amaro. Limes sembra molto ligio a dare elenco di tutti i mantra tipici dei report classici (classici perch\u00e9 sono tutte cose su cui i think tank americani scrivono da tempo) di Washington. Analisi acute e taglienti o wishful thinking?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da una parte indubbiamente, il rallentamento dell\u2019economia planetaria che non sembra occasionale a cui si aggiunge il rinnovato contrasto attivo degli Stati Uniti by Trump, rappresentano un problema. Il problema principale \u00e8 che la Cina \u00e8 da pochi decenni in \u201ccrescita\u201d, questo ha spianato tutte le contraddizioni sociali e soprattutto, ha permesso la diminuzione del divario di ricchezza e possibilit\u00e0 tra la Cina ancora povera e quella affluente. La crescita, continua a spianare anche altre contraddizioni come i costi di welfare e di invecchiamento della popolazione e soprattutto prelude allo scatto necessario ovvero il superamento della soglia critica oltre la quale s\u2019innescano i processi di autocombustione interna per i quali la Cina possa sostenersi per consumi interni e non pi\u00f9 solo per le performance nell\u2019export. Il cosiddetto e fin troppo recentemente sottolineato rallentamento dell\u2019economia cinese non pare essersi effettivamente ancora prodotto o meglio, pare ancora contenuto e per altro naturale visto che non \u00e8 pi\u00f9 una economia da 2.000 mld di Pil (2005) ma da 12.000 mld, e certo a \u00a0quel livello non si cresce pi\u00f9 del 10% annuo. Nei prossimi anni per\u00f2, gli effetti del contrasto americano che della stagnazione mondiale potrebbero pesare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019altra, commentammo gi\u00e0 al tempo dell\u2019ultimo congresso del PCC che ha incoronato leader eterno e plenipotenziario Xi Jinping<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/?fbclid=IwAR1-O-9gfj9E9xpwWWW-f4OE1vRnBcjAf7Ia5bCwGd4K-gXbI9EkZCE51rs#_edn4\" name=\"_ednref4\">[4]<\/a>, che l\u2019intera manovra connessa a questa svolta, sembrava preludere ad una lucida lettura dei futuri mutamenti (analisi dei mutamenti su cui si basa la pi\u00f9 antica scrittura classica cinese, l\u2019Yi JIng e che \u00e8 un vero e proprio standard di quella millenaria cultura) con visione giustamente preoccupata. Era in vista di queste turbolenze annunciate che il sistema si irrigidiva al vertice dandogli non solo tutti i poteri ma sopratutto il tempo (la leadership a vita per un uomo che ha 65 anni), la materia prima necessaria ad ogni complessa transizione. La Cina, oggettivamente, \u00e8 cresciuta ovvero cambiata, radicalmente ed in maniera mostruosa, in troppo poco tempo. E\u2019 quindi ovvio che sia per gestire le gi\u00e0 accumulate contraddizioni di un processo cos\u00ec massivo ed impetuoso, sia in vista delle ulteriori che si son previste possibili in base allo scenario predetto, la struttura ordinante del partito e la sua forte connessione ad un vertice longevo e plenipotenziario, siano state le due mosse fatte per attraversare i marosi dei tempi a venire<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/?fbclid=IwAR1-O-9gfj9E9xpwWWW-f4OE1vRnBcjAf7Ia5bCwGd4K-gXbI9EkZCE51rs#_edn5\" name=\"_ednref5\">[5]<\/a>. Questo ovviamente non dice se la risposta sar\u00e0 adeguata alle problematiche, dice solo che la leadership cinese sembra realisticamente ben consapevole dello stato delle cose e sembra avere una strategia per affrontarlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di base, si consideri che la storia della Cina, dalla fondazione del primo impero formale (Qin, -221 a.C.) ad oggi, \u00e8 stata maggiormente unita e centralizzata che il contrario. A parte i fasti alterni delle dinastie Han, Sui, Tang, dal XIII secolo ad oggi (Yuan, Ming, Qing, Repubblica e Repubblica popolare) la Cina \u00e8 una ed indivisa. La consapevolezza del fatto che divisi ci si offre all\u2019altrui dominio, vedi periodo del banchetto coloniale euro-giapponese, \u00a0\u00e8 ben chiara a tutti i cinesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto ai dissapori esterni, inutile cercar conforto