{"id":47557,"date":"2019-01-08T12:00:11","date_gmt":"2019-01-08T11:00:11","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47557"},"modified":"2019-01-08T13:31:20","modified_gmt":"2019-01-08T12:31:20","slug":"a-proposito-di-elezioni-europee-ne-orban-ne-macron","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47557","title":{"rendered":"A proposito di elezioni europee: n\u00e9 Orban n\u00e9 Macron"},"content":{"rendered":"<header class=\"entry-header\">\n<h1 class=\"entry-title\"><\/h1>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content post_content\">\n<p align=\"justify\">di\u00a0<strong style=\"font-size: 16px;\">EUROSTOP (Laurance Lyonnais)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Abbiamo il piacere di salutare fraternamente i compagni di Podemos, Potere al Popolo, l\u2019Alleanza Rosso-Verde che sono con noi per questo incontro. Siamo molto entusiasti di questa discussione dalla dimensione europea e internazionalista e li ringraziamo calorosamente per aver risposto al nostro invito a nome della nostra corrente\u00a0<i>Ensemble-Insoumis<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><b>N\u00e9 austerit\u00e0, n\u00e9 autoritarismo<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">In questa partita che sembra gi\u00e0 giocata tra liberali e nazionalisti, stiamo assistendo a un gioco malsano e perverso tra liberali, ultraliberali e nazionalisti di estrema destra, in una gara al rilancio e un\u2019opposizione di facciata ampiamente sopravvalutata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Orban ha deciso di aprire il gioco dichiarando a luglio di non volere \u201cun\u2019Unione europea guidata dalla Francia\u201d e lanciando una petizione sulla questione del bilancio europeo e dell\u2019immigrazione. In agosto ha tenuto una conferenza stampa congiunta con Salvini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Macron, da parte sua, ha annunciato un \u201critorno europeo della battaglia\u201d, dove intende stabilire una frontiera tra \u201cprogressisti e nazionalisti, al centro delle sfide del 2019\u201d. Ma Macron non si \u00e8 congratulato con Salvini per essersi rifiutato di ospitare l\u2019Aquarius? Ha dimostrato una reale volont\u00e0 politica e una proposta per un\u2019accoglienza e una distribuzione dignitosa dei migranti all\u2019interno dell\u2019UE, in cui la Francia farebbe la sua parte a pieno titolo? Vorrebbe negare le riforme dell\u2019estrema destra austriaca al potere, che ha appena annunciato la giornata lavorativa di 12 ore?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">La realt\u00e0 \u00e8 che il bilancio dell\u2019Unione Europea e delle politiche europee ha prodotto una rottura tra la rappresentanza politica e le classi lavoratrici, e ha incoraggiato tutti i pi\u00f9 preoccupanti ripiegamenti identitari. Anche le disuguaglianze, la povert\u00e0 e la precariet\u00e0, la stretta compiacenza verso le lobby e le imprese transnazionali, l\u2019impasse energetica, agricola e climatica, sono tutti punti negativi da imputare a un\u2019Unione Europea che si \u00e8 ormai dimostrata inefficace nel rispondere ai bisogni, alle sfide e alle emergenze, ma ancor pi\u00f9 nei suoi effetti negativi e distruttivi nei confronti delle condizioni di vita dei lavoratori e delle popolazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">E se in alcuni campi le politiche europee sono state in grado di rappresentare un orizzonte progressivo e permettere dei miglioramenti, come in Irlanda, con l\u2019introduzione di un salario minimo, o anche per quanto riguarda le politiche ambientali con Natura2000 e la direttiva quadro sull\u2019acqua, o per quanto riguarda la prospettiva di genere e la parit\u00e0 donna-uomo, questi stessi timidi progressi vengono ora spazzati via dall\u2019aspetto ultra liberale del Patto di stabilit\u00e0, dalle privatizzazioni e dalla concorrenza libera e non distorta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Queste politiche antisociali e di austerit\u00e0 hanno le loro controparti autoritarie e identitarie, a volte guidate dagli stessi governi in Francia, come ad esempio, il dibattito sulla revoca della nazionalit\u00e0 e dell\u2019identit\u00e0 nazionale, che \u00e8 condotto dalle stesse persone e contemporaneamente alle leggi sul lavoro e sulle pensioni, sotto il mandato quinquennale di Fran\u00e7ois Hollande.