{"id":47727,"date":"2019-01-14T11:30:37","date_gmt":"2019-01-14T10:30:37","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47727"},"modified":"2019-01-13T20:40:20","modified_gmt":"2019-01-13T19:40:20","slug":"dove-sbaglia-la-sinistra-sovranista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=47727","title":{"rendered":"Dove sbaglia la \u201csinistra sovranista\u201d"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>L&#8217;INTERFERENZA (Fabrizio Marchi)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<article id=\"post-7900\" class=\"post-7900 post type-post status-publish format-standard hentry category-editoriali category-in-evidenza tag-capitalismo tag-lotta-di-classe tag-nazione tag-patria tag-sinistra tag-sovranismo tag-stato\">\n<div class=\"entry-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho letto questo articolo di Carlo Formenti <a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/articoli-brevi\/14088-carlo-formenti-l-ideologia-antistatalista-e-l-autodistruzione-delle-sinistre.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/articoli-brevi\/14088-carlo-formenti-l-ideologia-antistatalista-e-l-autodistruzione-delle-sinistre.html<\/a> che \u00e8 in buona parte condivisibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia mi pare che nella sua posizione cos\u00ec come in quelle dei vari esponenti della neonata \u201csinistra sovranista\u201d ci sia un eccesso di enfasi nei confronti dei concetti di nazione e di patria. Non \u00e8 un caso che l\u2019autore concluda l\u2019articolo con una citazione del subcomandante Marcos che difende lo stato nazionale contro il tentativo di distruggerlo da parte del grande capitalismo transnazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma \u00e8 soltanto l\u2019ultima in ordine di apparizione. Fino ad ora il pi\u00f9 gettonato negli ambienti della suddetta sinistra sovranista \u00e8 stato sicuramente Palmiro Togliatti, storico leader del PCI che \u2013 pur essendo \u201ccosa\u201d completamente altra rispetto a Marcos per cultura, formazione politica e contesto storico-politico \u2013 sosteneva la necessit\u00e0 di difendere e rafforzare lo stato nazionale che in Italia \u2013 \u00e8 bene ricordarlo \u2013 scaturiva dalla guerra di liberazione contro il nazifascismo ed era il risultato di una gigantesca mediazione tra forze politiche nazionali e internazionali assai diverse che port\u00f2 al \u201cvaro\u201d della Costituzione Italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, la funzione delle citazioni \u00e8 quella di individuare quei precedenti storici (autorevoli\u2026) con i quali rafforzare e \u201cgiustificare\u201d le proprie posizioni, specie quando queste sono tacciate dagli avversari di essere pericolose, ambigue o addirittura reazionarie. \u00a0A mio parere \u00e8 un atteggiamento di debolezza e non di forza, perch\u00e9 se si \u00e8 veramente convinti delle proprie opinioni non c\u2019\u00e8 necessit\u00e0 di ricorrere ai suddetti \u201cprecedenti\u201d, anche perch\u00e9 la storia e la politica non funzionano come la giurisprudenza e ci\u00f2 che poteva essere valido per il passato potrebbe non esserlo pi\u00f9 per l\u2019oggi. Ma non \u00e8 questo il punto che volevo ora trattare (e mi interessa anche poco).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il punto, anzi, i punti sono altri. \u00a0Prima per\u00f2 \u00e8 bene chiarire alcune aspetti onde evitare equivoci e\/o fraintendimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ho un pregiudizio nei confronti dei concetti di patria e nazione (sarei anche un \u201ccattivo\u201d socialista e un \u201ccattivo\u201d comunista se li avessi\u2026) che nella storia sono stati concepiti e interpretati in modi e forme estremamente differenti. Invito quindi a leggere (per non ripetermi) questi due articoli dove spiego la mia posizione che \u00e8 tutt\u2019altro che aprioristicamente contraria ai summenzionati concetti, che non considero affatto di destra o reazionari a prescindere come vorrebbe una certa vulgata di sinistra cosiddetta \u201cradicale\u201d:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/editoriali\/sul-concetto-patria\/\">http:\/\/www.linterferenza.info\/editoriali\/sul-concetto-patria\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/editoriali\/sul-concetto-identita\/\">http:\/\/www.linterferenza.info\/editoriali\/sul-concetto-identita\/<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come prima cosa resta da chiarire se la posizione \u201cnazionalista\u201d di Togliatti fosse dovuta a ragioni ideologiche (come \u00e8 per la \u201csinistra sovranista\u201d) oppure semplicemente dettata dalla realpolitik, che finisce molto spesso se non quasi sempre a dettare le regole e a fare la politica. Ricordiamo che ci si trovava nel mondo diviso in blocchi; il PCI era ideologicamente e politicamente collocato all\u2019interno del blocco sovietico ma geograficamente e concretamente collocato in quello occidentale. Il contesto internazionale, che vedeva una sorta di \u201cpace armata\u201d fra USA e URSS e l\u2019impossibilit\u00e0 per le ben note ragioni di modificare quell\u2019equilibrio, costrinse di fatto i comunisti (e non solo quelli italiani\u2026), in totale accordo con Mosca, a percorrere la strada delle \u201cvie nazionali al socialismo\u201d. \u00a0Questo per dire che, a mio parere, \u00e8 ancora da stabilire \u2013 ammesso, sia chiaro, che abbia una sua importanza perch\u00e9 ci\u00f2 che conta \u00e8 sempre la effettiva e concreta determinazione delle cose \u2013 se la rivendicazione dei concetti di nazione e patria da parte dei comunisti italiani e di Togliatti fosse dettata da ragioni ideologiche o semplicemente da fatti contingenti (che sono sempre quelli che contano) che hanno concretamente portato ad una modificazione anche della strategia. Il dibattito, per quanto mi riguarda, \u00e8 aperto. Resta il fatto che la stessa URSS era uno stato nazionale, anche se formata da tante diverse etnie e nazionalit\u00e0, cos\u00ec come gli altri stati socialisti anche se di fatto e poi anche formalmente sottoposti a sovranit\u00e0 limitata (come, del resto i paesi europei occidentali aderenti alla NATO e non solo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A mio parere questa questione \u00e8 mal posta dagli stessi amici e compagni della \u201csinistra sovranista\u201d che, in questo caso, cos\u00ec come sul modo di leggere e affrontare il nodo dell\u2019immigrazione (ma su questo aspetto mi sono gi\u00e0 pronunciato pi\u00f9 volte e non voglio tornarci in questa sede per non ripetermi\u2026), rischiano di essere contigui alla \u201cdestra (solo a parole) sovranista\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembrerebbe quasi \u2013 per come la questione viene posta \u2013 che sia in atto uno scontro fra capitale transnazionale e liberista da una parte e stati sovrani e \u201cstatalisti\u201d o comunque non liberisti dall\u2019altra. Da una parte, quindi, il grande capitale che tutto vuole dissolvere, in primis gli stati nazionali, e dall\u2019altra la resistenza di questi ultimi, come dei bastioni dell\u2019anticapitalismo e dell\u2019anti neoliberismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ovviamente, se cos\u00ec stessero le cose, non resterebbe che schierarci dalla parte degli stati nazionali per contrastare la furia dissolutrice dell\u2019 \u201dimpero\u201d capitalista sovra e transnazionale. Non sono uno sprovveduto e capisco che forse la posizione degli amici sovranisti sia diversa da questa semplificazione (in tal caso, si spiegassero meglio perch\u00e9 se non l\u2019ha capita il sottoscritto \u00e8 probabile che anche tanti altri siano nella mia stessa situazione\u2026). E tuttavia, stando alla loro rappresentazione, sembrerebbe essere proprio questo lo scenario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, un conto \u00e8 la critica (che condivido) all\u2019antistatalismo anarcoide di una certa sinistra, ormai peraltro ridotta ai minimi termini, che individua nello stato solo e soltanto una istituzione repressiva e totalitaria sempre e comunque, e un altro \u00e8 considerare lo stato stesso e gli stati come i bastioni, per definizione, della resistenza al capitalismo e all\u2019imperialismo. Possono esserlo (e lo sono stati, a volte, nella storia), ma possono, ovviamente, anche non esserlo, come il pi\u00f9 delle volte \u00e8 invece accaduto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 senz\u2019altro vero che il capitalismo, specie in questa fase storica, tende a spogliare di autonomia e sovranit\u00e0, spesso a sottomettere e talvolta a distruggere (con la guerra e\/o processi di destabilizzazione violenta) gli stati nazionali, ma questo avviene solo in determinati casi, e comunque nella \u201cperiferia\u201d (pi\u00f9 o meno vicina o lontana) dell\u2019 \u201cimpero\u201d. Perch\u00e9 \u00e8 proprio attraverso gli stati (naturalmente quelli dominanti) e i loro apparati militari, burocratici, mediatici e repressivi che il capitale afferma e consolida il suo dominio. A meno di non pensare che il capitalismo sia una sorta di entit\u00e0 astratta che vive e prolifera in una dimensione altra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse pensiamo che il capitale abbia intenzione di dissolvere gli USA, la Gran Bretagna o Israele? Ma non scherziamo neanche. Questi tre stati (ma anche altri, ovviamente, seppur con funzioni talvolta relativamente minori) costituiscono la cabina di regia del capitalismo e dell\u2019imperialismo mondiale e sono del tutto sovrapposti e identificati con il capitalismo stesso di cui sono lo strumento principale. La funzione degli stati resta, dunque, fondamentale, sia per quanto riguarda il mantenimento dell\u2019ordine sociale (capitalistico) all\u2019 interno agli stati stessi, sia per quanto riguarda il controllo, la \u201cprevenzione\u201d e la eventuale repressione (guerra imperialista, colpi di stato, destabilizzazione ecc.) di guerriglie, movimenti di liberazione nazionali o semplici rivolte sociali, in tutto il mondo. Insomma, non credo di dire chiss\u00e0 quale novit\u00e0 se dico che lo stato \u00e8 sempre stato lo strumento e l\u2019espressione del potere delle classi dominanti. Il punto non \u00e8 la sua dissoluzione (utopisticamente auspicabile, in linea molto teorica, in un ipotetico futuro remoto che, personalmente, non riesco neanche a concepire con la mia mente\u2026) ma il suo controllo. O meglio, di chi lo controlla e lo rende strumento del proprio dominio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi scrive \u00e8 convinto altres\u00ec che il capitale (e quindi gli stati capitalisti e imperialisti), tende, soprattutto in questa fase (ma \u00e8 accaduto anche nel XVIII, XIX e XX secolo, solo con strumenti e modalit\u00e0 meno sofisticate) a distruggere o comunque indebolire ogni forma di identit\u00e0, a partire da quella di classe, naturalmente (quella che il capitale stesso teme di pi\u00f9), ma anche quelle culturali (e, oggi, addirittura sessuali\u2026). E\u2019 normale che sia cos\u00ec. Un popolo privato della sua storia, della sua cultura, dei suoi usi e costumi e, quindi, della sua identit\u00e0, \u00e8 pi\u00f9 facile da sottomettere. Ma questo vale, appunto, per i popoli, i paesi e gli stati che devono essere posti in una condizione di sottomissione, non per gli stati dominanti. Pensiamo, ad esempio, agli USA e ad Israele. La forza di questi stati \u00e8 data, oltre che dalla potenza economica e militare, dalla sovrastruttura ideologica che costituisce il collante con la \u201csociet\u00e0 civile\u201d. La forza di questi stati \u2013 pensiamo soprattutto ad Israele (ma anche agli USA) \u2013 affonda le radici proprio nella loro identit\u00e0 culturale e religiosa, alla quale non potranno mai rinunciare, pena la loro scomparsa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembrerebbe una contraddizione ma non lo \u00e8 affatto. Se la storia, infatti, ci ha dimostrato una cosa, \u00e8 che il capitalismo \u00e8 un sistema (un modo di produzione ma non solo, perch\u00e9 provvisto di una fortissima capacit\u00e0 di penetrazione ideologica e di costruzione del consenso\u2026) estremamente