{"id":47528,"date":"2019-01-07T11:00:49","date_gmt":"2019-01-07T10:00:49","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47528"},"modified":"2019-01-07T10:15:36","modified_gmt":"2019-01-07T09:15:36","slug":"le-fake-news-tra-storia-e-letteratura-un-salto-indietro-nel-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47528","title":{"rendered":"Le fake news tra storia e letteratura. Un salto indietro nel tempo"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>FORMICHE (Andrea Camaiora)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/formiche.net\/timthumb.php?src=https%3A%2F%2Fformiche.net%2Ffiles%2F2018%2F09%2Ffake-news.jpg&amp;h=580&amp;w=950&amp;a=c&amp;bid=10051&amp;zc=1\" alt=\"Le fake news tra storia e letteratura. Un salto indietro nel tempo\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<header class=\"entry-header aa\">\n<div id=\"ec-excerpt\" style=\"text-align: justify;\"><strong>La notizia falsa pi\u00f9 antica del mondo risale a tredici secoli fa e &#8220;certificava che l\u2019imperatore Costantino, in segno di gratitudine verso papa Silvestro che lo aveva guarito miracolosamente dalla lebbra, si era convertito al cristianesimo, donando alla Chiesa di Roma un terzo dell\u2019impero&#8221;<\/strong><\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\" style=\"text-align: justify;\">\n<div id=\"entry-content-wrapper\">\n<div id=\"ec-content\">\n<p>Non c\u2019\u00e8 gara: la bufala pi\u00f9 grande di tutti i tempi, per quanto si sforzino i russi e tutti gli altri fabbricanti di menzogne stranieri e nostrani, \u00e8 gi\u00e0 stata pubblicata. Tredici secoli fa. E cambi\u00f2 la storia del mondo. Finch\u00e9 non sbuc\u00f2 fuori <strong>Lorenzo Valla<\/strong> che nel 1440, mettendo a frutto gli studi di filologia e di retorica ma pi\u00f9 ancora esercitando lo spirito di uomo libero, scrisse \u201cIl Discorso sulla falsa e menzognera donazione di Costantino\u201d. Il documento, scrive<strong> Carlo Ginzburg<\/strong>, aveva avuto una \u00abcircolazione larghissima\u00bb per tutto il Medioevo. E \u201ccertificava che l\u2019imperatore Costantino, in segno di gratitudine verso papa Silvestro che lo aveva guarito miracolosamente dalla lebbra, si era convertito al cristianesimo, donando alla Chiesa di Roma un terzo dell\u2019impero\u201d. In realt\u00e0, continua lo storico, \u00e8 opinione oggi condivisa \u00abche il constitutum sia stato redatto verso la met\u00e0 del secolo VIII per fornire una base pseudo-legale alle pretese papali al potere temporale\u00bb, ma per molto tempo la donazione \u00abnon venne assolutamente messa in dubbio\u00bb. Nemmeno da Dante, convinto che quel potere temporale avesse gettato le premesse della corruzione della Chiesa: \u201cAhi, Costantin, di quanto mal fu matre,\/ non la tua conversion, ma quella dote\/ che da te prese il primo ricco patre\u201d.<\/p>\n<p>Certo \u00e8 che quando Valla prov\u00f2 in modo inequivocabile e con parole aspre l\u2019impossibilit\u00e0 che il testo fosse autentico (\u201csi pu\u00f2 parlare di Costantinopoli come di una delle sedi patriarcali, quando ancora non era n\u00e9 patriarcale n\u00e9 una sede n\u00e9 una citt\u00e0 cristiana n\u00e9 si chiamava cos\u00ec, n\u00e9 era stata fondata, n\u00e9 la sua fondazione era stata decisa?\u201d), questa prova del falso, per quanto preceduta da opinioni simili come quella del filosofo Nicol\u00f2 Cusano, sollev\u00f2 uno scandalo. Sopito per decenni dalla difficolt\u00e0 con cui circolavano venticinque manoscritti. Ma esploso quando il tedesco Ulrich von Hutten, nella scia di Lutero e delle tesi affisse sul portale della cattedrale di Wittenberg, riprese il testo e decise di stamparlo. Era il 1517: esattamente mezzo millennio fa.