{"id":47234,"date":"2018-12-19T05:26:39","date_gmt":"2018-12-19T04:26:39","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47234"},"modified":"2018-12-18T22:40:48","modified_gmt":"2018-12-18T21:40:48","slug":"italienischer-selbsthass","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47234","title":{"rendered":"Italienischer Selbsthass"},"content":{"rendered":"<p>di ANDREA ZHOK (FSI Trieste)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Recentemente un amico mi ha fatto notare, ragionevolmente, come l&#8217;Italia sia stata piena di problemi anche prima dell&#8217;ingresso nell&#8217;euro (terrorismo, corruzione, mafia, burocrazia asfissiante, ecc.), e che perci\u00f2 le accuse all&#8217;UE e ai suoi vincoli rischino di apparire come mere scuse.<br \/>\nEbbene, non c&#8217;\u00e8 alcun dubbio che l&#8217;Italia non era il giardino dell&#8217;Eden prima del trattato di Maastricht e che non si trasformer\u00e0 in una valle di latte e miele il giorno dopo che questo disgraziato esperimento sovranazionale verr\u00e0 meno.<br \/>\nE&#8217; vero e non c&#8217;\u00e8 ragione per negarlo.<br \/>\nE tuttavia confesso anche di averne davvero le tasche piene della costante autosvalutazione, confinante con l&#8217;autorazzismo, che permea da quando ne ho memoria la coscienza pubblica italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho vissuto abbastanza a lungo in altri paesi europei: belli, civili e tutt&#8217;altro che privi di magagne e disfunzionalit\u00e0.<br \/>\nSolo in Italia per\u00f2 ho trovato questa perenne disposizione autodistruttiva e rassegnata (&#8220;italienischer Selbsthass&#8221; [ = &#8216;odio di s\u00e9&#8217;] lo chiamava un amico austriaco).<br \/>\nOra, io capisco che abbiamo avuto il fascismo, e capisco che la tronfia retorica autocelebrativa di quel regime possa aver creato una crisi di rigetto. Per\u00f2, santo cielo, propria la stessa retorica la si poteva trovare nel colonialismo razzista dell&#8217;Inghilterra o della Francia, per tacere delle gaie peripezie della Germania, e tutti hanno superato da mezzo secolo le relative crisi di coscienza.<br \/>\nNoi invece abbiamo continuato a pensare che il gioco della critica distruttiva fosse segno distintivo di finezza d&#8217;animo e libero pensiero, crescendo cos\u00ec generazioni convinte di abitare nella sentina d&#8217;Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un paese che, con tutti i suoi difetti, era comunque riuscito a collocarsi tra i maggiori paesi industrializzati, con uno stato sociale pi\u00f9 che dignitoso, un paese che possiede una tradizione culturale tra le prime dieci del pianeta, che vive in un territorio universalmente riconosciuto come benedetto da madre natura, che ha uno dei pi\u00f9 grandi patrimoni storici e monumentali del mondo, ecco, questo paese viene costantemente percepito dai suoi abitanti, e dalla sua pensosa intellighentsia, come una sorta di irrecuperabile buco nero, un luogo di smarrimento, perdizione, neghittosit\u00e0 e sciatteria.<br \/>\nE naturalmente per un paese a lungo andare accade ci\u00f2 che capita ad un singolo essere umano: se gli si ripete costantemente che \u00e8 un buono a nulla finisce per crederci e adeguarsi suo malgrado al ruolo assegnatogli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il processo che condusse prima al distacco tra Tesoro e Banca d&#8217;Italia, poi all&#8217;ingresso nell&#8217;UE e infine nella moneta unica fu da questo punto di vista emblematico. Una classe dirigente sempre pi\u00f9 mediocre, e perci\u00f2 sempre pi\u00f9 convinta dell&#8217;irrecuperabilit\u00e0 del paese, ritenne di poterlo &#8216;rimettere in riga&#8217; imponendogli vincoli esterni di tipo economico e giuridico.<br \/>\nNegli anni &#8217;90 era infatti un&#8217;idea diffusa, quella per cui delegando sovranit\u00e0 a classi dirigenti altrui (pateticamente idealizzate), il paese ne avrebbe tratto beneficio. Per quanto oggi possa sembrare incredibile, era davvero di smercio comune l&#8217;idea che se noi non eravamo in grado di fare i nostri interessi, mettendoci il basto europeo, magicamente altri li avrebbero fatti per noi.<br \/>\nCos\u00ec la miseria umana, intellettuale e morale di quelle classi dirigenti, incapaci di proporre al paese qualcosa di diverso da un&#8217;abdicazione, ha inferto danni che neppure il fascismo era riuscito a infliggere: non ha solo impoverito materialmente il paese, ma soprattutto ne ha anche abbattuto profondamente la capacit\u00e0 di reazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E cos\u00ec, arrivati a questo punto, credo sia giunta veramente l&#8217;ora di fare un fal\u00f2 di questo insensato disprezzo di s\u00e9.<br \/>\nIl nostro paese ha seri problemi, che andranno affrontati con pazienza, fatica e buona volont\u00e0.<br \/>\nTuttavia esservi nati \u00e8 e resta qualcosa di cui essere orgogliosi, cos\u00ec come cercare di contribuirvi dev&#8217;essere qualcosa che rende orgogliosi.<br \/>\nPu\u00f2 sembrare retorica, ma la verit\u00e0 \u00e8 che, qualunque cosa vogliamo costruire, \u00e8 proprio da qui che si parte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ANDREA ZHOK (FSI Trieste) Recentemente un amico mi ha fatto notare, ragionevolmente, come l&#8217;Italia sia stata piena di problemi anche prima dell&#8217;ingresso nell&#8217;euro (terrorismo, corruzione, mafia, burocrazia asfissiante, ecc.), e che perci\u00f2 le accuse all&#8217;UE e ai suoi vincoli rischino di apparire come mere scuse. 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