in un presunto destino conflittuale indo-cinese o sino-russo. Il primo \u00e8 del tutto improbabile per varie ragioni su cui qui transitiamo dopo aver segnalato che a registro storico degli ultimi millenni\u00a0 risulta solo un conflitto confinario nel 1962 durato poco pi\u00f9 di un mesetto per un bilancio di 2000 morti pi\u00f9 una recente scazzottata subito sedata<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/?fbclid=IwAR1-O-9gfj9E9xpwWWW-f4OE1vRnBcjAf7Ia5bCwGd4K-gXbI9EkZCE51rs#_edn6\" name=\"_ednref6\">[6]<\/a>. Il secondo si basa sulla corretta considerazione che comunque, essendo Cina e Russia lungamente confinarie, non sono alleati naturali. Di contro, la strategia kissingeriana originariamente attribuita a Trump ovvero un tentativo di staccare la Russia dalla Cina cos\u00ec come Obama-Clinton l\u2019avevano obbligata a porsi di malavoglia, \u00e8 stata avversata da varie fazioni dello \u201cstato profondo\u201d al punto da impedirne ancora oggi il perseguimento. Alla fine la Russia sembra essersene fatta una ragione, semmai vi avesse posto speranze il che non \u00e8 affatto detto,\u00a0 ed ormai sono molti e consolidati i segnali che la pongono in Asia, in un consesso multipolare assieme ad India, Giappone e Cina stessa. Forse non sono veri e propri alleati di ferro ma non ci sembra neanche abbiano seri motivi di contesa, semmai pi\u00f9 di ragionata intesa e convergenza nel bilanciare gli USA. In pi\u00f9, hanno entrambi interesse a farsi capofila di una schieramento che reclama la ripartizione multipolare dei poteri mondiali, pretesa che ha del naturale data l\u2019alta complessit\u00e0 raggiunte dal sistema-mondo. Altres\u00ec, i paesi ASEAN sembrano oscillare tra affari coi cinesi (e russi<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/?fbclid=IwAR1-O-9gfj9E9xpwWWW-f4OE1vRnBcjAf7Ia5bCwGd4K-gXbI9EkZCE51rs#_edn7\" name=\"_ednref7\">[7]<\/a>) e allineamenti militari con gli americani (il che fa bilanciamento e non rappresenta una minaccia) e cos\u00ec i giapponesi e financo gli australiani.\u00a0 Fare affari, significa condividere profondi interessi vitali ed il successo del sistema asiatico nel suo complesso \u00e8 forse oggi, l\u2019obiettivo pi\u00f9 condiviso e stabilizzante di questa gran parte del pianeta anche perch\u00e9 ogni leader di ogni stato del sistema ne dipende. Si teme la magnitudo della crescita cinese ma per altri versi vi si dipende e poich\u00e9 la Cina non ha tradizione di invasione dell\u2019altrui territorio avendo gi\u00e0 i suoi problemi a tenere unita la sua imponente consistenza, forse c\u2019\u00e8 modo di equilibrarsi e far sistema. Applicare gli schemi storici di tradizione europea all\u2019Asia \u00e8 una di quelle fase analogie che permettono di scrivere molto ma di mondi immaginari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">FAR PACE COL DESTINO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allison, ad un certo punto dell\u2019Introduzione del suo libro in cui presenta il problema e gli attori in campo e ripetendo il concetto nelle Conclusioni, dice: \u201c<em>Il ritorno ad un ruolo di preminenza di una civilt\u00e0 con 5.000 anni di storia e con 1,4 miliardi di persone non \u00e8 un problema da risolvere. E\u2019 una condizione: una condizione cronica che dovr\u00e0 essere gestita nell\u2019arco di una generazione<\/em>\u201d. Questo inquadramento a grana rossa ed essenzialmente realista ci sembra il miglior commento al problema dato. Realisticamente, n\u00e9 ci sembrano pi\u00f9 attuali e sensati i vaneggiamenti su un nuovo secolo americano, n\u00e9 ci sembra evitabile la configurazione multipolare e multistrato (con potenze di prima, seconda e terza fascia allacciate in geometrie assai complesse) dell\u2019ordine geopolitico mondiale, n\u00e9 ci sembra probabile la terza guerra mondiale a corso atomico auto-distruttivo, n\u00e9 la sognata \u00a0disintegrazione cinese, cos\u00ec come altrettanto probabilmente non c\u2019\u00e8 alcun crollo immediato della potenza americana. Forse la nostra foga di commento alimentata dai social, dal gran numero di media del