{"id":47523,"date":"2019-01-07T10:00:35","date_gmt":"2019-01-07T09:00:35","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47523"},"modified":"2019-01-07T10:00:16","modified_gmt":"2019-01-07T09:00:16","slug":"moltissimi-ostacoli-nessuno-insormontabile-le-nuove-vie-della-seta-nel-2018","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47523","title":{"rendered":"Moltissimi ostacoli, nessuno insormontabile: le nuove vie della seta nel 2018"},"content":{"rendered":"<div id=\"main-content\">\n<div class=\"wrapper evidenza-menu\">\n<div class=\"inner\">\n<div class=\"float-wrapper\">\n<div class=\"heading\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"post-110445\" class=\"post-110445 rubrica type-rubrica status-publish has-post-thumbnail hentry category-limesplus tag-2018-lanno-su-limes tag-cina tag-giappone tag-india tag-nuove-vie-della-seta tag-russia tag-terrorismo tag-usa tag-xinjiang protagonisti-xi-jinping autori-giorgio-cuscito aree-geopolitiche-america-latina aree-geopolitiche-asia-pacifico aree-geopolitiche-europa aree-geopolitiche-italia sezione_rubrica-bollettino-imperiale\">\n<div id=\"social-share-top-comments_gig_containerParent\" class=\"toolbar\" style=\"text-align: justify;\">\n<div id=\"utility-email\">di <strong>LIMES (Giorgio Cuscito)<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<h1 class=\"post-title entry-title\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-full wp-post-image\" style=\"font-size: 16px;\" src=\"http:\/\/cdn.gelestatic.it\/limesonline\/www\/2018\/04\/2-Vie-della-seta-ok.jpg\" alt=\"Carta di Laura Canali, 2018.\" width=\"802\" height=\"536\" \/><\/h1>\n<div class=\"thumbnail\" style=\"text-align: justify;\">\n<div class=\"dida-thumbnail\">\n<p>Carta di Laura Canali \u2013 2018<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"sommario\" style=\"text-align: justify;\">\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/sezione-rubrica\/bollettino-imperiale\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">BOLLETTINO IMPERIALE<\/a><\/strong> Nonostante le vulnerabilit\u00e0 dei partner, la \u201ctrappola del debito\u201d e le preoccupazioni dei principali rivali di Pechino,\u00a0nell\u2019anno che sta per chiudersi il progetto geopolitico della Cina ha fatto passi avanti. Le contromosse di Usa, Europa e Indo-Pacifico. I dubbi dell\u2019Italia.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"detail\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Bollettino Imperiale \u00e8 l\u2019osservatorio settimanale di Limes dedicato all\u2019analisi geopolitica della Cina e alle nuove vie della seta. Grazie al sostegno di TELT. Puoi seguirlo su <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/bollettinoimperiale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Facebook<\/a> e <a href=\"https:\/\/twitter.com\/DibaoLimes\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Twitter<\/a>.<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel 2018 la Belt and Road Initiative (Bri, o <a class=\"internal-tag-link\" href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/tag\/nuove-vie-della-seta\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nuove vie della seta<\/a>) ha continuato a espandersi, malgrado l\u2019intrecciarsi di molteplici ostacoli<\/strong>.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tra questi rientrano la <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/sezione-rubrica\/bollettino-imperiale\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">guerra commerciale e le frizioni tecnologiche e militari<\/a> con gli Usa<\/strong>, l\u2019opposizione degli altri rivali di Pechino (Giappone, Australia e India), i timori dell\u2019Europa per la penetrazione economica del Dragone, la crescente preoccupazione internazionale per le implicazioni militari della Bri, l\u2019instabilit\u00e0 geopolitica e finanziaria di alcuni paesi coinvolti nell\u2019iniziativa. La cosiddetta \u201c<a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/strangolati-con-la-seta\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">trappola del debito<\/a>\u201d preoccupa diversi paesi (vedi Gibuti, Maldive, Sri Lanka, Pakistan) e ha spinto alcuni di loro a rinegoziare o addirittura cancellare i progetti concordati con la Cina.