{"id":47481,"date":"2019-01-07T09:30:18","date_gmt":"2019-01-07T08:30:18","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47481"},"modified":"2019-01-04T17:44:37","modified_gmt":"2019-01-04T16:44:37","slug":"crisi-italiana-in-arrivo-o-minaccia-di-una-seconda-crisi-delleuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47481","title":{"rendered":"Crisi italiana in arrivo o minaccia di una seconda crisi dell\u2019Euro"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>HYPERPOLIS (Winfried Wolf)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3057\" src=\"http:\/\/www.ilponterivista.com\/wp-content\/uploads\/pierre-moscovici.jpg\" sizes=\"(max-width: 805px) 100vw, 805px\" srcset=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/wp-content\/uploads\/pierre-moscovici.jpg 805w, https:\/\/www.ilponterivista.com\/wp-content\/uploads\/pierre-moscovici-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ilponterivista.com\/wp-content\/uploads\/pierre-moscovici-768x432.jpg 768w\" alt=\"pierre moscovici\" width=\"805\" height=\"453\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify;\">I titoloni dei giornali di questi giorni suonano <em>Il debito italiano allarma la Ue<\/em> \u2013 cos\u00ed la \u00abSueddeutsche Zeitung\u00bb del 19 ottobre, gi\u00e0 in prima pagina. Esperti finanziari avanzano argomentazioni offensive nei confronti di Roma; Clemens Fuest, presidente dell\u2019\u00abIstituto Ifo\u00bb di Monaco parla sull\u2019\u00abHandelsblatt\u00bb del 14 ottobre del paziente italiano, e si dichiara favorevole \u00aball\u2019isolamento finanziario dell\u2019Italia\u00bb. Si tratterebbe ora di \u00abmantenere la stabilit\u00e0 finanziaria almeno nel resto dell\u2019Europa in caso di fallimento dello Stato italiano\u00bb. E il commissario Ue, Pierre Moscovici, agisce in maniera estremamente aggressiva: il 19 ottobre indirizzava al governo italiano una \u201clettera di fuoco\u201d in cui sosteneva che Roma avrebbe \u00abtrasgredito le regole della Ue sul debito in una misura mai precedentemente verificatasi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify;\">Sono solo stupidaggini e al tempo stesso creazione di panico, che pu\u00f2 effettivamente condurre a un panico finanziario. \u00c8 pur vero che il debito pubblico italiano \u00e8 alto. Commisurato al Pil segna il 130% (o anche: l\u2019intero debito pubblico italiano \u00e8 di un buon 30% maggiore del Pil attuale del paese). \u00c8 anche esatto che l\u2019Ue aveva concordato per questa quota di debito un limite del 60%. Eppure tale asticella viene abbattuta da quasi tutti i paesi dell\u2019eurozona, recentemente perfino dalla Germania. E, soprattutto, ci sono grandi paesi dell\u2019Ue, come la Francia e la Spagna, il cui debito \u00e8 ormai arrivato al 100% del Pil e che, dunque, al presente cozzano contro il \u201ccriterio Maastricht\u201d. Se si osserva il <em>grafico<\/em> dell\u2019evoluzione delle quote di debito, appaiono <em>chiare tre cose<\/em>: 1) nel 2006 \u2013 prima della grande crisi \u2013 c\u2019era una differenza tra i paesi pi\u00fa indebitati e quelli che lo erano di meno che di solito si aggirava sui 35 punti percentuali; le quote di indebitamento dei paesi meno indebitati si aggiravano sul 60-70% (nel caso della Spagna perfino del 40%); quelle dei paesi pi\u00fa indebitati, Italia e Grecia, avevano una quota vicina al 100%. Oggi questa differenza \u00e8 di circa 40 punti percentuali.<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify;\">2) C\u2019\u00e8 stato un aumento irregolare delle quote di debito nel corso della crisi economica mondiale 2008-2010 che riguard\u00f2 pressoch\u00e9 tutti i paesi dell\u2019Ue. Ci\u00f2 si spiega con il fatto che fu impiegato su larga scala denaro pubblico per la salvezza delle banche. A causa di un settore finanziario privato altamente indebitato, paesi membri dell\u2019Ue divennero a loro volta altamente indebitati (e sdebitate banche che rimasero private e che ora fanno girare nuovamente una ruota gigantesca della speculazione).