{"id":47536,"date":"2019-01-08T10:00:16","date_gmt":"2019-01-08T09:00:16","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47536"},"modified":"2019-01-07T12:24:15","modified_gmt":"2019-01-07T11:24:15","slug":"la-cina-si-sta-americanizzando-consumi-in-forte-crescita-risparmio-in-calo-e-richiesta-di-capitali-dallestero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47536","title":{"rendered":"La Cina si sta \u2018americanizzando\u2019: consumi in forte crescita, risparmio in calo e richiesta di capitali dall\u2019estero"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>BUSINESS INSIDER ITALIA (Mauro Bottarelli)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2019\/01\/GettyImages-101551698-619x368.jpg\" \/><\/p>\n<p><strong>Chinese people queue up outside a bank as they wait to buy convertible bonds issued by Bank of China, in Beijing on June 1, 2010. Bank of China began to issue 40 billion yuan (5.9 billion USD) in convertible bonds on June 1 after the government called on lenders to beef up their defences against bad debt. AFP PHOTO\/Franko Lee (Photo credit should read Franko Lee\/AFP\/Getty Images)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una delle espressioni pi\u00f9 generalmente utilizzate per descrivere uno stato di indigenza indotta da crisi \u00e8 <em>restare in mutande<\/em>. Non \u00e8 un caso, quindi, che un uomo di studi economici come l\u2019ex governatore della Fed, Alan Greenspan, si sia inventato il <em>Men\u2019s Underwear Index<\/em>, un indicatore economico riconosciuto che basa la sua scientificit\u00e0 su un dato: durante i periodi di rallentamento economico, gli uomini tendono a comprare meno mutande, utilizzando fino alla consunzione quelle che gi\u00e0 posseggono. Di converso, nei momenti di boom, la dinamica si inverte. E\u2019 il caso di quanto accaduto nella provincia nord-orientale cinese di Liaoning, dove non solo la vendita di intimo da uomo \u00e8 aumentata ma, addirittura, si starebbe concentrando ormai da mesi su capi di qualit\u00e0 migliore. Insomma, stando alla metrica poco ortodossa inventata da Greenspan, l\u2019economia cinese non sarebbe affatto in crisi. Lo testimonierebbero slip e boxer di un certo pregio che vanno a ruba.<\/p>\n<div id=\"adv-Middle1-dev\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">E se il dibattito vi sembra demenziale, come in effetti \u00e8, pensate che a scatenarlo sono stati due quotidiani non proprio di livello parrocchiale come il <em>Wall Street Journal<\/em> e il\u00a0<em>Global Times<\/em>, pubblicazione cinese ma in lingua inglese: la questione ha assunto toni cos\u00ec aspri e ufficiali da costringere il giornale di Pechino a una piccata smentita finale della tesi, sentenziando che gli indicatori che vanne bene per la societ\u00e0 americana non calzano invece per quella cinese (<u><a href=\"http:\/\/www.globaltimes.cn\/content\/1133881.shtml\">http:\/\/www.globaltimes.cn\/content\/1133881.shtml<\/a><\/u>).<\/p>\n<div id=\"adv-Bottom\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicuri che sia cos\u00ec? Solo una questione di abitudini relative all\u2019abbigliamento intimo? Non la pensa allo stesso modo e per argomenti decisamente pi\u00f9 seri nel complesso, lo stesso <em>Wall Street Journal<\/em>, il quale in vista della visita della delegazione Usa in Cina alla ricerca di una soluzione alla guerra commerciale e alla luce del taglio delle stime di profitto di Apple sul mercato del Dragone, capace da solo di mandare fuori giri gli indici borsistici di tutto il mondo, ha realizzato un\u2019inchiesta a largo spettro, la cui conclusione \u00e8 invece la seguente: la Cina si sta americanizzando. Anzi, rispetto a certe dinamiche macro fondamentali, \u00e8 gi\u00e0 il clone fiscale degli Usa. Non a caso, nell\u2019articolo dal titolo <a href=\"https:\/\/www.wsj.com\/articles\/the-china-story-that-is-far-bigger-than-apple-11546598005\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>The China Story That Is Far Bigger Than Apple<\/em><\/a>, il quotidiano della comunit\u00e0 finanziaria Usa parla a chiare lettere di \u201cscostamento tettonico nell\u2019economia del Paese che \u00e8 stato largamente non notato dagli investitori\u201d.