<\/p>\n<p>Eppure, come ricorda <strong>Luciano Canfora<\/strong> nel suo \u201cLa storia falsa\u201d, la donazione di Costantino non \u00e8 la bufala pi\u00f9 antica. Ben prima, infatti, sarebbe falsa una lettera attribuita a Pausania, nella quale l\u2019allora potentissimo \u00abreggente\u00bb spartano avrebbe scritto a Serse, il re dei Persiani appena sconfitto: \u201cTi restituisco questi prigionieri catturati in battaglia volendoti fare cosa gradita e ti propongo, se piace anche a te, di sposare tua figlia e di sottomettere al tuo potere Sparta e tutta la Grecia. Ritengo di essere in grado di realizzare questo piano se mi metto d\u2019accordo con te. Se dunque qualcosa di questa proposta ti piace, manda qualcuno fidato con cui possa proseguire la trattativa\u201d. Un\u2019offerta di tradimento da prender con le pinze, scrive Erodoto (\u201cSempre che sia vero ci\u00f2 che si dice\u2026\u201d), ma che Pausania pag\u00f2 cara: condannato a morte, si rifugi\u00f2 in un tempio dove non potevano toccarlo. E l\u00ec, senza toccarlo, lo murarono vivo. A morire di fame e di sete. Per un messaggio probabilmente falso scritto da altri. La lettera del resto, insiste Canfora, \u00ab\u00e8 in qualunque epoca il genere falsificabile per eccellenza\u00bb. Lo studioso racconta di \u201cuna lettera di Cicerone che descrive, con accenti quasi trionfali, come egli avesse smascherato, per semplice analisi \u2018interna\u2019, un dispaccio giunto in Senato mentre si era in seduta, e falsamente attribuito a Bruto, il cesaricida, allora impegnato a organizzare le forze repubblicane in Oriente\u201d.<\/p>\n<p>La Donazione di Costantino \u00e8 solo uno dei casi di \u201cantiche bufale\u201d di cui \u00e8 costellato il panorama storico. Rispondendo alle domande di <strong>Matteo Sacchi<\/strong> per <em>il Giornale<\/em>, infatti, lo storico Lorenzo Del Boca ci fornisce altri esempi lampanti di come queste benedette fake news siano tutt\u2019altro che nate ieri: \u201cEsistono dalla notte dei tempi, la Storia ne \u00e8 piena, solo che una volta le chiamavamo balle. Sono, spesso, generate dal potere che pu\u00f2 usarle o per vezzeggiarsi o per difendersi. Faccio un esempio: Tito Livio ci descrive un Muzio Scevola che mette una mano su un braciere ardente senza fare una piega\u2026 Ovviamente \u2013 spiega Del Boca \u2013 \u00e8 una cosa senza senso, \u00e8 solo il modo di glorificare la forza di Roma. Altre volte invece la falsa notizia \u00e8 funzionale a uno scopo immediato. Amplificare l\u2019irredentismo lo era, altro esempio, all\u2019entrare nella Prima guerra mondiale. Esistono poi fake news che si basano sostanzialmente sull\u2019omissione. Come quando Togliatti impose al partito di silenziare i crimini di Stalin anche se Kruscev li stava rendendo pubblici\u2026\u201d. E ancora: \u201cTutta la storia del comunismo sovietico ha prosperato su notizie false. Il Pci spos\u00f2 in pieno la metodica e la mise in pratica nel caso dell\u2019invasione dell\u2019Ungheria nel 1956 e poi dell\u2019invasione della Cecoslovacchia. Come dicevo prima, Togliatti con Stalin la applic\u00f2 alla perfezione\u2026\u201d.<\/p>\n<p>Anche l\u2019<em>Huffington Post<\/em>, con <strong>Renato Paone<\/strong>, d\u00e0 un contributo a questo sguardo all\u2019indietro: \u201cLe fake news impestano la rete, suscitano clamore e indignazione. Ma \u00e8 un fenomeno che affonda le sue radici nella storia, non \u00e8 frutto solo dell\u2019epoca contemporanea. Tanti i documenti del passato che erano stati dati per veri, resistendo anche per molti secoli. Ma il duro lavoro di storici, esperti e umanisti ha permesso di far emergere la loro infondatezza, la loro falsit\u00e0. Tra i pi\u00f9 famosi falsi storici: la Donazione di Costantino, che diede inizio al potere temporale della Chiesa, la leggenda del \u2018Prete Gianni\u2019, la notizia della morte di Napoleone nel 1814 per meri interessi economici, la divulgazione dei \u201cProtocolli dei Savi di Sion\u201d agli inizi del secolo scorso e la truffa paleontologica dell\u2019uomo di Piltdown\u201d.