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questi fattori per ora non compromettono il progetto infrastrutturale lanciato nel 2013 dal presidente cinese Xi Jinping <\/strong>al quale oggi partecipano oltre 65 paesi. Tuttavia,\u00a0per la prima volta quest\u2019anno Xi ha <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/litalia-in-cina-cerca-un-mercato-e-un-investitore-commercio-investimenti-nuove-vie-della-seta\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">criticato indirettamente la sua stessa creatura<\/a>, sottolineando che bisogna \u201ctenere conto degli interessi delle altre parti e attuare progetti che beneficino le popolazioni locali\u201d. Non \u00e8 escluso che Pechino ricalibri l\u2019iniziativa per impedire che nel lungo periodo subisca una battuta d\u2019arresto. Ripercuotendosi sui <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/cina-visione-mondo-sinocentrico\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">progetti geopolitici <\/a>del terzo leader cinese pi\u00f9 potente dopo Mao Zedong e <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/40-anni-riforma-apertura-cina-xi-jinping-deng-xiaoping-discorso\">Deng Xiaoping<\/a>.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il treno corre, malgrado tutto<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel 2018, la Repubblica Popolare <a href=\"http:\/\/www.mofcom.gov.cn\/xwfbh\/20181115.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ha investito<\/a> 12 miliardi di dollari nella Bri<\/strong>, il 6,4% in pi\u00f9 rispetto all\u2019anno precedente. Inoltre, ha firmato progetti per un valore contrattuale di 80 miliardi di dollari (+48% rispetto al 2017). L\u2019interscambio commerciale con i partner dell\u2019iniziativa ha superato gli 860 miliardi di dollari. Le aziende cinesi hanno investito 11 miliardi di dollari in progetti sotto il cappello della Bri e avviato 82 zone di cooperazione economica e commerciale all\u2019estero. Tra le pi\u00f9 attive vi sono i colossi logistici Cosco e China Merchants Group. Il primo, che controlla il porto del Pireo, ha da poco preso la gestione di un terminal container ad Abu Dhabi. Il secondo, che quest\u2019anno <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/la-cina-approda-a-ravenna-nuove-vie-della-seta\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ha aperto un centro di ricerca a Ravenna<\/a>, potrebbe a breve investire nel porto di <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/trieste-come-snodo-europeo-delle-nuove-vie-della-seta-da-ipotesi-a-realta\/108706\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Trieste<\/a>, anche se vi sono altre aziende cinesi interessate allo scalo marittimo nostrano, inclusa China Merchants.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I paesi che aderiscono alle nuove vie della seta sono aumentati in Eurasia (vedi Grecia e <a href=\"https:\/\/www.scmp.com\/news\/china\/diplomacy\/article\/2176766\/portugals-support-chinas-belt-and-road-plan-sets-alarm-bells\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Portogallo<\/a>) e negli altri continenti<\/strong>. In Asia-Pacifico, <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/cina-usa-pacifico-australia-huawei-italia-antartico-nuove-vie-della-seta\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Filippine<\/a>, Papua Nuova Guinea, Samoa, Figi, Niue e Isole Cook hanno firmato il memorandum di partecipazione alla Bri. Ci\u00f2 ha elevato la soglia di attenzione dell\u2019<a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/langlosassone-australia-non-sara-mai-cinese\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Australia<\/a>, che teme la crescente presenza cinese sul suo territorio e nel proprio \u201cgiardino di casa\u201d. Ci\u00f2 spiega perch\u00e9 Canberra abbia recentemente annunciato in accordo con gli Usa il potenziamento della base militare di Manus, in Papua Nuova Guinea.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In America Latina, anche Uruguay, Cile, Trinidad e Tobago, Ecuador e Panam\u00e1 hanno aderito alla Bri<\/strong>. Quest\u2019ultima ha aperto i rapporti diplomatici con la Cina solo nel giugno 2017, rompendo quelli ufficiali con Taiwan. Lo stesso ha fatto El Salvador ad agosto. Tale dinamica riduce lo spazio diplomatico di Taipei, la cui sovranit\u00e0 \u00e8 riconosciuta solo da 17 Stati nel mondo \u2013 inclusa la Santa Sede, con cui <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/cina-e-vaticano-parlano-la-stessa-lingua-papa-chiesa-vescovi-xi-jinping?refresh_ce\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">a settembre<\/a> la Cina ha trovato un\u00a0<a href=\"http:\/\/press.vatican.va\/content\/salastampa\/it\/bollettino\/pubblico\/2018\/09\/22\/0673\/01468.