{"id":47613,"date":"2019-01-09T10:30:13","date_gmt":"2019-01-09T09:30:13","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47613"},"modified":"2019-01-09T08:59:39","modified_gmt":"2019-01-09T07:59:39","slug":"come-si-finanziano-i-terroristi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47613","title":{"rendered":"Come si finanziano i terroristi"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>OLTRE FRONTIERA (Stefano Piazza)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/bitcoin-jihad.jpg\" alt=\"Come si finanziano i terroristi\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Daniele Maria Barone si \u00e8 formato all\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore di Milano, all\u2019Harvard Business School e si \u00e8 specializzato in sicurezza nazionale e anti-terrorismo all\u2019International Institute for Counter-Terrorism (ICT) di Herzliya, in Israele. Prima di dedicarsi alla ricerca nel settore dell\u2019anti-terrorismo, ha lavorato per diversi anni nel digital marketing. I suoi interessi di ricerca sono cyber-jihad, strategie di comunicazione dei gruppi terroristici e metodi di finanziamento al terrorismo. Oggi collabora con diversi centri di ricerca tra cui ITSTIME.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il tema del finanziamento al terrorismo di matrice islamica \u00e8 da anni argomento di discussione e di analisi. Tuttavia, il fiume di denaro che alimenta i gruppi terroristici non si arresta. Perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come qualsiasi aspetto legato al terrorismo di matrice islamica, il tema del finanziamento impone una chiave di lettura aperta e multidisciplinare. Le organizzazioni internazionali diramano la loro rete di finanziamenti in un network globale e complesso che si sviluppa attraverso attivit\u00e0 apparentemente legittime, collaborazioni con il crimine organizzato, sfruttamento delle materie prime, piccoli reati, contrabbando e donazioni che si rafforza stabilendo legami culturali e ideologici tra gli attivisti. Questo permette alle organizzazioni terroristiche di adattarsi camaleonticamente ai cambiamenti sia a livello internazionale che locale, creando velocemente nuove risorse economiche a volte visibili, a volte talmente celate da non poter avere una reale stima della loro entit\u00e0. Questa realt\u00e0 non pu\u00f2 essere sintetizzata e contrastata intervenendo militarmente o esclusivamente avvalendosi del sistema finanziario convenzionale. \u00c8 necessario un approccio internazionale coeso (e privo di ego) tra istituzioni, settore privato e comunit\u00e0 religiose che al momento, purtroppo, non esiste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Oggi quello che resta dello Stato islamico in Siria e Iraq come finanzia l\u2019acquisto di armi, munizioni e mezzi blindati per difendere gli ultimi territori ancora in suo possesso?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 vero che Daesh ha perso gran parte dei propri territori, ma nei tre anni di occupazione in Iraq e Siria \u00e8 riuscito ad accumulare una fortuna in denaro contante, oro e opere d\u2019arte. Inoltre, la perdita delle sue roccaforti ha privato l\u2019organizzazione terroristica dei suoi introiti ordinari, ma l\u2019ha anche liberata dall\u2019ingente mole di costi fissi legati alla gestione dell\u2019auto-proclamato Califfato. Oltre al capitale a disposizione, Daesh ha riciclato, depositato e reinvestito parte dei suoi precedenti guadagni prevalentemente in Medio Oriente in conti bancari e business legali (attivit\u00e0 commerciali, immobili, alberghi, rivendite di automobili, etc) e ha proseguito le sue attivit\u00e0 illegali relative al contrabbando di opere d\u2019arte, rapimenti, riscatti e donazioni. Con le risorse economiche a sua disposizione, si stima che Daesh sia in grado non solo di acquistare armamenti, ma anche di pagare i propri membri e le loro famiglie, finanziare attentati terroristici o insurrezioni e risanare la sua macchina propagandistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Recentemente si \u00e8 parlato molto della possibilit\u00e0 che alcuni gruppi salafiti violenti si finanzino