<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify;\">3) Negli ultimi cinque anni solo pochi paesi dell\u2019eurozona sono stati in grado di ridurre la loro quota di debito. Questo \u00e8 stato possibile in una certa misura all\u2019Austria. Ed \u00e8 stato reso possibile in tutta evidenza al governo tedesco. Si tratta qui di paesi a forte esportazione, di Stati con chiare eccedenze di bilancio delle partite correnti; questi paesi si possono anche definire \u201ccentro\u201d dell\u2019eurozona. Nel contempo, comunque, le quote di debito sono continuate a salire in molti altri paesi dell\u2019eurozona \u2013 cio\u00e8 nella periferia. In misura estrema <em>nel caso della<\/em> <em>Grecia<\/em>, dove frattanto fu raggiunta una quota di oltre il 180%; nel <em>caso dell\u2019Italia<\/em> con un gi\u00e0 citato 130%; <em>in <\/em><em>Spagna<\/em> dove fu superato il 100% e che attualmente sfiora il 100%. Ma anche <em>in <\/em><em>Francia<\/em>, dove nel frattempo \u00e8 stato superato il limite del 100%.<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify;\">Ora, una quota di debito del 100 o del 130% rappresenta sicuramente un aggravio enorme per l\u2019economia. In conclusione, il paese in questione e i contribuenti di tale paese devono pagare anno per anno il carico degli interessi per tale debito. E con ci\u00f2 gli interessi vengono pagati in gran parte alle banche, che erano gi\u00e0 state salvate dai contribuenti e il cui salvataggio ha determinato in buona misura l\u2019esplosione del debito statale. Che debiti del livello menzionato \u201cnon\u201d siano sostenibili non \u00e8 comunque una tesi solida. La quota del debito giapponese, per esempio, ammonta al momento al 236%. C\u2019\u00e8 una serie di fattori specifici che vanno considerati nella valutazione della \u201csostenibilit\u00e0\u201d di uno dato carico debitorio. Adesso la Commissione Ue, e il suo commissario alla finanza Moscoviti, sostengono che il nuovo indebitamento pianificato dal governo italiano per l\u2019anno 2019 per l\u2019ammontare del 2,4% del Pil rappresenterebbe una \u00abtrasgressione delle regole sul debito in una misura mai verificatasi\u00bb. Questo \u00e8 <em>falso<\/em>. Anzi \u00e8 un\u2019<em>insolenza<\/em> se a pronunciarla \u00e8 un uomo che negli anni 2012-2014 \u00e8 stato ministro francese delle Finanze e con ci\u00f2 corresponsabile del fatto che allora Parigi \u2013 in tempi di relativa crescita economica \u2013 sfor\u00f2 da sovranista i limiti del deficit. Consideriamo ora l\u2019evoluzione del deficit di alcuni paesi dell\u2019eurozona nell\u2019ultimo decennio (vedi tabella). Ci sono stati, in tutti i paesi qui elencati anche in quella perla, nonch\u00e9 campione di risparmio, che \u00e8 la Germania \u2013, anni nei quali il limite del 3% venne nettamente superato. Ci sono stati anni nei quali singoli paesi presentavano un deficit doppio e anche triplo di quanto ufficialmente consentito (nel 2010 il Portogallo con l\u201911,2% e nel 2014 con il 7,2%; nel 2009 la Spagna con l\u201911%; sempre nel 2009 la Francia con il 7,2%). Una parte di questi paesi \u2013 Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Cipro \u2013 venne anche punita dall\u2019Ue; e allora arriv\u00f2 la Troika e impose a questi paesi brutali programmi di demolizione sociale \u2013 definiti subdolamente \u00abriforme\u00bb e \u00abprogrammi di risparmio\u00bb. Ora c\u2019\u00e8 in particolare <em>un<\/em> paese che per un decennio ha sovranamente ignorato il supposto massimale limite del deficit \u2013 la <em>Francia<\/em>: negli anni dal 2006 al 2016 il deficit del bilancio francese era sempre oltre il 3%. E cos\u00ed continu\u00f2 a salire anche la quota di debito della Francia, nel 2008 circa del 75% nel frattempo al 100%. E qui non ci fu alcuna lettera infuocata, alcun procedimento aggressivo della Commissione Ue e neppure alcun attacco aperto da parte del governo tedesco. Anzi, la Cancelliera tedesca si vide in stretto rapporto con ciascuno dei presidenti francesi, si trattasse di Nicolas Sarkozy (2007-2012) o di Fran\u00e7ois Hollande (2012-2017) o di Emmanuel Macron (dal 2017).