{"id":47684,"date":"2019-01-11T09:15:05","date_gmt":"2019-01-11T08:15:05","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47684"},"modified":"2019-01-10T22:47:24","modified_gmt":"2019-01-10T21:47:24","slug":"la-lezione-del-qe-che-non-sara-ascoltata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47684","title":{"rendered":"La lezione del QE (che non sar\u00e0 ascoltata)"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>CARLO CLERICETTI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Insieme al 2018 se ne va anche il quantitative easing della Bce. In questo articolo pubblicato qualche tempo fa su\u00a0<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/la-lezione-del-qe-che-non-sara-ascoltata\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">MicroMega<\/a>\u00a0ho tentato di farne un bilancio.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il quantitative easing (QE), ossia l\u2019acquisto straordinario di titoli di Stato e obbligazioni societarie da parte della Bce, sta per finire. Che bilancio se ne pu\u00f2 fare?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dei suoi effetti sull\u2019economia si \u00e8 gi\u00e0 molto discusso, e se ne pu\u00f2 fare un breve ricapitolo. Poco si \u00e8 parlato, invece \u2013 almeno fuori dalle accademie \u2013 di un\u2019altra conseguenza, di importanza anche maggiore, perch\u00e9 da essa dovrebbe derivare un rovesciamento delle politiche economiche europee. Che non sta avvenendo e non avverr\u00e0, cosa per cui ci sono motivi che si possono individuare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/nuke.carloclericetti.it\/QEacheserve\/tabid\/424\/Default.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Lo scopo dichiarato del QE<\/a>\u00a0era quello di ripristinare una corretta trasmissione della politica monetaria, evitare i pericoli di deflazione stimolando l\u2019economia e riportare l\u2019inflazione \u201csotto, ma vicina, al 2%\u201d: quest\u2019ultimo era forse quello considerato pi\u00f9 importante, vista la missione affidata alla Bce dal suo statuto. Oggi, dopo tre anni e mezzo (il QE \u00e8 iniziato nel marzo 2015), l\u2019inflazione \u00e8 intorno a quel livello in vari paesi dell\u2019eurozona e nella media era proprio al 2% secondo gli ultimi dati (luglio), anche se quella cosiddetta \u201ccore\u201d, cio\u00e8 depurata dalle componenti pi\u00f9 volatili (energia, cibi freschi, alcool e tabacchi) segnava solo + 0,9%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Difficile collegare il QE con i prezzi al consumo. Quello che certamente ha ottenuto \u00e8 stato di ridurre i rendimenti dei titoli di Stato, con beneficio dei bilanci pubblici, che hanno speso meno per pagare gli interessi sul debito. E di quelli delle banche, che da una parte hanno alleggerito il carico di titoli pubblici in portafoglio, e dall\u2019altra hanno registrato l\u2019aumento di prezzo di quelli che vi rimanevano. E per\u00f2 i tassi azzerati hanno ridotto all\u2019insignificanza i profitti derivanti dalla gestione del denaro. E\u2019 andata benissimo, invece, a chi doveva comprar casa, perch\u00e9 anche i tassi dei mutui sono scesi a livelli mai visti: nonostante questo, non si sono ripetute le \u201cbolle\u201d immobiliari che c\u2019erano in vari paesi prima della crisi. In Italia, anzi, il settore dell\u2019edilizia \u00e8 stato quello che ha sofferto di pi\u00f9 e ancora non si \u00e8 del tutto ripreso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La bolla, invece, si \u00e8 prodotta sui prezzi delle azioni, con le Borse ai massimi storici. Il ribasso dei tassi sui titoli pubblici si \u00e8 riflesso anche su quelli delle obbligazioni societarie. La grande liquidit\u00e0 in circolazione \u00e8 andata in cerca di rendimenti migliori di quelli del reddito fisso; per di pi\u00f9 le grandi conglomerate (soprattutto quelle americane) hanno usato il risparmio ottenuto sui prestiti per i famosi \u201cbuy back\u201d, gli acquisti di azioni proprie, cosa che fa migliorare gli indicatori finanziari, ma, dettaglio forse non secondario, facendo salire le quotazioni manda alle stelle i bonus dei manager, di norma collegati alla performance borsistica. La riforma fiscale di Trump dar\u00e0 un\u2019altra spinta a questo processo, perch\u00e9 probabilmente anche una buona parte dei maggiori profitti derivanti dai risparmi fiscali finir\u00e0 in buy back.