<\/p>\n<div id=\"outplay\" style=\"text-align: justify;\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Leggi anche: \u201c<a href=\"https:\/\/it.businessinsider.com\/come-xi-jinping-in-5-anni-ha-trasformato-la-cina-bruciando-gli-americani\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Come Xi Jinping in 5 anni ha trasformato la Cina bruciando gli americani<\/a>\u201c<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intera narrativa prende le mosse da un evento spartiacque occorso lo scorso agosto e, in effetti, non eccessivamente enfatizzato dai media: per la prima volta nella sua storia moderna, come ci mostra il grafico<\/p>\n<div class=\"media-image\" style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2019\/01\/China_current_account.jpg\" \/><\/p>\n<dl>\n<dd>Fonte: Deutsche Bank\/Safe<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">il bilancio di conto corrente cinese per la prima met\u00e0 del 2018 mostrava un dato in deficit. Nonostante tutti gli osservatori concordassero sulla natura quasi esclusivamente simbolica dell\u2019accaduto, predicendo per fine anno un ritorno a un seppur modesto surplus finale, Ubs nel suo report di novembre scrisse che \u201cper la prima volta, Pechino dovr\u00e0 scegliere fra stabilit\u00e0 esterna e crescita\u201d. Ora \u00e8 il turno del <em>Wall Street Journal<\/em>, a detta del quale quanto sta accadendo sotto traccia \u201csta silenziosamente cominciando a sconvolgere il sistema finanziario globale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019analisi parte da un cambiamento in effetti tanto drastico quanto epocale: dopo essere stata per anni e anni la campionessa mondiale del risparmio e dell\u2019acquisto onnivoro di assets esteri, la Cina si \u00e8 trasformata da inizio 2018 in grande centro di spesa, con i consumi personali che hanno inciso ancor pi\u00f9 che negli Usa, economia dove questa voce ancora oggi pesa per il 70 del Pil. E con l\u2019enorme popolazione cinese in continua crescita che spende in patria e all\u2019estero, ecco che questo grafico<\/p>\n<div class=\"media-image\" style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2019\/01\/China_shift1.jpg\" \/><\/p>\n<dl>\n<dd>Fonte: Ceic\/Wall Street Journal<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">ci mostra come il suo surplus commerciale totale sia ormai frazionario rispetto al dato <em>monstre<\/em> di partenza. Ovviamente, Pechino resta un peso massimo dell\u2019export internazionale ma il suo bilancio commerciale in continuo calo comincia a diventare una seria preoccupazione in prospettiva. Ad esempio, il surplus cinese si \u00e8 contratto di un terzo in soli tre anni, visto che nel 2015 la Cina ha esportato beni per un controvalore di 150 miliardi di dollari in pi\u00f9 di quelli importati. Nel terzo trimestre del 2018, quel surplus era gi\u00e0 sceso a 100 miliardi. Sempre cifre record ma una dinamica chiara. Insomma, il cinese medio risparmia meno e spende di pi\u00f9.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Leggi anche: \u201c<a href=\"https:\/\/it.businessinsider.com\/i-6-000-miliardi-di-dollari-di-debito-pubblico-nascosto-della-cina-sono-un-iceberg-che-pone-un-rischio-titanic\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">I 6000 miliardi di debito pubblico nascosto della Cina sono un iceberg che pone un rischio Titanic\u201d<\/a><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche all\u2019estero, visto che la spesa netta in servizi turistici \u00e8 aumentata dai 50 miliardi\u00a0 di dollari del 2015 agli 80 del 2018. E non si tratta soltanto di un modo per eludere legalmente le restrizioni cinesi sui capitali, i cinesi viaggiano davvero. E spendono veramente. Il problema \u00e8 che la minore propensione al risparmio porta anche a degli squilibri a livello monetario: Pechino non compra pi\u00f9 dollari per tenere sotto controllo lo yuan e la crescita infinita, tipo fungo in un sottobosco appena bagnato dalla pioggia, dei ricavi commerciali. Anzi, opera al contrario e questo ha portato ad esempio a un netto calo della detenzione cinese di debito Usa, visto che i Treasuries in mano al Dragone sono passati dal picco di 1,3 trilioni di dollari del 2013 all\u2019attuale 1,1 trilioni, cifra destinata a scendere ulteriormente quest\u2019anno, se non si trover\u00e0 in fretta una soluzione che ponga fine alla guerra delle tariffe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E con il deficit americano atteso a quota 1 trilione di dollari nell\u2019anno fiscale in corso e che si chiuder\u00e0 a ottobre, grazie alle spese in deficit dell\u2019amministrazione Trump e le necessit\u00e0 di finanziarlo con emissioni in continuo aumento, questo cambio di regime in Cina pu\u00f2 creare dei seri problemi. Non a caso, forzando la mano sui rendimenti grazie alla politica della Fed, i Treasuries sono diventati l\u2019investimento diversificato preferito dagli americani, Fondi pensione e banche compiacenti con la Casa Bianca in testa, i quali oggi vivono un periodo di giapponesificazione del debito interno, detenendolo in maniera maggioritaria nei portafogli, come mostra il grafico<\/p>\n<div class=\"media-image\" style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2019\/01\/TSY_buyers.jpg\" \/><\/p>\n<dl>\n<dd>Fonte: Deutsche Bak\/Frb<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, autarchia indotta: qualcuno, smentendo la tesi del <em>Wall Street Journal<\/em>, dalle parti di Washington pare essersi accorto con debito tempismo di quanto stava accadendo in Cina. Ma, come anticipato, questa nuova impostazione della societ\u00e0 