<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify;\"><em>Un decennio di deficit di bilancio in percentuale del Pil in Germania, Francia, Italia, Spagna e Portogallo (2008-2018)<\/em><\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.ilponterivista.com\/wp-content\/uploads\/tabe-1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3058 alignnone\" src=\"http:\/\/www.ilponterivista.com\/wp-content\/uploads\/tabe-1.png\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" srcset=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/wp-content\/uploads\/tabe-1.png 960w, https:\/\/www.ilponterivista.com\/wp-content\/uploads\/tabe-1-300x56.png 300w, https:\/\/www.ilponterivista.com\/wp-content\/uploads\/tabe-1-768x142.png 768w\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"178\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify;\">E che se ne fanno quegli scervellati di italiani di questi nuovi debiti? Costruiscono forse un costosissimo aeroporto come il Ber? O una \u201cfilarmonica sul Tevere\u201d sul tipo della \u00abFilarmonica dell\u2019Elba\u00bb ad Amburgo? O forse una Milano 21 \u2013 cio\u00e8 una stazione sotterranea milanese, come \u00e8 avvenuto nell\u2019area tedesca di Sud-Ovest?<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify;\">Niente di tutto questo. Quel che \u00e8 pi\u00fa intrigante degli attacchi attuali da parte dell\u2019Ue nei confronti del governo italiano \u00e8 che le misure che questo governo intende finanziare, con esborsi statali piuttosto consistenti, riguardano progetti di buon senso sotto un profilo sociale. Si \u00e8 pianificato anzitutto: 1) un modesto reddito di base per 6,5 milioni di poveri; 2) una piccola riduzione dell\u2019et\u00e0 pensionabile per un gruppo di pochi benestanti; 3) una riduzione delle tasse per 400.000 piccole e piccolissime imprese.<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify;\">Il governo italiano di Lega e M5S \u00e8 senza dubbio un governo contraddittorio, che in molti ambiti pratica una politica reazionaria. Le misure assunte nei confronti dei profughi sono razziste e disumane. Eppure su questo terreno non c\u2019\u00e8 stata alcuna critica da parte della Commissione europea o del governo tedesco. Il ministro dell\u2019Interno tedesco, Seehofer, \u00e8 addirittura interiormente affine al reazionario ministro degli Interni italiano Salvini.<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify;\">E in Alto Adige, dopo le elezioni regionali, c\u2019\u00e8 una situazione in cui la Sudtiroler Volkspartei strettamente connessa col governo di Vienna \u2013 intende stipulare a Bolzano un patto con la Lega. \u00c8 anche interessante quel che qui da noi viene concretamente criticato nei progetti del governo italiano. In proposito sul \u00abGiornale della borsa\u00bb (\u00abBoersen-Zeitung\u00bb, 25.08.2018)<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2018\/12\/28\/crisi-italiana-in-arrivo-o-minaccia-di-una-seconda-crisi-delleuro\/#sdfootnote1sym\" name=\"sdfootnote1anc\">1<\/a><\/sup>, sotto il titolo <em>La voglia di fallimento dell\u2019Italia<\/em>, si legge come sia spiacevole \u00abla minaccia del ritiro della licenza alla societ\u00e0 di infrastrutture Atlantia\u00bb. Si tratta della societ\u00e0 che gestisce autostrade controllata da Benetton che porta una responsabilit\u00e0 determinante per il crollo del ponte di Genova.