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Assistiamo quindi ad uno scambio di argomenti e di influenze tra l\u2019estrema destra e i liberali, dove entrambi possono essere a loro volta causa e conseguenza e quindi alimentarsi, con la reale possibilit\u00e0 che l\u2019unit\u00e0 tra questi sia raggiunta attraverso risposte autoritarie (come gi\u00e0 avviene per quanto riguarda la questione dell\u2019accoglienza dei migranti) o che in questa materia e secondo la nota espressione sia preferibile \u201cl\u2019originale piuttosto che la fotocopia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Non c\u2019\u00e8 anche il dubbio che l\u2019accentuazione delle politiche liberali di aumento delle disuguaglianze e di smantellamento dei servizi pubblici \u00e8 accompagnata da un arsenale giuridico-poliziesco volto a contenere le popolazioni (schedatura\u2026) e gli attivisti, un processo chiaramente al lavoro sin da Sarkozy e metodicamente rafforzato, mandato dopo mandato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">La reazione dei popoli questa sbandierata dicotomia si pu\u00f2 osservare sull\u2019erosione dell\u2019argomento del \u201cricatto elettorale\u201d: ad esempio in Francia, durante i duelli nelle elezioni presidenziali dove nel 2002, il rifiuto del candidato di estrema destra era dell\u201980% mentre nel 2017 era solo del 60%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Ma l\u2019estrema destra ha una sua dinamica e non pu\u00f2 ridursi al lato \u201cutile e stupido\u201d del liberalismo, come dimostrano i chiari attacchi ai diritti fondamentali in Ungheria (divieto dello spettacolo\u00a0<em>Billy Eliot<\/em>), in Danimarca (congelamento dei beni dei rifugiati)\u2026 o le parole di Salvini che descrivono i migranti come \u201cschiavi africani\u201d, dopo aver cancellato i figli di coppie omosessuali dal registro civile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Inoltre, la questione dell\u2019accoglienza dei migranti assume una dimensione considerevole tra la maggior parte degli europei perch\u00e9 tocca i fondamenti stessi degli impegni umanitari ed egualitari dei movimenti veramente progressisti. I 15mila morti nel Mediterraneo sono una macchia indelebile per l\u2019intero continente e dobbiamo mantenere il dovere di accoglienza e di parit\u00e0 dei diritti di fronte all\u2019offensiva dell\u2019estrema destra che, contrariamente al discorso di Macron che finge di opporvisi, ispira le politiche di chiusura perseguite dai governi europei, Francia compresa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">In questo contesto di un rapporto di forza degradato per il movimento sociale, dal crollo dei partiti di sinistra, compresi quelli che facevano riferimento anche a noi, dalle linee ideologiche a volte sfocate, non \u00e8 cos\u00ec semplice inserirsi per imporre un\u2019altra direzione, ed \u00e8 per questo che l\u2019iniziativa \u201c<em>Ora il popolo<\/em>\u201d sembra essere un\u2019ottima notizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">\u201c<b><em>Ora il popolo<\/em>\u201d, una buona notizia nel contesto europeo<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Dalla primavera 2018 e in prospettiva delle elezioni europee del 2019, \u00e8 stato confermato il raggruppamento di forze, la maggior parte delle quali sono simili sia nella forma di \u201cmovimento\u201d che si sono date che nella sostanza politica di rottura con le politiche dell\u2019Unione Europea al di fuori della tentazione del ripiegamento sovranista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Questo \u00e8 stato formalizzato da una dichiarazione fatta il 12 aprile 2018 a Lisbona [1], una scelta simbolica volta a \u201clavare l\u2019affronto\u201d della firma del Trattato di Lisbona a livello dell\u2019Unione Europea (2007), che ha approvato lo schiacciamento dei voti referendari di Francia e Irlanda in particolare. Sono quindi le umiliazioni subite dai popoli di fronte alle politiche dell\u2019UE, di cui l\u2019esempio greco e anche spagnolo sono senza dubbio i pi\u00f9 evidenti, che sono in linea con l\u2019approccio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Estratti dalla dichiarazione di Lisbona \u201c<em>Ora il popolo<\/em>\u201d:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">\u00ab (\u2026..)