{"id":47251,"date":"2018-12-19T12:00:57","date_gmt":"2018-12-19T11:00:57","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47251"},"modified":"2018-12-19T11:02:46","modified_gmt":"2018-12-19T10:02:46","slug":"circa-marco-bascetta-il-discorso-sulla-sovranita-nazionale-e-congeniale-alla-destra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47251","title":{"rendered":"Circa Marco Bascetta, \u201cIl discorso sulla sovranit\u00e0 nazionale \u00e8 congeniale alla destra\u201d"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>TEMPO FERTILE (Alessandro Visalli)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver letto e commentato <a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/11\/se-questa-e-la-sinistra-circa-la.html\">l\u2019articolo<\/a> di Ernesto Longobardi che attacca le politiche di spesa ed espansione del welfare, ed averne inseguito le fonti commentando l\u2019articolo di Luciana Castellina da lui portato a sostegno, \u201c<a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/11\/circa-luciana-castellina-lo-tsunami-di.html\">Lo tsunami di un sovranismo che ci divide<\/a>\u201d, vale la pena leggere anche l\u2019articolo (egualmente portato da Longobardi a dimostrazione della cattiveria del \u2018sovranismo\u2019), di Marco Bascetta \u201c<a href=\"https:\/\/ilmanifesto.it\/il-discorso-sulla-sovranita-nazionale-e-congeniale-alla-destra\/\">Il discorso sulla sovranit\u00e0 \u00e8 congeniale alla destra<\/a>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un mio vecchio professore di pianificazione, Pierluigi Crosta, disse una volta che se offerto di un buon pranzo avrebbe potuto argomentare a lungo in favore di una tesi verso la quale in ultima analisi era contrario<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> (ad esempio \u2018che il discorso sulla sovranit\u00e0 sia congeniale alla destra\u2019).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo in questo caso: anche io potrei sostenere che il discorso sulla sovranit\u00e0 \u00e8 congeniale alla destra, ma non con gli argomenti di Bascetta, e non per le sue ragioni<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. Peraltro la vera domanda da farsi sarebbe <em>se questo discorso \u00e8 appropriato alla fase<\/em>, non se sia congeniale a questo o quello; chi non ha timori o complessi circa la propria identit\u00e0 non si preoccupa se una cosa giusta sia congeniale<em> anche<\/em> ad altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo gi\u00e0 visto in \u201c<a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/12\/circa-marco-bascetta-una-formula-di.html\">Una formula per edulcorare il nazionalismo<\/a>\u201d che Marco Bascetta \u00e8 davvero impegnato in una crociata che, per\u00f2, nei suoi termini \u00e8 profondamente anti-storica e non pu\u00f2 che produrre l\u2019espulsione della sinistra che gli \u00e8 cara da ogni possibilit\u00e0 di tornare rilevante politicamente. Ci\u00f2 perch\u00e9 la fase storica pone al centro la rimodulazione della globalizzazione, la quale ha ormai mostrato interamente la sua vera faccia di dominio imperialista. Per essere pi\u00f9 precisi, e seguendo in questo l\u2019analisi di Samir Amin<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>, il dominio imperialista di un \u2018centro\u2019 composto da USA, Europa e Giappone e sfidato da due centri competitivi (Russia e Cina), cui si dispongono corone di \u2018periferie\u2019 pi\u00f9 o meno subalterne. Entro quella che Amin chiama \u201cla Triade\u201d, per\u00f2, ci sono \u2018centri\u2019 e \u2018periferie\u2019 interne, e un dominus (gli USA). A sua volta nella dinamica europea, frattale della dinamica mondiale, la diarchia del centro tra Francia e Germania (con l\u2019Inghilterra terzo incomodo), si sta polarizzando irresistibilmente dal momento della ristrutturazione capitalistica del 2008 e seg, intorno alla sola Germania. Entro i diversi paesi tra un \u2018centro\u2019 composto dalla grande industria con proiezione internazionale, e la grande finanza, e \u2018periferie\u2019 composte da centri subalterni e\/o aree di margine. Noi viviamo in un centro subalterno (il nord) ed un margine (il