discorso pubblico e dalla non abitudine a seguire la storia scambiandola per cronaca, affronta una faccenda complessa e lunga con troppo impeto e desiderio di colpi di scena da serie tv di cui molti si affannano a rivelare un finale cinematografico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre al contesto economico mondiale che volge alla parziale contrazione e lunga stagnazione ed al gran fermento geopolitico mondiale in cui si affacciano ogni giorno nuovi attori, l\u2019unico dato recente ed interessante di novit\u00e0, ci sembra la messa in pratica sul serio di quel Pivot to Asia annunciato da Clinton-Obama ma mai davvero praticato da loro bens\u00ec da Trump anche se rinominato in versione \u201cIndo-Pacific\u201d. Schivata la ratifica del gi\u00e0 avviato TPP che ha dato il via al balletto delle ricontrattazioni delle partite bilaterali con tutti i partner, Trump ha riesumato l\u2019alleanza militare QUAD con India, Giappone ed Australia<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/?fbclid=IwAR1-O-9gfj9E9xpwWWW-f4OE1vRnBcjAf7Ia5bCwGd4K-gXbI9EkZCE51rs#_edn8\" name=\"_ednref8\">[8]<\/a>. Si \u00e8 dato un gran da fare nell\u2019area coreana<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/?fbclid=IwAR1-O-9gfj9E9xpwWWW-f4OE1vRnBcjAf7Ia5bCwGd4K-gXbI9EkZCE51rs#_edn9\" name=\"_ednref9\">[9]<\/a>, ma soprattutto ha iniziato l\u2019opera di sistematica interdizione delle aspirazioni cinesi. Dai dazi ed il continuo bombardamento delle prassi del commercio estero fino all\u2019altro ieri nella fase globale, all\u2019innalzamento di divieti di pascolo per le aziende cinesi nel mercato americano. Da il richiamo delle aziende americane a rimpatriare impianti e bilanci al\u00a0 contrasto alla Belt and Road Initiative al cui capitolo contribuiscono sia le sanzioni all\u2019Iran, sia in termini pi\u00f9 ampiamente geopolitici i nuovi assetti sud americani ed il nuovo NAFTA che dichiaratamente espelle Pechino se non altro dal Nord America, sia la dissuasione verso gli amici europei a lanciarsi in corresponsione di amorosi sensi con gli occhi a mandorla. Dal continuo sfoggio di attenzione navale nei mari cinesi alla recente presa di posizione bipartisan del Congresso per una rinnovata spinta a gli investimenti e sviluppo del militare<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/?fbclid=IwAR1-O-9gfj9E9xpwWWW-f4OE1vRnBcjAf7Ia5bCwGd4K-gXbI9EkZCE51rs#_edn10\" name=\"_ednref10\">[10]<\/a>, sino al riarmo giapponese e l\u2019arresto di miss Huawei, pi\u00f9 contorno di molti atti minori ma non meno significativi, la strategia Trump appare concreta e multi-dimensionale.\u00a0 Del resto, che la politica estera del presidente americano avesse in obiettivo primo il contrasto alla Cina era gi\u00e0 annunciato in campagna elettorale ma ai tempi, molti erano distratti e non vi hanno prestato molta attenzione salvo oggi domandarsi \u201cchiss\u00e0 cosa bolle in pentola?\u201d. Molte di queste operazioni come il rilancio continuo della spesa militare sul modello \u201cguerra fredda\u201d, dazi, difesa della propriet\u00e0 intellettuale e rimpatrio della competenze e delle capacit\u00e0 industriali sono simmetriche, tanto pi\u00f9 danno fanno alla Cina tanto pi\u00f9 tendono a rinforzare la potenza americana, e non solo vs Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, tutto ci\u00f2 ci sembra normale contenimento, allungamento al pi\u00f9 \u00e8 possibile dei tempi della transizione, \u201cbuying time\u201d, sfruttare la posizione ancora forte e potente per ricontrattare con tutti, a partire dagli alleati ed europei, le condizioni di gioco in tutti i giochi<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/?fbclid=IwAR1-O-9gfj9E9xpwWWW-f4OE1vRnBcjAf7Ia5bCwGd4K-gXbI9EkZCE51rs#_edn11\" name=\"_ednref11\">[11]<\/a>. Le variabili in gioco per far previsioni a trenta anni sono troppe, per chiunque. Far s\u00ec che quel scarso 66% di dimensione comparata arrivi il pi\u00f9 tardi possibile ad 80-90% se non al pareggio effettivo e poi al superamento, \u00e8 l\u2019ovvia strategia americana in una riedizione del paradosso di Zenone per il quale per quanto veloce corra Achille-Cina, anche se pi\u00f9 lentamente, la tartaruga-USA dovr\u00e0 esser \u00a0un passo avanti per pi\u00f9 tempo possibile. La profondit\u00e0 strategica della variabile tempo per chi 4 + (forse) 4 anni di mandato e per chi \u00e8 leader eterno, sono diverse.