\u00a0<i>In questo spirito di insubordinazione di fronte allo stato attuale delle cose, di rivolta democratica, di fiducia nella capacit\u00e0 democratica dei nostri popoli di fronte al progetto morto delle \u00e9lite di Bruxelles, facciamo oggi a Lisbona un passo avanti. Noi lanciamo un appello ai popoli d\u2019Europa a unirsi nel compito di costruire un movimento politico internazionale, popolare e democratico per organizzare la difesa dei nostri diritti e della sovranit\u00e0 dei nostri popoli di fronte a un ordine vecchio, ingiusto e fallimentare che ci porta direttamente al disastro.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><i>Coloro che vogliono difendere la democrazia economica, contro i grandi truffatori e l\u20191% che controlla pi\u00f9 ricchezza di tutto il resto del pianeta; la democrazia politica, contro coloro che innalzano le bandiere dell\u2019odio e della xenofobia; la democrazia femminista, contro un sistema che discrimina ogni giorno e in tutti gli ambiti della vita met\u00e0 della popolazione; la democrazia ecologista, contro un sistema economico insostenibile che minaccia la continuit\u00e0 stessa della vita sul pianeta; la democrazia internazionale e la pace, contro coloro che vogliono costruire ancora una volta l\u2019Europa della guerra; coloro che condividono la difesa dei diritti umani e dei principi fondamentali del benessere troveranno in questo movimento la loro casa. (\u2026)<\/i>\u00a0\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Ad oggi e per il momento, poich\u00e9 il processo \u00e8 ancora in fase di allargamento, 6 organizzazioni politiche sono soggetti interessati nel percorso: Podemos (Spagna), Bloco de Esquerda (Portogallo), La France Insoumise, Alleanza Rosso-Verde (Danimarca), Partito della Sinistra (Svezia) e Alleanza di Sinistra (Finlandia). Sono in corso delle discussioni con il giovane movimento italiano Potere Al Popolo, l\u2019irlandese Sinn F\u00e9in\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Sono previste diverse campagne in comune: evasione fiscale, povert\u00e0, pace (su proposta di France Insoumise). Si pone ovviamente la questione di rendere visibili queste campagne europee comuni con i compagni di \u201c<em>Ora il popolo<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Per aggregare, questo orientamento e questo movimento dovr\u00e0 riunione una serie di condizioni, a cominciare dai movimenti sociali e dalle formazioni politiche europee che hanno rotto con il social-liberismo e le politiche di austerit\u00e0 e produttivismo. Tuttavia, pesano i rinnegamenti della CES [Confederazione europea dei sindacati,\u00a0<em>ndt<\/em>] e la valutazione del fallimento dei Forum sociali europei. Bisogna notare l\u2019assenza di un movimento europeo di solidariet\u00e0 con il popolo greco. I movimenti sociali si trovano in una situazione di stallo, in una situazione frammentata, sia alla ricerca di nuove modalit\u00e0 organizzative (spontaneit\u00e0, orizzontalit\u00e0, luogo delle reti) sia di unificazione delle rivendicazioni sociali e democratiche (in un momento in cui l\u2019elevazione delle conquiste sociali attraverso l\u2019Unione Europea non \u00e8 pi\u00f9 all\u2019ordine del giorno).