<\/p>\n<p>Per avvicinarci al nostro tempo, maestro di fake news era il ministro della propaganda del III Reich, <strong>Joseph Goebbels<\/strong>. Il Reich spendeva tra un quarto di miliardo e mezzo miliardo di dollari all\u2019anno per finanziare il dicastero di Goebbels (mentre gli americani investivano 26 milioni all\u2019anno). Il risultato fu una macchina del consenso impeccabile che partoriva notizie false a ripetizione. Come i famigerati articoli che alimentarono la campagna contro \u201cla scienza ebraica, massonica e bolscevica\u201d o quelli contro le \u201corde asiatiche\u201d (i comunisti) e contro gli Ebrei. Anche la guerra \u00e8 cominciata con una bufala costruita a tavolino. Prima di attaccare la Polonia (1939) il regime lanci\u00f2 una campagna mediatica per preparare l\u2019opinione pubblica alla guerra, gonfiando le notizie di \u201catrocit\u00e0 polacche\u201d che secondo gli organi di regime sarebbero culminate con l\u2019attacco alla stazione radio tedesca a Gliwice.<\/p>\n<p>La notizia venne ripresa da tutti i mezzi di informazione, peccato che fosse falsa: l\u2019attacco era stato fatto da SS tedesche che indossavano le divise polacche. Nessuno se ne accorse e il giorno seguente Hitler annunci\u00f2 la sua decisione di invadere la Polonia. Tutte queste (false) notizie oltre che sui giornali, circolavano sulle radio: nella citt\u00e0 tedesca di Zeesen c\u2019erano otto trasmettitori radio in grado di raggiungere il mondo intero con canali personalizzati per ogni paese. Le trasmissioni naziste godevano di un discreto consenso, anche fuori dalla madrepatria: il loro modo di raccontare la guerra, irriverente e sarcastico, era ritenuto poco istituzionale e spesso piacevole. Un sondaggio all\u2019epoca rilevava che il 58% degli ascoltatori in Inghilterra ne rimaneva attratto \u00abperch\u00e9 trovava la sua versione delle notizie cos\u00ec fantasiosa da essere divertente\u00bb. Una delle riviste che pilotava di pi\u00f9 l\u2019opinione pubblica (oltre ovviamente ai cinegiornali, i notiziari di regime) era Signal, pensata sulla falsariga del settimanale americano Life.<\/p>\n<p>Anche Signal era a colori e fu distribuita dal 1940 al 1945 in 23 paesi tra quelli neutrali alleati e quelli occupati (era tradotta in oltre 20 lingue). Per realizzarla e promuoverla il regime aveva stanziato un budget equivalente a 2 milioni di dollari (aveva una tiratura di 2,5 milioni di copie). La redazione era composta da militanti dell\u2019esercito tedesco specializzati in giornalismo, cinema e fotografia incaricati di perlustrare il fronte, recuperando immagini brillanti da mettere in circolazione con stile e brio hollywoodiano. L\u2019editore rispondeva direttamente all\u2019Alto Comando della Wehrmacht. La gente lo comprava e la leggeva con piacere. A conferma che la macchina della propaganda era in grado di far credere alla gente qualsiasi cosa il regime volesse. Come dir\u00e0 il Presidente del Reichstag, <strong>Hermann Goering<\/strong>, al Tribunale di Norimberga al momento del processo che lo incrimin\u00f2: \u201cLe persone possono sempre essere portate agli ordini dei leader. Tutto quello che devi fare \u00e8 dire loro che sono stati attaccati, denunciando i pacifisti per la mancanza di patriottismo e perch\u00e9 espongono il paese al pericolo. Funziona allo stesso modo in tutti i Paesi\u201d.<\/p>\n<p>Ma una delle fake news di Goebbels e dei nazisti giunta ai giorni nostri \u00e8 quella secondo cui l\u2019esercito polacco, aggredito dalla Germania il primo settembre 1939, abbia caricato i carri armati \u2018Panzer\u2019 con la cavalleria polacca. La falsit\u00e0, apparentemente coperta dal presunto (ma poco intelligente) eroismo polacco, fu servita dal ministro della propaganda che fece trovare ai giornalisti internazionali una piana coperta da un settore di cavalleria polacca abbattuto in combattimento. Un modo per denigrare l\u2019arretratezza e stupidit\u00e0 del popolo slavo e al tempo stesso esaltare la modernit\u00e0 e invincibilit\u00e0 dell\u2019esercito del Fuhrer.