\u00a0 Nel frattempo, capire meglio come si ridistribuiranno i problemi del far posto nel consesso mondiale ai cinesi dandogli dei limiti maggiori di quanto gli americani non gli hanno fino ad oggi dato, sar\u00e0 il secondo obiettivo e qui sul chi pagher\u00e0 \u201cl\u2019aggiungi un posto a tavola\u201d al consesso planetario, a gli europei dovrebbero fischiar le orecchie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ciclone dell\u2019AI ed i suoi svariati impatti inclusi quelli occupazionali che minacciano di<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/12\/multipolare-light-690x1024.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-6000 alignright\" src=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/12\/multipolare-light-690x1024.jpg?w=202&amp;h=300\" alt=\"\" width=\"202\" height=\"300\" data-large-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/12\/multipolare-light-690x1024.jpg?w=640\" data-medium-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/12\/multipolare-light-690x1024.jpg?w=202&amp;h=300\" data-image-description=\"\" data-image-title=\"multipolare-light-690\u00d71024\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-comments-opened=\"1\" data-orig-size=\"690,1024\" data-orig-file=\"https:\/\/pierluigifagan.files.wordpress.com\/2018\/12\/multipolare-light-690x1024.jpg\" data-permalink=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2018\/12\/15\/la-questione-sino-americana-o-della-lunga-transizione-multipolare\/multipolare-light-690x1024\/\" data-attachment-id=\"6000\" \/><\/a>scombinare ulteriormente i gi\u00e0 squilibrati equilibri sociali, del controllo sociale elettronico, delle biotecnologie, le nuove frontiere spaziali in cerca di risorse minerali, i difficili adattamenti al cambiamento climatico che sia antropo-causato o naturale, la redistribuzione dei poteri politici ed economici geografici, la nuova divisione internazionale del lavoro, gli allineamenti demografici, i nuovi equilibri finanziari e monetari mondiali, tanti i giochi su i vari tavoli e tanti i giocatori<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/?fbclid=IwAR1-O-9gfj9E9xpwWWW-f4OE1vRnBcjAf7Ia5bCwGd4K-gXbI9EkZCE51rs#_edn12\" name=\"_ednref12\">[12]<\/a>. I due principali si strattoneranno a lungo nelle pratiche del nuovo conflitto multidimensionale di lunga durata che seguir\u00e0 e determiner\u00e0 il ritmo della transizione. Se il conflitto Atene \u2013 Sparta part\u00ec dalla periferia dei due sistemi e stante che il sistema orientale non sembra pi\u00f9 di tanto cooptabile o disordinabile, forse gli americani si rivolgeranno ai propri alleati per farli diventare iloti. Ci\u00f2 che volenti o nolenti dovranno perdere da una parte, pur attivando tutti gli attriti possibili per rallentare il fatale allineamento lungo i prossimi decenni, cercheranno di compensarlo dall\u2019altra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul fatto che gli europei saranno cos\u00ec idioti da diventar loro gli iloti della nuova versione del \u201cpolo occidentale\u201d con cui gli USA si apprestano a giocare la futura condizione multipolare, si accettano scommesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">0 = 0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/?fbclid=IwAR1-O-9gfj9E9xpwWWW-f4OE1vRnBcjAf7Ia5bCwGd4K-gXbI9EkZCE51rs#_ednref1\" name=\"_edn1\">[1]<\/a>\u00a0G. Arrighi, Il Lungo XX secolo, il Saggiatore, Milano, 2014<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/?fbclid=IwAR1-O-9gfj9E9xpwWWW-f4OE1vRnBcjAf7Ia5bCwGd4K-gXbI9EkZCE51rs#_ednref2\" name=\"_edn2\">[2]<\/a>\u00a0G. Allison, Destinati alla guerra, Fazi editore, Roma, 2017. Allison insegna ad Harvard da decenni e tralasciamo le sue varie collaborazioni ai veri istituti di cultura strategica americani. Critiche al suo