{"id":47247,"date":"2018-12-19T11:00:49","date_gmt":"2018-12-19T10:00:49","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47247"},"modified":"2018-12-19T10:41:52","modified_gmt":"2018-12-19T09:41:52","slug":"i-gilets-jaunes-lidea-romantica-delle-proteste-e-il-ritorno-alla-politica-quella-vera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47247","title":{"rendered":"I gilets jaunes, l\u2019idea romantica delle proteste e il ritorno alla politica. Quella vera"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>FORMICHE (Guendalina Dainelli)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/formiche.net\/timthumb.php?src=https%3A%2F%2Fformiche.net%2Ffiles%2F2018%2F12%2FImagoeconomica_1143876-e1544108891490.jpg&amp;h=580&amp;w=950&amp;a=c&amp;bid=10051&amp;zc=1\" alt=\"I gilets jaunes, l\u2019idea romantica delle proteste e il ritorno alla politica. Quella vera\" \/><\/p>\n<header class=\"entry-header aa\">\n<div id=\"ec-excerpt\" style=\"text-align: justify;\">Le riforme promesse da Macron sono state rimandate. L&#8217;agenda francese \u00e8 stata rivista. Difficile capire quanto sia possibile mantenere la promessa di un cambiamento profondo delle istituzioni<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"entry-content-wrapper\">\n<div id=\"ec-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiunque ricordi le rivolte di piazza francesi del 1995 all\u2019epoca del governo <strong>Jupp\u00e9<\/strong> scatenate dalla riforma delle pensioni e dai blocchi salariali, potr\u00e0 forse intravedere il filo rosso che arriva fino ai nostri giorni, epoca dei gilets jaunes. A met\u00e0 degli anni Novanta, le proteste che si sono coagulate attorno al Plan Jupp\u00e9 mantennero un consenso tale (e del tutto paragonabile a quello attuale, vale a dire del 65\/70%) che, nonostante i forti disagi provocati, si parl\u00f2 addirittura di gr\u00e8ve par procuration, \u201csciopero per procura\u201d. Chi manifestava, in qualche modo, lo faceva a nome di tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La protesta ostentata, che si manifesta nelle strade e nelle piazze, creando disagi ai cittadini e blocchi della circolazione, sino a forme pi\u00f9 violente e distruttive, sembra essere parte del Dna francese. Dall\u2019epoca di ogni moderna Rivoluzione, quella del 1789, il germe serpeggia. La Francia del secolo scorso ricorda le rivolte degli anni Trenta, quando afflitta dalla paralisi del potere, era squassata da conflitti sociali alimentati da opposti estremismi seduti in Parlamento, per arrivare fino al poujadismo degli anni Cinquanta (da notare che, secondo <strong>Jim Shields<\/strong> dell\u2019Aston University, fine conoscitore della storia e della politica francese, <strong>Pierre Poujade<\/strong>, il cartolaio di Saint C\u00e9r\u00e9, \u00e8 tra i padri spirituali dei moderni populismi) e alle inquietudini sociali del Maggio francese. Accostamenti possibili, questi ultimi, solo per il comune denominatore di una rivolta contro il potere centrale montate dal basso, sebbene con rivendicazioni e coinvolgimenti sociali molto diversi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, confessiamolo. Spesso guardiamo le immagini in tv e sfogliamo i libri di storia con la stessa tentazione. Quella di simpatizzare, di condividere l\u2019idea romantica con cui si guarda alle proteste di piazza, dal Settecento rivoluzionario al Sessantotto, innamorati della Marianna che indossa il berretto frigio (l\u2019antico dono ricevuto dai liberti in epoca romana). Icona fortemente moderna in quanto prepotentemente laica, libera, spavalda, un\u2019eroina che sfida a petto nudo il potere centrale, nelle vesti mosse dall\u2019impeto (l\u2019archetipo di Delacroix) o nei jeans dai bagliori metallici (la versione pop delle Femen?). \u00c8 lei la madre del risveglio, del rinnovamento e del progresso popolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altro canto, un recente articolo apparso su <em>Liberation<\/em> a firma di <strong>William Leday<\/strong> (Science Po), mette in guardia dalla dimensione provvidenziale con cui un\u2019altra parte di Francia guarda alla Quinta Repubblica francese, a quell\u2019aura di sacralit\u00e0 che ancora avvolge la riforma costituzionale tenuta a battesimo da <strong>De Gaulle<\/strong> nel 1958, culla del sistema semipresidenziale e della Costituzione attualmente vigenti in Francia. Quasi che la maggioranza assoluta detenuta all\u2019Assembl\u00e9e nationale, la politica estera muscolare che garantisce, potessero preservare da un errore fatale: quello di interpretare il risultato del secondo turno elettorale come un mandato in bianco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 di questi giorni la notizia di un\u2019ulteriore dilazione, forse alla primavera prossima, delle riforme istituzionali promesse da <strong>Macron<\/strong>. Prima per l\u2019affaire <strong>Benalla<\/strong>, scoppiato in estate, poi per le infuocate proteste dei gilets jaunes: la cronaca recente ha rivoluzionato l\u2019agenda del confronto parlamentare che prevedeva l\u2019introduzione a dosi omeopatiche di proporzionale (15%) per le elezioni legislative, il limite dei tre mandati e una riduzione del 30% del numero di parlamentari. Dal 1962 l\u2019elezione a suffragio universale del Presidente della Repubblica e il sistema elettorale francese, formula da manuale, hanno permesso al presidente in carica di attraversare le crisi economiche, sociali e politiche pi\u00f9 complesse, di coabitare con maggioranze parlamentari ostili (<strong>Mitterand<\/strong>, <strong>Chirac<\/strong>) e di superare i pi\u00f9 feroci sentimenti di ostilit\u00e0 popolare (<strong>Hollande<\/strong>). Difficile capire quanto sia possibile mantenere la promessa di un cambiamento profondo delle istituzioni, espressa in tempi non sospetti e in nome di una rinnovata efficacia e modernit\u00e0 istituzionale. Certo \u00e8 che, come suggerisce lo storico <strong>Fran\u00e7ois Cusset<\/strong>, la vicenda dei gilets jaunes impone un ripensamento delle istituzioni, delle rappresentanze e della rappresentativit\u00e0. Insomma, impone un ritorno della politica. Quella vera.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/formiche.net\/2018\/12\/gilets-jaunes-protesta-politica\/\">https:\/\/formiche.net\/2018\/12\/gilets-jaunes-protesta-politica\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Guendalina Dainelli) &nbsp; Le riforme promesse da Macron sono state rimandate. L&#8217;agenda francese \u00e8 stata rivista. Difficile capire quanto sia possibile mantenere la promessa di un cambiamento profondo delle istituzioni Chiunque ricordi le rivolte di piazza francesi del 1995 all\u2019epoca del governo Jupp\u00e9 scatenate dalla riforma delle pensioni e dai blocchi salariali, potr\u00e0 forse intravedere il filo rosso che arriva fino ai nostri giorni, epoca dei gilets jaunes. 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