sud)<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se questa \u00e8 la \u2018realt\u00e0 oggettiva\u2019 che le dinamiche polarizzanti e gerarchizzanti del capitalismo, allo stato della sua tecnica, inducono in essere, allora ci\u00f2 che \u00e8 appropriato alla fase \u00e8 relazionarsi ad essa. Attardarsi nella declamazione di \u2018frasi rivoluzionarie\u2019<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>, perch\u00e9 si ha paura di analizzare la realt\u00e0 oggettiva, non si vuole adattarsi, non si \u00e8 disposti anche a \u201cstrisciare sul ventre, nel fango\u201d<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>, significa farsi eliminare dalla storia. Come, in effetti, sta accadendo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 la ragione per la quale, in ultima analisi, sono contrario a ritenere che il discorso sulla sovranit\u00e0 sia congeniale <em>solo<\/em> alla destra. La missione che abbiamo davanti \u00e8 di dimostrare che anche una prospettiva socialista, ovvero <em>non<\/em> di sinistra<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>, la sovranit\u00e0 \u00e8 rilevante. Precisamente che bisogna riaffermare e difendere, in tutte le sedi, la capacit\u00e0 di autodeterminarsi secondo l\u2019estensione della democrazia e dell\u2019autogoverno, sottraendo alla destra populista la bandiera della difesa popolare davanti all\u2019offensiva del neoliberismo imperiale. Sottraendogliela, precisamente, perch\u00e9 questa bandiera <em>\u00e8 nostra<\/em>, la destra populista ne fa solo un uso strumentale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto, venendo ad un commento pi\u00f9 attento, anche Bascetta parla di \u201c<em>guardare la realt\u00e0 che ci sta di fronte<\/em>\u201d, ma di questa vede solo lo strato delle retoriche. Anche lui fa uso delle analogie storiche, partendo da una altamente imprecisa e tendenziosa (che, tuttavia, riconosce onestamente per tale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cI socialisti che votarono i crediti di guerra a favore della macelleria che devast\u00f2 l\u2019Europa tra il 1914 e il 1918 erano di \u00absinistra\u00bb e buoni patrioti. Il successo della rivoluzione d\u2019ottobre fu invece la conseguenza di una scelta decisamente antipatriottica. Rievocare tutto questo nella polemica contemporanea tra \u00absovranismo\u00bb ed europeismo \u00e8 senz\u2019altro una mossa tendenziosa, anche se non cos\u00ec spudoratamente impropria come il richiamarsi al \u00abpatriottismo\u00bb di Machiavelli o di Rousseau\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al netto di dichiarare la rivoluzione d\u2019ottobre \u201cantipatriottica\u201d, contro la parola di quasi tutti i suoi esponenti (magari non di Trotsky, dovrei compulsare i testi), indubbiamente rievocare testi e discorsi fuori contesto \u00e8 una cattiva pratica, come dice egli stesso \u201cogni cosa deve essere ragionevolmente riferita al suo contesto\u201d, ed oggi sicuramente \u201c\u00e8 un altro mondo\u201d. <em>Precisamente \u00e8 il mondo sommariamente descritto all\u2019avvio del post<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il mondo che costituisce la nostra realt\u00e0 non \u00e8 letterariamente, o politicamente, quello di semplici <em>discorsi<\/em>, eventualmente egemonizzati da questo o quello, ma quello dei <em>rapporti sociali<\/em> determinati dalla meccanica dei poteri dai quali scaturiscono priorit\u00e0, bisogni ed urgenze obiettivi. Si, dunque, \u201cil discorso della sovranit\u00e0 nazionale \u00e8 [oggi] totalmente egemonizzato dalla destra\u201d, \u00e8 vero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma resta un semplice fatto: il terreno della sovranit\u00e0 nazionale, democratica e costituzionale, ovvero della autodeterminazione popolare, \u00e8 il terreno sul quale si gioca oggi la partita cruciale. La partita tra le \u00e9lite tecnocratiche e le capacit\u00e0 di movimento e sfruttamento del capitale, e il bisogno e desiderio di autoespressione e di protezione che viene dalle periferie rese subalterne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 un semplice fatto. \u00c8 semplicemente <em>la realt\u00e0<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se