{"id":47498,"date":"2019-01-07T08:45:29","date_gmt":"2019-01-07T07:45:29","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47498"},"modified":"2019-01-07T09:05:26","modified_gmt":"2019-01-07T08:05:26","slug":"quel-maledetto-divorzio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47498","title":{"rendered":"Quel maledetto divorzio"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> MARX XXI\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Un interessante articolo di Emmanuele Fiorella ripercorre la storia del &#8216;divorzio&#8217; fra Tesoro e Banca d&#8217;Italia. L&#8217;articolo oltre ad essere una corretta sintesi di un passaggio storico molto sottovalutato \u00e8 una risposta implicita ai cantori del liberismo.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>di\u00a0<strong>Emmanuele Fiorella<\/strong>\u00a0| da\u00a0<a href=\"https:\/\/agambatesa.com\/2018\/06\/26\/quelmaledettodivorzio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">agambatesa.com<\/a><\/p>\n<p><strong>Un\u2019analisi sulla formazione del debito pubblico<\/strong><\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Un\u2019analisi sulla formazione del debito pubblico<\/h2>\n<h4 style=\"text-align: justify;\"><\/h4>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Background storico<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 12 febbraio 1981, il Ministro del Tesoro Beniamino Andreatta comunic\u00f2 al Governatore della Banca d\u2019Italia, Carlo Azeglio Ciampi, la sua volont\u00e0 di cambiare profondamente la politica monetaria della Banca d\u2019Italia e del governo italiano. Lo scambio di opinioni che ne segu\u00ec fu\u00a0<strong>esclusivamente epistolare<\/strong>\u00a0e il Parlamento non fu mai incluso nella discussione che port\u00f2 al cosiddetto\u00a0<em>divorzio<\/em>\u00a0fra\u00a0<em>Banca d\u2019Italia\u00a0<\/em>e<em>\u00a0Ministero del Tesoro<\/em>. (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante \u2018<em>a consentirlo, secondo i legali del ministero, \u00e8 il fatto che la revisione delle disposizioni date alla Banca d\u2019Italia rientra nella competenza esclusiva del ministro<\/em>\u2019 (1), \u00e8 evidente che ci sia stato e vi \u00e8 tuttora un forte problema di legittimit\u00e0 politica e democratica riguardante questa scelta economica e politica\u00a0<strong>imposta<\/strong>\u00a0al paese ed alle future generazioni. Sottolineo ancora che il parlamento italiano formato dai parlamentari (e partiti) eletti dai cittadini non hanno avuto la possibilit\u00e0, quantomeno formale, di esprimersi in merito ad una questione di tale portata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un articolo pubblicato il 26 luglio 1991 su \u2018Il sole 24 Ore\u2019 l\u2019ex ministro Andreatta scrive:<\/p>\n<blockquote><p>\u2018<em>Il divorzio non ebbe allora il consenso politico, n\u00e9 lo avrebbe avuto negli anni seguenti; nato come \u201ccongiura aperta\u201d tra il ministro e il governatore divenne, prima che la coalizione degli interessi contrari potesse organizzarsi, un fatto della vita che sarebbe stato troppo costoso \u2013 soprattutto sul mercato dei cambi \u2013 abolire per ritornare alle pi\u00f9 confortevoli abitudini del passato<\/em>\u2019 (<a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/SoleOnLine4\/Economia%20e%20Lavoro\/2007\/03\/andreatta-articolo-Sole.shtml?uuid=79a12fba-dbd3-11db-a9e8-00000e25108c&amp;DocRulesView=Libero\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">2<\/a>).