{"id":47717,"date":"2019-01-14T09:30:17","date_gmt":"2019-01-14T08:30:17","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47717"},"modified":"2019-01-13T20:00:28","modified_gmt":"2019-01-13T19:00:28","slug":"perche-io-liberale-processo-questa-unione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47717","title":{"rendered":"Perch\u00e9 io, liberale, processo questa Unione europea"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>START MAGAZINE (Corrado Ocone)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/CF2EC4BC-4934-4AE1-9665-E4F820E5DCB9-477x400.jpeg\" sizes=\"(max-width: 477px) 100vw, 477px\" srcset=\"https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/CF2EC4BC-4934-4AE1-9665-E4F820E5DCB9-477x400.jpeg 477w, https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/CF2EC4BC-4934-4AE1-9665-E4F820E5DCB9-300x252.jpeg 300w, https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/CF2EC4BC-4934-4AE1-9665-E4F820E5DCB9-768x644.jpeg 768w, https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/CF2EC4BC-4934-4AE1-9665-E4F820E5DCB9.jpeg 960w\" alt=\"\" width=\"477\" height=\"400\" \/><span id=\"more-49480\"><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il politicamente corretto non \u00e8 divenuto senso comune, come forse alcuni suoi interpreti immaginavano o auspicavano, ma esso continua a celebrare i suoi fasti, e le sue follie, soprattutto nei paesi anglosassoni, in quei settori ove si dovrebbe elaborare la cultura dell\u2019Occidente: dai campus universitari al mondo dei media (non solo e non tanto negli approfondimenti giornalistici ma anche nei prodotti di intrattenimento), dall\u2019editoria all\u2019intellettualit\u00e0 media e diffusa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello stesso tempo, come ha segnalato qualche giorno fa \u00c9ric Zemmour su <em>Le Figaro<\/em>, alcuni settori della sinistra cominciano a far propria quella critica alla correctness che era stata quasi esclusivo appannaggio, fino a poco tempo fa, della destra. In Italia, se ne \u00e8 avuta una prova con il numero speciale dedicato al tema dalla rivista <em>MicroMega<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non da sinistra \u00e8 per\u00f2 venuto, sempre recentemente, quello che a me sembra il migliore tentativo fatto finora di sistematizzare e storicizzare il tema, e forse non solo in Italia, collegando cio\u00e8 fra loro i vari aspetti in cui esso si \u00e8 manifestato, e pi\u00f9 in generale riconducendolo alle evoluzioni del pensiero progressista dopo la \u201ccrisi\u201d relativistica e nichilistica subita dalla cultura europea fra Otto e Novecento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel libro di Eugenio Capozzi a cui mi riferisco (<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/energia\/ecco-le-fissazioni-ideologiche-dellambientalismo-anti-umano\/\"><em>Politicamente corretto. Storia di un\u2019ideologia<\/em>, Marsilio<\/a>), il tema della crisi dell\u2019Occidente, di cui il politically correct \u00e8 contemporaneamente causa ed effetto, \u00e8 ben presente, ma non \u00e8 legato, per la natura stessa del libro, ad un elemento che \u00e8 in genere poco considerato ma che a me appare fondamentale: la sempre pi\u00f9 evidente incapacit\u00e0 di pensare in senso tragico la nostra esistenza o la vita umana. Di questa mancanza di senso del tragico, cio\u00e8 dell\u2019incomponibile e dell\u2019inconciliabile, la cultura liberal o politicamente corretta \u00e8, a mio avviso, espressione significativa. Ed \u00e8 su queste basi \u201cfilosofiche\u201d che la critica al politicamente corretto andrebbe appoggiata per essere veramente profonda e radicale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cerco di spiegare in che senso, o di cosa si tratta. Con qualche esempio tratto dall\u2019attualit\u00e0. Parliamo di Europa. Che la costruzione europea sia in crisi, e che la sua crisi sia sistemica e non dovuta certo, come i nostri europeisti sembrano credere, ad una contingenza storica che presto passer\u00e0, l\u2019affacciarsi cio\u00e8 dei partiti cosiddetti \u201cpopulisti\u201d, a me sembra evidente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crisi, che nessun buon esito delle elezioni europee potr\u00e0 coprire, dipende da molti fattori, ma principalmente dal fatto che, per creare l\u2019Unione, si \u00e8 creduto di poter fare a meno della politica, cio\u00e8 di poter creare delle istituzioni tendenzialmente depoliticizzate. La crisi \u00e8 venuta fuori nel momento in cui la politica, che \u00e8 connaturata alla vita umana proprio in quanto tragica o conflittuale, ha presentato i propri conti: il \u201csovranismo\u201d