{"id":47296,"date":"2018-12-20T11:30:57","date_gmt":"2018-12-20T10:30:57","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47296"},"modified":"2018-12-20T10:37:05","modified_gmt":"2018-12-20T09:37:05","slug":"lo-spirito-del-capitalismo-in-una-classifica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47296","title":{"rendered":"Lo spirito del capitalismo in una classifica"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>LE PAROLE E LE COSE (Francesco Frisari)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-full size-full wp-post-image\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/ZOZO_eyecatch-e1534652993254.jpg?fit=1450%2C499\" sizes=\"100vw\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/ZOZO_eyecatch-e1534652993254.jpg?w=1450 1450w, https:\/\/i1.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/ZOZO_eyecatch-e1534652993254.jpg?resize=300%2C103 300w, https:\/\/i1.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/ZOZO_eyecatch-e1534652993254.jpg?resize=768%2C264 768w, https:\/\/i1.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/ZOZO_eyecatch-e1534652993254.jpg?resize=1024%2C352 1024w\" alt=\"\" width=\"1450\" height=\"499\" data-attachment-id=\"34486\" data-permalink=\"http:\/\/www.leparoleelecose.it\/?attachment_id=34486\" data-orig-file=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/ZOZO_eyecatch-e1534652993254.jpg?fit=1450%2C499\" data-orig-size=\"1450,499\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;2.4&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;iPhone X&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1534684304&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;6&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;125&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.041666666666667&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"ZOZO_eyecatch-e1534652993254\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/ZOZO_eyecatch-e1534652993254.jpg?fit=300%2C103\" data-large-file=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.leparoleelecose.it\/wp-content\/uploads\/ZOZO_eyecatch-e1534652993254.jpg?fit=525%2C180\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tante classifiche prima dell\u2019inizio di un nuovo anno\u00a0salutano il precedente con i suoi migliori dischi, film e ovviamente serie tv, ma ce n\u2019\u00e8 una diversa, che sembra darci uno guardo su quello che una volta si sarebbe chiamato lo spirito dei tempi, l\u2019aria e il pensiero che tira. Riguarda i veri protagonisti e compagni delle nostre vite, altro che la cultura che interessa i soliti pochi in cerca di distinzione, si occupa infatti di prodotti tecnologici, nel senso delle migliori cinquanta invenzioni dell\u2019anno scelte come da sua abitudine da Time Magazine nel numero di fine novembre, che oltre che all\u2019innovazione evidentemente pensa anche ai regali di Natale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono le \u00abinvenzioni che stanno rendendo migliore, pi\u00f9 intelligente e anche un po\u2019 pi\u00f9 divertente il mondo\u00bb, ma non si tratta di brevetti universitari o complessi marchingegni usciti da qualche centro di ricerca, sono beni di consumo, in vendita o che stanno per esserlo. L\u2019anno scorso nella lista insieme al Fidget Spinner, la piccola trottola da dita che di certo non ha cambiato il mondo, c\u2019erano l\u2019iPhone X, il nuovo modello della Tesla e l\u2019ultima console Nintendo, nient\u2019altro che versioni pi\u00f9 recenti di prodotti gi\u00e0 affermati e consolidati, mentre quest\u2019anno Samsung \u00e8 presente con una tv camaleontica che pu\u00f2 imitare il muro cui \u00e8 attaccata, la Reebok con un reggiseno sportivo che percepisce e accompagna il movimento e ancora la Nintendo con un kit per costruire i propri controller per videogames. I casi pi\u00f9 interessanti non riguardano quindi le grandi multinazionali ma piuttosto le start-up che propongono se non il cambiamento epocale comunque un qualcosa di nuovo, dal localizzatore LynQ che permette di ritrovarsi ovunque, anche dove non ci sia rete cellulare, grazie a un sistema di rintracciamento a lungo raggio \u00ab<em>great