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">A ci\u00f2 si aggiunge il movimento per il clima, che sta cercando modalit\u00e0 di organizzazione su scala europea. Ci\u00f2 solleva per l\u2019ennesima volta la questione delle relazioni tra organizzazioni politiche e movimenti sociali e delle possibili traduzioni di tali relazioni sul terreno elettorale e in materia di mobilitazioni. In Francia, dal 2005 e dalla campagna sul no al TCE [il trattato che istituisce la Comunit\u00e0 europea,\u00a0<em>ndt<\/em>], tale arco di forze non esiste pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Tra le condizioni da sempre, l\u2019andamento dell\u2019unit\u00e0 di battaglia e mobilitazione contro lo sfruttamento, con ad esempio l\u2019asse scelto da Potere al Popolo, che risponde \u201cprima gli sfruttati\u201d di fronte al \u201cprima gli italiani\u201d di Salvini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">All\u2019ordine del giorno c\u2019\u00e8 ancora una volta il dibattito che attraversa molti dei movimenti sopra menzionati, cio\u00e8 \u201cunire la sinistra\u201d e\/o unire le persone, che mette in discussione non solo il registro dei riferimenti storici, ma anche quello delle modalit\u00e0 organizzative (voti elettronici, piattaforme, sorteggi\u2026).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Infine, naturalmente, per quanto riguarda la critica all\u2019attuale costruzione europea, si pone la prospettiva positiva di una ricostruzione di un\u2019Europa di cooperazione transnazionale basata su assi di trasformazione sociale, democratica ed ecologica, e non su confini geografici in un mercato comune imposto.\u00a0<em>Anche se alcuni di noi potrebbero avere ancora in mente la prospettiva degli \u201cStati Uniti socialisti d\u2019Europa\u201d, resta il fatto che questo progetto di trasformazioni e di cooperazioni positive deve ancora essere scritto<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Alla sovranit\u00e0 nazionale e a quella \u2013 subita \u2013 di una\u00a0<em>concorrenza libera<\/em>\u00a0e non distorta, questo progetto oppone la\u00a0<em>cooperazione basata su sovranit\u00e0 scelte<\/em>: la sovranit\u00e0 democratica, popolare, alimentare, i diritti sociali dei produttori associati, che si riferiscono tutti alle nozioni di diritto e potere sulla nostra vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><b>La portata della crisi e la necessit\u00e0 di tener conto delle dimensioni nazionali<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Se guardiamo all\u2019opinione europea, come riportato dall\u2019Eurobarometro del primo semestre del 2018 [2], possiamo avere la dolce impressione di una unificazione dei punti di vista dei popoli europei. L\u2019Eurobarometro \u00e8 quindi soddisfatto, un livello record di europei (60%) mostra un\u2019opinione favorevole sull\u2019adesione dei loro paesi all\u2019Unione Europea. Non c\u2019\u00e8 dubbio che le crisi del debito e le crisi internazionali rafforzano il senso di sicurezza offerto dall\u2019area europea. Il 48% ritiene che il loro voto conta a livello europeo, e un terzo anche che il loro voto pu\u00f2 cambiare il corso delle politiche europee (si presume che questo sia lo stesso terzo che conosce la data delle elezioni del 2019\u2026).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Pi\u00f9 rivelatori, anche se preoccupanti, tra i 3 temi prioritari che preoccupano gli europei, vengono: 1) la lotta contro il terrorismo, 2) l\u2019occupazione giovanile, 3) immigrazione. Quest\u2019ordine di preoccupazioni \u00e8 completamente inverso rispetto all\u2019Eurobarometro del 2014, in cui la lotta contro il terrorismo non faceva che il 7% di preoccupati rispetto al 49% del 2018.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Infine, e per sorridere un po\u2019, gli analisti dell\u2019Eurobarometro rilevano con perplessit\u00e0 che il 42% degli europei \u00e8 preoccupato per la crescita economica \u201cmentre gli indicatori economici stanno migliorando\u201d. \u00c8 qui che i brillanti analisti si chiedono se questo non sia un effetto \u201cbarlume delle disuguaglianze percepite a livello nazionale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">\u00c8 qui che sta la tragedia per la bella \u201cmacchina europeista\u201d: avere l\u2019impressione di fare tutto bene e non essere ben accolta dai cittadini, perch\u00e9 in effetti l\u2019idea dell\u2019Unione Europea \u2013 nel senso \u201cnobile\u201d del termine \u2013 \u00e8 in crisi sotto le conseguenze dei tagli ai fondi delle politiche economiche per favorire liberalizzazione e concorrenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Queste politiche hanno ovviamente avuto effetti differenziati a seconda dei paesi e del loro livello di protezione sociale, o di integrazione nelle dinamiche di crescita capitalistica. Se la rottura \u00e8 profonda, a livello democratico, sociale, economico ed ecologico, tra gli interessi della tecnocrazia europea e quelli dei popoli, la valutazione pu\u00f2 quindi essere ricca di sfumature a seconda dei paesi, soprattutto perch\u00e9 si \u00e8 osservata una modalit\u00e0 quasi imperialista tra i paesi europei, in particolare durante la crisi greca. Ci\u00f2 apre logicamente la strada ai ripiegamenti, ai rifiuti e al ritorno alla casa nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Poich\u00e9 le esperienze nazionali non possono essere ridotte l\u2019una all\u2019altra, \u00e8 quindi importante ripartire dalle esistenze e dalla consapevolezza, a livello territoriale e nazionale, per poter parlare nuovamente di un progetto europeo di emancipazione, avendo cura di non ridurre le esperienze nazionali l\u2019una all\u2019altra e di srotolare il filo degli effetti nazionali delle politiche decise a livello europeo (2 regolamenti nazionali su 3 derivano da norme europee).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Se diamo uno sguardo all\u2019Unione Europea nel suo insieme, la bella armonia ancora elogiata il 12 settembre scorso da Jean-Claude Juncker nel suo discorso di politica generale \u2013 \u201cabbiamo bisogno di un\u2019Europa forte e unita\u201d, come mantra del metodo Cou\u00e9 \u2013 appare pi\u00f9 come un campo di tensioni, con un quadro fatto di discorsi di uscite, rotture, secessione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">I giovani a livello globale, ma soprattutto i giovani dei paesi del sud del continente, sono le principali vittime dell\u2019epurazione liberale e dell\u2019austerit\u00e0. Devono scegliere tra la precarizzazione delle loro condizioni di vita, di studio e di lavoro o l\u2019emigrazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Possiamo quindi vedere una sorta di puzzle, in cui il Portogallo \u00e8 in grado di limitare la rottura nel quadro dei trattati, ma in una situazione sociale molto deteriorata, segnata dall\u2019esilio dei suoi giovani; in cui l\u2019Italia annuncia un bilancio che non rispetta le regole del Patto di stabilit\u00e0; in cui un paese ha vissuto un\u2019esperienza di crollo totale e in cui si sta negoziando un fatto completamente inedito, cio\u00e8 un\u2019esperienza di secessione con la Brexit.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Inoltre, la crisi politica delle grandi coalizioni e dei partiti sembra totalmente confermata, e colpisce anche la stessa Francia e il cosiddetto \u201crinnovamento\u201d rappresentato dal movimento \u201cEn marche\u201d, baricentro della maggioranza presidenziale, dopo le dimissioni del Ministro dell\u2019Interno Collomb, a conferma della crisi di governo iniziata con quelle di Nicolas Hulot.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Il Ministro dell\u2019Interno dice di non poter fare nulla per la pubblica sicurezza, il Ministro dell\u2019Ecologia di non poter far nulla di fronte alla crisi climatica, e Macron consiglia ai disoccupati di attraversare la strada per trovare lavoro e ai pensionati di lamentarsi\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Questa \u00e8 l\u2019ammissione di un potere politico dimissionario ed espropriato economicamente, in fallimento in termini di legittimit\u00e0 democratica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Rispondere a queste dimensioni della crisi implica articolare in un programma radicale i diversi aspetti democratici, sociali ed ecologici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><b>Avviare una rivoluzione sociale, ecologica e democratica\/cittadina<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Pi\u00f9 che un catalogo di rivendicazioni, dobbiamo insistere sul significato, la coerenza e l\u2019articolazione tra le diverse dimensioni dei campi previsti, ma anche sulla spazialit\u00e0 delle