cinese impone un imperativo categorico, attrarre maggiori capitali esteri per mantenere in equilibrio la bilancia dei pagamenti, visto che la ristrutturazione della base economica (meno export, pi\u00f9 spesa, meno super-produzione e pi\u00f9 servizi) e la guerra commerciale rischiano di far deteriorare ulteriormente i conti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo porta a un\u2019altra dinamica senza precedenti e con enormi, potenziali conseguenze macro: l\u2019impatto sui mercati emergenti nel loro insieme. Consumando di pi\u00f9 e avendo meno denaro disponibile per investimenti, la Cina deve infatti trovare i capitali necessari altrove: nella fattispecie, all\u2019estero. E come ci mostra questo grafico<\/p>\n<div class=\"media-image\" style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/cdn.gelestatic.it\/businessinsider\/it\/2019\/01\/China_shift2.jpg\" \/><\/p>\n<dl>\n<dd>Fonte: Ceic\/Iif\/Wall Street Journal<\/dd>\n<\/dl>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">le conseguenze non hanno tardato a farsi sentire. Gi\u00e0 nel 2018, infatti, gli emergenti hanno patito a livello economico non solo per il netto rafforzamento del dollaro indotto dalla politica monetaria della Fed ma anche per la capacit\u00e0 senza precedenti di Pechino di attrarre flussi di capitali verso i propri mercati azionari e obbligazionari. Stando a dati dell\u2019IIF, l\u2019Institute of International Finance, la Cina ha intercettato il 75% dei portafogli di investimento di non residenti presso i mercati emergenti nell\u2019anno appena concluso e ne assorbir\u00e0 il 70% in quello appena iniziato, il tutto in netto contrasto con il dato del solo 28% registrato nel 2017. Ecco lo \u201cscostamento tettonico\u201d di cui parla il <em>Wall Street Journal<\/em>. Solo nel secondo trimestre, la Cina ha attratto flussi di investimenti netti per 61 miliardi di dollari, il triplo di quanto intercettato a livello trimestrale nel 2014. Tutti gli altri mercati emergenti, in contemporanea, hanno vissuto un <em>outflow<\/em> netto di capitali per il 2018 nella sua interezza pari a 45 miliardi di dollari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, Pechino in versione sanguisuga di investimenti altrui. E anche se il nuovo corso della Fed potr\u00e0 portare nel corso di quest\u2019anno a un indebolimento, anche sensibile, del dollaro, quei Paesi si troveranno comunque costretti ad affrontare una lotta impari contro Pechino per accaparrarsi i capitali di investimento esteri, oltretutto entrando in una fase recessiva o pre-recessiva a livello globale. Ed ecco l\u2019aspetto di maggior americanizzazione in corso. Se il mercato obbligazionario cinese verr\u00e0 subissato da capitale estero, questo servir\u00e0 a finanziare i deficit senza far sedimentare pericolosi ammontare di debito denominato in valuta estera. Esattamente, la stessa dinamica statunitense fino a ieri. Tanto che per Morgan Stanley gli <em>inflows<\/em> esteri necessari alla Cina per far funzionare questo schema sono pari, nel lungo periodo, a 760 miliardi di dollari, per Goldman Sachs a 1 trilione entro il 2022 e per Ubs addirittura 3 trilioni entro la fine del 2020.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, anche le grandi banche d\u2019affari paiono navigare a vista, spiazzate da questo cambiamento epocale avvenuto silenziosamente e in tempi rapidissimi. Tanto che il <em>Wall Street Journal<\/em> conclude cos\u00ec la sua inchiesta: \u201cGli investitori americani la scorsa settimana si sono focalizzati sulla sorprendente notizia del calo delle aspettative di Apple sul mercato cinese, arrovellandosi rispetto a cosa augurarsi per i mesi a venire. Ma nel lungo periodo, ci\u00f2 che realmente interesser\u00e0 i mercati globali sar\u00e0 la grande crescita della domanda di consumi cinese, il grande calo del risparmio di Pechino e l\u2019enorme incremento delle necessit\u00e0 cinesi verso capitali esteri\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, un mondo nuovo. Cui non sembriamo preparati. Oppure la guerra commerciale scatenata da Donald Trump, apparentemente solo per fini propagandistici legati al concetto di <em>America first<\/em> e ancora in fase autolesionistica, sottende una strategia pi\u00f9 sottile e decisamente strategica?<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/it.businessinsider.com\/la-cina-si-sta-americanizzando-consumi-in-forte-crescita-risparmio-in-calo-e-richiesta-di-capitali-dallestero\/\">https:\/\/it.businessinsider.com\/la-cina-si-sta-americanizzando-consumi-in-forte-crescita-risparmio-in-calo-e-richiesta-di-capitali-dallestero\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di BUSINESS INSIDER ITALIA (Mauro Bottarelli) &nbsp; Chinese people queue up outside a bank as they wait to buy convertible bonds issued by Bank of China, in Beijing on June 1, 2010. 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