con le criptovalute. Si tratta di una fake news o c\u2019\u00e8 un fondamento di verit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 solo propaganda ma pi\u00f9 che una brutta notizia lo definirei un cattivo presagio. I casi documentati sino ad oggi mostrano che questa tipologia di finanziamento al terrorismo islamico \u00e8 in una fase sperimentale: gli episodi riguardano presumibilmente piccoli gruppi o individui e, per ora, non sembrano collegati direttamente a organizzazioni internazionali come Al Qaeda o Stato Islamico. Va sottolineato che al momento esistono due fattori, entrambi legati all\u2019eccessiva oscillazione del valore delle valute digitali, che apparentemente stanno ancora frenando i gruppi jihadisti internazionali dal promuovere pubblicamente l\u2019utilizzo di moderni mezzi di finanziamento. Il primo \u00e8 di natura economica: le criptovalute potrebbero essere utilizzate per spostare piccole quantit\u00e0 di denaro velocemente ma il loro valore instabile non le rendono ancora un mezzo totalmente affidabile per conservare o trasferire grandi quantit\u00e0 di denaro. Il secondo, legato all\u2019accettazione ideologica, dipende dal dibattito in corso tra leader e studiosi musulmani per chiarire se l\u2019utilizzo delle criptovalute sia conforme alla Sharia o sia da considerare alla stregua del gioco d\u2019azzardo, dati i cambiamenti imprevedibili del loro valore. Superati questi ostacoli di natura gestionale e religiosa, con il placet \u201cistituzionale\u201d di un\u2019organizzazione terroristica internazionale, si diffonderebbero velocemente le competenze tecniche necessarie per rendere le valute digitali un prodotto ampiamente diffuso anche tra soggetti radicalizzati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alcuni esperti del settore sostengono che per chi delinque non c\u2019\u00e8 nulla che valga quanto il denaro contante. Che ne pensa?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest\u2019affermazione \u00e8 parzialmente vera. Le transazioni in denaro contante sono difficili da tracciare, ma i mezzi resi disponibili dalla finanza moderna vertono sempre pi\u00f9 verso la realizzazione di prodotti che garantiscano la privacy (e talvolta l\u2019anonimato) degli utenti e delle loro operazioni finanziarie. Il progresso portato dal settore privato in ambito economico \u00e8 spesso pi\u00f9 veloce delle istituzioni e dei legislatori, lasciando che molti prodotti innovativi operino per un lungo range temporale in una zona grigia, poco decifrabile e addirittura non perseguibile legalmente. Il denaro resta una sicurezza per i criminali, ma la finanza moderna \u00e8 pi\u00f9 veloce, pi\u00f9 globale e pi\u00f9 sicura. Queste qualit\u00e0 rendono le criptovalute un prodotto mainstream sia tra la piccola criminalit\u00e0 che nel crimine organizzato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quali criptovalute sarebbero ritenute \u201cinteressanti\u201d dai gruppi jihadisti?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bitcoin al momento \u00e8 la criptovaluta pi\u00f9 utilizzata, data la sua diffusione anche nei mercati legali e la semplicit\u00e0 del suo utilizzo. Malgrado queste qualit\u00e0, i bitcoin non garantiscono l\u2019anonimato assoluto degli utenti. Infatti, alcune campagne di crowdfunding jihadiste stanno gi\u00e0 rendendo disponibili donazioni via Zcasch o Monero. Molto pi\u00f9 recenti e meno utilizzate rispetto ai bitcoin, sono sviluppate principalmente per garantire la privacy, celando oltre all\u2019identit\u00e0 degli utenti anche l\u2019entit\u00e0 delle transazioni e quindi fornendo una limitatissima quantit\u00e0 di dati per le investigazioni. Gli attivisti che hanno utilizzato le criptovalute appartengono tanto ad Al Qaeda quanto a ISIS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A quanto ammonterebbero questi crypto-finanziamenti e da quanto tempo arrivano nelle casse dei jihadisti?