<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una dichiarazione chiaramente permeata dal migliore spirito\u00a0<em>anti-democratico<\/em>, basato sull\u2019intraprendere una decisione che porr\u00e0 dei futuri obblighi economici che renderebbero impossibile il cambio di marcia, anche se necessario e razionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il divorzio si concretizz\u00f2 nel luglio 1981, quando la Banca d\u2019Italia non fu pi\u00f9 \u2018<em>obbligata<\/em>\u2019 a coprire i titoli di stato non assorbiti dal mercato. Come vedremo, questa scelta causer\u00e0 dure conseguenze finanziarie per il paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1982 il governo Spadolini II cadde a causa dello scontro politico, fra il ministro del tesoro Beniamino Andreatta ed il ministro delle finanze Rino Formica, proprio su questo provvedimento. La crisi di governo che ne scatur\u00ec \u00e8 ricordata con il nome \u2018Lite delle Comari\u2019.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Come funzionava prima del luglio 1981?<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora oggi, quando lo stato ha bisogno di liquidit\u00e0 (cio\u00e8 di denaro), il ministero del tesoro cerca di vendere i cosiddetti titoli di stato sul mercato finanziario. Potremmo definire i titoli di stato come una sorta di \u2018<em>debito a termine\u2019<\/em>\u00a0usato dagli stati per finanziare parte del bilancio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prima del luglio 1981, quando lo stato aveva bisogno di liquidit\u00e0 immetteva titoli nel mercato ad un tasso di interesse deciso in partenza dallo stato stesso. Se il mercato non avesse assorbito i titoli necessari al finanziamento, allora la Banca d\u2019Italia avrebbe coperto i rimanenti titoli emettendo moneta. Questa operazione creava una situazione in cui i debiti del Ministero del Tesoro venivano supportati dall\u2019emissione di moneta della Banca d\u2019Italia. Il tasso di interesse non cresceva oltre un limite imposto dallo stato, perch\u00e9 la Banca d\u2019Italia provvedeva al fabbisogno del paese ad un tasso concordato con lo stato stesso. Possiamo vedere gli effetti sul debito pubblico di tale procedura nella figura 1. Il debito pubblico italiano fino al 1981 non aveva\u00a0<strong>mai<\/strong>\u00a0superato il 65% del PIL, una percentuale quasi\u00a0<em>irrisoria<\/em>\u00a0rispetto al debito attuale ma di gran lunga maggiore rispetto ai trend precedenti. Infatti, il valore medio del rapporto debito\/PIL era del 30% nel periodo 1950-1969 e del 44% nel periodo 1970-1975. Valori assolutamente accettabili e prova del miglior stato di salute economico-finanziaria di cui godeva l\u2019Italia in passato.<\/p>\n<figure id=\"attachment_236\" class=\"wp-caption alignleft\" style=\"text-align: justify;\" data-shortcode=\"caption\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-236\" src=\"https:\/\/blogagambatesa.files.wordpress.com\/2018\/06\/figura1.jpg?w=640\" alt=\"figura1\" data-attachment-id=\"236\" data-permalink=\"https:\/\/agambatesa.com\/2018\/06\/26\/quelmaledettodivorzio\/figura1\/\" data-orig-file=\"https:\/\/blogagambatesa.files.wordpress.com\/2018\/06\/figura1.jpg?w=640\" data-orig-size=\"881,515\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"figura1\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/blogagambatesa.files.wordpress.com\/2018\/06\/figura1.jpg?w=640?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/blogagambatesa.files.wordpress.com\/2018\/06\/figura1.jpg?w=640?w=640\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Figura 1: Rapporto Debito Pubblico PIL dal 1976 al 2010. (<a href=\"http:\/\/www.linkiesta.it\/it\/article\/2011\/07\/30\/il-debito-pubblico-italiano-quando-e-chi-lo-ha-formato\/11637\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">3<\/a>)<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per completezza vanno ricordate le due crisi petrolifere del 1973 e del 1979 che videro il prezzo del petrolio crescere di circa 6 volte, a causa della \u2018Guerra del Kippur\u2019 e della \u2018Rivoluzione Iraniana\u2019 (fig. 2). Va anche menzionata la recessione del 1975 che vide il PIL italiano diminuire del -2.1% (<a href=\"https:\/\/data.worldbank.org\/indicator\/NY.GDP.MKTP.KD.ZG?locations=IT\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">4<\/a>).