<br \/>\nLa fake news pi\u00f9 celebre riguardante gli ebrei raccontava che rapivano i neonati prima della celebrazione della Pasqua ebraica perch\u00e9 avevano bisogno del sangue di un bambino cristiano da mescolare con il loro matzah (il pane non lievitato).<\/p>\n<p>Ma anche le Sacre Scritture parlano di fake news, a partire dal principio, la Genesi. \u201cLa prevenzione e l\u2019identificazione dei meccanismi della disinformazione richiedono anche un profondo e attento discernimento. Da smascherare c\u2019\u00e8 infatti quella che si potrebbe definire come \u2018logica del serpente\u2019, capace ovunque di camuffarsi e di mordere\u201d. Lo ha scritto nel gennaio 2018 Papa Francesco nel messaggio per la 52esima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, per celebrare il tema \u201cFake news e giornalismo di pace\u201d. \u201cSi tratta \u2013 scrive <strong>Jorge Mario Bergoglio<\/strong> \u2013 della strategia utilizzata dal \u2018serpente astuto\u2019, di cui parla il Libro della Genesi, il quale, ai primordi dell\u2019umanit\u00e0, si rese artefice della prima \u2018fake news\u2019, che port\u00f2 alle tragiche conseguenze del peccato, concretizzatesi poi nel primo fratricidio e in altre innumerevoli forme di male contro Dio, il prossimo, la societ\u00e0 e il creato\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa strategia di questo abile \u2018padre della menzogna\u2019 \u00e8 proprio la mimesi, una strisciante e pericolosa seduzione che si fa strada nel cuore dell\u2019uomo con argomentazioni false e allettanti. Nel racconto del peccato originale il tentatore, infatti, si avvicina alla donna facendo finta di esserle amico, di interessarsi al suo bene, e inizia il discorso con un\u2019affermazione vera ma solo in parte: \u201c\u00c8 vero che Dio ha detto: \u2018Non dovete mangiare di alcun albero del giardino? Ci\u00f2 che Dio aveva detto ad Adamo non era in realt\u00e0 di non mangiare di alcun albero, ma solo di un albero: \u201cDell\u2019albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare\u201d.<\/p>\n<p>La donna, rispondendo, lo spiega al serpente, ma si fa attrarre dalla sua provocazione: \u201cDel frutto dell\u2019albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non dovete mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete\u201d. Questa risposta sa di legalistico e di pessimistico: avendo dato credibilit\u00e0 al falsario, lasciandosi attirare dalla sua impostazione dei fatti, la donna si fa sviare. Cos\u00ec, dapprima presta attenzione alla sua rassicurazione: \u201cNon morirete affatto\u201d. Poi la decostruzione del tentatore assume una parvenza credibile: \u201cDio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male\u201d. Infine, si giunge a screditare la raccomandazione paterna di Dio, che era volta al bene, per seguire l\u2019allettamento seducente del nemico: \u201cLa donna vide che l\u2019albero era buono da mangiare, gradevole agli occhi e desiderabile\u201d. Questo episodio biblico rivela dunque un fatto essenziale per il nostro discorso: nessuna disinformazione \u00e8 innocua; anzi, fidarsi di ci\u00f2 che \u00e8 falso, produce conseguenze nefaste. Anche una distorsione della verit\u00e0 in apparenza lieve pu\u00f2 avere effetti pericolosi.<\/p>\n<p><strong> Alessandro Zaccuri<\/strong> su <em>Avvenire<\/em>, nel settembre 2017, ricorda il Conte di Montecristo, tra i capolavori di Dumas. <strong>Edmond Dant\u00e8s<\/strong>, com\u2019\u00e8 noto, \u00e8 tornato per vendicarsi e tra le armi di cui intende avvalersi c\u2019\u00e8 anche quella del dissesto finanziario. Uno dei suoi nemici, il barone Danglars, ha una moglie che ama giocare in Borsa, sfruttando spesso le informazioni che le vengono anticipate dall\u2019amante, ben introdotto al ministero degli Interni. Per far cadere la donna in un investimento avventato, Dant\u00e8s va di persona a una stazione del telegrafo alle porte di Parigi, corrompe l\u2019addetto alle trasmissioni e diffonde in questo modo una notizia del tutto destituita di fondamento, quella del ritorno dall\u2019esilio del pretendente al trono di Spagna, Don <strong>Carlos di Borbone<\/strong>. Piano modernissimo, che mescola fake news e insider trading, per la cui riuscita \u00e8 per\u00f2 indispensabile un elemento abbastanza sorprendente: l\u2019addetto al telegrafo non conosce il codice di cui si serve, \u00e8 in grado di decifrare un paio di informazioni elementari che riguardano la gestione del servizio e per il resto si limita a riprodurre meccanicamente il segnale che gli viene inviato.