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">accordo<\/a>\u00a0provvisorio sulla nomina dei vescovi nella Repubblica Popolare, mossa dall\u2019intenzione di rafforzare il suo <em>soft power<\/em>. Pechino vuole <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/linvasione-di-taiwan-e-solo-questione-di-tempo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">riprendersi Taiwan<\/a> entro il 2049, se possibile (anche se improbabile) con mezzi pacifici.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal 2013 a oggi, solo il 14% dei progetti avviati nell\u2019ambito della Bri ha riscontrato dei problemi<\/strong>, secondo la societ\u00e0 di consulenza RWR Advisory Group, basata a Washington. La cifra non \u00e8 poi cos\u00ec grande se si pensa alle dimensioni economiche della Bri e alla variet\u00e0 dei progetti avviati con questo marchio, diventato sinonimo della politica estera cinese.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Trappola del debito<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/litalia-in-cina-cerca-un-mercato-e-un-investitore-commercio-investimenti-nuove-vie-della-seta\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Malaysia<\/a> \u00e8 stato il primo paese a cancellare un progetto per evitare di accumulare debito nei confronti della Cina.<\/strong> I due paesi dovevano costruire una ferrovia per collegare la Thailandia, il porto malese di Kuantan e quello di Klang (vicino Kuala Lumpur), cos\u00ec da tagliare il paese da costa a costa.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tale iniziativa serviva a Pechino per ridurre la dipendenza dallo stretto di Malacca che separa l\u2019Oceano Indiano dal Mar Cinese Meridionale<\/strong>. La Cina teme che un giorno gli Usa \u2013 i quali dominano i colli di bottiglia marittimi mondiali \u2013 possano bloccarlo per impedire il passaggio dei suoi traffici commerciali. Di qui la necessit\u00e0 di individuare rotte alternative. In tale contesto rientrano anche i corridoi che uniscono la Cina rispettivamente al Pakistan e al Myanmar, entrambi soggetti a vulnerabilit\u00e0 securitarie e finanziarie. L\u2019attentato di novembre al consolato cinese di Karachi conferma l\u2019opposizione dei ribelli baluci alla costruzione delle infrastrutture del Dragone in territorio pakistano. Islamabad inoltre deve gestire l\u2019alto livello di debito pubblico, il deficit commerciale e il crollo delle riserve di valuta estera. Per questo prima ha chiesto il sostegno del Fondo monetario internazionale e dell\u2019Arabia Saudita, poi ha ridotto di due miliardi di dollari il budget per lo sviluppo della tratta ferroviaria Karachi-Peshawar, all\u2019inizio fissati a 8,2 miliardi. Anche Myanmar, afflitto dagli scontri tra esercito e gruppi etnici armati e dal rischio della \u201ctrappola del debito\u201d, ha ridotto i finanziamenti per l\u2019ampliamento del porto di Naypidaw da 7,3 a 1,3 miliardi di dollari.<\/p>\n<hr \/>\n<div id=\"attachment_110088\" class=\"wp-caption aligncenter\" style=\"text-align: justify; width: 872px;\">\n<p><a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/not-a-chinamans-chance\/paesi_rischio_indebitamento_pechino_edito_1118\" rel=\"attachment wp-att-110088\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-110088\" src=\"http:\/\/cdn.gelestatic.it\/limesonline\/www\/2018\/12\/paesi_rischio_indebitamento_pechino_edito_1118.jpg\" alt=\"Carta di Laura Canali\" width=\"872\" height=\"585\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\">Carta di Laura Canali \u2013 2018<\/p>\n<\/div>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La sicurezza della Bri<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In futuro, Pechino incrementer\u00e0 la presenza militare all\u2019estero per tutelare maggiormente le proprie risorse impiegate in teatri instabili<\/strong>, quali Medio Oriente e Africa. Lo conferma il <a href=\"http:\/\/www.globaltimes.cn\/content\/1132163.