for kids and pets\u00bb<\/em>, alla tuta giapponese ZOZOSUIT da indossare per avere una scansione 3D del proprio corpo che viene mandata a un negozio online per vestiti su misura, spesso gi\u00e0 casi di successo che generano profitti milionari, oltre che un po\u2019 di inquietudine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella lista c\u2019\u00e8 di tutto, diamanti sintetici, una cassetta degli attrezzi che si attacca ovunque, giacche che si caricano con la luce solare e collant indistruttibili fatti con il tessuto dei giubbotti antiproiettile, a riprova che il consumo, e il consumismo, sono felicemente politeisti, in continua ricerca di diversit\u00e0 e diversivi, tanto che fino a pochi anni fa gli oggetti scelti da Time Magazine erano solo venticinque contro i cinquanta di adesso. Eppure qualcosa di pi\u00f9 generale c\u2019\u00e8, se non lo spirito del tempo sopra promesso almeno tre spiritelli, tre idee, se non ideologie, che si sono legate fra loro e incarnate in pi\u00f9 prodotti di quest\u2019anno, e che ci parlano di noi e della nostra concezione del mondo: il miglioramento personale, soprattutto attraverso il comportamento o comunque il corpo; il controllo, di s\u00e9 come degli altri, attraverso i dati; il progressismo, inteso come sostenibilit\u00e0, inclusivit\u00e0, <em>diversity<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Improve, enhance, better <\/em>sono parole che nelle 25 pagine della lista tornano spesso, e riguardano ovviamente i prodotti stessi, c\u2019\u00e8 \u00ab<em>a better baby bottle\u00bb<\/em>, il biberon che assomiglia a un seno per aiutare la familiarit\u00e0 del piccolo e per ribaltarsi meno facilmente, il miglior nuovo proiettore 4k, il perfetto, nel senso di perfezionato, coperchio universale per pentole\u2026 Ma l\u2019oggetto del vero perfezionamento siamo noi compratori, non solo perch\u00e9 grazie a qualcuno di questi acquisti potremo fare meglio molte attivit\u00e0, sport soprattutto ma anche lavori fisici e pulizie, vedi la fascia per operai con sensori annessi o l\u2019aspirapolvere automatizzata che si svuota anche da sola, ma perch\u00e9 potremo a nostra volta diventare persone migliori. Potremo ad esempio placare la nostra ansia grazie a una coperta pi\u00f9 pesante del solito, fra i 6 e gli 11 kg, in tanti colori ma tutti sobriamente spenti, che attraverso una gentile pressione dovrebbe, cos\u00ec sostengono \u00abgli studi\u00bb, calmare il sistema nervoso simulando un abbraccio. Costa 250 dollari, e dopo un lancio su Kickstarter la <em>Gravity Blanket<\/em> ha fatto 18 milioni di dollari di vendite negli ultimi 2 anni \u2013 uno dei fondatori riconduce il successo anche alla montante ansia dell\u2019era Trump. Ce n\u2019\u00e8 ovviamente anche una versione estiva o per climi caldi, purtroppo manca quella per animali, come si scopre da una risposta sul loro sito a una richiesta evidentemente abbastanza frequente, ma quel che importa \u00e8 che riduce stress e ansia senza bisogno di ricetta medica, e senza alcun dubbio, secondo chi la vende. Volendo si potrebbe accompagnarla con un\u2019altra delle invenzioni segnalate, delle cuffie leggerissime e sottilissime, le <em>Sleepbuds, <\/em>\u00abprogettate per migliorare il tuo sonno\u00bb e che per 250 dollari isolano dal mondo esterno e trasmettono suoni pensati per rilassarci. Combinando i due oggetti forse potremmo andare oltre l\u2019esperienza tecnologica di un caldo abbraccio, per comprare finalmente quella originaria dello stare dentro l\u2019utero, avvolti, protetti e con i suoni del mondo attenuati. Per star bene e meglio, o anche solo per dormire decentemente, pare oggi tocchi tornare cos\u00ec indietro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma oltre l\u2019ansia possiamo finalmente affrontare e risolvere anche le nostre cattive e malsane abitudini, grazie a un braccialetto da polso, <em>Keen<\/em>, che programmiamo perch\u00e9 riconosca alcuni nostri movimenti, come graffiarsi la pelle, mangiarsi le unghie, strapparsi i capelli \u2013 il <em>bad habit<\/em> che ha ispirato l\u2019inventrice -, di modo che ci dia una piccola vibrazione, una leggera scossa che solo