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro effetto positivo \u00e8 stato l\u2019indebolimento dell\u2019euro, che ha favorito le esportazioni, anche se ci si poteva aspettare un movimento ancora pi\u00f9 deciso, dal momento che i tassi Usa hanno ripreso a salire mentre Draghi dichiarava che i nostri sarebbero stati fermi ancora a lungo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un aspetto negativo \u00e8 stato invece l\u2019ampliamento degli sbilanci sul sistema dei pagamenti Target 2, come ha detto lo stesso Draghi\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=WNMLBbkeYNw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">e ha poi ripetuto il vice presidente Vitor Constancio<\/a>. Cosa provocata soprattutto dal fatto che gli acquisti di titoli dall\u2019esterno dell\u2019eurozona sono stati regolati attraverso la Bundesbank, che poi li cedeva alle varie Banche centrali nazionali, accumulando attivo sul saldo tedesco mentre per gli altri aumentava il passivo. E\u2019 cosa che teoricamente pu\u00f2 avere effetti pratici solo in caso di uscita dall\u2019euro, ma segnala anche uno squilibrio che per\u00f2, per questa parte, non dipende da andamenti economici ma da un fattore puramente tecnico. E per\u00f2 offre l\u2019occasione ad alcuni economisti e opinionisti di diffondere idee allarmistiche, o addirittura, nei casi pi\u00f9 estremi, di chiedere di \u201csaldare il conto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma veniamo ora alla conseguenza pi\u00f9 importante del QE: che \u00e8 stata quella di demolire alcuni pilastri fondamentale delle teorie economiche dominanti, quelle utilizzate da chi detta le politiche economiche. Il primo pilastro raso al suolo \u00e8 il legame tra quantit\u00e0 di moneta e inflazione. Quando la Federal Reserve Usa inizi\u00f2 il suo QE (ben prima della Bce) non pochi economisti lanciarono l\u2019allarme-inflazione: entro tre-sei mesi l\u2019aumento dei prezzi si sarebbe scatenato. Ora, dopo un decennio che tutte le banche centrali pi\u00f9 importanti (americana, europea, giapponese, inglese) inondano il mondo di liquidit\u00e0, di impennate dei prezzi non si \u00e8 vista l\u2019ombra, e anzi abbiamo rischiato la deflazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo pilastro \u00e8 quello secondo cui la politica fiscale, quella che si fa manovrando il bilancio pubblico, sarebbe inutile e dannosa, non servirebbe a superare le crisi e provocherebbe distorsioni dannose per l\u2019economia. Questa veramente \u00e8 un\u2019ossessione essenzialmente europea, perch\u00e9 Usa, Giappone e Regno Unito, per citare i paesi pi\u00f9 importanti, politiche fiscali espansive ne hanno fatte e come. Noi no: il \u201cverbo\u201d tedesco, imposto a tutta l\u2019unione, afferma che l\u2019equilibrio di bilancio viene prima di tutto. E poi se aumenta il deficit, suggerisce questa brillante teoria, famiglie e imprese si aspetteranno un prossimo aumento delle tasse per finanziarlo, dunque le famiglie risparmieranno per pagare questa tasse future, non alimentando i consumi, e le imprese non investiranno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 chi fa osservare che l\u2019ossessione europea \u00e8 stata attenuata con l\u2019introduzione dell\u2019\u201doutput gap\u201d, ossia la differenza tra il Pil effettivo e il Pil potenziale. Il concetto sarebbe che se cresci meno di quanto dovresti (ossia meno del Pil potenziale) ti concedo pi\u00f9 spazio per la politica fiscale. Ma, a parte il modo di calcolare questo potenziale, largamente arbitrario e che a volte ha dato luogo a palesi assurdit\u00e0, si tratta di spazi omeopatici, del tutto insufficienti ad ottenere risultati quando