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-235\" src=\"https:\/\/blogagambatesa.files.wordpress.com\/2018\/06\/costo-petrolio.jpg?w=640\" alt=\"costo petrolio\" data-attachment-id=\"235\" data-permalink=\"https:\/\/agambatesa.com\/2018\/06\/26\/quelmaledettodivorzio\/costo-petrolio\/\" data-orig-file=\"https:\/\/blogagambatesa.files.wordpress.com\/2018\/06\/costo-petrolio.jpg?w=640\" data-orig-size=\"817,517\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"costo petrolio\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/blogagambatesa.files.wordpress.com\/2018\/06\/costo-petrolio.jpg?w=640?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/blogagambatesa.files.wordpress.com\/2018\/06\/costo-petrolio.jpg?w=640?w=640\" \/><\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Cosa cambi\u00f2 dopo il 1981?<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 1981, la Banca d\u2019Italia non fu pi\u00f9 obbligata a supportare l\u2019acquisto dei titoli di stato, e quindi, di contenere i tassi di interesse. Perci\u00f2, quando lo stato ha bisogno di liquidit\u00e0 (cio\u00e8 di denaro), il ministero del tesoro vende i titoli di stato\u00a0<strong>esclusivamente<\/strong>\u00a0a operatori finanziari. Nel caso in cui titoli di stato non fossero assorbiti dal mercato, allora, lo stato sar\u00e0 \u2018<em>obbligato<\/em>\u2019 materialmente ad alzare i tassi di interesse per rendere i titoli pi\u00f9 appetibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo voi cosa conviene al mercato? Tassi di interesse pi\u00f9 alti o pi\u00f9 bassi? Guardiamo la figura 3.<\/p>\n<figure id=\"attachment_237\" class=\"wp-caption alignleft\" style=\"text-align: justify;\" data-shortcode=\"caption\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-237\" src=\"https:\/\/blogagambatesa.files.wordpress.com\/2018\/06\/tasso-di-interesse-sul-debito-pubblico.jpg?w=640\" alt=\"Tasso di interesse sul debito pubblico.jpg\" data-attachment-id=\"237\" data-permalink=\"https:\/\/agambatesa.com\/2018\/06\/26\/quelmaledettodivorzio\/tasso-di-interesse-sul-debito-pubblico\/\" data-orig-file=\"https:\/\/blogagambatesa.files.wordpress.com\/2018\/06\/tasso-di-interesse-sul-debito-pubblico.jpg?w=640\" data-orig-size=\"1436,1236\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}\" data-image-title=\"Tasso di interesse sul debito pubblico\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/blogagambatesa.files.wordpress.com\/2018\/06\/tasso-di-interesse-sul-debito-pubblico.jpg?w=640?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/blogagambatesa.files.wordpress.com\/2018\/06\/tasso-di-interesse-sul-debito-pubblico.jpg?w=640?w=640\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Figura 3: Il tasso di interesse reale medio sul debito pubblico italiano (6)<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 evidente ed incontrovertibile che il rendimento reale medio sul debito pubblico aumenti di 2 punti percentuali fra il 1981 ed il 1982 e raggiunga la quota\u00a0<strong>record<\/strong>dell\u20198% nel 1992.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Come abbiamo gestito la spesa pubblica negli ultimi 30 anni?<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inserisco alcune definizioni per agevolare la lettura dei prossimi paragrafi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le tasse e le imposte sono comprese dalla maggior parte dei lettori.