anche dunque fosse vero, ed io non lo credo, che si tratta \u201cdel discorso che le \u00e8 pi\u00f9 proprio\u201d (alla destra), stare fuori di questo terreno significa inevitabilmente ritrarsi nei quartieri borghesi, al sicuro, e ripetere sistematicamente gli stanchi riti di una sinistra che da decenni ha pensato solo alla propria identit\u00e0, dimenticando tutto e tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ove fosse \u201cimpresa vana\u201d stare su questo terreno vorrebbe semplicemente dire che <em>per la sinistra non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 spazio nel mondo<\/em>. Ma ancora, che oggettivamente <em>\u00e8 bene non ci sia<\/em>, perch\u00e9 il residuo che materialmente \u00e8 presente al massimo si colloca da qualche parte tra una \u201csociet\u00e0 di carit\u00e0\u201d e un \u201cclub letterario\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bascetta \u00e8 uno dotato di una certa capacit\u00e0 e di indubbia cultura, quindi riecheggia, astutamente, una notevole serie di clich\u00e9 abilmente tratti dalla tradizione marxista e collocati tra il medio XIX secolo e l\u2019avvio del XX (come direbbe, \u201cun\u2019altra storia, un altro mondo\u201d) questa volta evitando di ascoltare la sua stessa giusta prescrizione metodologica e quindi evitando di definirne il contesto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Troviamo quindi che:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl potere statuale nazionale non \u00e8 mai stato un argine al processo di accumulazione del capitale, se non nelle fasi di rottura rivoluzionaria, ma una sua articolazione. Gli stati, in competizione tra loro, non hanno che cercato di adattare la propria struttura sociale, fiscale ed economica alle esigenze delle multinazionali (vedi, per fare un solo esempio assai chiaro, l\u2019Irlanda)\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00c8 vero<\/em>, prima dell\u2019affermazione della democrazia popolare, nella seconda met\u00e0 del XX secolo, il potere statuale (tutto e qualsiasi) era diretta espressione dei ceti possidenti, e quindi esprimeva abbastanza automaticamente le loro esigenze. Comprensibilmente quindi Marx e Engels, che erano stati giovani sotto il controllo dei principati autocratici, ed avevano visto sorgere lo stato Prussiano (ma anche la Francia di Napoleone III), dove il voto, anche quando c\u2019era, era ristretto al 5-10% della popolazione, o l\u2019aristocratica Inghilterra, avevano una idea dello Stato ben precisa, e ben corretta per il loro tempo. Anche la generazione successiva si confronta con Stati autocratici, ma gradualmente li piega alle esigenze di rappresentazione del contropotere socialista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si pu\u00f2 in pochi righi richiamare la storia del socialismo, o, tanto meno, i dibattiti entro la rivoluzione d\u2019ottobre, che portano alla costruzione dello Stato Proletario (con il buono ed il cattivo che la vicenda storica complessa sovietica ha portato con s\u00e9), ma \u00e8 evidente che, di fronte a queste differenze di spazio e tempo, dire \u201cil potere statuale nazionale\u201d \u00e8 evidentemente un\u2019astrazione astorica. Quel che un marxista non dovrebbe mai fare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esempio dell\u2019Irlanda, poi, \u00e8 proprio un caso nel quale si pu\u00f2 dire <em>tutte le vacche sembrano nere<\/em>. Quel che accade<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a> nel 2008-9 in Irlanda, quando la Commissione Europea costringe con il ricatto pi\u00f9 brutale il paese a salvare le proprie banche al prezzo di rovinare lo Stato, \u00e8 esattamente il caso che dimostra al rovescio che il \u201cpotere statuale nazionale\u201d era su posizioni di difesa del comune e quindi anche popolare, mentre la struttura sovranazionale, cos\u00ec cara a Bascetta, si \u00e8 comportata secondo una logica imperialista (esattamente con una logica coloniale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se la logica degli Stati europei \u00e8, infatti, di attrarre capitali, sottraendosene l\u2019uno con l\u2019altro, \u00e8 