<\/p>\n<p>Sia pure aggiornato sul versante tecnico, il sistema \u00e8 lo stesso dei fuochi di Eschilo, Scott e Tolkien. Dant\u00e8s fa propagare una notizia falsa, ma il soggetto che la propaga \u00e8 ignaro del contenuto del messaggio e quindi si comporta n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno come un algoritmo, indifferente all\u2019identit\u00e0 e all\u2019attendibilit\u00e0 dell\u2019autore di un determinato tweet. Pi\u00f9 fitta \u00e8 la catena, pi\u00f9 \u00e8 sufficiente indebolirne un solo anello per renderla inaffidabile. La baronessa Danglars casca nel tranello, e forse non potrebbe fare altrimenti. Prima di essere falsamente annunciata, infatti, la riscossa di Don Carlos era stata oggetto di mormorii e illazioni, attraverso il rimando incrociato fra bruits publics (voci della strada) e dispacci giornalistici, studiato con illuminante intelligenza dallo storico <strong>Robert Darnton<\/strong>. Ma la falsa notizia messa in circolo da Dant\u00e8s non \u00e8 soltanto plausibile. La sua efficacia sta nella capacit\u00e0 di adattarsi alle aspettative della persona a cui \u00e8 destinata, nella fattispecie l\u2019avida nobildonna speculatrice. Il pi\u00f9 delle volte \u00e8 difficile, se non impossibile, sapere chi e perch\u00e9 si sta prendendo l\u2019incomodo di fabbricare e spacciare fake news. Noi non li conosciamo, i signori della disinformazia, ma di sicuro loro conoscono noi: le nostre paure, i nostri pregiudizi, il nostro oscuro desiderio di lasciarci ingannare.<\/p>\n<p><em>Riportiamo alcuni stralci dell\u2019ebook \u201cFake News. Origini e orizzonti di un fenomeno alimentato dall\u2019ignoranza\u201d, scritto dal giornalista e spin doctor Andrea Camaiora (ed. AltroMondo, 2018), Ceo dello studio di comunicazione strategica <a href=\"https:\/\/formiche.net\/2019\/01\/notizie-false-tra-storia-e-letteratura\/www.theskill.eu\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">The Skill\u00a0<\/a><\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/formiche.net\/2019\/01\/notizie-false-tra-storia-e-letteratura\/\">https:\/\/formiche.net\/2019\/01\/notizie-false-tra-storia-e-letteratura\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Andrea Camaiora) &nbsp; &nbsp; La notizia falsa pi\u00f9 antica del mondo risale a tredici secoli fa e &#8220;certificava che l\u2019imperatore Costantino, in segno di gratitudine verso papa Silvestro che lo aveva guarito miracolosamente dalla lebbra, si era convertito al cristianesimo, donando alla Chiesa di Roma un terzo dell\u2019impero&#8221; Non c\u2019\u00e8 gara: la bufala pi\u00f9 grande di tutti i tempi, per quanto si sforzino i russi e tutti gli altri fabbricanti di menzogne stranieri&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":39390,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/Formiche.net_.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-cmA","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47528"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=47528"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47528\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":47529,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47528\/revisions\/47529"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/39390"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=47528"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=47528"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=47528"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}