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le transazioni accertate (tra affiliati di Daesh e Al Qaeda), ad oggi, sono in tutto inferiori a un milione di dollari. Il primo caso risale al 2012 e, da allora, le singole campagne di donazione documentate fino ad ora hanno ricevuto da un minimo di 50 dollari a un massimo di 400.000 dollari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Con quali modalit\u00e0 avviene l\u2019acquisto delle criptovalute? Pu\u00f2 descriverci i passaggi successivi?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019acquisto di criptovalute pu\u00f2 avvenire in forma completamente anonima, complice l\u2019assenza di un chiaro quadro legale che regoli e gestisca il fenomeno, lasciando agli utenti la libert\u00e0 di acquistare monete virtuali senza fornire nessun documento che li possa identificare. Ad esempio, le criptovalute possono essere acquistate in forma anonima su una piattaforma di exchange soldi-critpovalute, attraverso un Bitcoin ATM (un bancomat per cambiare soldi in bitcoin) o tramite un peer-to-peer exchange in cui il trasferimento di monete virtuali avviene online mentre il pagamento in denaro avviene separatamente tra venditore e acquirente (anche di persona, in contanti). Successivamente basta trasferire i fondi all\u2019indirizzo del portafoglio digitale desiderato. L\u2019individuo che ha ricevuto la transazione pu\u00f2 smistare il ricavato in diversi portafogli (i money-mule digitali) e prelevare il denaro con uno dei metodi descritti precedentemente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c8 possibile comprare armi e munizioni con i Bitcoin?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul deep web, in teoria, s\u00ec. Esistono siti web che vendono armi e altro materiale illegale che si presentano esattamente come i pi\u00f9 noti Amazon o Ebay. Forniscono recensioni degli utenti sui prodotti in vetrina, diversi metodi di pagamento (bitcoin in primis) e tempi di spedizione. Questi siti web vengono costantemente monitorizzati o bloccati dalle autorit\u00e0 e dall\u2019intelligence ma \u00e8 un fenomeno difficile da controllare. Per ogni grande e-commerce illegale chiuso, ne vengono creati altri dieci pi\u00f9 piccoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C\u2019\u00e8 un modo per fermare queste forme di finanziamento al terrorismo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019unico modo per controllarlo \u00e8 una stretta cooperazione tra istituzioni e settore privato a livello internazionale. Questo lavoro di squadra dovrebbe essere volto a introdurre procedure per il riconoscimento dell\u2019identit\u00e0 sia di chi acquista criptovalute che dei possessori di un portafoglio virtuale e maggiore accesso ai dati sulla provenienza dei siti presenti sul deep web e sull\u2019IP degli utenti. In questo modo, oltre a creare un deterrente per arginare il fenomeno si agevolerebbero le attivit\u00e0 di investigazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In che modo la Blockchain potr\u00e0 aiutare l\u2019intelligence a contrastare il terrorismo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parlando di criptovalute, la Blockchain consente di avere uno storico chiaro, pubblico e immutabile dell\u2019attivit\u00e0 finanziaria di un individuo. Se questa tecnologia venisse applicata a tutte le azioni del nostro quotidiano, creerebbe un\u2019identit\u00e0 online che lascia un\u2019impronta indelebile di qualsiasi nostra azione. Ci\u00f2 significherebbe che l\u2019intelligence, indagando su una singola attivit\u00e0 sospetta, avrebbe accesso all\u2019intera carriera criminale di tutti i soggetti connessi a essa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/come-si-finanziano-i-terroristi\/\">https:\/\/www.oltrefrontieranews.it\/come-si-finanziano-i-terroristi\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di OLTRE FRONTIERA (Stefano Piazza) &nbsp; &nbsp; Daniele Maria Barone si \u00e8 formato all\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore di Milano, all\u2019Harvard Business School e si \u00e8 specializzato in sicurezza nazionale e anti-terrorismo all\u2019International Institute for Counter-Terrorism (ICT) di Herzliya, in Israele. Prima di dedicarsi alla ricerca nel settore dell\u2019anti-terrorismo, ha lavorato per diversi anni nel digital marketing. 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