{"id":47273,"date":"2018-12-20T10:00:33","date_gmt":"2018-12-20T09:00:33","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47273"},"modified":"2018-12-19T15:23:45","modified_gmt":"2018-12-19T14:23:45","slug":"un-paese-piu-depresso-e-nessuno-se-ne-occupa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47273","title":{"rendered":"Un Paese pi\u00f9 depresso (e nessuno se ne occupa)"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>CORRIERE.IT (Franco Arminio)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"lazy initial loaded\" title=\"Illustrazione di Umberto Grati\" src=\"https:\/\/images2.corriereobjects.it\/methode_image\/2018\/12\/16\/Cultura\/Foto%20Cultura%20-%20Trattate\/INT01F2_1556712F1_81-kiNE-U3080234953154R7H-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443.jpg?v=20181216105519\" alt=\"Illustrazione di Umberto Grati\" data-original=\"\/\/images2.corriereobjects.it\/methode_image\/2018\/12\/16\/Cultura\/Foto%20Cultura%20-%20Trattate\/INT01F2_1556712F1_81-kiNE-U3080234953154R7H-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443.jpg?v=20181216105519\" data-was-processed=\"true\" \/><\/p>\n<div class=\"bk_cop_im1 rs_preserve rs_skip\"><strong><span class=\"didascalia_img\">Illustrazione di Umberto Grati<\/span><\/strong><\/div>\n<div class=\"web_widget_socialBar rs_skip rs_preserve\" data-href=\"https:\/\/www.corriere.it\/opinioni\/18_dicembre_15\/paese-piu-depresso-nessuno-se-ne-occupa-36d067fa-00ab-11e9-8adf-e9de349ac71d.shtml\">\n<div class=\"shadow\"><\/div>\n<div class=\"social_bar\">\n<div class=\"share tw\"><\/div>\n<div class=\"printPage\"><\/div>\n<div class=\"inviaMail\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"paywall-content\">\n<div class=\"chapter clearfix\">\n<p class=\"chapter-paragraph\" style=\"text-align: justify;\">Il nero dell\u2019Italia di oggi non \u00e8 il fascismo, ma la depressione. Forse sono depressi anche in Francia, ma l\u00ec ora \u00e8 una depressione che si agita. Da noi \u00e8 una cosa inerte, cupa. Tutti parlano di Salvini, ma il problema sono quelli che non escono di casa. Ci sono milioni di italiani in pigiama. C\u2019\u00e8 gente che finisce la sua giornata prima di cominciarla. Esistono i lavori usuranti, ma esistono anche i riposi usuranti. Abbiamo milioni di pensionati in buona salute, ma a cui nessuno sa cosa chiedere. Milioni di giovani senza lavoro e molto spesso senza utopie. Abbiamo un esercito di mutilati che non hanno partecipato a nessuna battaglia. La depressione degli italiani ovviamente non preoccupa nessuno perch\u00e9 i depressi in genere non danno fastidio. Anzi, uno dei motivi dell\u2019assenza di conflitto sociale \u00e8 proprio il dilagare della depressione. E ovviamente anche della paura.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter clearfix\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">Parliamo sempre della paura per i migranti. Ma forse la vera paura \u00e8 il cancro. Siamo avvinti a questo nodo scuro che nessun uragano pu\u00f2 sciogliere. Nessuno di noi, in nessun luogo pu\u00f2 dire di non avere un parente o un conoscente ammalato di cancro. Anche la salute non \u00e8 mai stata tanto grigia. Basta guardare le facce che ci sono in giro. \u00c8 come se fosse sceso un velo grigio sulle facce. La scontentezza fa pi\u00f9 danni del colesterolo. E poi c\u2019\u00e8 la lingua. Gli italiani non hanno mai parlato cos\u00ec male. Una volta c\u2019erano i pastori, i barbieri che parlavano in rima. Anche chi non aveva studiato ti sapeva raccontare qualcosa. Ora si parla tanto di narrazioni, ma nessuno sa narrare niente. E ci si ammala anche per questo. C\u2019\u00e8 come un ristagno delle emozioni. La Rete ha creato un mondo di solitari che aspettano ogni giorno una parola che non arriva e se arriva non \u00e8 mai bastevole. Primo e ultimo gesto della giornata: accendere e spegnere il telefonino. \u00c8 come portarsi dietro una bombola di ossigeno vuota. Non c\u2019\u00e8 aria in Rete, \u00e8 solo un traffico di ombre. E quello che una volta si chiamava mondo reale \u00e8 un deserto. L\u2019unico luogo dove si fa vita sociale ormai sono i ristoranti. Visti da fuori sembrano acquari dove ogni cliente \u00e8 un pesciolino.