la crisi \u00e8 pesante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E allora come si fa ripartire l\u2019economia? Da una parte con le mitiche \u201criforme strutturali\u201d, il che significa soprattutto ridurre le protezioni sul lavoro, precarizzare \u2013 pardon, \u201cflessibilizzare\u201d \u2013 abbassare il pi\u00f9 possibile i salari. Dall\u2019altra stimolando il sistema economico. Il QE, acquistando titoli dalle banche, ha fatto aumentare le loro riserve liquide, e in pi\u00f9 si \u00e8 arrivati a stabilire su queste riserve un tasso negativo, cio\u00e8 le banche pagano se le tengono ferme (a parte la riserva obbligatoria). Questo avrebbe dovuto spingerle a prestare e le imprese avrebbero dovuto usare quei soldi per investire, facendo ripartire il ciclo. Teoricamente perfetto: peccato che non sia successo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come mai? Magari perch\u00e9 le imprese investono se pensano che riusciranno a vendere quello che producono. Ma le famiglie, con salari fermi o in calo e alta disoccupazione, il tutto condito con tagli al welfare, hanno poco da spendere. E nessun aiuto viene dal bilancio pubblico, con gli investimenti che in Italia sono calati a un terzo del periodo pre-crisi. Investire e produrre per riempire i magazzini? No, grazie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non solo. Anche la regolamentazione bancaria internazionale ci ha messo del suo, considerando rischiosi i prestiti all\u2019economia assai pi\u00f9 degli impieghi finanziari. Cos\u00ec, le banche che vogliono farli devono raccogliere pi\u00f9 capitale di quelle che i soldi li giocano alla roulette. E bravi regolatori!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora il QE volge al termine, proprio mentre la debole crescita europea mostra segni di rallentamento. Ha tamponato i problemi, ma non li ha risolti. Sar\u00e0 servito almeno a mettere in discussione le linee politiche seguite finora? Si pu\u00f2 scommettere di no. Quelle politiche non hanno come obiettivo quello di far star bene il maggior numero possibile di persone, ma di realizzare una societ\u00e0 competitiva dove alcuni prosperano, e gli altri peggio per loro: al massimo verranno tenuti buoni con qualche sussidio che li faccia sopravvivere, e dovranno pure ringraziare. E\u2019 l\u2019\u201deconomia sociale di mercato\u201d, bellezza!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/?fbclid=IwAR2Si4_HGpMKdtbqlsLGuhTtqT6PXPtgYmYGWx2dbk-9U3hgQMaEjle7jeI\">http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/?fbclid=IwAR2Si4_HGpMKdtbqlsLGuhTtqT6PXPtgYmYGWx2dbk-9U3hgQMaEjle7jeI<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CARLO CLERICETTI Insieme al 2018 se ne va anche il quantitative easing della Bce. In questo articolo pubblicato qualche tempo fa su\u00a0MicroMega\u00a0ho tentato di farne un bilancio. Il quantitative easing (QE), ossia l\u2019acquisto straordinario di titoli di Stato e obbligazioni societarie da parte della Bce, sta per finire. Che bilancio se ne pu\u00f2 fare? Dei suoi effetti sull\u2019economia si \u00e8 gi\u00e0 molto discusso, e se ne pu\u00f2 fare un breve ricapitolo. Poco si \u00e8&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":93,"featured_media":17218,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/CLERICETTI.gif","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-cp6","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47684"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/93"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=47684"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47684\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":47696,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47684\/revisions\/47696"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/17218"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=47684"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=47684"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=47684"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}