<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify;\">Pi\u00fa oltre si sostiene: \u00aba Roma non importa n\u00e9 dei contratti n\u00e9 delle regole. La costruzione della tratta ferroviaria ad alta velocit\u00e0 tra Lione e Torino, un progetto europeo, gi\u00e0 ultimato per met\u00e0, \u00e8 all\u2019esame. [\u2026] Non c\u2019\u00e8 da meravigliarsi se i mercati finanziari perdono la fiducia nel paese\u00bb.<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify;\">Si tratta qui di un collegamento ad alta velocit\u00e0 con un tunnel lungo pi\u00fa di 50 km. i cui costi esplodono, e che \u00e8 del tutto inutile e insensato. Da molti decenni esiste un collegamento ferroviario tra le due citt\u00e0 che \u00e8 utilizzato meno del 50% e che potrebbe essere modernizzato con una piccola parte del denaro sperperato per il nuovo tratto ad alta velocit\u00e0. Il menzionato grande progetto \u201ceuropeo\u201d fa parte di quell\u2019insieme che le nostre amiche e i nostri amici italiani definiscono \u00abgrandi opere inutili\u00bb. Ed \u00e8 effettivamente una macchina mangiasoldi del tipo della Stoccarda 21.<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify;\"><em>Bilancio<\/em>. Tra l\u2019Italia e la Ue si sta addensando una grave crisi politica, che potrebbe superare quella greca del 2015. Questa crisi pu\u00f2 evolvere apertamente in crisi finanziaria, il che potr\u00e0 poi condurre a uno scontro in tutta l\u2019eurozona e diventare, allora, di rilevante importanza per l\u2019economia mondiale. La responsabilit\u00e0 principale di tale crisi la portano la Commissione Ue, la Bce e il governo di Berlino, che, invece di mostrare una solidariet\u00e0 concreta, fomentano ulteriormente questa crisi sul piano politico e finanziario (per ultimo con la non applicazione delle garanzie della Bce).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">in Il Ponte, 28 Dicembre 2018<\/p>\n<p class=\"textjustify\" style=\"text-align: justify;\">(<em>Traduzione dal tedesco di Cesarina Branzi<\/em>)<\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote-western\" style=\"text-align: justify;\"><a class=\"sdfootnotesym\" href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2018\/12\/28\/crisi-italiana-in-arrivo-o-minaccia-di-una-seconda-crisi-delleuro\/#sdfootnote1anc\" name=\"sdfootnote1sym\">1<\/a> Si tratta della \u00abFrankfurter Allgemeine Zeitung\u00bb, il giornale che per antonomasia si occupa in Germania di banche, borse, ecc., il giornale della Confindustria tedesca nonch\u00e9 del grande capitale, un po\u2019 il corrispettivo tedesco del nostro \u00abSole-24 ore\u00bb, ma si potrebbe aggiungere \u201cal quadrato\u201d. Anche altri giornali tedeschi si occupano di questioni economiche, come, per esempio, l\u2019\u00abHandelsblatt\u00bb, ma nessun\u2019altro ha il peso e l\u2019autorevolezza della \u00abFrankfurter Allgemeine Zeitung\u00bb (<em>ndt<\/em>).<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.hyperpolis.it\/online\/1365-2\/\">http:\/\/www.hyperpolis.it\/online\/1365-2\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di HYPERPOLIS (Winfried Wolf) &nbsp; &nbsp; I titoloni dei giornali di questi giorni suonano Il debito italiano allarma la Ue \u2013 cos\u00ed la \u00abSueddeutsche Zeitung\u00bb del 19 ottobre, gi\u00e0 in prima pagina. Esperti finanziari avanzano argomentazioni offensive nei confronti di Roma; Clemens Fuest, presidente dell\u2019\u00abIstituto Ifo\u00bb di Monaco parla sull\u2019\u00abHandelsblatt\u00bb del 14 ottobre del paziente italiano, e si dichiara favorevole \u00aball\u2019isolamento finanziario dell\u2019Italia\u00bb. 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