perch\u00e9 il dumping finanziario \u00e8 iscritto nel codice genetico della mondializzazione imperiale capitalista, come in esso \u00e8 iscritto la neutralizzazione della capacit\u00e0 di autogoverno democratico e costituzionale. Nella mente di Bascetta i termini si trovano gambe all\u2019aria, paradossalmente secondo la sua logica solo indebolendo ulteriormente i punti di presidio democratici, ed affidandosi ancora pi\u00f9 all\u2019irresponsabile potere sovranazionale si pu\u00f2, circumnavigando il globo e sbucando dall\u2019altra parte, giungere alla terra promessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cPu\u00f2 darsi che un potere sovranazionale democratico in grado di imbrigliare gli spiriti animali del mercato, e semmai anche proteggere dalle derive autoritarie dei governi, sia una pia illusione. Ma che una singola entit\u00e0 statuale, se non si vuole ispirare all\u2019Albania di Enver Hoxha, non sia in grado di farlo \u00e8 una certezza\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto l\u2019unica dimostrazione che porta \u00e8 chiarissima, nella sua logica: oggi non c\u2019\u00e8, dunque non ci potr\u00e0 essere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl tempo presente non offre esempio alcuno di poteri statali non compromessi con le leggi del mercato globale o espressione inequivoca di una democrazia impegnata a difendersene efficacemente\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se oggi non ci sono esempi (di poteri \u201cnon compromessi\u201d, e di \u201cespressione inequivoca\u201d), magari al di fuori del caso cinese (certo \u201ccompromesso\u201d ed \u201cequivoco\u201d), \u00e8 proprio perch\u00e9 questa<em> \u00e8 la battaglia<\/em>. Con l\u2019identica logica, a ben vedere, Pleckanov si oppose alla rivoluzione di ottobre di Lenin e Trosky: <em>era presto, le forze non erano pronte, non c\u2019erano esempi<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di seguito, continuando in uno stile di argomentazione dogmatico ed aforistico, Bascetta si impegna in una formula al massimo grado di generalit\u00e0: \u201c<em>il nazionalismo non \u00e8 che il dispositivo che delocalizza le contraddizioni sociali fuori dai confini dello stato, esattamente come il capitale delocalizza le sue risorse produttive<\/em>\u201d. Qui succedono due cose: la \u2018sovranit\u00e0\u2019 (democratica e costituzionale, ovvero l\u2019autodeterminazione) diventa semplicemente \u201cnazionalismo\u201d, facendo un solo fal\u00f2 su almeno duecento anni di serrati dibattiti<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>. E, secondo, viene posto un\u2019eguaglianza tra cose eterogenee, come la logica atopica e sterritorializzante del capitale fluido del neoliberismo e la logica organica del nazionalismo. La cosa \u00e8 cos\u00ec enorme da far scegliere necessariamente tra un\u2019assoluta insipienza e una totale malafede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma si sa, quando si combatte una crociata ogni mezzo \u00e8 buono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">N\u00e9 diventa pi\u00f9 chiara la spiegazione, nella quale, vertiginosamente, si cambia improvvisamente argomento:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cEntrambi dei confini hanno bisogno poich\u00e9 garantiscono quell\u2019asimmetria che \u00e8 il campo di gioco della rendita, dei profitti e della speculazione. Perch\u00e9 impediscono ogni via di fuga, ogni strategia di esodo da quelle gerarchie sociali corrotte che si presentano come difensori dell\u2019interesse nazionale. Gi\u00e0 piovono accuse di alto tradimento nei confronti dei giovani che migrando cercano di sottrarsi alla miseria culturale ed economica, oltre che politica, di questo paese\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 un problema: non sono certo \u201ci confini\u201d a determinare l\u2019asimmetria, <em>ma sono le differenze<\/em>. L\u2019iper-liberalismo inconsapevole di Bascetta qui salta fuori come un coniglio dalla sua buca. Come sostengono gli economisti dello sviluppo neoliberali la soluzione \u00e8 rendere tutto piatto, eliminare ogni differenza nella potenza uniformante della tecnica