noi sentiremo compiendo il gesto. Il concetto chiave sarebbe la consapevolezza, \u00ab<em>awareness: now in style\u00bb <\/em>\u00e8 scritto nel loro sito, di fatto per\u00f2 diventiamo allo stesso tempo Pavlov e il suo cane, ci proviamo a condizionare da soli, con il beneplacito e i soldi del <em>National Institutes of Mental Health<\/em> statunitense che ha concesso un finanziamento di 300 mila dollari. Tutti e tre i comportamenti di cui sopra sono infatti patologie riconosciute, con relativi nomi medici, dermatillomania, onychophagia e trichotillomania. L\u2019app collegata al braccialetto monitorer\u00e0 dunque le nostre devianze fornendocene dati e statistiche, di modo che il miglioramento qui passi da una consapevolezza non generica, o tanto mai profonda, ma piuttosto corroborata da numeri, ovverosia dal controllo ai tempi della biometrica, oltre che da un addestramento stimolo-risposta somministrato da soli e con una spesa di 149 dollari per l\u2019apparecchio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Corpo e controllo ritornano varie altre volte fra i prodotti della lista, per fortuna non sempre promettendo miglioramenti della salute mentale come nel caso della coperta e del braccialetto, ma a volte solo della forma fisica, come per lo specchio verticale che si chiama semplicemente <em>Mirror<\/em> e costa 1495 dollari. Non solo fa il suo lavoro di riflettere la nostra immagine, ma ci \u00abrende pi\u00f9 forti\u00bb perch\u00e9 ci fa \u00abconfrontare con noi stessi\u00bb mostrandoci esercizi di ginnastica e i nostri risultati nell\u2019eseguirli, ci fa poi competere con gli altri partecipanti, ognuno da casa propria, ci incoraggia con musiche e scritte motivazionali, e ovviamente cattura i nostri dati e li manda ad \u00aballenatori di fama mondiale\u00bb\u00bb. Gli potremo chiedere non se siamo i pi\u00f9 belli del reame ma pi\u00f9 semplicemente come diventarlo, e poi farci fare direttamente dallo specchio una bella foto, d\u2019altronde i <em>mirror selfie <\/em>sono gi\u00e0 nel canone dei profili Instagram, solo che questa volta non avremo nemmeno l\u2019inconveniente del cellulare in mano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un po\u2019 meno narcisista e ancora pi\u00f9 ossessionato dalle <em>metrics <\/em>\u00e8 <em>Nanit Plus<\/em>, un sistema di camera e monitor per neonati, di quelli per controllare i bambini mentre si \u00e8 in un\u2019altra stanza, che per 279 dollari e 100 di abbonamento annuo offre consigli su come farli dormire attraverso i soliti dati. Questo \u00ab<em>sleep coach for babies\u00bb<\/em> aiuta le \u00ab<em>modern families\u00bb <\/em>tracciando tutti i movimenti del bambino, monitorando i momenti di veglia e di sonno, la luce, la temperatura e l\u2019umidit\u00e0, per sostituire i consigli per la nanna di \u00abuna babysitter fidata o della propria madre\u00bb con degli algoritmi. Inoltre i fondatori puntano ad aggiungere la capacit\u00e0 di riconoscere i primi segnali d\u2019autismo o le apnee da sonno. Lo stesso Time Magazine, che pure l\u2019ha scelta fra le sue invenzioni di quest\u2019anno e che di solito ha toni ottimistici nel presentarle, sottolinea che ad alcuni potrebbe sembrare un po\u2019 <em>creepy <\/em>un \u00ablivello di sorveglianza\u00bb cos\u00ec alto, ma poi glissa al riguardo. Certo \u00e8 davvero inquietante considerare e trattare i bambini come malati sotto osservazione continua, ma d\u2019altronde sembrerebbe di capire che sia decisivo e capitale che dormano, cos\u00ec che lo possano fare anche i genitori, i quali, l\u2019abbiamo visto, devono essere ossessionati dal sonno, dal vero riposo, non pensano ad altro, tanto che per farlo sono disposti a investire molti soldi, a farsi schiacciare sotto pesi, a trasformare i propri figli in cavie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma lo spirito del capitalismo tecnologico non si perde solo in giochi di miglioramenti personali e dati biometrici del singolo, alza lo sguardo dal singolo consumatore e pensa anche in maniera pi\u00f9 larga e sociale. Non vuole pi\u00f9 solo far soldi, da un po\u2019 ha deciso di cambiare le nostre vite, peraltro lo ha sempre fatto