modello non mancano proprio sul punto di quella Storia applicata che lui promuove assieme a Nial Ferguson, l\u2019accusa \u00e8 quella di applicare senza variazioni i modelli di storia occidentale al contesto asiatico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/?fbclid=IwAR1-O-9gfj9E9xpwWWW-f4OE1vRnBcjAf7Ia5bCwGd4K-gXbI9EkZCE51rs#_ednref3\" name=\"_edn3\">[3]<\/a>\u00a0L\u2019ipotesi vagheggiata di una provocazione giapponese non avrebbe senso, il Giappone per quanto intenda riarmarsi, rimane sotto il tiro della linea missilistica di costa cinese ed \u00e8 comunque sprovvisto di armamento atomico. Sebbene in tempi lontani dediti alle pratiche del suicidio rituale, i giapponesi hanno nella Cina un quinto del loro export ed in quarto del\u00a0 loro import e sono seduti su una faglia geologica che non gradirebbe percussioni atomiche. Il che non vuol dire certo che non cercheranno -come gi\u00e0 fanno- di bilanciarsi quantomeno con gli indiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/?fbclid=IwAR1-O-9gfj9E9xpwWWW-f4OE1vRnBcjAf7Ia5bCwGd4K-gXbI9EkZCE51rs#_ednref4\" name=\"_edn4\">[4]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2017\/10\/31\/cina-un-fatto-fuori-teoria\/\">https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/2017\/10\/31\/cina-un-fatto-fuori-teoria\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/?fbclid=IwAR1-O-9gfj9E9xpwWWW-f4OE1vRnBcjAf7Ia5bCwGd4K-gXbI9EkZCE51rs#_ednref5\" name=\"_edn5\">[5]<\/a>\u00a0Secondo Allison, \u00e8 questa la risposta alla domanda che ha a lungo tormentato Xi sul perch\u00e9 fosse crollata l\u2019Unione Sovietica: a) il Partito sempre pi\u00f9 corrotto aveva perso legittimit\u00e0 verso la societ\u00e0; 2) aveva riformato l\u2019economia dopo aver perso il controllo sulla societ\u00e0; 3) l\u2019esercito aveva giurato fedelt\u00e0 alla nazione e non pi\u00f9 al partito. Ne conseguiva la riforma dell\u2019Epl, le epurazioni e ristrutturazioni nel PCC, la sua rimessa al centro della societ\u00e0 cinese ed ovviamente il riportare tutti i fili del potere nelle sue mani per lungo tempo e con piena libert\u00e0 di manovra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/?fbclid=IwAR1-O-9gfj9E9xpwWWW-f4OE1vRnBcjAf7Ia5bCwGd4K-gXbI9EkZCE51rs#_ednref6\" name=\"_edn6\">[6]<\/a>\u00a0Allison, p.248, cita uno studio di T.Fravel secondo il quale, dal 1949, la Cina ha avuto ventitr\u00e9 dispute territoriali che sono in tre casi sono andate a conflitto armato. Oltre la gi\u00e0 ricordata vicenda con gli indiani, si registra un attrito confinario con i sovietici lungo il bordo dell\u2019Ussuri nel 1969 (con un numero limitato di vittime) ed uno con i vietnamiti dieci anni dopo, durato solo un mese ed il cui bilancio di vittime \u00e8 incerto per le stime incrociate viziate da intenti propagandistici. A parte la conquista di un\u2019area davvero limitata nel conflitto con l\u2019India, gli altri due si sono risolti con un equo \u201c<em>status quo ante bellum<\/em>\u201d. L\u2019intervento in Corea del Nord ai primi anni \u201950 va rubricato nella normali reazioni all\u2019invasione di vicini amici. Anche in questo caso l\u2019esito \u00e8 stato poi il ripristino dei vecchi confini al 38\u00b0 parallelo. La storia in Asia funziona diversamente che in Europa e del resto la geo-storia serve proprio a capire che contesti diversi modulano l\u2019applicazione non di leggi ma di regole flessibili. C\u2019\u00e8 una deliziosa citazione a chiusura del\u2019articolo del geopolitico cinese Zhang Wenmu nell\u2019ultimo numero di Limes sulla Cina di XI, una citazione di Mao Zedong del 1941, il quale sottolineava che i cinesi dovevano ribellarsi all\u2019idea accademica occidentale che non si pu\u00f2 parlare di politica senza il dover citare l\u2019antica Grecia. L\u2019interessante articolo\u00a0 di Zhang \u00e8 tutto una confutazione dello schema \u201ctrappola di Tucidide\u201d, senza per altro mai citarlo, postura indiretta tipicamente \u201ccinese\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/?fbclid=IwAR1-O-9gfj9E9xpwWWW-f4OE1vRnBcjAf7Ia5bCwGd4K-gXbI9EkZCE51rs#_ednref7\" name=\"_edn7\">[7]<\/a>\u00a0Secondo