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"601\"><strong><em>GLOSSARIO<\/em><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"601\"><em>\u00a0<\/em><em>\u2018Per\u00a0<strong>spesa pubblica\u00a0<\/strong>si intende l\u2019insieme delle risorse finanziarie che vengono utilizzate dallo Stato, ovvero dall\u2019Amministrazione centrale (i ministeri), dagli enti previdenziali e dalle amministrazioni decentrate (le regioni e gli enti locali), per:<\/em><\/p>\n<ul>\n<li><em>erogare\u00a0<strong>servizi pubblici<\/strong>\u00a0<strong>ai cittadini<\/strong>\u00a0(pensioni e ammortizzatori sociali, sanit\u00e0, istruzione, difesa, ordine pubblico, protezione civile, trasporti e infrastrutture, servizi culturali e informativi);<\/em><\/li>\n<li><em>far funzionare\u00a0l\u2019organizzazione statale\u00a0(stipendi dei dipendenti pubblici, materiale di consumo, attrezzature e infrastrutture);<\/em><\/li>\n<li><em>ripianare il\u00a0<strong>debito pubblico<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>pagare gli interessi<\/strong>.\u2019 (<a href=\"https:\/\/politicasemplice.it\/politica-italiana\/spesa-pubblica\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">7<\/a>)<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p><em>La spesa pubblica \u00e8 quindi suddivisa in\u00a0<strong>saldo primario<\/strong>\u00a0e in\u00a0<strong>spesa per interessi<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"601\"><em>Il\u00a0<strong>saldo primario<\/strong>\u00a0indica la differenza fra uscite ed entrate esclusa la spesa per interessi:<\/em><\/p>\n<p><strong><em>SALDO PRIMARIO = SPESA PUBBLICA (ESCLUSA SPESA PER INTERESSI) \u2013 ENTRATE (TASSE + IMPOSTE + RICAVI PRIVATIZZAZIONI)<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Se il saldo \u00e8 positivo allora le uscite sono state maggiori delle entrate, cio\u00e8 si sono spese\u00a0<strong>pi\u00f9<\/strong>\u00a0risorse di quante ne siano state incassate tramite il sistema delle imposte. In questo caso il saldo primario \u00e8 chiamato\u00a0<strong>disavanzo primario<\/strong>. Se il saldo primario \u00e8 negativo, allora si sono spese\u00a0<strong>meno\u00a0<\/strong>risorse di quante ne siano state incassate. In questo caso il saldo primario \u00e8 chiamato\u00a0<strong>avanzo primario<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"601\"><em>La spesa per interessi \u00e8 la spesa pubblica destinata al pagamento degli interessi sui titoli di stato agli investitori.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"601\"><em>\u00a0<\/em><em>Il saldo pubblico \u00e8 la differenza fra le spese totali e le entrate totali del paese:<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><strong><em>SALDO PUBBLICO = SPESA TOTALE (SPESA PER SERVIZI + SPESA PER INTERESSI) \u2013 ENTRATE (TASSE + IMPOSTE + RICAVI PRIVATIZZAZIONI)<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Il saldo pubblico corrisponde alla variazione del debito pubblico, infatti, se \u00e8 il saldo \u00e8 positivo, allora, le spese saranno maggiori delle entrate ed il debito pubblico aumenta. In questo caso il saldo pubblico \u00e8 chiamato\u00a0<strong>deficit (o disavanzo) pubblico.<\/strong>\u00a0Se il saldo \u00e8 negativo, allora, le spese saranno minori delle entrate ed il debito pubblico diminuisce. In questo caso il saldo primario \u00e8 chiamato\u00a0<strong>avanzo pubblico.