alternative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Tuttavia, \u00e8 senza illusioni sulle istituzioni europee, e in particolare sulle gravi carenze democratiche che costituiscono in maniera consustanziale il funzionamento europeo, che noi ci impegniamo a uscire dai trattati liberali dell\u2019Unione Europea, il che implica essere sostenuti a livello popolare e inventare nuove forme di partecipazione\/decisione, e questo in ogni fase della campagna, naturalmente, ma anche a seguito di quest\u2019ultima. Questo meccanismo pu\u00f2 essere preso in considerazione durante la campagna attraverso strumenti messi in campo in particolare da Podemos, o quelli degli audit cittadini in contrapposizione all\u2019<em>espertocrazia<\/em>\u00a0(vedi audit del debito greco).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><b>Alternative<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Lo stato del movimento sociale e dei movimenti politici ci impone di lavorare per ripristinare il \u201cnoi vogliamo\u201d e portarlo al \u201cnoi possiamo\u201d, ripartendo dalle condizioni di vita delle persone e dando loro visibilit\u00e0 pubblica. \u00c9 anche importante incoraggiare e stimolare tutte le iniziative che permettono un\u2019azione congiunta, di solidariet\u00e0 (vedi l\u2019esempio della scuola a Marsiglia, ridipinta con gli abitanti) anche se appaiono minori. Lo stesso vale per gli esperimenti locali, che riguardino la sovranit\u00e0 alimentare, l\u2019economia circolare e solidale, le esperienze cooperative o di municipalismo ecologico e solidale. \u00c9 necessario fornire traduzioni visibili di un\u2019auto-organizzazione cittadina egalitaria e democratica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><b>Resistenze<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Si tratta anche di denunciare la collusione dei governi nazionali con le istituzioni dell\u2019Unione Europea e di usare la questione europea per sollevare la protesta contro le autorit\u00e0 nazionali, siano esse liberali o di estrema destra. Ci\u00f2 implica l\u2019organizzazione delle resistenze e delle contestazioni, come ad esempio sulla questione del potere delle lobby, delle imprese e della finanza (indipendenza della Banca Centrale Europea\u2026); resistenze che passano attraverso tutta una serie di azioni, ad iniziare dal \u201cnon consenso\u201d e dalla disobbedienza organizzati collettivamente. Ci\u00f2 risponde anche alle aspirazioni di riconquista democratica nel rifiuto di decisioni tecnocratiche o addirittura autoritarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Spetta a noi stabilire anche il legame tra le resistenze e le controversie esistenti e indirizzarle collettivamente e massicciamente verso un scontro con le classi dirigenti, nella costruzione di un rapporto di forza accettato. Per questo motivo la campagna della\u00a0<em>France Insoumise \/ Maintenant le peuple<\/em>\u00a0include una dimensione referendaria: \u201cinfliggere una sconfitta a Macron\u201d durante le elezioni europee del 2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><b>Protezioni dei beni comuni<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Di fronte alle ansie avvertite dai popoli, che possono portarli al ripiegamento e alla tentazione identitaria, dobbiamo incarnare e proporre un programma di protezione integrale, ovunque e a tutti i livelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Protezione dei giornalisti, protezione dei lavoratori contro il dumping sociale e la direttiva sul distacco dei lavoratori, protezione dell\u2019ambiente e delle condizioni di salute, protezione alimentare per vivere, protezione del clima e della biodiversit\u00e0, protezione dei servizi pubblici come garanti dell\u2019uguaglianza, progresso, coesione e mezzi di transizione ecologica, creazione di beni comuni nelle citt\u00e0 e nei territori (rete di citt\u00e0 ribelli, carta delle citt\u00e0 d\u2019accoglienza\u2026.), protezione ed estensione dell\u2019uguaglianza dei diritti (donne, LGBTQ, ecc), accoglienza e protezione incondizionata dei rifugiati e dei