e della merce. Fare tutto merce, e fare tutto fluido: senza confini, appunto<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma nella seconda parte della frase il coniglio salta in un\u2019altra buca e si rifugia nel discorso sui \u201cmigranti\u201d, la casamatta identitaria per eccellenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, non si pu\u00f2 fare nulla; se anche si potesse provare a limitare la circolazione dei capitali, non lo potranno mai fare coloro che ne avrebbero interesse (ovvero le sovranit\u00e0 democratiche e costituzionali, per difendersi). In questa frase che segue ancora il cuore liberale si manifesta: \u201cSe mai fosse possibile e sufficiente \u00e8 comunque difficile immaginare che questa impresa sia alla portata di sovranit\u00e0 nazionali in competizione tra loro. Assai pi\u00f9 probabile \u00e8 che il confine imprigioni e reprima <em>ben altre libert\u00e0<\/em>\u201d. La frase \u00e8 indicativa della reale ispirazione di questo discorso, perch\u00e9 come scriveva Milton Friedman, la definizione di liberalismo \u00e8 semplice: \u201c<em>quella dottrina che mette al centro della sua speculazione l\u2019uomo libero<\/em>\u201d<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque come si esce <em>dalla trappola liberale<\/em><a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>? Per Bascetta con la \u201c<em>moltitudine<\/em>\u201d, ovvero per la via anarchica<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cVi \u00e8 stato invece un non breve periodo, tra il 1999 e il 2003, nel quale i movimenti di lotta tentarono di incalzare i dispositivi di sfruttamento attraverso i confini e sullo stesso terreno globale dell\u2019accumulazione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, salverebbe il mondo l\u2019effimero movimento dei \u201cno-global\u201d, che ebbe una breve stagione di mobilitazione, per lo pi\u00f9 da salotto, con qualche episodico scoppio di vitalit\u00e0 urbana<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece di stare nel campo di gioco, nel fango e sul ventre, contendendo alla destra le bandiere che ha sottratto, per riprenderle nelle nostre mani, la proposta \u00e8, semplicemente, di inventarsi un altro campo, che non ebbe mai alcun impatto reale sul mondo, non fu mai davvero di massa, non interess\u00f2 alcun popolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un movimento che, spiace dirlo, fu proprio sconfitto dalla sua sostanziale ed originaria irrilevanza, dal suo carattere identitario che interessa ormai solo a piccolissimi e distribuiti nuclei di \u201cpoliticizzati\u201d. Dal suo \u201cvizio utopistico di fondo\u201d<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, passa il tempo ma siamo sempre allo stesso rimprovero verso \u201cl\u2019infantilismo di sinistra\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cio\u00e8 siamo a polemiche e rimproveri che non interessano a nessuno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> &#8211; Ovviamente si trattava di tutt\u2019altro tema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> &#8211; La differenza tra \u201cargomento\u201d e \u201cragione\u201d pu\u00f2 essere letta con gli strumenti concettuali messi a punto da Jurgen Habermas in \u201c<em>Teoria dell\u2019Agire Comunicativo<\/em>\u201d, 1982, per \u201cargomentazione\u201d: \u201cil tipo di discorrere nel quale i partecipanti tematizzano pretese di validit\u00e0 controverse e tentano di soddisfarle o di criticarle con argomenti.\u00a0 Un argomento contiene ragioni che sono legate in modo sistematico alla pretesa di validit\u00e0 di una espressione problematica.\u00a0 La \u00abforza\u00bb di un argomento, in un dato contesto, si commisura alla plausibilit\u00e0 delle ragioni; questa si manifesta, fra l&#8217;altro, se un argomento pu\u00f2 convincere i partecipanti ad un discorso, vale a dire se li pu\u00f2 motivare ad accettare le relative pretese di validit\u00e0\u201d (p.74).