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">La figura 4 analizza il saldo pubblico (linea continua), la spesa per interessi (linea tratteggiata), e il saldo primario (linea a puntini) in Italia, dal 1960 al 2010. La seguente analisi \u00e8 basata sul periodo dal 1981 a circa la met\u00e0 degli anni \u201990, per analizzare i meccanismi che hanno portato a raddoppiare il debito pubblico. Inoltre, a partire dal novembre 1992 la lira inizia un percorso di svalutazione che durer\u00e0 alcuni anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La linea tratteggiata nella figura 4 rappresenta la spesa per gli interessi sui titoli di stato in rapporto al PIL, mostrando una crescita notevole dal 1981 fino alla fine del 1992. In altre parole, con una crescita dei tassi di interessi sui titoli di stato (fig. 3), la spesa per interessi (rispetto al PIL) \u00e8\u00a0<em>esplosa<\/em>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_238\" class=\"wp-caption alignleft\" style=\"text-align: justify;\" data-shortcode=\"caption\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-238\" src=\"https:\/\/blogagambatesa.files.wordpress.com\/2018\/06\/spesa-per-interessi.png?w=640\" alt=\"spesa per interessi.png\" data-attachment-id=\"238\" data-permalink=\"https:\/\/agambatesa.com\/2018\/06\/26\/quelmaledettodivorzio\/spesa-per-interessi\/\" data-orig-file=\"https:\/\/blogagambatesa.files.wordpress.com\/2018\/06\/spesa-per-interessi.png?w=640\" data-orig-size=\"1988,1612\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"spesa per interessi\" data-image-description=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/blogagambatesa.files.wordpress.com\/2018\/06\/spesa-per-interessi.png?w=640?w=300\" data-large-file=\"https:\/\/blogagambatesa.files.wordpress.com\/2018\/06\/spesa-per-interessi.png?w=640?w=640\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Figura 4: Il saldo pubblico (totale), la spesa per interessi, e il saldo primario in Italia, dal 1960 al 2010 (in punti di PIL) (6)<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece, il saldo primario italiano (linea a puntini) \u00e8 negativo a partire dagli anni 90, cio\u00e8, l\u2019economia italiana \u00e8 in\u00a0<strong>avanzo primario<\/strong>\u00a0dal 1990. In altre parole, le uscite sono state\u00a0<strong>minori<\/strong>\u00a0delle entrate. Come conseguenza dell\u2019espansione della spesa per interessi, dopo circa 10 anni, nel 1994 il debito pubblico supera il 120% del PIL\u00a0<strong>raddoppiando<\/strong>\u00a0il suo rapporto dal 1981 come mostrato nella figura 1.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto pi\u00f9 alto di spesa rispetto al PIL si \u00e8 avuto nel 1975, anno della recessione. Dopo il 1975, il saldo primario (fig. 4) esprime un\u00a0<strong>trend negativo<\/strong>\u00a0che equivale ad una\u00a0<strong>diminuzione costante della spesa pubblica\u00a0<\/strong>(<strong>o aumento delle tasse<\/strong>\u00a0in rapporto al PIL) rispetto ad un\u00a0<strong>costante<\/strong>\u00a0<strong>aumento della spesa per interessi<\/strong>\u00a0(in rapporto al PIL).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, guardando il grafico nel periodo 81-92 (dopo il divorzio), il saldo primario \u00e8 crollato, mentre la spesa per interessi \u00e8 esplosa. Quindi, si pu\u00f2 dimostrare che il problema del debito pubblico non \u00e8 connesso alla spesa pubblica, ma \u00e8 piuttosto causato dalla\u00a0<strong>maggiore spesa per interessi<\/strong>.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Quali effetti si avrebbero (probabilmente) se il divorzio non fosse mai avvenuto?<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Speculando sui possibili scenari in cui il divorzio non fosse avvenuto, Il debito pubblico sarebbe\u00a0<em>probabilmente<\/em>\u00a0minore di quello attuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro punto fondamentale \u00e8 la composizione del saldo pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come dimostrato nella figura 4, l\u2019avanzo primario \u00e8 passato dal 5% di PIL (destinato alla spesa pubblica) nel 1981, al circa -6% rispetto al PIL (tagliato dalla spesa pubblica) nel 1997. Il trend \u00e8 \u2018linearmente\u2019 negativo, cio\u00e8, lo stato ha deciso di diminuire progressivamente la spesa pubblica per accomodare la crescente spesa per interessi. Quindi, per mantenere l\u2019andamento del saldo dal 1981 al 1993 (fig. 4) si \u00e8 avuta la necessit\u00e0 di\u00a0<strong>aumentare le tasse<\/strong>, o di\u00a0<strong>limitare la spesa pubblica e l\u2019erogazione dei servizi<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1981 il saldo pubblico ammontava a circa l\u201911% del PIL, del quale 5% destinati al disavanzo primario (cio\u00e8 servizi per i cittadini) e 6% destinati alla spesa per interessi (cio\u00e8 risorse pubbliche destinate agli investitori: banche, istituti di investimento e individui). Invece, alla fine del periodo analizzato, nel 1993, il saldo fra le entrate e le uscite ammontava a circa l\u20198% del PIL, risultante dalla somma di 11% per spesa per interessi e -3% di avanzo primario. Quest\u2019ultimo proviene dal\u00a0<strong>taglio dei servizi per i cittadini e\/o da mancati investimenti<\/strong>, invece, l\u201911% del PIL \u00e8 destinato alla spesa per interessi\u00a0<strong>(investitori)<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il divorzio \u00e8 l\u2019espressione di un\u00a0<strong>conflitto distributivo\u00a0<\/strong>per la spartizione della spesa pubblica fra la\u00a0<strong>grande finanza<\/strong>\u00a0e i\u00a0<strong>cittadini<\/strong>, che si \u00e8 risolto con una evidente vittoria dei\u00a0<strong><em>primi che hanno guadagnato lauti profitti,<\/em><\/strong>\u00a0ed un altrettanto chiara sconfitta dei\u00a0<strong><em>secondi che hanno sofferto l\u2019aumento delle tasse e il taglio dei servizi<\/em><\/strong>.<\/p>\n<h3>Fonti<\/h3>\n<ol>\n<li><strong>Banca d\u2019Italia.<\/strong>\u00a0<em>L\u2019autonomia della politica monetaria.\u00a0<\/em>2011.<\/li>\n<li><strong>Andreatta, Beniamino.<\/strong>\u00a0Il sole 24 Ore.\u00a0<em><a href=\"http:\/\/www.ilsole24ore.com\/fc?cmd=art&amp;artId=891110&amp;chId=30\" rel=\"nofollow\">http:\/\/www.ilsole24ore.com\/fc?cmd=art&amp;artId=891110&amp;chId=30<\/a>.\u00a0<\/em>[Online] 26 luglio 1991.<\/li>\n<li><strong>Manzo, Carlo.<\/strong>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.linkiesta.it\/it\/article\/2011\/07\/30\/il-debito-pubblico-italiano-quando-e-chi-lo-ha-formato\/11637\/\" rel=\"nofollow\">http:\/\/www.linkiesta.it\/it\/article\/2011\/07\/30\/il-debito-pubblico-italiano-quando-e-chi-lo-ha-formato\/11637\/<\/a>. [Online]<\/li>\n<li><strong>World<\/strong>\u00a0<strong>Bank<\/strong><strong>.<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/data.worldbank.org\/indicator\/NY.GDP.MKTP.KD.ZG?locations=IT\" rel=\"nofollow\">https:\/\/data.worldbank.org\/indicator\/NY.GDP.MKTP.KD.ZG?locations=IT<\/a>. [Online]<\/li>\n<li><strong>macrotrends.net.<\/strong>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.macrotrends.net\/1369\/crude-oil-price-history-chart\" rel=\"nofollow\">http:\/\/www.macrotrends.net\/1369\/crude-oil-price-history-chart<\/a>. [Online]<\/li>\n<li><strong>il tramonto dell\u2019euro. [aut. libro] Alberto Bagnai. 2011.<\/strong><\/li>\n<li><strong><a href=\"https:\/\/politicasemplice.it\/politica-italiana\/spesa-pubblica\" rel=\"nofollow\">https:\/\/politicasemplice.it\/politica-italiana\/spesa-pubblica<\/a>. [Online]<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/italia\/economia\/29468-quel-maledetto-divorzio\">http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/italia\/economia\/29468-quel-maledetto-divorzio<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARX XXI\u00a0 Un interessante articolo di Emmanuele Fiorella ripercorre la storia del &#8216;divorzio&#8217; fra Tesoro e Banca d&#8217;Italia. 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