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">memorandum sull\u2019antiterrorismo<\/a> firmato a dicembre da Cina, Pakistan e Afghanistan. La costruzione di nuove basi oltre a quella di Gibuti (eretta nel 2017) \u00e8 in tal senso indispensabile. Per realizzarle, la Cina dovr\u00e0 superare i timori dei paesi stranieri. Vanuatu, Afghanistan, Pakistan, Sri Lanka e Maldive hanno infatti smentito la loro possibile collaborazione. Nel 2017 la Cina ha condotto attivit\u00e0 di mediazione diplomatica di varia intensit\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.merics.org\/en\/china-mapping\/china-conflict-mediator\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">in nove conflitti<\/a> (sei in pi\u00f9 rispetto al 2012), tra cui quelli tra <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/la-mediazione-della-cina-non-attrae-israele-e-palestina\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Israele e Palestina<\/a>, tra Afghanistan, Pakistan e talebani, e in Myanmar tra governo e gruppi etnici armati. Infine la Repubblica Popolare <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/la-cina-schiera-i-contractors-a-difesa-delle-nuove-vie-della-seta-imprese-sicurezza-private\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ha incoraggiato<\/a> i <em>contractors <\/em>cinesi a collaborare con i suoi colossi economici che operano all\u2019estero.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel 2018, Pechino ha <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/melting-pot-ma-alla-cinese\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rafforzato<\/a> la repressione nel Xinjiang, espandendo i campi di rieducazione per i presunti estremisti uiguri<\/strong> (musulmani e turcofoni) e di altre etnie. L\u2019obiettivo \u00e8 \u201csinizzare\u201d la regione, cio\u00e8 indurla ad abbracciare usi e costumi degli han per garantirsi la sua fedelt\u00e0 alla Repubblica Popolare. Il <a href=\"http:\/\/www.globaltimes.cn\/content\/1129272.shtml\">Ningxia<\/a> (popolato dai musulmani Hui) ha firmato degli accordi antiterrorismo con la regione e <a href=\"https:\/\/www.scmp.com\/news\/hong-kong\/law-and-crime\/article\/2176737\/hong-kongs-anti-terrorism-task-force-goes-xinjiang\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Hong Kong<\/a> vi ha inviato la sua <em>task force<\/em> per studiarne le tecniche di sorveglianza. \u00c8 probabile che in futuro i metodi applicati nella \u201cNuova Frontiera\u201d siano utilizzati anche nel resto della Repubblica Popolare.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Le mosse dei rivali<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/g20-trump-xi-cina-usa-dazi-guerra-commerciale\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">tregua commerciale<\/a> non porr\u00e0 fine alle frizioni tecnologiche e militari sino-statunitensi.<\/strong> Per conto degli Usa, a dicembre il Canada ha fermato Meng Wanzhou, manager di <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/notizie-mondo-oggi-arresto-meng-vice-huawei-cina-usa\/110103\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Huawei<\/a> e figlia del fondatore. Soprattutto, Washington, Ottawa e i governi degli altri <em>Five eyes<\/em> (Regno Unito, <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/litalia-in-cina-cerca-un-mercato-e-un-investitore-commercio-investimenti-nuove-vie-della-seta\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Australia<\/a>, Nuova Zelanda) hanno respinto la possibilit\u00e0 che Huawei costruisca le loro reti 5G. Probabilmente temono che Pechino possa servirsene per spiarli. La rilevanza della partita tecnologica era emersa gi\u00e0 a maggio 2018, quando Washington <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/cosa-dice-il-caso-zte-sulla-competizione-tra-cina-e-usa\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ha messo in ginocchio<\/a> l\u2019azienda cinese Zte (accusata di aver trasferito beni e tecnologia a Iran e Corea del Nord), vietando alle compagnie a stelle e strisce di venderle componenti tecnologici fino al 2025. Il colosso cinese <a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/article\/us-usa-trade-china-zte\/u-s-ban-on-chinas-zte-lifted-idUSKBN1K32CN\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ha ripreso le attivit\u00e0<\/a> a luglio, dopo aver pagato una multa di 1,4 miliardi di dollari.