SIPRI, tra 2010 e 2017, i russi hanno venduto armi nella zona per 6,64 mld di dollari contro i 4,58 americani. Nel mondo multipolare c\u2019\u00e8 sempre una alternativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/?fbclid=IwAR1-O-9gfj9E9xpwWWW-f4OE1vRnBcjAf7Ia5bCwGd4K-gXbI9EkZCE51rs#_ednref8\" name=\"_edn8\">[8]<\/a>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.affarinternazionali.it\/2018\/11\/quad-alleanza-indopacifica\/\">https:\/\/www.affarinternazionali.it\/2018\/11\/quad-alleanza-indopacifica\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/?fbclid=IwAR1-O-9gfj9E9xpwWWW-f4OE1vRnBcjAf7Ia5bCwGd4K-gXbI9EkZCE51rs#_ednref9\" name=\"_edn9\">[9]<\/a>\u00a0Sull\u2019area coreana, scrivemmo a suo tempo perch\u00e9 mostra in piccolo una novit\u00e0 geopolitica importante in termini di multipolarit\u00e0. Certo ci sono americani, cinesi, russi e giapponesi a manovrare sulla scacchiera, ma la convergenza forte di interessi reciproci tra Moon Jae-in e Kim Jong-un, sembra esser pi\u00f9 forte dei forti spettatori interessati. Nel mondo multipolare, i \u201cpupazzi\u201d diventano merce rara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/?fbclid=IwAR1-O-9gfj9E9xpwWWW-f4OE1vRnBcjAf7Ia5bCwGd4K-gXbI9EkZCE51rs#_ednref10\" name=\"_edn10\">[10]<\/a>\u00a0<a href=\"http:\/\/sicurezzainternazionale.luiss.it\/2018\/11\/14\/commissione-usa-strategia-difesa-nazionale-corso-crisi\/\">http:\/\/sicurezzainternazionale.luiss.it\/2018\/11\/14\/commissione-usa-strategia-difesa-nazionale-corso-crisi\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/?fbclid=IwAR1-O-9gfj9E9xpwWWW-f4OE1vRnBcjAf7Ia5bCwGd4K-gXbI9EkZCE51rs#_ednref11\" name=\"_edn11\">[11]<\/a>\u00a0Sempre secondo Allison, p. 245, la collezione delle dichiarazioni ottenute da americani a ripetuto contatto con funzionari cinesi, su come loro vedono la strategia americana sarebbero riepilogabile in cinque punti: 1) contenere la Cina; 2) isolandola; 3) provandola a dividere al suo interno; 4) sminuirne il prestigio; 5) tentar di sabotare la sua leadership politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/?fbclid=IwAR1-O-9gfj9E9xpwWWW-f4OE1vRnBcjAf7Ia5bCwGd4K-gXbI9EkZCE51rs#_ednref12\" name=\"_edn12\">[12]<\/a>\u00a0Le analisi qui espresse aggiornano ma non modificano quanto dicemmo gi\u00e0 due anni fa in: P. Fagan, Verso un mondo multipolare, Fazi editore, Roma, 2017<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/?fbclid=IwAR1-O-9gfj9E9xpwWWW-f4OE1vRnBcjAf7Ia5bCwGd4K-gXbI9EkZCE51rs\">https:\/\/pierluigifagan.wordpress.com\/?fbclid=IwAR1-O-9gfj9E9xpwWWW-f4OE1vRnBcjAf7Ia5bCwGd4K-gXbI9EkZCE51rs<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di PIERLUIGI FAGAN L\u2019articolo dialoga con il libro di G. Allison \u201cDestinati alla guerra\u201d (Fazi editore 2018), un testo ben costruito in termini di intelligenza storico-strategica e con l\u2019ultimo numero della rivista Limes \u201cNon tutte le Cine sono di Xi\u201d (Dic.re\u00a02018). Mettendo su una retta le traiettorie di potenza della Cina e degli Stati Uniti d\u2019America, come possiamo aspettarci continuer\u00e0 la storia? Abbiamo tre possibili esiti principali. Il primo \u00e8 che in onore alla regola&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":93,"featured_media":18500,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/pierluigi-fagan.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-chE","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47222"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/93"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=47222"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47222\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":47259,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47222\/revisions\/47259"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/18500"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=47222"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=47222"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=47222"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}