\u00a0 Bisogna notare in questa sede che, per Habermas, il concetto di \u201cargomento\u201d \u00e8 di natura pragmatica; in\u00a0\u201cFatti e norme\u201d\u00a0dice, infatti: \u201cche una ragione sia \u2018buona\u2019 lo si vede solo a partire dal ruolo che essa gioca nell\u2019argomentazione, cio\u00e8 a partire dal contributo che essa offre \u2013 secondo le regole del gioco argomentativo \u2013 per dirimere la questione se una certa pretesa di validit\u00e0 controversa debba essere accettata oppure respinta\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> &#8211; Abbiamo letto di Samir Amin \u201c<a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2017\/09\/samir-amin-lo-sviluppo-ineguale.html\">Lo sviluppo ineguale<\/a>\u201d, 1973; \u201c<a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2017\/09\/samir-amin-oltre-la-mondializzazione.html\">Oltre la mondializzazione<\/a>\u201d, 1999; \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/12\/samir-amin-il-virus-liberale.html\">Il virus liberale<\/a><\/em>\u201d, 2004; \u201c<a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2017\/10\/samir-amin-per-un-mondo-multipolare.html\">Per un mondo multipolare<\/a>\u201d, 2006; \u201c<a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2017\/11\/samir-amin-la-crisi.html\">La crisi<\/a>\u201d, 2009.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> &#8211; In \u201c<a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/12\/circa-monti-e-larrivo-dell-effetto.html\">Circa Monti e l\u2019arrivo dell\u2019effetto Tsipras<\/a>\u201d, avevo sostenuto che, in sintesi, il nord-Europa deve restare il cuore\u00a0\u00a0industriale e finanziario del continente, alcune regioni a corona sia all\u2019Est (Polonia, Repubblica Ceca) al nord (Danimarca, Olanda) all\u2019ovest (parte della Francia) e al sud (pianura padana), fare da subfornitori e contoterzisti, subalterni nella catena logistica e finanziaria tedesca, le altre regioni si devono specializzare secondo i loro \u2018vantaggi comparati\u2019 in luoghi di svago per i ceti medi superiori europei (Grecia, sud della Spagna, sud Italia), piccole isole defiscalizzate per le gradi imprese multinazionali (Irlanda, Lussemburgo), o fornitori alimentari (sud Italia, sud Spagna) fruendo del lavoro schiavistico importato dal nord Africa e dal resto del mondo. Ovviamente i paesi periferici si devono ancora acconciare a fornire manodopera istruita e disponibile per comprimere il costo del lavoro al centro, garantendo la permanenza del suo vantaggio competitivo che crea la struttura gerarchica dei \u2018vantaggi comparati\u2019 di cui sopra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> &#8211; Come abbiamo visto in \u201c<a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/12\/circa-marco-bascetta-una-formula-di.html\">Circa Marco Bascetta, \u2018una formula di moda\u2019<\/a>\u201d, la \u2018frase rivoluzionaria\u2019 \u00e8, per Lenin, la ripetizione di parole d\u2019ordine senza tenere conto delle circostanze obiettive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> &#8211; Vladimir I. Lenin, \u201c<em>Rivoluzione in occidente e infantilismo di sinistra<\/em>\u201d, ed. Riuniti, 1974, si \u00e8 solo dei \u2018chiacchieroni\u2019, o dei bambini che credono alle favole, e superare solo nel pensiero, nei desideri, le difficolt\u00e0 che la storia ha fatto sorgere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> &#8211; Mi riferisco alla distinzione avanzata in molti testi da Jean-Claude Mich\u00e9a. Si veda \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2016\/11\/jean-claude-michea-i-misteri-della.html\">I misteri della sinistra<\/a><\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> &#8211; Si veda ad esempio: \u201c<a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2014\/01\/fintan-otoole-la-ripresa-dellirlanda-e.html\">Fintan O\u2019Toole, la ripresa dell\u2019Irlanda<\/a>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> &#8211; Per fare un solo esempio si pu\u00f2 vedere il libro di Otto Bauer, \u201c<em>La questione nazionale<\/em>\u201d, del 1907, o Karl Kautsky, \u201c<em>La nazionalit\u00e0 moderna<\/em>\u201d, in Renato Monteleone (a cura di), <em>\u201cMarxismo, internazionalismo e questione nazionale<\/em>\u201d, Loescher, 1982.