non \u00e8 altro che questo. Ora, la depoliticizzazione pu\u00f2 avvenire in due modi: riconducendo la politica, cio\u00e8 il conflitto che \u00e8 insito nelle relazioni umane, all\u2019etica o a un diritto eticizzato, oppure riconducendola all\u2019economia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Unione europea ha tentato entrambe le vie, le ha integrate: da una parte leggi sempre pi\u00f9 pervasive e dettagliate, e organismi sovranazionali non rappresentativi che si sono sovrapposti a quelli nazionali legittimamente eletti, hanno tolto spazio alla politica in nome di ideali etici astratti e non incarnati; dall\u2019altra, si \u00e8 pensato che la forza impersonale del mercato potesse garantire di per s\u00e9 l\u2019imparzialit\u00e0 delle relazioni negoziali umane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La cultura liberal di sinistra e la cultura liberista di destra, il politically correct e il mercatismo astratto, le due ideologie che hanno dominato la fine del Novecento, hanno perci\u00f2 finito per tendersi la mano, il tutto all\u2019insegna di una impossibile neutralizzazione dei conflitti umani, cio\u00e8 della politica. Gli organismi sovranazionali, fra cui l\u2019Unione Europea, hanno rappresentato proprio l\u2019impossibile tentativo di realizzare questa utopia. E si sono esplicate in una capillare opera di razionalizzazione e formalizzazione dei rapporti umani, radicalizzando una delle tendenze i fondo dell\u2019et\u00e0 moderna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un processo non liberale, almeno nel senso classico del termine. Il liberalismo non si \u00e8 proposto infatti storicamente come un tendenziale estirpatore del conflitto ma anzi come una tecnica per temperare i poteri contrapponendo ad essi altri poteri: il trionfo, non la morte della politica. Non \u00e8 un caso che esso si sia incarnato, soprattutto nell\u2019Ottocento, nella nazione, cio\u00e8 in quel perimetro ideale ove la libert\u00e0 \u00e8 diventata concreta ed ha potuto manifestarsi, con tutte le imperfezioni del caso e la provvisoriet\u00e0 delle soluzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E torniamo qui al sentimento tragico della vita, che \u00e8 connaturato al liberalismo. La consapevolezza \u00e8 che male e bene sono inestricabilmente intrecciati, che l\u2019uno pu\u00f2 essere linfa vitale per l\u2019altro (che cosa sono le \u201cconseguenze inintenzionali delle azioni umane se non questo?), che la vita \u00e8 un palcoscenico ove tutto \u00e8 legato e tutto si compone in una rappresentazione senza copione e senza risoluzione, ove nessuno ha la verit\u00e0 in tasca anche perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 storica e vive nelle situazioni, ove tutti siamo contemporaneamente colpevoli e innocenti. La tragedia, appunto, come quella di Shakespeare, la quintessenza dell\u2019Occidente: l\u2019irrompere della vita nelle forme della regolamentazione astratta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Occidente non \u00e8 altro che questo, cio\u00e8 che il politicamente corretto vuole sopprimere: il contraddittorio, la tensione, la non riducibilit\u00e0, l\u2019anima e il corpo che accampano entrambi le loro \u201cragioni\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019etica non pu\u00f2 essere un astratto programma di studio, o un ordinamento comunitario, ma solo la sempre imperfetta e parziale messa in atto, attraverso il conflitto e la politica, della nostra libert\u00e0 e responsabilit\u00e0. Riaprire le porte alla politica pu\u00f2 avvenire confusamente, e anche per certi aspetti pericolosamente, come sta avvenendo in questo momento, ma se ci teniamo allo spirito dell\u2019Occidente, e alla libert\u00e0 cos\u00ec come \u00e8 venuta fuori in queste lande, al processo storico in atto non possiamo chiudere in faccia porte e finestre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/mondo\/ocone-unione-europea\/\">https:\/\/www.startmag.it\/mondo\/ocone-unione-europea\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di START MAGAZINE (Corrado Ocone) &nbsp; Il politicamente corretto non \u00e8 divenuto senso comune, come forse alcuni suoi interpreti immaginavano o auspicavano, ma esso continua a celebrare i suoi fasti, e le sue follie, soprattutto nei paesi anglosassoni, in quei settori ove si dovrebbe elaborare la cultura dell\u2019Occidente: dai campus universitari al mondo dei media (non solo e non tanto negli approfondimenti giornalistici ma anche nei prodotti di intrattenimento), dall\u2019editoria all\u2019intellettualit\u00e0 media e diffusa. 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