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nessuno sembra preoccuparsi di una situazione del genere. Il governo da mesi \u00e8 impegnato in esercizi di ragioneria finanziaria perch\u00e9 per l\u2019Europa di oggi sembra che la vita di una nazione passi tutta per l\u2019ufficio di ragioneria. Anche la morte sembra passata in secondo piano. Sempre pi\u00f9 spesso si muore di nascosto e chi resta subito si rimette in marcia. Il lutto fa pensare al vuoto e il vuoto fa paura. Fa paura il silenzio. E allora via con le esternazioni. Le fa il bidello su Facebook e le fa il ministro della scuola che non vorrebbe compiti a casa a Natale. Ognuno ha qualcosa da dire o da svelare e alla fine non sentiamo niente, non ricordiamo niente.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">Forse in una situazione del genere almeno gli intellettuali si dovrebbero allarmare, ma gli intellettuali sono depressi, come tutti gli altri. E poi c\u2019\u00e8 l\u2019antica attitudine alla vilt\u00e0 e alla furbizia. Si preferisce non prendere posizione. Non mi riferisco al fatto di scrivere su un giornale o in Rete, ma anche alla semplice discussione coi vicini o al bar. Oggi la parola \u00e8 passata a chi non ha niente da dire. E il segreto sta nel fatto che questi si rivolgono a chi non ha voglia di ascoltare. In questo modo ogni cretinata \u00e8 sempre viva e vegeta, mentre il pensiero sembra un esercizio per presuntuosi. Se metti una bella poesia in Rete, alcuni apprezzano ma per altri \u00e8 solo un esercizio narcisistico. Chi racconta un\u2019esperienza virtuosa \u00e8 uno che si vanta. Gli sfaccendati e i rancorosi hanno creato un clima in cui i loro sentimenti sono la normalit\u00e0. Il bene \u00e8 una stranezza da indagare, in qualche caso persino da perseguire legalmente.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">Forse quello che una volta si chiamava impegno politico oggi dovrebbe partire dalla condizione fisica e spirituale degli italiani. Bisogna partire dai corpi pi\u00f9 che dalle leggi di bilancio. Da questo punto di vista il governo in carica mi sembra davvero assai lontano dal poter fare un lavoro culturale. \u00c8 in corso una rottamazione delle anime di cui nessuno si occupa. Parlo delle persone che hanno potere. Questi ci fanno morire, ma esiste pure chi ci sta guarendo. Ecco il mistero di questa epoca, crepuscolo e alba assieme.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\">\n<p class=\"chapter-paragraph\" style=\"text-align: justify;\">L\u2019alba viene dagli ignoti che abbracciano ancora, che stanno vicini agli infermi. Gli ignoti che lavorano con cura, i silenziosi che parlano coi loro esercizi di salute morale. Il conflitto non \u00e8 pi\u00f9 tra destra e sinistra, ma tra tirchi e generosi, tra cinici e appassionati. Nessuno sa come andr\u00e0 a finire. Non pensate che l\u2019esito dipenda da Salvini e da Di Maio. Dipende da ognuno di noi. Dipende dalle verit\u00e0 che proteggeremo, dai sogni che proveremo a realizzare. \u00c8 ora che ognuno stenda il suo sogno sulla tavola del mondo, i sogni non prendono spazio, ma lo danno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/opinioni\/18_dicembre_15\/paese-piu-depresso-nessuno-se-ne-occupa-36d067fa-00ab-11e9-8adf-e9de349ac71d.shtml?refresh_ce-cp&amp;fbclid=IwAR0LfFTE6kogMdpieNvFlqq343f7Tm50pC0ZmYk3gjGXweRELlkXXg48ROM\">https:\/\/www.corriere.it\/opinioni\/18_dicembre_15\/paese-piu-depresso-nessuno-se-ne-occupa-36d067fa-00ab-11e9-8adf-e9de349ac71d.shtml?refresh_ce-cp&amp;fbclid=IwAR0LfFTE6kogMdpieNvFlqq343f7Tm50pC0ZmYk3gjGXweRELlkXXg48ROM<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CORRIERE.IT (Franco Arminio) &nbsp; Illustrazione di Umberto Grati Il nero dell\u2019Italia di oggi non \u00e8 il fascismo, ma la depressione. 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