migranti\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Possiamo quindi promuovere il nostro progetto ecosocialista, che pone al centro del suo scopo d\u2019emancipazione l\u2019articolazione della giustizia sociale e della giustizia ambientale, nella convinzione che ogni transizione ecologica deve essere socialmente giusta per essere sostenibile e che ogni rivoluzione sociale deve essere ecologicamente sostenibile per servire veramente gli sfruttati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Siamo naturalmente consapevoli dell\u2019alto livello di confronto necessario per imporre, con il massiccio sostegno popolare, le necessarie rotture con l\u2019ordine europeo stabilito. Ci affidiamo alla federazione delle proteste e delle aspirazioni popolari, all\u2019organizzazione della disobbedienza e alla lenta e impaziente costruzione dei rapporti di forza necessari per raggiungere i nostri obiettivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><i>\u00a0* Introduzione di Laurence Lyonnais, candidata della lista La France Insoumise alle elezioni europee, al dibattito \u201c<\/i>Ni Macron, Ni Orban: quelle orientation pour la campagne des Europ\u00e9ennes<i>\u201d, all\u2019interno dell\u2019incontro nazionale di Ensemble Insoumis.es del 6 ottobre 2018, al quale hanno preso parte Lorenzo Trapani (Coordinamento Nazionale di Potere al Popolo!) e Andrea Mencarelli (Potere al Popolo! Parigi). Traduzione a cura di Andrea Mencarelli del testo dell\u2019intervento pubblicato su:\u00a0<a href=\"http:\/\/reflexions-echanges-insoumis.org\/ni-orban-ni-macron-a-propos-de-la-campagne-pour-les-elections-europeennes\">http:\/\/reflexions-echanges-insoumis.org\/ni-orban-ni-macron-a-propos-de-la-campagne-pour-les-elections-europeennes<\/a><\/i><\/p>\n<p align=\"justify\">Note:<\/p>\n<p align=\"justify\">[1] Completata il 27 giugno 2018 a Bruxelles. Si vedano i testi delle dichiarazioni:\u00a0<a href=\"https:\/\/lafranceinsoumise.fr\/2018\/06\/27\/le-mouvement-europeen-maintenant-le-peuple-selargit\">https:\/\/lafranceinsoumise.fr\/2018\/06\/27\/le-mouvement-europeen-maintenant-le-peuple-selargit<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">[2]\u00a0<a href=\"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/luxembourg\/fr\/leuropeetvous\/eurobarometre-2018.html\">http:\/\/www.europarl.europa.eu\/luxembourg\/fr\/leuropeetvous\/eurobarometre-2018.html<\/a><\/p>\n<\/div>\n<p align=\"justify\"><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.eurostop.info\/a-proposito-di-elezioni-europee-ne-orban-ne-macron\/\">http:\/\/www.eurostop.info\/a-proposito-di-elezioni-europee-ne-orban-ne-macron\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0EUROSTOP (Laurance Lyonnais) Abbiamo il piacere di salutare fraternamente i compagni di Podemos, Potere al Popolo, l\u2019Alleanza Rosso-Verde che sono con noi per questo incontro. Siamo molto entusiasti di questa discussione dalla dimensione europea e internazionalista e li ringraziamo calorosamente per aver risposto al nostro invito a nome della nostra corrente\u00a0Ensemble-Insoumis. N\u00e9 austerit\u00e0, n\u00e9 autoritarismo In questa partita che sembra gi\u00e0 giocata tra liberali e nazionalisti, stiamo assistendo a un gioco malsano e perverso tra&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":93,"featured_media":44614,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/26992432_1997028513896413_3093949446222727073_n.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-cn3","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47557"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/93"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=47557"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47557\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":47578,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47557\/revisions\/47578"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/44614"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=47557"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=47557"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=47557"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}