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> &#8211; Si potrebbero citare infiniti autori, pu\u00f2 bastare William Easterly (ad esempio \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2015\/11\/william-easterly-la-tirannia-degli.html?q=La+tirrannia+degli+esperti\">La tirannia degli esperti<\/a><\/em>\u201d) e Thomas L. Friedman (ad esempio, \u201c<em>Caldo, piatto e affollato<\/em>\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> &#8211; Milton Friedman, \u201c<em>Capitalismo e libert\u00e0<\/em>\u201d, introduzione, p.40.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> &#8211; Si veda, ad esempio, Jean-Claude Mich\u00e9a \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/11\/jean-claude-michea-limpero-del-male.html\">L\u2019impero del male minore<\/a><\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> &#8211; Che, lo ricordo, per Lenin, come per Gramsci, era una forma di liberalesimo radicalizzato, cfr. ad esempio, Antonio Gramsci, \u201c<em><a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/11\/antonio-gramsci-lo-stato-e-il.html\">Lo stato e il socialismo<\/a><\/em>\u201d, L\u2019ordine Nuovo 1919.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> &#8211; Con belle e colorate, talvolta violente ma a margine, manifestazioni alle quali ho anche partecipato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> &#8211; Conclude Bascetta: \u201cQuel movimento fu sconfitto, non tanto da un qualche vizio utopistico di fondo o dalle sue molte debolezze, quanto da una impressionante sequenza di violenza e di terrore, che permise ai governi nazionali di servirsi delle politiche di emergenza per ridurre ulteriormente gli spazi di democrazia e aumentare le proprie prerogative di comando e di controllo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si dovrebbe dimenticare che non appena si presentava un momento sovranazionale di conflitto, a partire da Genova 2001, i governi europei si scalmanavano nel reclamare la sospensione di Schengen, praticandola di fatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quel movimento, che non fu una \u00abgrande potenza\u00bb, come incautamente fu sostenuto all\u2019epoca, ma una prospettiva politica che faceva i conti con la realt\u00e0 della globalizzazione, \u00e8 almeno qualcosa che abbiamo visto, a differenza di quelle \u00absovranit\u00e0 nazionali\u00bb riconquistate dal basso e dedite alla difesa dei pi\u00f9 deboli di cui non si \u00e8 vista la minima traccia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel deserto che stiamo attraversando converrebbe ispirarsi a qualcosa che \u00e8 stato piuttosto che a un feticcio dottrinario.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/12\/circa-marco-bascetta-il-discorso-sulla.html\">https:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/12\/circa-marco-bascetta-il-discorso-sulla.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TEMPO FERTILE (Alessandro Visalli) &nbsp; Dopo aver letto e commentato l\u2019articolo di Ernesto Longobardi che attacca le politiche di spesa ed espansione del welfare, ed averne inseguito le fonti commentando l\u2019articolo di Luciana Castellina da lui portato a sostegno, \u201cLo tsunami di un sovranismo che ci divide\u201d, vale la pena leggere anche l\u2019articolo (egualmente portato da Longobardi a dimostrazione della cattiveria del \u2018sovranismo\u2019), di Marco Bascetta \u201cIl discorso sulla sovranit\u00e0 \u00e8 congeniale alla destra\u201d.&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":38863,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/A.Visalli.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-ci7","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47251"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=47251"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47251\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":47252,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47251\/revisions\/47252"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/38863"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=47251"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=47251"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=47251"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}