ma ora esplicita e professa appena pu\u00f2 che lo vuole fare in meglio, che \u00e8 buono, e che la bont\u00e0 sarebbe uno dei suoi <em>core business<\/em>. E cos\u00ec sembra essere consapevole della propria responsabilit\u00e0 nei confronti della collettivit\u00e0, anche fosse solo come strumento di marketing, e tanto che oramai troviamo perfino le grandi companies schierate su posizione progressiste sulle questioni ambientali, sulla parit\u00e0 di genere o sui diritti civili, decisamente meno su quelli sociali ma forse visti i tempi toccher\u00e0 accontentarci. Le migliori invenzioni del 2018 sono quindi molto <em>green<\/em>, in alcuni casi <em>vegan<\/em> come la simil-salsiccia ottenuta con proteine vegetali, meno grassa e con meno impatto ambientale, in altri semplicemente ma straordinariamente <em>eco-friendly, <\/em>come le infradito \u00abche potrebbero aiutare a salvare il mondo\u00bb perch\u00e9 realizzate con gli scarti della lavorazione della canna da zucchero invece che con plastica inquinante, o la motrice di un camion autoarticolato completamente elettrica, o ancora un sistema di copertura dei tetti che riduce lo smog. C\u2019\u00e8 anche molta attenzione alla disabilit\u00e0, anche qui forse solo per mere ragioni di intercettare nuove nicchie di mercato, ma \u00e8 giusto accogliere l\u2019eterogenesi dei fini quando ci porta un rasoio assistito pensato per tutti quelli che oggi non riescono a radersi da soli, un controller per videogiochi per chi ha scarsa mobilit\u00e0 alle mani, una sedia a rotelle motorizzata con 15 chilometri di autonomia e la capacit\u00e0 di salire i gradini. Forse un po\u2019 di inquietudine torna pensando a gli \u00abocchi on demand per ciechi\u00bb, gli occhiali <em>Aira<\/em>, dotati di una telecamera che manda in streaming le immagini di quel che li circonda a uno degli <em>agents <\/em>della societ\u00e0, perch\u00e9 le possano descrivere al non vedente che li indossa, per\u00f2 qui a colpire \u00e8 la bizzarra e straniante condizione di lavoro di questi agenti pi\u00f9 che gli effetti dell\u2019invenzione. Ma la classifica di Time Magazine sembra aver attenzione perfino per la povert\u00e0, include infatti anche una stampante 3D capace di tirare su le strutture di base di una casa di 32 m\u00b2\u00a0in sole quarantotto ore, pensata per gli homeless ma anche per vittime di terremoti e disastri naturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Visto che i tempi sono confusi c\u2019\u00e8 quindi davvero di tutto fra le presunte migliori invenzioni del 2018, il tentativo di coinvolgere chi spesso era fuori dal mercato, idee di produzioni diverse e pi\u00f9 sostenibili, o anche, sorprendentemente, quelle che sembrano buone idee, senza dimenticare per\u00f2 le inquietanti e miracolistiche promesse, le voglie confuse di cambiare e migliorarsi, il comportamentismo ingenuo, la molta fede nei dati e lo sguardo rivolto quasi solo su di s\u00e9. Tutti questi oggetti di certo contengono e vendono qualcosa che va oltre loro stessi, incarnano pi\u00f9 o meno surrettiziamente idee o visioni del mondo, tanto che nell\u2019entrare in una casa altrui converr\u00e0 sbirciare non pi\u00f9 solo i suoi libri per farci un\u2019idea di chi ci abita, toccher\u00e0 aprire cassetti, controllare gli elettrodomestici, le pentole e i coperchi, il vestiario e l\u2019arredamento, provare a parlare con lo specchio o saggiare il peso della coperta per capire davvero con chi abbiamo a che fare, d\u2019altronde oramai i prodotti parlano di noi meglio di qualunque altra cosa, e non sembrano parlarne troppo bene.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=34485\">http:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=34485<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LE PAROLE E LE COSE (Francesco Frisari) &nbsp; Tante classifiche prima dell\u2019inizio di un nuovo anno\u00a0salutano il precedente con i suoi migliori dischi, film e ovviamente serie tv, ma ce n\u2019\u00e8 una diversa, che sembra darci uno guardo su quello che una volta si sarebbe chiamato lo spirito dei tempi, l\u2019aria e il pensiero che tira. 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