flessibile in grado di incistarsi e convivere con pressoch\u00e8 qualsiasi contesto culturale purch\u00e8 questo non costituisca una fattore di disturbo o di ostacolo alla sua in linea teorica illimitata riproduzione (in tal caso lo si distrugge con la guerra o lo si sottomette con la forza). Ecco dunque, che abbiamo visto e continuiamo a vedere il capitalismo sposarsi e convivere serenamente con sistemi liberali cos\u00ec come con orrende dittature, con societ\u00e0 fortemente laicizzate cos\u00ec come con contesti religiosi ultra fondamentalisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quindi, anche in questo caso, sbaglia chi dice che il capitalismo ha nel suo DNA la distruzione delle identit\u00e0 a prescindere (cos\u00ec come chi pensa che capitalismo e libert\u00e0 e democrazia siano indissolubilmente legati), perch\u00e9 cos\u00ec non \u00e8. \u00a0Il capitalismo distrugge quelle forme identitarie che ostacolano, per varie ragioni, il suo dominio, ma ne preserva gelosamente altre. \u00a0La realt\u00e0 va sempre osservata e analizzata nella sua complessit\u00e0; molto spesso, per\u00f2, per ragioni fondamentalmente ideologiche, non lo si fa. Ma \u00e8 un grave errore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche per queste ragioni, mi sembra che l\u2019eccesso di enfasi attribuito dai \u201csovranisti di sinistra\u201d (li definisco tali, anche se impropriamente, per distinguerli da quelli di destra di cui non me ne importa assolutamente nulla perch\u00e9 li considero degli avversari diretti\u2026) ai concetti di patria e di nazione sia decisamente fuori luogo. Mi pare che siamo di fronte ad un (maldestro, se devo essere sincero) tentativo di rincorrere la destra sul suo stesso terreno cercando di ricostruire un proprio profilo ideologico su presupposti, peraltro, anche molto datati. Il tentativo \u00e8 ancora pi\u00f9 maldestro se pensiamo che quella parte maggioritaria dei ceti popolari che ha votato sia per il M5S che per la Lega, non lo ha fatto certo per difendere gli ideali di patria e nazione, ma per cercare di trovare qualcuno che rappresentasse in qualche modo i loro bisogni e interessi sociali. Questa strategia assume contorni addirittura grotteschi se pensiamo che la Lega, che secondo i sondaggi ha gi\u00e0 scavalcato il suo partner di governo (ancora per quanto?\u2026) \u00e8 un partito che per anni ha sputato sulla patria e sulla nazione italiana sostenendo (e continuando a sostenere) il secessionismo delle regioni ricche del paese all\u2019insegna dell\u2019egoismo sociale, del particolarismo localistico e degli attacchi costanti e continui alla Costituzione (che, oggi ipocritamente, sostengono di voler difendere\u2026).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se i sovranisti di sinistra credono quindi di poter ricostruire un dialogo con le masse popolari parlando di patria e nazione sono veramente fuori strada.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vera questione che una nuova forza socialista dovrebbe porre al centro della sua analisi e della sua prassi politica, \u00e8 quella di classe, naturalmente con la capacit\u00e0 e l\u2019intelligenza di riproporla nelle forme nuove e adeguate che la realt\u00e0 (cio\u00e8 le trasformazioni del sistema capitalista, sia dal punto di vista economico e sociale che da quello ideologico e culturale) impone. Ed \u00e8 proprio l\u2019aver abbandonato questa questione \u2013 con la conseguente adesione al paradigma ideologico neoliberale \u2013 che ha portato la Sinistra (quella con la S maiuscola e senza virgolette) ad autodistruggersi ed a lasciare inevitabilmente campo libero alle forze populiste (che, ovviamente, non sono omogenee ma non posso entrare ora nel merito altrimenti dovrei scrivere un altro articolo ad hoc) nei confronti delle quali la neonata \u201csinistra sovranista\u201d ha un atteggiamento fin troppo debole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi pare, quindi, che in questo sforzo di ridefinirsi e di prendere le (doverose) distanze dall\u2019attuale \u201csinistra\u201d, sia nella versione liberal che in quella radical, questa area politica stia commettendo degli errori decisamente gravi, sia di ordine politico che analitico, interpretativo e ideologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ultima \u2013 ma non certo secondaria (direi anzi, clamorosa) \u2013 contraddizione degli esponenti (o di gran parte di essi) di questa area politica \u00e8 la posizione nei confronti dell\u2019ideologia politicamente corretta che in linea teorica sostengono di voler combattere in quanto funzionale e organica al sistema capitalista ma alla quale restano intimamente e indissolubilmente legati. Accettano di buon grado di essere tacciati di \u201crossobrunismo\u201d per le loro posizioni sull\u2019immigrazione o sul \u201csovranismo\u201d ma non hanno il coraggio di mettere in discussione il femminismo che di quell\u2019ideologia \u00e8 uno dei mattoni fondamentali, a parte qualche tiepidissima e compatibilissima critica che lo stesso Formenti ha formulato in un suo libro nei confronti del neo femminismo attualmente dominante, mantenendo per\u00f2 intatta e anzi riconfermando la narrazione femminista in tutto e per tutto (fa eccezione l\u2019amico e compagno Alessandro Visalli, dirigente di Patria e Costituzione, che ha recensito il mio libro e lo ha anche presentato a Roma insieme agli amici Pierluigi Fagan e Antonio Martone: <a href=\"http:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/11\/fabrizio-marchi-contromano.html\">http:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2018\/11\/fabrizio-marchi-contromano.html<\/a> ). Se lo facciano per convinzione, opportunismo o codardia o per tutte e tre le cose insieme \u00e8 del tutto irrilevante dal punto di vista politico e rimanda soltanto all\u2019opinione personale che ciascuno di noi si fa degli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"irc_mi\" src=\"https:\/\/www.vermidirouge.com\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/vermidirouge1178_sovranismo_e_barbarie-1024x724.jpg\" alt=\"Immagine correlata\" width=\"826\" height=\"584\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fonte foto: Vermi di Rouge (da Google)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"tags\"><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/editoriali\/sbaglia-la-sinistra-sovranista\/\">http:\/\/www.linterferenza.info\/editoriali\/sbaglia-la-sinistra-sovranista\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/article>\n<div id=\"posts-pagination\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTERFERENZA (Fabrizio Marchi) &nbsp; Ho letto questo articolo di Carlo Formenti https:\/\/www.sinistrainrete.info\/articoli-brevi\/14088-carlo-formenti-l-ideologia-antistatalista-e-l-autodistruzione-delle-sinistre.html che \u00e8 in buona parte condivisibile. Tuttavia mi pare che nella sua posizione cos\u00ec come in quelle dei vari esponenti della neonata \u201csinistra sovranista\u201d ci sia un eccesso di enfasi nei confronti dei concetti di nazione e di patria. Non \u00e8 un caso che l\u2019autore concluda l\u2019articolo con una citazione del subcomandante Marcos che difende lo stato nazionale contro il tentativo di&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":86,"featured_media":41258,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/linterferenza.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-cpN","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47727"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/86"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=47727"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47727\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":47728,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47727\/revisions\/47728"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/41258"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=47727"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=47727"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=47727"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}