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli Usa hanno anche proposto ai paesi dell\u2019Asia-Pacifico un piano d\u2019investimento infrastrutturale anti-Bri,<\/strong> che prevede solo 113 milioni di dollari di investimenti e 60 miliardi da prestare ad aziende private per progetti all\u2019estero. Cifre che non possono competere con quelle profuse in questi anni dalla Repubblica Popolare. Washington vuole coinvolgere in tali piani anche Giappone, Australia (dotati di rispettivi piani infrastrutturali regionali) e India per contenere l\u2019ascesa economica e militare del Dragone. Malgrado la loro repulsione strategica per il progetto cinese, i tre paesi non negano la loro partecipazione <em>tout court, <\/em>come dimostrato dall\u2019<a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/cina-usa-pacifico-australia-huawei-italia-antartico-nuove-vie-della-seta\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">adesione<\/a> dello Stato australiano di Victoria e dai progetti di collaborazione sino-nipponici.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Difficilmente la strategia di contenimento anti-cinese potr\u00e0 avere successo fino a quando la Repubblica Popolare avr\u00e0 il<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/occidente-addio-la-russia-ha-scelto-pechino?prv=true\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sostegno della Russia<\/a>. La collaborazione infrastrutturale, energetica e militare \u2013 vedi le esercitazioni di <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/la-cina-si-esercita-in-russia-ma-non-e-sua-alleata-vostok-2018\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Vostok 2018 <\/a>\u2013 tra Pechino e Mosca \u00e8 stata agevolata dalle frizioni rispettivamente registrate dalle due potenze eurasiatiche e gli Stati Uniti. Non \u00e8 chiaro fino a quando durer\u00e0 la collaborazione sino-russa, ma la crescente presenza cinese in Asia Centrale e nell\u2019Artico potrebbe danneggiare le strategie di Mosca nel lungo periodo. <em>Limes<\/em> affronter\u00e0 questo argomento nel 2019.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I paesi dell\u2019Unione Europea vogliono continuare a fare affari con la Cina senza favorirne gli investimenti predatori.<\/strong> Soprattutto in Europa centrorientale, attraverso cui dovrebbero transitare le merci approdate al Porto del Pireo. Per questo Bruxelles ha gettato le basi di un progetto infrastrutturale antitetico alla Bri per collegare la Cina al Vecchio Continente. Questo promette maggiore trasparenza e standard qualitativi pi\u00f9 elevati, cio\u00e8 gli ambiti in cui le nuove vie della seta sarebbero carenti secondo l\u2019Ue. Durante la prima esposizione internazionale per le importazioni della Cina (Ciie) svoltasi a Shanghai a novembre, <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/cina-di-maio-shanghai-expo-italia-nuove-vie-della-seta\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00e8 emerso<\/a> il disappunto europeo per le mancate riforme economiche cinesi. Paesi come Germania e Francia sperano che Xi ponga in atto le misure pi\u00f9 volte annunciate per aprire ulteriormente il mercato della Repubblica Popolare al mondo.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Malgrado le perplessit\u00e0 di Bruxelles, nel 2018 l\u2019Italia ha stretto ulteriormente i rapporti con la Cina<\/strong>, ma durante il Ciie non ha firmato il memorandum di adesione alle nuove vie della seta come ci si aspettava. Roma potrebbe aver rimandato l\u2019adesione <a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/cartaceo\/litalia-deve-scegliere-aquila-o-dragone\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">per non irritare l\u2019Ue e gli Usa<\/a>. La firma del memorandum implicherebbe infatti l\u2019appoggio simbolico all\u2019iniziativa cinese, che nessun paese del G7 ha dato sinora. Non \u00e8 escluso che Roma sottoscriva il documento durante il secondo forum Bri, che si terr\u00e0 a Pechino il prossimo aprile.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Cina potrebbe servirsi dell\u2019evento per aggiustare il tiro dell\u2019iniziativa in base ai risultati e ai problemi riscontrati nel 2018.<\/strong> In caso contrario, la mera celebrazione della globalizzazione con caratteristiche cinesi potrebbe suscitare l\u2019insoddisfazione dei paesi partner e avvantaggiare i suoi rivali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/2018-nuove-vie-della-seta-cina\">http:\/\/www.limesonline.com\/rubrica\/2018-nuove-vie-della-seta-cina<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LIMES (Giorgio Cuscito) Carta di Laura Canali \u2013 2018 BOLLETTINO IMPERIALE Nonostante le vulnerabilit\u00e0 dei partner, la \u201ctrappola del debito\u201d e le preoccupazioni dei principali rivali di Pechino,\u00a0nell\u2019anno che sta per chiudersi il progetto geopolitico della Cina ha fatto passi avanti. 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