{"id":47672,"date":"2019-01-11T09:00:06","date_gmt":"2019-01-11T08:00:06","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47672"},"modified":"2019-01-10T13:50:29","modified_gmt":"2019-01-10T12:50:29","slug":"lunione-europea-declassata-dagli-stati-uniti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47672","title":{"rendered":"L\u2019unione Europea \u201cdeclassata\u201d dagli Stati Uniti"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>CONTROPIANO (Claudio Conti)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/contropiano.org\/img\/2019\/01\/jkjnmvjmskmfdfkfk-700x300.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"300\" \/><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" style=\"text-align: justify;\"><span lang=\"it-IT\">Non se ne parla sui giornali e nemmeno a Palazzo Chigi. Se ne bisbiglia nelle cancellerie che contano, se ne preoccupano i funzionari di lungo corso, quelli che sanno cogliere e leggere certi segnali. Perch\u00e9 la decisione di Trump \u00e8 di quelle che pesano. Sia nei rapporti diplomatici internazionali, sia \u201csui mercati\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" style=\"text-align: justify;\"><span lang=\"it-IT\">Dal primo gennaio la rappresentanza diplomatica dell\u2019Unione Europea a Washington \u00e8 stata declassata <\/span><span lang=\"it-IT\">da Stato Membro a Organizzazione Internazionale. <\/span><span lang=\"it-IT\">Come il Wto o il Fmi, insomma. Non <\/span><span lang=\"it-IT\">pi\u00f9 <\/span><span lang=\"it-IT\">un <\/span><span lang=\"it-IT\">soggetto <\/span><span lang=\"it-IT\">con prerogative sovrane, <\/span><span lang=\"it-IT\">dotato di volont\u00e0 politica, <\/span><span lang=\"it-IT\">ma una \u201cassociazione di scopo\u201d, temporanea, magari importante, con cui <\/span><span lang=\"it-IT\">per\u00f2 non <\/span><span lang=\"it-IT\">si devono fare i conti strategicamente.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" style=\"text-align: justify;\"><span lang=\"it-IT\">Dal punto di vista diplomatico \u00e8 una autentica retrocessione, visto che questa stessa condizione \u00e8 durata fino al 2016, quando Barack Obama l\u2019aveva \u201cpromossa\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" style=\"text-align: justify;\"><span lang=\"it-IT\">Lo schiaffo \u00e8 per\u00f2 molto pi\u00f9 pesante, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 stata \u2013 pare \u2013 alcuna comunicazione ufficiale, n\u00e9 un preavviso. Come si fa con i \u201csignor nessuno\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" style=\"text-align: justify;\"><span lang=\"it-IT\">E\u2019 il punto pi\u00f9 basso delle relazioni tra le due sponde dell\u2019Atlantico e l\u2019origine \u2013 tra i pochi commentatori che se ne occupano \u2013 viene fatta risalire alle varie conferenze sul clima (\u00e8 noto che Trump per ragioni economiche, non riconosce neppure l\u2019esistenza del <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>global warming<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\">), come anche al Global Compact sulla gestione dei flussi migratori (ha incatenato il bilancio federale all\u2019pprovazione di 5 miliardi di spesa er costruire un \u201cmuro d\u2019acciaio\u201d al confine col Messico), a una certa freddezza nei confronti di Isarele (l\u2019unico vero alleato di ferro in Medio Oriente) in seguito all\u2019accordo sul nucleare iraniano <\/span><span lang=\"it-IT\">o anche alle forche caudine che Bruxelles vorrebbe imporre alla Gran Bretagna per la Brexit<\/span><span lang=\"it-IT\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" style=\"text-align: justify;\"><span lang=\"it-IT\">Comunque sia, in <\/span><span lang=\"it-IT\">tutti quest<\/span><span lang=\"it-IT\">i casi gli Usa attuali hanno voluto vedere lo zampino della Germania, gi\u00e0 messa sotto tiro a partire dallo scandalo Dieselgate (a fare i \u201cpuri\u201d senza esserlo, ci si rimette sempre, <\/span><span lang=\"it-IT\">specie se ti metti contro quelli pi\u00f9 \u201cgrossi\u201d<\/span><span lang=\"it-IT\">\u2026) <\/span><span lang=\"it-IT\">e, in misura minore, della Francia<\/span><span lang=\"it-IT\">. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" style=\"text-align: justify;\">Diplomazia a parte, lo \u201csgarbo\u201d preannuncia conseguenze sul piano commerciale. La guerra dei dazi, infatti, pu\u00f2 investire in un attimo l\u2019Unione Europea in quanto tale, con la moltiplicazione di offerte di \u201caccordi bilaterali\u201d a singoli paesi per allargare le fratture gi\u00e0 esistenti.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" style=\"text-align: justify;\">Peggio ancora, il declassamento pu\u00f2 pesare anche negli scambi tra Ue e altre macro-aree economiche, a cominciare dalla Cina. Le triangolazioni possibili sono infatti pressoch\u00e9 infinite. Ad esempio sul carbone, che attualmente Pechino importa dall\u2019Europa (Germania e Ucraina, in primo luogo) in quantit\u00e0 molto maggiore che dagli Stati Uniti. Una \u201crimodulazione\u201d dei quantitativi, a danno della Ue, costringerebbe Bruxelles (e Berlino) a reagire nei confronti di entrambi i partner (con conseguenze pericolose per l\u2019economia europea) oppure a far finta di nulla (il che incoraggerebbe ulteriori accordi che bypassano o danneggiano l\u2019economia Ue).<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" style=\"text-align: justify;\">Il fatto \u00e8 che \u2013 come sottolineato da un numero crescente di economisti di rilievo, a partire da Krugman \u2013 tutta l\u2019economia europea \u00e8 stata infilata in un <i>cul de sac<\/i> senza via d\u2019uscita. La scelta ottusa dell\u2019\u201dausterit\u00e0\u201d, a sostegno di una politica mercantilista fondata sulle esportazioni (il \u201cmodello tedesco\u201d), ha \u2013 s\u00ec \u2013 consentito di ridisegnare le filiere produttive del Vecchio Contintente subordinandole a dei capifile germanici, ma ha soprattutto ridotto una macroarea da 500 milioni di abitanti, con il pi\u00f9 elevato livello culturale e tecnico del pianeta a\u2026 competere sul basso costo del lavoro per tenere bassi anche i prezzi!<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" style=\"text-align: justify;\">Come un paese del Terzo Mondo, insomma, ma a partire \u2013 rinunciandovi \u2013 da un punto molto pi\u00f9 elevato. Quindi condannato al declino, come si comincia a vedere in quasi tutti i paesi.<\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" style=\"text-align: justify;\">Da questa visuale si comprende bene che il terremoto sociale francese \u00e8 solo la fase iniziale di esplosione della crisi di legittimit\u00e0 che investe ormai la <i>governance<\/i> europea. Di cui naturalmente tutti gli altri competitor globali provano ad approfittare. Ma chi \u00e8 causa del suo mal\u2026<\/p>\n<p lang=\"en-US\">\n<p lang=\"en-US\"><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/contropiano.org\/news\/internazionale-news\/2019\/01\/10\/lunione-europea-declassata-dagli-stati-uniti-0111324\">http:\/\/contropiano.org\/news\/internazionale-news\/2019\/01\/10\/lunione-europea-declassata-dagli-stati-uniti-0111324<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONTROPIANO (Claudio Conti) &nbsp; Non se ne parla sui giornali e nemmeno a Palazzo Chigi. Se ne bisbiglia nelle cancellerie che contano, se ne preoccupano i funzionari di lungo corso, quelli che sanno cogliere e leggere certi segnali. Perch\u00e9 la decisione di Trump \u00e8 di quelle che pesano. Sia nei rapporti diplomatici internazionali, sia \u201csui mercati\u201d. 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